Autore Topic: Marinizzare un kayak di acqua dolce  (Letto 16836 volte)

Giugno 05, 2016, 08:40:53 am
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marittimo

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So che molti storceranno il naso con perplessità di fronte a questa idea ;)

Ho già visto l’intervento di Vittorio Pongolini su un'altra discussione dove avevo accennato alla cosa. Comunque lo ringrazio e anche se non condivide la mia iniziativa spero che intervenga, perché mi piace ascoltare le opinioni di tutti cercando di trarne comunque utili spunti di riferimento.

Innanzitutto la domanda principale.
Perché marinizzare un kayak di acqua dolce quando si può acquistare un kayak già nato per l’acqua salata?

Perché ho anche la passione per l’autocostruzione, per cui un po’ mi secca comprare qualcosa che posso progettare e costruire da solo.
Non avendo però tempo e voglia di partire da zero, ho preferito optare per delle modifiche a un kayak già esistente e reperibile con poca spesa (€ 50). Così, se non dovesse funzionare, la perdita economica sarebbe minima e proporzionale al “divertimento” di averci provato.
Certamente si possono trovare usati anche dei kayak marini, ma hanno dei costi superiori e a volte sono lontani comportando una spesa aggiuntiva di viaggio non indifferente.

Naturalmente ho cercato di documentarmi il più possibile ed esaminando le linee dei kayak marini con occhio critico e un po’ avvezzo alle geometrie navali (ho anche una barca a vela e un catamarano progettato e costruito da me) sono giunto alla conclusione che, in fondo, l’idea non è del tutto peregrina.
Ovviamente non sarà la perfezione. L’obiettivo è semplicemente quello di renderlo un po’ più adatto all’impiego nelle condizioni tipiche del mare per escursioni saltuarie di corto-medio raggio (max 9-10 miglia).

Inserisco una simulazione fotografica della trasformazione.

Giugno 05, 2016, 08:42:33 am
Risposta #1

marittimo

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E anche un prova fatta su modellino in scala.

AZZURRO > scafo originale
MARRONE > compensato marino
GIALLO > stirolo per riempimento e raccordi con le linee esistenti


Giugno 05, 2016, 08:43:46 am
Risposta #2

marittimo

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Giugno 05, 2016, 08:44:37 am
Risposta #3

marittimo

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Giugno 05, 2016, 09:45:29 am
Risposta #4

RobertoB

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Io i kayak me li autocostruisco, quindi figurati ...  le modifiche non mi scandalizzano affatto.
Nel caso specifico però mi limiterei ad aggiungere una chiglia/skeg a poppa.
Modificare i volumi e di conseguenza le linee d'acqua è più complicato e potenzialmente ti può squilibrare l'assetto in modo controproducente.
Potresti ottenere un kayak appruato o appoppato e ti potrebbe anche cambiare la linea di galleggiamento diventando meno stabile.
Per ottenere linee fluide dovresti poi raccordare i nuovi volumi per buona parte della lunghezza del kayak con aumento di peso, spesa e molto lavoro.
Praticamente ti conviene rifartelo da zero come ti piace.

Considera che pochi cm di chiglia in poppa ti cambiano moltissimo la direzionalità.
Io prenderei un pezzo di multistrato di 1/1,5 cm e lo incollerei con resina e tessuto di vetro sul fondo.
Puoi aggiungere un raccordo di resina addensata (con polvere di legno, microsfere, farina ... ) per rafforzare l'incollaggio e addolcire le curve fra skeg e scafo.
Una verniciata e via.

Prima di fare il pezzo definitivo, ti consiglio di fare qualche prova attaccando la chiglia su dei supporti che poi leghi al kayak con delle cinghie o anche semplice nastro adesivo da pacchi. Ti fai qualche giro in acqua e vedi come va. Parti con un pezzo grande e togli superficie gradualmente finché hai ancora un buon comportamento.

Buona costruzione  :)


Giugno 05, 2016, 11:26:58 pm
Risposta #5

nolby

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    MARCO
Io aggiungerei le cime perimetrali e due elastici per fissare in coperta degli oggetti (bottigia d'acqua, paddle float,...).

Facci sapere come procede il progetto che anche se non ne ho le capacità sono sempre curioso...

Giugno 06, 2016, 06:34:03 am
Risposta #6

marittimo

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Grazie per gli interventi.

(chiocciola) RobertoB
La modifica di volumi e linee di carena non mi spaventa, anzi, è la parte più interessante  ;)
Ho già progettato e costruito un catamarano, per cui a certi calcoli e verifiche sono ormai abituato.
Inizialmente avevo l’intenzione di partire da zero anche con il kayak, ma dopo aver concluso il progetto ho preferito lasciar perdere per mancanza di tempo e soprattutto di spazio.
Avevo illustrato l’idea nella discussione di un altro forum, dove mi ero iscritto quando realizzai una canoa canadese in strip planking

http://www.kayakinlegno.com/forum/viewtopic.php?f=63&t=4113

A conti fatti, l’idea di “marinizzare” un kayak esistente è anche molto più economica perché, a parte l’acquisto iniziale e un barattolo di vernice per concludere, ho già in casa tutto il resto del materiale avanzatomi da precedenti lavorazioni.

Gli interventi sono praticamente speculari (prua e poppa) per cui la distribuzione dei pesi statici e il baricentro di carena non subiranno modifiche rilevanti.
L’aumento di lunghezza renderà il kayak più veloce aumentando i coefficienti di finezza, ovviamente riducendo la manovrabilità anche per le estremità molto affilate.
Gli aumenti di volume, comunque limitati a circa un paio di litri a prua e a poppa, riguardano per lo più l’opera morta, per cui la linea di galleggiamento non subirà modifiche, anche se i miei 95 Kg di peso avrebbero gradito una maggiore galleggiabilità.
I raccordi tra le nuove e le vecchie linee riguardano circa 50 cm a prua e a poppa, cioè quasi nulla rispetto al lavoro che ci sarebbe partendo da zero.

La soluzione che proponi tu, cioè intervenire solo sull’opera viva aggiungendo lo skeg, mi ricorda il modello AM4 della BG Canoe (con lo stesso lavoro fatto anche a prua).
Il multistrato da 1/1,5 cm mi sembra però esagerato. Io pensavo a lame di compensato fenolico (okumè o betulla) da 6 mm laminate con due strati (per lato) di tessuto di vetro da 200 gr/mq.

Quella di addensare la resina con la farina non l’avevo ancora sentita.
È proprio vero che nella vita non si finisce mai di imparare  ;D

(chiocciola) nolby
Cime ed elastici alla fine ci saranno, come in tutti i kayak marini che si rispettino.
Avrei anche intenzione di realizzare il gavone stagno di poppa, ma sarà una modifica da rinviare eventualmente all’anno prossimo.



