Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
Materiali - KMare / consiglio acquisto per principiante
« Ultimo post da max966 il Febbraio 19, 2019, 09:09:31 pm »
Salve, sono nuovo del forum, e vi ringrazio per avermi accolto. Mi chiamo Massimo, vivo vicino al mare (10 km) nel siracusano. Il tennis mi ha rovinato le ginocchia, per cui devo cercare, a 52 anni, una nuova attività sportiva. Il kayak, provato una decina di volte una decina di anni fa, mi ha sempre affascinato. Il porto grande di SR costituisce, credo,  un bacino grande e riparato nel quale pagaiare,  secondo me, con un certo grado di tranquillità... L'idea è quindi quella di acquistare un kayak adatto a questo scopo,  dopo aver verificato, con qualche noleggio, che l'attività sia  quella che fa per me...
Il primo dubbio è ovviamente se gonfiabile o rigido, ma l'idea è di lasciarlo a rimessa, quindi non ho necessità di trasportarlo di frequente, potrei optare per un rigido....mi sembrerebbe più semplice un s.o.t. , e mi starei orientando in quella direzione... mi piacerebbe però sentire il parere di qualcuno con più esperienza.  Grazie in anticipo
2
Chat / Ciao a tutti!
« Ultimo post da marzio_toniolo il Febbraio 19, 2019, 05:08:05 pm »
Ciao ragazzi, sono nuovo. Mi chiamo Marzio e vivo a Milano.
Credo di non essere mai salito seriamente su un kayak :D ma nell’estate 2020 vorrei fare dal primo tratto navigabile del Po a Venezia (o spingermi fino alla Croazia costeggiando il Friuli). Nulla di nuovo, lo so, ma credo sia un’avventura interessante.
Quindi cercherò sul forum di carpire più info possibili ed eventualmente vi stresserò con un bel po’ di domande(soprattutto per quanto riguarda l’equipaggiamento), anche perché vorrei impiegare quest’annetto per fare un po’ di pratica. Un caro saluto!
3
Chat - Kmare / Re:techno-dipendenti
« Ultimo post da Lorenzo Molinari il Febbraio 19, 2019, 03:58:51 pm »
Ciao Andrea, pure io sono essenziale e francescano nella mia atterzzatura da mare.
Il paddle float puoi costruirlo: prendi un piccolo galleggiante gonfiabile di forma allungata, grande più o meno quanto la pala di una pagaia - io l'ho recuperato ritagliando una delle camere d'aria di un vecchio e roobusto canottino -; lo infili in una sacca abbastanza aderente di naylon, che si chiuda con un fermacorda, di dimensione tale da poter accogliere facilmente la pala della pagaia. In caso d'uso la pala verrà infilata nella sacca e bloccata, strozzando la corda di chiusura sul manico della pagaia col fermacorda. Io lo tengo gonfio sulla coperta del kayak.
Svolge ottimamente la sua funzione e, per quanto rudimentale, l'ho anche impiegato in un corso di avviamento al kayak da mare.
4
Chat - Kmare / Re:techno-dipendenti
« Ultimo post da Andrea Ricci il Febbraio 18, 2019, 04:12:56 pm »
ciao Nolby, io quest'anno sto facendo una proficua esperienza di navigazione invernale in kayak, e francamente la elettronica che ho mi basta e avanza. Non mi sento dipendente dagli oggetti che elenco sotto: me li porto per piacere. Per i miei modesti viaggi lungo la costa italiana:
- ho un vecchio cellulare Nokia di emergenza (l'unico dispositivo elettronico che metto al primo posto e a cui non rinuncerei)
- ho uno smartphone che accendo la mattina e la sera (se c'e' campo), con una batteria esterna. Li tengo il piu' possibile avvolti in uno straccio di lana per limitare la perdita di carica causata dal freddo.
- ho un termometro digitale, di quelli che si usano per gli acquari
- ho un anemometro, che uso per curiosita'
- infine ho una fotocamera impermeabile

A parte tutto l'equipaggiamento di campeggio e di navigazione, che ognuno modula secondo la propria esperienza e necessita', due sono le esigenze primarie in inverno:
1 - limitare il freddo, in acqua e a terra
2 - provvedere a un pasto caldo mattutino e serale

Per il punto 1/acqua sto ancora cercando di capire se in inverno la muta stagna e' l'abbigliamento migliore da portarsi dietro. Infatti se con meteo sfavorevole e' probabilmente indispensabile, invece navigarci in una bella giornata di sole invernale fa sudare e occupa molto spazio a bordo se non indossata.

Per il punto 2, uso ancora un fornelletto camping gaz degli anni '80 :D

Devo ancora procurarmi 2 accessori importanti:
- una pompa di svuotamento
- un paddle float
5
Chat - Kmare / Re:Cosa si intende per White water?
« Ultimo post da Giorgio Jandolo Cossu (JC) il Febbraio 17, 2019, 10:38:59 am »
PS: per non far torto a nessuno ....

