CKI il forum della canoa italiana

Spazio Federazioni => Discussioni FICK => Topic aperto da: Ettore Ivaldi - Agosto 03, 2009, 10:49:29 pm

Titolo: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 03, 2009, 10:49:29 pm
Che avessimo toccato il fondo l’ho già scritto e ampiamente motivato, ma ora scendiamo nel ridicolo!
Perdete due minuti e andate a leggervi la convocazione datata 31 luglio protocollo 2287PV oggetto: Canoa Slalom - Slovak Open Bratislava 10/16 Agosto 2009 c’è da divertirsi, per non mettersi a piangere e capire che alla sfacciataggine non c’è limite.
Caro Skillo, dicevi urliamo il risultato degli junior che hanno conquistato la medaglia d’oro e il titolo di campioni europei nel K1 a squadre slalom?  La risposta da parte della commissione tecnica è stata quella di lasciarli a casa e di chiudere l’attività per loro. Convocando invece chi non ha motivo di andare su un canale molto impegnativo e selettivo, né per merito né  per migliorare. Le canadesi junior-ragazzi devono passare molte ore sui canali o sui fiumi impegnativi ad allenarsi e non andare a fare una gara del ranking per essere buttati fuori e bastonati in due riprese. La stessa strategia va usata per il settore in rosa o vogliamo ancora umiliare le nostre ragazze? Certo passare un mese sul Noce a montare porte  - scusate le porte non serve metterle visto che i fratelli De Gennaro già ci hanno pensato – e a seguire i ragazzi costa fatica, ma soprattutto manca la capacità di farlo e dare loro assistenza.  Salire sul ring con Myke Tyson fa male e se ti va bene arrivi al secondo gong frastornato, abbattuto, deciso di mollare tutto perché gli avversari sono ad anni luce e tu sei k.o. Lavorare, lavorare e ancora con tecnici validi è l’unica soluzione. Non nascondetevi dietro ad un dito, se a Liptvosky alcuni atleti non traghettano neppure da parte a parte nell’unica onda che presenta una minima difficoltà, con che motivazione tecnica si giustifica la chiamata alle armi a Bratislava sede del mondiale 2011 selezione olimpica? Non raccontateci che lo fate proprio per questo. E’ come imparare a sciare su una pista nera, meglio iniziare dai piccoli pendii e andare avanti per gradi.
Passiamo al punto due. Il commissario tecnico va a Bratislava accompagnato dalla moglie che in questo caso viene convocata come supporto logistico: le si paga tutto, più il bonus giornaliero,  ma ci fate passare proprio per fessi? E cosa dire di un consigliere federale che, visto l’agosto caldo, pensa bene di diventare team leader di un gruppo in vacanza in zona turistica e fresca? E perché invece di questi personaggi non chiamare i tanto decantati allenatori di società? Perché non fate come il consigliere Mayr che non è andato a Beijing per sua volontà visto che non avrebbe avuto nessun ruolo operativo e ha preferito restare a casa? Perché per la velocità  usa un  metro e per lo slalom un’altro?
Terzo punto. Mi chiedo, ma il commissario tecnico, con stipendio a quattro zeri, non dovrebbe essere in raduno con la nazionale maggiore a Seu d’Urgell (che arriva qui il 3 sera e riparte il 7: mah?!) o accompagnare chi in questo momento si gioca la coppa del mondo oltreoceano? Non è forse che gli atleti top non lo vogliono vedere nemmeno in fotografia e ripara sui giovani nella speranza di trovare almeno tra loro qualche adepto?
Non aggiungo altro, chi vuole capire capisca, per gli altri va bene così, intanto i risultati di qualche talento ci sono.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: nellokayak - Agosto 04, 2009, 02:25:47 pm
"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"!
Quoto Ettore.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Agosto 05, 2009, 06:40:26 am
Veniamo alla gara di Bratislava e alle convocazioni in questione.   
Parto dal presupposto che a Bratislava ci siano solo tre posti per categoria,
in questo caso credo che sulla carta quelli siano gli atleti aventi diritto ad occuparli.
In pratica sono d’accordo con te che portare su una pista “nera” chi non è ancora pronto equivale troppo a certe pericolose cerimonie tribali d’iniziazione per non essere considerata come una scelta sbagliata.
Meglio sarebbe stato iscrivere alla gara solo chi è davvero in grado di parteciparvi con padronanza di tecnica e dirottare buona parte degli atleti che vedo ora convocati verso lidi più miti e per più giorni.

Ovviamente marchiano è l’errore di porre termine ad una adeguata attività giovanile proprio nel periodo più propizio alla frequentazione di fiumi, canali e campeggi da parte degli studenti liberi dagli impegni scolastici.

Un gruppo di coetanei, un adeguato luogo di pratica, un numero sufficiente di tecnici (anche “uno” è un numero) e un cospicuo quantitativo di giorni ad essi dedicato: questa è una ricetta base buona per ogni vivaio di cui ci si volesse davvero interessare fattivamente.

La notizia è vecchia di trent’anni ma ostinatamente reitero l’informazione: i campeggi estivi sono economici, funzionali e amatissimi dai ragazzi.
Certo che agli adulti piacciono meno, siamo d’accordo, ma volete mettere la gioia dei ragazzi che saltano fuori dalle tende e corrono a mettere in acqua le canoe trascorrendo intere giornate a vivere il fiume a 360°? E poi si vive tutti insieme aiutando tutti a fare tutto.
Le stoviglie le farei lavare a turno ai ragazzi ma se ci fosse anche qualcuno convocato apposta per alleggerire la voce “vitto” del raduno e che si occupasse quindi di approntare colazioni, pranzi, merende e cene non sarebbe per nulla male. Quella si che sarebbe una buona occasione per convocare anche un parente senza quasi dare l’impressione di voler fare degli sfacciati nepotismi.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 05, 2009, 03:00:56 pm
Team Leader: colui che prende per mano la squadra e sa esattamente cosa fare, la stimola, la incita, la guida.
Chi è un Team Leader? Prima di tutto un esempio. E’ colui che arriva per primo al canale ed è l’ultimo ad andarsene. L’ultimo a sedersi a tavola per mangiare e il primo ad alzarsi. L’ultimo che sceglie la camera, il primo a svegliarsi alla mattina e l’ultimo ad addormentarsi.
Cosa deve fare? Mettersi in relazione con gli atleti, conoscerli, capire le loro esigenze. Intrattenere relazioni internazionali e confrontarsi. Risolvere o trovare soluzioni per problemi informatici, tecnici, elettrici. Verificare che gli strumenti operativi siano sempre efficienti. Relazionare, comunicare trarre delle conclusioni alla fine della trasferta. Essere in grado di fare una analisi scritta a 360 gradi.
Cosa deve conoscere? La realtà in cui opera, la storia, l’attualità, le regole, le evoluzioni della sua materia, le lingue straniere. Deve conoscere perfettamente il luogo in cui opererà, dove si può mangiare, cosa mangiare e come ordinare, dove acquistare il cibo, l’acqua, dove portare gli atleti a svagarsi, orari di allenamento della sua squadra e delle altre, prendere parte attivamente ai team leader meeting. Saper compilare in inglese un foglio di reclamo, essere in grado di sostenere un contraddittorio in lingua inglese in caso di necessità per tutelare i  suoi atleti.
Da dove esce un team leader? Da anni di attività sul campo. Dalle esperienze internazionali vissute prima come atleta, poi come collaboratore e infine, se ne ha i requisiti come leader.

Collaboratore logistico:   colui o colei che collabora all’organizzazione  dal punto di vista organizzativo sotto ogni aspetto che possa interessare la squadra.
Chi è un Collaboratore Logistico? Colui o colei che esegue ciò che il Team Leader pianifica.
Cosa deve fare? Essere operativo o operativa 24 ore al giorno. Guidare i mezzi federali, provvedere al rifornimento, caricare e scaricare le canoe, mettersi a disposizione per riprese video. Conoscere gli atleti da riprendere. Collaborare a risolvere eventuali problemi attraverso l’esperienza e la conoscenza diretta della realtà.

Caro Nello,  non è questione di pensare male è solo il fatto di chiedersi a quali basilari principi di ruoli il team leader e la collaboratrice logistica si ispirano! Io i miei li ho scritti, mi piacerebbe conoscere la loro idea e il loro background… che in realtà conosco e che posso tranquillamente affermare che è lontano dalle mie e credo comuni idee sui ruoli ricoperti.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi


P.S. per Skillo – i posti a disposizione sono 6 e non 3 per il ranking ICF, ma l’organizzazione inserendo la gara in calendario internazionale non mette limite alla partecipazione fuori dal ranking visto che si tratta di Slovak Open.  Ovviamente concordo con le tue proposte, ma evidentemente abbiamo concetti vecchi e obsoleti.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: renzo monelli - Agosto 06, 2009, 09:35:28 am
Veniamo alla gara di Bratislava e alle convocazioni in questione.   
Parto dal presupposto che a Bratislava ci siano solo tre posti per categoria,
in questo caso credo che sulla carta quelli siano gli atleti aventi diritto ad occuparli.
In pratica sono d’accordo con te che portare su una pista “nera” chi non è ancora pronto equivale troppo a certe pericolose cerimonie tribali d’iniziazione per non essere considerata come una scelta sbagliata.
Meglio sarebbe stato iscrivere alla gara solo chi è davvero in grado di parteciparvi con padronanza di tecnica e dirottare buona parte degli atleti che vedo ora convocati verso lidi più miti e per più giorni.

Ovviamente marchiano è l’errore di porre termine ad una adeguata attività giovanile proprio nel periodo più propizio alla frequentazione di fiumi, canali e campeggi da parte degli studenti liberi dagli impegni scolastici.

Un gruppo di coetanei, un adeguato luogo di pratica, un numero sufficiente di tecnici (anche “uno” è un numero) e un cospicuo quantitativo di giorni ad essi dedicato: questa è una ricetta base buona per ogni vivaio di cui ci si volesse davvero interessare fattivamente.

La notizia è vecchia di trent’anni ma ostinatamente reitero l’informazione: i campeggi estivi sono economici, funzionali e amatissimi dai ragazzi.
Certo che agli adulti piacciono meno, siamo d’accordo, ma volete mettere la gioia dei ragazzi che saltano fuori dalle tende e corrono a mettere in acqua le canoe trascorrendo intere giornate a vivere il fiume a 360°? E poi si vive tutti insieme aiutando tutti a fare tutto.
Le stoviglie le farei lavare a turno ai ragazzi ma se ci fosse anche qualcuno convocato apposta per alleggerire la voce “vitto” del raduno e che si occupasse quindi di approntare colazioni, pranzi, merende e cene non sarebbe per nulla male. Quella si che sarebbe una buona occasione per convocare anche un parente senza quasi dare l’impressione di voler fare degli sfacciati nepotismi.


Totale identità di vedute; così secondo me si dovrebbe fare per avere non solo una progressione geometrica delle varie abilità ma anche una progressiva abitudine al soccorso reciproco con una diminuita percezione delle difficoltà e una grandissima immedesimazione col fiume e col gruppo. Così si potrebbe definire il "senso di appartenenza" che, a mio parere, ai giovani serve e fa solo bene non solo per il kayak ma anche per la vita, se il gruppo è solido e sano.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 26, 2009, 03:10:09 pm
Caro Nello,

 devo rivedere la mia posizione sul ruolo e sulla funzione del Team Leader, in effetti la mia era una visione decisamente antiquata, in realtà un vero Team Leader deve avere le seguenti caratteristiche:

1.   essere presente sul percorso di gara durante gli allenamenti assumendo quell’aria distaccata e sorpresa nel vedere tante canoe scendere assieme un percorso di slalom. Dall’espressione si capisce che si sta chiedendo: ma dove sono e che cosa stanno facendo tutte queste persone attorno a me?
2.   fondamentale è poi non aver contatto con nessun altro di pari rango di altre nazioni. I segreti di come conquistare il mondo devono rimanere tali sia agli altri che allo stesso team leader;
3.   vestirsi in maniera vistosa dando spazio a t-shirt che ricordano probabilmente  viaggi in America del sud. Luogo famoso per musei e reperti storici;
4.   il team leader ricorda spesso e volentieri agli atleti il suo merito nell’averli portati a gareggiare in nazionale;
5.   l’anonimato per un vero team leader è fondamentale quindi si consiglia di portare sempre occhialoni da sole e orologio tipo “Rolex” in acciaio;
6.   tra una sigaretta e l’altra si può ingannare il tempo con una fresca e meritata pivo locale nel baretto che inevitabilmente c’è su ogni campo di gara;
7.   fino a quando c’è è buona educazione tenere compagnia alla collaboratrice logistica visto che anche questo ruolo può servire come no, in relazione al luogo;
8.   il team leader gode quando è chiamato a dirigere il traffico prendendo la funzione di semaforo;
9.   il team leader si presenta al consiglio di gara scortato dal C.T. che a sua volta è supportato dal Tecnico di settore. Trova un posto a lato e, sempre mantenendo l’anonimato, cerca di carpire l’argomento della riunione: dopotutto l’inglese non è una lingua neo-latina e le similitudini con il capitolino sono effettivamente poche. Si rende conto che è finito quando tutti si alzano in piedi e lasciano il posto, lui perplesso li segue;
10.   il team leader è colui che a metà gara lascia il gruppo e si affretta a tornare a casa specialmente quando ci sono due atleti in finale… il grosso del lavoro è stato fatto e quindi cosa serve restare?
11.   dimenticavo! Il team leader è colui che si tiene aggiornato leggendo CKItalia e lo si capisce dal fatto che non saluta chi scrive del team leader!

Vedi Caro Nello, nella vita c’è sempre da imparare –
Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: nellokayak - Agosto 27, 2009, 03:18:46 pm
Guardo, ascolto, leggo e cerco di imparare!
Speriamo che non sia troppo tardi!
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Ottobre 02, 2009, 10:49:11 pm
Non facciamo in tempo a girare l’occhio ed eccoci  presi di sorpresa con convocazioni assurde, poco pubblicizzate, che non meritano, neppure da un ufficio stampa federale, alquanto deficitario ed impreciso, una notiziola sulla home page.
Mi chiedo con quale principio oggettivo, con quale motivazione tecnica, con quale progetto futuro si possano diramare certe convocazioni.
Non c’è una logica che sia una. Non c’è uno staff tecnico unito che cerca di portare avanti un lavoro chiaro e definito. Non esiste connessione tra gli atleti convocati, si va tanto per andare! Ma finita una stagione, e tutti sappiamo com’è andata, non è il caso di fermare le bocce e mettersi attorno ad un tavolo e ragionare sul futuro? Fare un bagno di umiltà e ammettere  che è stato un fallimento, sarebbe più corretto!
Perché si vuole proseguire su una strada che da 5 anni non porta nulla se non tanto malcontento con notevoli spese per tutti?
Tra i kappa uno si mettono assieme junior e  U23, con atleti evoluti che a sua volta cercano un loro rilancio. Il buon Romeo, campione europeo 2008 U23, non è stato considerato per tutta la stagione, ha fatto una serie di gare nel 2009 disastrose e ora ritorna in auge con un pseudo raduno-gara. Due under con tre senior e in mezzo uno junior che passa senior. Domanda ma gli altri senior, junior e U23 cosa fanno perché non sono stati convocati? Spiegateci la logica! Avrebbe avuto più senso, se mai ci fosse stato un senso, affrontare questa trasferta, in questo momento così critico per la canoa slalom italiana, portando gli junior che nel 2011 avranno  i campionati europei. Il canale è molto impegnativo e ci vuole tempo, lavoro e tanta pazienza per cercare di portare a casa qualche risultato. O forse gli junior non interessano? Certo lo si potrebbe dedurre anche dal fatto che nella relazione trimestrale del presidente si ignora completamente l’oro conquistato dai nostri atleti ai Campionati Europei! E non mi si dica che la ragione è che il prossimo anno in questo canale ci sarà una gara di coppa del mondo… non si prepara una gara di coppa del mondo visto che questa serve, normalmente, per avvicinarsi al mondiale. Quindi meglio puntare a raduni e gare a Tacen e meglio ancora Bratislava visto che ci si giocherà la qualificazione olimpica nel 2011.
E il tecnico dei kappa e il tecnico delle canadesi  perché non sono stati convocati? Forse il commissario  tecnico – tornato ad essere appellato con questa dicitura – non ritiene necessario avvalersi della loro collaborazione, tra l’altro ben pagata? Di donne ne è rimasta una i C2  sono due, l’investimento sul C1 è già finito?
Ma dove bisogna arrivare per capire che proprio non ci siamo?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi   

                                                             Congratulazioni a Rio 2016!
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Ottobre 07, 2009, 04:47:36 pm
L’eremita Pietro del Morrone, futuro papa Celestino V, nacque probabilmente a Sant’Angelo Limonano in Molise nel 1209. Fu fatto papa il 29 agosto 1294 e si stabilì a Napoli seguendo il re angioino Carlo II. L’unico suo atto che si ricordi fu la bolla pontificia per permettere ai papi di abdicare. Non passò molto  tempo  e prendendo alla lettera l’editto  il 13 dicembre, dello stesso anno in cui fu nominato al soglio pontificio,  abdicò.
Ponzio Pilato era un procuratore romano della Giudea nominato dall’imperatore Tiberio nel 26 d.C. e tutti sappiamo perché è diventato famoso.
Dante, il sommo poeta,  non ci fa capire bene se incontra con Virgilio nel terzo canto dell’Inferno, anzi nel vestibolo, Celestino V o Ponzio Pilato,  ma è chiaro di chi sta parlando: degli ignavi cioè di coloro che nella loro vita non hanno preso una decisione, non hanno saputo prendere posizione. La loro filosofia era quella di stare nel mezzo, restare neutri. Come Virgilio ci spiega bene:

“Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
…”
Dio o chi per esso  ti ha dato una testa per pensare per agire per avere quel coraggio che alimenta lo spirito e l’anima. L’unico punto che, pur lasciandoci animali, non ci paragona alle bestie.

“Questi non hanno speranza di morte
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidiosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.


Ma chi sono io per aggiungere anche una sola virgola a quello che Dante, con una potenza capace di far esplodere mille montagne,  ci fa capire e con cui ci spinge oltre ogni inimmaginabile confine? La poesia non è solo nella penna di chi scrive, ma è anche nelle orecchie di chi ascolta.  Se solo sentirete un sussulto  dentro di voi sarà sufficiente per non rischiare di restare in quel antinferno:
“…
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
 
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: maurizio bernasconi - Ottobre 08, 2009, 12:51:16 am
Ti rispondo perché mi sembri un eremita che parla nel deserto. Siccome anch'io faccio partime l'eremita, dalla mia duna grido qualcosa io pure, in questo megafono per solitari agli antipodi. Così facciamo un coro di anacoreti. Dar contro a Dante... come si fa, chi osa? Ben prima dell'Alighieri qualcun'altro aveva detto che a Dio non piacciono i tiepidi, insomma era cosa risaputa da mo'... ma caro Ettore, quanti sono quelli che davvero vivono? Non puoi pretendere nulla con la forza della ragione e gli insulti (soprattutto la ragione non funziona). La maggioranza è addestrata a rispondere a segnali codificati assai schematici. Le faccende dell'anima bisogna vedersele per conto proprio, nel raccoglimento dei gabinetti chimici, sulla propria tazza, sul buco nella sabbia, sul pitale del nostro privatissimo cranio, sull'ostensorio, nel pozzetto, a seconda. Potere e commercio usano il linguaggio giusto. Carezze, minaccie e scontatissime prese per i fondelli. Ma sono intrattenimenti inumani. Meglio starne fuori. Giudicare gli altri è poi impossibile ed è stata avanzata anche l'ipotesi che in realtà gli altri neppure esisterebbero. Se voglio vedo gli antichi fiumi fra una duna e l'altra. Ti piacerebbero. Sono tutti fiumi di quarto continuo, fin troppo tersi. Ma studiando la tesi di Pavel Florenskij (matematico e prete ortadosso) sulla teoria della discontinuità devo puntualizzare (perdio: puntualizziamo, che è gratis) devo puntualizzare che un quarto continuo non può esistere per definizione, infatti a più ripresse, anzi a infinite riprese, si aprono breccie nell'apparente regolarità del flusso tali da costituirsi in paradisi di oceano dolce sicché il canoista pronto a capire vi si può gettare, può constatare, stare, e da lì, a suo gusto, può rituffarsi in corrente e riuscirne, ad libitum, a scorno eterno dell'indeciso, del pavido, dell'estraneo a se stesso, [solo per la rima] del fesso (fesso= fissurato, diviso, disunito, come le chiappe dei francesi, nota a beneficio degli etimologisti). Ti prego di non abbandonarti al delirio dei profeti come io ho fatto. Contimua invece a raccontarci di Peter Sodomka, di Bournie, di Sattler e altre storie. Grazie Mau       
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Ottobre 10, 2009, 08:44:38 am
Devo sottolineare che questi due interventi NON rappresentano la media della cultura e dell'intelligenza proprie del mondo della canoa italiana.
Queste due ottime penne della pagaia, e il manico si vede, sono distanti anni luce dalla media nazionale cui, come recita una famosa frase tipica della zona del Grappa, "l'ignoranza ha mangiato l'intelligenza".
E' un controsenso perchè in loro la comprensione dovrebbe essere massima, ma purtroppo tale è la realtà: armati di cotanti mezzi si fa fatica a comprendere l'altrui non-logica.
Sebbene con mezzi inferiori e quindi più adatti, pure io stento a tener dietro alle scelte federali e ai ragionamenti che le hanno determinate, ma ho ancora una residua speranza data dalla supposizione che la stagione termini con questo raduno di metà ottobre e che i passi eventualmente decisi dal Presidente o dal Consiglio debbano ancora entrare in vigore.
Attendo quindi di conoscere le decisioni e le scelte per il prossimo anno nella flebile speranza che ci sia un maggior lume tattico-strategico ad illuminare la strada dello slalom.
Non mi aspetto nomi nuovi, sarebbe troppo, ma confido che qualche mente si illumini e si sollevi almeno a metà strada tra l'Homo pagaiantis e le quote raggiunte dai nostri due eccelsi forumisti.