Giugno 06, 2016, 08:48:52 am
Risposta #7

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Vedo che hai fatto un bello studio. Complimenti, allora, e buon lavoro. L'aspetto ludico della trasformazione (trasformare: dare una nuova forma) è una componente importante per appassionarsi al nostro sport. Dacci sotto allora, e facci sapere come diventerà la tua "Araba Fenice".
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Giugno 06, 2016, 07:01:25 pm
Risposta #8

RobertoB

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(chiocciola)marittimo
Quello che scrivi non fa una piega, vedo che hai già considerato le problematiche che sollevavo, quindi sai come affrontarle.
Divertiti a smanettare sul tuo kayak.
E ben ritirovato anche di qua  ;)

Giugno 11, 2016, 07:16:03 am
Risposta #9

marittimo

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Dritti di prua e di poppa laminati e da incollare al kayak.
Nel frattempo ho iniziato anche una pagaia (rigorosamente groenlandese)

Giugno 13, 2016, 05:20:04 pm
Risposta #10

marittimo

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dritti di prua e di poppa incollati. lunghezza 435. peso aggiunto 900 gr (circa)
pagaia quasi finita. peso (al momento) 1250 gr

« Ultima modifica: Giugno 13, 2016, 05:27:31 pm da marittimo »

Giugno 20, 2016, 06:40:03 am
Risposta #11

marittimo

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I lavori (più di precisione che di fatica) vanno avanti e mi sembra che le curve si raccordino abbastanza bene.
Linea di prua un po’ da rivedere perché forse ho esagerato con la dimensione della lama. Ma tagliare (linea rossa) è più facile che aggiungere.
Questa settimana inizio la parte superiore (linea gialla), dopodichè si passa alle linee definitive togliendo o aggiungendo dove serve.
La poppa sarà più facile.

Giugno 28, 2016, 07:26:51 pm
Risposta #12

marittimo

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Il caldo torrido di questi giorni ha rallentato un po’ i lavori, comunque si procede.
Prua laminata + prima mano di stucco (grossa). Una carteggiata e potrebbe già entrare in acqua.
Poppa ancora al riempimento con il foam, ma forse riesco a laminarla già questo we per cui la settimana prossima forse si prova

Luglio 07, 2016, 08:08:41 pm
Risposta #13

marittimo

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Strutturalmente è finito e può già andare in acqua. Spero di provarlo nel we.
Sull’estetica c’è ancora un po’ da lavorare di stucco e vernice.
La parte lavorativa è stata divertente.
Ora arriva la parte più dura…. remare!  ;) ;)

Luglio 07, 2016, 08:28:12 pm
Risposta #14

marittimo

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Luglio 07, 2016, 10:04:54 pm
Risposta #15

RobertoB

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Quei profili cosi affilati a prua e poppa mi sembrano un po' eccessivi, io ridurrei molto soprattutto a prua.
Ma il kayak è tuo e devi farlo come piace a te  ;)

Sono curioso di vedere come viene una volta riverniciato

Luglio 08, 2016, 07:28:28 am
Risposta #16

marittimo

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Non essendo mai andato in kayak mi sono ispirato al Qajaq Kaylhoa di un mio amico che domenica sarà mio antagonista insieme al Prijon rosso che si vede sullo sfondo.
Il Qajaq ha linee ancora più affilate delle mie avendo una lunghezza di 475 per larghezza 55 (contro i miei 435x60).
Tieni anche presente che il mio è stato allungato di 55 cm, per cui le estremità affilate sono abbastanza inevitabili se non vuoi partire con  raccordi molto lunghi e difficili senza dime di riferimento.
Cmq ti saprò dire.
Per la verniciatura ancora un po’ di pazienza.
L’estate è ancora lunga  ;)



Luglio 08, 2016, 06:56:13 pm
Risposta #17

marittimo

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Nuovo puntapiedi che sostituisce il vecchio tubo di ferro arrugginito.
Inclinazione ergonomica, possibilità di comodo appoggio laterale e centrale del piede.
Regolabile al mm anche in navigazione.
Ovviamente ancora da verniciare.

Luglio 11, 2016, 06:28:03 am
Risposta #18

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Finalmente l’ibrido ha ricevuto il battesimo del mare.
Non ero mai stato in kayak fino a ieri e possiedo solo un’infarinatura teorica per aver letto un paio di libri (Il kayak da mare dell’AIKM e Corso base di canoa e kayak di B. Rosini), oltre a qualcosa su Internet e guardato qualche video su YouTube.
La mia esperienza pratica si limita a qualche brevissima remata in canotto e in moscone (quelli dei bagnini).
Non posso quindi dare opinioni tecniche ma solo descrivere sensazioni da neofita.

Traggo spunto da questo passaggio del libro di Rosini (pag.82):
“Le prime volte non saranno che tentativi: sarete fortunati se riuscirete a raggiungere sei cicli consecutivi senza che il kayak non compia una brusca deviazione. Non c’è da allarmarsi: o si usa subito una canoa con il timone o dovranno passare almeno una decina di ore (non necessariamente consecutive) di pagaiata per riuscire a mantenere una direzione sufficientemente rettilinea”.

Bè, nulla di tutto ciò.
Appena acquisita un po’ di confidenza con la stabilità laterale (circa 10 minuti), ho iniziato a pagaiare con decisione puntando una boa lontana e in pochi minuti mi sono ritrovato al largo senza mai spostare la prua dall’obiettivo. Solo qualche lieve scostamento facilmente compensabile con una maggiore pressione del piede.
Poi abbiamo fatto una breve escursione lungo costa di circa 3,5 miglia (oltre 6 km) e il kayak filava a meraviglia, tanto è vero che ho sempre mantenuto lo stesso passo degli altri due (più lunghi) che, ogni tanto, addirittura superavo.
Infine un po’ di esercizi vicino riva, dove sono riuscito a ribaltarmi nel maldestro tentativo di eseguire un appoggio continuo.

Sulla manovrabilità non mi sembra di avere riscontrato problemi.
Bastava una grossolana spazzata da principiante e il kayak roteava praticamente su se stesso.

Per ora l’aspetto negativo è forse la dimensione striminzita del pozzetto che non mi consentiva di alzare le ginocchia e muovere le gambe per combattere meglio il leggero formicolio che ogni tanto compariva.
Comunque, le oltre due ore trascorse a bordo non mi hanno provocato altri fastidi, salvo un paio di ribaltamenti in entrata e in uscita con l’acqua al ginocchio.



