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DAL FONDO AL RIDICOLO

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maurizio bernasconi

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Gentile Lazzarotto, è apprezzabile che arrivi una risposta dalla Federazione attraverso la tua voce. Benissimo. Oltretutto una risposta che, dal punto di vista retorico, dimostra un congegno piuttosto efficace. Non credo però che tutte le osservazioni di Ettore vogliano valere come puntualizzazioni o quotidiane pignolerie intese a molestarvi e stimolarvi. E non credo che ce l'abbia proprio esclusivamente con l'ufficio stampa. Credo che gli faccia tristezza lo sforzo pubblicistico abbastanza ingenuo per dissimulare una certa evidente penuria di idee del settore tecnico, raccontandoci per esempio che l'allenamento è durato un'ora e mezza e in Inghilterra oggi pioveva e altri intrattenimenti del genere. Credo, per farla breve, che Ettore voglia dimostrare una cosa: la discrezionalità nell'esercizio del potere e nella selezione del personale tecnico genererà inevitabilmente un ambiente mediocre, o meglio, un ambiente magari ricco e vitale, ma nel quale predominano dei mediocri in funzioni chiave. C'è o non c'è un sistema di cooptazione basato soprattutto su motivazioni di opportunità "politica" piuttosto che sul merito e su un indiscutibile prestigio personale? Per motivazione politica si intenda: relazioni, piccoli rapporti di amicizia (si fa per dire), restituzione di cortesie, disponibilità all'obbedienza, accortezza elettorale. Mi pare che il punto sia questo. Puoi rispondermi che sbaglio, che non è vero niente? E' mai capitato, per quanto ti risulta, che persone di valore siano state messe ai margini o ridotte al silenzio per fare posto a una mezza calzetta? Non ti risulta? Potresti asserire che lo staff attuale del settore slalom sia l'espressione del livello esistente in Italia punto e basta? Nessun valoroso è stato mai (oggi o nei tempi dei tempi) escluso anche usando scorrettezze? Vediamo se mi rispondi che, grazie, si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare... oppure puoi rispondere che in Italia si fa così in ogni settore e dovremmo stupirci se le cose andassero diversamente nella canoa. Ma non siamo ancora stufi del solito andazzo?

Mauro Canzano

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Partendo dal presuppposto che chi fa può anche sbagliare e chi sbaglia è soggetto a critiche...la verità è una soltanto: è il sistema di reclutamento tecnico (che dovrebbe essere meritocratico e basato su elementi come atleti già allenati,titoli di studio conseguiti e riscontrabile leadership) che è fondamentalmente sbagliato. Saluti a tutti.

Ettore Ivaldi

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Rimango stupito che l’ufficio stampa abbia sentito la necessità di intervenire in sua difesa, ad una mia osservazione in relazione all’importanza delle immagini e delle parole che si spendono per promuovere il nostro sport. Evidentemente si è sentito tirato in ballo... Strano, molto strano perché mai lo cito o faccio riferimenti specifici, quindi deduco che da solo si è inserito nella categoria a  cui mi riferivo... Concordo con il sapiente e attento Maurizio e colgo anch’io, nella risposta non richiesta di JL,  una retorica unica.
Non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito e la sostanza è semplice ed è sotto gli occhi di tutti.
Non si parla della partitella tra scapoli e ammogliati dove c’è il nipotino che ricevuto in regalo una telecamera o un I-phone si inventa giornalista. Qui si parla di enti che hanno budget in milioni di euro e non è accettabile la scusante: "quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare
Al giorno d’oggi non c’è bisogno di attendere che qualcuno cresca e impari a fare il mestiere. Qui o lo si sa fare o si cambia, oppure, se lo si sa fare e non si è  messi nella condizione di farlo, è meglio dirlo e andarsene dove si può effettivamente esprimere la propria professionalità! Ma evidentemente nella vita si è pronti a tutto pur di restare in posizioni che, a quanto pare, qualche ritorno devono offrire perché, altrimenti, non si spiegherebbe la ragione per cui si accettino situazioni veramente paradossali.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Ultima modifica: Agosto 11, 2011, 03:54:58 pm da Ettore Ivaldi

Alessandro Leonori

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E qui mi sento chiamato a dire la mia, visto che collaboro con la FICK oramai da 3 anni in questo campo, ciao Ettore, ciao a tutti.

