Sondaggio

Per il K.mare che pagaia preferisci?

Groenlandese
6 (28.6%)
Pala Classica
5 (23.8%)
Pala Oceanica
3 (14.3%)
Pala a Cucchiaio
7 (33.3%)

Totale votanti: 21

Le votazioni sono chiuse: Novembre 02, 2008, 08:36:41 am

Autore Topic: Pagaia Groenlandese o Tradizionale  (Letto 600796 volte)

Ottobre 13, 2008, 09:36:41 am
Letto 600796 volte

Massimiliano Boninsegni

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    Mission Kayak
"L'angolo del sondaggio" vi giuro che per questa settimana è l'ultimo!!! ::)
GZmax

Ottobre 14, 2008, 09:34:39 am
Risposta #1

Gengis

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In mare sono per la pagaia groenlandese, è tutta un'altra cosa,
con più s'imbrusca il mare   più avverti la differenza.
Gengis

Ottobre 14, 2008, 11:44:35 am
Risposta #2

Andrea Gangemi

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    La vita e` un lungo traghetto.
    • la sezione kayak di harzack
Scusate, potete spiegarmi / spiegarci come è fatta la pala oceanica?

Mi manca
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino

Ottobre 14, 2008, 11:55:43 am
Risposta #3

Philippe Devanneaux

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Mai usato una pala Groenlandese ne oceanica (?). Le poche volte che sono andato sul mare avevo una pala classica e sentivo molto le raffiche di vento. Credo che con la  Groenlandese non c'è questo problema però, mi fa un po' impressione la dimensione stretta dalla pala...

Ottobre 14, 2008, 12:28:44 pm
Risposta #4

Massimiliano Boninsegni

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    Mission Kayak
Ciao Andrea,
Pala oceanica viene definita la pagaia con una pala più allungata e stretta, vedi foto, la superfice in cmq rimane delle volte invariata rispetto la classica ma ha meno resistenza in acqua (quindi più adatatta per un escursionismo di lunghe distanze) e meno resistenza al vento.
Cià
GZmax




Scusate, potete spiegarmi / spiegarci come è fatta la pala oceanica?

Mi manca

Ottobre 15, 2008, 10:16:14 am
Risposta #5

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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  • L'essenziale è invisibile agli occhi

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    Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Io in effetti la groenlandese l'ho provata una volta sola un 6 anni fa quando ho conosciuto due tipi di Ancona (non ricordo i nomi) che stavano facendo il giro completo del Gargano con i kayak da mare. Uno di loro aveva una pala groenlandese autocostruita che era un gioiello ... si ma che caga!!!!  :o
I dieci minuti in cui ho provato il kayak da mare (prima ed unica volta) con pala groenlandese annessa (idem come sopra) li ho passati a chiedermi cosa sarebbe successo se mi fossi ribaltato con il siluro che avevo sotto il culo (altro che kayak da torrente più o meno veloci  ;)) ... resterò sempre nel dubbio ;)

Giorgio (JC)

Mai usato una pala Groenlandese ne oceanica (?). Le poche volte che sono andato sul mare avevo una pala classica e sentivo molto le raffiche di vento. Credo che con la  Groenlandese non c'è questo problema però, mi fa un po' impressione la dimensione stretta dalla pala...

Ottobre 16, 2008, 01:08:15 pm
Risposta #6

Giovanni Chiola

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Mai usato una pala Groenlandese ne oceanica (?). Le poche volte che sono andato sul mare avevo una pala classica e sentivo molto le raffiche di vento. Credo che con la  Groenlandese non c'è questo problema però, mi fa un po' impressione la dimensione stretta dalla pala...

Infatti il vantaggio maggiore della pagaia Groenlandese e` proprio la scarsa presa che offre al vento.
Altri vantaggi sono la maggior lunghezza che facilita appoggi ed eskimo e le due pale allineate che evitano la rotazione del polso.
La larghezza ridotta della pala facilita l'impugnatura a "pala lunga" sempre per l'eskimo.

Ciao,
Giovanni

Ottobre 17, 2008, 08:13:48 am
Risposta #7

mariograziani

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Non  posso dare il mio parere su come si comportano le pagaie groenlandese ma vorrei spiegare il avantaggi della pagaia wing (cucchiao) per andare in mare.Questa tipo di pagaia e usata da tutti quelli che vanno in surfski e qua bisogna ricordarsi che quelli che vanno in surfski di solito cercano mare mosso con condizioni di vento perche il surfski da il miglio divertimento in queste condizione.(Credo che anche la gran parte di quelli che fanno gare in mare in Kayak da mare preferiscono la pagaia wing.Se usata correttamente si usa principalmente i muscoli del dorso per fare la pagaiata e non le braccia.Il risultato che ce meno stress su i tendini e la pagaiata e fatta con gruppo di muscoli grossi.Questo risulta in migliori prestazioni e meno possibilita di tendinite.Usando la pagia wing si usa le gambe per spingere contro i puntapiedi e la rotazione del dorso per dare piu forza a la pagaiata.Ergonomicamente la posizione e piu coretta di quella che ho spesso visto quando e usata la pagaia groenlandese.
La forma di questa pagaia e anche molto piu efficace in acqua(provero a tradurre una scheda technica in Italiano e la mandero al forum)questo si vede anche dal fatto che tutti quelli che vanno in K (anche in eventi di maratona usano la pagaia wing.
Io personalmente uso solo la wing e spesso in condizioni di mare mosso con vento.In Sud Africa e Australia e usata quasi solo la pagaia wing in condizioni di mare spesso estreme.In eventi come la Molokai dove le condizione di mare sono di solito estreme sono usate solo le pagaie wing.Sicuramente questa e un indicazione che e la pagaia piu efficace che ce'
Saluti
Mario
Ps.scusate il mio Italiano

 

Ottobre 17, 2008, 09:48:39 am
Risposta #8

Massimiliano Boninsegni

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    Mission Kayak
Grande Mario....
Giustamente ho aggiunto nel sondaggio anche la Wing......

Secondo te è meglio con le pale in fibra o in carbonio..
Ciao Sudafricano un pò Italiano ;)
GZmax

Ottobre 17, 2008, 10:35:08 am
Risposta #9

Gaudenzio Coltelli

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    • Sea Kayak Italy
A mio modesto parere la pagaia groenlandese, essendo sottile e lunga, offre (in mare) i seguenti vantaggi:
-Resiste meglio alle raffiche di vento.
-Non necessita di rotazione dell'avanbraccio essendo simmetrica (minor pericolo per l'epicondilite).
-Corregge facilmente gli scarrocciamenti del kayak spostando a destra o sinistra la posizione delle mani.
-E' più facile da usare per la risalita sul kayak usando il paddle float.
-Nelle lunghe pagaiate si rivela molto più rilassante e meno dispendiosa.
-Permette una facile pagaiata nei salvataggi "a zattera".
-Eccezionale e sicura negli eskimi se usata "a pala lunga".
Per altre info potete rivolgervi alle popolazioni Inuit che la usano da qualche migliaio di anni...
Certamente sarà più indicata nel kayak da mare "turistico" che non in quello agonistico.
Un saluto
Gaudenzio



Io in effetti la groenlandese l'ho provata una volta sola un 6 anni fa quando ho conosciuto due tipi di Ancona (non ricordo i nomi) che stavano facendo il giro completo del Gargano con i kayak da mare. Uno di loro aveva una pala groenlandese autocostruita che era un gioiello ... si ma che caga!!!!  :o
I dieci minuti in cui ho provato il kayak da mare (prima ed unica volta) con pala groenlandese annessa (idem come sopra) li ho passati a chiedermi cosa sarebbe successo se mi fossi ribaltato con il siluro che avevo sotto il culo (altro che kayak da torrente più o meno veloci  ;)) ... resterò sempre nel dubbio ;)

Giorgio (JC)


Ottobre 17, 2008, 11:09:52 am
Risposta #10

maurizio bernasconi

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Cari amici. Piccola provocazione. Vedo (quasi) ogni giorno parecchie decine di canoisti (a Nervi). Si usa di tutto: canoe da slalom, plasticoni dai 180 cm. in su e reperti di ogni epoca. Quelli che sanno pagaiare usano le barche da discesa fluviale e logicamente, in maggioranza, pagaie Wing. Stranamente il surfsly non ha ancora sfondato da queste parti, forse anche perché d’inverno risulterebbe meno protettivo. Quelli che usano il kayak da mare, che veramente di rado si possono definire veri kayak da mare perché sono corti (anche se rievocano grossolanamente le forme), salvo eccezioni si fanno notare per l’andatura pigra, per le traiettorie approssimative e per l’esorbitante sovraccarico di accessori. Anche nelle più torride giornate estive esibiscono guantini, giacche ad acqua norvegesi, dotazioni industriali di ammennicoli e strumentazioni oceaniche. Il tutto in occasione di giretti per lo più accessibili anche al pattino. Per capire gli interrogativi amletici sull’uso di pagaie cinesi o groenlandesi dobbiamo studiare questa mentalità feticista. Certo, se qualcuno ignora il gesto della pagaiata tutte le sue valutazioni sull’efficienza di una pagaia sono chiacchiere. Chiacchiere però talvolta divertenti. In generale, per esempio, questi flattinati pezzi di legno potrebbero decorare i muri di qualche pizzeria. Mi pare che la pagaia arcaica sia un oggetto interessante da studiare nel suo contesto, che renda agevolissimo l'eschimo e che risulti essere l'attrezzo migliore per spingere un kayak se si è rinunciato completamente ad imparare a pagaiare. Per senso di giustizia mi sento in dovere di riconoscere a “marini” la pazienza, infatti sono in grado di gravare sul kayak per ore, più di quanto resisterebbe il più forte maratoneta. E’ evidente che esisteranno da qualche parte anche dei canoisti di mare in grado di effettuare degne imprese e forse persino di eseguire un gesto che somiglia alla pagaiata, tuttavia non li potremo incontrare perché saranno certamente impegnati in qualche traversata chissà dove. Ben inteso ognuno è libero di trascinarsi come preferisce, come pure, per fortuna, è libero di farsi una mangiata di pesce o altre cose del genere. Resta il fatto che la conoscenza e la pratica della tecnica corretta sono valori, per qualcuno, irrinunciabili e fanno parte dell’educazione e del rispetto del corpo umano. Ciao a tutti.

Ottobre 17, 2008, 05:57:53 pm
Risposta #11

nikemerlino

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Discussioni infinite.....
Ovviamente ognuno è libero di andare come vuole e con quello che vuole, questa è la mia esperienza:

Canoa da discesa, Zastera modello Burton pala Large cm 210
Surfski, Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207
Torrente, Werner ShoGun cm 197
Olimpica Zastera modello Burton pala Large cm 215
Slalom, Zastera double torque Large cm 202
Kayak da mare Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207 oppure Werner Shuna cm 215 a seconda delle condizioni e del carico.

Trovo le groenlandesi bellissime, così come i kayak in legno autocostruiti ma non penso di usarli.
Vorrei solo aggiungere un' altra provocazione a quella di Maurizio a proposito del significato di resistenza o di lunga durata.
Ho letto che la groenlandese facilità le lunghe percorrenze perchè meno stressante.
Bene, se ho davanti 50 km di mare io impiego circa 6 ore. Normalmente pratico una sosta di 5/10 minuti ogni 2 ore, quindi la barca viaggia ad una media costante di 9.5 kmh (ovviamente con mare calmo senza vento).
Dopo 6 ore, mi lavo, mangio uno stuzzichino, monto la tenda, stendo i teli su cui stendermi, se ho alberi piazzo un amaca, incomincio a pensare a cosa mangiare, poi tiro fuori il fornello e mi faccio un succulento piatto di carboidrati con proteine annesse, il tutto accompagnato con del vino possibilmente locale, lavo le scodelle e le pentole e finalmente mi rilasso con un buon bicchiere di grappa, a quel punto scorgo, ancora lontano, il pagaiatore con quella lunga pagaia in legno sottile sottile che era partito alla mia stessa ora dalla stessa spiaggia, lo vedo scendere, stanco ma felice per aver pagaiato 9 ore e mezza.
Morale della favola, io dormirò 3 ore e mezza più di lui per tutti i giorni del viaggio.....
claudio

Ottobre 18, 2008, 10:34:16 am
Risposta #12

Giovanni Chiola

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... la pagaia wing.Se usata correttamente si usa principalmente i muscoli del dorso per fare la pagaiata e non le braccia.Il risultato che ce meno stress su i tendini e la pagaiata e fatta con gruppo di muscoli grossi.Questo risulta in migliori prestazioni e meno possibilita di tendinite.Usando la pagia wing si usa le gambe per spingere contro i puntapiedi e la rotazione del dorso per dare piu forza a la pagaiata.Ergonomicamente la posizione e piu coretta di quella che ho spesso visto quando e usata la pagaia groenlandese.
...

Per quel poco che ho imparato nell'ultimo anno, da quando ho cominciato a pagaiare con un po' di continuita` in mare, quello che dici e` vero indipendentemente dalla pagaia che usi.
La rotazione del busto e la spinta di gambe sono fondamentali per andare veloci e senza fatica. Se hai imparato a pagaiare lo fai sia con la pagaia tradizionale che con quella groenlandese (e con qualsiasi altra, immagino). Se non hai ancora imparato a pagaiare, allora non importa quale pagaia usi (male).

Ciao,
Giovanni

Ottobre 18, 2008, 11:17:49 am
Risposta #13

Giovanni Chiola

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...
Ho letto che la groenlandese facilità le lunghe percorrenze perchè meno stressante.
Bene, se ho davanti 50 km di mare io impiego circa 6 ore. Normalmente pratico una sosta di 5/10 minuti ogni 2 ore, quindi la barca viaggia ad una media costante di 9.5 kmh (ovviamente con mare calmo senza vento).
...

Mi pare che partendo dalle pagaie si sia arrivati a discutere sui possessori e utilizzatori "medi" delle stesse.
Terrei distinti i due argomenti.
Se vogliamo confrontare pagaie diverse lo dobbiamo fare a parita` di pagaiatore, sia in termini di capacita` sia in termini di allenamento e forza fisica.

Io personalmente ho (piu` o meno)  imparato prima con la pagaia "normale in legno" (le buone e vecchie Azzali di qualche decina di anni fa), poi circa un anno fa mi sono  "convertito" alla groenlandese a seguito di un po' di fifa in mare vicino a Bergeggi con forte raffiche di vento.
Da un mese circa mi sono procurato una pagaia in carbonio che ho ruotato di 45 gradi (per ridurre la differenza rispetto alla groenlandese), ed ho cominciato ad alternare sistematicamente l'uso delle due per cercare di imparare a pagaiare meglio con entrambe.

La mia personale impressione a questo punto e` che dal punto di vista della propulsione le due pagaie si equivalgano, almeno per come (non) le so (ancora) usare io adesso.

Per quanto riguarda velocita` e resistenza, secondo me la pagaia influisce quasi zero.
Ho appena cambiato kayak, passando dai plasticoni sformati ad un vero kayak da mare, e a parita` di allenamento e mie (in)capacita` sono balzato da 3.5 nodi a 4.5 nodi di velocita` media, che riesco a tenere per tre o quattro ore (con brevi soste di un paio di minuti per bere ogni mezz'ora), sia con la pagaia greenland che con quella in carbonio.

Per me l'unica vera differenza tra le pagaie rimane nelle manovre, dove la pala stretta e lunga della greenland mi facilita. Appoggi ed eskimo ho imparato a farli con la greenland, ed ora riesco a farli anche con l'altra pagaia, ma per il momento ancora con maggiori difficolta` e minor confidenza.

Ciao,
Giovanni

Ottobre 20, 2008, 05:24:58 pm
Risposta #14

Marco Lipizer

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Come immaginavo questo thread a provocato forti discussioni tra gli "Agonisti" e in "Non-agonisti".
Io ovviamnete provengo dal mondo dell'agonismo e quindi sono di parte, però avendo partecipato al corso di maestro di canoa e avendo conosciuto diversi pagaiatori "tradizionali" ho avuto modo di discutere e di farmi un'opinione abbastanza precisa.
Fino ad un anno fa in effetti non avevo idea di cosa fosse la pala groenlandese, ma devo dire che avendola provata ha i suoi pregi e i suoi difetti. Sicuramente grazie alla lunghezza e al fatto di essere un "pezzo di legno" ti permette di fare certe manovre, soprattutto appoggi ed eskimi, con estrema facilità e sicurezza, mentre come sanno gli "Agonisti" una pala a cucchiaio pesa in acqua e dopo un po' non da più appoggio. Per quanto riguarda gli altri aspetti, non capisco come si possa dire che la groenlandese va meglio con il vento. La pala ha la stessa superficie ed e' sempre ortogonale al movimento della canoa. Con la mia pagaia a cucchiaio (termine più corretto rispetto a wing), pagaio tranquillamente con 70 km/h di bora a Trieste.
Poi c'e' il fattore tecnica, che è uguale per tutte le pale, ma purtroppo ogni tanto sento dire delle puttanate giustificate dal fatto "ah, ma io uso la groenlandese!". Non c'e' niente da fare: spinta della gamba e rotazione del bacino, torsione del busto, lavoro di spalle, braccia sempre tese! I pilastri della pagaiata!! Allora va benisssimo qualsiasi pagaia! Certo se la pala ha più rendimento, ovvero sta più ferma in acqua mentre mi tiro in avanti, o andrò più veloce o a parità di velocità farò meno fatica! E questo è un apetto importante anche per la sicurezza.
Comunque poi ci sono i gusti personali: e' come sciare o in pista, o in fuoipista o di fondo o con gli sci da telemark; ad ognuno la sua estetica e il suo modo di andare in canoa.
In definitiva le pagaie tradizionali sarebbero da eliminare, perchè hanno gli stessi svantaggi (e assolutamnete la stessa tecnica) ma nessun vantaggio rispetto al cucchiaio. Certo, costano poco e son facili da trovare. Le pale groenlandesi: bellissime e facili da manovrare. L'unica cosa che non capisco però è perchè l'impugnatura e' così stretta. Però vi assicuro che son da provare.
Taglio qui perchè divento troppo lungo, ma sarebbe da fare un appunto anche sugli angoli.
Ciao,
Marco

Ottobre 21, 2008, 09:32:35 am
Risposta #15

nikemerlino

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Per quanto riguarda gli altri aspetti, non capisco come si possa dire che la groenlandese va meglio con il vento. La pala ha la stessa superficie ed e' sempre ortogonale al movimento della canoa. Con la mia pagaia a cucchiaio (termine più corretto rispetto a wing), pagaio tranquillamente con 70 km/h di bora a Trieste.

Finalmente oggi è possibile avere innesti regolabili in lunghezza e angolazione. Anni fa mi ero autocostruito innesti simili con il solo risultato di rompere due manici. Per fortuna la pratica è diventata diffusa.
Cambiando angolazione della pala adeguo le pale al vento: 90 gradi controvento, quasi 0 gradi sottovento.
Discorso simile per la lunghezza.
Oscar Chalupsky ( vincitore di 11 edizioni della Molokai in surfski ) quest'anno ha affermato di aver cambiato tre volte lunghezza e angolazione della pala durante la gara.
Grazie Marco per il tuo prezioso intervento dall'alto della tua grandezza....
claudio

Ottobre 21, 2008, 01:41:33 pm
Risposta #16

francesco rotili

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Buongiorno a tutti
Mi presento: mi chiamo Francesco Rotili, ho 43 anni e vivo a Napoli.
Alla domanda del sondaggio rispondo che preferisco la pagaia groenlandese,
e aggiungo: perchè mi da maggiore sicurezza.
Esprimo la mia preferenza dovuta alla mia esperienza. La mia opinione non vuole e non può avere valore assoluto. Non mi va di partecipare a gare dove vince chi è più "furbo" (vedi morali e favole) o più sprezzante.
Ringrazio Marco Lipizer perchè mi conferma che la conoscenza delle diversità è fonte di arricchimento.
Al piccolo provocatore faccio notare che non provoca ma offende e consiglio la lettura del libro:
"I fiumi dell'anima"- autore Maurizio Bernasconi- Mondadori Editore.
Lo aiuterà a "...spostare il suo sguardo in una direzione diversa...".
Ma forse sono solo chiacchiere che l'autore fa "...aggiungendo vuoto al vuoto...".
Saluti
 Francesco

Ottobre 21, 2008, 06:54:38 pm
Risposta #17

maurizio bernasconi

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  • 240
Hai ragione mi pento e merito il ribrotto. Quale indelicatezza! Qual turpe ispirazione! Cedere senza lotta, senza contegno alcuno, all’uzzo imperdonabile di canzonar qualcuno.

Ottobre 22, 2008, 11:53:00 am
Risposta #18

iduino santoni

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Dipende quello che si vuole fare con la pagaia: se si vuole utilizzare la pagaia anche per altri usi che pagaiare (così come facevano e forse fanno ancora in Groenlandia), esempio canna da pesca, pala, arma da difesa ecc. la pala groenlandese è la pala + adatta.

Se invece si guarda alla efficacia, bisogna vedere le attrezzature che usano chi vince le gare (es: La Molokai 75 km), adattandole per dimensione alle proprie necessità e energie.
Nel Kayak le pagaiee + efficaci in mare sono quelle a cucchiaio (così come in discesa, in olimpica ecc.). Questa è scienza.
Per quanto riguarda la sicurezza, non so come si possa considerare più sicura una pala che ti fa andare a 3/4 km orari in meno rispetto a quello che potresti andare; come fai a uscire da un vortice? o a vogare contro corrente con uno stuzzicadente tra le mani?; chi dice ste cazzate fa bene a continuare a leggere libri di filosofia e non andarci in mare che per lui è troppo pericoloso.

Non capisco perchè in tutti gli sport si emula l'atleta e i sui mezzi, mentre in canoa no; anzi si se ci penso bene lo capisco: qualche anno fa un gruppo di vecchietti che non aveva visto mai una canoa prima di allora si è messeo a far gruppo e  buisness su questo sport, niente di male ... anzì; finchè non ha iniziato a pretendere si insegnare cose che non riguardano quella attività specifica, ovvero il semplice TURISMO E CAMPIG MARINO.
Così come la Hearly Davinson non viene utilizzata per fare il  moto GP ed è considerata una semplice moto da Breve passegguiata, altrettanto deve essere considerata la pagaia Groinlandese.

Iduino Santoni (www.surfski.it ; www.epickayaks.it) Ciao

Ottobre 22, 2008, 12:13:45 pm
Risposta #19

Marco Pec

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  • 251
Bene finalmente ho capito tutto sulla attrezzatura marina e quindi  se dovessi andare in mare a farmi quattro pagaiate penso proprio che mi porterò una ascia e un elmo da vichingo....ebbene sì da tutte queste discussioni ho capito che l'ambiente marino è molto molto duro...quindi meglio arrivarci attrezzato in mezzo a tutti questi "lupi di mare"

con simpatia
Un canoista d'acqua dolce

Marco P.

Ottobre 22, 2008, 01:01:54 pm
Risposta #20

Massimiliano Boninsegni

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  • Testo personale
    Mission Kayak
Ma è possibile che non esistano le vie di mezzo....
Io penso che fondamentalmente siamo tutti canoisti, se andiamo in canoa, e che importa in che modo e con che mezzo  :-\
Se uno si volesse fare semplicemente una pagaiata? Ce bisogno di emulare i groellandesi o i campioni olimpionici?
Il vero e che chi si vuole avvicinare alla canoa sia marina che fluviale è preso più a dar retta alle singole correnti di pensiero che a mettere il culo in canoa e cominciare a pagaiare ehh.. pagaiare e pagaiare ed ancora pagaiare fino a che sarà cosi autonomo da poter scegliere se usare un pezzo di legno o una pagaia tipo la spada di guerre stellari.
La canoa unisce non separa..... :D
GZmax

Ottobre 22, 2008, 02:43:24 pm
Risposta #21

gioanni

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  • 50
  • Testo personale
    trekker SOT Skype g.possenti
    • SitOnTop
AB AUTOBUS
Comunque questa la devo raccontare.
Ho imparato con la groenlandese, ho tralignato e ho poi usato sempre pagaie incrociate inglesi assai leggere a 70°. Smontabili.
Ne ho due identiche, una delle due non si smontava più allora ho messo l'altra in canoa come riserva e sono andato colla pagaia bloccata.
Ho fatto con grossa soddisfazione, probabilmente perchè ero solo, il giro di Itaca e un pò di Cefalonia.
Un paio di mesi dopo mi sono accorto che la pagaia si era incastrata con un angolo di 110°.
Se me ne fossi accorto durante il giro probabilmente avrei sofferto come un cane.

Ottobre 22, 2008, 05:48:49 pm
Risposta #22

iduino santoni

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Pensa che a Milano, durante i campionati italiani il mio compagno di barca poco prima aveva girato la mia pagaia di soli 5 gradi (da 65 a 70) per provarla.
Quando sono uscito dal pontile a momenti cadevo in acqua.
Questa è la differenza tra chi va in canoa ogni gionro da 36 anni e chi ci va qualche weekend all'anno.

Pagaiare è un arte ed è un movimento telmente complesso e peculiare che se fatto nella maniera errata è DANNOSO anzichè benefico.
La resistenza fatta dall'acqua e trasportata sulla pagaia deve essere scaricata dinuovo in acqua, e non sulla bassa schiena. Questo comporta una spinta di gambe.
Dico questo perchè se si fa un movimento corretto non ci sarebbero + discussioni su pagaie groinlandesi o inclinate a 110 gradi.

E' per questo, rispondendo a Max, che se metti una persona non allenata 3 ore al giorno con il culo in barca devi prima insegnarli a vogare altrimenti invece di fare del sano sport si fa male.
E' per lo stesso motivo che non si fanno gli allenamenti di bicicletta con le grazielle.
ciao.



Ottobre 22, 2008, 05:53:33 pm
Risposta #23

iduino santoni

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  • 33
caro Maurizio, sono rimasto colpito da come con divertente ironia hai inquadrato la discussione. Per oggi sei il mio eroe.
ciao.
Iduino Santoni.

Ottobre 22, 2008, 06:02:00 pm
Risposta #24

iduino santoni

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  • 33
ciao claudio, si vede che tu vai in canoa non solo nei weekend.
Complimenti e grazie per la traduzione scientifica del problema.
caio.
 



Discussioni infinite.....
Ovviamente ognuno è libero di andare come vuole e con quello che vuole, questa è la mia esperienza:

Canoa da discesa, Zastera modello Burton pala Large cm 210
Surfski, Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207
Torrente, Werner ShoGun cm 197
Olimpica Zastera modello Burton pala Large cm 215
Slalom, Zastera double torque Large cm 202
Kayak da mare Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207 oppure Werner Shuna cm 215 a seconda delle condizioni e del carico.

Trovo le groenlandesi bellissime, così come i kayak in legno autocostruiti ma non penso di usarli.
Vorrei solo aggiungere un' altra provocazione a quella di Maurizio a proposito del significato di resistenza o di lunga durata.
Ho letto che la groenlandese facilità le lunghe percorrenze perchè meno stressante.
Bene, se ho davanti 50 km di mare io impiego circa 6 ore. Normalmente pratico una sosta di 5/10 minuti ogni 2 ore, quindi la barca viaggia ad una media costante di 9.5 kmh (ovviamente con mare calmo senza vento).
Dopo 6 ore, mi lavo, mangio uno stuzzichino, monto la tenda, stendo i teli su cui stendermi, se ho alberi piazzo un amaca, incomincio a pensare a cosa mangiare, poi tiro fuori il fornello e mi faccio un succulento piatto di carboidrati con proteine annesse, il tutto accompagnato con del vino possibilmente locale, lavo le scodelle e le pentole e finalmente mi rilasso con un buon bicchiere di grappa, a quel punto scorgo, ancora lontano, il pagaiatore con quella lunga pagaia in legno sottile sottile che era partito alla mia stessa ora dalla stessa spiaggia, lo vedo scendere, stanco ma felice per aver pagaiato 9 ore e mezza.
Morale della favola, io dormirò 3 ore e mezza più di lui per tutti i giorni del viaggio.....
claudio


Ottobre 22, 2008, 06:43:54 pm
Risposta #25

francesco rotili

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  • 3
5 gradi e un campione rischia di finire in acqua?
Figurati io che campione non sono e quando navigo mi  godo mare e costa,
luce e profumi che mi circondano e se ne ho voglia, scambio una chiacchiera con un amico che gode con me della giornata.
Perchè, ebbene si lo ammetto, faccio del trekking nautico!
Gentile Iduino, mi hai aiutato così a spiegare perchè con la mia pagaia sono più tranquillo.
 Ma adesso vorrei spiegare qualcosa a te:
condividere le proprie esperienze è un atto di generosità;
negare le esperienze altrui è un atto infame.
Come uscire da un vortice e pagaiare controcorrente potranno spiegartelo
persone che, per quanto riguarda l'insegnamento, sono più qualificate di me.
Magari potresti chiedere aiuto ad uno di quei vecchietti che, sono sicuro, se gielo chiedi con gentilezza, si metteranno a tua disposizione.
Riguardo all'andar per mare, vieni da me, ti darò qualche  buona dritta.
A proposito dei libri, fai bene a starne alla larga: sono pericolosi!
No, non mordono ma potrebbero farti pensare.
Quando vedo reazioni come la tua non so perchè mi viene da pensare che  sono dovute unicamente all'aver toccato un nervo scoperto. Forse quello del business?
Passo e chiudo.
Saluti
Francesco

Ottobre 22, 2008, 09:33:00 pm
Risposta #26

nikemerlino

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Gentile Francesco,

Credo che nessuno neghi l'immenso piacere di pagaiare chiacchierando, ascoltando i suoni del mare, immersi tra i profumi. Sarà un piacere farlo con te alla prima occasione, senza polemiche, condividendo la passione comune.
L'unica mia perplessità è stata sulla descrizione degli innegabili vantaggi della pagaia groenlandese in uno dei primi post. In senso antropologico anche io  subisco il fascino dello stile groenlandese. Secoli che si usano quelle immutate imbarcazioni. Però è anche molto vero quello che dicono i campioni che hanno partecipato alla discussione. Io non sono un campione, solo qualche titolo regionale, ma sono salito in kayak olimpico sul mare per la prima volta circa 35 anni fa. Amo ogni genere di canoa e kayak e amo condividere con esperti e non, ore di discussioni ed esperienze come giustamente suggerisci tu. Ma la pagaiata è una cosa seria, difficile,  e la pagaia è un attrezzo complicato.
Non ridere sullo spostamento di 5 gradi, Iduino quando pagaia utilizza tutti i suoi recettori per capire quando e come utilizzare tutti i muscoli coinvolti. Basta poco per perdere quell'equilibrio muscolare e mentale cercato, studiato e praticato per anni.
Osservando il meraviglioso documentario del 1922 su Nanuk l'eskimese si evince che il gesto della pagaiata groenlandese è rimasto molto simile ad allora. Basta cercare su youtube e si possono osservare decine di clip su eskimi, appoggi alti ecc eseguiti perfettamente con quell'attrezzo. Nessuno ha insegnato a Nanuk a pagaiare in senso scientifico, solo esperienza secolare.
Invece oggi la pagaiata è studiata scientificamente, si affitta la vasca navale, si muniscono le pagaie di sensori di potenza, si usano videocamere con alto frame rate e così l'atleta viene analizzato nelle varie fasi con scansioni di millisecondi. A cosa serve tutto questo? A cercare di vincere le gare, olimpiadi e altro. Forse non a tutti interessa lo sport agonistico ma forse potrebbe servire come riferimento anche per i non agonisti. Se tu potessi avere a disposizione un allenatore disponibile ad insegnarti la pagaiata scopriresti un mondo nuovo, entusiasmante, scopriresti tanti movimenti del tuo corpo che ancora non conosci, impareresti ad ottimizzare il gesto, ad abbassare il costo energetico a parità di velocità.
Nei prossimi anni le pagaie a cucchiaio subiranno ancora modifiche nella continua ricerca tesa a migliorarne l'efficenza, quello che oggi è scienza ed esperienza sarà in continua evoluzione.

In merito all'esperienza marina dei " vecchietti" direi di non confondere le cose, nella storia della canoa marina la pagaiata e il suo attrezzo non hanno mai avuto posizioni rilevanti. I grandi esploratori hanno usato di tutto, persino battelli pneumatici per migliaia di km. Quindi va tutto bene se arrivi in fondo e raggiungi l'obiettivo prefissato, il problema nasce dalle evangelizzazioni.
Troppo spesso si sente: per fare questo devi usare questa barca, questa pagaia, dovresti fare dei corsi con quel guru, ecc. Ecco, mi piacerebbe che ci fossero meno scuole, meno parrocchie, alla fine meno orticelli. Cerchiamo di imparare da tutti e manteniamo libero il nostro pensiero. Io penso che la canoa marina in Italia abbia solo un problema, migliaia di km di coste e pochissimi canoisti, ce ne sono più in Olanda...Cerchiamo di stimolare questo ambiente, senza dogmi ma trasmettendo la passione che si legge sia nel tuoi scritti sia in quelli di Iduino.
Poi, se ti capita di avere un allievo, insegnali tutto quello che sai sulla pagaia groenlandese, successivamente  invitalo ad imparare anche il gesto della pagaiata con la pagaia a cucchiaio, magari andando a lezione da Iduino. Faresti solo del bene a quella persona....
claudio

Ottobre 23, 2008, 09:21:08 am
Risposta #27

silvano

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Discussioni infinite.....
Ovviamente ognuno è libero di andare come vuole e con quello che vuole, questa è la mia esperienza:

Canoa da discesa, Zastera modello Burton pala Large cm 210
Surfski, Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207
Torrente, Werner ShoGun cm 197
Olimpica Zastera modello Burton pala Large cm 215
Slalom, Zastera double torque Large cm 202
Kayak da mare Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207 oppure Werner Shuna cm 215 a seconda delle condizioni e del carico.

Trovo le groenlandesi bellissime, così come i kayak in legno autocostruiti ma non penso di usarli.
Vorrei solo aggiungere un' altra provocazione a quella di Maurizio a proposito del significato di resistenza o di lunga durata.
Ho letto che la groenlandese facilità le lunghe percorrenze perchè meno stressante.
Bene, se ho davanti 50 km di mare io impiego circa 6 ore. Normalmente pratico una sosta di 5/10 minuti ogni 2 ore, quindi la barca viaggia ad una media costante di 9.5 kmh (ovviamente con mare calmo senza vento).
Dopo 6 ore, mi lavo, mangio uno stuzzichino, monto la tenda, stendo i teli su cui stendermi, se ho alberi piazzo un amaca, incomincio a pensare a cosa mangiare, poi tiro fuori il fornello e mi faccio un succulento piatto di carboidrati con proteine annesse, il tutto accompagnato con del vino possibilmente locale, lavo le scodelle e le pentole e finalmente mi rilasso con un buon bicchiere di grappa, a quel punto scorgo, ancora lontano, il pagaiatore con quella lunga pagaia in legno sottile sottile che era partito alla mia stessa ora dalla stessa spiaggia, lo vedo scendere, stanco ma felice per aver pagaiato 9 ore e mezza.
Morale della favola, io dormirò 3 ore e mezza più di lui per tutti i giorni del viaggio.....
claudio


Come per tutte le cose è la conoscenza che aiuta.
Anche la pagaia groenlandese bisogna saperla usare, sopratutto per quanto riguarda l'ottenimento di medie più veloci di quanto hai descritto.

Chi ama andare in canoa non dovrebbe vedere antagonismi, ma arricchirsi dalla conoscenza.
Così l'agonista o chi ama la velocità non dovrebbe deridere chi preferisce il fascino della storia e della tradizione nell'andar per mare.
Così chi ama usare la groenlandese deve sapere che esiste un'evoluzione sia nelle forme del kayak sia nel suo mezzo di propulsione.

Detto questo che si usi una jantex o una braca, che si usi una groenlandese, l'importante è saperle usare e non pregiarsi di maneggiarle e di aderire ad una filosofia piuttosto che ad un'altra.
Così si scoprirà che una groenlandese non è poi così lenta e fare buone velocità e medie non è impossibile; così come che la forma a cucchiaio nelle condizioni atmosferiche avverse non richiede attenzioni particolari.

Buone pagaiate a tutti;)

Ottobre 23, 2008, 09:29:45 am
Risposta #28

silvano

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Gentile Francesco,

Credo che nessuno neghi l'immenso piacere di pagaiare chiacchierando, ascoltando i suoni del mare, immersi tra i profumi. Sarà un piacere farlo con te alla prima occasione, senza polemiche, condividendo la passione comune.
L'unica mia perplessità è stata sulla descrizione degli innegabili vantaggi della pagaia groenlandese in uno dei primi post. In senso antropologico anche io  subisco il fascino dello stile groenlandese. Secoli che si usano quelle immutate imbarcazioni. Però è anche molto vero quello che dicono i campioni che hanno partecipato alla discussione. Io non sono un campione, solo qualche titolo regionale, ma sono salito in kayak olimpico sul mare per la prima volta circa 35 anni fa. Amo ogni genere di canoa e kayak e amo condividere con esperti e non, ore di discussioni ed esperienze come giustamente suggerisci tu. Ma la pagaiata è una cosa seria, difficile,  e la pagaia è un attrezzo complicato.
Non ridere sullo spostamento di 5 gradi, Iduino quando pagaia utilizza tutti i suoi recettori per capire quando e come utilizzare tutti i muscoli coinvolti. Basta poco per perdere quell'equilibrio muscolare e mentale cercato, studiato e praticato per anni.
Osservando il meraviglioso documentario del 1922 su Nanuk l'eskimese si evince che il gesto della pagaiata groenlandese è rimasto molto simile ad allora. Basta cercare su youtube e si possono osservare decine di clip su eskimi, appoggi alti ecc eseguiti perfettamente con quell'attrezzo. Nessuno ha insegnato a Nanuk a pagaiare in senso scientifico, solo esperienza secolare.
Invece oggi la pagaiata è studiata scientificamente, si affitta la vasca navale, si muniscono le pagaie di sensori di potenza, si usano videocamere con alto frame rate e così l'atleta viene analizzato nelle varie fasi con scansioni di millisecondi. A cosa serve tutto questo? A cercare di vincere le gare, olimpiadi e altro. Forse non a tutti interessa lo sport agonistico ma forse potrebbe servire come riferimento anche per i non agonisti. Se tu potessi avere a disposizione un allenatore disponibile ad insegnarti la pagaiata scopriresti un mondo nuovo, entusiasmante, scopriresti tanti movimenti del tuo corpo che ancora non conosci, impareresti ad ottimizzare il gesto, ad abbassare il costo energetico a parità di velocità.
Nei prossimi anni le pagaie a cucchiaio subiranno ancora modifiche nella continua ricerca tesa a migliorarne l'efficenza, quello che oggi è scienza ed esperienza sarà in continua evoluzione.

In merito all'esperienza marina dei " vecchietti" direi di non confondere le cose, nella storia della canoa marina la pagaiata e il suo attrezzo non hanno mai avuto posizioni rilevanti. I grandi esploratori hanno usato di tutto, persino battelli pneumatici per migliaia di km. Quindi va tutto bene se arrivi in fondo e raggiungi l'obiettivo prefissato, il problema nasce dalle evangelizzazioni.
Troppo spesso si sente: per fare questo devi usare questa barca, questa pagaia, dovresti fare dei corsi con quel guru, ecc. Ecco, mi piacerebbe che ci fossero meno scuole, meno parrocchie, alla fine meno orticelli. Cerchiamo di imparare da tutti e manteniamo libero il nostro pensiero. Io penso che la canoa marina in Italia abbia solo un problema, migliaia di km di coste e pochissimi canoisti, ce ne sono più in Olanda...Cerchiamo di stimolare questo ambiente, senza dogmi ma trasmettendo la passione che si legge sia nel tuoi scritti sia in quelli di Iduino.
Poi, se ti capita di avere un allievo, insegnali tutto quello che sai sulla pagaia groenlandese, successivamente  invitalo ad imparare anche il gesto della pagaiata con la pagaia a cucchiaio, magari andando a lezione da Iduino. Faresti solo del bene a quella persona....
claudio

Quoto, dalla prima all'ultima parola. E' un prontuario di come dovrebbe essere.
Bravo Claudio!

Ottobre 23, 2008, 10:05:22 am
Risposta #29

Massimiliano Boninsegni

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  • Testo personale
    Mission Kayak
Ciao Induino,
Grazie della risposta.
Comunque il tuo riferimento e sempre all'agonismo.... magari ci fossero più persone che pagaiano, (ma vogare non si usa per il canottaggio ::) ) ... ,  almeno 1 ora a settimana, anche giocare a calcetto ogni "morte di papa" fa molto male, anche giocare a tennis ogni tot fa molto male, per non parlare poi di montagna, sci, snowboard, pittura, bocce e golf perfino usare il mouse al computer crea traumi..... allora tutti quelli che si vogliono sfogare per puro divertimento farebbero bene a stare a casa!!!
Sono più di 25 anni che vado in canoa, non sono mai stato "un atleta" di mentalità ma questo non mi ha bloccato nell'andare in canoa, consiglio sempre a tutti di fare un buon allenamento fuori ed in canoa, imparare la tecnica nel  miglior modo possibile etc.... però in tanti anni di canoa come molti ho visto tanti neo canoisti abbandonare e demoralizzarsi quindi visto che non tutti hanno la costanza, la mentalità d'atleta etcc... non sottovalutiamo anche l'aspetto ludico dello sport.
GZmax

Citazione
E' per questo, rispondendo a Max, che se metti una persona non allenata 3 ore al giorno con il culo in barca devi prima insegnarli a vogare altrimenti invece di fare del sano sport si fa male.
E' per lo stesso motivo che non si fanno gli allenamenti di bicicletta con le grazielle.
ciao.
« Ultima modifica: Ottobre 23, 2008, 11:32:27 am da Philippe Devanneaux »

Ottobre 23, 2008, 10:29:34 am
Risposta #30

francesco rotili

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Gentile Claudio,
mi preme chiarire immediatamente che non ho mai voluto, a differenza di altri,
ridicolizzare nessuno. Ho voluto solo sottolineare la perizia tecnica  che occorre per usare una pagaia a cucchiaio, perizia tecnica che io non ho e che non mi interessa avere. Ho usato più volte una wing sotto la guida di un esperto e quindi ho potuto scegliere sulla scorta di una mia personale esperienza. Ripeto: una mia personale esperienza.
Ribadisco il mio profondo rispetto per gli agonisti che sicuramente detengono la "verità" per quanto riguarda tecnica e scienza.
Ribadisco il mio disprezzo per chi non riconosce le esperienze altrui e usa toni sprezzanti e violenti verso chi è diverso da se.
Come te  vado in Kayak  da circa 35 anni, da quando mio padre si fece spedire dall'Inghilterra un Kayak in scatola di montaggio, un biposto in compensato marino, che costruimmo nel box di casa. Avevo 8 anni, puoi immaginare il mio coinvolgimento da bambino prima,  da adulto poi, rivivendo emozioni e ricordi.
Ho vissuto il mare ogni giorno della mia vita, sotto e sopra il livello dell'acqua, a vela, a motore e a ...braccia.
Sono stato un discreto agonista nel campo delle arti marziali e quindi conosco molto bene la fatica e l'impegno nel ricercare la perfezione del gesto tecnico. Non ho qualifiche di istruttore ma, a chi mi chiede un consiglio, dico di essere curioso e di fare esperienze senza timore.
Timore che traspare invece dai toni di chi fa la voce grossa, forse timore di perdere una supremazia che, se c'è, nessuno vuol toccare.
E sempre un piacere dialogare con chi, come te, vuole dialogare e condividere idee e esperienze.
E sempre un dispiacere avere a che fare con chi alza la voce per coprire la tua.
Saluti
Francesco

Ottobre 23, 2008, 11:38:17 am
Risposta #31

iduino santoni

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Nota di chiarimento.
Qualcuno leggendo le mie mail ha pensato che le mie critiche si riferissero all'attività di Sottoscosta, ma non è assolutamente così.
Ho letto il libro di Sottocosta dal mio amico Idelfonzo Cosenza quest'estate in calabria, mi ha affascinato e lo ritengo interessantissimo, anche per chi pratica agonismo (che dovrebbe conoscere certe manovre e tecniche).
Il libro, come credo anche i loro insegnamenti, parlano di sicurezza in mare, manovre, tecniche di risalita, eschimo, e quant'altro riguarda l'aspetto "campeggio marino e navigazione".
Per il migliore apprendimento di queste tecniche ritengo che la pagaia groinlandese sia versatile, poichè avendo meno superficie nelle sue pale è più maneggievole in acqua e fuori.
Le mi critiche si riferiscono a chi trasporta queste nozioni nel campo agonistico o quando si parla di performance, efficacia e miglioramento del rapporto risparmio energetico /velocità.

I groenlandesi vogano basso per questioni di stabilità (finire nel mar ghiacciato si rischia la vita) e stando raccolti sfruttano maggiormente il calor corporeo. Non è una tecnica per avere + efficacia in acqua o percorrere distanze più rapidamente, la loro filosofia e i loro obbiettivi sono diversi.

Grazie. ciao.

Ottobre 23, 2008, 11:53:40 am
Risposta #32

iduino santoni

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Non ho detto che è meglio stare a casa, voglio dire che se uno vuole fare fitness, o agonismo in canoa, o semiagoniosmo o cmq migliorare l'aspetto della performance atletica deve ascoltare i consigli di un esperto in questo, così come il tennista va dal maestro di tennis, e non fidarsi delle proprie sensazioni e cercarle di diffondere. Come ogni cosa prima si impara e poi si insegna.

Io non mi metto proprio a parlare i paddle flot (non so neanche scriverlo), eschimo, tecniche di soccorso, campeggio marino, sopravvivenza in kayak ecc. perchè non ne ho nè le nozioni nè le capacità nè l'eperienza.
Così pretenderei facciano altri sull'argomento "performance".

Tutti possono prendere una canoa e andare in mare, qualsiasi essa sia e con qualsiasi pagaia che possa chiamarsi tale, ma non devono poi  metteri a scrivere su questo sito pretendendo si sapere cosa è meglio o peggio, piuttosto che chiedere a chi ha quella determinata specializzazione che si vuole migliorare.

ciao.

Ciao Induino,
Grazie della risposta......

Ottobre 23, 2008, 12:15:35 pm
Risposta #33

Massimiliano Boninsegni

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  • Testo personale
    Mission Kayak

Sono d'accordo nell'ascoltare i consigli di un esperto, purchè siano consigli, poi e ovvio che ogni allievo o interessato è libero di seguire le proprie correnti di pensiero, ed ogni maestro od istruttore difenda la propria disciplina, sempre considerando che un insegnante bravo dovrebbe essere quello che lascia la possibilità di vedere e provare  a 360° gradi.
Il sondaggio era orientato su  " CHE PAGAIA PREFERISCI ? " libertà di pensiero e non mi sembra prprio che nessuno abbia preteso di sapere cosa è meglio o peggio, ognuno ha difeso la propria pagaia e disciplina ed è giusto cosi non ti sembra?
Io vado principalmente in torrente o almeno ci provo  e continuo ad usare una pala tradizionale sempre da torrente bent shaft,  mi piacerebbe provare sul torrente una bella groenlandese o una cucchiaio però sai che schioppi!!!!
Cià
GZmax





Non ho detto che è meglio stare a casa, voglio dire che se uno vuole fare fitness, o agonismo in canoa, o semiagoniosmo o cmq migliorare l'aspetto della performance atletica deve ascoltare i consigli di un esperto in questo, così come il tennista va dal maestro di tennis, e non fidarsi delle proprie sensazioni e cercarle di diffondere. Come ogni cosa prima si impara e poi si insegna.

Io non mi metto proprio a parlare i paddle flot (non so neanche scriverlo), eschimo, tecniche di soccorso, campeggio marino, sopravvivenza in kayak ecc. perchè non ne ho nè le nozioni nè le capacità nè l'eperienza.
Così pretenderei facciano altri sull'argomento "performance".

Tutti possono prendere una canoa e andare in mare, qualsiasi essa sia e con qualsiasi pagaia che possa chiamarsi tale, ma non devono poi  metteri a scrivere su questo sito pretendendo si sapere cosa è meglio o peggio, piuttosto che chiedere a chi ha quella determinata specializzazione che si vuole migliorare.

ciao.

Ciao Induino,
Grazie della risposta......

Ottobre 23, 2008, 12:20:47 pm
Risposta #34

silvano

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Il fatto è che, a meno che non si sia in gara, in mare la tecnica della pagaiata di velocità si usa solo per andare veloci quando serve. Ma l'importante è conoscerla la tecnica.
Perciò quando i "groenlandesi"parlano di massimizzazione del rapporto risparmio energetico, più che alla velocità dovrebbero riferirsi al rendimento nelle condizioni di "normale utilizzo": ecco perciò la pagaiata bassa e la simmetria delle pale. Ma quando serve, ad es. nelle condizioni di mosso, anche con la groenlandese l'uso del corpo è indispensabile, così come per andare veloci tutti gli accorgimenti della tecnica pura di velocità, prima di tutto l'alzare le braccia e la pagaia.

Ottobre 24, 2008, 11:14:48 am
Risposta #35

Marco Lipizer

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Scusa, mi sembra un concetto molto banale il fatto che la tecnica corretta, anche a velocità turistica, aiuti a consumare meno energie. Per tecnica corretta intendo non alzare di più la spinta che a velocità via via più basse deve essere abbassata con qualunque pala perchè la pala e soprattutto la spalla "pesa" e va a stancare maggiormente (ti assicuro che io come maratoneta ho una spinta MOLTO più bassa di un velocista puro). Qua si parla di spinta della gamba e torsione del busto grazie ai muscoli addominali. E' chiaro che più la pagaiata è bassa minore deve essere l'angolo della pale perchè si effettua uno svincolo minore, ma vorrei studiare con dei filmati l'angolo ottimale della pagaiata anche con la pala groenlandese. Comuqnue ti assicuro che una variazione di 5° sono un'enormità per chi ha fatto assimilare (meccanizzare) al proprio corpo un certo movimento (corretto).
Ti assicuro che "imparare" ad usare una pala a cucchiaio non è per niente difficle, anzi è naturale. Quando faccio i corsi di canoa, agli allievi faccio utilizzare ovviamnete le prime volte le classiche Azzali affinchè possano apprendere la sensibilità dela pala in acqua, ma una volta appresi (e molto velocemente perchè la pagaiata corretta è un movimento naturale e spontaneo se viene insegnato nel modo giusto) gli elemetnti della tecnica corretta, li faccio provare la pala a cucchiaio e sono tutti entusiasti e la adoperano senza alcuna difficoltà. L'unica svantagio, come ho già detto, può risultare nell'esecuzione degli appoggi che gioco forza devono essere modificati.
Marco

Ottobre 24, 2008, 03:34:37 pm
Risposta #36

nikemerlino

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Qualche anno fa ho ordinato diverse pale a cucchiaio da Zastera il quale dispone di un modello di pala molto piccolo.
Tutti i miei piccoli atleti di allora, dagli allievi in su, hanno usato queste pale, ovviamente con economoci e morbidi manici in fibra... Insegnare a pagaiare a "cucchiaio" ad un ragazzino è semplice, basta poco. Non mi sembra altrettanto facile farlo ad adulti che magari pagaiano da anni in maniera scorretta ma è solo questione di un po' di tempo in più...

Quanto al costo energetico risparmiato ho potuto notare questo, si consuma meno con miglior tecnica a PARITA DI VELOCITA per i seguenti motivi:
normalmente chi pagaia in maniera incorretta commette principalmente 3 errori, la passata in acqua è lunghissima ( crede di fare bene), non usa le gambe, non usa la rotazione del tronco.
Tutto alla fine è a carico degli avambracci che si stancano per mantenere una certa velocità magari imposta dal gruppo. Una tecnica corretta distribuisce il carico su diversi settori muscolari e vitando il sovraffaticamento locale, questo, alla lunga, fa differenza e si riflette sul costo energetico generale.
Su questo tema ho capito molte cose iniziando a fare lunghe randonee in bicicletta.
La letteratura sulle gran fondo in bici 180-200 km è vasta così come quella sulla maratona in kayak.
Grandi atleti come Marco oltre all'esperienza personale possono attingere da varie altre esperienze documentate. Sono rimasto molto colpito dal comportamento del fisico umano dopo 30 ore di bicicletta ininterrotte. Molte cose che credevo sul costo energetico si sono rilevate infondate e mi sono reso conto che non c'è una grande conoscenza sui comportamenti fisici "oltre misura".
Grandi kayakers come Paul Caffyn e altri chissà quante cose potrebbero insegnarci....
Però forse stiamo uscendo dal tema e forse si rischia di annoiare e non interessare.

claudio

p.s tante mail a causa del mal di gola che mi colpisce, appena guarisco, sparisco....

Ottobre 24, 2008, 03:55:00 pm
Risposta #37

silvano

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Scusa, mi sembra un concetto molto banale il fatto che la tecnica corretta, anche a velocità turistica, aiuti a consumare meno energie. Per tecnica corretta intendo non alzare di più la spinta che a velocità via via più basse deve essere abbassata con qualunque pala perchè la pala e soprattutto la spalla "pesa" e va a stancare maggiormente (ti assicuro che io come maratoneta ho una spinta MOLTO più bassa di un velocista puro). Qua si parla di spinta della gamba e torsione del busto grazie ai muscoli addominali. E' chiaro che più la pagaiata è bassa minore deve essere l'angolo della pale perchè si effettua uno svincolo minore, ma vorrei studiare con dei filmati l'angolo ottimale della pagaiata anche con la pala groenlandese. Comuqnue ti assicuro che una variazione di 5° sono un'enormità per chi ha fatto assimilare (meccanizzare) al proprio corpo un certo movimento (corretto).
Ti assicuro che "imparare" ad usare una pala a cucchiaio non è per niente difficle, anzi è naturale. Quando faccio i corsi di canoa, agli allievi faccio utilizzare ovviamnete le prime volte le classiche Azzali affinchè possano apprendere la sensibilità dela pala in acqua, ma una volta appresi (e molto velocemente perchè la pagaiata corretta è un movimento naturale e spontaneo se viene insegnato nel modo giusto) gli elemetnti della tecnica corretta, li faccio provare la pala a cucchiaio e sono tutti entusiasti e la adoperano senza alcuna difficoltà. L'unica svantagio, come ho già detto, può risultare nell'esecuzione degli appoggi che gioco forza devono essere modificati.
Marco

Quanto dici è perfetto.
Devo però dire che forse la groenlandese "impigrisce" il lavoro del corpo e se molto spesso (sempre) vedo la gente in mare pagaiare solo con le braccia...(braccia? solo quella che tira! :D), chi usa la groenlandese la vedo quasi dimenticarsi di pagaiare... :D :D
Forse per questo gli amanti della "groenlandese" fanno medie così basse. Ma la colpa non è nella pagaia che ho verificato rendere al massimo, in andatura turistico veloce (che è quella più interessante nei lunghi raid non agonistici), 1 minutino scarso a km rispetto alla cucchiaio.
Non dimentichiamo poi che gli eskimesi usavano kayak da 10 kg circa dove il loro fantastico stuzzicadente aveva sicuramente un rendimento diverso  rispetto a chi la usa ora con 30 kg di kmar che si vedono in giro ;) 

Ottobre 25, 2008, 04:24:38 pm
Risposta #38

francescogambella

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  • 38
in occasione delle traversate olbia-ostia,corsica-ostia, messico-cuba ho utilizzato una pala wing e mi sono trovato benissimo specialmente quando durante la messico cuba mi sono trovato ad affrontare una coda di una pertubazione ,e li menano.durante il giro d'italia in kayak invece una pagaia da maratona della werner full carbon e mi sono trovato altrettanto bene,per la prossima maratona mombasa malindi 5-8 novembre 2008 utilizzerò una pala della werner full carbon mod.cyprus peso 3oogr la utilizzo da circa un anno ed al momento non la cambierei per nulla.concludo dicendovi che da agonista amo il gesto atletico della pagaiata una danza,bello da vedere e da  fare. comunque pagaiate con la wing,con la groelandese,con una pala classica ,con le mani ,le gambe fate un pò come ve pare l,importante è pagaiare ed essere sempre di più in kayak.
bella di gambella

Ottobre 29, 2008, 08:02:45 pm
Risposta #39

emanuele mattei

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Salve a tutti,sono un canoista che ha iniziato a muovere le prime pagaiate in fiume e dopo 20 anni è passato al mare.Io personalmente pagaio con tutti i tipi di pagaia a secondo il mio stato d'animo e quello che voglio fare.E' evidente che se dovessi partecipare ad una gara mi presenterei con una pagaia performante con pale a cucchiaio ma visto che non faccio agonismo non mi pongo il problema.Ben vengano le discussioni fatte con civiltà ed educazione e dal mio punto di vista mi associo al collega Francesco Gambella,(l'importante è pagaiare)
un saluto a tutti

Ottobre 30, 2008, 07:42:21 am
Risposta #40

silvano

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  • 40
Certo che l'importante è pagaiare, ma per andare in canoa bisogna conoscerne la tecnica e la pagaiata è il gesto tecnico per eccellenza.
Poi si può vivere anche di pane e cipolla.....

Ottobre 30, 2008, 12:49:43 pm
Risposta #41

altergg

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Salve a tutti,sono un canoista che ha iniziato a muovere le prime pagaiate in fiume e dopo 20 anni è passato al mare.Io personalmente pagaio con tutti i tipi di pagaia a secondo il mio stato d'animo e quello che voglio fare.E' evidente che se dovessi partecipare ad una gara mi presenterei con una pagaia performante con pale a cucchiaio ma visto che non faccio agonismo non mi pongo il problema.Ben vengano le discussioni fatte con civiltà ed educazione e dal mio punto di vista mi associo al collega Francesco Gambella,(l'importante è pagaiare)
un saluto a tutti
La penso anch'io così.

Come accade spesso, dipende dai punti di vista. La ricerca della perfezione nel gesto tecnico è sicuramente fondamentale nelle competizioni e qualcuno spende fatica per ricercarla come piacere in sè.
Per me che invece la canoa è solo un gran bel modo per vivere il mare e la natura, e il gesto tecnico non conta quindi più di tanto. Così come il materiale utilizzato,la  pagaia, la canoa, ecc. L'importante è che la capacità tecnica che posseggo e le attrezzature non mi limitino per quello che voglio fare.

Leggendo varie discussioni, vedo però che molti canoisti e sportivi in genere danno parecchia importanza al gesto tecnico e alle attrezzature. Spesso tendono a specializzarsi estremamente nella disciplina che praticano. E quindi canoe da mare sempre più lunghe e veloci (e poco stabili e manovrabili). Di contrario nei fiumi si vedono canoe molto corte. Forse è il desiderio di eccellere in un qualche campo, anche piccolo, anche senza fare competizioni. Chi va in mare vuole eccellere nella velocità; chi va in fiume vuole eccellere nelle capacità acrobatiche. Dal mio punto di vista, non ne vale la pena di investire tante energie in un settore assai specifico, di coltivare un proprio orticello con risultati eccellenti, ci si perde il resto del mondo.

Ottobre 30, 2008, 05:23:31 pm
Risposta #42

francescogambella

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mi permetto di fare un altro intervento,in risposta agli ultimi due interventi. quando ho detto basta che si pagaia è nel senso che nonostante le avventure che ho fatto www.francescogambella.com  ,nonostante sono prima istruttore fick poi maestro fick ,non sono una persona che vuole giudicare (a volte sono stato stuzzicato e l'ho fatto) ovvio che da maestro fick ti posso dire bellissima la pala wing,e le pale werner quelle dovete usare! attenzione a come pagaiate ,gomito,polso,rotazione del busto etc etc ,però nonostante io posso vivere la canoa da mare in un certo modo ,ritengo anche che ognuno ha diritto di pagaiare con ciò che vuole ,e vivere il mare in sicurezza ma come crede senza necessariamente essere etichettato,condannato per questo etc etc in questo senso dico fate come ve pare basta che pagaiate.ho ottenuto buoni risultati in k-mare ma vi assicuro che non mi sono perso nulla durante il giro d'italia 50 km al giorno ad una media di 5 nodi ho goduto ad ogni istante per paesaggio che mi si parava davanti.
va bè vi lascio sto preparando le ultime cose domani notte si parte destinazione kenya mombasa a farmi na bella pagaiata dormendo in tenda nelle spiagge africane e godermi ogni singolo tramonto questo accade perchè pratico questo straordinario sport che è la canoa!
francesco gambella gz team sea kayak

Ottobre 30, 2008, 07:50:54 pm
Risposta #43

emanuele mattei

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Esatto
per molti pagaiare è solo un gesto tecnico e magari non vedono ciò che li circonda.Per me andare in mare è uno stile di vita che poi trasmetto nella cruda realtà.Io non vado in kayak con cronometri e ne specchi per vedere se il gesto tecnico è perfetto,quello lò lascio agli agonisti che giustamente devono migliorarsi in continuazione

Ottobre 30, 2008, 09:27:23 pm
Risposta #44

silvano

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Ma mi volete dire che andate in canoa senza saper come si pagaia?...
Io so pagaiare e godo anche di quanto mi circonda, che problemi ci sono? Perché non dovrebbe essere così per tutti? Mica è un disonore imparare a pagaiare. Saperlo fare  bene dà padronanza, sicurezza. Ma che problemi ci sono ad imparare? O  dire "ma sì, basta che si vada in kayak, vogliamoci tutti bene", nasconde una ignoranza di fondo, al di là di saper fare l'eskimo?
Se si invita ad impratichirsi della tecnica, non è per farsi belli che si conoscono le tecniche, ma per consentire a tutti di godere al massimo del nostro sport. Io diffido di chi dice andiamo piano pianino, ci guardiamo attorno, impariamo l'ekimino, a rientrare in barca dall'acqua e non insegna la base, la propulsione, il motore della canoa, quella che al 101% toglie d'impaccio da tutte le situazioni pericolose.  Che c'entrano cronometri e specchi?

Ottobre 31, 2008, 07:51:24 am
Risposta #45

gioanni

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Purtroppo sto a Lucca, città murata e difesa dal mare da una bella serie di colline, non ho modo e anche forse poca voglia di andare a pagaiare un'ora al giorno sicchè mi rendo conto di essere molto carente in fatto di tecnica e poco innamorato del gesto fine a se stesso.
Quando vado in canoa è solo per fare trek, cioè mi fermo fuori a dormire almeno una notte, e si contano sulle dita le uscite di una giornata.

C'è nessuno che mi può indicare sulla rete dei filmati o delle spiegazioni dove si possa vedere quale è la tecnica corretta e gli errori che certamente faccio.

Quanto poi ad applicarla correttamente dovrò fare i conti con età, artrosi, tipo di canoa ecc.

Ottobre 31, 2008, 09:24:48 am
Risposta #46

francescogambella

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vedi perchè sto forum mi piace e non mi piace ora per dare una risposta rischio di essere presuntuoso ma non resisto .provo a farmi capire di nuovo la frase un pò stravolta basta andare in canoa ,stava a significare ,ognuno è libero di fare ciò che vuole cè il vecchietto di 70 anni che non ha una ottima tecnica perchè magari non ha mai fatto scuola allora che vuol dire leviamoli la canoa da sotto le chiappe non merita di andare in kayak????' riguardo l'ignoranza di fondo ,probabile tu non mi conosca bene per ciò ti invito a visitare il sito www.francescogambella.com oppure al mio ritorno dall'africa a venire in sardegna dove vivo se famo una bella uscitina........
sono troppo duro a dare una risposta cosi???? spero di no,del resto non ho scritto io "ignoranza di fondo"
francescogambella maestro fick

Ottobre 31, 2008, 09:36:13 am
Risposta #47

gioanni

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il vecchietto ha fatto scuola con Varraud nel primo corso a Scaglieri quando sottocosta non era ancora nata.
Purtroppo ha cominciato a 54 anni e questa stagione ha avuto solo il tempo di fare Zacinto Gargano e Cilento.
Non gli garbano solo le imprese e le traversate con onde di 4 metri.

Una risposta a tono per favore.
C'è sulla rete qualche cosa ?

Ottobre 31, 2008, 10:53:18 am
Risposta #48

nikemerlino

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Questo mi sembra un ottimo articolo destinato a tutti, buona lettura
http://www.cscanoe.com/web/immagini/PAGAIATA.pdf

Articoli più tecnici si possono leggere collegandosi al sito FICK nella sezione centro studi Canoa e ricerca
ciao
claudio

Ottobre 31, 2008, 11:00:39 am
Risposta #49

silvano

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vedi perchè sto forum mi piace e non mi piace ora per dare una risposta rischio di essere presuntuoso ma non resisto .provo a farmi capire di nuovo la frase un pò stravolta basta andare in canoa ,stava a significare ,ognuno è libero di fare ciò che vuole cè il vecchietto di 70 anni che non ha una ottima tecnica perchè magari non ha mai fatto scuola allora che vuol dire leviamoli la canoa da sotto le chiappe non merita di andare in kayak????' riguardo l'ignoranza di fondo ,probabile tu non mi conosca bene per ciò ti invito a visitare il sito www.francescogambella.com oppure al mio ritorno dall'africa a venire in sardegna dove vivo se famo una bella uscitina........
sono troppo duro a dare una risposta cosi???? spero di no,del resto non ho scritto io "ignoranza di fondo"
francescogambella maestro fick

Mi sembra che siamo proprio OT :D
Francesco il tuo post si riferisce a me perché ritieni che i miei si riferissero a te? :D Non è così.
Quando parlavo di ignoranza di fondo mi riferivo a chi (e sono tanti) insegna di tutto (eskimi in tutte le salse, rientri in canoa più o meno assistiti, a fare una gassa d'amante, i massaggi cardiaci, ecc. ecc...) meno che l'uso corretto della pagaia e considera presuntuoso e rompiscatole chi ne rimarca l'importanza e vorrebbe che tutti ne fossero padroni, a maggior ragione il vecchietto di 70anni che evidentemente è stato messo in canoa da qualcuno che si spera abbia trasmesso almeno i fondamentali. Il vantaggio di chi sa usare bene la propria pagaia è che, come sai, se vuole può non farlo :D ma all'occorrenza lo fa. La canoa è uno sport bello ma può anche essere molto pericoloso come spero tutti ne siano coscienti.
ciao,

silvano (che hai conosciuto e che prima o poi accetterà il tuo invito :D)

Ottobre 31, 2008, 12:10:28 pm
Risposta #50

gioanni

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Bello ed esauriente ora lo stampo.
Grazie ci proverò.
Su youtube ce ne sono troppi ma questo non mi sembra male
http://it.youtube.com/watch?v=vIhyTmt1nK4&feature=related

Il vecchietto

PS ho controllato (solo giri di più di due giorni)
Po             http://xoomer.alice.it/treknaut/matura1.html
Zacinto     http://xoomer.alice.it/treknaut/zante00.html
Gargano    http://xoomer.alice.it/treknaut/maiali01.html
Cilento      http://xoomer.alice.it/treknaut/cile.html

Non so bene se considerare vecchietto un epiteto, credo di no, però troverò il modo di inserirlo nella home page insieme a sgangherato

 

Ottobre 31, 2008, 12:23:16 pm
Risposta #51

francescogambella

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ok mea culpa ti chiedo scusa ho frainteso io.

Ottobre 31, 2008, 12:47:48 pm
Risposta #52

francescogambella

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riguardo al "vecchietto" è un termine carino bello ti spiego,durante il giro d'italia ho incontrato un grande vecchietto ,di mi pare 68 anni che si è girato tutta la sardegna ho fatto con lui una tappa quella che mi ha portato a rapallo mi ha fatto molto piacere vederlo in acqua con quell'entusiasmo,pensa aveva una wing! non è eccezionale nella tecnica ma ripeto è stato bello vederlo in acqua.ovvio fa piacere vedere tutti i canoisti in acqua pagaiare correttamente ma cosi non è. il mio usare la parola vecchietti,non è assolutamente un dispregiativo ma un modo dolce di definire una persona che anche in età adulta ? avanzata? sceglie di praticare questo sport,ben vengano! riguardo ai corsi dico e sostengo che debbono essere fatti da persone qualificate ,perchè aimè in italia molte persone senza qualifica insegnano! il fatto poi che io come penso tutti noi non vado d'accordo con alcuni docenti non vuol dire che questi docenti non siano in grado di offrire un servizio di qualità! anzi caro il mio "vecchietto" te lo metto per iscritto se passi in sardegna ad olbia da primavera in poi sarai mio gradito ospite all'interno della mia scuola di canoa e se ti fa piacere 3 lezioni te le regalo e dopo ci facciamo anche una giornata intera a tavolara,con visita all'area marina protetta il presidente è un mio caro amico!
va bè ora vado in aereoporto ci sentiamo con un report al mio rientro dall'africa.
francesco gambella gz team

Ottobre 31, 2008, 02:21:29 pm
Risposta #53

Marco Lipizer

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Bello ed esauriente ora lo stampo.
Grazie ci proverò.
Su youtube ce ne sono troppi ma questo non mi sembra male
http://it.youtube.com/watch?v=vIhyTmt1nK4&feature=related

Il vecchietto
 

Ciao Gioanni son tanti anni che ci seguiamo sul newsgroups .In questo caso "vecchietto" è un bellissimo epiteto per descrivere una persona che con tanta passione ha potuto fare delle esperienze straordinarie.
Il testo su cscanoe è stato scritto da Claudio Castellano del CC Liburnia di Trieste, nonchè istruttore e maestro di canoa, ed è fatto molto bene.
Su youtube ho scovato qualcos'altro di interessante:

Per cominciare Adam Van Koeverden in slowmotion http://it.youtube.com/watch?v=g_PRdxHt21c&feature=related: da notare la spinta della gamba e l'escursione della torsione. Le braccia rimangono pressochè tese e la pagaia NON è verticale (angolo di 70°). La spinta oltrepassa di molto la mezzeria della canoa.
Poi La sovrapposizozione di Van Koeverden con Larsen http://it.youtube.com/watch?v=zs2HQG0HLNo&feature=related : guarda come le due pagaiate sono assolutamente sovrapponibili per capire che la tecnica è pressoche unica.
Lo stesso Larsen in slowmotion http://it.youtube.com/watch?v=jFJsn4oOGi0&feature=related ti mostra come la schiena non deve assolutamente oscillare. Non si inizia a "tirare" finchè la pala non è immersa. Nota anche la grossa escursione del bacino dovuta alla spinta della gamba. Lo puoi vedere meglio forse con Larsen sul pagaiergometro: http://it.youtube.com/watch?v=QR0nsYBq5rw&feature=related anche se qui non mi piace tanto la spinta.
Infine puoi vedere come un ex campione, nonchè grosso appasionato di kayak da mare come Greg Barton pagai più o meno allo stesso modo: http://it.youtube.com/watch?v=KOJFnwjNvdE&feature=related. Braccia tese, spinta di gamba e grossa torsione. Ovviamente più spinge (piccolo scatto alla fine del video) maggiore è l'escursione della gamba, ma l'importante è che la forza parta dal puntapiedi. Ovvero i punti di appoggio della pagaiata sono piede che spinge sulla barca e pagaia che spinge sull'acqua. Se tieni duro con la gamba non cedi con gli addominali in torsione e non hai dispersione della forza, a qualunque velocità tu vada.
Per capire che quello che ho detto vale per qualunque tipo di pagaia, guarda questo video che forse è il più interessante: http://www.youtube.com/watch?v=yOlOE1fJh-g&NR=1. Nella prima parte il canoista per poter imprimere più forza sulla pagaia, sposta ogni volta le mani per avere più leva. Note che non ci sono differenze di pagaiata con le tecniche precedenti. Braccia larghe e tese, lavoro di gamba e schiena (che forse cede un po'). Secondo spezzone pagaiata a mani fisse, vedi che le mani, troppo vicine previste dalla groenladndese, costringono a piegare le braccia. Nota però l'apertura della spalla verso dietro dovuto al buon lavoro di torsione. In ultimo una pagaiata con un discreto allungo in avanti, ma alto ritmo per mancanza di forza. Ricordati che la barca scorre se ci metti forza, altrimenti è solo un appoggiare la pala in acqua. Meglio meno pagaiate, ma con più forza in maniera da far scorrere la barca..
Ciao,
Marco



P.S. A Francesco e Daniele un grosso "In bocca al lupo!" per la nuova avventura.

Ottobre 31, 2008, 03:00:13 pm
Risposta #54

gioanni

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Ora si che dianzi no

Giovanni

Basta così ho anche troppo materiale.
Grazie a tutti.

Novembre 03, 2008, 03:28:33 pm
Risposta #55

gioanni

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Un cicirino di autopromozione e tanta parecchia gratitudine
http://treknaut.forumfree.net/?t=33831275&st=0#entry280303129
Giovanni

E poi mi garba il serpente che si morde la coda dei messaggi che si richiamano a vicenda.

Gennaio 08, 2009, 10:49:01 pm
Risposta #56

Giovanni Perozzi

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perchè si insiste tanto a parlare di tecnica di pagaiata corretta, come se esistesse una sola tecnica di pagaiata indipendentemente dal mezzo che sto utilizzando.

voglio dire partendo da concetti di fisica basilari, che sono uguali per tutti, poi però questi concetti di fisica vanno applicati e adattati su mezzi enormemente diversi, quali una pala a portanza ed una pala a resistenza, che si comportano molto diversamente in acqua.

provate a confrontare lo stesso atleta negli anni 80 nel periodo di passaggio dalla pala classica alla pala wing, non si può dire che nel corso degli anni sia aumentata o diminuita la maestria nell'esecuzione della pagaiata da parte della stesa persona, ma il gesto è diverso,... è cambiato semplicemente il mezzo.

cosi non posso dire, non conoscendola affatto, che qualcuno che vedo pagaiare con la groenlandese non sappia pagaiare, sicuramente pagaierà diverso visto lo strumento completamente differente dal mio.

ciao

Giovanni Pepozzi

Ottobre 14, 2013, 06:44:07 pm
Risposta #57

passolento

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a distanza di quasi 5 anni dall'ultimo messaggio di questo topic, mi chiedevo se non sia il caso di riassumere lo stato dell'arte e vedere qual'è stata l'evoluzione della groenlandese negli ultimi tempi.
Settimana scorsa ho passato giorni a remare tra le Bocche di Bonifacio. Mi ero portato la mia trad in carbonio ma, alla fine ho pagaiato sempre con uno stecchino corto e rigido magnificamente creato da un amico.
Nei lunghi giri che abbiamo fatto, con ogni condizione di mare e vento, non ho trovato particolari controindicazioni anzi, la maggiore rigidità rispetto alle altre che avevo provato in passato, legata alla minore lunghezza (226) mi hanno portato a chiedere ad Aldo di ... farne una simile pure a me.
Non credo che sarà la soluzione definitiva al mio pagaiare ma uno strumento da alternare alla tradizionale quando ne sentirò la necessità.
Saluti
 ;)
Saluti
Daniele

Dicembre 17, 2013, 04:24:26 am
Risposta #58

Matteo72

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    ...
Nikemerlino... grande risposta... mi é piaciuta...

Dicembre 18, 2013, 05:50:32 pm
Risposta #59

kayakero

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    ...
Discussioni infinite.....
Ovviamente ognuno è libero di andare come vuole e con quello che vuole, questa è la mia esperienza:

Canoa da discesa, Zastera modello Burton pala Large cm 210
Surfski, Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207
Torrente, Werner ShoGun cm 197
Olimpica Zastera modello Burton pala Large cm 215
Slalom, Zastera double torque Large cm 202
Kayak da mare Knysna modello Lettman 1 (media) cm 207 oppure Werner Shuna cm 215 a seconda delle condizioni e del carico.

Trovo le groenlandesi bellissime, così come i kayak in legno autocostruiti ma non penso di usarli.
Vorrei solo aggiungere un' altra provocazione a quella di Maurizio a proposito del significato di resistenza o di lunga durata.
Ho letto che la groenlandese facilità le lunghe percorrenze perchè meno stressante.
Bene, se ho davanti 50 km di mare io impiego circa 6 ore. Normalmente pratico una sosta di 5/10 minuti ogni 2 ore, quindi la barca viaggia ad una media costante di 9.5 kmh (ovviamente con mare calmo senza vento).
Dopo 6 ore, mi lavo, mangio uno stuzzichino, monto la tenda, stendo i teli su cui stendermi, se ho alberi piazzo un amaca, incomincio a pensare a cosa mangiare, poi tiro fuori il fornello e mi faccio un succulento piatto di carboidrati con proteine annesse, il tutto accompagnato con del vino possibilmente locale, lavo le scodelle e le pentole e finalmente mi rilasso con un buon bicchiere di grappa, a quel punto scorgo, ancora lontano, il pagaiatore con quella lunga pagaia in legno sottile sottile che era partito alla mia stessa ora dalla stessa spiaggia, lo vedo scendere, stanco ma felice per aver pagaiato 9 ore e mezza.
Morale della favola, io dormirò 3 ore e mezza più di lui per tutti i giorni del viaggio.....
claudio
Come si fa a dargli torto??? Comunque sono belle, sono di legno ed hanno un'anima. E se uno non ha furia e si vuol godere il panorama circostante vanno benissimo. Ma se vuoi "pedalare" c'è di meglio.

Ottobre 15, 2019, 02:04:35 pm
Risposta #60

Bittern

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« Ultima modifica: Ottobre 15, 2019, 03:16:16 pm da Bittern »

Ottobre 15, 2019, 05:20:07 pm
Risposta #61

Lorenzo Molinari

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Con tutta sincerità ho trovato il filmato proposto assai noioso dopo il primo minuto e per nulla significativo in termini di comparazione tra pagaie. Le differenze - se mai ve ne fossero da evidenziare - più che alle pagaie le attribuirei alla sensibilità dei kayaker nel surfare le onde e neppure alla forma degli scafi, che parrebbero assai equivalenti.
« Ultima modifica: Ottobre 15, 2019, 11:07:19 pm da Lorenzo Molinari »

Ottobre 17, 2019, 12:46:59 am
Risposta #62

Bittern

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al di là della noia dopo il primo minuto che ad alcuni viene ad altri no, ho postato il filmato apposta perchè non si evidenziano differenze

Ottobre 19, 2019, 03:35:49 pm
Risposta #63

Lorenzo Molinari

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