« Ultima modifica: Luglio 11, 2016, 06:54:39 am da marittimo »

Luglio 11, 2016, 06:28:55 am
Risposta #19

marittimo

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Luglio 11, 2016, 06:29:45 am
Risposta #20

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Infine ecco il parente povero vicino ai suoi più nobili compagni d’avventura

Luglio 16, 2016, 05:07:59 pm
Risposta #21

marittimo

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Pronti per un’altra uscitina di prova.
Questa volta meglio attrezzati di domenica scorsa


Luglio 16, 2016, 05:09:36 pm
Risposta #22

marittimo

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Allestimenti interni  ;D

Luglio 19, 2016, 06:39:58 am
Risposta #23

marittimo

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Seconda uscita di prova allungando il percorso a circa 6 miglia.
Mi ero portato il GPS, ovviamente non per ritrovare la strada di casa, ma per avere dei dati sulla velocità.
Nel libro “Il kayak da mare” dell’AIKM, il capitolo che spiega come pagaiare (in avanti) si apre con questa affermazione: “Un kayakista esperto riesce a pagaiare a una velocità media di 3-4 nodi” (pag. 51).

La nostra media complessiva in movimento è stata di 3,35 nodi, che tiene conto anche di brevi rallentamenti di relax o di contemplazione del paesaggio. Normalmente si riusciva a mantenere una velocità di crociera oscillante tra 3,5 e 3,8 nodi senza affaticarsi troppo. Forzando un po’ si superavano i 4. La punta massima è stata di 4,5. La pagaia era quella groenlandese.

Mi sembrano risultati abbastanza in linea con quanto dice il libro, anche se immagino si riferisca a percorsi ben più lunghi. Ma ci stiamo allenando anche per questi.

L’unica vera difficoltà sono state le gambe e i piedi, costretti dentro il kajak e con una apertura del pozzetto talmente piccola (40x68 interni) da non poter alzare neppure le ginocchia. Tempo un miglio e hanno cominciato a dare i primi segni di formicolio e di indolenzimento. La gamba destra è diventata quasi insensibile dopo un altro miglio, tanto che ho dovuto atterrare in spiaggia per sgranchirmi un po’ gli arti inferiori.
Parte della colpa è stata anche dei calzari in neoprene piuttosto stretti che impedivano una buona circolazione. Alla ripartenza li ho tolti, stando a piedi nudi, e ho allungato il puntapiedi. Le cose sono un po’ migliorate.

Ho trovato questa discussione e la prossima volta proverò a seguire i consigli dati, partendo dall’imbottitura del seggiolino.

https://forum.ckfiumi.net/index.php?topic=4027.0

Altri suggerimenti per un principiante fai-da-te?  :-\

Grazie


Luglio 28, 2016, 08:23:10 am
Risposta #24

marittimo

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Altra uscita sullo stesso tragitto della mappa precedente.
Andata abbastanza facile, con mare appena increspato dalla brezza di terra. Onda lunga da SE (in prua) un po’ fastidiosa nell’ultimo miglio.
Prima parte del ritorno ancora più facile, con l’onda lunga da SE che spingeva. Brezza in calo. Venticello da NO (in prua) rinfrescante e gradevole.
Seconda parte (ultimo miglio e mezzo) sempre più difficile. Vento da NO in rapido aumento fino a 10-12 nodi. Mare di conseguenza. Attraversamento porto Cattolica impegnativo per mare alto e caotico provocato da intenso traffico marittimo in entrata e uscita. Onda media 30-35 cm con crestine rompenti (cd. ochette bianche). Ogni tanto treni di onde oltre 50 cm provocati da motoscafi e barche da pesca in transito. Assolutamente necessario il gonnellino (o paraspruzzi) altrimenti si imbarcava acqua. Kayak bagnato ma sempre stabile, in rotta e sicuro. Il Prijon del mio socio di viaggio, più alto e voluminoso, restava più asciutto ma soffriva l’onda al traverso che gli provocava un certo rollio.
Ottima la pagaia groenlandese del tutto insensibile al vento.
Solito formicolio alla gamba destra nonostante l’imbottitura della seduta. Ho trovato più efficaci gli esercizi di sollevamento “chiappe”, ma con rischio di capovolgimento  ;D

Luglio 28, 2016, 10:40:47 pm
Risposta #25

RobertoB

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Fa piacere che il tuo adattamento funzioni bene e che te lo stai godendo.
Purtroppo fa un po' meno piacere vedere come hanno devastato Vallugola, non ci capito da quando facevo l'obiettore a Gradara un paio di decenni fa, non immaginavo avrebbero cementificato anche quel pezzetto minuscolo, non bastava tutta la riviera romagnola ...  :(
Spero non abbiano rovinato anche sotto Casteldimezzo e Fiorenzuola.

Luglio 29, 2016, 06:12:59 am
Risposta #26

marittimo

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Per ora il taroccamento sembra vada bene, ma non ho il riscontro con la sua versione originaria perché non l’avevo provata, preferendo iniziare subito le modifiche.
Prima di passare ai lavori conclusivi essenzialmente estetici (stuccatura e verniciatura) preferisco provarlo ancora un po’, anche perché siamo ormai in piena estate, per cui meglio goderselo così che sprecare belle giornate al lavoro. Per quest’anno il mio obiettivo è arrivare almeno fino alla baia di Fiorenzuola, cioè raddoppiare il percorso dell’altro giorno.
Per la verità il mio progetto comprendeva anche la realizzazione dei gavoni stagni (o almeno uno a poppa). Lavoro non facile stante la conformazione della coperta, su cui va studiato il modo per realizzare uno spazio in piano per il foro.
C’è comunque il vantaggio che, in queste condizioni, non me lo tocca nessuno, per cui posso lasciarlo anche in spiaggia sicuro di ritrovarlo   ;D

Riguardo alla Vallugola, io la frequento da oltre quarant’anni e, in tutta sincerità, di cantieri ne ho visti assai pochi e perlopiù volti a conservare l’esistente piuttosto che a nuove edificazioni.
Se hai fatto l’obiettore una ventina di anni fa, molto probabilmente quella che chiami cementificazione risale a prima della tua nascita  ;)
Dal 1994 la Regione Marche ha anche istituito il Parco naturale del Monte San Bartolo che comprende tutto il promontorio, incluse quindi Vallugola, Fiorenzuola, Casteldimezzo, Gabicce Monte, ecc. con la conseguenza che non solo l’edificazione è resa ancora più difficile, ma è tutelato meglio anche il suo decoro.