A presto.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: maurizio bernasconi - Ottobre 10, 2009, 11:59:25 am
Caro Skillo, alla luce di ciò che posso conoscere solo attraverso il forum c'è una cosa che io non so ed è questa: Perché Baron occupa quella posizione? Perché non pare possibile una sua rimozione? Per quale meccanismo (chiaro o oscuro che sia) egli sta ancora lì? Trovo giusto che Buonfiglio eviti la polemica su internet e risponda con i fatti, ma la spiegazione alla mia domanda chi potrà darla dunque? Ciao Mau
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Ottobre 12, 2009, 10:40:42 pm
Caro Maurizio,
la risposta è già nella tua domanda: i fatti.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Ottobre 22, 2009, 12:00:26 am
Nessun dorma!... Tu pure, o Principessa,
Nella tua fredda stanza
Guardi le stelle
Che tremano d'amore e di speranza
la speranza era che chicchessia potesse  rendersi conto dello stato della canoa bianca – rossa – verde, ma,  anche le stelle, che tremano d’amore per questa passione,  sembrano spegnersi  sulla poca acqua che caratterizza in questa stagione i corsi d’acqua.
L’eroico Calif, pur risolvendo i tre enigmi che avevano ucciso tanti spasimanti della bella ed incantevole Turandot, accetta di svelare il suo nome e ricasca in una trappola forse mortale.
Gli enigmi della canoa però non sono stati risolti rimangono tali e si rafforzano anche a fronte degli ultimi risultati in terra di Olanda, dire che l’avevamo detto ci sembra del tutto superfluo.
Ora, vendere un quinto posto con: “… Tra gli altri azzurri, riscontri positivi nel K1 donne…” ci sembra eccessivo.
La nostra donna è passata da un 31,6% di distacco dal primo K1men della qualifica al 44,8 della semifinale, per finire al 52,7 % in finale. Con questi distacchi non riusciamo neppure ad entrare in acqua ad un campionato del mondo! Tanto più che le prime due, le uniche di valore presenti, sono rimaste nelle percentuali di distacco che normalmente si registrano e cioè tra il 12 e il 14%. Dico ciò perché qualcuno potrebbe sostenere la tesi che le caratteristiche del percorso dei tulipani  mettono più in difficoltà proprio il settore in rosa. Cosa che in realtà non è, per atlete preparate a dovere. Terminati i campionati del mondo a metà settembre, la nostra rappresentante ha partecipato agli italiani vincendoli, vista la rinuncia forzata per malattia di Cristina Giai-Pron e poi, giustamente, ha pensato di recuperare il tempo perduto buttandosi a capofitto nei suoi studi universitari. Come giustamente altri atleti hanno fatto. Certo l’allenamento specifico non è stata la prioritaria preoccupazione
Nel settore kayak maschile la lotta è stata fra i  francesi Combot, Daille e l’atleta di casa Bouten. Il primo ha vinto la qualifica, il secondo la semifinale e il terzo la finale. La gara ha visto alla partenza 39 partecipanti; dei sei italiani iscritti 4 hanno passato il primo turno e 2 hanno raggiunto la finale con un distacco poco inferiore al 4%. Ad un campionato del mondo si entra in una finale da 10 con una media di distacco dal vincitore pari ad un 2,10%. Variopinta la presenza italiana in questa categoria. Avevamo due atleti di esperienza che, dopo l’Europeo e  il mondiale del 2006, sono spariti dal circuito internazionale e questo dovrebbe far pensare non poco al calo di livello che questo settore complessivamente ha avuto in questi ultimi tre anni. Una caduta verso il basso senza paracadute fatta eccezione per un Daniele Molmenti che, vista la mal parata, ha preso la via dell’autogestione. Attualmente è in Cina su invito della federazione cinese ai giochi asiatici. 
I due U23 sono giovani atleti con un potenziale importante che però si trovano costretti  a dimostrare in continuazione le loro abilità. L’altotesino pagaia con uno stile vecchio e gareggia con una canoa che certo non lo facilita a fare il passaggio alla nuova tecnica. L’isolamento in cui si trova è la conseguenza del suo stile, poco redditizio per i tempi moderni. Il lombardo, che di abilità ne ha da vendere, non concretizza il suo gesto specialmente nei cambi di ritmo e subisce la pressione di gareggiare per dover dimostrare. Lo junior passerà senior nel 2010, vive e si allena a Subiaco e non sarà facile per lui cercare il salto di qualità nell’anno più critico e decisivo per un atleta, se l’aiuto federale rimane quello degli ultimi cinque anni.  Alla cinquina si è aggiunto il campione europeo U23 2008 che, come ho già avuto modo di sottolineare, anche in Olanda è rimasto in linea con lo stile che in negativo lo ha contraddistinto per tutto l’anno.  Prendo come esempio lui perché è emblematico e i tecnici lo possono ben capire. Cerco di spiegarlo per chi viceversa non è così addentro. Considerate il fatto di avere un cavallo da corsa, fisicamente dotato, dalle buone leve. Un cavallo che non lesina  fatica e, se guidato e stimolato, può regalare belle prestazioni. Ogni mattina, il cavallo da corsa,  lo dovete strigliare, lo fate uscire dalla sua stalla, lo prendete sotto la vostra ala e iniziate a lavorare. Nulla di strano per un allenatore, normale routine… per un Allenatore professionista! Ora il buon Romeo è sicuramente un atleta da finale, poi,  prendere una medaglia spetta a lui farlo, mentre è compito e responsabilità di un sistema portare gli uomini in finale.

I C2 non hanno avuto una grande concorrenza e la  vittoria e il terzo posto, arrivati rispettivamente con un  23,59% e 27,03% dal primo K1 men, non ci fanno dormire sonni tranquilli per questa specialità.  Si pensi che per una medaglia ai mondiali i C2 rimangono tra l’11 e il 13%. Si consideri anche il fatto che i due equipaggi italiani sono entrati in finale con salti di porta, cosa decisamente improponibile in una qualsiasi gara internazionale di livello. Ciò mi offre  l’occasione per sottolineare che in effetti al Dutch Dream non si sono presentati molti atleti e gli stessi organizzatori non sembrano aver dato molto risalto ed importanza all’avvenimento.

La notte per noi è ancora buia e profonda ma speriamo che presto si possa dileguare per portare luce e speranza nella canoa italiana.

Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi








Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Ottobre 22, 2009, 10:30:32 pm
Faccio i miei complimenti a Camporesi e Ferrari che hanno avuto una stagione davvero ricca di crescita tecnica e di soddisfazioni, così come noi tutti si è sperato (e pronosticato  ;)).
All'analisi di Ettore vorrei però aggiungere un paio di cose.
Come tutti noi sappiamo ci sono gare alle quali si punta, gare alle quali non si partecipa e gare che capitano in momenti della stagione nei quali l'importanza del risultato della gara, quindi l'impegno specifico che le si dedica, è minoritario rispetto ad altri aspetti.
Col raggiungimento di una certa maturità agonistica si capisce che ogni stramaledetta gara lascia un indelebile segno nero su bianco, comunemente chiamato classifica, cui qualcuno darà peso ben diverso da quello che magari l'atleta si aspetterebbe.
Va quindi di conseguenza che ogni gara andrebbe affrontata col massimo dell'impegno oppure evitata con tutte le forze.
In talune circostanze è molto meglio scegliere di far vincere gli avversari "solo perchè io non c'ero" piuttosto che rischiare le conseguenze di una sconfitta; chi leggerà le classifiche non potrà che astenersi dal fare confronti "scomodi" per qualche atleta.
Così, tra le gare cui bisognerebbe pensare bene se partecipare, ci sono quelle di scarsa o nessuna importanza, disertate dalla maggior parte degli atleti importanti, e che magari sono alla fine di una preziosa settimana di acqua mossa trascorsa a sperimentare alcune cose sulle quali poi costruire buona parte della preparazione invernale. 
Io non so e non posso sapere come abbia deciso di affrontare trasferta e gara ogni testa della compagine italiana in terra d'Olanda ma sicuramente qualcuno di loro ha dedicato molte ore all'acqua mossa per cercare di portare a casa preziose informazioni sulle quali costruire tecniche e allenamenti per il prossimo anno e, si sa, se ti concentri molto su certe cose, altre poi rischiano di andare male
Ripeto che le gare vanno affrontate col massimo dell'impegno o evitate con tutte le forze, ma molte volte gli atleti non riescono ad usare certi mezzucci; scelgono la via dell'onore e accettano ciò che ne consegue.
Un applauso a tutti gli atleti e un sincero "in bocca al lupo" per il 2010.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Ottobre 27, 2009, 07:53:25 pm
Ci ri-siamo: per risolvere i problemi che cosa ci inventiamo  questa volta? Dal cilindro del mago che cosa uscirà? Un coniglio? Una colomba? No! Questa volta esce  una bella Commissione Nazionale Slalom che,  come tutte le commissioni messe in esser in questo ultimo quinquennio non porterà a nulla se non  a deresponsabilizzare il singolo. Un esempio su tutte: quella per i campi di gara che avrebbe dovuto realizzare progetti di canali artificiali praticamente al nord, al centro e al sud, ma il risultato lo conosciamo un po’ tutti.
Veniamo alla novità di questo fine  ottobre, una commissione con temi ben precisi da affrontare con determinazione da otto illuminati che sono chiamati a fare quello che da sempre avrebbero dovuto fare il commissario tecnico e il referente politico.
Ecco le funzioni della neo nata Commissione Nazionale Slalom:
1) proposta di calendari gare nazionali-interregionali, annuali/pluriennali, armonizzati con le date di
eventi internazionali (ICF, ECA, ed altri di particolare rilievo in continenti diversi);
2) esame e discussione della proposta di attività tecnica annuale predisposta dallo staff tecnico (criteri generali, criteri di selezione, criteri di assegnazione contributi barche, criteri di assegnazione premi medaglia e altri premi per sostenere l’impegno, criteri per contributi gare);
3) esame e discussione proposte di attività giovanili in modo che siano coordinate e non concomitanti tra loro e le altre proposte nazionali ed internazionali;
4) esame e proposte modifiche al codice di gare;
5) esame e proposte modifiche allo statuto federale;
6) promozione della canoa slalom, in quanto attività olimpica, particolarmente presso
tutte le società praticanti la Canoa Acqua Mossa, predisposizione sostegni tecnici per le realtà in
difficoltà;
7) collaborazione con il Centro Studi e Formazione federale per incentivare la nascita di
“scuole di Canoa Slalom” in tutto il territorio nazionale;
8) interazione con gli organismi internazionali (ICF, ECA) per fruire delle opportunità offerte ed eventualmente per collaborare alle attività (campi scuola, rapporti con tecnici o con iniziative tecniche, ecc.) future;
9) Programmazione, insieme agli altri settori, per l’assegnazione delle dotazioni alle squadre nazionali (abbigliamento di rappresentanza e tecnico);
10) creazione di un gruppo di lavoro con funzioni di coordinamento Nazionale dell’Attività
Giovanile Slalom, il quale dovrà: programmare e realizzare un’attività di promozione e di sviluppo della specialità nel territorio, presso le società e in collaborazione con i Comitati/Delegazioni Regionali; predisporre un programma di attività tecnica nazionale, che sarà proposto alle società di slalom, coinvolgendo i Comitati Regionali; verificare l’armonizzazione del programma di attività nazionale giovanile con le altre attività di settore, evitando la concomitanza con le altre proposte regionali e internazionali; organizzare e gestire l’attuazione del programma, coordinando le Società, i
Comitati/Delegazioni Regionali, i Tecnici e tutti i soggetti presenti nel territorio attivi e disponibili ad
operare in sintonia con il gruppo di lavoro.

Allora viene spontaneo chiedersi, ma in questi cinque anni tutto questo lavoro non è stato fatto perché mancava “l’uovo di Colombo” e cioè  la Commissione? I 10 punti – che hanno tanto dei 10 comandamenti – non sono altro che la normale routine di un lavoro progettuale che il settore da sempre deve fare e portare avanti. Non c’è nulla di nuovo in tutto ciò.

Inoltre la delibera prosegue:

Tale commissione sarà composta dal Presidente Federale Luciano Buonfiglio; dai Consiglieri Federali:
Emanuele Petromer, Hansjorg Mayr, Fabrizio Proietti Mercuri; da una rappresentanza dello Staff tecnico Slalom: Mauro Baron (C.T. e responsabile Sq. Elite/Senior), Mario Veronesi (responsabile Sq. Junior + Giovani speranze); dai Responsabili dei Centri Riferimento Tecnici Territoriali Slalom: Marco Caldera (Ivrea + Coordinamento nazionale), Claudio Camporesi (Emilia-Romagna).

Ora a questo punto non cambia assolutamente nulla perché tutti i rappresentanti della Commissione - già molti responsabili di diversi settori - avrebbero dovuto da sempre essere operativi a tale riguardo. Ripeto: i  10 punti devono essere sviluppati da un Commissario Tecnico  che per definizione ha proprio questa funzione: coordinare e proporre  idee,  progettare con lungimiranza calandosi nella nostra realtà, seguire gli sviluppi e aggiustare in corsa eventuali mancanze o deficienze. Ha la responsabilità di scegliere un proprio staff tecnico con cui lavorare e a cui delegare le varie funzioni, con il chiaro dovere di rispondere delle proprie scelte, rispettando gli obiettivi definiti  dallo stesso organo politico federale che a sua volta  è stato delegato dalla Assemblea Generale a fare tutto ciò. A questo punto è ovvio che questo lavoro non può essere il frutto del lavoro di una  Commissione. Il motivo è abbastanza semplice: solo così si può valutare il lavoro e le proposte, solo così si responsabilizza un ruolo  e soprattutto si ha la libertà di cambiare nel momento in cui questo non funziona. Viceversa cosa si fa se – come presumo – le proposte fatte e l’attività svolta non portano a nulla? Si mandano a casa 3 consiglieri un presidente e un altro gruppetto di presunti tecnici? Assolutamente no, ma a quel punto arriverà lo scarica barile e la responsabilità delle scelte fatte saranno di nessuno, ma colpa della pioggia acida del deserto dei Tartari!
In nessun altro sport queste responsabilità vengono delegate alla Commissione che in questo caso  specifico poi ha anche il compito di votare in consiglio le loro stesse proposte tecniche. Una incongruenza gestionale! Controllori  e controllati! Perfino all’interno della stessa nostra Federazione non si agisce ovunque così. Perché allora non costituire una Commissione Velocità, Maratona, Polo, Discesa?
Forse perché lo Slalom ha dimostrato in questi 5 anni di non essere in grado di gestire come gli altri settori il proprio? Se è così a casa tutti e si cambia, non si devono fare Commissioni. Ripeto è più corretto riconoscere i propri errori – ma una relazione tecnica sull’attività svolta verrà mai pubblicata, spiegando eventualmente su quali fondamenti tecnici, gestionali viene svolto il lavoro?
Vi immaginate riunire otto persone  e dibattere 10 punti? Già il fatto di trovare libere questi otto contemporaneamente nello stesso tempo non sarà impresa facile, tanto è che alla prima riunione, che avrebbe dovuto svolgersi a Valstagna il fine settimana scorso,  è stata disertata: per impegni personali!

Del. nr.165/09 Commissione Nazionale Slalom
La delibera posta in votazione viene adottata all’unanimità con n.11 presenti e n. 11 voti a favore.


Ma l’importante è essere tutti d’amore e d’accordo.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Ottobre 28, 2009, 08:44:28 am
E' assolutamente italian style, dico, mettere su una commissione per far fronte ad un casino è assolutamente italian style. Non ci piove. Facciamo così in politica e funziona benissimo, perchè non farlo nella canoa?
Invece di mandare a casa qualcuno o di fare sacrosanti mea culpa si reimpasta amalgamando colpevoli e più colpevoli con qualche buon elemento e si stende un pastone uniforme che copra tutto e tutti e che leghi tutto e tutti in una specie di fratellanza da tutti-o-nessuno.
E chi mai potrà poi essere indicato come colpevole di qualcosa?
In questo modo sono centinaia i politici che continuano a fare salti e rimbalzi pur restando sempre e comunque dove sono, perchè non dovrebbe funzionare anche a livelli inferiori?
Sarebbe facile cadere nella tentazione di divenire forcaioli e rivoluzionari ma resisto nel mio fermo proposito democratico e cerco ancora la discussione benchè critica e a volte, mi rendo conto, polemica fin quasi al fastidio.
E quindi insisto: perchè Baron è lì dov'è?
Perchè non gli si trova un successore seduta stante e non lo si restituisce al suo mondo con tanto di onori e tappeti rossi? Dite che c'è bisogno di aspettare la fine del mandato? Forse avete ragione; se c'è arrivato G. W. Bush ...

E chi ci mettiamo poi?
Allora facciamo un elenco dei nomi papabili, io metto quelli che mi vengono in mente e poi, spero, qualcuno ne metterà altri.

Ettore Ivaldi è ovviamente il primo della lista perchè è intelligente, preparato (se non preparatissimo), ricco d'esperienza e ha tutti i numeri per ricoprire quella carica.

Pierpaolo Ferrazzi. Sicuramente meno simpatico (non volermene Pierpa) ma strablasonato e altrettanto capace di ricoprire con autorevolezza e capacità il ruolo di C.T.

Roberto D'angelo, sebbene impegnato con la Grecia e con un passato tempestoso tra le patrie pagaie, resta indiscutibilmente un uomo di grande intelligenza e probabilmente ora in possesso della pacatezza necessaria a far prevalere l'obiettività e l'umanità che "allora" gli difettarono.

Ci sono altri nomi che potrei citare e anche se sono personaggi che non hanno esperienza e/o capacità tecniche del livello dei tre soprastanti, potrebbero comunque provare a ricoprire la carica di CT ottenendo risultati migliori di quelli oggi ottenuti e credo che tra questi il nome più rappresentativo potrebbe essere quello di Hansioerg Mayr.

Poi ci sarebbero personaggi non italiani ma io, sinceramente, non amo l'idea di un CT straniero mentre invece potrei condividere l'idea di uno straniero tecnico di settore (per esempio nelle canadesi).
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Novembre 05, 2009, 07:03:02 pm
Ancora una volta un calendario gare senza nessuna logica tecnica, mi chiedo se le date vengano messe a caso – su modelli prestampati – oppure se qualcuno sia ancora convinto di aver messo a punto una programma che rispecchi le necessità dei nostri atleti.
Sono venuto a conoscenza  del calendario gare di slalom il 29 ottobre, che esce evidentemente, da quanto presentato,  dal consigliere responsabile del settore slalom all’ultimo consiglio federale (16/17/18 ottobre 2009) e approvato dalla delibera n.° 191/09.

Ho riflettuto molto per pianificare il programma in relazione al calendario uscito e approvato, ho aspettato anche che l’ICF mettesse a punto il calendario internazionale, ho cercato di capirne il significato recondito, ho riletto diverse mie annotazioni fatte nel passato al riguardo, ho ripensato alle osservazioni espresse più volte ai consiglieri federali, sul forum di CKItalia, sul mio blog (http://ettoreivaldi.blogspot.com/) e personalmente.

Alla fine siamo ricaduti sulle stesse problematiche.

La prima osservazione nasce dal fatto che non si è pensato minimamente a far partecipi le  società, i tecnici e gli atleti  alla stesura dello stesso calendario. Magari sentire un minimo di parere dai diretti interessati non sarebbe stata  una cattiva idea, chiedere poi di organizzare un incontro per discutere la stagione passata presentando quella futura, in effetti forse sarebbe stato chiedere troppo.  Mi chiedo: ma dov’è il famoso motto del presidente dove si diceva che  i tecnici avrebbero avuto modo di confrontarsi a scadenze regolari di tre mesi? Dov’è la condivisione del progetto comune?

Nello specifico:

1. l’attività giovanile – allievi, cadetti, ragazzi -   è rilegata a 8  gare di cui ben 5  da marzo a maggio, una gara in luglio, una  gara in agosto e una  gara in settembre.  Partiamo dal presupposto che le gare in età giovanile sono  l’elemento trainante di crescita sotto ogni punto di vista.  Momento di gioia, di scambio di esperienze e  ovviamente di  crescita tecnica. Sappiamo anche che i giovani vanno a scuola fino a metà giugno e che il periodo marzo-maggio è decisamente cruciale per interrogazioni, compiti in classe, verifiche. Risulta quindi difficile eventualmente unire ad  una gara magari qualche giorno di allenamento o raduno su un fiume, visto che la preoccupazione maggiore diventa quella di rientrare velocemente a casa.  E’ con il cuore affranto che constato che non c’è nessun tipo di collaborazione e stimolo fra canoa  e scuola. Tant’è che molti atleti della squadra junior e giovani speranze hanno avuto un rendimento scolastico molto modesto se non, in alcuni casi, decisamente negativo con bocciature o gravi lacune. Ora se è vero che lo sport forma gli uomini del futuro è altrettanto vero che lo sport deve dare la possibilità ai nostri giovani di completare il ciclo scolastico nei tempi prescritti e soprattutto offrire loro l’opportunità di aprirsi strade alternative che nascono solo dalla scuola oggi e dall’università domani.  Bisogna premiare anche chi a scuola prende bei voti e che contemporaneamente ha buoni rendimenti sportivi. Viceversa bisogna dare un supporto scolastico e culturale a chi trova difficoltà ed ostacoli nel binomio scuola-canoa. Con questo calendario certo non si collabora attivamente. Pensare oltre in effetti, per questa attuale realtà, ci sembra eccessivo.

2. Nel calendario gare non sono minimamente citate le categorie esordienti. Che cos’è di loro? Potranno parteciparvi con le giuste ed adeguate cautele? 

3. Tutte le competizioni Allievi, Cadetti, Ragazzi sono aperte a Junior, Senior e Master c’è da chiedersi dove queste gare verranno disputate visto che ci sembra una incongruenza far gareggiare sugli stessi percorsi categorie così distanti fra loro. O si compete su percorsi troppo facili, quindi per Junior e Senior ha poca valenza, oppure l’opposto e cioè i percorsi per Allievi, Cadetti e Ragazzi diventano troppo complessi per permettere una crescita sportiva adeguata.

4. Il settore Junior ha i campionati del mondo la seconda settima di luglio e i campionati europei molto probabilmente la prima settimana di agosto – date da confermare - Le selezioni verranno fatte il 24 e 25 aprile e il 23 maggio. Quest’ultima gara aperta alle categorie giovanili. Dulcis in fundo il campionato italiano junior il 30 maggio. Non mi sembra corretto fare le selezioni della squadra junior in questo periodo per i seguenti motivi:

a) Ai mondiali mancheranno tre mesi e  quattro agli europei. Selezioni quindi troppo distanti dagli appuntamenti che contano. Così facendo si impedisce ad un gruppo maggiore di atleti di poter proseguire la preparazione con obiettivi importanti e stimolanti; tanto più che  non stiamo parlando di numeri elevatissimi, quindi vale la pena tentare di far crescere più giovani possibili con esperienze allargate fino a ridosso degli appuntamenti internazionali importanti.
b)le selezioni ad aprile non permettono  a queste categorie di prepararle al meglio: siamo all’inizio della stagione e in un periodo decisamente importante sotto il profilo scolastico; 
c) Prima delle prove di selezione sostanzialmente non c’è nessuna gara nazionale di livello se escludiamo tre gare che vengono disputate con le categorie giovanile e due di queste sono Bologna – acqua completamente ferma e piatta – e Subiaco – percorso decisamente facile considerando poi che i mondiali si fanno su un tracciato  impegnativo, per non parlare degli europei;
d) due gare di selezione sono in concomitanza con le gare di selezione senior e una con le categorie giovanili. Mi sembra che l’incongruenza sia evidente a tutti!
e) Il campionato italiano dovrebbe costituire il massimo appuntamento stagionale dell’anno per uno junior. Bisognerebbe offrire a loro l’opportunità di utilizzare al meglio il periodo estivo per prepararsi e per  migliorare. Al termine di questo cammino stagionale il campionato che è sicuramente una grande stimolo sia per il singolo sia per la Società. Il 30 maggio è una data decisamente fuori luogo per tutte le motivazioni già sopra esposte e che non ripeto per non annoiare il lettore.  Diventa ancora più assurdo perché per la categoria senior il campionato italiano, giustamente, viene inserito la settimana successiva al massimo appuntamento internazionale stagionale. In questo modo anche i senior che non parteciperanno al mondiale hanno la loro possibilità di preparare gli italiani e mettersi a confronto con gli atleti reduci dal mondiale. L’esempio chiaro è quello della stagione appena trascorsa che ha rimesso in moto e stimolato atleti che sembravano essersi persi nell’oblio di qualche girone dantesco.

