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Chat - Kmare / Re:Pensieri da BIVACCO
« Ultimo post da michele varin il Marzo 31, 2020, 11:18:31 pm »
In questi giorni di forzato bivacco domestico sto abbastanza "tritando" e quindi rivedo le foto e risistemo il blog. Ne ho approfittato per aggiornare la pagina sul bivacco in kayak, che contiene anche un po di soluzioni tecniche e di opzioni sulle quali può essere interessante confrontarsi. E' qua: https://kinmare.blogspot.com/2017/06/cosa-mi-porto-per-un-trekking-in-kayak.html

Sempre a proposito di bivacchi, posto sotto un'immagine di una grande cazzata che ho fatto bivaccando in tenda: interferire - involontariamente- con la nidificazione delle beccacce di mare. Ovviamente quando mi sono accorto non ho toccato nulla e ho levato le tende, ma è importante ricordare che le spiagge in primavera-estate possono essere luogo di nidificazione. E' molto importante informarsi bene prima, guardare bene durante l'installazione, e in caso spostarsi bene lontano dai nidi.
Occhio anche a dove mettete i piedi!
Michele
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Chat / Un report tradotto molto significativo riguardo al Coronavirus...
« Ultimo post da Vittorio Pongolini il Marzo 31, 2020, 07:41:05 pm »
Intervista ad un “Outfitter” sul Coronavirus: stiamo tutti pagaiando in una gigantesca prima!

Il mondo si trova in un fiume inesplorato nella pandemia da coronavirus. L'avventuriero e guida di canoa e rafting Rafael Gallo fa alcune considerazioni su come cercare di navigare in acque più tranquille (di Shannon Farley).

Ci troviamo realmente in un territorio inesplorato con la pandemia da coronavirus. I confini del mondo sono chiusi. Le Compagnie aeree a terra. Le strade sono vuote. Nelle spiagge, nei parchi e nelle aree ricreative difficilmente si trova un'anima viva. Le aziende sono chiuse. La scena è surreale.

"È come la prima discesa di un fiume", afferma l'avventuriero dei fiumi Rafael Gallo, proprietario di Xxxx Xxxxxxxxxx in Costa Rica. "Non vi abbiamo mai navigato prima. La nostra mappa è molto vaga e ci dà solo scenari comparativi di altre esperienze simili e un po 'di informazioni anticipate da quelli un po' più avanti di noi".

"Come il rafting o il kayak su un fiume in una prima, ciò che il futuro riserva al mondo con le crisi globali della salute e poi dell'economia sono un mistero. Questo fatto non è mai successo prima  d’ora, men che meno su una scala così vasta e nessuno può prevedere con certezza cosa stia per succedere".

“Gestire un fiume è come la vita. Dal suo inizio in montagna fino all'oceano, lungo la strada, ci sono ostacoli, zone tranquille, luoghi meravigliosi e luoghi che ti spaventano e ti fanno salire l'adrenalina", ha detto Gallo, co-fondatore e presidente onorario dell'International Rafting Federation. Mentre l'attuale crisi è unica nelle sue terribili sfide, Gallo ce lo ricorda dall’alto della sua esperienza nella canoa e nel rafting in acque bianche di classe V, acquisita  durante le “prime”, attingendo dai suoi 42 anni di guida in gommone e dall'esperienza di discese in kayak in tutto il mondo, tra cui dieci prime di successo:

"Quando ti avvicini a un canyon e ti sembra ripido, spaventoso e misterioso, quando non riesci a vedere la linea dell'orizzonte, devi fermarti, prendere un respiro e analizzare in che direzione stai andando. Prenditi il tempo necessario per scegliere la tua mossa. Abbi cura delle tue necessità di base. Stai sempre attento. Mitiga i rischi. Poi, fidati dei tuoi compagni, pagaia duramente, resisti e ricorda che alla fine finisce anche l'acqua bianca più turbolenta, e che quindi siamo in grado di superare i quinti gradi con successo”.

“Il lavoro di squadra è essenziale. Anche quando hai paura e non sei sicuro di ciò che accadrà o di ciò che sta per accadere, rimani unito. Dobbiamo lavorare insieme, pagaiare insieme nelle parti più difficili per poi godere dei luoghi più belli e tranquilli”.

