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Fiume TREBBIA; progetto di Centralina a San Salvatore

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maurizio bernasconi

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E non è vero che tu non abbia ricevuto risposte alle ragionevoli osservazioni che avevi messo in campo.
Facciamola finita con l'ansia da blak out. Le soluzioni sono mille. Si tratta di riorganizzare e semplificare il sistema. Per esempio, lo sviluppo delle tecnologie per la produzione di elettricità a celle solari con materiali a base di ossidi di rame e fosfati di zinco, rendono sempre meno necessario l'utilizzo delle costose terre rare, possono rendere economicamente obsolete le centrali a combustibili fossili entro i prossimi vent'anni.

renzo monelli

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Perdonatemi se mi permetto ma devo proprio dire che qualsiasi cosa si creda, leggere le vostre informate e colte diatribe (Coduri vs Bernasconi), oltre ad alleggerirmi il peso delle giornate per qualche attimo, mi dà la sensazione che davvero la politica potrebbe essere diversa, perchè di gente in gamba ce n'è ancora. Per quanto io penso, purtroppo, nutro un legittimo sospetto nei confronti di progettisti e costruttori che nel corso degli anni hanno dato ampia e inveterata prova di disprezzo per la natura e per l'incolumità stessa delle persone.
Cordialmente,
Renzo Monelli

Giuseppe Coduri

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Grazie Maurizio, mi hai tolto un peso. ora sono molto più sereno.

Però potevi dirla prima questa del fosfato di zinco; mi hai fatto fare la figura del retrogrado cementificatore, mentre la soluzione dei nostri problemi era a portata di mano. :-X

saluti e buone pagaiate a tutti.

PS Renzo, per quanto riguarda la mia persona, le tue lodi mi paiono esagerate, quindi molto gradite. Attenzione però al "legittimo sospetto", chi per primo lo aveva evocato non sta passando un gran momento.
Più che il sospetto consiglio di coltivare il dubbio, quello sì, sempre legittimo.

Ino

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  • Pagaiate.... Gente Pagaiate!!
Visto che la parola fine, non è stata ancora scritta (Purtroppo).
Posto ancora una foto, che mostra lo stato della diga..la foto è del secolo scorso.
"Gente d'Acqua" gente che ama andar per fiumi, gente che vive la natura, gente che si diverte.

Giuseppe Coduri

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Ciao Tric, non volevo più scrivere su questo tema, ma il tuo messaggio mi spinge ad un ultimo intervento, nel quale riprendo i tuoi punti:
1.   Per me l’intervento, come risulta dal progetto, migliora lo stato del luogo e anzi, presenta delle opportunità interessanti. Vorrei discutere di questo, invece mi pare che la protesta sia solo legata ai sospetti su eventuali secondi fini e altri scenari catastrofici. Io vorrei che i movimenti ambientalisti discutessero nel merito di ogni progetto e poi, giunti ad un accordo soddisfacente, vigilassero sul rispetto dei patti, non alzando barricate su tutto “a prescindere”.
2.   In effetti col fosfato di zinco risolveremo tutti i problemi, quindi è inutile continuare a parlare di fabbisogno energetico ed altre amenità.
3.   Voi ambientalisti siete talebani e lo sarete fino a quando continuerete a pensare che il mondo si divida tra ladri e onesti, che basti mettere questi ultimi al potere per far funzionare tutto, mentre sono le regole (e il modo in cui vengono applicate) a trasformare i primi nei secondi e (ahimè) viceversa. Fino a quando sarete convinti che imprenditori e politici siano “ipso facto” delinquenti, che ogni intervento umano sia sempre uno sfregio per l’ambiente, sì, per me sarete sempre talebani.
4.   Lo ripeto, le maggioranze “bulgare” mi fanno sempre dubitare, se poi l’informazione è distorta come nei vari articoli di giornale: “meandro allagato”, “grattacielo di 27 metri”, “edificio di 600 metri quadri”, “luoghi ora incontaminati” si conferma l’impressione. Caro Tric, sicuramente hai letto il progetto e sai quante menzogne hanno scritto sui giornali. La verità, quella sì, andrebbe difesa col furore dei talebani.
Ho aderito in passato a iniziative per la difesa dei fiumi, anche per il Trebbia; ma questa volta non firmerò.
Saluti a tutti.

