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Uscite e raduni / Re:RaNaCaE - RADUNO Nazionale Canoe d'Epoca
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Maggio 19, 2018, 11:34:30 am »
Il 12 e 13 maggio si è tenuto il 1° Raduno Nazionale di Canoe d'Epoca e auto-costruite sul lago di Pusiano in Brianza, ideato da Andrea Alessandrini.

Ringrazio il Comitato Organizzatore per l’evento (per quanto non abbia capito da chi fosse composto oltre Andrea Alessandrini e Fabio Calvino). Evento che ha radunato più o meno una sessantina di canoisti del nord Italia, con le loro canoe impolverate dopo anni di permanenza al buio delle loro cantine.
Purtroppo non ho potuto prendere visione del registro delle canoe d’epoca, la cui istituzione è stata annunciata per questo raduno, e che non è neppure consultabile o aggiornabile online, arricchendolo con le canoe dei canoisti che non hanno potuto intervenire. Spero che questo registro, se si vuole che diventi un documento operativo e storico, sia usufruibile da tutti, altrimenti in breve sarà destinato a diventare lettera morta.

Ho visto in acqua diverse canoe in vetroresina anni 1960 e 1970 della ASA Canoe; un Fly ASA da discesa in perfetto stato inizio anni 1980, codotto da Alberto Faggioni, il modello che proclamò Marco Previde Massare Campione del mondo; diverse canoe anch’esse degli anni 1960 e 1970 in vetroresina di ignota fabbricazione, tra cui un paio di C2 credo realizzate su modelli francesi; una mitica Taifun Slalom e due Dancer, un condotta dal sottoscritto e l’altra da Toio Pongolini; oltre a una pregevole Klepper Aerius della prima metà degli anni 1950, condotta dal grande Gengis insieme a un amico. Meritevoli di considerazione alcune canoa auto-costruite, tra cui – bellissimi - due K1 e un K2 in legno, oltre a un esilarante e fantastico K1 realizzato con bottiglie di plastica riciclate e tenute insieme da una intelaiatura di cannette (foto allegata).

Mi ha fatto immenso piacere vedere tra i partecipanti l’avv. Federico Martinotti di Pavia, una vita trascorsa pagaiando per fiumi, e l’ex allenatore e atleta del CUS Milano Paolo Pellegrini, che da qualche anno non incontravo, essendosi spostato dalle acque lombarde a quelle della laguna veneta. Ma il canoista di più lontana provenienza era il prof. Carlo Testa, che ci ha raggiunti da Vancouver in Canada, programmando la sua visita in Italia in modo da poter partecipare all’evento e onorare il suo maestro Andrea Alessandrini. Carlo è stato un canoista di ottimo livello, cresciuto appunto nella scuola di Andrea Alessandrini, che gareggiò per la sezione fluviale del Gruppo Milanese Canoe e per la Marina Militare negli anni 1970. Lo ricordo scendere un Sesia tratto gara in piena (1976?) giù dall‘allora mitica rapida dell’Occhio, ora praticamente un piattume, con una kayak ASA Maxi Jet e, a differenza dei più, giungere con la coda intonsa al Baraggiolo, dove campeggiavano nel prato della “Vecchia”, quando si sentivano rimbombare nella valle le fragili canoe in vetroresina lunghe 4,50 m dei canoisti meno accorti, a causa delle rovinose codate negli enormi buchi, che costavano meticolose riparazioni serali con pennello, resina e pezze, talvolta sotto gli ombrelli o i portici delle chiesette al riparo dalla copiosa pioggia, per poter gareggiare il giorno seguente.

Mi auguro che questo evento possa ripetersi in futuro con cadenze programmate. Credo sia stata buona la scelta di incontrarsi su un bacino lacustre, dove si possa sfoggiare qualunque tipo di canoa: da fiume, da mare e da lago, nuova o antica che sia, senza rischio di romperla.

Mi auguro però che il prossimo raduno sia organizzato dando più attenzione alle canoe d’epoca, in modo da valorizzarle, offrendo spazio espositivo, come avrebbe dovuto essere già in questa occasione, presentandole tecnicamente e storicamente, ecc. Eviterei la garetta di canoe, a mio parere priva di senso per una manifestazione di questo genere, ma piuttosto prediligerei un giro turistico guidato da persona competenti su temi canoistici, ecologici, storici, geologici, ecc. E soprattutto non lascerei quel senso di smarrimento in cui si sono trovati molti canoisti al termine del giro del lago.
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Grazie a voi per l'accoglienza sempre splendida ... e complimenti per il ragù! :-P Bravi tutti.

Giorgio (JC)
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Chat - Kmare / Re:sognofjord in kayak
« Ultimo post da nolby il Maggio 18, 2018, 12:47:02 pm »
Informatevi bene.... dubito che noleggino kayak senza "brevetti" tipo BCU o simili....rischiate di essere costretti a seguire qualche tour guitato perdendo ogni autonomia (e dovendo pagare la guida).