5. Se viceversa analizziamo il calendario per un atleta senior ci rendiamo conto che offre pochi spunti di interesse per atleti di livello: otto gare con le categorie giovanili su 14 in totale.  Partiamo però dal presupposto che molte gare nazionali vengono boicottate dagli atleti d’elite  per scarso interesse, mentre nei campionati italiani, dove la posta è alta, l’interesse cala da parte degli atleti di secondo piano – si veda il campionato italiano slalom a Ivrea 2009 con 32 partenti. A questo punto non sarebbe male inserire e creare il famoso ranking per stimolare i giovani all’esordio nella massima categoria e soprattutto per far sì che quella flotta di master possa trovare stimoli concreti nel migliorare la propria posizione di anno in anno in un ranking nazionale comparato.  La falsa riga del ICF ranking si potrebbe adattare molto bene alla nostra realtà. 

6. Creare poi un calendario con le sole date ci sembra alquanto assurdo perché spesso e volentieri sono le date che si adeguano alle località e non viceversa per evidenti ragioni di acqua, disponibilità organizzativa, interessi societari.

7. Mi astengo  - in attesa di leggere i programmi di attività e i criteri selettivi – da ogni commento sul fatto di disputare le selezioni in Italia e in modo particolare nelle date proposte. Sarà interessante vedere dove verranno svolte a fronte di impegni internazionali, sia Junior che Senior, su canali artificiali e percorsi molto impegnativi. Le selezioni devono rispecchiare l’impegno competitivo a cui si fa riferimento.

Occhio  all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Dicembre 22, 2009, 08:04:49 am
Mi chiedo com’è possibile pubblicare una delibera dove si scrive che il responsabile del settore junior è Mario Veronesi. Interpellato lo stesso interessato mi conferma la sua estraneità al ruolo. Il giorno 21/12/2009 si  pubblicizza la pubblicazione  con una notizia dall’ufficio stampa  dal titolo: “ELENCO DELIBERE 204° CONSIGLIO FEDERALE” . In questa data si scarica la delibera e nella voce Tecnici settore Slalom si legge quanto sopra detto.
Oggi 22/12/2009 la delibera non è più scaricabile, ma gira un’altra nota ufficiale dove si dice che il tecnico junior e U23 è Fabrizio Didonè.
Allora la domanda è: si pubblicano delibere non deliberate o si cambiano a piacere delibere approvate? Si faccia chiarezza per non lasciare nel dubbio i tesserati.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: andrea bertani - Dicembre 23, 2009, 12:27:43 am
mi sa che i tesserati ne dovrebbero avere fin troppi di dubbi !!! Ma siamo sicuri che i quadri tecnic ad esempio sappiano quali sono i programmi da oggi a diciamo 2 mesi ??? domandare è lecito !

ps: complimenti a Fabrizio Didonè cmq tenuto all'ombra di qualche guru da troppo tempo...sapete la maggior parte dei tecnici "terreni " non appartenenti alla stirpa degli dei la maggior parte delle volte cosa fanno ??? Riprese video ( anche qualche consigliere maldestro ! ahahahah ), guidare pulmini e partecipare passivamente a pseudo riunioni tecniche !
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Dicembre 24, 2009, 11:13:25 am
Ma poi sarà davvero Didonè, bravo tecnico dalle labbra cucite, ad essere il tecnico degli junior?
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Dicembre 26, 2009, 01:56:54 pm
Anche questa qualcuno me la dovrebbe pur spiegare perché la mia logica e la mia esperienza nel campo non riescono trovare una spiegazione plausibile a tutto ciò.
Veniamo al problema. Si è  organizzato un raduno junior di slalom a Valstagna la prima settimana di novembre i tecnici convocati erano:  il commissario tecnico,  che ha fatto la sua presenza il secondo giorno, arrivato con il mezzo del suo club e alcuni suoi atleti, e ripartito il pomeriggio stesso; Marco Caldera e Mario Veronesi come tecnici nazionali; collaboratori tecnici Elena Bargigli e Tommaso Zaccaria. Di tutto ciò avevo già scritto il giorno 21 dicembre nel post “di cosa parliamo?” esprimendo la mia idea in tal proposito.
Ora si convoca un secondo raduno dal 2 al 6 gennaio 2010 nella  stessa località,  ma i tecnici cambiano. Il commissario tecnico non è più convocato – parte per l’Australia con 4 K1 men (Molmenti va per conto suo) e due C2. Di  Caldera non si sa nulla,  rimane Mario Veronesi come tecnico nazionale e si aggiungono due nuovi tecnici nazionali (come da delibera 7/2009) per la canadese Tommaso Zaccaria e Francesco Stefani dove convocati sono solo 2 atleti! I collaboratori tecnici spariscono e Elena Bargigli viene convocata come  tecnico di società così come  Luca Revello. Ora su chi sia Elena Bargigli non ci sono dubbi, ho avuto modo di elencare i pregi di questa ex atleta della nazionale che per fortuna è rimasta nell’ambiente come tecnico. Lei è diplomata in scienze motorie ed è allenatore di III livello della Fick. Come tecnico si sta formando, visto che da un paio di anni lavora nel club.
Mauro Canzano dice nel suo intervento: “…un sistema di valutazione degli individui, basato esclusivamente sul riconoscimento dei meriti da loro acquisiti, penso allo start up e organizzazione dei quadri tecnici…”.
Parole che condividiamo praticamente tutti, forse anche i federali che viceversa agiscono in maniera diametralmente opposta. Vediamo perché.
I due tecnici nazionali responsabili alle loro spalle non hanno un gran che di esperienza. Io avevo scritto che sarebbe stata buona cosa offrire a Francesco Stefani la guida degli junior e tentare così di partire con un nuovo ciclo. Cosa diversa è quella di essere responsabile tecnico della canadese assieme a Tommaso Zaccaria. Questo ruolo  dovrebbe essere coperto da un professionista a tempo pieno. Mi risultata che Stefani abbia offerto una parziale disponibilità.  Se il primo è stato un atleta di ottimo livello nella specialità della pagaia ad una sola pala (26esimo ai Giochi Olimpici di Atlanta ’96; bronzo a squadre ai mondiali ’93 con un totale di  sei partecipazioni ai campionati del mondo) altrettanto non si può dire per il sublacense che di partecipazioni ai mondiali ne conta una da junior nel 2002 dove chiuse in 45esima posizione a 14” dall’accesso alla semifinale! Stefani di anni ne ha 38 è allievo istruttore, mentre  Zaccaria ne ha 25 anni e non è neppure istruttore o almeno non risulta esserlo dalla grafica federale. Entrambi non hanno studi in materia di sport. Francesco è un amico e al suo primo mondiale ha condiviso la camera con me: era il 1991, ma terminata la sua carriera da atleta con la mancata qualificazione ai Giochi di Atene, non ha sfornato nessun atleta come allenatore, visto che in realtà non si è mai potuto dedicare a tempo pieno a questa professione.
L’ex tecnico responsabile canadesi – delibera 2/2009 n.77/09 – oggi è diventato coordinatore tecnico + centri di riferimento tecnici territoriali. La meritocrazia è che se in un settore non funzioni, per dati di fatto e non per parole, vieni promosso ad un ruolo dal nome altisonante. Coordinatore tecnico di chi e di che cosa? Per quali  centri di riferimento se si considera che Valstagna – dove praticamente tutti gli slalomisti d’Italia si allenano e la stessa Fick organizza i raduni – non è  stato nominato centro di riferimento? Ora Marco Caldera in questi ultimi cinque anni ha cambiato più ruoli che gare o atleti visti. La discesa non se lo fila più?
Ma tranquilli  non siamo ancora arrivati al massimo! In realtà a  tutto questo siamo già  abituati: ora  arriva il bello!
Clara Giai-Pron viene convocata con un tecnico a sua disposizione per una ripresa graduale dall’operazione subita. Il tecnico convocato è un ragazzo poco più che ventenne, senza nessuna esperienza in slalom, e non mi si racconti diversamente, e guarda caso è anche il fidanzato dell’atleta. Ci risiamo? O ci volete prendere in giro in maniera spudorata ancora?
Elena Bargigli la si retrocede da tecnico nazionale – come era previsto nella  delibera di febbraio – a tecnico sociale a pari livello di un giovane  che fa ancora l’atleta nella canoa da velocità? Ed è questo giovane  che dovrebbe assistere e guidare Clara a raggiungere importanti traguardi in slalom? Ma tutti gli altri tecnici di società che lavorano con i kayak uomini non esistono? Come si fa ad arrivare a fine anno e non conoscere i programmi per la stagione successiva?
Ma i nostri federali sono a conoscenza che l’ICF è promotore dei primi “Youth Olimpic Games” e che l’Italia ha il diritto a partecipare?

Anche in questo caso aggiungere altro non serve, mi sembra decisamente superfluo.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi 

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: andrea bertani - Dicembre 26, 2009, 07:04:18 pm
Caro Ettore,

stuzzico un pò la tua intelligenza....guardando il panorama della canoa italiana dell'acqua mossa ( slalom e discesa )  , quali sono gli allenatori degni di questo nome ? Ovviamente a sensazione...immagino tu non conosca bene e personalmente tutti... !!!
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Skillo - Dicembre 31, 2009, 04:20:57 pm
Caspita che domanda. Un po' troppo indigesta anche per il combattivo e competentissimo Ettore che forse un giorno dovrà collaborare con qualcuno che oggi non menzionerebbe perchè non ritenuto all'altezza o solo perchè semplicemente dimenticato se non addirittura sconosciuto.
Ovviamente una persona esterna ai giochi e dalla lingua libera  8) potrebbe snocciolare un elenco come quello che richiede Andrea, ma solo se egli conoscesse davvero bene tutti i tecnici e gli allenatori italiani in grado di ben fare nel campo dello slalom italiano; quindi .... meglio tacere che fare ingiustizie.
Ribadisco solo quello che dico da sempre: così come l'abito non fa il monaco, il titolo non fa il tecnico.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 01, 2010, 12:47:19 pm
Vediamo un po’… il tema non mi spaventa anzi mi stimola, ma più che nomi mi chiederei chi è, che cosa si deve fare e che cosa si  è disposti a rinunciare per fare l’allenatore?
Allora andiamo per ordine.
Un allenatore dovrebbe uscire da una esperienza di gare fatte in gioventù, magari poi se c’è stato anche qualche buon risultato la cosa potrebbe farsi interessante. Comunque ho conosciuto fior di tecnici che non sono mai saliti su un podio mondiale eppure sono considerati oggi dei guru dello slalom, alcuni di loro non hanno neppure frequentato corsi specifici o università. L’esperienza diretta però non guasta mai anche se non è tutto e non può bastare. Se poi ci mettiamo anche l’opportunità di studiare specificatamente la materia la cosa si fa interessante.
Un atleta, finita la sua carriera sportiva senza rimpianti, deve passare in quella che io chiamo la metamorfosi dall’io all’io altrui. Deve capire che lui non è più al centro dell’attenzione, ma sono i suoi atleti ad essere il fulcro  della sua vita. E’ un passaggio difficile, specialmente per chi ha fatto per molti anni l’atleta e ha usato molto tempo per allenarsi e per cercare di dare il massimo dal punto di vista agonistico. La metamorfosi è lenta e molto graduale. Devono passare diversi anni a stretto contatto con le piccole realtà. Bisogna ritornare nel passato, caricare le canoe, ripararle, guidare i sconquassati mezzi sociali, soffrire in acqua con i tuoi cuccioli di pagaia.  Lavorare per loro e cercare di creare un modello di crescita, visto che purtroppo non può inserirsi in un sistema già collaudato e recettivo per trasformarlo da atleta ad allenatore. Le difficoltà che si incontrano all’inizio sono enormi: club senza soldi, mancanza culturale per questo ruolo, difficoltà logistiche, delusioni, incomprensioni, invidie.
Partire però dal Club è fondamentale, come è fondamentale tenere sempre il contatto e soprattutto un giorno ritornare a lavorarci a tempo pieno. Il Club è vita, i giovani sono la linfa vitale per un coach e sono loro che gli permettono di vedere giorno per giorno l’evoluzione del lavoro che sta portando avanti. Altrettanto non si può dire con atleti di altissimo livello che hanno esigenze ben diverse e che molte volte non sono le stesse che magari tu hai vissuto come atleta. Ecco la difficoltà più grande in questa metamorfosi: “unique as You are” deve diventare il motto di un allenatore.
Credo nella professionalità del lavoro, non credo nell’improvvisazione. L’allenatore è una scelta di vita, non ci sono scorciatoie, non ci sono altre strade se non quella dell’impegno costante con idee chiare e obbiettivi raggiungibili. L’allenatore è un lavoro, non può essere semplicemente una passione part-time,  e come tutti i lavori si deve affrontare  con la massima serietà dedicando impegno e tempo. Altri mezzi non ne conosco anche perché tutti gli allenatori, che reputo tali, non fanno nulla di diverso se non quello che ho appena descritto. Per me bianco è bianco e nero è nero non ci sono le mezze tonalità in un impegno, in una professione. Poi la reciproca fiducia – allenatore/atleta/allenatore - si conquista sul campo, con il tempo, non per il semplice fatto che ti viene assegnato un ruolo ufficiale. L’onestà sta poi nel capire quanto puoi offrire e se restare o lasciare diventa una necessità personale indipendentemente dall’opportunità ricevuta.
E allora veniamo alla domanda che esige una risposta capovolgendola in questi termini: quanti canoisti in Italia hanno questi requisiti, ma soprattutto quanti sono disposti a cambiare il loro lavoro con quello di allenatore? Quanti ex-atleti di livello o semplici appassionati sono rimasti e si sono buttati a capofitto in questa avventura? Quanti ci hanno creduto fin da atleti?
Sorgerà spontaneo contraddirmi dicendo che non si può fare per il semplice motivo che questo lavoro non paga. Ma il vero problema è proprio questo: se le stesse persone che oggi sono coinvolte a livello federale, ma non solo, non credono in quello che stanno facendo per dedicarsi a tempo pieno la conseguenze è quella di vedere la canoa ferma all’attuale piccola realtà per molto, molto tempo ancora.
Quante guide rafting in Italia vivono e si mantengono facendo le guide? Tante! E allora se il rafting – importato in Italia a metà anni ’80 – è riuscito a creare queste opportunità, perché la canoa non ci riesce? Semplice perché non ci crediamo abbastanza, non creiamo posti di lavoro, non abbiamo idee per cambiare la realtà, in poche parole siamo poco convinti che tutto ciò possa essere considerato realizzabile. Io ci sto provando! 
Abbiamo bisogno di impiegare persone nel nostro settore. Persone a tempo pieno che coordino i volontari, anima importante nello sport italiano ma sempre più in calo per un generale benessere raggiunto da tutti negli anni e quindi la mancanza di stimoli ad unirsi per realizzare e concretizzare sogni che si pensano possano essere attuati da singoli.
Quanti sono i club in Italia che hanno alle loro dipendenze personale quale allenatori, direttori di sede, maestri, istruttori? Nel settore fluviale la risposta è certa: zero! Bene è proprio questo che dobbiamo cambiare per prima cosa. Quante sono le società che viceversa contano su una struttura importante nella velocità? Tante e comunque si fa fatica lo stesso ad avere prestigiosi risultati.
Bisogna creare quello che gli anglosassoni definiscono business. Solo così il nostro mondo cambierà, perché impegnerà a tempo pieno gente, risorse, energie.

Non so se ho risposto, spero di sì. Spero anche che un piccolo passo in avanti si possa fare ogni giorno senza paura di dire apertamente le proprie idee con la speranza che possano essere interpretate per ciò che vogliono essere: momenti di riflessione, analisi, confronto.
Mi dispiace che qualcuno per fare tutto ciò deve nascondersi dietro a false identità, posso capirlo, ma non lo condivido. Che cosa c’è di più interessante per crescere nel confrontarsi e  nel parlare mostrando liberamente il proprio volto e mettendo a disposizione tutto ciò in cui crede?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: andrea bertani - Gennaio 01, 2010, 05:16:00 pm
Sicuramente i corsi di formazione sono migliorati anche se potrebbero essere più completi ed affidati da un punto di vista pratico a persone che magri giornalmente lavorano su quegli argomenti con atleti e non....mi viene da pensare agli allenamenti e nuove tecniche in palestra, allenamenti in barca seguiti da fuori, tra le porte con successivi filamti video, etc etc. Sull’aggiornamento si dovrebbe  far seguire a tutto il movimento tecnico italiano un iter che permetta a tutti di aggiornarsi nell’arco di un biennio. 
Per quanto riguarda gli INVESTIMENTI sulla categoria se ne deve parlare perché oggi solo i Tecnici investono i loro risparmi su se stessi. Dei tanti DENARI che perecpiamo come federazione poco o niente viene reinvestito sugli allenatori e questo se permettete è un dato ASSURDO . Investire per formare significa prima di tutto avere progetti ben definiti per la categoria, significa programmare e soprattutto credere nelle qualità dei tecnici italiani.  Creare delle scuole regionali dove radunare i tecnici e attuare un progetto di crescita, sfruttare tutte le manifestazioni nazionali per coinvolgere i giovani tecnici in Stage gratuiti tenuti da qualificati coach mondiali, organizzare viaggi studio in varie parti del mondo. Questo per noi significa INVESTIRE. E LA FEDERAZIONE NON INVESTE SUI TECNICI , NEANCHE QUELLI GIA' A LIBRO PAGA !!!!! Una volta raggiunti i quadri federali sembra che sia ottenuto il massimo....quando invece non dovrebbe essere altro che un nuovo punto di partenza...
Vogliamo parlare degli stipendi di alcuni dei tecnici federali rapportati al numero di giorni effettivi fattiu nei raduni ??? Guardate tutte le specialità, fate i calcoli e poi ditemi se c'è qualcosa che non funziona...e guarda caso si tratta di tecnici ormai " AFFERMATI " ( lo intendo di tecnici non predisposti all'auto aggiornamento !!! ) o " SUPPORTATI"....
Mi  permetto di dire che a questi progetti una sola cosa DEVE essere vietata la RACCOMANDAZIONE e gli ASSURDI PEREVILEGI, che ci sono negli staff tecnici della nazioanle , magari non visibili a tutti....

Risposta soddisfacente in parte Ettore ;)... parlaci delle figure in giro !

In attesa tua risposta

Andrea
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 04, 2010, 01:37:31 pm
Per come la vedo io non è molto complicato: per far partire un progetto di sviluppo della canoa in Italia per i settori tecnici ci vuole  buona volontà, idee pratiche, esperienza  e soprattutto la voglia di fare.
Perché non si fa? Presto detto: perché non c’è la lungimiranza e il coraggio  di farlo sia da parte degli organi competenti  sia da parte di molti di noi!
La difficoltà nasce  soprattutto dal fatto che un ex-atleta non vede nel suo futuro un ruolo da tecnico se non marginalmente, poiché non c’è una macchina operativa che già funziona, non può cioè inserirsi in un meccanismo già avviato e collaudato. L’ex-atleta con la vocazione dell’allenatore o del dirigente deve inventarsi praticamente tutto. Gli esempi che mi sono più vicini sono quelli di Vladi Panato che, chiusa l’attività, sta mettendo tutto se stesso nel Club, e Elena Bargigli (di lei ho già detto molto). Loro confermano quanto vi ho anticipato.  Nel recente passato ci aveva provato, con ottimi risultati, Enrico Lazzarotto, poi si è visto costretto ad abbandonare perché quando sei troppo avanti non vieni capito e molti cercano di frenare il tuo istinto perché altrimenti il loro operato sparisce al confronto. Peccato, perché non funziona così, anzi dovrebbe essere l’esatto opposto: tu hai un’idea, io un’altra e avanti a migliorare assieme.  Dal punto di vista dirigenziale, che è la stessa cosa per un tecnico, conosco bene Claudio Schermi che, nonostante una professione sicura e ben retribuita da commercialista, ha preferito abbandonarla ed investire sulla società e creare un vero è proprio sistema di sviluppo sportivo per la canoa: l’unico vero dirigente professionista che io conosca nel nostro settore. Così facendo ha messo assieme la sua triplice esperienza da ex-atleta, ex-tecnico  e ora dirigente. Anche lui troppo avanti per essere capito e sostenuto.
Cito questi esempi per rendere più concrete le parole e le idee perché altrimenti restiamo sempre, può pensare qualcuno, campati in aria. Se poi questo concetto – investire su se stessi per investire nella canoa – lo verifichiamo  all’estero i nomi sono molteplici: Cathy Hearn, Jerney Abramic, Michal Saiber, Miryam Jerusalmi,  Jimmy Jayes, Roberto D’Angelo e tanti altri allenatori che seguono non solo squadre nazionali, ma anche club. Non sono cioè a contratto indeterminato, ma a scadenza. In poche parole non è il lavoro sicuro per tutta la vita.

Se noi guardiamo all’estero, come mi è stato chiesto di fare, scopriamo che il sistema è consolidato e soprattutto offre alternative a chi appende la pagaia al chiodo per restare operativo nell’ambiente. La Francia è sicuramente la nazione guida in questo cammino, ma non la sola,  con gli oltre 20 centri di riferimento veri (non come quelli in Italia) dove un tecnico può effettivamente fare il tecnico per retribuzione percepita e per strutture. Quello che si è cercato di fare da noi per i centri di riferimento è assurdo. Prendere ad esempio Merano, centro di riferimento per lo slalom, il tecnico responsabile è Fabrizio Didonè con Tomas Waldner. Il primo è spesso via con la nazionale e Merano, se l’ha vista, è stato in occasione della gara internazionale di giugno. I finanziamenti percepiti sono meno di 5 mila euro e per il prossimo anno si abbassano a 2.900. Ora se la FICK e gli staff tecnici, nonché la commissione slalom,  credono in quel progetto, visto che le strutture non mancano, dovrebbero investire molto di più e organizzare in ogni week-end raduni per i giovani e per i tecnici e nel periodo estivo un traning camp ad oltranza. Quel finanziamento è nullo perché non permette a nessuno di crederci. Come Merano c’è Ivrea e Subiaco con un  finanziamento di 7.250 euro ridotti al 2010 a 3.750 e 3.250. Il totale tra tutti fa 19.250  e se lo dividiamo per 12 fa poco più di 1.600 euro al mese.  Se questi soldi li diamo ad un tecnico a tempo pieno per seguire un solo centro secondo me si otterrebbe molto di più dal punto di vista tecnico, ma politicamente non rende!
Frazionare all’inverosimile i soldi porta poco o niente, ma tanti voti. Viceversa concentrare energie su un unico obiettivo si corre il rischio di raccogliere poco al momento della conta.
Il mio suggerimento è investire gli stessi soldi su un unico centro con un unico responsabile che organizzi sistematicamente attività in collaborazione con i tecnici sociali che troverebbero un preciso punto di riferimento certo e costante.
La Fidal che è una federazione enorme per numero di praticanti e strutture ha solo due centri quello di Formia (corse e salti) e Schio (lanci). Mi piace la filosofia per queste realtà:. “pochi e forti obiettivi: rappresentanza, coordinamento, attività di vertice”.

