CKI il forum della canoa italiana

Re:Contratto di Fiume del Trebbia

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Marco Gamberoni

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L'assioma discutibile appunto sostiene che essendo l'uomo un prodotto della natura, tutto quello che egli stesso produce sarebbe generato in definitiva dalla natura stessa. Giusto per risparmiarci una dissertazione da Agostino a Husserl, butto lì solo su tre punti: 1) Nessuno porterebbe in giudizio un meteorite per risarcimento danni... andate avanti da soli col ragionamento...
Mah, sarebbe ragionevole, ma non si può escludere: http://comunicazione.ingv.it/it/9-segnalazioni/873-comunicato-sulla-sentenza-del-processo-a-l-aquila.html

Venendo alle cose serie:
Qualche differenza fra naturale e artefatto esiste, e non si dà, mi spiace, nessun vasto pensiero definitivo che possa negarlo.
...
Come già aveva osservato Pascal (o forse Montaigne?), i successi tecnici dell'uomo, per quanto grandiosi, non arriveranno mai a produrre neppure lontanamente la mirabile e misteriosa complessità del più minuscolo insetto,

Quello che Pascal escludeva è stato fatto nel 2010: http://www.jcvi.org/cms/press/press-releases/full-text/article/first-self-replicating-synthetic-bacterial-cell-constructed-by-j-craig-venter-institute-researcher/home/

E questa è la frontiera attuale:
http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2013/04/02/fact-sheet-brain-initiative
https://www.humanbrainproject.eu/

Ma credo che puntualizzare ulteriormente sarebbe fuori luogo in questo forum. Già il mio post è decisamente superfluo rispetto al tema in questione.

Assolutamente d'accordo, ma il tuo post meritava una risposta.
Fine degli off-topic da parte mia.

maurizio bernasconi

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Manipolare l'esistente non è certo costruire. Giocano e non sanno quello che fanno.

maurizio bernasconi

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Capisco che veramente questa non è la sede per la fisica e per la metafisica. Chi si interessa a certi problemi sa trovare il luogo.  Il bello della canoa è che puoi praticarla in modo soddisfacente anche con gente che con te non ha nulla a che spartire e che il lunedì mattina neanche sapresti riconoscere.

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ieri sera (18,30-21,30) a Rivergaro riunione interlocutoria per focalizzare le necessità dei vari gruppi di interesse relativi al fiume Trebbia. Presenti per i canoisti il sottoscritto e Martino Frova di "Sport in Open Space" di Marsaglia. Si sono focalizzate le necessità di insistere con il DMV in periodo estivo per le esigenze di tutti i fruitori del fiume. Si è cercato, da parte di tutte le organizzazioni e gruppi di interesse, di emulare il sistema francese di fruizione dei fiumi e per questo di obbligare il gestore dell'invaso del Brugneto a rilasciare, in modo particolare negli anni pingui d'acqua, in periodi estivi come questo appena trascorso, non tanto un DMV ma qualcosa di ben più corposo, affinché tutti possano beneficiare dell' acqua, bene pubblico gratuito (finché la stessa è nel proprio alveo).
I pescatori sono assolutamente d'accordo sull'abbattimento della diga di San Salvatore anche se i pesci, così ci è stato detto, sono in grado di risalire anche al buio la galleria (questo non è positivo per la richiesta di abbattimento, mentre lo è per la loro riproduzione) e i più vecchi hanno ricordato anch'essi nei '70s il tentativo di sgretolamento con esplosivo della Diga di San Salvatore. Tentativo fallito per l'esiguità della carica e per la forza del manufatto. Ho esplicitato la nostra rinnovata volontà di abbattimento della diga di San Salvatore e verrà proposto alla Regione Emilia Romagna nella riunione ufficiale del Contratto di Fiume di novembre.
Si sta cercando dare inizio al coordinamento di tutti i comuni della valle Trebbia per offrire al turismo delle migliori proposte, soprattutto per ciò che riguarda l'ospitalità, ora davvero ridottissima come strutture lungo il fiume.
Mi ha colpito la positività delle intenzioni di tutti i partecipanti ed il rispetto delle esigenze di ogni figura d'interesse, dall'agricoltore all'ambientalista, dal pescatore al canoista, dal valligiano al turista etc... Purtroppo chi deve fornire l'acqua per le necessità richieste non era presente, ma verrà costretto a manifestare interesse ed a partecipare.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Vittorio Pongolini