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Mi ritrovo a scrivere in un topic in cui non volevo. Sabato, oltre a Francesca, sull'Oglio, (ma Dio mio, aveva 13 anni... mi vien da piangere...) ci ha lasciati anche David, un istruttore di sopravvivenza. E dove è successo il tragico fatto? Appena sopra la Galleria del Trebbia e la carcassa della Diga di San Salvatore. Il Trebbia era pieno e la Galleria, in questo stato, è come un lunghissimo sifone. La Diga strabordava peggio delle mie foto di cui sopra.
Stiamo qui a discutere sugli aspetti di impatto ambientale vs. quelli energetici e un 26enne che è scampato agli eccidi del Rwanda viene a morire in Val Trebbia! Allora, dov'è la ragione?!? Che quelle diga + galleria sono due porcherie mortali! Tutti dobbiamo fare qualcosa perché non rimangano lì, altroché!!! Come ho scritto al mio primo intervento, o le tolgono e chiudono completamente o ci facciano una centralina con sistemi di sicurezza; così sono una trappola mortale!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Giuseppe Coduri

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Non so, Vittorio, se la la diga rotta e la galleria abbiano avuto un ruolo nell'incidente di cui parli (la vittima era un escursionista finito nel fiume forse per una caduta).
Certamente però sono due pericoli oggettivi, a maggior ragione se si considera che quel tratto del Trebbia è considerato per principianti e la complessità del trasbordo invita molti ad assumersi qualche rischio in più.
Comunque a quanto risulta dai commenti sin qui pervenuti sul tema, pare che la maggioranza dei canoisti preferisca che le cose rimangano nello stato attuale, amen..

Ciao.



Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ho parlato con Valerio Zacchi. Egli ha saputo che il povero David è affogato nello stramazzo dello scheletro della diga. C'è rimasto dentro.
Io credo che dai canoisti, se le autorità della valle non lo faranno, deve partire una azione per rimuovere quelle due schifezze.
Se nulla sarà fatto né in termini di rimozione della diga, né in termini di costruzione di una centralina,  sono pronto a effettuare una sottoscrizione per eliminare quel maledetto scheletro assassino e quel by pass sifonato (galleria): metto volentieri duemila (2.000) euro per iniziare a provvedere alla rimozione totale della diga di San Salvatore (me li ha fatti risparmiare il CCM, ché non ne ha voluti più del doppio dal sottoscritto). E' una causa molto nobile verso il Trebbia, uno dei fiumi per canoa più belli d'Italia.
Vediamo fin dove porta questa sottoscrizione.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Antonio Fierro

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concordo e sottoscrivo
Antonio
Canoa Club Brescia

Luciano Bovo

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Appoggio pienamente l'idea di Pongiolini, ciò che l'uomo ha fatto (male) venga tolto per sempre data la sua ben nota approsimazione nell'effettuare interventi oppure opere a senso compiuto, si vede e lo si sa bene cosa c'è nel Trebbia, e molti fiumi Italiani,  Ma ci voleva una Disgrazia?Mi immagino ora i Titoli dei giornali...cari giornalisti, prima dov'eravate?Denis Riposa in Pace...poi ieri sull'Oglio.....13 anni.Basta basta.

Luciano Bovo

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Sarà che leggo con un marasma dentro, mi scuso se ho sbagliato nome, Ciao DAVID!

Luciano Bovo

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Caro Bernasconi, posso garantirti che le obsolete dighe non sono altro che speculazione, e non si parla di vent'anni,diciamo il contrario, che è vent'anni che i progetti sono nei cassetti, o nei tagliacarte, per togliere la spina dal fossile, come hai giustamente detto tu, ci sono le energie Pulite che ormai hanno un rendimento altissimo, e non dimentichiamoci del Geotermico, che da solo potrebbe essere una fonte tra le maggiori, purtroppo bisogna rimuovere le mentalità dei fossili che detengono l'attuale Energia che causa solo(solo?)  per inquinamento 67 morti al giorno,ma a qualcuno si vede che fa comodo, qualcuno ha il coraggio di dire che serve un catafalco(Enel un disavanzo di 2.000.000.000 di euro Dichiarati!) che ricicla le scorie di inceneritori, anch'essi che spuntano come funghi, in nome di progresso-regresso, mentre il tutto può essere riciclato, (servono link?), trasformando il tutto in cemento, di basso costo, e le scorie di produzione del sig. cemento dove vanno? Continuo?