Non credo che si tratti di migliorare i corsi di formazione si tratta di offrire e stimolare tutti a credere nella nostra realtà per tiraci fuori la pagnotta di cui tutti noi ci nutriamo. Creare una sola struttura ed investire su quella per tirarci fuori atleti, tecnici, sostenitori.


Bisognerebbe spiegare a noi e alle Società quali sono i progetti e i programmi della Federazione, se mai ci fossero, visto che in 6 anni di gestione Baron si salta da un progetto all’altro senza concretizzare nulla.  Per poterci credere e collaborare ognuno per la sua parte, bisognerebbe creare un sistema, un meccanismo, ma tuttavia assistiamo a  delle incongruenze assurde. Piccoli esempi: il buon Didonè  è responsabile del centro di riferimento di Merano, tecnico federale U23 ed è convocato in Australia per un raduno con 4 kayak uomini (di cui solo due  U23) e 2 equipaggi del C2. Non sono convocati i due tecnici federali della canadese. Friz, come tutti noi lo chiamiamo, alle gare si occupa della parte video e della logistica oltre a guidare i mezzi e sistemare, all’occorrenza, eventuali emergenze. Per i 4 anni precedenti era il responsabile del settore femminile.
Un’altra faccenda che non capisco,  nella canoa da velocità,  è come Ezio Caldognetto, un amico fra le altre cose, sia il referente  della canoa maratona e  collaboratore tecnico per i kayak per i 200 mt. distanza recentemente introdotta ai giochi olimpici. E’ come se il grande Carlo Vittori avesse allenato Pietro Mennea e Gelindo Bordin. Quest’ultimo, tanto per la cronaca, era nato sotto la guida di Luciano Gigliotti e poi nel 1985 fino al suo ritiro nel 1990  fu  seguito  da Giovanni Ghidini.

Dicevo la Francia non è la sola nazione che ha un vero e proprio sistema organizzativo di prim’ordine nello sport. Anche la Germania ha sparsi sul territorio diversi ex-atleti che seguono i club e un mega centro nazionale: Augusburg. Recentemente hanno realizzato, per coprire la parte più a nord,  il canale a Lepzig. La Repubblica slovacca concentra la sua attività principalmente a Liptovosky Mikulas e a Bratislava. Mentre l’attività giovanile ha la base a Dolny Kubin. Per i loro cugini Ceki il Centro è Praga sul canale di Troja, anche se sparsi per la nazione ci sono altre 3 o 4 belle realtà.  I polacchi a Krakow con un canale in parte coperto durante l’inverno, mentre gli inglesi hanno il quartier generale a Nottingham e altri 2 canali in costruzione. Gli Americani a Charlotte, gli australiani a Penrith, gli sloveni a Tacen e Bocev, gli olandesi hanno il “Dutch Water dream”, gli spagnoli Seu e Zaragoza, i macedoni Skopje.

E noi? dov’è il nostro riferimento fisico della canoa slalom? Che fine stanno facendo le strutture costruite in Val di Sole per i mondiali del 1993? Perché non si organizza più nulla sul fiume Noce che ci invidiano in molti? A Papigno si è abbandonato tutto?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi




Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 16, 2010, 12:06:11 am
Si naviga a vista e in ogni Consiglio Federale si fanno delibere che poi puntualmente vengono disattese. Mi chiedo:  ma non c’è nessun consigliere che dopo aver votato il testo di una delibera si prenda la briga di verificare che la stessa venga applicata come è stata approvata, anche con tutti i suoi limiti?

Prendiamo l’ultimo esempio. La delibera 217/09 dice: “… lo staff tecnico così
definito: Mauro Baron - direttore sportivo e commissario tecnico; Marco Caldera – Coordinatore tecnico + Centri di Riferimento Tecnici Territoriali; Fabrizio Didonè – tecnico federale team under 23; Mario Veronesi – Team Junior e Speranze; Francesco Stefani – tecnico federale settore canadese; Tommaso Zaccaria - tecnico federale settore canadese, adotta la relativa delibera...”


Nel programma di attività, che non dovrebbe essere altro che un atto che si attiene alla delibera si legge: che il responsabile tecnico per gli Under e per gli Junior è Fabrizio Didonè, prende in sostanza il ruolo che fu di Pierpaolo Ferrazzi dal 2007 al 2009. Di quest’ultimo si sono perse le tracce, forse ha rinunciato a collaborare rendendosi conto che tutto ciò che proponeva veniva disatteso? 

Salta all’occhio che sulla delibera si parla di Mario Veronesi come tecnico federale team Junior e Speranze, mentre sul Programma attività 2010 è Fabrizio Didonè. Di lui ho già avuto modo di parlare e di specificare il suo ruolo che non è certo quello di tecnico degli Junior – si veda la convocazione prot. 4078 del 21/12/2009 (di queste ne sono state prodotte due diverse cambiando tecnici e ruoli, ma mantenendo protocolli e date) dove non è convocato:  eppure è il responsabile tecnico degli Junior! Inoltre ci sono molte date in concomitanza con l’attività Junior e Senior (ad aprile Tacen o Foix? – a giugno Praga o Foix?) e mi chiedo dove sarà spedito Didonè oppure lo stesso è solo un prestanome come nel caso del centro di riferimento di Merano?

Ma veniamo alle incongruenze. Ad ottobre il Consiglio Federale dà vita ad una Commissione Nazionale Slalom- delibera 165/09- composta da otto persone con una serie di ruoli.

Nei Programmi di Attività 2010 risulta istituita una Commissione Tecnica così composta:

L. Buonfiglio, E. Petromer, F. Proietti Mercuri, H. Mayr, M.Baron, M.Caldera, C.Camporesi, Un presidente di Comitato Regionale a rotazione

Le  domande che  sorgono spontanee sono:

1.   dov’è la delibera che dà vita a questa Commissione Tecnica?
2.   una Commissione Tecnica fatta da 5 politici, 2 …  tecnici e un Claudio Camporesi facente parte in relazione a quale ruolo da lui già ricoperto (presidente di comitato regionale, rappresentante Eca, rappresentante della Commissione Nazionale Slalom)?
3.   come può a rotazione un presidente regionale far parte di un Commissione tecnica nazionale dello slalom, non ne ha assolutamente le competenze è evidente e chiaro a tutti vero?
4.   Com’è possibile che dei politici possano far parte della Commissione Tecnica dello Slalom? Verranno pagati per questo ruolo, come dovrebbe essere? Ciò dissente da ogni aspetto etico e professionale dello sport. Il politico è eletto per fare il politico e non per fare il tecnico altrimenti bisognerebbe votare, quando si rinnova il consiglio, anche i vari staff tecnici che per loro natura devono essere composti da professionisti  del settore ed incaricati dall’organo federale che, tra le altre funzioni, ha il dovere di verificare che il lavoro venga svolto nel miglior modo possibile. Così facendo incorriamo in quello che i latini definivano “quis custodiet ipsos custodes?” E citando il latino non posso non associarlo a Pino Scarpellino che per molto tempo  è stato difensore dei quadri tecnici, ma che da molti anni non si incontra, se non sporadicamente, come responsabile di qualche trasferta con il settore discesa.  Mi chiedo come può il responsabile dei tecnici in consiglio federale nonché vicepresidente e responsabile della squadra di velocità non alzarsi in piedi e recriminare i principi fondamentali di una categoria che lui ha il dovere di rappresentare, tutelare e difendere?
5.   Nel punto due dei compiti di tale Commissione nazionale si legge:”…esame e discussione della proposta di attività tecnica annuale predisposta dallo staff tecnico”. Ma come? Si esamina una proposta di attività proposta da se stessi? Ridicolo.
6.   Attualmente quindi ci sono in essere una Commissione Nazionale Slalom e una Commissione Tecnica Slalom composta dalle stesse persone che a loro volta sono consiglieri federali chiamati a votare ciò che loro stessi hanno proposto tecnicamente! Commissioni su Commissioni e il Consiglio Federale cosa ci sta a fare?
7.   Nel settore discesa invece si parla di una Direzione Sportiva composta dal Presidente, dal consigliere referente e dal commissario tecnico che coordinano e sono sopra al commissario tecnico e che a sua volta dirige tre tecnici: uno referente tecnico Under 23 e Junior un altro referente canadesi e un altro ancora referente settore nazionale giovanile. Anche qui selezioni ai primi di maggio con i Campionati Europei a fine luglio e a metà maggio campionati italiani Junior cioè all’inizio di stagione! Ma si rendono  conto che così facendo si toglie a molti giovani l’obiettivo principale di una stagione mettendo il campionato di categoria così presto in un periodo scolastico molto impegnativo e selettivo?
8.   Per gli altri settori non ci è dato a sapere visto che non sono stati pubblicati ancora i vari Programmi Attività per il 2010. Per lo slalom e per la discesa invece i programmi sono stati inseriti sul sito giusto pochi giorni dopo una mail di sollecito ad un mese dalle delibere di Attività! Fatalità?

Insomma poche idee e ben confuse e i risultati si vedono!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

fine prima parte
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 17, 2010, 11:46:42 am
seconda parte : Restiamo sui PROGRAMMI DI ATTIVITA’ SLALOM 2010

Tutto chiaro sulla prima parte? Verificate un’altra incongruenza:

La Commissione Tecnica si riserva di proporre al Consiglio Federale o al Presidente Federale, nei casi in cui il Consiglio stesso non abbia possibilità di farlo, eventuali integrazioni, per atleti che non hanno rispettato le percentuali di selezione o se comunque rispettate non vengano garantiti i requisiti nelle prove specifiche.

Questo è quanto si legge nel caso in cui si ritenga che un atleta, se pur non avesse rispettato i criteri selettivi, debba comunque partecipare ad Europei, Coppa o Mondiali. Quindi significa che il Presidente, facente parte della Commissione Tecnica, chiede a se stesso di avvalorare una proposta che parte da lui stesso, non male e soprattutto sarà interessante capire da che parte vuole stare con se stesso o con se stesso? Il classico sistema bulgaro.

Ora si parla di partecipazione a determinate attività per la squadra A e B però non ci è dato sapere quale sia il criterio che ha selezionato gli atleti per essere in una o nell’altra squadra.
Da una deduzione logica verrebbe da dire che gli atleti che sono attualmente  in raduno in Australia fanno  parte della squadra A, ma qual è stato il criterio visto che Molmenti non è convocato tra gli A? Quest’ultimo di che squadra fa parte, così come Luca Costa? Si potrebbe pensare che i criteri fossero stati  inseriti (lungimiranza)  nel Programma Attività 2009: non è così (assenza di lungimiranza).
Non ci è dato conoscere il criterio selettivo per essere nella squadra  A o B, forse per grazia Divina, per simpatia, per errore, chi fa la voce grossa, chi è stato un campione, ma negli ultimi 2 anni non si è più qualificato, mah?
Meglio esser più espliciti e scrivere: il commissario tecnico decide a sua discrezione chi rappresenterà l’Italia o meglio ancora scrivere: chi si adegua entra gli altri fuori o perlomeno fa credere di adeguarsi.  Così facendo si eviterebbe di perdere tempo a scrivere programmi che puntualmente non sono rispettati o adattati a proprio piacimento.
Un altro esempio? I mondiali per i kappa uno!  Come l’anno scorso per qualificarsi  è richiesta in coppa del mondo almeno una semifinale (allargata rispetto al 2009 dove si richiedeva almeno un 15esimo posto),  il miglior risultato si assicura la partecipazione iridata, in caso non ci sia  nessuno che riesca nell’intento? L’anno scorso era previsto che si sarebbe preso il miglior U25. Riporto qui sotto la dicitura corretta.

Campionato del Mondo a Seu d’Urgell 8/13 settembre.
1. Parteciperanno le tre imbarcazioni per categoria che otterranno il miglior risultato in
una finale di Coppa del Mondo o del Campionato Europeo;
2. In assenza di un risultato da finale, saranno considerati solo i piazzamenti entro il 15°
posto in semifinale;
3. A parità di risultato si qualifica l’atleta Under 25.


In realtà non è stato così! Quindi perché scriverlo e poi non rispettarlo?
Tant’è che quest’anno non si è scritto nulla e non si è previsto il caso in cui ciò accadesse.

Ora come ci si può orientare in questo marasma di programmi che puntualmente non vengono rispettati?

Fatto strano che per le donne e le canadesi non è prevista nessuna percentuale per accedere in Coppa del Mondo, quindi si ritorna a portare atleti non pronti in Coppa per fare 4 minuti di apparizione e tornarsene a casa con le pive nel sacco. Oppure non aver messo le percentuali è stata una svista? Come è stata un svista non inserire le donne della canadese nel campionato italiano di società? E ancora nel 2009 era stata inserita la Coppa delle Regioni, a distanza di un anno non se ne parla più che fine ha fatto?
Sono mille gli esempi di questo genere, di questo navigare a vista in continuazione, progetti per le canadesi, donne, coppe, centri di riferimento che poi nessuno considera o peggio su cui ancora nessuno tira le conclusioni di nessun genere. Si passa sopra senza fare una piega. Pazzesco.

Le canadesi, per europei e mondiali,  faranno le selezioni a Valstagna il 23 maggio e dovranno rispettare delle percentuali ribassate rispetto l’anno scorso. Perché non fare le selezioni a Tacen dove in acqua  ci saranno i migliori atleti che lotteranno per prendersi il posto? Che senso logico e tecnico ha questa scelta di farle a Valstagna in una data dove non ci saranno i Kayak di valore e quindi mancherà il vero riferimento?

Le perplessità già espresse in fase di bozza del calendario ora non sono più perplessità ma certezze. Confermo tutto quello già scritto non c’è stato nessun ripensamento da parte delle Federazione a rivedere un calendario gare ancora distante dalle esigenze di una crescita sportiva logica.

Nessun accenno agli “Youth Olimpic Games” sui Programmi Attività, qualcuno può provare a spiegare l’importanza di questo evento? Ho capito che non mi ascoltano e fanno orecchie da mercante eppure ho la certezza che ci leggono visto che qualcuno di loro ha pensato bene di mandarmi dal Procuratore Federale che a sua volta ha trasmesso tutto alla Commissione Giustizia e Disciplina Federale.
Mi dichiaro prigioniero politico.
Anche Sandro Pertini lo fu in Francia io lo sono stato in Spagna e ora in Irlanda, tutti sappiamo che quando tornò lo incarcerarono, ma più tardi diventò Presidente di tutti noi e fu il più grande per lealtà e libertà intellettuale. Chissà…

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: DAL FONDO AL RIDICOLO....domanda
Inserito da: andrea bertani - Gennaio 17, 2010, 02:27:41 pm
Di seguito posto i calendari squadre nazionali del 2009 e del 2010..nel 2010 in teoria 50 raduni ( di cui 23 fuori Italia su canali artificiali  con 1 mese in Australia e varie settimane a Tacen ) nel 2009 in teoria 30 raduni ( di cui 17 raduni fuori Italia su canali artificiali di pochi giorni l'uno )...

Domanda:
1) ma nel 2010 è aumentato il  budget ? oppure c'è stata una pessima programmazione nel 2009 ?
2) se c'è stata una pessima organizzazione nel 2009 dove è stato speso il budget per lo slalom  ?
3) come mai gli junior così pochi giorni /raduno ?


CALENDARIO SQUADRA NAZIONALE SLALOM 2010

23 RADUNI FUORI ITALIA ( DI CUI UNO DI 1 MESE  IN AUSTRALIA )

50 RADUNI TUTTE CATEGORIE NAZIONALE SLALOM ( COMPRESI CE, CM E CDM)

GENNAIO
- Junior dal 2 al 6 Valstagna
- Senior A dal 5 al 30 Penrith
FEBBRAIO
- Senior A dall’8 al 12 Valstagna
- U23 + Sen B dal 12 al 14 Valstagna
- Junior dal 19 al 21 Valstagna
- Senior A e B dal 21/2 al … Atene-
MARZO
- Senior A e B … al 14/3 Atene
- Junior 19 - 21 Valstagna
- 2° test sanitario e funzionale senior 23 -24
- Senior A 25 al 29 Tacen/Ivrea
- U23 + Sen B 29 al 31 Tacen/Ivrea

APRILE
- U 23+Sen AeB dal 1 al 6 Tacen
- Canadese/Donne 7 al 9 Tacen

- Junior dal 2 al 6 Pasqua Foix o Solkan
- Speranze dal 3 al 6 Pasqua Valstagna/Marengo-Merano
- Canadese/Donne 15 al 18 Tacen/Ivrea
- Sen A +B dal 19 al 22 Tacen/Ivrea
- Senior A dal 24/4 al… Bratislava EUROPEI
MAGGIO
- Senior A …al 6/5 Bratislava EUROPEI
- U23 8 Ivrea
- Senior 9 Ivrea
- Senior 15 Tacen
- Senior 16 Tacen

- Canadese/donne 22 e 23 Valstagna
GIUGNO
- Junior dal 18 al 27 Foix
- Senior dal 14 al 20 Praga 1^ Prova Coppa del Mondo
- Senior dal 21 al 27 La Seu de Urgell 2^ Prova Coppa del Mondo
- Speranze dal 22 al 27 Bratislava 1^ prova Teen Cup
- Senior dal 28 al 4/7 Augsburg 3^ Prova Coppa del Mondo
.
LUGLIO
- Junior dal 5 al 11 Foix Campionati del Mondo Junior
- Speranze 12-16 Valstagna
- Senior 26 Località da decidere 3° test funzionale e sanitario
- Team Mondiali 2 settimane Tacen date da stabilire
AGOSTO
- Junior Europei dal 26/7 al 08/8 Markkleeberg
- U 23 Europei dal 26/7 al 08/8 Markkleeberg
- Senior A e B dal 14 al 22 Bratislava Pre World
- Speranze dall’ 8 al 15 Solkan 2^ Teen Cup
- Speranze dal 16 al 22 Tacen 3^ Teen Cup

- Junior dal 20 al 22 Bratislava Slovak Open
- Team Mondiali 2 settimane Tacen date da stabilire
SETTEMBRE
- Senior dal 30/8 al 12/9 Tacen MONDIALI
- Speranze dal 24 al 26 Klagenfurt Alpen - Adria
OTTOBRE
- Senior A dal 19 al 24 Ivrea – Bratislava
- Senior B dal 25 al 31 Ivrea – Bratislava

- Junior nati 93/94 dal 19 al 24 Zoetermeer in funzione Europei 2011
NOVEMBRE
- Junior 93/94 dal 30/10 al 1/11 Valstagna
- Senior A dal 23 al 28 Valstagna/o Ivrea/o Bratislava
- Senior B dal 29/11 al 5/12 Valstagna
DICEMBRE
- Senior A dal 6 al 12 Valstagna
- Senior B dal 13 al 20 Valstagna
- Junior nati nel 93/94 dal 4 all’8 Valstagna

CALENDARIO SQUADRE NAZIONALI SLALOM 2009

17 RADUNI FUORI ITALIA ( DI CUI NESSUNO SUPERIORE 10 GG)
30 RADUNI TUTTE CATEGORIE NAZIONALE DI SLALOM ( COMPRESI CE , CDM E CM )

Febbraio 2009
• 1-09 raduno + gara a Pau (FRA);
• Junior e Under 23 14-15 feb. a Valstagna
• Donne e Canadesi 20 e 21 febbraio località da stabilire.
Marzo 2009
• due raduni a Tacen: K1 dal 3 al 6
marzo,Canadesi e Donne dal 7 al 9 marzo.

• Secondo raduno Tacen dal 23 al 26 per K1 e Canadesi e Donne dal 20 al 22.
• 13-14-15 junior Valstagna
Aprile 2009 (periodo speciale)
• 2-9 C1 e donne raduno + gara a Solkan e Tacen;
• 10-14 Valstagna junior
• Raduno K1 e C2 a Liptovsky (con gara) dal 14 al 19 aprile;
Maggio 2009 (periodo speciale)
• 2 maggio 1° gara di selezione Tacen per C.d.M e CE+U23;
• 3 maggio 2° gara di selezione Tacen per C.d.M e CE+U23.
• 4-10 maggio, raduno+gara di selezione C,d.M. e CE per pre-selezionati
(Liptovsky M.);

• Dal 21 al 31 maggio raduno + Campionati Europei a Nottingham;
Giugno 2009 (periodo speciale e agonistico)
• 4-7 Merano gara + raduno U23
• 10-14 Foix raduno junior 1°anno ( NON E' STATO FATTO )
• 15-19 raduno ICF a seu d’Urgell con squadra CdM
• C.d.M. Pau 20 - 28 giugno;
• 27 giugno-04 luglio raduno junior Liptovsky.
Luglio 2009
• C.d.M. Bratislava – dal 28/6 al 5 luglio;
• C.d.M. Augsburg – dal 7 al 12 luglio;
• 14-17 raduno ICF a Seu d’Urgell con squadra mondiali.
• 18-19 Raduno junior + U23 a Valstagna e partenza per CE. di categoria (24-
27) Liptovsky
Agosto 2009
• 5-10 raduno squadra mondiali a Seu d’Urgell da prenotare a pagamento
• 10 -16 raduno + gara a Bratislava per esclusi dai mondiali;
• 12-16 teen Cup Tacen
• Tacen – premondiale senior (17 - 23 agosto)
Settembre 2009 (P.I.G.)
• 30/8-13/9 Campionati del Mondo a Seu d’Urgell.

