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Uscite e raduni / Re:Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da solosiberia il Novembre 02, 2018, 03:58:27 pm »
ciao, grazie a lorenzo per le belle parole.
una precisazione dell'ultimo minuto: ho momentaneamente tolto il video dal mio canale di iutub, perchè mi hanno fatto notare che è meglio aspettare a farlo vedere a tutti dopo l'anteprima al canoa film festival a milano (se sarà selezionato per proiettarlo).

quindi per ora non è online. mi scuso. in ogni caso sarà online dopo il 25 novembre.
ciao, daniele
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Uscite e raduni / Re:Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Novembre 02, 2018, 12:31:37 pm »
Ho avuto il privilegio di vedere il film privatamente in anteprima nella sua versione estesa, a mio avviso più affine per chi voglia accostarsi all’esperienza presentata dal regista, protagonista ed esploratore. Sì, esploratore - parola grossa - ma in questo caso credo si possa ancora parlare di esplorazione, soprattutto per il modo con cui il viaggio è stato preparato, condotto e rielaborato e per l’ostinazione nel voler setacciare nel corso degli anni un’area talmente vasta, da rendere l’impresa impossibile sin dalla sua partenza.

E’ un tuffo in un mondo senza tempo, a noi - o almeno a me - appartenente all’immaginario e, di conseguenza, ignoto. E se torno col pensiero alla mia esperienza di canoa in Mongolia, qui ogni aspetto appare amplificato ma non per due, per cento.

Un viaggio lento, lungo un fiume che si muove stanco, su un terreno dove la pendenza non viene percepita, dove la pagaiata è un ripetersi ininterrotto e faticoso, aggravato dall’impiego di un kayak gonfiabile e dal peso di un equipaggiamento necessario, non potendo contare su nulla per giorni e giorni, oltre che su un vento inesorabilmente contrario.

Un viaggio che attraversa spazi vasti e vuoti, che si perdono in un orizzonte sempre uguale, in un'atmosfera densa di zanzare, in cui domina, appena oltre il persistente ronzio, la voce del vento, talvolta sovrastante quando carica furioso, perché privo di ostacoli nella sua lunga corsa.

Un viaggio che in questi spazi immensi e isolati appare di una tale monotonia ed essenzialità, da obbligare il viaggiatore – come egli stesso dice - a interrogarsi dentro, sul perché di ogni cosa, di se stessi così come del perché dello stesso viaggiare, in un mondo immobile e immutabile, che ti porta a scoperchiare la solitudine che ci appartiene nel profondo, al di là che ci si muova o meno con un compagno.

Un viaggio dove gli incontri con altri uomini sono rari e rudi, realizzandosi su basi culturali e tradizioni che nulla hanno a che fare con le nostre e che risentono del perenne isolamento, per la totale assenza di strade (unica modalità di trasporto ora è l'elicottero). Isolamento accentuato dalla distanza incolmabile dalla "civiltà" e da condizioni climatiche estreme, che caratterizzano quelle terre per buona parte dell'anno, man mano che ci si sposta, pagaiando, verso l'artico.

Una taiga senza confini, se non quelli che ci porremmo noi, uomini dell’Occidente, dove si vive di nulla e nel nulla, dove prevale il movente della sopravvivenza: procurarsi il cibo, proteggersi dagli insetti nei mesi miti o, altrimenti, dal freddo estremo, e vigilare su se stessi per non perdersi nell’abuso di alcol e nel degrado. Dove la parola “superfluo” non trova significato, perché la Siberia è “SoloSiberia”.

La regia è molto spartano ma ci sta, per congruenza con le immagini del viaggio.
Un grazie a Daniele e all'ospitalità di Valentina per la visione in anteprima.
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Uscite e raduni / Re:Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da solosiberia il Novembre 01, 2018, 08:50:33 pm »
intanto ho pubblicato sul mio canale iutub dedicato al mio progetto "acque siberiane" il video corto della discesa della tunguska inferiore, di 19 minuti.
chi vuole può quindi dargli un occhio.
ma per me il vero video resta quello di 1 ora e 35 minuti. non è possibile sintetizzare in 20 minuti un viaggio di 2 mesi sul fiume e di 3 mesi in totale.

ad ogni modo questo è il link: https://www.youtube.com/channel/UCyqX688taRyIToQ7mILWmEQ

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Uscite e raduni / Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da Guido Brasletti il Ottobre 31, 2018, 10:33:18 pm »
Anche a me farebbe piacere guardarlo su YouTube: se lo carichi posta il link, lo guarderò molto volentieri (la versione da 19 minuti sarà già parecchio Interessante).

Ps
complimenti per l’impresa!
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Re: Workshop
Concordo pienamente con quanto scritto dagli amici Lorenzo e Maurizio.
Siamo alle solite. Il CONI (lo sport sono io) cerca in tutti i modi e con tutti i mezzi di imbrigliare, ingabbiare, irreggimentare uno sport nato libero, sfornando norme e contronorme. Ho già scritto in proposito sull'argomento, evidenziando come a questi "dirigenti" ben poco interessi l'impegno delle Società canoistiche e dei loro soci, spesso bistrattato e snobbato. E a proposito del "workshop" (ma perchè non si usano una benedetta volta i termini in lingua italiana?), si afferma, se ho ben capito, che le Società che non si adegueranno a quanto stabilito da Sua Maestà il CONI saranno escluse da agevolazioni, anche fiscali.
Una parola la vorrei spendere a proposito di "corsi di formazione", che a detta dell'amico Maurizio, spesso sono tenuti da istruttori che neanche sanno pagaiare. Forse è un po'esagerato; tuttavia ho visto corsi tenuti per l'abilitazione a istruttori o allenatori (non ricordo precisamente) di fluviale tenuti non dico sul Sesia o sul Brembo, e nemmeno sul Trebbia, ma indovinate un po' dove? Nel canale della Muzza, cioè su acqua piatta. Questa è la considerazione che il CONI e la Federazione hanno della canoa fluviale agonistica.
Ciò premesso, personalmente me ne impipo di tutte questi "workshop"  e quant'altro. Vado in canoa da quarant'anni sui fiumi, per mio puro piacere, e continuerò a farlo finchè ne sarò in grado e mi divertirò, in barba a CONI, FICK, regolamenti e controregolamenti. Sui fiumi, per fortuna, è ancora consentito la libera navigazione in canoa a chiccessia.
Pace e bene
Jimmy/Anonimo Brembano
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Le riflessioni di Maurizio e Lorenzo sono condivisibili e, qualcuna, condivisa da chi scrive; al workshop di Roma si parlerà anche di questo, degli strumenti per confrontarsi con questa situazione, dei suggerimenti perché una struttura come l'AcquaViva-UISP (la cui prima mission è lo SportPerTutti) possa aiutare a promuovere e praticare liberamente le nostre discipline.

L'attuale quadro normativo in Italia è qualcosa con cui bisogna necessariamente confrontarsi ma il contesto più generale di riferimento è la Carta Europea dello Sport (http://www.coni.it/images/documenti/Carta_europea_dello_Sport.pdf), ne estraggo due passaggi:

"Articolo 2-I. Si intende per “sport” qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli. "
Il fine è il miglioramento dell'individuo e lo sviluppo delle relazione sociali; la partecipazione può essere organizzata o no: se pagai per "conto tuo" fai quello che ti pare (nei limiti dei codici civile e penale) ma se ti "organizzi" in una struttura (se vuoi, per esempio, fare l'istruttore e/o l'educatore sportivo) persegui i fini e le regole comuni.

"Articolo 1-I. Dare ad ogni individuo la possibilità di praticare sport [...]
II. Proteggere e sviluppare le basi morali ed etiche dello sport, nonché la dignità umana e la sicurezza di coloro che partecipano ad attività sportive, proteggendo lo sport, gli sportivi e le sportive da qualsiasi forma di sfruttamento ai fini politici, commerciali e economici, e da pratiche scorrette ed avvilenti, compreso l’abuso di droga. "
Nel contesto "sportivo" gli Stati ed i movimenti sportivi (di cui si può liberamente scegliere di far parte o no) devono dotarsi degli strumenti per tutelare la sicurezza e l'incolumità dei propri sportivi e dallo sfruttamento a fini diversi da quelli sportivi; sui tempi e i modi si può discutere ed è quello che facciamo in occasioni come i workshop.

Per confrontarci su questi temi e altri e per pagaiare insieme, vi aspettiamo il 9-11 novembre a Roma.

Antonello
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Concordo con te Maurizio. Anche il mondo della canoa, che per sua natura vorrebbe esprimersi liberamente lungo corsi d'acqua naturali, laghi e litorali, si ritrova sempre più costretto da norme burocratiche, la cui utilità è molto spesso lucrativa, al di là delle intenzioni - talvolta un po’ miopi od ottuse - di chi le elabora e le promulga, nonostante l'intento possa essere quello di garantire livelli standard e idonei di sicurezza. E non dimentichiamoci che chi norma sono gli stessi canoisti che scalano i vertici delle federazioni, istituzioni e associazioni.

Personalmente ho preferito starmene al di fuori, lasciando ingiallire in un cassetto i miei titoli ufficiali per l'insegnamento della canoa e dando spazio a chi non può farne a meno, o a chi è ancora mosso dall’entusiasmo oppure a chi a sua volta trova interesse lucrativo nell’infinita catena piramidale di corsi specialistici a pagamento, in cui ci si mette il cappello dell’insegnante per addestrare o aggiornare o lo si toglie per essere addestrati o aggiornati, al di là dei corsi base rivolti a chi non indossa ancora alcun cappello.

E tanto di “cappello” e riconoscenza a coloro che, comunque e nonostante tutto, mossi da puro spirito di volontariato e anche con sacrificio di tempo, economico e per le rotture di palle, s’impegnano a promuovere la canoa, con tutte le responsabilità che ciò comporta e grazie a loro, e soprattutto a loro, il nostro amato sport vive e si diffonde.

Chi a Milano abita in zona Est, se vuole mettere il sedere su una canoa, non gli resta che l’Idroscalo per motivi logistici. Pagaiare all’Idroscalo comporta iscriversi a un Club: quota associativa annua intorno a 400€ + 50€ il primo anno + 70€ la certificazione medica, a cui devi aggiungere se sei istruttore i costi di mantenimento e aggiornamento del tuo titolo.
Se invece decidi di scaricare la tua canoa dal tetto della macchina per pagaiare liberamente, ti becchi una multa dai 25€ a 250€, in base al Regolamento del Parco dell’Idroscalo atto: 122130/1.6\2018\2, che al titolo TITOLO V – NAVIGAZIONE E UTILIZZO DEL BACINO, Art. 27 – Navigazione del bacino – Comma 1, cita a beneficio delle società canoistiche insistenti sul laghetto: “La navigazione nel bacino è vietata; la navigazione nel bacino è consentita alle sole società con sede nel Parco ed è opportunamente   regolamentata  per garantire una fruizione in sicurezza”.