Sono ovviamente anch'io convintissimo dell'importanza ultra-strategica dell'uso delle immagini, per propaganda/spettacolo, ma anche per finalità documentaristiche e didattiche, anche e soprattutto perchè la visibilità attira sponsor, dunque soldi, dunque crescita!

Ho sperimentato sulla mia pelle tanto l'impegno, la passione, e la soddisfazione per aver realizzato alcuni documentari per il Settore Tecnico Discesa (vedi http://www.wwtv.it/video%20019.html e http://www.wwtv.it/video%20069.html, quanto la frustrazione per la mancata diffusione degli stessi (della serie: ma che li abbiamo fatti a fare allora?!).

Quanto alla mia attività in occasione degli appuntamenti internazionali (di discesa), la consapevolezza dell'utilità di quel lavoro mi da' lo slancio per lavorare quelle 18 ore al giorno senza sosta. Allo stesso tempo mi rammarico perchè mi chiedo: se la Federazione mi paga per andare là, perchè non organizzare meglio il lavoro, in modo tale che venga data pubblicità ai video non solo durante i mondiali?

Alla fine la visibilità e la pubblicità della FICK in quei casi è più a livello internazionale che non a livello domestico.

E non è strano che ci sia il "video-man" al seguito della squadra di discesa e non delle squadre di olimpica o slalom, le discipline olimpiche?
Penso alla creazione, all'interno del sito della Federazione, di una sezione dedicata ai multimedia, all'interno della quale inserire i vari video di tutte le discipline, con un format omogeneo, il tutto adeguatamente pubblicizzato, magari anche tramite mailing list...

Per non parlare poi della possibilità che qualche video ben fatto possa periodicamente  uscire dal solito circuito web per essere trasmesso da emittenti più "ricettive" agli sport minori, come La7 o Sky...

Certo, per far questo ci vogliono risorse e investimenti, e non conosco la situazione patrimoniale della FICK, nè l'esistenza o meno di una volonta' (politica?) di portare avanti un tale progetto, ma sono convinto che non sia tanto questione di soldi, quanto di banale organizzazione.

Mi sono sempre considerato una persona "sul campo", quindi nel mio settore macino video come un treno e non mi fermo mai; allo stesso tempo cerco in tutti i modi di evitare di farmi coinvolgere in questioni politiche e in tutto cio' che riguarda i c.d. "poteri decisionali", ma mi rendo conto che per far crescere questo sport è necessario impegnarsi davvero su tutti i fronti.

E' buffo, solo per fare un esempio, che l'anno scorso siano apparse 2 interviste diverse ma simili a Molmenti neo-campione del mondo, una sul sito FICK e una su WWTV (con logo FICK). Sarebbe bello sfruttare le sinergie, coinvolgere altre persone dotate di telecamera e di minima manualità nell'usarla, dislocate in punti diversi dello stivale, e organizzare uno o due studi di montaggio che raccolgano i vari contributi (in tempo reale, perchè i filmati possono essere uploadati e poi downloadati via web) e li mettano in rete su un unico sito a cui fare riferimento. E questa sarebbe solo una delle idee.

A questo lavoro "giornalistico" tempestivo, andrebbe poi aggiunto un lavoro di preparazione di video professionali/promozionali, come quelli stupendi che ci ha portato ad esempio Ettore: i c.d. "biglietti da visita".

E' indubbio che la FICK qualche passo avanti lo ha fatto, anzi, vi sottopongo l'ultimo "lavoro" per la propaganda della canoa, che verrà presentato nelle scuole italiane a partire da settembre: un documentario di 30 minuti che racconta a parole semplici e con immagini accattivanti le nostre 4 discipline, "DIVERTIAMOCI IN CANOA", con l'obiettivo, naturalmente, di incrementare i tesserati. Vedi promo: .