• 24-27 Klagenfurt

Ottobre 2009
• 14-18 Zoetermeer
Novembre 2009
ZERO RADUNI
Dicembre 2009
ZERO RADUNI
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Marzo 17, 2010, 11:25:53 am
Mi verrebbe da lanciare un appello, un proclama, un editto. Mi verrebbe da urlare ai quattro venti non fatevi scappare anche questa occasione signori federali. Aprite le vostre menti e i vostri spiriti, salite sulla cresta dell’onda e cavalcate la corrente, spingete sulle vostre pagaie per mantenervi  la sedia, che a quanto pare vi è tanto cara, se non lo volete fare per il bene della canoa azzurra, allora fatelo per voi… ma non fatevi scappare anche questa possibilità, non perdete il treno, non scialacquate risorse costruite in tanti anni di lavoro, passione, dedizione, successi e perché no anche fortuna. La canoa discesa ha chiuso un lungo ciclo aperto tanti anni fa con Perli, Previde e poi via via con Ceccato, Ferrazzi, Mulazzi passando da Pontarollo,  fino a Panato e Mercati. Lo avevo già scritto cantando lodi e gloria all’umbro Carletto che sembrava trasmigrasse dal Gruppo Sportivo Forestale ad un club civile dopo la forzatura, personalmente non compresa, del club giallo-verde. Lo immaginavo o meglio lo avrei voluto vedere ancora una volta lottare con gli specialisti mondiali con l’orgoglio che sempre lo ha contraddistinto. Lo avrei voluto vedere ancora in nazionale con la casacca senza stellette come fece il buon Cesare e l’anziano Marco. Ma, devo essere onesto, neppure la mia anima ci credeva tanto in questo ultimo canto del gallo, in questo gesto da cavaliere della tavola rotonda alla ricerca del sacro Graal. Di Panato sto scrivendo le eroiche gesta e ho la fortuna di sentirlo e vederlo tanto  spesso quanto il tempo me lo permette. Lo confesso sentire o veder il “piccolo pagaiatore dei gorghi dell’Adese” ogni volta che ritorno a casa è una mia necessità per ricaricarmi di energia, di saggezza e di semplicità. La sua vita è di esempio, la sua gloria è l’orgoglio di molti. Il lavoro che sta facendo al club è importantissimo, come è fantastico, unico e magico ciò che è riuscito a trasmettere alla sua piccola Alice, nata tra due braccia possenti e circondata da pagaie, canoe e fiumi. Bello vederla in classifica a Città di Castello, diffidate di chi parla di canoa e non è seguito neppure dai propri pargoli, perché la passione, la gioia delle emozioni si trasmette senza volerlo semplicemente vivendo per e con un ideale. I cuccioli d’uomo sono come gli animali che  fiutano il pericolo o l’amore, la tranquillità o il terrore. Nulla si insegna, tutto si trasmette epidermicamente.
Vi prego signori illuminati, sapienti o  improvvisati amministratori dello sport nazionale, non dimenticate Carlo Mercati, non perdete l’energia di Vladi Panato, non lasciate che il tempo raffreddi gli animi e faccia dimenticare le imprese eroiche e i giorni di festa di cui tutti noi abbiamo gioito e goduto. Abbandonate l’orgoglio richiamate a Camelot Sir Lancelot du Lac, ricordate  l’aiuto che il padre gli aveva dato in gioventù a Re Artù e ordinateli  Cavalieri senza aspettare il  giorno di San Giovanni!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 01, 2010, 05:37:32 pm
Mi chiedo perché scrivere e pubblicare programmi quando alla fine si fa sempre quello che si vuole. Infatti era previsto un raduno per il “Team Speranze” nel periodo di Pasqua a Valstagna o a Marlengo, quest’ultimo fra le altre cose centro federale. Invece di seguire questa proposta si è optato per Subiaco che ci sembra non corretto per tre motivi. Il primo è legato alla posizione geografica della bella cittadina laziale: il 99% dei convocati appartiene a società del nord. Il secondo motivo è puramente  tecnico visto che Subiaco  non offre nessuna valida crescita per i giovani canoisti convocati. Terzo non è corretto visto che da qui a poco ci saranno delle gare di selezione per formare la squadra del “Team Speranze” sullo stesso percorso dove si svolgerà il raduno.
A tutto ciò si unisca il fatto che il responsabile tecnico non sarà presente visto che è impegnato con gli junior altrove e di ciò non se ne capisce la motivazione. Se io sono responsabile di un settore vorrei essere presente e lavorare con loro, ma ciò dovrebbe avvenire anche per il settore junior. Quindi perché scrivere sui proclami federali tante belle parole con grafici ed organigrammi e poi  fare tutt’altro?
Non si capisce neppure perché ad accompagnare i giovani ci debba essere un dirigente federale che guarda caso accompagna i propri atleti di società al raduno stesso. Non si capiscono neppure tutti i criteri selettivi per convocare questi giovani atleti, la domanda sorge spontanea: quale logica è stata seguita? Se per i ragazzi sono stati presi a riferimento i campionati italiani ragazzi dello scorso anno, altrettanto non si può dire per gli allora cadetti che oggi sono stati convocati. Quindi questi nomi escono per simpatia, per vicinanza politica, per un’estrazione a sorte, per segnalazione? Per restare nel settore convocazioni non si comprende perché certi atleti vengono convocati nei raduni junior e ora anche nei raduni speranze: sono junior o speranze? La stessa cosa si può dire per chi viene convocato fra gli junior  e poi improvvisamente passa nel settore senior. Ma perché scrivete in grossetto che se un atleta viene chiamato nella rappresentativa junior non può far parte delle speranze e viceversa? Fate a meno di scriverlo è tanto facile! Meglio fare ciò che si vuole senza nessuna remora, ma non è bello prendere in giro le società e i tecnici che leggono le vostre delibere.  L’impressione è che non si segua nessuna logica, ma solo l’istinto del momento, dimenticando chiaramente la proposta precedente.  Non si capisce neppure perché venga impiegato un tecnico che non ha nessun atleta nella rosa dei convocati e che negli ultimi anni certo non ha prodotto grandi campioni. Ma questo non è nulla se si pensa che siamo arrivati a nominare sul campo allenatori personali anche giovanetti che forse sono attratti più dalle bellezze delle loro amiche che dalla passione per lo slalom!
Poi ci chiediamo perché l’Italia della pagaia non ha risultati ed è ridotta ai minimi termini… non stupitevi mai più visto il modus  operandi di chi dovrebbe avere idee chiare per creare uno stile tutto italiano! Beh lo stile comunque c’è … ed è tutto italiano,  non ci sono dubbi.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 27, 2010, 11:00:21 pm
Che spettacolo deve essere stato per Valentina Volpe e Elke Weger leggere oggi sul sito della federazione canoa della loro splendida prestazione ad una gara alla quale non hanno neppure preso il via, rispettivamente prima e seconda nella categoria K1 senior feminile!
Infatti nell’articolo SLALOM: A MERANO SFIDA AD ALTA INTENSITA' PER VINCERE E CONVINCERE  si legge tra le altre informazioni: “…Al femminile, tra i senior, vince Valentina Volpe del CUS Verona su Elke Weger dello Sporting Club Merano”.
Le classifiche riportano a fianco dei loro due nomi l’acronimo DNS che sta ad indicare in inglese did not start  e tradotto in italiano dice chiaramente che l’atleta  non è partita.
Ora l’attento giornalista, o chi per esso, che ha ricevuto le classifiche non ha neppure badato minimamente ad approfondire che cosa sia mai successo in gara, si è limitato a copiare una serie di nomi in… ordine di apparizione! Se solo ci si fosse spinti un pelo più a destra con lo sguardo, ci  si sarebbe accorti che forse non era riportato nessun tempo o penalità, ma, per l’appunto, la dicitura di cui si faceva prima  menzione.
Aprire poi il pezzo con “Grande partecipazione e altrettanto grande spettacolo a Merano” ci sembra proprio una grande presa in giro per il  lettore per due precisi motivi. Il primo sul numero di partecipanti, visto che gli atleti presenti erano 88 per un complessivo di 99 barche gara e il secondo è legato ad una errata collocazione logistica. Infatti la località di gara non era Merano sul fiume Passirio, che tutti noi conosciamo e che ha ospitato ben tre edizioni iridate dello slalom (’53, ’71 e ’83), ma Marlengo. Sulla guida turistica si legge di quest’ultima località: “ridente comune con oltre 2.000 abitanti in Alto Adige che offre innumerevoli possibilità di passeggiate ed escursioni” … bla, bla, bla e poi si elencano tutta una serie di offerte alberghiere e turistiche. Il suo campo di gara sul fiume Adige ben si adatta alle categorie giovanili, discostandosi parecchio dal suo famoso vicino campo mondiale.
L’informazione federale prosegue con: “a seguire le  prove delle categorie allievi, cadetti, ragazzi e master”, ma queste non meritano nessun altra menzione. Peccato, visto che la gara del 25 aprile rappresentava una prova di selezione per la squadra Giovani Speranze. Eppure la fantasia non manca stando a quando si è letto precedentemente!
Restiamo in tema giovani e godiamoci la terza versione dei  “programmi attività 2010” – non mancherà sicuramente anche la quarta con l’inserimento di Elena Bargigli come allenatrice nazionale junior per il settore femminile. Interessante notare invece che la tanto annunciata promozione giovanile - le giovani speranze per l’appunto – ha avuto una piacevole sorpresa: sarà a carico delle società.  La Federazione metterà a disposizione il tecnico, sempre che sia disponibile e non convocato con altre squadre,  e le spese di viaggio… auguri!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 28, 2010, 10:01:52 am
UAHUUUUUUUUUUUU!!!! E' sicuro:  ci leggono... hanno tolto la vittoria alla Volpe e l'argento alla Weger, ma ci hanno lasciato nel dubbio sulla collocazione geografica
M I T I C I  - Sul mio blog c'è la versione antica! guardare per credere - http://ettoreivaldi.blogspot.com/

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Aprile 28, 2010, 12:29:56 pm
Certo che leggo. Non è una novità.

Grazie per la segnalazione. Chi fa è più facile che sbagli prima o poi, chi non fa non sbaglia mai.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: andrea bertani - Aprile 28, 2010, 08:12:10 pm
Restiamo in tema giovani e godiamoci la terza versione dei  “programmi attività 2010” – non mancherà sicuramente anche la quarta con l’inserimento di Elena Bargigli come allenatrice nazionale junior per il settore femminile. Interessante notare invece che la tanto annunciata promozione giovanile - le giovani speranze per l’appunto – ha avuto una piacevole sorpresa: sarà a carico delle società.  La Federazione metterà a disposizione il tecnico, sempre che sia disponibile e non convocato con altre squadre,  e le spese di viaggio… auguri!



Ah Ettore ma allora tu sai cose che non sappiamo ! Eppure io avevo sentito altre voci....si parlava di un certo D'Angelo responsabile K1 donne (  ??? )...

Ps: domanda....ma i tecnici federali, se contattati dalle società di appartenenza,  dovrebbero seguire al di fuori dei raduni atleti del giro della nazionale ? Ma sa che eticamente dovrebbero.....
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 23, 2010, 11:57:07 pm
Facciamo un giochino: io scrivo il regolamento, anzi no visto che c’è già  lo prendiamo  pari pari dalla  CIRCOLARE N.18/2010 del 5 marzo e con protocollo 668/ST/tp e in modo specifico da pagina 13 a pagina 15. C’è scritto praticamente quasi tutto, mancano i criteri di come qualificare le donne per i campionati del mondo, ma considerando il fatto che non esiste neppure un tecnico per questo settore la cosa direi che potrebbe passare quasi in secondo piano.
Bene, facciamo tutto come previsto e in corso d’opera aggiungiamo delle prove ulteriori al settore in rosa… si sa che le donne è meglio tenerle sempre sulle spine, potrebbero rendere meglio!

Poi considerando il fatto, piuttosto risaputo, che le canadesi fanno le gare su percorsi totalmente diversi dalle donne e dai kayak maschili decidiamo di fare il giochino in momenti e luoghi ameni e su acque più facili… tanto per adeguarci poi agli Europei, Coppa del Mondo e Mondiali. Ah dimenticavo! I tracciati di gara devono assomigliare ad autostrade e rispecchiare le caratteristiche tecniche di molti anni addietro… giusto per confondere gli avversari.

Scriviamo ad esempio che le canadesi doppie devono stare nel 15% dal miglior K1 uomini, le donne nel 25% e i C1 nel 10%. Poi ci mettiamo una postilla che testimonia il fatto che conosciamo poco la realtà italiana del tipo che agli europei riserviamo dei posti agli U23 o che in coppa ci potrà andare una sola atleta over 23.

Parte il giochino… si gioca! Si va di qua e di là dell’Italia, si spendono danari e tempo,  poi ci trasferiamo in Slovenia, si torna e si riparte. E alla fine della festa non rispettiamo nessun criterio selettivo previsto e ci portiamo via C2 che hanno avuto medie del 19,5%  e del 25,5% - con quest’ultima percentuale non si entra neppure nei primi 20 in qualsiasi manifestazione internazionale sopra citata.

Poi, visto che ci piace giocare con le regole e dimostrare che poco contano, porto agli europei l’unica donna che non ha neppure fatto la selezione specifica prevista a Tacen. La giovane speranza donna ha una media di distacco del 29,9% e come se non bastasse il suo 24% dagli Junior non le permetterebbe, stando alle regole scritte, neppure di entrare nella squadra giovanile per europei e mondiali di categoria. Ma sappiamo tutti che delle regole e del rispetto per chi viceversa le percentuali le ha rispettate poco conta, anche se esiste un precedente eclatante come quello di aver lasciato a casa lo scorso anno dagli Europei un C2 che avrebbe potuto, come aveva già fatto, portare a casa una medaglia importante.

Non ci rimane che mandare un sms al Presidente, io l’ho già fatto e se pensate  fatelo anche voi!   “Carissimo Luciano, se mai fosse ancora possibile, salva la canoa slalom italiana da un gruppo di tecnici e dirigenti che poco hanno a che fare con il nostro sport e che lo stanno portando alla deriva”!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Giugno 08, 2010, 03:31:59 pm
dal sito ufficiale del CONI - http://www.coni.it/?det&tx_ttnews[backPid]=1&tx_ttnews[tt_news]=8066&cHash=7faeafde10 :

La parola è quindi passata a Rossana Ciuffetti, direttore della preparazione olimpica del Coni: "Il calo dell’attività fisica tra i più giovani è un grosso problema che sta portando i bambini all’obesità. Ma anche nell’età diciamo più critica, cioè tra i 14 e 16 anni si ha un calo, il momento in cui generalmente il ragazzo smette l’attività agonistica. Vedere quindi questo continuo sforzo da parte della Federazione, con cui collaboro davvero molto bene, nel cercare le soluzioni dà la speranza giusta. Le Olimpiadi giovanili – ha proseguito Ciuffetti – sono un segno importante dell’attività sportiva. Esserci con 53 atleti (mancano ancora le qualificazioni per il pentathlon moderno e il tennis) e gareggiare con altre 204 nazioni è il risultato del livello sportivo giovanile azzurro".

Mi domando:   la CANOA PERCHE’ NON PARTECIPERA’ ALLE OLIMPIADI GIOVANILI?

Eppure l’ultima volta che parlai delle “Youth Olimpic Games” fu a gennaio si veda  Re: DAL FONDO AL RIDICOLO  « Risposta #28 inserita:: Gennaio 17, 2010, 12:46:42 pm ». Lo avevo fatto ancora prima a dicembre si veda  Re: DAL FONDO AL RIDICOLO « Risposta #21 inserita:: Dicembre 26, 2009, 02:56:54 pm », ma mai nessuna risposta, nessuno stimolo attivato.

Ma i responsabili dell’attività giovanile della Fick  (fluviale e velocità visto che l’iniziativa raggruppa tutte e due le specialità)  dovranno  pure dire, giustificare, spiegare questa completa apatia ad un avvenimento così importante e stimolante per i nostri giovani.
Oppure passerà, come sempre, tutto in secondo piano? Eppure a parlare è il DIRETTORE DELLA PREPARAZIONE OLIMPICA DEL CONI in un incontro ufficiale organizzato dalla Federazione Pesistica Italiana che si sta organizzando alla grande per essere protagonista nello sport.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Giugno 25, 2010, 12:22:33 am

Sono due i punti che hanno attirato la mia attenzione sul comunicato stampa del Coni - =1&tx_ttnews[tt_news]=8168&cHash=0e6aff4c2f]http://www.coni.it/?dettaglio_news_&tx_ttnews[backPid]=1&tx_ttnews[tt_news]=8168&cHash=0e6aff4c2f (ftp://http://www.coni.it/?dettaglio_news_&tx_ttnews[backPid) - in relazione alla 984ª riunione della Giunta Nazionale del CONI.

Si legge:

“...Per quanto riguarda i futuri Giochi Olimpici, è stata varata la squadra che parteciperà ai Giochi Olimpici della Gioventù di Singapore (14-26 agosto). Il capo missione sarà Rossana Ciuffetti, con vice Giuseppe Gianfreda. La squadra sarà composta da 55 atleti, di cui 27 uomini e 28 donne...”

di questi 55 atleti nessun canoista! Qualcuno ci può spiegare la motivazione? Su questo tema ho scritto molto, ho iniziato a novembre 2009 a sollecitare i nostri dirigenti su questo forum che sicuramente  leggono visto che,  per quello che ho scritto, hanno pensato bene di mandarmi dal giudice sportivo il quale alla fine mi ha ammonito. Quindi la scusa che non lo sapevano non regge tanto più che in nessun verbale di delibera pubblicato si prende in esame l’opportunità di sfruttare questa importante occasione.

Poi si legge:

“...Inoltre sarà data particolare attenzione al “progetto Talento” delle Federazioni nonché ai progetti tecnico-scientifici con servizi centralizzati così come richiesto dalle Federazioni. ...”

Bene i “Giovani Talenti” della Fick sono in raduno ora a Bratislava a spese delle Società con poco supporto mischiati ad altri giovani dei Comitati Regionali, quelli che si sono organizzati per andare per conto loro.
Il responsabile sulla carta dei “Giovani Talenti” non è presente e si pensa di impegnarlo con gli junior, mentre il responsabile tecnico degli junior, sempre sulla carta, non va con gli junior ma segue la squadra nazionale senior. Il tecnico delle canadesi al-raduno gara non segue le canadesi, ma riprende con il video! Direi che, se pur il Coni si impegna a dare direttive e disposizioni, la Fick poi va per conto suo navigando a vista, cambiando  criteri selettivi,  delibere, programmi in relazione al vento di tramontana o di levante!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Settembre 27, 2010, 09:59:34 am
Non vi è mai capitato di chiedervi se ciò che vi circonda è frutto della vostra fantasia oppure è semplicemente una visione distorta della realtà? A volte, ma molto spesso, mi rendo conto di sognare, di vedere, di percepire e di sentire emozioni strane e di vivere in attesa che qualcun altro possa farmi capire bene come funziona.  Ogni tanto però, e anche qui molto spesso,  ricevo impulsi che consolidano e rafforzano il mio modo di vedere, di pensare, di capire e mi dico: “ma allora non sto sognando e non sono io fuori  giri... è proprio così lo dice pure lui, e anche lei lo vede, poi quella mail chiarissima, quella telefonata senza speranze, forse quell’ sms diceva proprio questo”!
Allora mi rincuoro, prendo di nuovo coraggio, riaccendo la fiammella, guardo in faccia la realtà e mi accorgo che tutto sommato quello che mi sta capitando attorno è proprio quello che vedo ogni giorno e non sfuoco nulla. Mi rimetto in discussione e riprovo ad aprire gli occhi anche a chi potrebbe cambiare le cose e a dare la sterzata giusta ad un movimento che vive di soli singoli exploit.
Va male, ma va tutto bene. Tutti si lamentano in silenzio e a quattr’occhi. Poi davanti ad una telecamera fissa sorridono e sono contenti. E’ proprio vero che quando sai di essere fotografato o ripreso  ti senti appagato, ti pettini, ti raddrizzi, sorridi, pensi positivo, dai il meglio di te stesso: sei in televisione il sogno di tutti!  Nessuno vuole restare immortalato con brutte espressioni, faccia sconvolta e avvilita. Tutti glissano e schivano il vero annoso problema... sono slalomisti e sono abituati a schivare  porte, onde e riccioli! Mia nonna, che era una santa donna e che ha messo al mondo quattro maschi e quattro femmine negando ogni rapporto con il suo amato sposo o chicchessia, gravida per opera divina, diceva sempre: “di’ che la va ben anca quando la va mal” che in italiano suona così: “di pure che va sempre bene anche quando va male”.  Eppure non mi sembra di aver sognato il campione del mondo e vincitore della coppa del mondo a Penrith quest’inverno allenarsi per conto suo vagano di casa in casa per trovarsi un tetto dove ripararsi o uscire scontento dalla tenda Italia lamentandosi che tutti sono spariti e lui voleva vedere il video.  Eppure mi sembra che il nostro miglior C2 non abbia nessuno che li segue e quindi deve arrangiarsi in tutto e per tutto. Nell’albo nazionale degli allenatori non trovo inseriti i tecnici della canadese nazionale, non li trovo neppure nell’albo degli istruttori, forse in quello dei maestri? No, neppure lì. Uno di loro non lo trovo neppure ai campionati italiani a seguire la gara in casa sua.  I collaboratori logistici o tecnici in acqua devono avere qualche grado di parentela con il tecnico responsabile del settore oppure essere sentimentalmente legati a qualche atleta per essere convocati a raduni in cui si evita di chiamare i tecnici magari dei campioni del mondo o medagliati. Nella vita  tutto è relativo e a volte pensi di vedere una margherita con i petali bianchi, ma in realtà sono gialli allora chiedi spiegazioni per capire. Parli con la persona più autorevole in assoluto il quale ti  dipinge la realtà dei sogni e dei balocchi alla Silvio per intenderci meglio. Grande lavoro, enormi competenze, l’amore regna sovrano, risultati in ogni dove e numeri importanti. Certo possiamo migliorare  e lo stiamo facendo con una squadra unita e compatta. Il pesce fuor d’acqua sei solo tu! Vedi caro Ettore noi italiani siamo abituati a farci del male da soli e quando vinciamo riusciamo anche a lamentarci. Io per la verità non la penso proprio così! Penso che noi italiani siamo quelli che l’8 settembre siamo diventati  tutti partigiani in poche ore e allora perché  abbiamo impiegato così tanto tempo per sconfiggere il nemico in casa? Noi siamo quelli che saltiamo sul carro dei vincitori e i primi a saltare giù se le cose vanno male e il povero Lippi ne sa qualche cosa. Noi costruiamo muri d’ indifferenza rischiando anche di farci male quando ci si sbatte la testa con la semplice frase: tanto è così e non cambia!
Già non cambia... avanti su questa barca a farci del male, a perdere talenti per strada, a soffrire per nulla, a rincorrere il tempo che fugge e che le altre nazioni usano per portare avanti un sistema consolidato ed efficiente, sfornando in continuazione atleti e movimento. Gioiamo perché finalmente viene messo prima il nome e poi il cognome, non più come nel verbale dei carabinieri; gioiamo perché qualche giretto per il mondo lo fanno fare  ancora, senza capirne il vero senso; prendiamo quello che ci offre il convento e tutto va bene. 
Per fortuna che c’è sempre il ricordo della saggezza di mia nonna che diceva: “tanto è lo stesso, il mondo va per dove deve andare ed è inutile tentare di cambiarlo”.