Agosto 05, 2016, 09:37:24 am
Risposta #27

marittimo

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Purtroppo fa un po' meno piacere vedere come hanno devastato Vallugola, non ci capito da quando facevo l'obiettore a Gradara un paio di decenni fa, non immaginavo avrebbero cementificato anche quel pezzetto minuscolo, non bastava tutta la riviera romagnola ...  :(
Spero non abbiano rovinato anche sotto Casteldimezzo e Fiorenzuola.

Spero ti faccia piacere rivedere quei luoghi nonostante la pessima qualità delle riprese. Me la cavo meglio con la resina epossidica….  ;D

https://youtu.be/RbH6K3jqANg




Agosto 06, 2016, 10:25:30 pm
Risposta #28

RobertoB

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Se mi dici che non ci sono stati cambiamenti da 40 anni, allora vuol dire che la memoria mi inganna, quel porto turistico a Vallugola me lo ricordavo molto più piccolo.
Vorrà dire che era già devastata da prima ...   ;)

Visto che hai allungato il chilometraggio e che stai a solo un'oretta di macchina, ti consiglio di farti una pagaiata sotto il monte Conero. Ma evita Agosto, troppo affollato, anche in acqua è pieno di barche moleste. Oppure devi andare la mattina prestissimo, questo è il mio legno qualche giorno fa ...  ;D

Agosto 07, 2016, 07:48:15 am
Risposta #29

marittimo

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A cavallo tra gli anni 70 e 80 (del secolo scorso) ho frequentato molto la Vallugola. All’inizio mio padre mi portava a pescare cozze e ricci di mare. Alcuni suoi amici hanno poi ormeggiato la barca per diverse stagioni e noi eravamo componente quasi fissa dell’equipaggio, specie quando si andava a pescare. Sinceramente il porto mi sembra sempre uguale, però ammetto che ci sono andato poco per i successivi 15 anni circa.

Complimenti per i “legni” (kayak e pagaia), che risaltano ancora meglio con i faraglioni delle Due Sorelle come sfondo. Prima o poi una capatina da quelle parti la farò di certo. Magari vengo direttamente via mare. 20 km in 4 ore (tappe incluse) già riesco a reggerli bene. Con un po’ di allenamento forse posso mantenere una media di 30 km giornalieri per 3-4 giorni consecutivi. Fino a Portonovo sono circa 90 km. La costa alterna tratti turistici (dove rifornirsi) a tratti ancora abbastanza selvaggi (per trascorrere la notte), per cui sembra prestarsi bene. Ovviamente poi mi faccio venire a prendere  ;)



Agosto 07, 2016, 11:30:18 am
Risposta #30

RobertoB

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Naaa, vacci in macchina che è meglio, ti eviti tutta una serie di porti, porticcioli, foci putride, la raffineria di Falconara, il porto di Ancona. Meglio che i 3 giorni li passi tutti al Conero, la parte tra il passetto di Ancona e Mezzavalle (a Portonovo) non la frequenta nessuno, ti puoi anche accampare in qualche vecchia grotta di pescatori abbandonata, quel tratto è pieno.

Purtoppo non abito più da quelle parti, ci passo ogni tanto, sennò ti accompagnavo volentieri

E grazie per i legni  ;)

Agosto 08, 2016, 07:42:05 am
Risposta #31

marittimo

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Grazie per il suggerimento.
La mia “discesa” era più che altro una battuta, perché l’idea è fattibile più in teoria che in pratica.
Non solo per ragioni tecniche, come l’attraversamento di zone pericolose (raffineria e porto di Ancona), ma anche per questioni burocratiche, con il rischio di incappare in qualche divieto istituito dalla regione, dai comuni rivieraschi e dalle varie capitanerie, con conseguenti sanzioni.

Ad esempio, il regolamento regionale n. 2/2004 vieta sulle spiagge e nelle acque del litorale marittimo della regione (art. 3):
- di campeggiare e pernottare con tende, roulottes, campers ed altre attrezzature (es. un sacco a pelo) o installazioni impiegate a tale scopo;
- di tirare a secco barche o natanti in genere al di fuori dei casi e delle aree indicati dall'autorità marittima competente, qualora ciò comporti intralcio allo svolgimento dell'attività balneare, fatta eccezione per quelli destinati al noleggio o alle operazioni di assistenza e salvataggio dei bagnanti.

Certi comuni istituiscono limiti ancora più severi, come il Comune di Ancona (ordinanza 41/2016 sull’uso del demanio per attività turistiche e ricreative) che addirittura vieta (art. 4) il semplice “pernottamento” senza attrezzature, cioè il solo trascorrere una notte in spiaggia (svegli) per contemplare mare e stelle rinfrescati dalla brezza di terra. Vieta poi (anche di giorno fuori dagli appositi spazi) di tirare a secco natanti di qualsiasi genere (specificando anche le canoe), eccetto solo casi di forza maggiore o di avaria (atterrare in spiaggia e fermarsi mezzora per riposarsi e comprare una bottiglia d’acqua può considerarsi caso di forza maggiore?).

Agosto 08, 2016, 11:06:05 am
Risposta #32

RobertoB

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Non sapevo avessero inasprito ulteriormente i divieti, se mi capita l'occasione invocherò la causa di forza MINORE (delle mie braccine)  ;)
Comunque credo che i divieti siano fatti essenzialmente per contrastare i bivacchi sulla spiaggia di Mezzavalle, è una cosa che va avanti da anni e per quanto ne so ogni tanto fanno anche dei controlli. Ma se ci vai fuori stagione credo che nessuno si prenda la briga di venirti a dire qualcosa.

Agosto 09, 2016, 06:16:28 am
Risposta #33

marittimo

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Esiste già una specifica ordinanza del Comune di Ancona (n. 55/2016) che istituisce i divieti di accesso e di stazionamento nel tratto di costa dallo “scoglio del Trave” allo “scoglio della Vela”.
La spiaggia di Mezzavalle è fruibile solo per una porzione di circa mt. 370. Partendo dal sentiero che scende dalla provinciale, sono stati lasciati liberi 70 mt. a NO verso il Trave e 300 mt a SE verso Portonovo. Per tutto il resto è vietato anche il solo accesso (es. fare una passeggiata).
Se volevano impedire accessi e stazionamenti notturni, anche nella parte aperta al pubblico, allora credo che l’avrebbero scritto in questa ordinanza, invece di introdurre divieti generali applicabili in tutto il territorio comunale (es. a Palombina e a Torrette).