Speriamo (vista anche l'immane "faticaccia" che ho fatto nel realizzarlo) che la Federazione faccia grossi sforzi per distribuirlo e pubblicizzarlo al meglio, e che questo possa essere solo il punto di partenza per un vero e proprio lavoro di squadra che regali a questo sport la visibilità che merita.
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
http://www.wwtv.it

Ettore Ivaldi

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questo è un altro esempio di grande professionalità sul tema in discussione.

Rimango poi basito per le polemiche che stanno animando questo forum "mondiali sprint" è anni che scrivo che manchiamo di un sistema, di un metodo di lavoro e tutto lo testimonia. Perché meravigliarsi? Ora paghiamo le conseguenze di scelte politiche e di tanti signor sì!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Ettore Ivaldi

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Sono sconvolto da quella che potrebbe essere la scoperta del secolo e che rimette in discussione praticamente la relatività del  mitico Albert.  In sostanza il professor Antonio Ereditato, che lavora al centro di fisica del Cern, ha detto che le misure raccolte nel corso di tre anni indicano che i neutrini si sono mossi di 60 nanosecondi più velocemente della luce. Ora se ci pensate per un solo attimo la cosa è sconvolgente, infatti la teoria della relatività implica l'impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo, finora inesorabilmente relegati alla fantascienza e ritenuti irrealizzabili dalla scienza mentre ora tutto ciò potrebbe accadere.
Pensandoci però bene, il professore Eriditato avrebbe potuto risparmiare montagne di ore di lavoro facendosi un giro nelle gare di canoa... noi i viaggi nel tempo li stiamo già facendo, purtroppo solo all’indietro,  e stiamo scoprendo il fatto che possiamo anche ritornare all’era del proceratosaurus.

Un tempo esisteva un Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato, oggi Gruppo Sportivo, che ha permesso alla canoa fluviale di fare un grandissimo salto in avanti ed era riuscito a creare un vero e proprio sistema perché gli atleti potessero non solo allenarsi a tempo pieno, ma anche studiare e, una volta finita la carriera sportiva, rimanere nel suo interno per lavorare.
Questa realtà oggi, nata nel  1976, esce  da una stagione di gare senza neppure l’ombra di un titolo italiano. La cosa di per sé potrebbe passare inosservata ai più, ma, credetemi, a chi nonostante tutto è ancora legato a questa società, non fosse altro per riconoscenza, pesa non poco. La cosa incredibile è come un organismo del genere possa accettare tutto ciò. Sulla carta ci sono sei atleti di cui solo 4 però fanno attività e ci sono 3 responsabili distaccati a tempo pieno per pratiche amministrative e per fare gli allenatori. Ma gli allenatori di chi, se in realtà gli atleti difficilmente sono in sede ad allenarsi? Perché il G.S. CFS non si rinnova? Perché ex atleti di altissimo livello e ora allenatori o responsabili  accettano questa situazione? La reazione a tutto ciò sarà quella di dire che non sono affari miei, ma qui si sbagliano perché questo è un affare di Stato e come cittadino ovviamente sono interessato a che le cose possano andare bene. Anche noi possiamo fare del bene al nostro paese... e lo dice chi è costretto a lavorare all’estero!  Sconvolge poi sapere che l’unica mossa a cui si è pensato è stata quella di chiedere ad altri di redigere una relazione per spiegare lo stato delle cose ai propri superiori.
Ma i misteri della vita sono tanti come il numero di partecipanti al campionato italiano di Ivrea: 36! Veramente pochi, ma, visto che neppure i tecnici nazionali di settore si presentano, non vedo perché ci dovrebbero andare gli atleti.