Già... inutile e soprattutto fa male per chi ci prova!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Giugno 18, 2011, 10:09:42 pm
Ma come può essere che alle 22,10 del 18 giugno 2011 il sito federale non dia nessuna notizia sulla Coppa del Mondo di discesa in corso di svolgimento a Bovec in Slovenia. Nessuna presentazione nei giorni precedenti,  nessuna notizia sui risultati, una manifestazione completamente ignorata. Una squadra nazionale abbandonata. Ma i responsabili del settore non gridano vendetta?
Forza ragazzi io comunque ci sono e seguo in diretta ogni vostra pagaiata... per fortuna che ci sono dei server veramente al passo con i tempi!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: nellokayak - Giugno 19, 2011, 02:16:34 pm
Come non darti ragione. Sono stato tutto il pomeriggio a cercare sul web notizie sulla Coppa del Mondo di discesa. A volte ho perfino pensato che fosse il mio PC a non funzionare. Però per onestà devo dire che nenche gli altri due siti istituzionali deputati a farlo latitavano, risultando momentaneamente in "ferie". Infatti sul sito ICF e su quello della Commissione discesa (www.wwcommittee.com) la Coppa del mondo risulta inesistente. Forse anche in Italia si stanno adeguando alle scelte e strategie internazionali. Bontà loro.
Qualche mio superiore dice che non ho più voglia di combattere. Forse ha ragione, forse non l'ho mai fatto! Mea culpa!
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Giugno 19, 2011, 07:55:29 pm
Sono due i siti che seguono le gare di canoa a livello internazionale.
Il primo è http://www.123result.com/ (http://www.123result.com/)  gestito da Siwidata
il secondo è http://www.timing-mojstrana.com/ (http://www.timing-mojstrana.com/)
in modo specifico per la coppa del mondo di discesa classica si poteva seguire live su:
http://www.123result.com/Live.aspx?EventId=bovec2011&User=slovenia&Season=CS_2011 (http://www.123result.com/Live.aspx?EventId=bovec2011&User=slovenia&Season=CS_2011)
Sempre su questo ultimo indirizzo si è appresa la notizia della cancellazione della gara sprint che si sarebbe dovuta disputare oggi.

Caro Nello, queste informazioni non dovresti però riceverle da un appassionato e sognatore di canoa come me, come qualcuno mi ha gentilmente definito, ma dai professionisti pagati per dare informazioni agli associati della Federazione.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 06, 2011, 10:42:10 pm
Mi chiedo, forse anche stupidamente: è meglio non fare niente oppure è meglio fare qualcosina e dare proprio l’impressione di essere dilettanti allo sbaraglio? Nel primo caso non far nulla non induce chicchessia ad insinuare che effettivamente si è proprio fuori luogo, nonostante ci si apostrofi con titoloni e appellativi altisonanti  e magari qualcuno ancora ci crede e ringrazia di cuore tutto e tutti.  Poi invece si fa e si vuole fare quello che per essere fatto ha bisogno di tempo, materiale, professionalità e quant’altro necessario per realizzare un video o un’intervista che effettivamente possa reggere ad una concorrenza spietata a cui purtroppo o per fortuna oggi tutti noi siamo abituati. Così facendo si diventa in effetti la fotografia chiara di tutto un sistema, di una squadra, di una professionalità che non c’è. Non è altro che il riflesso di quella che dovrebbe essere la luce di riferimento. Dilettanti con dilettanti che si elogiano da soli, con frasette scontate e ovvie.
Oggi i mezzi dell’immagine sono potenti, per non parlare della forza delle parole. Parole che se mal spese fanno cadere nel ridicolo e ci riportano a quando il buon Wladimiro Panizza dopo la magica tappa vinta sul monte Maddalena nel 1975 ai microfoni di un grande maestro del giornalismo sportivo come Adriano Del Zan diceva: “sono contento di esser  numero uno, grazie alla mia squadra, grazie ai miei compagni, saluto la mia mamma”. Ecco siamo praticamente tornati a quegli anni, agli esordi di immagini ancora in bianco e nero, mentre gli atleti, oggi, culturalmente non sono certo al livello che certe immagini ci lasciano intendere.
Mi chiedo quale sia la funzione di un certo lavoro. In teoria dovrebbe promuovere in primis i protagonisti e poi lo sport che praticano... dovrebbe! Così facendo si ottiene il risultato opposto, perché si fatica a guardarlo per intero.
Insomma per capire di cosa stiamo parlando andate a vedere questo video e poi riprendiamo a discuterne assieme - http://www.youtube.com/watch?v=mqCcdEpf6lo (http://www.youtube.com/watch?v=mqCcdEpf6lo)  oppure http://www.youtube.com/watch?v=-cxpXo28F94  (http://www.youtube.com/watch?v=-cxpXo28F94)-  http://vimeo.com/24276573 (http://vimeo.com/24276573) giusto per fare qualche  esempio. Solo per capire l’importanza che possono avere l’immagine e la comunicazione che molte volte condizionano  sponsor, televisioni e mass-media in generale. Questo è il prodotto che serve alla canoa slalom, questo dovrebbe essere la base da cui partire per dare una svolta decisa al nostro sport.
Creare un prodotto di qualità è importante e se non si è in grado di farlo, meglio restare nell’anonimato. Meglio non dire a nessuno dove siamo e divertiamoci con le nostre barchette, ma non cadiamo nel ridicolo, per favore!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Agosto 08, 2011, 01:40:49 am
Sono felice.

Sono felice perché leggendo quanto scrivi capisco che quella che tanto critichi è una Federazione che, in maniera evidente proprio dalle tue osservazioni, cresce.

Sono piovute critiche sul sito internet; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma il sito internet, a differenza di un tempo, oggi c’è e funziona.

Sono piovute critiche sulle news inserite nel sito internet; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma le news ora ci sono, a differenza di un tempo, oggi ci sono e sono lette.

Sono piovute critiche sulle interviste nel sito internet; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma le interviste oggi si fanno, a differenza di un tempo, e sono lette.

Sono piovute critiche sulla tempestività delle news; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma oggi molte news sono messe con tempestività, a differenza di un tempo, e sono lette.

Sono piovute critiche sulla vivacità delle news, ritenute scarne, senza cuore; si può sempre fare meglio, è ovvio, quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma oggi stiamo cercando da tempo di conoscerli più da vicino i nostri atleti, a differenza di un tempo.

Sono piovute critiche sulla photogallery; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma oggi la photogallery c’è, sta crescendo e continuerà a farlo, a differenza di un tempo che non c’era.

Sono piovute critiche sullo spazio che la canoa italiana ha all’interno dei vari media (tv, radio, giornali, web); si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma oggi la canoa italiana è presente sui media, a differenza di un tempo.

Sono piovute critiche sulla newsletter FICK; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma oggi la newsletter c’è e viene spedita, a differenza di un tempo che non c’era.

Sono piovute critiche sui video…i video??? Ma ci sono addirittura i video??? Ma guarda che è impossibile sai…una Federazione come la dipingi tu non può nemmeno provare a mettere in piedi un qualcosa che assomiglia alla parola video dirà qualcuno.

E invece no, i video ci sono; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma i video ci sono, sono stati pubblicati a differenza di quando li potevamo guardare solo sui siti di altre federazioni.

Insomma, sono piovute e continuano a piovere critiche sulla comunicazione in generale; si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare. Ma da qualche tempo comunichiamo, a differenza di un tempo.
 
Insomma, quante cose stiamo facendo. Al meglio delle nostre possibilità, consapevoli che potrebbe anche non bastare. Ma la scelta è quella di fare, di sperimentare, di affrontarla quella ca--o di porta in risalita che tanto ci fa penare! Sbagliamo, ok, si riprova, si riprova e si riprova. Fino a che l’allenatore non verrà a dirci di lasciar stare, fino a che non finiremo sott’acqua, fino a che non ci romperemo le scatole e lasceremo stare, fino a che gli insulti dei nostri detrattori saranno talmente forti che potrebbero anche diventare insopportabili, fino a che toccheremo e beccheremo 2, la salteremo e beccheremo 50, arriveremo al traguardo secondi, terzi, quarti, penultimi o ultimi...o fino a che…perché no…saluteremo la palina senza toccarla superando la porta correttamente e arriveremo al traguardo con il miglior tempo di tutti. Per la nostra grande gioia!

Tu scrivi: “Dilettanti con dilettanti che si elogiano da soli, con frasette scontate e ovvie / Ecco siamo praticamente tornati a quegli anni, agli esordi di immagini ancora in bianco e nero, mentre gli atleti, oggi, culturalmente non sono certo al livello che certe immagini ci lasciano intendere / Mi chiedo quale sia la funzione di un certo lavoro. In teoria dovrebbe promuovere in primis i protagonisti e poi lo sport che praticano... dovrebbe! Così facendo si ottiene il risultato opposto, perché si fatica a guardarlo per intero / Creare un prodotto di qualità è importante e se non si è in grado di farlo, meglio restare nell’anonimato. Meglio non dire a nessuno dove siamo e divertiamoci con le nostre barchette, ma non cadiamo nel ridicolo, per favore!”

Tutte opinioni forti, tue e di molti altri, che rispetto. Consapevole però che chi fa inevitabilmente sbaglia. Chi non fa non sbaglia e non potrà, ovviamente, mai essere criticato sui fatti. Ma come ogni buon canoista che si rispetti e che viene chiamato a gareggiare perché in grado di farlo: preferisco affrontare il canale, consapevole che potrebbe mettermi seriamente in difficoltà o farmi finire sott’acqua, piuttosto che rimanere al cancelletto a guardare che fanno gli altri.

Ho visto i due video linkati…belli…spettacolari! Dateci qualche tempo…e avrete la possibilità di criticare anche quelli!!!

JL
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: maurizio bernasconi - Agosto 08, 2011, 08:50:37 pm
Gentile Lazzarotto, è apprezzabile che arrivi una risposta dalla Federazione attraverso la tua voce. Benissimo. Oltretutto una risposta che, dal punto di vista retorico, dimostra un congegno piuttosto efficace. Non credo però che tutte le osservazioni di Ettore vogliano valere come puntualizzazioni o quotidiane pignolerie intese a molestarvi e stimolarvi. E non credo che ce l'abbia proprio esclusivamente con l'ufficio stampa. Credo che gli faccia tristezza lo sforzo pubblicistico abbastanza ingenuo per dissimulare una certa evidente penuria di idee del settore tecnico, raccontandoci per esempio che l'allenamento è durato un'ora e mezza e in Inghilterra oggi pioveva e altri intrattenimenti del genere. Credo, per farla breve, che Ettore voglia dimostrare una cosa: la discrezionalità nell'esercizio del potere e nella selezione del personale tecnico genererà inevitabilmente un ambiente mediocre, o meglio, un ambiente magari ricco e vitale, ma nel quale predominano dei mediocri in funzioni chiave. C'è o non c'è un sistema di cooptazione basato soprattutto su motivazioni di opportunità "politica" piuttosto che sul merito e su un indiscutibile prestigio personale? Per motivazione politica si intenda: relazioni, piccoli rapporti di amicizia (si fa per dire), restituzione di cortesie, disponibilità all'obbedienza, accortezza elettorale. Mi pare che il punto sia questo. Puoi rispondermi che sbaglio, che non è vero niente? E' mai capitato, per quanto ti risulta, che persone di valore siano state messe ai margini o ridotte al silenzio per fare posto a una mezza calzetta? Non ti risulta? Potresti asserire che lo staff attuale del settore slalom sia l'espressione del livello esistente in Italia punto e basta? Nessun valoroso è stato mai (oggi o nei tempi dei tempi) escluso anche usando scorrettezze? Vediamo se mi rispondi che, grazie, si può sempre fare meglio, è ovvio; quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare... oppure puoi rispondere che in Italia si fa così in ogni settore e dovremmo stupirci se le cose andassero diversamente nella canoa. Ma non siamo ancora stufi del solito andazzo?
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Mauro Canzano - Agosto 09, 2011, 04:12:17 pm
Partendo dal presuppposto che chi fa può anche sbagliare e chi sbaglia è soggetto a critiche...la verità è una soltanto: è il sistema di reclutamento tecnico (che dovrebbe essere meritocratico e basato su elementi come atleti già allenati,titoli di studio conseguiti e riscontrabile leadership) che è fondamentalmente sbagliato. Saluti a tutti.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 11, 2011, 03:53:23 pm
Rimango stupito che l’ufficio stampa abbia sentito la necessità di intervenire in sua difesa, ad una mia osservazione in relazione all’importanza delle immagini e delle parole che si spendono per promuovere il nostro sport. Evidentemente si è sentito tirato in ballo... Strano, molto strano perché mai lo cito o faccio riferimenti specifici, quindi deduco che da solo si è inserito nella categoria a  cui mi riferivo... Concordo con il sapiente e attento Maurizio e colgo anch’io, nella risposta non richiesta di JL,  una retorica unica.
Non dobbiamo nasconderci dietro ad un dito e la sostanza è semplice ed è sotto gli occhi di tutti.
Non si parla della partitella tra scapoli e ammogliati dove c’è il nipotino che ricevuto in regalo una telecamera o un I-phone si inventa giornalista. Qui si parla di enti che hanno budget in milioni di euro e non è accettabile la scusante: "quello che stiamo facendo lo stiamo facendo al massimo delle nostre possibilità e potrebbe anche non bastare
Al giorno d’oggi non c’è bisogno di attendere che qualcuno cresca e impari a fare il mestiere. Qui o lo si sa fare o si cambia, oppure, se lo si sa fare e non si è  messi nella condizione di farlo, è meglio dirlo e andarsene dove si può effettivamente esprimere la propria professionalità! Ma evidentemente nella vita si è pronti a tutto pur di restare in posizioni che, a quanto pare, qualche ritorno devono offrire perché, altrimenti, non si spiegherebbe la ragione per cui si accettino situazioni veramente paradossali.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Alessandro Leonori - Agosto 12, 2011, 11:23:12 am
E qui mi sento chiamato a dire la mia, visto che collaboro con la FICK oramai da 3 anni in questo campo, ciao Ettore, ciao a tutti.

Sono ovviamente anch'io convintissimo dell'importanza ultra-strategica dell'uso delle immagini, per propaganda/spettacolo, ma anche per finalità documentaristiche e didattiche, anche e soprattutto perchè la visibilità attira sponsor, dunque soldi, dunque crescita!

Ho sperimentato sulla mia pelle tanto l'impegno, la passione, e la soddisfazione per aver realizzato alcuni documentari per il Settore Tecnico Discesa (vedi http://www.wwtv.it/video%20019.html (http://www.wwtv.it/video%20019.html) e http://www.wwtv.it/video%20069.html (http://www.wwtv.it/video%20069.html), quanto la frustrazione per la mancata diffusione degli stessi (della serie: ma che li abbiamo fatti a fare allora?!).

Quanto alla mia attività in occasione degli appuntamenti internazionali (di discesa), la consapevolezza dell'utilità di quel lavoro mi da' lo slancio per lavorare quelle 18 ore al giorno senza sosta. Allo stesso tempo mi rammarico perchè mi chiedo: se la Federazione mi paga per andare là, perchè non organizzare meglio il lavoro, in modo tale che venga data pubblicità ai video non solo durante i mondiali?

Alla fine la visibilità e la pubblicità della FICK in quei casi è più a livello internazionale che non a livello domestico.

E non è strano che ci sia il "video-man" al seguito della squadra di discesa e non delle squadre di olimpica o slalom, le discipline olimpiche?
Penso alla creazione, all'interno del sito della Federazione, di una sezione dedicata ai multimedia, all'interno della quale inserire i vari video di tutte le discipline, con un format omogeneo, il tutto adeguatamente pubblicizzato, magari anche tramite mailing list...

Per non parlare poi della possibilità che qualche video ben fatto possa periodicamente  uscire dal solito circuito web per essere trasmesso da emittenti più "ricettive" agli sport minori, come La7 o Sky...

Certo, per far questo ci vogliono risorse e investimenti, e non conosco la situazione patrimoniale della FICK, nè l'esistenza o meno di una volonta' (politica?) di portare avanti un tale progetto, ma sono convinto che non sia tanto questione di soldi, quanto di banale organizzazione.

Mi sono sempre considerato una persona "sul campo", quindi nel mio settore macino video come un treno e non mi fermo mai; allo stesso tempo cerco in tutti i modi di evitare di farmi coinvolgere in questioni politiche e in tutto cio' che riguarda i c.d. "poteri decisionali", ma mi rendo conto che per far crescere questo sport è necessario impegnarsi davvero su tutti i fronti.

E' buffo, solo per fare un esempio, che l'anno scorso siano apparse 2 interviste diverse ma simili a Molmenti neo-campione del mondo, una sul sito FICK e una su WWTV (con logo FICK). Sarebbe bello sfruttare le sinergie, coinvolgere altre persone dotate di telecamera e di minima manualità nell'usarla, dislocate in punti diversi dello stivale, e organizzare uno o due studi di montaggio che raccolgano i vari contributi (in tempo reale, perchè i filmati possono essere uploadati e poi downloadati via web) e li mettano in rete su un unico sito a cui fare riferimento. E questa sarebbe solo una delle idee.

A questo lavoro "giornalistico" tempestivo, andrebbe poi aggiunto un lavoro di preparazione di video professionali/promozionali, come quelli stupendi che ci ha portato ad esempio Ettore: i c.d. "biglietti da visita".

E' indubbio che la FICK qualche passo avanti lo ha fatto, anzi, vi sottopongo l'ultimo "lavoro" per la propaganda della canoa, che verrà presentato nelle scuole italiane a partire da settembre: un documentario di 30 minuti che racconta a parole semplici e con immagini accattivanti le nostre 4 discipline, "DIVERTIAMOCI IN CANOA", con l'obiettivo, naturalmente, di incrementare i tesserati. Vedi promo: http://vimeo.com/27551976 (http://vimeo.com/27551976).

Speriamo (vista anche l'immane "faticaccia" che ho fatto nel realizzarlo) che la Federazione faccia grossi sforzi per distribuirlo e pubblicizzarlo al meglio, e che questo possa essere solo il punto di partenza per un vero e proprio lavoro di squadra che regali a questo sport la visibilità che merita.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Agosto 24, 2011, 02:55:30 pm
http://www.vimeo.com/28054542  (http://www.vimeo.com/28054542)questo è un altro esempio di grande professionalità sul tema in discussione.

Rimango poi basito per le polemiche che stanno animando questo forum "mondiali sprint" è anni che scrivo che manchiamo di un sistema, di un metodo di lavoro e tutto lo testimonia. Perché meravigliarsi? Ora paghiamo le conseguenze di scelte politiche e di tanti signor sì!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Settembre 25, 2011, 12:50:32 pm
Sono sconvolto da quella che potrebbe essere la scoperta del secolo e che rimette in discussione praticamente la relatività del  mitico Albert.  In sostanza il professor Antonio Ereditato, che lavora al centro di fisica del Cern, ha detto che le misure raccolte nel corso di tre anni indicano che i neutrini si sono mossi di 60 nanosecondi più velocemente della luce. Ora se ci pensate per un solo attimo la cosa è sconvolgente, infatti la teoria della relatività implica l'impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo, finora inesorabilmente relegati alla fantascienza e ritenuti irrealizzabili dalla scienza mentre ora tutto ciò potrebbe accadere.
Pensandoci però bene, il professore Eriditato avrebbe potuto risparmiare montagne di ore di lavoro facendosi un giro nelle gare di canoa... noi i viaggi nel tempo li stiamo già facendo, purtroppo solo all’indietro,  e stiamo scoprendo il fatto che possiamo anche ritornare all’era del proceratosaurus.

Un tempo esisteva un Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato, oggi Gruppo Sportivo, che ha permesso alla canoa fluviale di fare un grandissimo salto in avanti ed era riuscito a creare un vero e proprio sistema perché gli atleti potessero non solo allenarsi a tempo pieno, ma anche studiare e, una volta finita la carriera sportiva, rimanere nel suo interno per lavorare.
Questa realtà oggi, nata nel  1976, esce  da una stagione di gare senza neppure l’ombra di un titolo italiano. La cosa di per sé potrebbe passare inosservata ai più, ma, credetemi, a chi nonostante tutto è ancora legato a questa società, non fosse altro per riconoscenza, pesa non poco. La cosa incredibile è come un organismo del genere possa accettare tutto ciò. Sulla carta ci sono sei atleti di cui solo 4 però fanno attività e ci sono 3 responsabili distaccati a tempo pieno per pratiche amministrative e per fare gli allenatori. Ma gli allenatori di chi, se in realtà gli atleti difficilmente sono in sede ad allenarsi? Perché il G.S. CFS non si rinnova? Perché ex atleti di altissimo livello e ora allenatori o responsabili  accettano questa situazione? La reazione a tutto ciò sarà quella di dire che non sono affari miei, ma qui si sbagliano perché questo è un affare di Stato e come cittadino ovviamente sono interessato a che le cose possano andare bene. Anche noi possiamo fare del bene al nostro paese... e lo dice chi è costretto a lavorare all’estero!  Sconvolge poi sapere che l’unica mossa a cui si è pensato è stata quella di chiedere ad altri di redigere una relazione per spiegare lo stato delle cose ai propri superiori.
Ma i misteri della vita sono tanti come il numero di partecipanti al campionato italiano di Ivrea: 36! Veramente pochi, ma, visto che neppure i tecnici nazionali di settore si presentano, non vedo perché ci dovrebbero andare gli atleti.

Oppure sconvolgenti sono i cambiamenti  d’...”umore” che certi atleti fanno nel giro di poco tempo e che grazie a Facebook diventano noti a tutti.
“Si comincia a preparare la borsa per tornare in Italia dopo 10 giorni di allenamento sul canale Olimpico, un'esperienza unica e stupenda!! grazie a tutto il Team Italia!”
poche settimane dopo lo stesso atleta: “terzo k1 italiano, vinta una medaglia a squadra ai mondiali assoluti, e cosa ti senti dire? allenati tutto l'inverno da solo e pensa alle olimpiadi 2016 .. non ho parole!!
Ma come prima si ringrazia il Team Italia e poi, solo perché ti dicono di arrangiarti, ci spari contro? Non mi sembra coerenza e soprattutto dopo aver già toccato con mano questa realtà, ma è il classico esempio di chi vede solo il proprio interesse che è quello magari di farsi dare una maglietta in più, dimenticando che solo un sistema può far crescere il livello di tutti portando a tutti grandi vantaggi... veramente ridicolo.


Mi meraviglio poi che c’è ancora qualcuno che fa notare che l’ufficio stampa ignora molte delle attività e specialmente per i settori giovanili. Oppure c’è ancora qualcuno che rimane sconvolto per la mancanza di dialogo. Ma ragazzi qui siamo in un sistema che va avanti senza bisogno di niente e nessuno, chi c’è ora comanda e si circonda di “Yes men”. Importante non uscire dalle sei ore di lavoro, importante non fare nulla di innovativo, importante non restare troppo lontano da casa per non mancare l’appuntamento quotidiano con i giardinetti... le altre mamme o papà potrebbero preoccuparsi dell’assenza!
Importante fare i tecnici nazionali piuttosto che guidare i gommoni anche se poi non si allena nessuno. Importante essere convinti che non va bene così, ma comunque accettarlo.