"Non rinunciare alla speranza. Un fiume continuerà a scorrere così come la vita continua a scorrere. Puoi passare attraverso una rapida da far rizzare i capelli, quindi girare in una curva ed entrare in una scena straordinaria di natura che ispira timore reverenziale per la sua bellezza, che solleva il tuo spirito, calma la tua mente e ti fa sentire che l'avventura che stai vivendo è stupefacente".

 ”Nessuno  di noi è sicuro di dove ci stia portando questo viaggio della vita che porta attraverso una pandemia globale o quando finisca. Non ci sono linee di orizzonte in vista. Sappiamo che siamo tutti preoccupati per la salute, la sicurezza e il benessere finanziario di noi e dei nostri cari. Tutti noi siamo con le nostre famiglie e dipendiamo da loro. Puoi contare su di loro e loro su di noi“.

Abbiamo deciso di interrompere temporaneamente le nostre attività sul fiume. Ciò continuerà fino a quando il governo del Costa Rica non ci dirà tutto chiaramente. Xxxx Xxxxxxxxxx ha resistito ad alcune rapide turbolente durante i suoi 35 anni di vita e ce l’ha sempre fatta e sempre più forte. Siamo profondamente grati al nostro team di guide e personale dell'ufficio e delle operazioni, senza il quale nessuna avventura varrebbe la pena di essere affrontata. E siamo grati ai nostri clienti e partner per la loro comprensione e supporto.

Durante questo periodo di permanenza a casa, se vi trovate "su un torrente senza pagaia" vi sentirete ansiosi, frustrati e preoccupati, ma speriamo che possiate rievocare i momenti e i ricordi che vi hanno portato pace, risate, gioia, eccitazione e appagamento e credo che li avremo di nuovo. Vi invitiamo a riflettere sulle avventure esaltanti che avete vissuto e a sognare su quelle che verranno.

Dove vi piacerebbe andare quando saremo di nuovo liberi di vagare sul pianeta? Noi speriamo che le foreste pluviali e i fiumi della Costa Rica siano tra le vostre destinazioni future! Da Xxxx Xxxxxxxxxx, continuiamo ad essere fedeli al nostro scopo di progettare esperienze autentiche che ispirino un impatto positivo sull'ambiente.
 
Crediamo che il turismo debba prendersi cura del pianeta. Stanno arrivando rapporti sulla fauna selvatica e la natura in un mondo più calmo e senza interferenze umane. La nostra speranza è che tutti noi si possa prendere lezioni da questo momento difficile, lezioni che dureranno a lungo, oltre il termine della crisi.

E’ nel nostro interesse riprenderci cura delle montagne, dei fiumi, delle foreste, dei mari, degli animali e dei vegetali che esistono nel nostro pianeta, estremamente interconnesso in tutti questi mondi viventi. Insieme, possiamo fare delle scelte per rendere tutto il mondo un posto migliore e più sano per tutti noi in modo che si possa continuare a godere di tutta la straordinaria bellezza che ha da offrirci.

Tutti noi non vediamo l'ora di reincontrarci nei luoghi selvaggi che riempiono di gioia i nostri cuori e le nostre anime.
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Chat / Re:Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Marzo 30, 2020, 07:13:54 pm »
La seguente notizia pubblicsata oggi sui più importanti siti dei quotidiani è interessante e preoccupante insieme e solleva ulteriori dubbi sull'efficacia di alcune misure di contenimento dell'iquinamento nelle città, non tanto sul loro contributo a tale riduzione, che ci sarà senz'altro, ma su quanto incidano effettivamente.
Anche l'aria che respiriamo è più globalizzata di quanto si possa pensare!
L'ovvietà che la lotta all'inquinamento vada combattuta da tutti nel mondo è ulteriormente confermata.

30 marzo 2020 dal sito di Repubblica - Sandro Iannaccone
Coronavirus, da Roma a Parigi: crolla l'inquinamento sulle capitali d'Europa
Inquinamento: cala il biossido di azoto, ma i venti portano le polveri sottili

"Oggi, dopo diversi giorni di calo, sono infatti improvvisamente esplosi i livelli di polveri sottili in Emilia Romagna, che hanno fatto registrare concentrazioni da record: 140 microgrammi per metro cubo a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone, 117 a Ravenna, 112 a Imola, 110 a Faenza e Ferrare, 101 a Parma e 98 a Bologna, ben oltre la soglia di tolleranza. Per quanto sembri del tutto controintuitivo, c'è una spiegazione. Che coinvolge, stando all’ipotesi più plausibile, lo spostamento di grandi masse d'aria particolarmente ricche di polveri arrivate direttamente dal Mar Caspio durante lo scorso weekend.
Facciamo un passo indietro. Come spiega l'Agenzia Regionale per l’Ambiente Emilia Romagna (Arpae), le fonti principale di polveri sottili (in particolare PM10, quelle il cui diametro è pari o inferiore a 10 micrometri) sono il trasporto di merci su strada, l'agricoltura e gli allevamenti, l'industria, il riscaldamento a legna, i veicoli leggeri e la produzione di energia. Tutte attività antropiche, insomma. E tutte attività – chi più, chi meno – fortemente ridimensionate dalle misure restrittive attualmente in atto. Ma c'è anche dell'altro. A contribuire all’emissione delle polveri sottili sono infatti anche fonti naturali, tra cui per esempio i deserti, con la loro sabbia, e i vulcani."

https://www.repubblica.it/ambiente/2020/03/30/news/meno_biossido_di_azoto_piu_polveri_sottili_cosa_sta_accadendo_nei_nostri_cieli-252701516/?ref=RHPPLF-BH-I252705586-C8-P2-S1.8-T1
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Chat / Re:Piero Ferri, un grand'uomo
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Marzo 30, 2020, 11:14:25 am »
Grazie Vittorio per il bel ricordo di Piero Ferri, nella speranza che sia l'ultimo tra noi canoisti a lasciarci in conseguenza di questa tragica malattia.

Unendoci al dolore della famiglia, penso sia apprezzabile far rivivere momenti sereni della nostra storia della canoa, come quelli da te ricordati.

Così oltre ai volti da te individuati nel filmato di Wildwater TV Italia, tra gli altri si riconoscono:
- al minuto 1,20 l'ing. Vittorio Visconti, sulla destra con giubbotto marrone e macchine da presa, regista di questo e tanti altri filmati, fu presidente del Canoa Club Milano (CCM), e insieme a Guglielmo Granacci, fu uno dei maggiori promotori della canoa turistica in Italia, a lui e alla sua famiglia si deve la sede magnifica sede del CCM;
- al minuto 4,48 il dr. Andrea Aelssandrini, con la tuta della nazionale, ex campione d'Italia di discesa e canoa sprint per il Gruppo Milanese Canoa (GMC) e fondatore del cantiere ASA Canoe;
- al minuto 7,05 il sig. Giorgio Tagliavini, in cerata gialla, ex atleta di canoa sprint del GMC negli anni 1960-1970 e successivamente giudice di gara.

Ricordo che il sito Wildwater TV Italia è stato creato ed è diretto da Alessandro Leonori, kayaker appassionato di discesa agonistica e regista per passione, che con questo sito cerca di valorizzare filmati antichi di canoa e proporre nuove immagini, soprattutto nel mondo della discesa fluviale agonistica.
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Chat / Piero Ferri, un grand'uomo
« Ultimo post da Vittorio Pongolini il Marzo 29, 2020, 05:59:21 pm »
C'è una ferale notizia da riferire a questo forum per chi era canoista ai tempi epici.

 Piero Ferri, geometra cremonese , professionista di alto livello, e canoista da fine anni '60 e primissimi anni '70, ha avuto la sfortuna di rompersi il femore in questo nefasto periodo e di essere condotto in ospedale per essere operato. L'operazione gli è andata bene, ma avendo frequentato un simile, sovraffollato luogo, ne è uscito contagiato dal ben noto virus. Era già indebolito    - era del '33 - e,  ahimè, non ce l'ha fatta, per le scarse cure a lui rivolte, seppure pare che la causa principale del trapasso fosse di natura renale, pur essendo ancora forte e atletico.

Aveva ancora due canoe che forse non usava più da un ventennio, nella sua casa di San Bassano, e, confinante con la sua proprietà, in via Ferri, c’è una bella roggia, canoabile in periodo irriguo primaverile/estivo, che forse l'aveva ispirato a provare il nostro sport già dalla gioventù. Ma l’Adda ed il Brembo erano i suoi fiumi d’elezione, dove, sul primo, aveva conosciuto anche Oreste Perri.