Che poi si riesca spesso a farla franca perché i divieti sono talmente tanti e complicati che ci vorrebbe un esercito, tra Guardia Costiera e Vigili Urbani, per farli rispettare, bè, questo è tipico delle cose italiane…..  ;)

Comunque ora vado a farmi una pagaiata direzione Fiorenzuola e, se ho voglia, proseguo verso Pesaro  ;D
Domani sembra che arrivi un’altra perturbazione  :(


Agosto 09, 2016, 05:48:52 pm
Risposta #34

missouri

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tra l'altro quelle zone hanno perso molto del fascino originario negli ultimi anni, per agevolare la fruizione delle spiagge sono stati eseguiti lavori di rifacimento abbastanza invasivi.

comunque molto interessante il lavoro svolto sullo scafo, marittimo.
posso chiederti se sai quale sia il cantiere costruttore? ne ho uno che presenta molte somiglianze e sono curioso. per essere un vecchio kayak da fiume mi ha piacevolmente stupito tra le onde e per questo mi piacerebbe sapere chi li costruiva

Agosto 10, 2016, 06:52:53 am
Risposta #35

marittimo

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posso chiederti se sai quale sia il cantiere costruttore? ne ho uno che presenta molte somiglianze e sono curioso. per essere un vecchio kayak da fiume mi ha piacevolmente stupito tra le onde e per questo mi piacerebbe sapere chi li costruiva

Ti avevo risposto in questa discussione e purtroppo non so darti altre notizie.

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5458.0.html

Per quanto possa valere la mia opinione di novizio, confermo che tra le onde si comporta bene, ma non saprei dire se per virtù originarie e/o acquisite tramite la “marinarizzazione”.

Ieri ho incontrato onde di tutti i tipi, specie al ritorno, con gli ultimi 5 km piuttosto turbolenti.

C’era innanzitutto un’onda lunga da NE (residuo della burrasca del we) che incrociava un’onda da NO formata da vento di maestrale in progressivo aumento (all’arrivo c’erano oltre 10 nodi)
C’erano poi vari movimenti ondosi secondari provenienti da quasi tutte le direzioni tra NO e SE provocati dalle tantissime barche che transitavano sotto costa.
Queste frangevano sulle scogliere di protezione della spiaggia provocando un ulteriore moto ondoso di risacca (riflesso o di ritorno) che creava un mare alto e caotico.
In certi momenti sembrava di trovarsi dentro una pentola che bolliva  :o ;D

Non ho però mai avuto sensazioni di insicurezza e sono riuscito a mantenere la stessa velocità senza forzare, arrivando nei tempi che mi ero dato.
Le canoe aperte avanzavano invece lentamente e con difficoltà. Peggio i SUP.


Agosto 10, 2016, 05:39:16 pm
Risposta #36

missouri

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nella mia poca esperienza devo dire che anche la mia ha buone prestazioni marine, quindi si sarà rivelata una buona base di partenza. non l'ho provata in mare formato e mi aspetto non possa competere con una groenlandese, nè con un tiderace nuovo, ovviamente.
però è certamente un buon compromesso.

mai provato i sup. le canoe aperte con la chiglia da chiatta non andrebbero usate in mare aperto, sempre da mia esperienza. specialmente se hanno qualche anno sulle spalle e si sono deformate.

Agosto 15, 2016, 10:21:43 pm
Risposta #37

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Io ho utilizzato per anni in mare un kayak da discesa senza alcuna modifica e devo dire che va che è un piacere, unico problema il pozzetto un po stretto ma più che un problema del kayak è un problema mio che sono un po' sovrappeso

Agosto 16, 2016, 06:04:34 pm
Risposta #38

marittimo

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Forse la distinzione tra kayak da discesa e kayak da mare non ha un significato solo commerciale.
Poi sono d’accordo con te che su un mare liscio come l’olio puoi metterci quello che ti pare. Basta che galleggi, tipo questa

Settembre 24, 2016, 06:51:55 am
Risposta #39

marittimo

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Ieri pomeriggio uscitina divertente con scirocchetto da 13-14 nodi e onda abbastanza formata. Fuori c’erano anche windsurf e kitesurf.

Andata (da Cattolica verso Riccione) con onda e vento al giardinetto. Ogni tanto il kayak tendeva bruscamente all’orza e a mettersi di traverso al mare, ma si riportava facilmente in rotta con un colpetto di bacino e una spinta del piede. Qualche planatina sulle onde più grosse. Percorsi 6,5 km in circa un’ora.

Ritorno con onda e vento quasi a prua. Kayak molto più stabile, ma onda e vento rallentavano parecchio. Nel video qui sotto si nota bene il forte scarroccio rispetto al gavitello, ovviamente nella direzione opposta verso cui stavo andando. Quasi un’ora e mezzo per percorrere la stessa distanza dell’andata
Navigazione piuttosto bagnata, ma comunque tutto ok, comprese gambe e piedi, che non mi hanno dato il minimo problema. Qualche dolorino invece alla spalla destra, sollecitata più dell’altra nel tragitto di andata (molto probabilmente sbagliavo qualcosa nella pagaiata per compensare la tendenza orziera, cioè verso destra, del kayak).

Pagaia groenlandese sempre insensibile al vento (almeno questa era la mia sensazione).

Credo che la “marinarizzazione” sia stata comunque positiva.

https://www.youtube.com/watch?v=u7qX64hhW-o


Ottobre 07, 2016, 11:56:39 am
Risposta #40

donato de dominicis

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Buongiorno Marittimo e grazie per le belle sensazioni che mi hai trasmesso ...... solo da ieri ho scoperto il tuo "articolo" sul marinizzare un KK ma mi ha intrigato tanto e non è detto che non decida di farlo anche alla mia Nova !
Complimenti e Buone cose

Ottobre 08, 2016, 08:57:00 am
Risposta #41

marittimo

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Mi fa piacere che questo mio “articolo” possa tornare utile a qualcuno cui piace “pastrocchiare” (come diciamo qui in Romagna). Dicono che quando ci si è impiastricciati per bene le mani con la resina, non si riesce più a tenerle pulite….  ;)
Se vuoi continuare in questa discussione, presentando la tua esperienza, fai pure senza problemi.
Potrebbe essere uno stimolo anche per altri.
Saluti e buon lavoro (se e quando ti metterai all’opera).

Ottobre 10, 2016, 10:09:50 am
Risposta #42

donato de dominicis

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Buongiorno Marittimo, attualmente sto lavorando alla bonifica dai tarli del legno della mia veranda in travi di lamellare ....... appena finito conto di iniziare la
" marinizzazione " (scusa se ti rubo il termine)  secondo i dettati del tuo interessante articolo ...... una domanda forse banale: qual'è stato il materiale che hai utilizzato per la "riempitura" degli spazi prima di "rifinire" con  lana di vetro e resina ?
Grazie in anticipo e buona giornata.