Caro Maurizio, sei scappato da tempo e in tempo dall’Idroscalo…
Auguriamoci che anche al porticciolo di Nervi e lungo la costa ligure e sulle acque in genere non promulghino analoghi divieti per chi non è tesserato!
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Uscite e raduni / Re:Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da solosiberia il Ottobre 29, 2018, 07:17:13 pm »
penso che su youtube al massimo metto quello breve di 19 minuti.
ci sono alcuni motivi per non pubblicare quello intero, a parte che pesa 5 giga e ci mette una vita a caricarlo.
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Uscite e raduni / Re:Siberia 2018 discesa Tunguska inferiore
« Ultimo post da Emilio "Belu" Beluffi il Ottobre 29, 2018, 06:19:25 pm »
Non lo pubblichi su Youtube?
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Momento aggregativo... fantasiosa denominazione!
Le burocrazie sportive tempestano di 'sti tempi con una grandinata di nuovi obblighi, prescrizioni e minacce sanzionatorie.
Ammettiamolo. Coprendosi dietro alla copertura fiscale e normativa dell’associazionismo, quasi sempre garantita da enti nazionali di promozione di natura partitica in cambio di consensi e quote, per lunghi anni parecchi hanno lucrato e fatto concorrenza sleale alle ditte loro concorrenti dotate di partita iva: nello sport, nella ristorazione ecc. E’ vero.
Ma adesso sembra che si vogliano definitivamente strangolare le associazioni, anche le piccole e innocenti, con complicazioni, impegni e sanzioni che sconsigliano a chiunque di assumere responsabilità in un club, soprattutto perché lo si fa, di solito, su base volontaria.
Dopo aver meglio incatenato le associazioni sportive, che un tempo erano libere associazioni di cittadini come le altre, all’ottemperanza dei nuovi crismi delle ASD, adesso si impone:
-   La nomina di un responsabile (legalmente) web che forse dovrà risponderne per una svista fra dieci anni.
-   L’obbligo anche per chi frequenta un solo giorno il club, di un certificato medico con elettrocardiogramma che nessun medico può fare senza la strumentazione e costa minimo 50 euro. Da notare che se un ragazzo frequenta una palestra, una piscina, partecipa a una settimana bianca e pratica attività diverse non è detto che il certificato agonistico per uno sport particolare possa avere validità.
Sarà ancora più costoso (e noioso per i genitori) praticare sport per i ragazzi.
Se ne avvantaggiano i centri che emettono i certificati, ma è tutto da dimostrare che il semplice esame del cuore possa escludere o prevenire altri innumerevoli potenziali fattori di rischio.
-   I vari corsi per istruttori e relativi aggiornamenti servono soprattutto per remunerare i docenti e per finanziare le federazioni infatti non sembrano dimostrarsi particolarmente selettivi ed efficaci. Sarò forse io un po’ schizzinoso, ma nell’ambiente della canoa conosco istruttori che non sanno a mio avviso neppure pagaiare decentemente. 
-   Gli istruttori che non percepiscono guadagni superiori a 10.000 euro all’anno, sarebbero esonerati dal pagamento di tasse, va bene, sembra, ma poi si scopre che questo vale solo per chi ha un’altra posizione fiscale con altra attività principale. Gli altri, quelli che arrancano con un lavoretto, dovrebbero aprire una posizione iva.
Per proventi inferiori a 10.000 euro aprire una posizione iva, con quello che costa tra consulenze e tasse varie, e riuscire a sopravviverci è impossibile. Sia un piccolo club sia un semplice istruttore che opera all'interno del club deve munirsi di consulenti.
-   Per mantenere in validità un brevetto valido all’insegnamento sportivo CONI, oppure nel caso degli assistenti bagnati, occorre pagare una quota annuale che va a sommarsi alle quote degli aggiornamenti del corso BLS, alle quote associative del proprio club, della propria federazione, ecc. Se uno pratica ad esempio, come è normale, kayak, rafting, torrentismo e hidrospeed avrà un bel po’ di quote da pagare.

Insomma si tratta di una politica giugulatoria, come il beduino che beve direttamente dalla vena del cammello o se volete è una moderna forma di vampirismo al quale si dedicano quelli che si sono installati in qualche punto della struttura burocratica sportiva o forse non è colpa di nessuno e dipende dall'andamento naturale dei tempi.
Il bello è che, a sentir loro, ogni richiesta è giusta e sacrosanta e dipende da ragioni assicurative, da equità fiscale o dalla necessità di finanziare le federazioni e altre similari imprescindibili entità.
Peccato che tutto ciò finisca con l’impedire la pratica e diffusione dello sport come i loro statuti proclamano.
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