Era anche un grande cacc1atore che si spostava tra l’Europa e i continenti africani e sudamericani nonché un amante dell’equitazione, al punto che arrivò ad entrare in Piazza del Comune a Cremona, sotto al Torrazzo,  in sella al suo cavallo, ma, soprattutto, era una persona buonissima, ben voluta da tutti e che con la moglie Franca, aveva adottato due figli.

Lo si vede anche in un video riproposto da Wildwater TV Italia su Vimeo, messo in fondo a questo breve scritto, relativo ai Mondiali di Slalom del 1971 di Merano,  dove si riconoscono anche un giovane Andrea Alessandrini,  Casimiro Righini e un giovanissimo Vittorio, me, che già pagaiavo da un anno.

Addio Piero, grand’ uomo, non ti meritavi di andartene così.

(Piero è stato spettatore interessato dei Mondiali, ed è il primissimo a sin. al min. 6:45, col sottoscritto di tredici anni, dietro, che si copre  il viso con una mano, con di fianco i miei giovani genitori).


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Chat / Re:Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?
« Ultimo post da Mauro Villotta il Marzo 28, 2020, 12:37:39 pm »
Se la crisi climatica perdura si possono sempre applicare sotto il kayak rotelle come quelle delle sedie da ufficio ed andare negli Skatepark . Consigliati i kayak da play ....
Io non lo faccio , aspetto l'acqua .
Saluti Mauro .
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Chat / Re:Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?
« Ultimo post da marco ferrario (eko) il Marzo 28, 2020, 11:30:16 am »
Forse , allo stato attuale delle cose , il fatto che ci sia acqua o meno è un problema secondario . Se anche ci fosse la quantità giusta per qualsiasi necessità non sapremmo che farcene . Salirebbe solo il rammarico , perciò restiamo in casa e pensiamoci quando sarà ora .
Peccato che la crisi climatica non va in quarantena e va avanti eccome! 
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Chat / Re:Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?
« Ultimo post da nolby il Marzo 27, 2020, 02:27:08 pm »
Mi scuso con tutti gli utenti per aver condiviso una notizia falsa, ho un profondo odio per chi diffonde fake-news ed anche se mi inviano articoli od altro mi rifiuto anche di aprirli se non pubblicati da una testata autorevole.

In questo caso sono stato tratto in inganno da 2 cose:
1- Ho visto l'articolo su un link il cui inizio era "ilmessaggero.it"  nome di uno storico quotidiano e non di un blog nato poco fa e dalle dubbie intenzioni (spesso l'intenzione non è neanche di diffondere notizie false ma notizie che facciano far visualizzazioni per poi, come controparte, far soldi dalla pubblicità)
2- a logica il concetto non mi sembra poi così fuori dal mondo, anzi... penso che con le temperature che ci sono state le persone non hanno usato l'auto per andare al lavoro ma sono state chiuse in casa, ognuno nella sua casa e con la sua caldaia accesa praticamente in continuazione... insomma... non uso l'auto però uso la caldaia.... non inquino da una parte ma inquino dall'altra. Le due cose si compensano.

Non volevo dire che le macchine non inquinano... è l'uomo che inquina. Comunque sia. Che sia l'individuo che passa il tempo libero nel centro commerciale o il canoista che si fa 100km (o anche più) solo per il piacere personale di farsi una pagaiata.

La differenza, a mio avviso, a livello del singolo individuo la fa chi presta attenzione rispetto a chi no. Indipendentemente dal fatto che la sua abitudine sia di passare il suo tempo libero all'aria aperta o chiuso in casa a guardare la tv.

Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta  percorrendo la strada in auto a velocità di crociera e condividendo il viaggio con altri amici che hanno le stesse intenzioni.
Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta ognuno con la propria macchina, con uno stile di guida che se ne frega di consumi e risparmio di carburante, consumando eccessivamente pneumatici che poi andranno smaltiti più spesso, prendendo l'auto anche per fare 500m per andare a prendere il pane in pasese ecc...

Si può stare a casa a guardare la tv in inverno con il maglione e d'estate in maniche corte.
Si può stare a casa a guardare la tv in inverno in maniche corte col termostato a 20° e d'estate col golfino e l'aria condizionata a 15.

Poi sono d'accordo che se a livello industriale e di produzione di energia le cose non cambiano ben poco possono fare le singole persone, pur tante che siano ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente.

Stiamo comunque andando fuori dall'argomento della discussione... ma forse non di tanto.

PS: anche l'ultimo messaggio di Lorenzo mi sembra credibile. Bisognerebbe fare dei confronti con dati vecchi (ma non troppo) a parità di periodo e condizioni atmosferiche.
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Avvisi, Aiuto ed Area Test per i nuovi iscritti / Re:DIGEST non funziona ???
« Ultimo post da Maurizio (Tric) il Marzo 25, 2020, 05:07:34 pm »
E' da tempo che non leggo il Forum, ho visto che ha una nuova veste ..... Bene;
 chissà se potrà riattivarsi il servizio di Digest, così in questi gg. di clausura riusciamo a parlarci e capire quanti siamo ancora .......
La speranza è l'ultima a morire .......
Grazie
Maurizio
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Chat / Re:Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Marzo 25, 2020, 04:17:11 pm »
E’ fuor di dubbio che automobili, camion, riscaldamento, allevamenti, fabbriche, ecc.  inquinino.
Tuttavia l'inquinamento in Lombardia è calato drasticamente all'inizio della stretta per il Coronavirus NON tanto perché hanno cessato di circolare le automobili, quanto perché c'è stata una abbondante ventilazione sulla pianura Padana.
Se metti in una stanza 10 fumatori e li fai di colpo smettere di fumare, l'aria nella stanza rimarrà perennemente inquinata fino a che non si apriranno le finestre.
Fatta circolare l'aria, se si richiudono le finestre e anche solo 2 persone delle 10 riprendessero a fumare, dopo un po' la stanza si ritroverebbe nuovamente invasa dal fumo, in più tempo che con tutte e 10 le persone a fumare, ma alla fine il risultato non cambierebbe.
Quindi è comprensibile che anche con il traffico quasi azzerato l'inquinamento all’inizio sia sceso (miracolo del vento non del Coronavirus), poi nell’ultima settimana sia risalito (nonostante una circolazione d’auto scarsa ma in assenza di vento) e tra ieri e oggi si stia di nuovo azzerando (non merito del nuovo decreto sul Coronavirus ma perché il vento ha ripeso a soffiare forte).

Lasciamo perdere le sparate giornalistiche sulla correlazione diretta ed esclusiva tra inquinamento e blocco dovuto ai provvedimenti per il Coronavirus. E’ come voler sostenere una correlazione tra il fatto che al nord la gente sia prevalentemente bionda e il fatto che mangi gamberetti. Non è detto che vi sia correlazione tra due fenomeni per quanto si muovano in modo analogo e si riscontrino nello stesso territorio. Nel caso del Coronavirus una certa correlazione c’è senz’altro ma sono ben altre le correlazioni che spiegano il fenomeno.

I dati dell'Arpa fotografano il livello degli inquinanti giornalmente. Ricerche di Arpa e di altri istituti analizzano i soggetti che emettono inquinanti e in quale misura. Nessuno però certifica a chi sia attribuibile il calo degli inquinanti e in che misura sia attribuibile tale calo alle singole cause, ogni volta in cui tale calo si verifica.

I blocchi delle automobili al fine settimana non sono mai serviti a nulla nello specifico (se non a livello di educazione civica). Se non c'è circolazione d'aria, l'inquinamento al termine del blocco sarà sempre più o meno lo stesso. Si registrerà un calo nelle polveri sottili solo perché la circolazione ridotta delle auto avrà sollevato meno polveri depositate al suolo, per rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.
Il deposito al suolo di polveri sottili in periodi di siccità ("fondo") è assai di più di quello emesso giornalmente (“flusso”). Si pensi a una vasca da bagno colma (fondo = polveri accumulate) e col tappo chiuso (assenza di ricambio, ovvero di vento) e in cui si apra un rubinetto (flusso = scappamenti di automobili).
Ogni volta in cui si è alzato il vento durante il blocco, le autorità hanno inneggiato alla validità dei blocchi, quando invece il calo degli inquinanti ci sarebbe comunque stato anche senza blocco ed è quasi esclusivamente merito del vento.

Con ciò non sostengo che si possa inquinare liberamente, ma se da una parte “Milleruote” avrà i suoi interessi da curare in un senso, non credo nell'onestà di chi ha interessi opposti e lo verifico dalle false verità che ci raccontano gli uni e gli altri.
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