Ovviamente  esiste anche la canoa turistica in fiume (es. in Canadese o kayak) su tratti di limitata difficoltà, comunque da affrontare con opportuna conoscenza dell'ambiente e dell'attrezzatura necessaria onde evitare per esempio di finire a farsi tritare in qualche chiusa che non si era pensato potesse esistere, magari posizionata al termine di un canale di I grado fra sponde artificiali non risalibili e "apparse all'improvviso" ... ti ricordo, visto che in passato ho visto "scenette" del genere  :o  che tali opere umane non nascono durante la notte in seguito a miracoli, bensì sono spesso presenti in loco da decenni anche se spesso persino i locali le ignorano qualora a più di 5 km da casa!!!  Quindi occhio alla "canoa turistica" quando la morfologia del fiume cambia perché a meno di non sapere usare molto bene la sfera di cristallo non saprai mai per quanto tempo e cosa ci troverai in fondo! ::)

Bella lì.

Giorgio (JC)
 
6
Chat - Kmare / Re:Cosa si intende per White water?
« Ultimo post da Giorgio Jandolo Cossu (JC) il Febbraio 17, 2019, 10:27:17 am »
Ciao,

dato che sei iscritto al forum da almeno 6 anni (anche se con una bassissima frequentazione) devo dire che sono un pò perplesso dalla domanda (immagino che qualcosa avrai pur letto e qualche foto l'avrai vista), ma ci sta: magari sei incappato in questo forum per caso anni fa e non hai mai dato seguito all'iscrizione.  ;D

Beh, diciamo che per farla molto semplice con il termine "White Water" (in italiano letteralmente "Acqua bianca") si intendono torrenti e fiumi di diverse difficoltà (in Italia si utilizza attualmente una scala dal I grado al VI grado di cui puoi trovare una descrizione anche sul presente sito al link https://ckfiumi.net/gradi.phtml).

Pertanto con il termine "White Water" in senso lato puoi intendere la discesa lungo tali percorsi con diversi mezzi e/o attrezzature (kayak, canoe canadesi, SUP, Hydrospeed, raft, con attrezzatura da canyoning, ...) a seconda delle difficoltà e delle tue capacità tecniche.   

Con tourism (termine molto generico ;-)) affermerei senza ombra di dubbio che si intenda tutto ciò che riguarda la navigazione in mare (per l'appunto il sea-kayak) o in lago ...
Ovviamente poi la differenza fra "turismo" o qualcos'altro di più impegnativo dipende in entrambi i casi anche da distanze, località: un giro su un lago in Siberia o nel mare del Nord, magari di più giorni, è sicuramente diverso da una pagaiata di due ore davanti alla spiaggia di Rimini così come una pagaiata su un placido fiume di I grado - non in piena - e in un giornata di sole sarebbe diverso dal percorrere un torrente di VI grado magari scavato in una forra lontana da tutto e da tutti e da cui non si può uscire se non a fine percorso! ::) :-D

Spero di aver risposto in maniera semplice al tuo quesito.

N.B.: non è per fare terrorismo (lungi da me), ma viste le discussioni e gli avvenimenti degli ultimi tempi e il tipo di domanda di "Spruzzolo" che denota chiaramente una non conoscenza dell'elemento in questione, valgono sempre le seguenti regole "Prima di affrontare l'acqua in qualsiasi sua forma, informati bene su dove stai andando e con chi, sulla durata del "viaggio o della pagaiata" che ti accingi a fare, su come proteggerti dagli elementi atmosferici (sia dal caldo che dal freddo) e su che tipo di pericoli/percorsi potresti trovare ma soprattutto ... prima di iniziare contatta centri attrezzati e certificati, club o quant'altro che ti insegnino le basi tecniche, organizzative e di sicurezza dell'andare in canoa nei vari ambienti (siano essi fiumi, mare, lago)" ;-) dopodiché "Liberi tutti!" (o quasi  ;) )

Ciao

Giorgio (JC)
7
Chat / Re:Progetto canoa in legno?
« Ultimo post da santino spada il Febbraio 16, 2019, 10:22:15 am »
Buon giorno
Per i piani di una canoa presumo canadese trovi in internet

Thomassondesain


Laughing Loon


Guillermot



Poi io ho anche un libro il titolo è Building Strip Canoe he contiene anche i piani didiversi modelli

Io ho fatto 2 kayak da mare se hai bisogno di aiuto , contattami.

8
Chat - Kmare / Cosa si intende per White water?
« Ultimo post da spruzzolo il Febbraio 16, 2019, 09:20:57 am »
Buongiorno. Vi prego di perdonare la mia ignoranza, ma vorrei chiedervi cosa si intende per white water e tourism. E che differenze ci sono tra tourism seakayak, White water. Grazie
9
Chat - Kmare / techno-dipendenti
« Ultimo post da nolby il Febbraio 15, 2019, 07:35:10 pm »
Da parecchio mi capita di riflettere su quanto la tecnologia sia indispensabile anche per... liberarsi dalla tecnologia.
Ovunque: in kayak, in montagna, in bicicletta o come volete.... più l'intenzione è quella di allontanarsi dall'antropizzazione più aumenta la necessità di avere con se cose tecnologiche.

Se faccio una gita sul lago di Pusiano mi basta il kayak, la pagaia ed il paddle-float. Più la gita diventa complessa e fuori porta più tecnologia serve (gps, radio, luci, per non parlare dei problemi di ricarica tra batterie di riserva e per i più estremi pannelli solari).

Mi sono sempre tenuto per me questa considerazione, mi capita di farci caso maggiormente ad esempio quando Tatiana Cappucci pubblica sui blog lista e foto di tutta l'elettronica che si porta nei lunghi trekking.
Oggi ho deciso di aprire questa discussione, tanto per parlarne un pò, perchè dalla pagina facebook della "Sea Kayaking UK" è stata condivisa questa immagine:



Oggi ci sembra fantascienza, ma del resto tutta la tecnologia che oggi diamo per scontato e ci sembra indispensabile al punto di non poterne fare a meno era considerata fantascienza poco più di 20 anni fa.
10
Chat - Kmare / Re:L'IPOTERMIA UCCIDE
« Ultimo post da nolby il Febbraio 15, 2019, 09:29:25 am »
La questione è complessa e di fatto ignorata.
C’è da fare una considerazione anche sullo sfogo, apparentemente fuori luogo, di Andrea Ricci. Se facciamo un paragone un incidente mortale in canoa fa molto più rumore rispetto ad un incidente in montagna dove si muore molto spesso e non solo durante grandi scalate su grandi vette ma anche banalmente su attrezzatissime, curatissime e presidiate piste da sci. Ma a quello la cronaca ci ha ormai abituato al punto che non ci facciamo più caso. Un paragone forse azzardato, sicuramente la gente che va in montagna è infinitamente maggiore rispetto a quella che va in canoa ed in proporzione non so se la percentuale di incidenti mortali sia paragonabile, ma non credo.
Ricordo però che sia l’alpinismo ad un certo livello che anche il kayak quantomeno fluviale (ma forse anche marino di un certo livello) fino a qualche decina di anni fa erano di fatto considerati sport estremi. Per cui, pur con tutti gli avanzamenti tecnologici e culturali che vogliamo, considerare che siano sicuri quanto il tennis da tavolo è decisamente utopistico.
Giustificare così la questione è folle. Se l’incidente capita NONOSTANTE siano state prese tutte le precauzioni considerate logiche ed attuabili è una cosa e sono d’accordo sul fatto che in qualche modo vada accettato. Se l’incidente capita perchè il discorso sicurezza è stato ignorato la musica cambia.


Questa scarsità di praticanti rispetto agli esempi degli sport di montagna o al ciclismo (dove pure gli incidenti gravi non mancano, e fanno ancor meno notizia se non a livello locale) se da un lato è un bene -vedi questione sicurezza sul monte Bianco- dall’altro produce meno consapevolezza e meno normativa (anche qui si può discutere se l’assenza di normativa sia un bene o un male). A ciclisti e sciatori è stato imposto il casco, l’alta visibilità; con gli alpinisti si fanno campagne di sensibilizzazione su dotazioni di sicurezza -ARVA- , abbigliamento tecnico ed aattrezzatura adeguata, certificata, non scaduta e relativa capacità tecnica.
In canoa è normale ritrovarsi in mezzo al lago in inverno con la tutina da fitness, o in estate anche con venti previsti con quei “canotti” gonfiabili spacciati per kayak che si vede al volo che diventeranno ingovernabili con un po’ di brezza ed onda. Nessuno dice nulla, nessuno si scandalizza.

Purtroppo viene impossibile fare un’analisi critica ed oggettiva degli eventi dato che le informazioni essenziali vengono sempre omesse. Di un morto in montagna vengono sempre riportate notizie utili quantomeno a classificare l’evento: se si tratta di un alpinista esperto e ben attrezzato -magari anche conoscitore della zona- o se si tratta del classico sprovveduto che si avventura sul ghiacciaio in scarpe da tennis. L’analisi degli incidenti è di fatto in tutti i casi l’unica possibilità di valutare il rischio (rischio inteso in senso prettamente tecnico ovvero R= probabilità X vulnerabilità) e di conseguenza pensare seriamente a come far fronte alla cosa.
Di fatto quando capita in canoa spesso e volentieri non si sa neanche se la vittima era in giro in canadese, K1, kayak mare, gonfiabile o cos’altro.


Sarebbe auspicabile che qualche ente, a livello nazionale (che sia FICT, FICK, Sottocosta o chicchessia), si prenda carico della questione, interfacciandosi magari con le controparti estere che sono sicuramente più avanti sulla questione e cerchino, per quanto possibile, di iniziare questa raccolta dati.

Pagine: [1] 2 3 ... 10