Oppure sconvolgenti sono i cambiamenti  d’...”umore” che certi atleti fanno nel giro di poco tempo e che grazie a Facebook diventano noti a tutti.
“Si comincia a preparare la borsa per tornare in Italia dopo 10 giorni di allenamento sul canale Olimpico, un'esperienza unica e stupenda!! grazie a tutto il Team Italia!”
poche settimane dopo lo stesso atleta: “terzo k1 italiano, vinta una medaglia a squadra ai mondiali assoluti, e cosa ti senti dire? allenati tutto l'inverno da solo e pensa alle olimpiadi 2016 .. non ho parole!!
Ma come prima si ringrazia il Team Italia e poi, solo perché ti dicono di arrangiarti, ci spari contro? Non mi sembra coerenza e soprattutto dopo aver già toccato con mano questa realtà, ma è il classico esempio di chi vede solo il proprio interesse che è quello magari di farsi dare una maglietta in più, dimenticando che solo un sistema può far crescere il livello di tutti portando a tutti grandi vantaggi... veramente ridicolo.


Mi meraviglio poi che c’è ancora qualcuno che fa notare che l’ufficio stampa ignora molte delle attività e specialmente per i settori giovanili. Oppure c’è ancora qualcuno che rimane sconvolto per la mancanza di dialogo. Ma ragazzi qui siamo in un sistema che va avanti senza bisogno di niente e nessuno, chi c’è ora comanda e si circonda di “Yes men”. Importante non uscire dalle sei ore di lavoro, importante non fare nulla di innovativo, importante non restare troppo lontano da casa per non mancare l’appuntamento quotidiano con i giardinetti... le altre mamme o papà potrebbero preoccuparsi dell’assenza!
Importante fare i tecnici nazionali piuttosto che guidare i gommoni anche se poi non si allena nessuno. Importante essere convinti che non va bene così, ma comunque accettarlo.

Ma a cosa servirebbe cambiare quando i talenti escono da soli e ci portano le medaglie?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

enrico lazzarotto

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Ciao Ettore, come sempre vai dritto al punto in maniera precisa e onesta.
Devo farti i complimenti, primo x i report della stagione agonistica slalom 2011, sempre dettagliati, secondo, sei uno dei pochi a dire le cose come stanno, io,  se posso integrare, avrei anche scritto, come hai già fatto precedentemente credo, della situazione della canoa/kayak discesa fluviale del Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato, e chiudevi il cerchio a 360 gradi. Alle tue domande "Perché il G.S. CFS non si rinnova? Perché ex atleti di altissimo livello e ora allenatori o responsabili  accettano questa situazione? " bhe, se con il minimo sforzo si va avanti perchè cambiare, o no? Credo che qui si tratti di onesta, di passione, e di professionalità, se mancano una di questa cose bisogna avere il coraggio di farsi da parte, queste scelte se pur difficili porteranno rispetto.
Per quanto riguarda i "cambiamenti d'umore", non mi preoccuperei + di tanto, ci saranno sicuramente altri cambiamenti d'umore nel prossimi anni, come ci sono sempre stati.
 Osservando il movimento dall'esterno ormai da + di 5 anni non vedo miglioramenti, anzi.
Ma ho esagerato meglio pensare a giocare con i kayak in plastica o su FB.
grazie ancora
enricolazz

Maurice

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Ettore, dici bene ! Sei atleti e tre responsabili ? Togliamo pure Cri che mi dicono in maternità e anche Luca che dicono sia a far servizio, ne restano quattro anche se qualche voce che gira dice che tra poco ne resteranno solo due! Quindi tre responsaili per due atleti, vabbè che siamo in Italia però la vedo dura mantenere tre responsabili per due atleti !!!
Per la mancanza di titoli Italiani chi è causa del suo mal pianga se stesso, mi riferisco ai responsabili del centro di Carpanè, di questo passo non avranno più ragione di stare al centro, che ci farebbero senza atleti ? Non ho ben capito l'assenza di Cali a Ivrea, ancora un piccolo sforzo non lo poteva fare ? Onore comunque a Diego per il secondo posto per soli 7 centesimi. Per il secondo posto del C2 si tratta molto evidentemente di mancanza di personalità e quindi di decisioni del capo squadra presente a Ivrea, andava assolutamente fatto ricorso per la ripetizione della seconda manche fortemente viziata da un forte vento che teneva le paline delle porte in orizzontale rispetto all'acqua !  Il giudice arbitro principale, sbagliando può anche non decidere nel merito, ma il capo squadra deve proteggere i propri atleti e di conseguenza anche se stesso ed suo operato come tecnico.
posteri iudicabunt........
Il centro sportivo in questione, vanto un tempo della canoa Italiana  sta lentamente scomparendo, si rendono conto che non riescono a mettere assieme una squadra neppure nel K1 ? Per non palare poi della discesa che non ha neppure un atleta.
Voci di corridoio