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Il secondo Forum Pubblico relativo al Contratto di Fiume del Trebbia si terrà il prossimo 29 novembre alle ore 9,30 (fino alle 13,30) presso il Palazzo Gotico di Piacenza. (http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo/contratto-di-fiume-del-trebbia/con-la-trebbia/avvisi/al-via-il-secondo-forum-pubblico).
Può intervenire chiunque. Sono ben graditi tutti i frequentatori a pagaia del fiume appenninico con coordinazione univoca sugli intenti fin qui discussi. Io ci sarò e porterò in dote le esigenze dei canoisti di cui siete già a conoscenza.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Vittorio Pongolini

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Vi inoltro quanto ricevuto dalla Segreteria organizzativa

Contratto di fiume del Trebbia

II Forum pubblico – La gestione della risorsa idrica: obiettivi e linee di azione

29 novembre 2014

9:30-13:30

Piacenza - Palazzo Gotico
 
Si prega di restituire compilato il modulo di adesione.

Confidando nella massima partecipazione e in un’attiva collaborazione per dare ampia diffusione all’iniziativa, si porgono cordiali saluti.

La segreteria
 

Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua

Direzione Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa

Viale della Fiera, 8 – 40127 Bologna

Telefono 051 5276980

Fax 051 5276874

[email protected]

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Ultima modifica: Novembre 25, 2014, 07:07:49 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Vittorio Pongolini

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Segnalo il 3° incontro per il Contratto di Fiume della Trebbia: sabato 23 maggio 2015, h.  9,30-13.30 a Bobbio, Auditorium Santa Chiara.



Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Vittorio Pongolini

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Lo scorso sabato 23 maggio, mattina, presso l'Auditorium di Santa Chiara di Bobbio si è tenuto il 3° forum pubblico del Contratto di fiume della Trebbia. Come UNICO rappresentante dei canoisti (e rafter) sono intervenuto pubblicamente, microfono in mano, a favore di un abbattimento parziale - ho chiesto un varco di almeno dieci metri - o totale della diga di San Salvatore, con una contemporanea chiusura definitiva della galleria di derivazione per garantire una discesa senza soluzione di continuità ed aperta a tutti. L'intervento si è espresso in presenza delle autorità della Regione Emilia Romagna e del sindaco di Bobbio e si è, per così dire, appoggiato, sposandone i bisogni d'acqua richiesti all'origine, come  conseguenza delle aumentate necessità idriche degli agricoltori nonchè alle necessità richieste dagli ambientalisti di garantire, da parte della società Mediterranea, che gestisce il Bacino del Brugneto, non solo un DMV, ma bensì un flusso che garantisca una portata ecologica ed ambientale per consentire che la Trebbia sia considerata un fiume e non più solo un torrente a portata stagionale. Noi canoisti non possiamo che beneficiare di questo stato di cose.

L'intervento, che ho poi deviato verso la bellezza del tratto in gola Marsaglia - Bobbio, pari ai migliori fiumi d'oltralpe e sulla pericolosità della galleria, sia che sia percorsa in modo volontario dai canoisti esperti che involontario, qualora si finisca dentro risucchiati, è stato pertinente e gradito ed ha sortito qualche effetto, tant'è che a pranzo, con i rappresentanti regionali  se ne è riparlato ed un paio degli stessi mi hanno garantito che ne avrebbero parlato a chi di dovere in Regione Emilia Romagna e che mi avrebbero ricontattato. Sono consapevoli che bisogna sistemare delle cariche di dinamite e che bisogna effettuare dei movimenti di macerie  e che per fare questo dovranno trovare dei finanziamenti. Non voglio dire nulla, ma al prossimo 4° incontro pubblico dell'11 luglio, se nel frattempo non avrò avuto risposte, li ricontatterò con sollecito.

Nel frattempo su http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo scriverò quanto richiesto al pubblico durante il forum, riguardo le intenzioni e gli interessi della categoria dei canoisti. Al prossimo incontro si tireranno le somme e si "firmeranno" tutte le richieste delle varie categorie.