maurizio bernasconi

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Gentile Luciano Bovo, non ho capito un acca del tuo post. Forse volevi rispondere a qualcun'altro. Ti dichiari emotivamente un po' stravolto. Dev'essere una congiuntura astronomica, perché non sei l'unico. Ma le ventate stagionali di sentimentalismo rivelano dei fondali troppo limacciosi per i miei gusti. Trovo che occorrerebbe una misura di disciplina mentale.
Con un minimo di sensibilità ambientale e pochissimo sforzo economico il Comune di Bobbio (o Marsaglia) avrebbe tolto di mezzo quel coso da decenni, invece di mandare il Sindaco con la medaglietta alla gara di canoa oppure decantare "Patrimoni dell'umanità" e "Quant'è bella la mia valle" in versione più o meno patinata.
Ovvio che chiunque lo leverà di mezzo, senza farlo diventare una scusa invereconda per costruirci una centrale elettrica, farà bene. Colgo l'occasione per allegare nel post successivo un riassuntino telegrafico sulla logica generale del mini-idroelettrico che ho scritto per un'altra situazione.

maurizio bernasconi

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Già nel 1950 l'ing. Omodeo, massimo artefice
dell'idroelettrico nazionale italiano, avvertiva che in questo settore
tutte le opere di grande rilievo industriale erano state realizzate,
dalle Alpi alla Sardegna ai bacini silani. Tutto quello che avremmo
costruito in seguito avrebbe avuto un costo ambientale crescente e
sproporzionato. Dopo sessant'anni nei quali non si è mai cessato di
erigere dighe grandi e piccole su ogni corso d'acqua, possiamo dire che
la distruzione sistematica di tutti i fiumi e torrenti è quasi
completata. In un contesto di desertificazione crescente e di grande
concorrenza fra gli usi plurimi dell'acqua dolce: potabili, irrigui,
connessi alla depurazione e diluizione degli scarichi civili e
industriali, assistiamo oggi a un massiccio intervento di sovvenzioni e
agevolazioni pubbliche mirante a sviluppare ulteriormente lo
sfruttamento delle energie rinnovabili. Questo potrebbe avere utilità
unicamente verso il miglioramento dell'efficienza degli impianti e il
ripristino di centraline storiche dismesse. Al contrario accade che
attraverso l'insistente sollecitazione degli operatori finaziari del
settore, gli Enti locali, sempre in difficoltà economiche, sono
fortemente invogliati ad approvare e promuovere impianti idrolelettrici
del tutto privi di efficacia e dignità industriale. Questi impianti
incidono proprio sui segmenti di asta fluviale residuali, su torrenti e
rii spesso piccolissimi, con portata fortemente irregolare o
temporanea, esclusi dallo sfruttamento proprio per lo scarso interesse
produttivo o per la pericolosità potenziale delle opere, e restano gli
unici corsi d'acqua in condizione di naturalità. Questo recente
"sviluppo" del cosiddetto mini-idrolettrico è supportato da un apparato
ideologico dove "energia pulita" si unisce ai concetti di piccolo e
rinnovabile, distorcendo del tutto le intenzioni di quanti avevano
concepito inizialmente tali presupposti. Come in ogni altro campo si
osserva completa mancanza di programmazione e visione d'insieme.
L'acqua dolce corrente è la risorsa più preziosa che esiste sulle
Terra, tutti gli indicatori economici la indicano da tempo come il vero
oro bianco del futuro. La sua conservazione è legata alla conservazione
dell'ambiente fluviale e montano. Centinaia di progetti sono sul punto
di completare il loro iter autorizzativo e verranno realizzati in tutte
le regioni italiane. In questo contesto al posto di sovvenzioni sarebbe
meglio parlare di moratoria.

maurizio bernasconi

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Beh, alla fine anche una piccola buona notizia per il Trebbia. E' di questi giorni una nuova convenzione tra Regione Emilia Romagna e Regione Liguria nella quale si concede un rilascio un pochino maggiore dal Bacino del Cassengheno nei periodi estivi di siccità. E, incredibile a dirsi, anche dei controlli non meglio precisati sui deflussi. Per altro, vivendo a Genova me ne accorgo tutti i giorni, gli sprechi della preziosa acqua che dal Trebbia viene dirottata a Genova sono capillari ed enormi. La rete idrica in ferro o piombo lascia parecchio a desiderare e spesso si assiste a perdite per giorni nelle strade. Inoltre le parrocchie, le scuole, gli Enti pubblici, molti condomini, aziende e privati (i potenti?) si giovano di contratti a forfait e senza contatore e si lasciano correse acque libere dai tetti in centinaia di vecchi impianti di riscaldamento nel centro storico. Vedere per credere, il problema riguarda anche immobili municipali e musei.