Ettore Ivaldi

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Gli struzzi sono uccelli molto grandi e per mimetizzarsi dai predatori cercano di infilare la testa nella sabbia, assumendo con il resto del corpo una posizione supina quasi a novanta gradi. Uccelli:  esempi viventi per molti. Così facendo pensano di non essere visti. Spesso questa tecnica va a buon fine, loro rimangono vivi, nulla cambia e proseguono nella normale routine quotidiana.  Qualcuno poi si è messo ad allevarli, però con scarso risultato se non quello di apprendere tecniche assai raffinate dal pennuto animale e diventarne un imitatore che alla lunga ha addirittura superato il maestro.  La tecnica poi si è raffinata e se un tempo sembrava essere assurda e decisamente criticata, oggi tuttavia se ne fa un uso di gran lunga maggiore del passato. Si dribbla il problema non parlandone, evitando scambi di opinione e fingendo che tutto sommato le cose non vanno così male come qualcuno vorrebbe far credere. Insomma è interesse di tutti mantenere la testa sotto la sabbia e al massimo se qualcuno calpesta qualche orticello si elevano segnali di fumo assai innocui ed innocenti.
Così facendo gli struzzi mantengono il tran tran di vita piatto piatto e senza scossoni. Poi a qualcuno di loro viene anche dato un bonus una tantum per aver prodotto le uova d’oro. Loro ringraziano e tornano con la testa sotto la sabbia e si va avanti così.
Morale della favola? Ognuno tragga le conclusioni che vuole...  ce ne sono per tutti i gusti!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Gianfranco Guglielmi

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Complimenti Ettore, bello il messaggio degli struzzi. Non sapevo conoscessi così bene la storia della Polisportiva Verbano ;D
Occhio alla sabbia, frankguglielmi

Ettore Ivaldi

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« Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze »
   (Norberto Bobbio, in Politica e cultura, 1955)

I campionati del mondo Junior e U23 saranno negli Stati Uniti a Wausau (Wisconsin) dall’11 al 15 luglio 2012 e i campionati europei per queste categorie a Solkan (Slovenia) dal 6 al 9 settembre.
Facciamo subito una considerazione tecnica relativamente ai due percorsi. Si tratta di due tracciati semi-naturali che mantengono le caratteristiche comunque del fiume. Non sono canali. Wausau iniziò ad ospitare gare internazionali nel 1985. Tre anni dopo si organizzò una gara di Coppa del Mondo che allora si chiamava “World Cup Series”. Un’idea che era nata a Bill Endicott supportata da Richard Fox che in quegli anni era sicuramente il leader indiscusso del kayak uomini.  Nel 1991 Wausau ospitò la finale di Coppa che si portò a casa per l’appunto Riccardo Volpe per la terza ed ultima volta. Nel 1994 si disputarono i campionati del mondo Junior. A quell’edizione parteciparono per l’Italia solo 3 k1 uomini e cioè Luca Moro che chiuse in 42eisma posizione, Luca Negrello 47esimo e Pietro Pozza che però non gareggiò visto che poco prima si lussò la spalla, ma venne portato negli States per premio. Fu l’edizione in cui si misero in mostra i C1. Vinse Michal Martikan, ma erano presenti anche i grandi campioni del futuro e cioè Tony Estanguet che fece registrare il miglior tempo 178,49 contro il 178,69 di Martikan, ma entrambi con 15 penalità. Lo slovacco però riuscì a fare una seconda manche pulita con 179,36 e vinse agevolmente sul polacco Mariusz Wieczorek e sullo sloveno Dejan Stevanovic. Al via anche Tomas Indruch - quinto, Jura Mincik - nono, Stanislav Jezek - decimo e Pavel Janda - settimo. Tutti atleti che successivamente divennero grandi protagonisti nella categoria assoluta e alcuni di loro lo sono ancora.