Ottobre 11, 2016, 07:30:31 am
Risposta #43

marittimo

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Chiedi pure. Sono informazioni che potrebbero servire anche ad altri.

Il materiale da “riempitura” (Foam) è normalissimo polistirene espanso (tipo Styrodur) reperibile, in lastre di spessore variabile, dai rivenditori di materiale per l’edilizia o nei brico (dove costa un po’ di più ma, per un lavoro del genere, stiamo parlando di pochi €).

Ha una discreta densità (33-35 Kg/mc) che assicura abbastanza contro il rischio delaminazione e si taglia facilmente con un cutter o un coltello da cucina. Si modella poi con raspa da legno e carta vetrata (da 40 a 120-150 per finire).

Occorre però laminarlo con resina epossidica (più cara) perché la poliestere (più economica) lo fonde. Però di epossidica ne basta meno per impegnare il tessuto (circa la metà dell’altra). Per piccoli lavori la differenza di spesa è quindi minima e si compensa con il peso finale.

Per l’incollaggio (Foam/Foam e Foam/Scafo) ho usato una colla acetovinilica (marca Block) che costa leggermente di più del Vinavil o di una vinilica D3 (resistente all’acqua). Però ha dei tempi di presa quasi immediati. In questo modo puoi riempire una estremità (prua o poppa) in mezza giornata e iniziare subito a sagomarla.
Può andar bene anche una colla spray ma occorre provarla prima su un campione. Potrebbe sciogliere il materiale causa solventi.

Come “lana” ho usato due strati di tessuto in fibra di vetro.
Quello base, a contatto con il Foam, era un Biassiale +/-45 da 300 gr/mq. Sopra ci ho messo poi uno strato di incrociato Plain 0/90° da 200 gr/mq (bagnato su bagnato).
Per un lavoretto del genere, che non comporta particolari problemi strutturali, potresti usare anche del Matt (più economico del tessuto) però, dovendo laminare piccole superfici curve, molto probabilmente impazzirai nel tentare di farlo aderire bene al Foam.

Prima di iniziare ti consiglio però di farti una botta di conti.
Io avevo in casa l’80% del materiale rimasto da altre lavorazioni (attrezzatura, legno, foam, colla, resina, addensanti e parte del tessuto).
Dovendo comprare tutto “ex novo” potresti tranquillamente spendere oltre 100 € + più la vernice, quindi potresti trovare più conveniente vendere la tua e prenderne una nata già “marinizzata”.
Questo se non ti interessa particolarmente l’aspetto del fai-da-te  ;)

Ottobre 14, 2016, 02:02:46 pm
Risposta #44

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Grazie mille per le dritte  Marittimo, vedo che tecnicamente sei quasi un "mostro" ....
certo valuterò anche l'aspetto economico di un eventuale cambio oppure , e qui probabilmente scriverò una blasfemìa, vedrò di montare una deriva a poppa ed un'altra a prua sagomata però a mò di Baidarka ( bifida ? ), solo ai fini dell'aumento della direzionalità.....l'ho sparata grossa ?
Comunque buon week end a tutti ed a presto.

Ottobre 15, 2016, 08:02:43 am
Risposta #45

marittimo

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La soluzione migliore devi, ovviamente, trovarla tu in base alle tue esigenze e al rapporto costi/benefici.

Nel mio caso, oltre a voler dare una forma più marina alle estremità, volevo anche aumentare la lunghezza del kayak (che ho portato da 380 a 435 cm, cioè la lunghezza massima che posso caricare sul portapacchi senza avere carichi sporgenti) e aggiungere un po’ più di volume alla carena considerato che peso quasi 100 kg.

Sul perché della prua bifida (cioè biforcuta o a forcella) del Baidarka si trovano tante ipotesi (anche di natura mistica o religiosa).
Confesso la mia ignoranza in materia e, nel dubbio, preferisco sempre spiegazioni pratiche e semplici.

La parte inferiore (dritta o ripiegata all’insù) assomiglia a un rompighiaccio, e ciò mi sembra coerente con l’ambiente in cui il kayak aleutino (chiamato baidarka, cioè piccola barca, dai russi che lo scoprirono) veniva impiegato. Insomma, una parte dello scafo che doveva resistere a urti e forti sollecitazioni.

Il fatto di essere parzialmente staccata da quella superiore potrebbe spiegarsi come una misura di sicurezza in caso di urto eccezionalmente forte, perché si romperebbe solo la parte inferiore (che in certe foto si vede assicurata allo scafo attraverso legature, quindi all’occorrenza anche smontabile) evitando la rottura della parte sovrastante (cioè della prua) e l’apertura di vie d’acqua che provocherebbero l'affondamento.



Ottobre 17, 2016, 10:49:30 am
Risposta #46

donato de dominicis

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Grande Marittimo , vedo che sei ferrato veramente a 360° .....
a questo punto mi accontenterò di una deriva a poppa e di una piccola "lama" aggiuntiva a prua finalizzate esclusivamente all'aumento della direzionalità !
Grazie ancora della pazienza e buone cose a tutti.
A risentirci al prossimo post .

Maggio 31, 2017, 07:02:18 am
Risposta #47

marittimo

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Per chi è interessato a seguire i lavori, è iniziata la fase finale di quest’esperienza trasformista.
Stuccatura e verniciatura.
Sul colore ancora non so bene. Pensavo bianco con una fascia centrale rossa in coperta (da prua a poppa).

Maggio 31, 2017, 07:03:07 am
Risposta #48

marittimo

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altre foto

Giugno 14, 2017, 05:09:03 am
Risposta #49

marittimo

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Praticamente finito.
Devo solo decidere se attaccare la striscetta laterale adesiva che maschera un pochino la linea di separazione tra i due stampi (coperta e carena).
Sinceramente sono un po’ indeciso trattandosi di un aspetto essenzialmente estetico.
Suggerimenti?
Grazie

Giugno 14, 2017, 05:06:01 pm
Risposta #50

nolby

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    MARCO
...bel lavoro...
perchè non lo concludi creando un bel gavone stagno?

Giugno 14, 2017, 06:50:23 pm
Risposta #51

marittimo

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Andava fatto prima. Ormai l'ho verniciato. La parte strutturale è giá conclusa così
Ci avevo pensato  molto, ma per le mie attuali esigenze il gavone stagno non è indispensabile.