Sono situazioni lente e farle digerire non è mai semplice, ma puntando sulle opportunità turistiche e sull'indotto di avere una molto maggiore presenza di canoisti nella media valle e per più mesi all'anno, si riuscirà ad avere delle ragioni per un intervento di abbattimento della diga.

Signori, voglio che teniate ben presente che i Contratti di Fiume sono l'unica occasione per portare avanti le nostre necessità. Vi consiglio caldamente di valutare per tutti i vostri fiumi che necessitano di interventi a nostro favore di prendervi parte, con cognizione di causa e d'intervento fisico. Non vergognatevi a partecipare e soprattutto ad intervenire e non crediate che siamo molto inferiori alle altre categorie di richiedenti: i fruitori dei fiumi ovvero i canoisti, portano molto nelle valli in termini di turismo e di indotto. Se la Trebbia nel tratto di secondo-terzo grado delle sue gole più belle, avrà la possibilità di essere discesa in continuità e senza pericoli, sarà un grosso successo, il primo successo ecologico-sportivo ottenuto in Italia dai canoisti.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Giuseppe Spinelli

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Caro Vittorio, sono completamente d'accordo sull'opportunità che viene offerta attraverso lo strumento dei Contratti di Fiume. La FICT per quanto possibile in relazione alle distanze cerca di essere presente per sostenere le ragioni dei canoisti italiani che molto spesso coincidono con quelle dell' intera popolazione. Si potrebbe fare una mappa dei Contratti di fiume al momento già aperti e trovare anche qualche volenteroso locale che possa ricevere la delega della Federazione. Andiamo avanti e cerchiamo di sensibilizzare al meglio tutte le Amministrazioni e vari Enti interessati.
Giuseppe Spinelli
Presidente FICT

renzo monelli

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Ti ringrazio molto per quanto ti sei impegnato. Vorrei avere la capacità e le opportunità per tentare di modificare la mortificante situazione del "mio", "nostro" fiume di casa, il Mincio. Di opportunità non ce ne sono state e vorrei capire come fare a suscitarle. Altro fiume che meriterebbe molta più attenzione è il Chiese. I lavori da fare per restituire una parvenza di naturalità a questi fiumi sarebbero importanti economicamente ma penso che , senza nulla togliere agli utilizzi utilitaristici, porterebbero una molto maggiore presenza di persone a godere delle tante opportunità che i fiumi offrono.

Vittorio Pongolini

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Vi inoltro per conoscenza quanto inviato alla Regione Emilia Romagna:

Per “ioPartecipo” Emilia Romagna.
Spettabili Assessori, Consiglieri e Tecnici della Regione Emilia Romagna,  Vi scrivo relativamente al Contratto di Fiume della Trebbia. Sono il rappresentante dei canoisti indipendenti, i massimi fruitori della risorsa fluviale Trebbia, dal punto di vista sportivo e ambientale.
Ho seguito dall’inizio tutti gli incontri relativi al Contratto di Fiume della Trebbia e porto avanti con strenua volontà la necessità di rendere il fiume Trebbia privo di ostacoli che ne impediscano la navigazione con canoe e kayak. Gli stessi ostacoli artificiali, esistenti nel tratto Marsaglia-Bobbio, sono fonte di pericolo per la discesa nella gola.  Sto parlando della diga di San Salvatore, inutile manufatto in stato di abbandono di conglomerato cementizio e armatura in legno, di  mussoliniana memoria, che non ha mai prodotto nulla e che non ha alcuno scopo di esistere se non quello nefasto di deturpare la bellezza sportiva e paesaggistica di una gola appenninica che non ha eguali in tutto il nord Italia.
La Trebbia, se liberata dalla diga di San Salvatore, potrebbe essere uno dei punti di riferimento sportivo e turistico del canoismo italiano, anche agonistico, e diventerebbe méta abituale di canoisti da tutta l’Europa: infatti la discesa nella gola di San Salvatore ha il pregio di conservarne l’acqua e di consentire le discese in canoa per molti più mesi rispetto agli altri tratti solitamente percorsi dalle canoe, cioè per almeno otto mesi all’anno; e qualora, come si sta discutendo,  venisse aumentato il DMV, si potrebbe colmare anche i quattro mesi mancanti, garantendo discese in canoa per tutto l’anno. La Trebbia diventerebbe quindi come il fiume Ardéche in Francia, solo ridotto in lunghezza, e più, per così dire, domestico per la logistica rispetto alla lunga discesa del fiume transalpino: otto chilometri contro 26 o 32.
Noi canoisti stiamo cercando di sensibilizzare la Regione Emilia Romagna relativamente alla necessità di abbattimento della diga di San Salvatore, parziale o totale, e della contemporanea chiusura della galleria di derivazione. La percorrenza della galleria è l’unico modo di superare il molesto manufatto senza doversi sobbarcare un lungo e faticoso trasbordo della diga. Ma la galleria è pericolosa ed è solo per canoisti esperti. Succede però che anche molti canoisti inesperti, per evitare la fatica del trasbordo, si infilino in quell’angusto, buio budello di 280 m. e che vadano a bagno in una condizione assolutamente pericolosa per la loro incolumità. Ci sono stati infatti diversi casi di ferimenti al corpo ed alle gambe ed un decesso in seguito ad una piena e non voglio pensare cosa potrebbe ancora succedere se un canoista o la sua canoa dovessero rimanere incastrati con l’imbarcazione rovesciata o con le gambe intrappolate all’interno della stessa. E’ facile pensare che la persona non avrebbe scampo! Inoltre i nostri ultimi rilevamenti ci hanno fatto notare che la volta e soprattutto i muri di sostegno, almeno all’imbocco della galleria, sono sul punto di cedere per vetustà e quindi di causare un ulteriore rischio di ostruzione, con ancora più pericoli, per il malcapitato che si avventurasse nella galleria.
Io sono un giovane-vecchio canoista di 57 anni e conosco la Trebbia dal 1970. L’ho percorso tutto, dalla alta Liguria alla confluenza col Po, galleria compresa, innumerevoli volte. Ricordo che il mio club, il Canoa Club Milano, ebbe modo di partecipare nei primi anni ‘70 al tentativo di demolizione della diga con dinamite: la carica espressa fu solo parziale e non bastò per demolire a sufficienza il manufatto. Si vedono oggigiorno solo alcuni cedimenti che sono solo un ulteriore pericolo anche nel trasbordo obbligato.
Vi segnalo tra l’altro che ci sono già stati esempi di abbattimento di dighe, anche in questi ultimi anni, su fiumi del Nord America. Sull' Elwha river nello stato di Washington, è stata abbattuta una vecchia diga che tra l’altro produceva energia elettrica e, prossimamente, sul White Salmon sempre nello stato di Washington, sul Penobscot, in Maine, e sul Klamath, in Oregon  verranno demolite altre dighe per le quali è stata dimostrata l'inutilità e la dannosità in primis per la fauna e la flora fluviali.
E’ indispensabile che ora la Regione si faccia carico della demolizione definitiva della diga di San Salvatore, con spostamento relativo dei materiali sgretolati derivati dallo smantellamento, per completare quella opera di demolizione mai terminata e per ridare libero corso al fiume, in piena luce, in modalità scevra da pericoli oggettivi. Su un Forum di canoisti è stata affrontata la questione da un paio di anni e all’indirizzo:
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,4844.0.html
potrete trovare ulteriori motivi di convincimento sulla necessità di abbattere quell’inutile, pericoloso manufatto. E per avere una idea della importanza sportiva e turistica della Trebbia, vi inviamo anche il link della ultima manifestazione di massa collettiva relativa alla discesa della Trebbia:
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5020.0.html
Cordiali saluti.
Vittorio Pongolini


Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Ben scritto e ben fatto Vittorio!
Non conosco il luogo, ho scarsa stima per gli organi dello Stato e forse faccio una proposta azzardata, ma ti chiedo: se tu facessi un notevole sforzo in più e gli presentassi anche un progetto di demolizione e rimozione, magari con un preventivo di ditte che direttamente o indirettamente conosci, magari tra il popolo dei canoisti? Cercando e sollecitando sponsor e fondi europei?
Andrea Ricci
[email protected]

Giuseppe Coduri

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Sarebbbe ottimo se davvero aumentassero i rilasci sul trebbia, magari anche modulandoli in modo da avere più disponibilità nei fine settimana.
Per la diga speriamo, ma ritengo che l'unica soluzione fosse lasciar fare la centralina. In quel modo il privato si sarebbe fatto carico di eliminare il problema della galleria e di creare lo scivolo per le canoe, oltre a creare un laghetto buono anche per i bagnanti.
Ha prevalso un approccio intransigente e (a mio avviso) un po' miope, la centralina non si farà.
Sarà difficile che un'amministrazione pubblica si faccia carico di un'opera del genere, che comporta, in fase di cantiere, quasi tutti gli impatti ambientali contestati per il progetto della centralina. Senza contare i costi.
Spero comunque di sbagliarmi, auguri.

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sempre per vs. conoscenza pubblico risposta Regione Emilia Romagna:

"Gentilissimo Vittorio Pongolini,
in relazione alla sua comunicazione ricevuta in data 16 giugno 2015, desideriamo innanzi tutto ringraziarla per l'interesse.
Il tema da lei sottolineato richiede indubbiamente approfondimenti e discussioni tra i vari soggetti coinvolti. Perciò, la informiamo che in autunno si terrà un nuovo Forum pubblico dedicato alla fruizione del fiume, dove si potrà avviare un adeguato confronto a riguardo.
Inoltre, dovrebbe essere anche attivato un apposito strumento "forum" nella piazza telematica "Con la Trebbia", al fine di estendere a tutti tale momento di partecipazione.
I nostri più cordiali saluti.
Emanuele Cimatti - Risorse Idriche Regione Emilia Romagna"

La considerazione è che forse si dà troppo spazio ai forum pubblici e troppo poco alle decisioni pragmatiche. Comunque, visto che sto utilizzando i mezzi messi a disposizione dalla Regione E. R. (leggete Contratto di Fiume) continuerò a prendere parte agli incontri e cercherò di trovare l'appiglio necessario per far abbattere la diga di San Salvatore per la fruizione della Trebbia in canoa senza soluzione di continuità.
Sarà importante che noi tutti fruitori a pagaia della Trebbia ci troviamo d'accordo con l'abbattimento parziale o totale della diga. Dovrò invece valutare quali sono le vere intenzioni di Martino Frova, titolare di Sport in Open Space di Marsaglia che all'ultimo incontro è stato eletto come rappresentante  di tutte le associazioni dei fruitori (invero gruppo molto eterogeneo, con fini troppo diversi per essere accomunati in un unico gruppo dei fruitori generici,  troppo ambientalistico da un lato e/o troppo disinteressato alla continuità fluviale della Trebbia per i loro scopi associativi) e che non mi è parso completamente convinto riguardo l'abbattimento della diga di San Salvatore, men che meno alla chiusura della pericolosa galleria della Trebbia. Mentre sul primo punto non ci deve essere ambiguità operativa, sul secondo se ne può parlare. E questo, probabilmente perchè l'apertura per parziale o totale della diga porterebbe nel breve-medio periodo ad un inevitabile prosciugamento della galleria con possibilità di discesa della stessa solo in occasione di piene della Trebbia.
Spesso gli interessi commerciali cozzano con quelli dei liberi fruitori della Trebbia, che qui rappresento, per svariati motivi.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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maurizio bernasconi

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"...Spesso gli interessi commerciali cozzano con quelli dei liberi fruitori della Trebbia, che qui rappresento, per svariati motivi"...
Per come conosco Martino, posso escludere drasticamente che proprio lui possa antreporre "interessi commerciali" a libere fruizioni eccetera. Se giudica in un certo modo, avrà certamente delle buone ragioni per farlo. Insinuazioni come questa, verso un grande canoista che tutti conoscono, lasciano l'amaro in bocca. Comunque sono contento che sia stato nominato Martino a rappresentare le parti in causa perché conosce le cose da vicino e da molto tempo. I canoisti della domenica hanno sempre avuto il dente avvelenato contro che vive di canoa. Forse perché al ludedì devono allacciarsi il cravattino e presentarsi in ufficio.