Come sempre mi perdo nella storia, ma mi affascina troppo per non parlarne. Solo così facendo non perdiamo il senso del lavoro che tutti noi stiamo portando avanti, ma torniamo a noi.

Dicevo che in relazione alle caratteristiche dei percorsi e alle date delle stesse prove giunge voce che le selezioni per partecipare a questi eventi saranno in Aprile a  Tacen e a Solkan. Se sul secondo non ci sono contraddizioni, mi sembra assurdo proporre il primo come prova di selezione per Junior, ma soprattutto mi sembra assurdo fare delle selezioni a 3 e a 5 mesi dai rispettivi eventi. Si consideri poi che si parla di atleti impegnati nella scuola. Tralasciando ciò allora consideriamo il fatto che per preparare bene le selezioni - aprile - bisognerebbe avere molte ore in acqua mossa cosa impossibile da fare per questa data. Meglio sarebbe posticipare le selezioni lasciando la possibilità alle Società di preparare bene l’evento.

Altro fatto importante. Sembra che il tecnico responsabile degli Junior si sia dimesso. Il suo nome non è infatti stato inserito nelle ultime due convocazioni per i raduni di questa categoria mentre sull’ultimo stage  che ci sarà in dicembre, appare anche il nome del referente tecnico per tutte le attività slalom e discesa... alla faccia della comunicazione sulla quale si doveva basare la linea politica del Presidente! Una new-entry sul campo di allenamento? Sarebbe bello conoscere le sue idee in merito e soprattutto capire quali junior ha mai seguito nella sua carriera di tecnico in maniera costante e duratura e qual è stata l’ultima gara internazionale di queste categorie in cui ha presenziato. Poi mi chiedo ma nelle buone intenzioni di questo staff tecnico e del suo referente politico non si doveva coinvolgere i tecnici di società? Che fine hanno fatto?  Ma questi sono i misteri della canoa italiana che sembra ora in mano solo al Presidente e al Commissario Tecnico tutto il resto poco conta, anche il futuro dei giovanissimi che purtroppo non c’è!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Ettore Ivaldi

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Ciò che mi spaventa di più nella vita è l’assoluta calma e rassegnazione che regna in certi ambienti. Alcuni giorni fa ho avuto uno scambio di e-mail - epistolare direbbe il Foscolo con il suo Jacopo Ortis - con una persona che ritengo particolarmente impegnata nello sport e che, nonostante mille difficoltà, promuove alla grande la canoa in tutte le sue forme. Combattivo anche per risolvere spiacevoli situazioni, ma che sembra rassegnato alla condizione attuale della canoa italiana nonostante ammetta “che la realtà è talmente evidente!!!!!!!!”.  La cosa di per sé è normale, ciò che sconvolge è capire che nulla funziona come dovrebbe e non reagire scaricando le responsabilità solo sui “cani grossi” i rottweiler come li definisce lui, mentre i chihuahua non possono nulla contro questa forza della natura. Questo è il vero dramma della vita: accettare tutto quello che ci viene proposto dall’alto anche se questo è solo fumo e tante belle parole sintetizzate quasi puntualmente ogni due mesi in scritti che sembrano fotocopiati dal libro Cuore: vogliamoci bene, voi siete la vera forza, la condivisione con la squadra si allarga sempre di più e avanti di questo passo, anche se poi è tutto in mano ad una sola persona.
Altra fatalità  è quella che ora  tutto l’apparato parla di centralità delle Società e piovono piccoli contributi... ci avviciniamo ai rinnovi e si inizia a fare politica attraverso un vecchio sistema. Non si parla dei veri problemi della canoa italiana ed internazionale. Non si accenna minimamente alle problematiche dello sport che sta cadendo a pezzi. Non si dice nulla sul fatto che viviamo  agonisticamente solo grazie ai talenti e non si fa nulla per incrementare la base e i tecnici di livello.
Non si dice che il vice presidente e il responsabile dei settori Junior e discesa non si sono presentati in consiglio federale. Eppure in questa ultima riunione si discutevano programmi e calendari che hanno una rilevanza per tutti.
Se n’è andato il responsabile tecnico del settore junior slalom e nessuno si è preso la briga di dire nulla o spiegare. Neppure l’interessato che avrebbe dovuto, se non altro moralmente con le società, esprimere le proprie motivazioni. Ci sono responsabili politici di settore che ormai fanno le convocazioni eludendo così l’autonomia e la funzione tecnica che dovrebbe essere di competenza del Commissario Tecnico.
Nel frattempo Molmenti è andato in Cina con una convocazione della Federazione per conto suo e se va bene il suo tecnico andrà in Febbraio in Australia, nel frattempo ha altro da fare... con tutti gli atleti che in questo momento ha il gruppo sportivo della Forestale che si allenano a Carpanè: uno! Ciò che  più  sconvolge è che sulla convocazione si legge:

. 26 dicembre 2011 al 5 marzo 2012 a Penrith (Australia) per allenamenti e Campionato   Oceanico (gara valida per la Coppa del Mondo 2012) e Australian Open (gara Ranking ICF)


Ora il 10/12 febbraio 2012 ci sarà l’Australian Canoe Slalom a Penrith, Sydney AUS  che in effetti sarà una gara di Ranking ICF, mentre dal  24/ al 26 febbraio  2012 ci saranno    gli Oceania Canoe Slalom Continental Championships sempre a Penrith, Sydney AUS. Il bello è che questa gara, data dalla FICK come gara valida di Coppa del Mondo 2012, in realtà sarà una gara valida per la qualifica olimpica Oceanica e gara di ranking. La Coppa del mondo inizierà a Cardiff l’otto giugno e terminerà a Bratislava il 2 settembre con la finale dopo cinque gare che si disputeranno tutte in Europa (Cardiff, Pau, La Seu, Praga e Bratislava).  Pazzesco come si possa confondere tutto ciò! Beh non mi stupisce più visto che neppure il responsabile politico si presenta più ai Consigli Federali come si deduce dai verbali seppur  striminziti... meno si scrive e meno si è vulnerabili.

Ma ciò che mi spaventa veramente di più è il silenzio generale. La quiete assoluta. Non seguirà la tempesta, di memoria leopardiana, nessuno ha interesse farlo.  Segnale evidente di un decadimento di interessi, di passioni, di competenze che segna la fine di un movimento che aveva regalato tanto allo sport italiano.
Che sia il caso anche per me di entrare in un lungo letargo considerando il fatto che si parla solamente con dei sordi e risposte, commenti o confronti non se ne ricevono?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Ettore Ivaldi

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Volevo scusarmi ufficialmente per aver sottolineato  il fatto che il Vice-Presidente del settore fluviale non era presente all'ultimo consiglio federale, per ragioni più che giustificabili.
Volevo anche sottolineare che da quest'anno sarà considerata valida anche la prova continentale dei campionati Oceanici al fine della classifica di Coppa del Mondo.

Chiedo venia e ringrazio chi mi ha sottolineato questi due note di cui riferivo erroneamente. Credo che sia doveroso ammettere onestamente i propri errori, ma soprattutto tutto ciò evidenzia un aspetto collaborativo, solo parlandone si evidenziano le varie situazioni per crescere assieme.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Luca Cecchinelli

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C'è una precissa intenzione per cui quest'anno il calendario della Discesa Italiano è così ridotto all'osso come non mai? Chi ha deciso le date delle competizioni? Come è possibile che venga messo un campionato Italiano assoluto su un bellissimo fiume come l'Adda ben 2 giorni prima di una rassegna Mondiale? Perchè vengono praticamente cancellate gare adatte ai ragazzi più piccoli come quella organizzata dal KCCP Palazzolo o quella di Pescantina? Dove si vuole arrivare? Leggendo qual è là il forum non mi pare che anche lo Slalom sia in ottime acque, è veramente un peccato che chi ha delle iniziative si veda chiudere le porte in faccia.......