Giugno 16, 2017, 04:28:33 pm
Risposta #52

missouri

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ottimo lavoro, volevo prendere ispirazione ma quello che ho fatto in passato mi è bastato a capire che non fa per me. mi limiterò ad aggiungere uno skeg in coda e ad accentuare la chiglia a prua (con l'illusione anche di correggere l'assetto che mi sembra troppo basso davanti).
il gavone stagno sinceramente penso che avrebbe preso tempo, volendolo fare bene per garanzia di una buona tenuta non è un lavoro banale. specialmente in una vecchia barca che magari non è rigidissima. anche io preferisco usare i classici sacchi, su un altro kayak in passato avevo riempito le estremità con la schiuma poliuretanica a celle chiuse usando una sagoma in compensato ad esercitare pressione. poi avevo dato lo smalto come protezione ulteriore.

Giugno 18, 2017, 09:09:49 am
Risposta #53

marittimo

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Grazie per gli apprezzamenti.
Nel mio caso la parte più difficile del gavone stagno era quella di predisporre, in coperta, una superficie piana per potervi installare il telaio del tappo di chiusura, stante la sua forma ondulata fatta per aumentarne la rigidità (v. simulazioni fotografiche).
Avevo pensato a varie soluzioni esecutive, ad es. realizzando un calco in gesso su cui laminare una struttura in vetroresina da incollare successivamente al kayak.
Un lavoro che avrei dovuto fare con calma e pazienza quest’inverno, ma ho preferito fare altro (tra cui una pagaia aleutina).
Come ho già detto, il gavone non è indispensabile per le mie uscitine lungo costa.
Se poi, in futuro, sorgerà l’esigenza perché si allargheranno i miei orizzonti, allora prenderò in considerazione un nuovo kayak ripetendo l’esperienza su un modello più adeguato oppure comprandolo addirittura già fatto  ;D
Questo posso sempre rivenderlo e, per quanto mi è costato il tutto, non dovrei avere difficoltà a rifarmi almeno delle spese vive. Ovviamente le ore di lavoro sono a perdere, ma gli autocostruttori lo sanno bene fin dall’inizio  ;)

Giugno 18, 2017, 09:40:52 pm
Risposta #54

Lorenzo Molinari

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Tipicamente, quella che tu chiami la striscetta laterale estetica è una banda in tessuto di materiale composito di 3 cm o poco più, che rinforza ulteriormente la saldatura interna dei due gusci.
Il gavone, invece, sei sempre in tempo a farlo, anche a lavoro concluso, questa è la bellezza del vetroresina. Ciao

Giugno 19, 2017, 07:03:47 am
Risposta #55

marittimo

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Molto probabilmente è come dici tu, però su quel kayak la banda di rinforzo non c’era e credo non ci sia mai stata perché non ho trovato alcuna traccia. Per questo gli ho attribuito un significato essenzialmente estetico.
Sul bello della vetroresina concordo al 100%  ;)

Giugno 20, 2017, 08:03:02 pm
Risposta #56

marittimo

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Alla fine ho deciso di aggiungere la fascetta laterale adesiva

Giugno 26, 2017, 10:49:44 am
Risposta #57

andreglo89

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So che molti storceranno il naso con perplessità di fronte a questa idea ;)

ciao
scusami tanto per l'intrusione ma io sto affrontando lo stesso problema, era da molto che volevo un kayak da lago/mare
ne ho 2 sit on top
ma volevo provare il sit in.
ho acquistato un kayak come il tuo stessomodello x un centinaio di euro
 ed proprio ieri sera mi sono trovato a tagliare ocn il compensato delle forme per il fronte ed il retro. purtroppo non sono un esperto come te in termini navali .
a dire il vero non ne capisco nulla
 ma sono un disegnatore tecnico e progettista e posso dire di cavarmela con la vetro resina.
vorrei solo chiederti se hai la possibilità di darmi qualche dritta, potresti indicarmi quanto sporgere al massimo sul fornte e sul retro ?
oppure tanto meglio se hai dei disegni per le parti in multistrato marino..
cosi vado sul sicuro.

Giugno 26, 2017, 10:53:52 am
Risposta #58

andreglo89

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Alla fine ho deciso di aggiungere la fascetta laterale adesiva

dimenticavo.. ottimo lavoro ed eccezionale risultato!!!
volevo chiederti pure come hai fissato il compensato a poppa ed a prua, hai inserito delle spinette?
oppure solo incollato e poi resinato ?
ti ringrazio.
sarebbe fantastico trovare tutte le pagine direttamente su un tutorial.

Giugno 26, 2017, 05:50:22 pm
Risposta #59

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
E bravo Marittimo! Stai facendo navigare il tuo kayak e questa è una bella storia che ti rimarrà in mente per tutta la vita. Hai modificato la canoa fluviale acquistata per poco e l'hai trasformato in un KdM. E' come una di quelle storie che si leggevano  sulle riviste di canoa in b/n degli anni '60 e '70 tipo "Fiumi" oppure le prime "Canoe Kayak Magazine" e tu l'hai realizzata. Capisco molto bene la tua soddisfazione di ragazzo e la condivido con lo spirito che anch'io avevo alla tua età, quando mi costruivo canoe in vtr e pagaie in vtr/dural e le vendevo, prima che facessero le pagaie Schlegel. Oltretutto hai imparato a lavorare la vtr ed è molto utile. Quindi ci sono tanti pregi in quello che hai fatto, dimostrando con la perseveranza manuale di chi vuole fermamente raggiungere i suoi obiettivi.
Dovresti però farmi due favori: prendermi la misura precisa della larghezza del tuo Kdm all'altezza del pozzetto e fare anche una foto in prospetto, sia di fianco che di prua, allineandolo con l'obiettivo al punto più basso, mettendolo sui due cavalletti. Poi, en passant, pesalo e dicci a quanto arriva. Sono i tre possibili lati deboli della trasformazione e mi interesserebbe saperne i numeri. Solo per mera curiosità.
« Ultima modifica: Giugno 26, 2017, 06:15:33 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Giugno 27, 2017, 07:07:37 am
Risposta #60