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Uscite e raduni / Re:12 e 13 Maggio Wild Water Women's Day sul Limentra!
« Ultimo post da Alessia il Maggio 18, 2018, 10:20:46 am »
Il CCBO Ringrazia tutti i partecipanti del suo Ventesimo WWW, tutta la manodopera CCBO, gli Sponsor in ordine alfabetico Drago Rossi, Nereus Sport, Ozone, TDM Paddle, le amministrazioni comunale che sono attraversate dal nostro meraviglioso Limentra, la Luana per rifoncillarci, il bar al Ponte di Verzuno per i caffè, il consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale Reno, il ristorante la Spiaggetta per la cena, grazie all'ugola d'oro ed a tutti i Barakka Blues ed anche ad ENEL Green Power per il rilascio idrico. Ringraziamo anche il sole che ci ha tenuto torrida ente compagnia nelle due giornate e lo spettacolo del bacino di Suviana che impreziosisce il tutto, con i suoi scorci e rive boscose. Ringraziamo anche tutti quelli che hanno accolto l'invito di un aperitivo sabato sera, brindisi su brindisi è un bell'andare.
Grazie
Il CCBO
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Materiali da canoa / Re:pagaie Azzali
« Ultimo post da Giovanni Fantozzi il Maggio 17, 2018, 08:23:05 pm »
Anche queste http://rivrstyx.com/ sono validissime e customizzate secondo le proprie mani , progettate e costruite dal mitico Jim Snyder.
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Chat - Kmare / Re:sognofjord in kayak
« Ultimo post da Vittorio Pongolini il Maggio 17, 2018, 08:04:13 pm »
Ciao, giovane Tommaso. Ti rispondo io anche se non conosco il Sognefjord. Ho fatto un fiordo in kayak ma in Nuova Zelanda (Milford Sound) e ho fatto quel pezzo di Norvegia in moto. La somma delle due cose più gli anni di canoa kayak che ho sulle spalle mi dà una notevole esperienza al punto che io sia in grado di darti qualche dritta.
Cominciamo dalla inesperienza. State attenti, molto attenti. In quei  fiordi della costa ovest della N piove spessissimo e repentinamente e le nuvole si abbassano fino a coprire di nebbia qualsiasi cosa, kayaker compresi. Non si vede letteralmente a più di 5/10 m! Poi il vento, che incanalandosi tra le alte sponde, con l'effetto Venturi, diventa un nemico invincibile e non solo non consente di avanzare ma vi fa indietreggiare o, peggio, vi manda a mollo. Quindi, sempre attenti al meteo.
Poi, quel fiordo è il più lungo della N. Pianificate bene il tragitto diuturno che volete percorrere (all'inizio 20/25 km al max, poi dopo una settimana potete percorrerne fino a 35/40)  e "appoggiatevi" logisticamente alla Scuola di Kayak che troverete per noleggiare i KdM smanettando da subito su internet. Li troverete senz'altro perché in molti pagaiano lassù e mi è bastato scrivere un attimo "Kayak Sognefjord" per trovare una gran quantità di riferimenti internet.
Vi consiglio poi di portarvi da qui un bel po' di abbigliamento per pagaiare e il sacco a pelo nonché per le soste e il resto relativo all'attrezzatura  lo chiederete lassù (sacche stagne e necessario per cucinare, eventuale fornello e pentole etc.) ma dipende come avete intenzione di affrontare l'esperienza cioè se da eremiti in tenda o se vorrete appoggiarvi ai "sea shelter" che sicuramente si troveranno lungo le sponde e che sono per tutti i naviganti, kayaker compresi.
Insomma, chiedete subito tutto a coloro a cui vi appoggerete per il noleggio dell'attrezzatura: non vi consiglio di acquistare i sea kayak perché poi dovreste lasciarli in conto vendita - a meno che non abbiate un paio di mesi di tempo per fare tutto - e in genere è una perdita secca in termini economici perché non hai garanzie dirette. Poi, non so quanti siete, ma se riuscirete a riempire due kayak doppi sarebbe ottimo: hanno una capacità di carico davvero notevole (fino a 60 kg) e in due sullo stesso ci si supporta meglio e, non ultimo, sono più stabili per degli inesperti.
Ecco, ora che hai letto queste mie vaghe informazioni generali, collegati ad internet e comincia a pianificare il vostro viaggio in KdM in Norvegia, la terra vichinga che ha permesso nel '75 di effettuare la madre di tutte le moderne spedizioni di Kayak da Mare, la famosa British Norway Expedition con i kayak Nordkapp, lungo tutta la costa ovest norvegese. (https://www.expeditionkayak.com/chronology-of-sea-kayaking/)
 
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Materiali - KMare / Re:Consiglio Kayak gonfiabile per turismo marino
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Maggio 17, 2018, 02:51:04 pm »
Non conoscevo Slider 485 della Kxone e dal sito pare effettivamente una canoa di qualità, analoga anche a Sea Eagle 473.
Sono riparabili e come?

Il mio dubbio, però, rimangono sempre le saldature/giunzioni, che tendono a perdere aria dopo una decina d'anni, specie se riposte sgonfie, e quando una gonfiabile inizia a perdere aria dalle saldature/giunzioni non resta che buttarla. Come si ripara perde aria da un'altra parte. Così è accaduto alla mia Gumotex che avevo conservato sempre al meglio.
Spendere tanto denaro (circa 1300€) per una canoa che dura solo una decina d'anni per me non ne vale la pena, usandola saltuariamente solo quando altri tipi di canoe rigide e più performanti diventano scomodi da utilizzare (nel caso ad esempio di viaggi in treno o in aereo).
Che idee avete al riguardo?
Grazie
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Materiali da canoa / Re:pagaie Azzali
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Maggio 17, 2018, 11:45:04 am »
Azzali era un mobiliere di Cremona, che a un certo punto iniziò a convertire l’azienda per produrre remi da canottaggio che forniva alle celebri remiere anch’esse di Cremona: Baldesio, sorta nel 1887, e Leonida Bissolati sorta del 1921. Alla produzione di remi affiancò quella di pagaie d’acqua piatta, specialità che veniva praticata dagli atleti di quelle remiere.

La prima pagaia da fiume che produsse Azzali fu invece realizzata sul modello della pagaia dei campioni di Merano fratelli Gerstgrasser, che producevano nella falegnameria del padre, dove oltretutto lavorò anche il giovane Prijon!

Ma la fama e l’impennata nelle vendite di pagaie Azzali si deve al fatto che Azzali forniva le pagaie alla Bissolati, dove si allenava il giovane Oreste Perri, poi vincitore di quattro Campionati del mondo in K1 1.000 e K1 10.000 tra il 1974 e il 1977, proprio con le pagaie Azzali. La leggenda dice che Oreste scegliesse le sue pagaie per le gare da un mazzo numeroso: le testava sprigionando la sua forza esplosiva in partenza, e diverse ne rompeva o le fletteva esageratamente, così da doverle scartare.

Le pagaie Azzali s’imposero nell’agonismo soprattutto in Italia, non solo perché usate da Oreste ma anche perché assai più economiche di quelle estere Liminant e Struer, allora le più usate e di gran pregio, tuttavia diversi atleti della nazionale italiana preferirono continuare a pagaiare con pagaie estere. Nel resto d’Europa fu limitata la diffusione delle pagaie Azzali tra gli atleti di punta. Oltretutto l’impennata nelle vendite costrinse Azzali – a mio parere – a produrre per un certo tempo pagaie di qualità inferiore a quelle prodotte precedentemente, che già faticavano a reggere il confronto con quelle delle marche estere più famose. Azzali si era industrializzato con impianti produttivi dedicati e aveva avviato una produzione su vasta scala.
Un secondo impulso alle vendite lo ottenne con le vittorie ai mondiali di discesa di Previde Massara Marco all’inizio degli anni 1980 e dalla metà degli anni 1980 le pagaie da fiume Azzali erano indubbiamente pregevoli, come il modello di successo Grillon.
ASA Canoe iniziò a vendere pagaie Azzali con il proprio marchio e Tuttocanoa ne vendette a migliaia, soprattutto da turismo.

Ma già all’inizio degli anni 1980 s’iniziarono a produrre pagaie da agonismo interamente in composito, che in breve sostituirono quelle di legno. Nel 1984 Tuttocanoa iniziò a commercializzare la pagaia inglese in composito Freeblades, che allora sembrava una pagaia da marziani e che divenne una delle pagaie più apprezzate in agonismo d’acqua piatta, ma anche in slalom con il campione inglese Richard Fox.
Mentre in acqua bianca s’imposero le pagaie Schlegel.

Ad Azzali rimase per diversi anni il mercato delle pagaie dozzinali da turismo, che fu poi invaso da pagaie in plastica e alluminio ancor più economiche e robuste, costringendo Azzali a convertirsi ai bastoni da hockey.

Tuttavia il mercato delle pagaie in legno è ancora fiorente, seppur di nicchia, per chi sa produrre pagaie di pregio per amatori e appassionati, come è il caso di Avatak di Varese o della francese Alpin Paddle, che producano pagaie da mare, o dell’americana Bending Branches, che produce pagaie di ogni tipo, tanto per fare tre nomi.

…anche a me spiacque la chiusura di Nauticom. Ne è passata di acqua!
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Chat / Re:Tuttocanoa??
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Maggio 16, 2018, 03:47:34 pm »
Grazie Susanna, il libro va avanti e spero di arrivare prima o poi alla fine (ahimè ho superato le 450 pagine e ne ho ancora da scrivere). Tuttavia il mio libro si pone un orizzonte che val al di là della canoa italiana, per cercare di delineare la storia della canoa dalle origini ad oggi a livello mondiale.
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