Ettore Ivaldi

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Il silenzio è sovrano anche in questi ultimi giorni del 2011... niente botti di fine anno, banditi anche per legge! Eppure ci sarebbe molto da dire, da parlare, da confrontarsi, da programmare per il futuro e i fuochi d’artificio illuminerebbero il cielo di notti troppo buie di giorni senza storia.
Gli atleti si stanno confrontando e hanno dato vita a un gruppo autonomo, evidente segno di mancanza di fiducia in chi li rappresenta o che dovrebbe rappresentarli. Ha preso l’iniziativa a livello internazionale Super Cali che si sta facendo portavoce a nome di molti campioni. Lui dice che sarebbero anche disposti a dare vita ad una specie di sciopero generale. Cosa succederebbe se ai mondiali non partissero? Loro hanno delle idee e delle proposte per cambiare alcuni regolamenti dello slalom e lo stanno facendo presente al boarding diretto dal transalpino Pronon. Il problema però, come vado dicendo da tempo, non sono i regolamenti. I problemi sono altri. Il primo fra tutti è quello legato alla televisione.  Per fare ciò bisognerebbe realizzare autonomamente il broadcasting delle gare di Coppa del Mondo, mondiali e altri avvenimenti di prestigio. Semplice... ma bisognerebbe farlo e questo l’ICF non lo vuole capire, o meglio, non vuole mettersi in questo progetto perché sa che costerebbe parecchio soprattutto dal punto di vista lavorativo. Evidentemente il lavoro fa paura ancora a qualcuno e si perde con un sacco di soldi in produzioni scadenti su internet.
Non fai e verrai premiato. Non creare problemi e vivi nell’anonimato.  Vedi il presidente degli atleti in seno all’International Canoe Federation rintanato nel suo bunker brentano. Dovrebbe esser lui il rappresentante politico degli atleti, girare il mondo, ascoltare, mettersi a confronto con gli organi preposti, portare avanti le problematiche degli atleti.  Super Cali deve fare l’atleta!  Se ne va giustamente in Cina e in Australia da solo, evidentemente è meglio soli che male accompagnati come recita la saggezza popolare.
Si mandano gli atleti della canadese in Australia senza il tecnico della specialità. Eppure sulla carta c’è e si premia con euro sonanti! Si organizza un raduno i primi dell’anno a Valstagna con gli Junior e il coordinatore tecnico non è più convocato. La sua presenza di novembre è stata una semplice apparizione a mo’ di Fatima sufficiente per illuminare il cammino dei nostri giovani?
Mi chiedo quali logiche si seguano... eppure tutto tace, il silenzio regna e tutti accettano tutto. C’è chi aspetta di andare in pensione per poter esprimere le proprie idee, c’è chi aspetta di aver finito la carriera sportiva, c’è chi dice che tanto non cambia nulla, c’è chi tace sperando di trovare comunque qualche beneficio con la scusa che tanto è sempre meglio di niente. Va bene così, ma il tempo passa e tutti noi abbiamo un anno in più!
Qualcuno si chiede nella discesa che cosa sta succedendo, si cancellano gare e vengono tarpate le ali a chi ha iniziative. Beh! Cecchinelli dovrebbe andare a leggersi i verbali del Consiglio Federale e capirebbe che il rappresentante politico della discesa e degli junior slalom è assente da molto tempo. Una grande organizzazione nasce e si sviluppa prima se ha politici lungimiranti, ma difficilmente ciò si può ottenere se non si sfruttano tutte le opportunità.

Con tutto ciò vi saluto, ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito in questo 2011 e che mi hanno sostenuto anche se solo nella lettura e a parole, purtroppo non basta per aiutare i nostri atleti e il nostro sport ad uscire da un momento molto buio e sconsolato. Speriamo per un 2012 diverso fatto sul dialogo, sul confronto anche sullo scontro se ci fosse bisogno, ma sempre nell’onestà sportiva che comunque ci dovrà sempre unire... dipenderà da tutti noi! A u g u r i!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi