Post recenti

Pagine: 1 [2] 3 4 ... 10
11
Uscite e raduni / Siberia 2021 Putorana e fiume Kotuj
« Ultimo post da solosiberia il Gennaio 06, 2019, 09:35:20 am »
Ciao, sempre nell'ambito del mio progetto "acque siberiane" sto preparando (in realtà sono già alcuni anni che raccolgo info per questo viaggio) una difficile spedizione attraverso il plateau putorana per poi discendere il fiume Kotuj quasi dalla sorgente fino alla foce, non lontano dal mar glaciale artico.

rispetto al viaggio del 2018 sulla tunguska inferiore sarà molto più duro e complesso da organizzare.
se qualcuno è interessato queste sono le specifiche:
- da svetlogorsk (raggiungibile da krasnoyarsk in aereo o via fiume lungo lo yenisej) si risale la kurejka per circa 300 km in barca a motore (controcorrente) fino alla confluenza con lo yuktali.
- poi il pezzo più duro, poco meno di 100 km a piedi con salita sull'altopiano di putorana (bisogna portarsi tutto in spalla, anche il gas per cucinare, non ci sono piante oltre i 700m di altezza)
- poi si scende il kotuj per circa 1400 km. ci saranno anche delle rapide, ma in generale il fiume è classificato come di 2° categoria.

guardate le carte che allego per avere un'idea. il villaggio di chirinda che ho segnato è l'unico luogo dove ci si può rifornire per il resto della discesa fluviale.

visti i grandissimi problemi che ho sempre, sia nel trovare che nel gestire persone per viaggi del genere, pretenderò delle precise garanzie, non mi basta la parola data per la partecipazione.
periodo: esclusivamente luglio-agosto (2 mesi di viaggio diciamo)
chi vorrà venire si farà tutto il percorso con me, non prendo nessuno per una sola parte di esso.
questa volta porterò un telefono satellitare.


in estrema sintesi questo è tutto, se volete scrivetemi alla email del mio sito: info chiocciola solosiberia.it.
ciao, daniele

12
Chat - Kmare / Elba in inverno: una bella esperienza
« Ultimo post da Andrea Ricci il Gennaio 06, 2019, 08:29:27 am »
Lunedì 31 dicembre quando mi sono svegliato c'era il sole a Roma e ho guardato istintivamente le previsioni meteo per l'isola d'Elba: freddo ma bello nei giorni successivi. Mentre facevo colazione ho maturato l'idea di andarci per fare l'ennesimo giro dell'isola, ma stavolta in periodo invernale. Ovviamente, a campeggio nautico.
Da tempo avevo questo desiderio. Ormai ho fatto un po' di esperienza di viaggi nautici con il sup in stagioni sfavorevoli, ma soprattutto viaggi fluviali. E il mare rimane il mio primo amore. Inoltre ora ho ricevuto da Isa Winter il kayak di suo marito Walter Brand, morto il 22 dicembre (coppia molto nota in ambito FICT), persona e cui ero affezionato. E mi piaceva l'idea di sentirmelo vicino in un viaggio nuovo.
Quindi ho inviato un appello su un gruppo di canoisti stranieri e Martin, dalla Svizzera, ha subito risposto entusiasta. Conoscevo Martin perché a novembre era venuto con me a scendere il fiume Aare tra Thun e Bern, in Svizzera - un tratto WW2 - con il suo sea-kayak Lettman 525 con timone, giocando sulle rapide e facendo traghetti tra le morte.
"Prima facevo WW4 con kayak da torrenti, poi mi è venuta paura e da allora faccio soprattutto 'See'." mi aveva detto Martin.
'See' in tedesco vuol dire sia lago che mare. Vivendo Martin in Svizzera avrei dovuto capire subito cosa intendesse. Invece intesi male. Comunque la sua padronanza con la pagaia mi lasciava convinto che fosse un canoista esperto in tutti gli ambienti.
Il 1 gennaio di sera ci incontriamo a Piombino per poter prendere il traghetto l'indomani mattina.
Non vedevo l'ora di mettermi in acqua, con un entusiasmo un po' azzardato, se non temerario: dagli anni '90 non mettevo il sedere in un k-mare e lo stavo facendo in inverno per fare un giro di oltre 100km con un 'plasticone' fine anni '80 con un solo gavone.
Il tempo è stato freddo ma bello, con temperature sempre sotto i 10° di giorno, e tra 1° e 3° dal tramonto alla mattina. Solo il primo pomeriggio abbiamo avuto condizioni critiche, con vento teso (5 Beaufort) e mare molto mosso (4 Douglas). Queste condizioni mi hanno lasciato con sorpresa totalmente tranquillo nel mio plasticone, ma hanno spaventato Martin, che infine mi ha confessato di avere pochissima esperienza di 'Meer' (mare).
Per la notte, con il mio equipaggiamento economico ma collaudato, ho retto bene.
Bene, da questa entusiasmante navigazione di 4 giorni e appena conclusa ho imparato molte cose, tra le quali:

1. Innanzitutto devo fare pubblica ammenda su cki per una discussione in cui ero stato antipatico protagonista più di 20 anni fa. Avevo detto, io che allora ero ancora prevalentemente canoista marino, che i canoisti fluviali sono più bravi dei marini anche quando vanno in mare. Di quanto fosse azzardata quella concezione ne ho avuta prova il primo giorno di questo viaggio; con Martin - ex canoista fluviale, come ho detto, e ora lacuale (non marino!) - che dopo lo spavento preso si è ritirato dal giro, che ho quindi completato da solo.
2. Con un equipaggiamento adatto l'inverno è un periodo affascinante per la navigazione marina: in mare non c'è nessuno, sulle spiagge non c'è nessuno, sono riuscito ad accendere il fuoco ogni sera senza timore, non ho incontrato polizia nelle mie traversate al largo delle baie.
3. Si diceva in altro post che è bene non andare in canoa da soli. Concordo su ciò per il fiume, ma in mare una persona meno brava in condizioni critiche non è di aiuto, ma è una zavorra. Quindi i prossimi giri me li farò da solo; o con gente più brava di me che mi accetti.
4. La muta stagna in inverno è una fi-ata: ti consente di avere già indosso l'abbigliamento caldo da usare a terra; ed è una sicurezza in caso di caduta accidentale in acqua. Purché non la si dimentichi a casa come ho fatto io! :D
13
Materiali - KMare / Re:Consiglio Kayak gonfiabile per turismo marino
« Ultimo post da defender06 il Gennaio 04, 2019, 05:45:31 pm »
Ciao Guido.
Io alla fine mi sono orientato su un All marine 470 preso da un negozio fisico di Torino. Ho fatto il pre-order e mi arriverà nei prossimi mesi quindi non so darti ancora info precise. So solo che non vedo l'ora di provarlo perchè sto già pianificando il giro di Minorca e 15 gg in grecia o corsica ed ho molta fretta di capire quanti KM potrò fare al giorno andando tranquillo (non mi interessano le gare o le sfide) e quanto reggerà il mare mosso ed il vento.

Una cosa che già dalle foto non mi esalta è la pinna, che risulta molto lunga. Mi è capitato molte volte con la solar, poichè passo molto radente alla costa, di urtare con la deriva; ho paura che se avessi fatto lo stesso con questa la avrei spezzata. Altro dubbio che ho è sull'ingombro da chiusa; mi pare essere molto più voluminosa della Solar, cosa che potrebbe darmi problemi negli spostamenti e soprattutto nell'imbarco aereo.

Se cerchi su google non troverai nulla sulla All marine ma è molto simile alla Razorlite 473 (per non dire che è la stessa); a quanto ho capito a produrre questi kayak in drop stich sono solo un paio di aziende orientali, poi i varii importatori si fanno fare qualche personalizzazione e mettono il brand.
Io ho preferito spendere qualcosa in più ed avvalermi di un negozio che già conosco e che stimo; se tu sei orientato verso fare un ordine dall'estero (io lo sconsiglio sia per i costi di spedizione, sia per il rischio di pagare la dogana) puoi provare a dare uno sguardo ad Alibabà, potrai ordinare direttamente dai produttori.
14
Corsi indoor e outdoor / Re:Corso Kayak in Sri Lanka, febbraio 2019
« Ultimo post da Francesco Balducci il Dicembre 29, 2018, 10:45:55 pm »
Grande Alessia, ottima istruttrice di secondo livello FICK, diplomatasi al corso organizzato da me, Andrea Piutti e Vincenzo Menenna, se non ricordo male! Saremo insieme la prima settimana in esplorazione di fiumi e torrenti e coloro che parteciperanno dopo ai tuoi corsi saranno in ottime, esperte ed affidabili mani: le tue.
15
Chat - Kmare / Re:Buone Notizie?!?
« Ultimo post da Vittorio Pongolini il Dicembre 29, 2018, 05:03:58 pm »
Scusate ancora un intervento rapido. Nel pezzo di Alessia, nella foto della mezza pagina del libro "i miti", che sta leggendo, si intralegge un "Ho incontrato Bonatti…". Ecco, per parlare un attimo di Walter Bonatti, un immenso alpinista ed esploratore, a mio personale parere solo secondo a Reinhold Messner, si ricordino i kayaker marini che pagaiassero alle isole dell'Arcipelago Spezzino di andare ad omaggiarlo a Porto Venere, dove è seppellito nel cimiterino a picco sul mare, sopra la Grotta di Lord Byron, ai piedi del  Castello Doria. Qui c'è la sua tomba, messa accanto alla sua compagna Rossana Podestà, dove si posa un sassolino sulla stessa per lasciare, più che un segno del proprio passaggio, un omaggio alle sue incredibili imprese.
16
Chat - Kmare / Re:Buone Notizie?!?
« Ultimo post da Vittorio Pongolini il Dicembre 28, 2018, 11:00:45 am »
Sono anch'io d'accordo. Ho sempre percorso i fiumi del mondo con un occhio di riguardo alla vita per diventare un vecchio grande canoista. Ci sono quasi arrivato a questa condizione ma ho ancora qualche cartuccia da sparare. Il mio limite però forse è più alto della media proprio per aver percorso tante vie d'acqua e con tutte le canoe/kayak possibili. Scendere per primo la rapida di Balmuccia in giugno, nel 1981, in canadese monoposto, incolume, forse ne è una delle conferme, ma penso che per questo giudizio sia indispensabile il parere di terzi. Il proprio giudizio conta per se stessi  e per le difficoltà che si ritiene di essere in grado di affrontare e serve solo come metro di misura personale, ma il risultato finale è dato dalla consapevolezza di ciò che si è affrontato e superato in varie volte e negli anni. Per ritornare con coerenza a collocare questo commento al topic originale non posso non dire che l'attraversamento di un lago lombardo - non certo uno dei cinque laghi degli Stati Uniti o un braccio di mare tempestoso - in inverno, senza forti venti e forti onde, è poca cosa e non mi fa minimamente pensare di soprassedere dal farlo: semplicemente non ci penso nemmeno se vedo il sole sulla sponda opposta e mi cimento tranquillamente in una traversata lacustre o marina anche in solitaria, e vado sicuro, un po' per il back-ground che ho acquisito nei miei decenni di pagaia ma anche perché sono consapevole delle prove affrontate nelle innumerevoli vie d'acqua che ho percorso in mille condizioni di acqua e di tempo. Concludo con una locuzione di Ovidio molto adatta al mio concetto e adatta genericamente a tutti, relativamente al loro personale livello di capacità: "Nec vincere possis flumina, si contra quam rapit unda nates" (non puoi sconfiggere i fiumi, se nuoti contro l'impeto dell'onda) e che si rifà a quanto ho riportato più sotto a proposito di Deliverance.
17
Chat - Kmare / Re:Buone Notizie?!?
« Ultimo post da marco ferrario (eko) il Dicembre 27, 2018, 06:40:40 pm »
ops... ecco lo stralcio del libro di Simone Moro da me citato il 24/12
Grande citazione Alessia,
la condivido senza se e senza ma.
18
Corsi indoor e outdoor / Corso Kayak in Sri Lanka, febbraio 2019
« Ultimo post da Alessia il Dicembre 27, 2018, 10:38:49 am »
buongiorno a tutti
post rivolto a chi volesse regalarsi o regalare un corso di kayak nelle calde acque del fiume Kelani in Sri Lanka ;D
il corso è rivolto a principianti assoluti e a praticanti che volessero fare un'esperienza insolita e guidata durante il nostro periodo invernale ma al caldo dei tropici.
Il corso si svolgerà al massimo su percorsi o tratti di III della scala WW.

Periodo: dal 4 febbraio 2019 fino al 20 febbraio 2019.
Sarà possibile strutturare discese guidate e/o corsi di kayak da un minimo di due giorni in su.
Non poniamo limiti alla voglia di divertirsi imparando

Numero partecipanti: Da un singolo allievo e fino ad un massimo di tre/cinque allievi.
 
Lingua in cui si svolgerà il corso: italiano e/o inglese.

Dove: fiume Kelani con base d'appoggio presso un centro raft della zona.

Istruttore: il corso sarà tenuto da me, Alessia Ghesini, istruttore FICK di secondo livello.
Ho iniziato la mia esperienza con il Canoa Club Bologna e da qualche anno, ogni estate e molto felicemente, sono guida ed istruttore di kayak sul fiume Soca, in Slovenija.

Per poter visitare lo Sri Lanka è necessario richiedere il visto, di circa 35 dollari, che è consigliabile fare on-line in prossimità della partenza: https://www.srilanka-etaonline.com/

Volo aereo: a carico dei partecipanti.
La compagni con cui volerò io è Emirates che ha una splendida franchigia di 30 Kg con un massimo 10 colli.
Altre compagnie: Air India, etc.

Alloggio e pasti: a carico dei partecipanti.
Possibilità di soggiornare presso alcune strutture limitrofe al centro raft  ed al fiume Kelani.

Trasporto da e per l'aeroporto: a carico dei partecipanti.
Posso organizzare un tuktuk da/per l'aeroporto.

Importante da sapere: sul posto c'è una splendida persona, connazionale, ex slalomista kayaker e guida raft, che mi sta facendo da supporto logistico e da contatto con i centri raft/alberghi locali, etc.

I centri raft cingalesi non hanno ancora sufficiente materiale specifico per il kayak, in particolare mancano pagaie/paraspruzzi e kayak, per cui chi fosse interessato e già praticante, si consiglia l'attrezzatura personale, anche "vecchi" attrezzi del mestiere con la possibilità di rivenderli in loco, qualora avessero ancora mercato, oppure di devolverli alla nobile causa della diffusione del kayak tra gli isolani ed i loro turisti.

Ulteriori e più specifiche informazioni su quando sopra e su quando non specificato, inviandomi una mail a: hydrangeafelix(chiocciola)gmail.com
Passo e chiudo
Alessia



19
Chat - Kmare / Re:Buone Notizie?!?
« Ultimo post da Alessia il Dicembre 27, 2018, 09:25:51 am »
ops... ecco lo stralcio del libro di Simone Moro da me citato il 24/12
20
Chat - Kmare / Re:Shock termico
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Dicembre 26, 2018, 10:54:40 am »
Ciao Andrea, le domande che mi poni richiederebbero una risposta approfondita di un medico esperto in questa materia e non di un economista come me…
Tuttavia cercherò di risponderti empiricamente, non conoscendo i meccanismi fisiologici del nostro corpo (rilascio di adrenalina, ecc.).

Riformulo la prima domanda:
perché nei paesi nordici non muoiono come cavallette, visto che, usciti da saune bollenti, si tuffano regolarmente in vasche d’acqua gelida tra ghiaccio e neve?

La risposta sta appunto in quel “regolarmente”.
La mente e il corpo di chi sin dall’infanzia o comunque con regolarità, anche più volte la settimana, si sottopone a questo genere di stress termico, rispondono differentemente dalla mente e dal corpo degli altri comuni mortali.
Inoltre, chi pratica la sauna, si butta nell’acqua gelida volontariamente e consapevolmente, mentre quando ci si ribalta in canoa o si cade dal SUP e si va a bagno l’evento è indesiderato e avviene senza preavviso, in modo inaspettato e immediato.
Infine, chi pratica la sauna deve sottoporsi a controlli medici specifici periodici, cosa che non è richiesta al canoista turista.

Quando si va in canoa, se la mente valuta come “ostile” l’ambiente in cui si pagaia, a causa delle difficoltà tecniche o ambientali che dovrà affrontare, può crescere la paura, l’ansia e il rischio di panico, fattori molto aggravanti del rischio di shock termico.
Altro fattore ovviamente aggravante è la bassa temperatura dell’acqua, soprattutto quando non si è addestrati a reagire con la dovuta calma e determinazione in caso di bagno in acqua gelida.
Problematiche cardiovascolari sono, infine, la ciliegina sulla torta per lo shock termico.

La ventilazione polmonare diventa così frequente e affannata da renderla superficiale e tale da non apportare l’ossigeno necessario a superare una situazione prolungata nell’acqua fredda, in cui si dovrebbe oltretutto compiere un notevole sforzo per togliersi dalle difficoltà (con rischio successivo d’ipotermia). A ciò si aggiunga la repentina vasocostrizione periferica, l’aumento del ritmo cardiaco, anche così eccessivo da non permettere al cuore di lavorare come dovrebbe, e il brusco innalzamento della pressione sanguigna, magari in soggetti che già soffrono di pressione alta.

Oltretutto la situazione potrà essere aggravata dal fatto che la persona sia in balia dell’acqua, magari tra onde o in corrente o in un rullo, con il rischio di inspirare acqua nei polmoni e annegare, nonostante il PFD spinga a galleggiare.

Chi pratica la canoa d’acqua bianca tipicamente si protegge con mute, giacche d’acqua, cuffie, ecc., che rallentano lo scambio termico e quindi eliminano il rischio di shock termico, ma non quello dell’ipotermia nel caso di bagno prolungato.
Sono, invece, a rischio di shock termico i canoisti marini e lacustri, soprattutto nei mesi invernali, se abbigliati con indumenti che trattengono il calore solo quando asciutti, oltre che essere a rischio d’ipotermia in caso di bagno se lontani da riva o con sponde inaccessibili.

A parità di condizioni fisiche e di stato di salute dell’apparato cardiovascolare, ho sotto riportato alcune attività, da me elencate in modo empirico dalla meno a rischio di shock termico (in alto) alla più a rischio (in basso), ma - ripeto – in modo empirico:
1.   persona non allenata e accaldata da una giornata afosa di sole, che dopo essersi bagnata preventivamente di acqua fredda il corpo e la testa, s’immerge pian piano nella polla di un torrente alpino;
2.   canoista adeguatamente protetto con muta, giacca d’acqua, cuffia di neoprene. ecc., che si ribalta e va a bagno involontariamente in un torrente alpino;
3.   persona che regolarmente fa la sauna, che si tuffa volontariamente in acqua gelida;

4.   persona allenata che, appena terminata un’attività sportiva aerobica di un’ora, si tuffa volontariamente nella polla di un torrente alpino senza bagnarsi preventivamente;
5.   persona non allenata accaldata da una giornata afosa di sole, che si tuffa volontariamente nella polla di un torrente alpino senza bagnarsi preventivamente;
6.   canoista abbigliato con maglie varie ma senza muta e giacca d’acqua, che si ribalta e va a bagno involontariamente in un lago del nord Italia a fine inverno.
Credo che tra la 3 e la 4 il rischio di shock termico cresca in modo molto superiore che tra le altre attività.
Pagine: 1 [2] 3 4 ... 10