marittimo

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andreglo89

Non c'è una formula matematica per determinare la sporgenza massima.
Io mi sono regolato come segue.
Innanzitutto ho fissato la lunghezza massima del kayak finito, ovvero un pò meno di quella della mia automobile per evitare i cartelli di carico sporgente (l’avevo già detto). Quindi da 380 cm (originari) dovevo arrivare a 435, cioè + 55 cm.
L’aggiunta a prua (+ stretta) è 29 cm mentre a poppa (+ larga) è 26. Così i nuovi volumi alle estremità più o meno si equivalgono senza modificare l'assetto orizzontale (linea di galleggiamento).
Chiaramente più allunghi e più sarà difficile raccordare le nuove linee con le vecchie.
Se mi dai un recapito posso mandarti il disegno delle forme in legno in formato dxf (v. immagine) o le tavole in pdf scala 1:1, ma non è detto che si raccordino bene con le tue linee (la parte a prua è stata però modificata dopo il montaggio come vedi nella foto a pag. 1 - linea rossa). Io avevo fatto anche delle prove con sagome di cartone. Come materiale finale ho usato del compensato marino da 6 mm poi rivestito con vetroresina (tessuto da 200 g/mq) prima di fissarlo alla carena.
Le forme in legno sono solo incollate allo scafo con l'aggiunta di cordonature laterali (epossidica addensata con microfibre). Una volta ricoperte di foam (polistirene da circa 33 kg/mc), a sua volta laminato con vetroresina (strato di tessuto biassiale +/- 45° da 300 gr/mq + strato di tessuto incrociato 0/90° da 200 gr/mq), non si spostano più.
Spero di esserti stato d'aiuto. Se hai bisogno di altro chiedi pure.
Avevo iniziato a preparare una sintesi fotografica del lavoro. Inserisco le prime parti (v. post successivo). Se c'è qualche fase che ti interessa di più ti posso mandare le foto per posta elettronica.


Vittorio

La larghezza al pozzetto è 60 cm che poi è quella massima.
Non ho capito bene cosa intendi per "allineandolo con l'obiettivo al punto più basso". Guarda le foto laterali che trovi a pag. 1. Se intendi quel punto di ripresa provvedo il prima possibile.
Ovviamente non sono geometrie pure concepite originariamente così, ma geometrie ibride che in qualche modo cercano di raccordarsi al meglio. La filosofia di questo lavoro l’ho spiegata all’inizio, nel primo intervento di questa discussione, richiamando anche le perplessità che avevi già manifestato in precedenza.
Ora il kayak è al Circolo Nautico e non so se loro hanno una bilancia adeguata. Comunque era originariamente circa 17 kg. Dovrebbe essere stato aggiunto circa 3,5 kg di materiale da costruzione (legno, colla, foam, tessuto, resina, stucco). Per la verniciatura ci sono andati circa 1 kg di fondo epossidico dato a rullo (incluso catalizzatore), 700 gr di vernice poliuretanica data a spruzzo, 350 gr del relativo catalizzatore e circa 200 gr di diluente. Andrebbe però tolto il peso eliminato con la carteggiatura del gelcoat (proprio per contenere i pesi avevo cercato di toglierne il più possibile arrivando quasi alla vetroresina).
Diciamo che potremmo essere intorno ai 22 kg. Comunque se posso pesarlo lo farò di certo poi riferirò.
« Ultima modifica: Giugno 27, 2017, 07:16:37 am da marittimo »

Giugno 27, 2017, 07:12:51 am
Risposta #61

marittimo

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Ecco una sintesi fotografica delle fasi di lavorazione numerate in ordine progressivo

Giugno 27, 2017, 12:10:58 pm
Risposta #62

andreglo89

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Citazione
Le forme in legno sono solo incollate allo scafo con l'aggiunta di cordonature laterali (epossidica addensata con microfibre). Una volta ricoperte di foam (polistirene da circa 33 kg/mc), a sua volta laminato con vetroresina (strato di tessuto biassiale +/- 45° da 300 gr/mq + strato di tessuto incrociato 0/90° da 200 gr/mq), non si spostano più.
Spero di esserti stato d'aiuto. Se hai bisogno di altro chiedi pure.
Avevo iniziato a preparare una sintesi fotografica del lavoro. Inserisco le prime parti (v. post successivo). Se c'è qualche fase che ti interessa di più ti posso mandare le foto per posta elettronica.

eccoci, ti ho inviato una mail in privato
ora come ora sto cercando di preparare cio che serve,
ho già preparato delle dime di cartone da riportare sul okumè da 10 mm
in seguito non appena le sagome sono perfette pensavo di limare la vernice della poppa e prua, cosi da attaccare  il blocco di okumè gua resinato, alla struttura, volendo potrei incollarlo direttamente con resina, e magari 2 piastrine, fissandole con la crimpatrice.
poi passerei alla modellazione con polistirene. ed in seguito ricopro tutto con vetro resina pensavo di utilizzare questa.
http://www.ebay.it/itm/330921843336
da 1200 x 80 dovrebbe bastare per fare l'ultimo strato.
il primo strato utilizzerei la fibra di vetro classca.
oppure è meglio questa?
http://www.ebay.it/itm/Tessuto-fibra-di-vetro-twill-195g-H1000-2m-resina-epossidica-carbonio-kevlar-/321632836230?hash=item4ae2cf9a86:g:8r0AAOSw~uhUp~Yh
ti ringrazio io vorrei fare un lavoro  sopratutto resistente non vorrei mai trovarmi senza prua dopo aver cozzato contro un sasso.
d'altro canto non vorrei nemeno affondare dal peso stesso !!!^^
come dicevo il tuo progetto è eccezionale non vedo l'ora di realizzarlo.

p.s ho trovato pure questa
http://www.ebay.it/itm/tessuto-fibra-di-vetro-biassiale-45-45-300g-H1200-1m-resina-epossidica-carboni/321967291405?_trksid=p2047675.c100005.m1851&_trkparms=aid%3D222007%26algo%3DSIM.MBE%26ao%3D1%26asc%3D20140620091323%26meid%3Ddb826880614743a091feb52a2b25bbdf%26pid%3D100005%26rk%3D5%26rkt%3D5%26sd%3D330921843336

 che mi consigli? faccio tutto con la biassiale ?

Settembre 14, 2017, 07:20:10 pm
Risposta #63

dhanlio

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per marittimo complimenti vivissimi per l'opera d'ingegneria, io sto realizzando la stessa cosa con lo stesso Kayak da fiume recuperato stavolta da morte certa, dato che il proprietario non potendoci andare al mare, stava per farlo a pezzi. Il mio percorso credo sia molto più semplice avendo realizzato uno stampo in gesso su il mio kayak da mare, tipico 4,30, e resinato all'interno la sagoma,per adesso, della coda. Voglio realizzare un post a parte perchè mi servono i consigli degli esperti per procedere.

Settembre 16, 2017, 07:23:14 am
Risposta #64

marittimo

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Complimenti anche a te dhanlio per l’idea. Seguirò il tuo post con molto interesse e ovviamente pronto a intervenire se potrò esserti di aiuto.
La forma di quella “coda” mi ricorda l’Endurance della Resinvetro (Qajaq).
« Ultima modifica: Settembre 16, 2017, 07:37:47 am da marittimo »