Ma a cosa servirebbe cambiare quando i talenti escono da soli e ci portano le medaglie?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: enrico lazzarotto - Settembre 25, 2011, 02:21:57 pm
Ciao Ettore, come sempre vai dritto al punto in maniera precisa e onesta.
Devo farti i complimenti, primo x i report della stagione agonistica slalom 2011, sempre dettagliati, secondo, sei uno dei pochi a dire le cose come stanno, io,  se posso integrare, avrei anche scritto, come hai già fatto precedentemente credo, della situazione della canoa/kayak discesa fluviale del Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato, e chiudevi il cerchio a 360 gradi. Alle tue domande "Perché il G.S. CFS non si rinnova? Perché ex atleti di altissimo livello e ora allenatori o responsabili  accettano questa situazione? " bhe, se con il minimo sforzo si va avanti perchè cambiare, o no? Credo che qui si tratti di onesta, di passione, e di professionalità, se mancano una di questa cose bisogna avere il coraggio di farsi da parte, queste scelte se pur difficili porteranno rispetto.
Per quanto riguarda i "cambiamenti d'umore", non mi preoccuperei + di tanto, ci saranno sicuramente altri cambiamenti d'umore nel prossimi anni, come ci sono sempre stati.
 Osservando il movimento dall'esterno ormai da + di 5 anni non vedo miglioramenti, anzi.
Ma ho esagerato meglio pensare a giocare con i kayak in plastica o su FB.
grazie ancora
enricolazz
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Maurice - Settembre 26, 2011, 08:12:49 am
Ettore, dici bene ! Sei atleti e tre responsabili ? Togliamo pure Cri che mi dicono in maternità e anche Luca che dicono sia a far servizio, ne restano quattro anche se qualche voce che gira dice che tra poco ne resteranno solo due! Quindi tre responsaili per due atleti, vabbè che siamo in Italia però la vedo dura mantenere tre responsabili per due atleti !!!
Per la mancanza di titoli Italiani chi è causa del suo mal pianga se stesso, mi riferisco ai responsabili del centro di Carpanè, di questo passo non avranno più ragione di stare al centro, che ci farebbero senza atleti ? Non ho ben capito l'assenza di Cali a Ivrea, ancora un piccolo sforzo non lo poteva fare ? Onore comunque a Diego per il secondo posto per soli 7 centesimi. Per il secondo posto del C2 si tratta molto evidentemente di mancanza di personalità e quindi di decisioni del capo squadra presente a Ivrea, andava assolutamente fatto ricorso per la ripetizione della seconda manche fortemente viziata da un forte vento che teneva le paline delle porte in orizzontale rispetto all'acqua !  Il giudice arbitro principale, sbagliando può anche non decidere nel merito, ma il capo squadra deve proteggere i propri atleti e di conseguenza anche se stesso ed suo operato come tecnico.
posteri iudicabunt........
Il centro sportivo in questione, vanto un tempo della canoa Italiana  sta lentamente scomparendo, si rendono conto che non riescono a mettere assieme una squadra neppure nel K1 ? Per non palare poi della discesa che non ha neppure un atleta.
Voci di corridoio

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Novembre 02, 2011, 08:37:59 pm
Gli struzzi sono uccelli molto grandi e per mimetizzarsi dai predatori cercano di infilare la testa nella sabbia, assumendo con il resto del corpo una posizione supina quasi a novanta gradi. Uccelli:  esempi viventi per molti. Così facendo pensano di non essere visti. Spesso questa tecnica va a buon fine, loro rimangono vivi, nulla cambia e proseguono nella normale routine quotidiana.  Qualcuno poi si è messo ad allevarli, però con scarso risultato se non quello di apprendere tecniche assai raffinate dal pennuto animale e diventarne un imitatore che alla lunga ha addirittura superato il maestro.  La tecnica poi si è raffinata e se un tempo sembrava essere assurda e decisamente criticata, oggi tuttavia se ne fa un uso di gran lunga maggiore del passato. Si dribbla il problema non parlandone, evitando scambi di opinione e fingendo che tutto sommato le cose non vanno così male come qualcuno vorrebbe far credere. Insomma è interesse di tutti mantenere la testa sotto la sabbia e al massimo se qualcuno calpesta qualche orticello si elevano segnali di fumo assai innocui ed innocenti.
Così facendo gli struzzi mantengono il tran tran di vita piatto piatto e senza scossoni. Poi a qualcuno di loro viene anche dato un bonus una tantum per aver prodotto le uova d’oro. Loro ringraziano e tornano con la testa sotto la sabbia e si va avanti così.
Morale della favola? Ognuno tragga le conclusioni che vuole...  ce ne sono per tutti i gusti!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Gianfranco Guglielmi - Novembre 03, 2011, 11:03:31 am
Complimenti Ettore, bello il messaggio degli struzzi. Non sapevo conoscessi così bene la storia della Polisportiva Verbano ;D
Occhio alla sabbia, frankguglielmi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Novembre 25, 2011, 11:58:19 am
« Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze »
   (Norberto Bobbio, in Politica e cultura, 1955)

I campionati del mondo Junior e U23 saranno negli Stati Uniti a Wausau (Wisconsin) dall’11 al 15 luglio 2012 e i campionati europei per queste categorie a Solkan (Slovenia) dal 6 al 9 settembre.
Facciamo subito una considerazione tecnica relativamente ai due percorsi. Si tratta di due tracciati semi-naturali che mantengono le caratteristiche comunque del fiume. Non sono canali. Wausau iniziò ad ospitare gare internazionali nel 1985. Tre anni dopo si organizzò una gara di Coppa del Mondo che allora si chiamava “World Cup Series”. Un’idea che era nata a Bill Endicott supportata da Richard Fox che in quegli anni era sicuramente il leader indiscusso del kayak uomini.  Nel 1991 Wausau ospitò la finale di Coppa che si portò a casa per l’appunto Riccardo Volpe per la terza ed ultima volta. Nel 1994 si disputarono i campionati del mondo Junior. A quell’edizione parteciparono per l’Italia solo 3 k1 uomini e cioè Luca Moro che chiuse in 42eisma posizione, Luca Negrello 47esimo e Pietro Pozza che però non gareggiò visto che poco prima si lussò la spalla, ma venne portato negli States per premio. Fu l’edizione in cui si misero in mostra i C1. Vinse Michal Martikan, ma erano presenti anche i grandi campioni del futuro e cioè Tony Estanguet che fece registrare il miglior tempo 178,49 contro il 178,69 di Martikan, ma entrambi con 15 penalità. Lo slovacco però riuscì a fare una seconda manche pulita con 179,36 e vinse agevolmente sul polacco Mariusz Wieczorek e sullo sloveno Dejan Stevanovic. Al via anche Tomas Indruch - quinto, Jura Mincik - nono, Stanislav Jezek - decimo e Pavel Janda - settimo. Tutti atleti che successivamente divennero grandi protagonisti nella categoria assoluta e alcuni di loro lo sono ancora.

Come sempre mi perdo nella storia, ma mi affascina troppo per non parlarne. Solo così facendo non perdiamo il senso del lavoro che tutti noi stiamo portando avanti, ma torniamo a noi.

Dicevo che in relazione alle caratteristiche dei percorsi e alle date delle stesse prove giunge voce che le selezioni per partecipare a questi eventi saranno in Aprile a  Tacen e a Solkan. Se sul secondo non ci sono contraddizioni, mi sembra assurdo proporre il primo come prova di selezione per Junior, ma soprattutto mi sembra assurdo fare delle selezioni a 3 e a 5 mesi dai rispettivi eventi. Si consideri poi che si parla di atleti impegnati nella scuola. Tralasciando ciò allora consideriamo il fatto che per preparare bene le selezioni - aprile - bisognerebbe avere molte ore in acqua mossa cosa impossibile da fare per questa data. Meglio sarebbe posticipare le selezioni lasciando la possibilità alle Società di preparare bene l’evento.

Altro fatto importante. Sembra che il tecnico responsabile degli Junior si sia dimesso. Il suo nome non è infatti stato inserito nelle ultime due convocazioni per i raduni di questa categoria mentre sull’ultimo stage  che ci sarà in dicembre, appare anche il nome del referente tecnico per tutte le attività slalom e discesa... alla faccia della comunicazione sulla quale si doveva basare la linea politica del Presidente! Una new-entry sul campo di allenamento? Sarebbe bello conoscere le sue idee in merito e soprattutto capire quali junior ha mai seguito nella sua carriera di tecnico in maniera costante e duratura e qual è stata l’ultima gara internazionale di queste categorie in cui ha presenziato. Poi mi chiedo ma nelle buone intenzioni di questo staff tecnico e del suo referente politico non si doveva coinvolgere i tecnici di società? Che fine hanno fatto?  Ma questi sono i misteri della canoa italiana che sembra ora in mano solo al Presidente e al Commissario Tecnico tutto il resto poco conta, anche il futuro dei giovanissimi che purtroppo non c’è!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Dicembre 11, 2011, 12:26:30 am
Ciò che mi spaventa di più nella vita è l’assoluta calma e rassegnazione che regna in certi ambienti. Alcuni giorni fa ho avuto uno scambio di e-mail - epistolare direbbe il Foscolo con il suo Jacopo Ortis - con una persona che ritengo particolarmente impegnata nello sport e che, nonostante mille difficoltà, promuove alla grande la canoa in tutte le sue forme. Combattivo anche per risolvere spiacevoli situazioni, ma che sembra rassegnato alla condizione attuale della canoa italiana nonostante ammetta “che la realtà è talmente evidente!!!!!!!!”.  La cosa di per sé è normale, ciò che sconvolge è capire che nulla funziona come dovrebbe e non reagire scaricando le responsabilità solo sui “cani grossi” i rottweiler come li definisce lui, mentre i chihuahua non possono nulla contro questa forza della natura. Questo è il vero dramma della vita: accettare tutto quello che ci viene proposto dall’alto anche se questo è solo fumo e tante belle parole sintetizzate quasi puntualmente ogni due mesi in scritti che sembrano fotocopiati dal libro Cuore: vogliamoci bene, voi siete la vera forza, la condivisione con la squadra si allarga sempre di più e avanti di questo passo, anche se poi è tutto in mano ad una sola persona.
Altra fatalità  è quella che ora  tutto l’apparato parla di centralità delle Società e piovono piccoli contributi... ci avviciniamo ai rinnovi e si inizia a fare politica attraverso un vecchio sistema. Non si parla dei veri problemi della canoa italiana ed internazionale. Non si accenna minimamente alle problematiche dello sport che sta cadendo a pezzi. Non si dice nulla sul fatto che viviamo  agonisticamente solo grazie ai talenti e non si fa nulla per incrementare la base e i tecnici di livello.
Non si dice che il vice presidente e il responsabile dei settori Junior e discesa non si sono presentati in consiglio federale. Eppure in questa ultima riunione si discutevano programmi e calendari che hanno una rilevanza per tutti.
Se n’è andato il responsabile tecnico del settore junior slalom e nessuno si è preso la briga di dire nulla o spiegare. Neppure l’interessato che avrebbe dovuto, se non altro moralmente con le società, esprimere le proprie motivazioni. Ci sono responsabili politici di settore che ormai fanno le convocazioni eludendo così l’autonomia e la funzione tecnica che dovrebbe essere di competenza del Commissario Tecnico.
Nel frattempo Molmenti è andato in Cina con una convocazione della Federazione per conto suo e se va bene il suo tecnico andrà in Febbraio in Australia, nel frattempo ha altro da fare... con tutti gli atleti che in questo momento ha il gruppo sportivo della Forestale che si allenano a Carpanè: uno! Ciò che  più  sconvolge è che sulla convocazione si legge:

. 26 dicembre 2011 al 5 marzo 2012 a Penrith (Australia) per allenamenti e Campionato   Oceanico (gara valida per la Coppa del Mondo 2012) e Australian Open (gara Ranking ICF)


Ora il 10/12 febbraio 2012 ci sarà l’Australian Canoe Slalom a Penrith, Sydney AUS  che in effetti sarà una gara di Ranking ICF, mentre dal  24/ al 26 febbraio  2012 ci saranno    gli Oceania Canoe Slalom Continental Championships sempre a Penrith, Sydney AUS. Il bello è che questa gara, data dalla FICK come gara valida di Coppa del Mondo 2012, in realtà sarà una gara valida per la qualifica olimpica Oceanica e gara di ranking. La Coppa del mondo inizierà a Cardiff l’otto giugno e terminerà a Bratislava il 2 settembre con la finale dopo cinque gare che si disputeranno tutte in Europa (Cardiff, Pau, La Seu, Praga e Bratislava).  Pazzesco come si possa confondere tutto ciò! Beh non mi stupisce più visto che neppure il responsabile politico si presenta più ai Consigli Federali come si deduce dai verbali seppur  striminziti... meno si scrive e meno si è vulnerabili.

Ma ciò che mi spaventa veramente di più è il silenzio generale. La quiete assoluta. Non seguirà la tempesta, di memoria leopardiana, nessuno ha interesse farlo.  Segnale evidente di un decadimento di interessi, di passioni, di competenze che segna la fine di un movimento che aveva regalato tanto allo sport italiano.
Che sia il caso anche per me di entrare in un lungo letargo considerando il fatto che si parla solamente con dei sordi e risposte, commenti o confronti non se ne ricevono?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Dicembre 11, 2011, 05:49:34 pm
Volevo scusarmi ufficialmente per aver sottolineato  il fatto che il Vice-Presidente del settore fluviale non era presente all'ultimo consiglio federale, per ragioni più che giustificabili.
Volevo anche sottolineare che da quest'anno sarà considerata valida anche la prova continentale dei campionati Oceanici al fine della classifica di Coppa del Mondo.

Chiedo venia e ringrazio chi mi ha sottolineato questi due note di cui riferivo erroneamente. Credo che sia doveroso ammettere onestamente i propri errori, ma soprattutto tutto ciò evidenzia un aspetto collaborativo, solo parlandone si evidenziano le varie situazioni per crescere assieme.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Luca Cecchinelli - Dicembre 13, 2011, 12:24:13 am
C'è una precissa intenzione per cui quest'anno il calendario della Discesa Italiano è così ridotto all'osso come non mai? Chi ha deciso le date delle competizioni? Come è possibile che venga messo un campionato Italiano assoluto su un bellissimo fiume come l'Adda ben 2 giorni prima di una rassegna Mondiale? Perchè vengono praticamente cancellate gare adatte ai ragazzi più piccoli come quella organizzata dal KCCP Palazzolo o quella di Pescantina? Dove si vuole arrivare? Leggendo qual è là il forum non mi pare che anche lo Slalom sia in ottime acque, è veramente un peccato che chi ha delle iniziative si veda chiudere le porte in faccia.......

Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Dicembre 31, 2011, 01:36:41 pm
Il silenzio è sovrano anche in questi ultimi giorni del 2011... niente botti di fine anno, banditi anche per legge! Eppure ci sarebbe molto da dire, da parlare, da confrontarsi, da programmare per il futuro e i fuochi d’artificio illuminerebbero il cielo di notti troppo buie di giorni senza storia.
Gli atleti si stanno confrontando e hanno dato vita a un gruppo autonomo, evidente segno di mancanza di fiducia in chi li rappresenta o che dovrebbe rappresentarli. Ha preso l’iniziativa a livello internazionale Super Cali che si sta facendo portavoce a nome di molti campioni. Lui dice che sarebbero anche disposti a dare vita ad una specie di sciopero generale. Cosa succederebbe se ai mondiali non partissero? Loro hanno delle idee e delle proposte per cambiare alcuni regolamenti dello slalom e lo stanno facendo presente al boarding diretto dal transalpino Pronon. Il problema però, come vado dicendo da tempo, non sono i regolamenti. I problemi sono altri. Il primo fra tutti è quello legato alla televisione.  Per fare ciò bisognerebbe realizzare autonomamente il broadcasting delle gare di Coppa del Mondo, mondiali e altri avvenimenti di prestigio. Semplice... ma bisognerebbe farlo e questo l’ICF non lo vuole capire, o meglio, non vuole mettersi in questo progetto perché sa che costerebbe parecchio soprattutto dal punto di vista lavorativo. Evidentemente il lavoro fa paura ancora a qualcuno e si perde con un sacco di soldi in produzioni scadenti su internet.
Non fai e verrai premiato. Non creare problemi e vivi nell’anonimato.  Vedi il presidente degli atleti in seno all’International Canoe Federation rintanato nel suo bunker brentano. Dovrebbe esser lui il rappresentante politico degli atleti, girare il mondo, ascoltare, mettersi a confronto con gli organi preposti, portare avanti le problematiche degli atleti.  Super Cali deve fare l’atleta!  Se ne va giustamente in Cina e in Australia da solo, evidentemente è meglio soli che male accompagnati come recita la saggezza popolare.
Si mandano gli atleti della canadese in Australia senza il tecnico della specialità. Eppure sulla carta c’è e si premia con euro sonanti! Si organizza un raduno i primi dell’anno a Valstagna con gli Junior e il coordinatore tecnico non è più convocato. La sua presenza di novembre è stata una semplice apparizione a mo’ di Fatima sufficiente per illuminare il cammino dei nostri giovani?
Mi chiedo quali logiche si seguano... eppure tutto tace, il silenzio regna e tutti accettano tutto. C’è chi aspetta di andare in pensione per poter esprimere le proprie idee, c’è chi aspetta di aver finito la carriera sportiva, c’è chi dice che tanto non cambia nulla, c’è chi tace sperando di trovare comunque qualche beneficio con la scusa che tanto è sempre meglio di niente. Va bene così, ma il tempo passa e tutti noi abbiamo un anno in più!
Qualcuno si chiede nella discesa che cosa sta succedendo, si cancellano gare e vengono tarpate le ali a chi ha iniziative. Beh! Cecchinelli dovrebbe andare a leggersi i verbali del Consiglio Federale e capirebbe che il rappresentante politico della discesa e degli junior slalom è assente da molto tempo. Una grande organizzazione nasce e si sviluppa prima se ha politici lungimiranti, ma difficilmente ciò si può ottenere se non si sfruttano tutte le opportunità.

Con tutto ciò vi saluto, ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito in questo 2011 e che mi hanno sostenuto anche se solo nella lettura e a parole, purtroppo non basta per aiutare i nostri atleti e il nostro sport ad uscire da un momento molto buio e sconsolato. Speriamo per un 2012 diverso fatto sul dialogo, sul confronto anche sullo scontro se ci fosse bisogno, ma sempre nell’onestà sportiva che comunque ci dovrà sempre unire... dipenderà da tutti noi! A u g u r i!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: enrico lazzarotto - Dicembre 31, 2011, 02:42:19 pm
Ciao Ettore che risate ho fatto quando ho letto bunker Brentano, sei un genio....hahahahahah
ciao.
enricolazz
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Antonio Fierro - Dicembre 31, 2011, 04:14:06 pm
Ho letto solo oggi la discussione di Ettore sul forum.
Non sono inserito nelle questioni della federazione e non conoscono i particolari però posso portare la mia solita testimonianza.
Noi del Canoa Club Brescia abbiamo un campo scuola/gara che ha acqua "temperata" tutto l'anno e garantita dalla Centrale elettrica e dal lago d'Idro.
Insomma la situazione ideale per investire pochi euri per realizzare un bel campo slalom. Inoltre il Comune di Vobarno si è reso disponibile a valutare progetti di sviluppo del nostro sport, ma ovviamente senza metterci soldi, ma dandoci le concessioni per la realizzazione di una nuova sede.
Detta così sembra tutto bello, peccato che non abbiamo una lira, il campo slalom sta morendo perchè non abbiamo i permessi per fare i lavori e non abbiamo le risorse economiche per realizzare la sede nuova.
Quello che potrebbe essere semplice per realizzare qualcosa di economicamente vantaggioso è in realtà assai complicato.
Ovviamente tralascio la solita menata che vi ho già raccontato dei nostri atleti di caratura internazionale che sono sulle spese e stanno ancora aspettando di entrare in qualche corpo nazionale.
Inoltre facciamo veramente fatica ad organizzarci per cercare di sviluppare il settore giovanile come credo tutti gli altri club.

Ettore a noi ogni tanto le palle ci girano !!

auguri
Antonio Fierro
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 22, 2012, 01:02:43 am
... e i francesi ci rispettano
che le balle ancora gli girano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
e vai el cine, vacci tu -
tarattata - tarattata - tarattata - ta - ta - ta

Sembravo il mitico Zigoni, questa mattina alla settimanale partita di calcio che puntualmente facciamo al sabato mattina! Dalla fascia laterale destra scende Fabio, un giovane kayak, molto dinamico da sistemare dal punto di vista tecnico, ma potenzialmente buono, scarta un difensore, e calcia il pallone verso il centro. Io avevo seguito la cavalcata portandomi verso il centro dell’area in attesa del passaggio magico. Vedo partire il pallone, accelero e inizio a spiccare il volo guardando sempre con la coda dell’occhio eventuali sorprese avversarie. In volo capisco che sono leggermente in anticipo, allargo le braccia come per rallentare quel balzo magico. Ci riesco e il difensore cade nel tranello e si schianta al suolo. La palla è lì pronta per essere colpita. Guardo dov’è posizionato il portiere e mi accorgo che è piantato fra i pali. Fatale errore avrebbe potuto uscire come faceva la pantera nera, il leone di Mosca, l’uomo seracinesca e cioè Lev Yashin, l’unico portiere ad aver vinto il pallone d’oro, e mi avrebbe anticipato. Io carico indietro la testa, guardo per l’ultima volta la sfera, chiudo gli occhi e colpisco con forza. Parte una fiondata a mo’ di schiacciata e si insacca nella rete. Il pubblico è in delirio ed inizia a strapparsi i capelli. Tribune affollatissime con  40.000 paganti e 12.000  abbonati. Preti e bimbi sotto il metro e 30 entrano gratis. Il  cielo sereno, molte forze dell’Ordine schierate sugli spalti.
Mi ero perso all’annata 1984/85 del grand Hellas, scusate e se non conoscete Zigono informatevi!  Comunque  manca ancora molto alla fine della partita, ma sicuramente questo è il gol più spettacolare degli ultimi tre incontri... resterà negli annali. Il proseguo dell’incontro è piatto anche se si corre molto e Tony, l’allenatore che lavora con me, ha mancato clamorosamente molti goal davanti alla porta con sparacchiate sulla luna.

Beh... meglio parlare di altro perché se dovessi iniziare a commentare i programmi federali per il 2012 ci sarebbe da piangere per un anno intero. Ma che ci volete fare le palle ci gireranno ancora a lungo mentre a rimetterci sono i nostri giovani che saranno costretti a fare selezioni in Aprile dove si giocheranno i posti per le olimpiadi a molta distanza dalle gare e in piena attività scolastica, senza ore di acqua mossa visto il gelido inverno e la ricca proposta federale.  Questa, loro,  la chiamano programmazione e tutto va bene!

Occhio all''onda! Ettore Ivaldi

P.S. Caro Carlo Mercati. Punto! non so che dirti -







Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Febbraio 01, 2012, 02:01:08 am
Mi ero ripromesso di non parlare dei programmi federali. Non c’è nulla da dire vista la povertà di contenuti sommata alla dichiarata esplicita dichiarazione di una Federazione che fa capire alle società che è meglio arrangiarsi.
Totò e Pepino De Felippo, nella splendida pellicola post bellica del 1959  “Arrangiatevi” - sono sublimi e il povero marito verso la fine pronuncia quella frase che rimarrà nella storia: ”mi dimetto dal ruolo di padre e marito”... qualcuno dovrebbe prendere esempio e non solo assentarsi dai consigli federali per protesta e poi far finta di nulla assecondando questo modo di fare, massacrando progetti e prospettive per il futuro.

Ma non si può tacere di fronte all’esagerata, assurda, impossibile, priva di logica richiesta che si fa agli junior per partecipare ai campionati del mondo di categoria. No, non si può soprassedere illustrissimi signori politicanti. Vogliamo arrivare ad umiliare i nostri giovani? Ci siete già riusciti!
Chiedete a loro di fare le selezioni a Tacen il 21 aprile e mettete percentuali assurde oltre ad una data che non ha logica. Junior e U23 che si giocano il posto con i senior.
Le canadesi se restassero nel 18% da voi richiesto significherebbe che farebbero meglio di Colazingari al mondiale 2010, vinto da Molmenti. Vi ricordo, se mai nessuno si fosse preso la briga di fare due conti che il sublacense realizzò il 19,3%. Colazingari passò l’estate a Tacen e non sarebbe riuscito a qualificarsi per fare i mondiali junior, secondo i vostri criteri. Eppure lor signori lo hanno considerato in grado di partecipare ad un mondiale senior! Incongruenze? Incapacità di capire che quanto richiesto è assurdo? Oggi chiedete agli unici  3 C1 giovani in Italia di ottenere percentuali assurde.  Pensare che sull’organigramma slalom  ci sono ben tre tecnici per questa categoria.
Le donne junior se rientrassero nel 30% avrebbero sfiorato la finale senior al mondiale 2010. Con questa percentuale sarebbero arrivate 12esime! Non male vero? Le volete già campionesse per portarvi gloria da gettare poi  fumo negli occhi per assicurarvi il posto?
Ai Kayak junior si chiede di fare l’8% che significa entrare nei primi 20 k1 al mondo tra i senior!
E’ questo che vogliamo? Paolini che è Paolini ai mondiali di Tacen prese il 6,3% dal miglior k1 assoluto che come ho già ricordato è stato Molmenti.
Agli U23 si chiedi il 4% che significa finale diretta! Tra i senior ovviamente.
Ma ci rendiamo conto di che cosa sta succedendo in Italia? A qualcuno girano le palle, ma agli altri va bene così?
Non umiliate i nostri giovani, vi prego, scrivete piuttosto che non sapete come fare perché non c’è più un euro... sareste più credibili invece di girare attorno al vero problema.

La discesa l’avete già archiviata, non fatelo anche con lo slalom!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: maurizio bernasconi - Febbraio 02, 2012, 04:19:56 pm
Non tutto è perduto, Ettore, i nostri yunior hanno 4 possibilità 1) Una prestazione miracolosa. Oppure 2) Essere convocati in extremis discrezionalmente, dimostrandosi socievoli e disciplinati verso le Autorità, verso le Istituzioni e, immagino, verso il professor Baron. 3) Correre d'ora in poi per il Lussemburgo o per il Togo. 4) Darsi al tennis da tavolo.
Ma vorrei ora riagganciarmi ai tuoi post precedenti sulla didattica.
Per quanti suggerimenti e insegnamenti il maestro distribuisca intorno a sé, il suo sacco sarà sempre pieno. Quando tu comunichi attraverso il nostro forum alcune tue scoperte, accorgimenti, trucchi e ripensamenti in modo gratuito e con larghezza, non possiamo che ringraziare.
Qua e là mi pare di cogliere un tratto di insofferenza verso quello che definirei il conservatorismo degli atleti. Un atteggiamento che eccede l'argomento presente del puro slalom, specialità sulla quale non oserei addentrarmi con osservazioni tecniche. Non è una mia scoperta... l'atleta (come il turista), a qualunque livello, stenta sempre ad abbandonare gli schemi, le strategie, i gesti e i marchingegni sui quali è abituato ad appoggiare la propria sicurezza. Per indurlo a cedere è probabilmente necessario esercitare una forza, anche se con l'opportuno tempismo, delicatezza e furbizia. Ci sarà anche il genio che trova da solo la soluzione? Non so. Dunque un ruolo attivo per l'allenatore/istruttore probabilmente esiste. Specialmente i giovanissimi, anche se sono molto intelligenti, possono essere poco duttili e ricettivi verso i consigli e le novità.
Quando nasce questo loro rifiuto spontaneo e a volte inconscio di sperimentare un gesto nuovo (o antichissimo), gesto che evidentemente mette in discussione alcune abitudini consolidate, si trovano a difendere anche degli errori e lo fanno talvolta con la determinazione di chi vuole proteggere, non un semplice (o complesso) schema acquisito, ma la propria individualità, il proprio io, la propria anima. Attenzione però: potrebbero aver delle ragioni!
Ancora prima della psicologia, la stessa biologia prevede questo comportamento che evidentemente ha delle motivazioni. Ben inteso, non penso ora alla tua situazione brasiliana, ma ad altri fenomeni più vicini a me.
Intanto quello che i ragazzi sanno fare è frutto di un più o meno lungo lavoro, non è dunque un patrimonio da mettere in discussione a cuor leggero inoltre, se dovessero dare retta a tutti quelli che offrono dei più o meno saggi consigli, potrebbero trovarsi nella completa confusione, rischierebbero di rovinarsi magari per assecondare le fissazioni del sedicente esperto di turno. Tra l'altro occorre dire che una certa soluzione potrebbe essere ineccepibile per quell'atleta in un dato momento, ma sconsigliabile in una situazione leggermente diversa, il che rende complicato e talvolta assurdo dare consigli.
Probabilmente occorrerebbe sin dall'inizio abituare i ragazzi ad acquisire un repertorio di soluzioni molto vasto in modo da poter eseguire una manovra con strategie diverse e intercambiabili, dei fondamentali allargati, soprattutto perché crescendo e potenziando l'azione anche il gesto dovrà adattarsi al fisico, all'aumento della forza, ai nuovi attrezzi.
Sarebbe anche auspicabile una riconoscibile e uniforme scuola italiana (o italo/cinese, non ha importanza), ma che fosse davvero presente sotto il profilo della autorevolezza tecnica.
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: nicola barbasetti - Febbraio 07, 2012, 12:03:41 am
Ciao Ettore. Ma secondo te, un k1 junior che quest'anno potrebbe/vorrebbe giocarsi la convocazione al mondiale (penso che tuo figlio Raffy, nel c1, abbia gli stessi dubbi) per quest'anno fa meglio a non sbattersi tanto perchè le percentuali sono inarrivabili o può sperare nella famosa convocazione a discrezione del sig.tecnico? Io vengo dalla velocità quindi ne capisco poco, però quando il suddetto k1 junior mi ha detto "per andare ai mondiali devo stare entro l'8% dal tempo di molmenti" ho sudato freddo. Cioè, parlando da ignorante in materia, se il migliore k1 senior (che ,spero per lui e per il movimento canoistico italico, sarà anche il migliore al mondo) dovesse vincere le selezioni del 21 aprile con una manche da 90 secondi, il k1 junior in questione dovrà totalizzare non più di 97 secondi????? Ma hanno bevuto prima di scrivere i criteri di selezione o hanno deciso a priori che quest'anno ai mondiali junior in america dall'italia  non ci va nessuno? mi sembra che tiri una bruttisssima aria
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Febbraio 15, 2012, 02:12:10 am
Ciao Nicola,  capisco perfettamente  la tua preoccupazione, ma sinceramente non è la mia sia come padre e sia come allenatore. Il fatto di porsi come obiettivo la partecipazione ai mondiali può essere accettato, ma non deve diventare, anche per uno junior, l’unico stimolo per allenarsi e per crescere come atleta e come uomo. Con i miei giovani atleti e con i miei figli non ho mai posto la condizione che ci si allena per andare a fare i campionati del mondo o europei. Se poi ci si va bene altrimenti non crolla certo il mondo e neppure la nostra motivazione.
Parto da un altro principio che è quello che cerco di offrire  ai miei atleti e ai miei ragazzi la condizione di fare al meglio lo sport che hanno scelto senza il dovere di dimostrare nulla.  Il mio lavoro si concentra sul fatto di mettere il giovane o l’atleta nella condizione di ricercare interiormente  il proprio equilibrio nel piacere di scoprire i propri limiti in quella direzione. Una ricerca del tutto personale per una cosa che ama e che può offrirgli molte opportunità al di là di una partecipazione o meno ad una prova iridata.
Mi chiedi se quest’anno uno junior fa bene a “sbattersi”? Io ti rispondo di sì, perché deve crescere indipendentemente da tutto e da tutti. Uno junior o un ragazzo non dovrebbe neppure sapere quanto dovrebbe fare in percentuale per essere convocato in nazionale. Deve allenarsi perché  ha un suo preciso scopo. Il risultato è solo una conseguenza di un grandissimo lavoro, non ci sono scorciatoie o commissari compiacenti nella mia etica professionale e nella mia idea di costruire un risultato.

Poi concordo con Te, e i miei interventi lo testimoniano da tempo, che la federazione non deve prendere in giro i nostri ragazzi mettendo selezioni assurde e percentuali e date che però testimoniano solo la completa ignoranza di chi le propone e di chi le vota. Già è successo che nel settore senior non hanno portato ad un campionato europeo Benetti/Masoero per percentuali completamente sballate. Figurati se non può succedere tra i ragazzini. Ma non ti preoccupare si tornerà a votare e tutti riconfermeranno tutti con grandi pacche sulle spalle e sorrisoni e dei nostri junior non si ricorderà nessuno.
Noi però pagaiaremo sulle onde più alte seguendo lo spirito dell’acqua che corre, fino a quando il buon Dio vorrà!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Gianfranco Guglielmi - Febbraio 16, 2012, 10:38:26 am
Complimenti Ettore , è sempre un piacere sapere che ci sono Allenatori che la pensano allo stesso modo.Condivido pienamente il concetto della ricerca degli obiettivi che non devono diventare ossessivi. Ci si allena al massimo delle possibilità e se il risultato arriva bene altrimenti pazienza. Importante è avere la coscienza di aver fatto tutto il possibile consentito senza ovviamente ricorrere ad aiuti esterni come purtroppo accade con certi "presunti" allenatori.
gianfranco guglielmi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Febbraio 17, 2012, 06:20:16 pm
Volevo scusarmi ufficialmente per aver sottolineato  il fatto che il Vice-Presidente del settore fluviale non era presente all'ultimo consiglio federale, per ragioni più che giustificabili.
Volevo anche sottolineare che da quest'anno sarà considerata valida anche la prova continentale dei campionati Oceanici al fine della classifica di Coppa del Mondo.

Chiedo venia e ringrazio chi mi ha sottolineato questi due note di cui riferivo erroneamente. Credo che sia doveroso ammettere onestamente i propri errori, ma soprattutto tutto ciò evidenzia un aspetto collaborativo, solo parlandone si evidenziano le varie situazioni per crescere assieme.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Devono avermi ascoltato perché alla fine la prova degli Australian Open è stata cancellata come prova di Coppa del Mondo. Certo non mi sento un mantiké ma non aveva ragione di essere come avevo anticipato. La mia affermazione arrivava solo per una logica legata al fatto che la decisione di assegnare una prova di coppa del mondo in Australia non aveva mai avuto riscontro in nessuna riunione o informazione ufficiale.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: nicola barbasetti - Febbraio 18, 2012, 02:16:33 pm
Sìsì parole splendide ma è difficile che un ragazzo di 17 anni vada a correre o far pesi la mattina alle 6.30 prima di andare a scuola (solo per dire uno dei 1000 sacrifici che un atleta fa ogni giorno) per crescere come uomo e come atleta raggiungendo e spostando i limiti ecc ecc, è più facile che lo faccia se ha obiettivo davanti... no? siamo umani e a 18 anni forse lo siamo ancora di più
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Febbraio 18, 2012, 02:27:28 pm
non bisogna  neppure illuderlo!

occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 15, 2012, 08:18:22 am
L’informazione sul sito federale delle gare di selezione di Solkan è veramente ridicola. Qualcuno dica all’ufficio stampa che qui si sono giocati i posti anche gli Junior e gli U23 e le gare di domani non contano nulla.
Passi che non  scriva ed ignori completamente la gara di discesa dell’Enza (se non per mettere l’avviso del video del mitico Leonori), ma visto che  mi hanno detto che non sono affari miei e che per il bene della specialità è meglio fare finta di niente non dico nulla,  ma per lo slalom che è disciplina olimpica bisogna pur fare qualche cosa contro questo sistema operandi. Eppure qui di dirigenti e tecnici federali se ne sono visti  parecchi... tranne i responsabili di settore (pazzesco), poi alla sera tornano a casa e chissà mai se oggi saranno ancora della partita!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 30, 2012, 08:59:48 pm
Mi chiedo e domando: si fa un campionato italiano di società di slalom. Gli organizzatori sono eccezionali in tutto e il sito federale ignora completamente l'evento.
Passi per l'ufficio stampa che ormai è latitante in tutto, ma è mai possibile che nessuno che è stato a Subiaco esprima la sua gratitudine ad una Società che ha dato il massimo e non si lamenti perché agli atleti non viene  dato il giusto risalto a livello informativo federale?

Dobbiamo parlare, scrivere, fotografare, videare tutto quello che è canoa se vogliamo crescere, divulgare il nostro magico e spettacolare sport!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re: DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 01, 2012, 02:02:39 pm
Quod erat demostrandum... la rincorsa per aggiustare mancanze d'informazione e poi la si offre incompleta visto che al Campionato Italiano di Società di Slalom concorre anche la categoria Ragazzi... completamente ignorata dall'affrettato scrivano ma  "nec est tamen quod putes illos ignorare quam cara res sit" e se lo dice Seneca...

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 09, 2013, 02:09:51 am
In Italia è ancora notte fonda, all’alba mancano poco più di quattro ore minuto più minuto meno e sul sito federale ancora nulla... La gara interregionale di slalom  svolta domenica 7 aprile a Limena sul Brentella probabilmente non è stata fatta, considerando il fatto che non era stata nemmeno annunciata dalla solerte informazione di Stato. Anche il Comitato Regionale Veneto (http://www.venetocanoa.it/risultati.php) non riporta nessun risultato e tanto meno notizie in merito.
Poveri atleti che hanno gareggiato, sofferto, vinto, perso, sono diventati campioni regionali e nessuno lo sa.
Povera società organizzatrice che non è stata neppure menzionata per l’evento - Poteva però il Canoa Club Padova mettere sul suo sito i risultati della gara in questo mondo fatto di comunicazione on line!
E poveri tutti noi che andiamo avanti così e che non diciamo nulla neppure quando lo staff tecnico nazionale insiste a convocare ai raduni nazionali atleti senior che vengono battuti da atleti della categoria ragazzi che invece vengono ignorati. Perché non investite sui giovani e lasciate a casa chi ha dimostrato di non meritarsi più nulla?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 09, 2013, 06:53:56 pm
Il forum di CkFiumi è veramente potente ed evidentemente il solerte Ufficio Stampa della Fick lo segue con attenzione
 - DALLE SOCIETA': BRENTELLA E LAO METTONO ALLA PROVA GLI SLALOMISTI D'ITALIA
        MARTEDÌ 09 APRILE 2013 14:36 -

Le note di cronaca però sono come sempre incomplete!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: iraci francesco - Aprile 09, 2013, 10:34:52 pm
ciao ettore.sono iraci del ccpd-limena.non capisco cosa vuoi dire col tuo articolo in riguardo alla gara di limena.mi sfuggono i particolari a cui sottointendi.
potresti essere+preciso.
ciao ed apresto. anche se non so quando potrò rivederti.    francesco
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Aprile 10, 2013, 02:30:37 pm
Te lo spiego io Francesco. Ettore Ivaldi è sempre attentissimo a ciò che scrive o non scrive l'ufficio stampa FICK.

E di conseguenza quando le notizie non vengono riportate sul sito con tempestività o quando sono incomplete o quando sono imprecise, lui, giustamente, lo segnala. E questo, da anni, per me è e la canoa è molto importante.

Visto che il forum lo leggono in molti, invito nuovamente le società (come già fatto più volte in questi anni), al termine delle gare, a inviare via mail i risultati anche a ufficio.stampa(chiocciola)federcanoa.it.

Dopo questa spiegazione doverosa credo che possa essere interessante invece invitarvi a dare un'occhiata alla sezione video della nostra Federazione. Sicuramente sono migliorabili e criticabili, ma a mio parere anche godibili.

http://www.atleticomtv.it/federcanoa/index.asp?id=3600

Buone pagaiate a tutti.
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Aprile 10, 2013, 11:26:10 pm
Grazie Jonny per aver chiarito la situazione, sai benissimo che non c'è nulla di personale è solo una questione
di professionalità e competenza. La canoa ha bisogno di tutti  per fare un salto di qualità.  Non bastano i risultati
ci vogliono progetti, obiettivi e tanto altro, ma chi andava dicendo ciò tanto tempo fa è stato allontanato... ripeto nulla
di personale solo un grande dispiacere nel vedere disciolto al sole un grande sogno

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 06, 2013, 10:57:27 pm
Vi prego fate qualche cosa per non farci cadere ancora di più nel ridicolo e nel patetico. Non si può scrivere di canoa  come un verbale dei carabinieri: “partiti alle tredici di mercoledì 24 aprile da Valstagna e Pescantina, gli atleti della squadra azzurra di discesa sono arrivati alle 17:00 nella bellissima valle di Bovec...” Fate fare al Direttore Tecnico il direttore tecnico, che ha già i suoi bei problemi da risolvere,  ed evitateci questi strazi di pseudo cronache giornalistiche. Poi di questi tempi con un Leonardo Coen che ogni giorno ci delizia con la poesia epica del ciclismo la cosa è ancora più evidente e straziante. Certo così facendo non si invoglia nessuno a seguire la nostra nazionale alla quale va un forte in bocca al lupo per l’appuntamento europeo ormai imminente.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Maggio 07, 2013, 10:30:17 am
Bovec e gli azzurri pronti per la gara continentale; info e video al link http://www.federcanoa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1744:discesa-a-bovec-si-scaldano-i-qmotoriq-azzurri-la-caccia-alleuropeo-einiziata&catid=3:news&Itemid=4
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Maggio 10, 2013, 09:49:48 pm
Prima giornata di gare a Bovec e a Liptovsky. Su www.federcanoa.it tutte le news, al link seguente, invece, ecco come Sky Sport parla di canoa. Uno dei nostri video, stavolta, in diretta nazionale: http://www.youtube.com/watch?v=dJKoC33Yynw

La ripresa di Sky da youtube è artigianale. Il video originale, invece, è al link http://www.youtube.com/watch?v=JJ9hAM6YfjQ
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 12, 2013, 06:04:07 pm
L’ufficio stampa dovrebbe sapere che è meglio non pubblicare mille foto di bassissimo livello che non sono altro la fotocopia dell’altra e magari concentrarsi più sulla qualità e non improvvisazione dilettantistica che nulla a che vedere con una logica professionale.  Lo ripeto da tempo: la canoa ha bisogno di qualità e non di un guazzabuglio senza senso e di sparate assurde.  Foto che potrebbe aver fatto benissimo un bimbo con la macchinetta regalata alla prima comunione. Invece purtroppo sono state fatte e pubblicate da chi a Liptovsky  è venuto pagato e andato via prima della fine delle gare e che dovrebbe essere pure un professionista del settore.  Se poi  si riuscisse a dare senso all’informazione sarebbe un passo troppo avanti!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Maggio 12, 2013, 07:59:32 pm
Mah...!

Il tuo post può far intendere cose che non sono vere. Ed è solo per questo che rispondo. Affinchè chi legge sappia veramente come sono andate le cose. Non mi va che mi si passi per un non professionista o per un bimbo che scatta foto con la macchinetta della prima comunione. Non mi va, ho una professionalità e non permetto che la si infanghi.

Da professionista del settore quale sono sento di aver fatto del mio meglio, di essere in pace con la mia coscienza e di aver dato il massimo con i mezzi e le risorse a disposizione. E come ogni canoista, provando un canale nuovo, ci si trova a confrontarsi con limiti e difficoltà previste, altre invece impreviste per quanto ci si alleni. Fatta la gara, ci si rimette a testa bassa a lavorare, migliorando il migliorabile e correggendo ciò che non va ancora.

“L’ufficio stampa dovrebbe sapere che è meglio non pubblicare mille foto di bassissimo livello che non sono altro la fotocopia dell’altra”

Il concetto di bassissimo livello è opinabile. Evidente che non sia alto livello, ci vorrebbero altri mezzi che hanno un costo e che come Federazione stiamo valutando di acquistare. Ci stiamo informando. L’una la fotocopia dell’altra. Un problema di caricamento su Facebook le ha fatte caricare doppie. Ostacolo imprevisto, la prossima volta cercheremo di evitarlo.

“Improvvisazione dilettantistica che nulla a che vedere con una logica professionale”

Opinione rispettabile, come tutte le opinioni.

“La canoa ha bisogno di qualità e non di un guazzabuglio senza senso e di sparate assurde.  Foto che potrebbe aver fatto benissimo un bimbo con la macchinetta regalata alla prima comunione”

Oltre alle foto, l’ufficio stampa in questi giorni ha effettuato riprese, alcune delle quali inviate a Sky e Mediaset tramite web; le due reti potrebbero usarle nei prossimi giorni. Sky Sport, come da link sovrastante, ha parlato di canoa proprio pochi giorni fa, parlando attraverso foto e video create dall’ufficio stampa. Se fosse di scarsa qualità il lavoro difficilmente vedremo certe cose su Sky.

“Invece purtroppo sono state fatte e pubblicate da chi a Liptovsky  è venuto pagato e andato via prima della fine delle gare”

Ancora in furgone, da dove scrivo ora, ho pubblicato news e aggiornamenti da Bovec e Liptovsky. Avessi aspettato la fine delle gare non sarei riuscito a rientrare in tempo per essere domattina a Milano, sempre per collaborazioni e incontri con colleghi giornalisti a nome dell’Ufficio Stampa FICK. Trasferta pagata, inevitabile. Non ci trovo nulla di strano. Per risparmiare il pranzo si faceva con un panino al campogara e il viaggio aggregandomi al pulmino federale il cui viaggio era già stato programmato. Nessun aereo o chissà che.

“E che dovrebbe essere un professionista del settore”.

Lo sono, rispondo perchè profuma di attacco personale. Lo sono, come tanti altri. Se qualcuno sa fare meglio questo lavoro io non ho assolutamente il posto a vita. Quindi sono i fatti a fare la differenza, se il mio lavoro sarà giudicato da non professionista, farò dell’altro e al mio posto ci saranno altre persone in futuro.

La tua comunque Ettore è un’opinione. E la rispetto.

“Se poi  si riuscisse a dare senso all’informazione sarebbe un passo troppo avanti”

Mah, questa non l’ho capita ma nemmeno mi interessa la spiegazione. Opinione rispettabile. Spero la chiavetta USB che ti ho prestato ti sia servita e che tu abbia potuto caricare i video di cui avevi bisogno sul tuo computer.

Ho perso anche troppo tempo, dopo aver pubblicato gli aggiornamenti da Bovec e Liptovsky, per risponderti. Anche perchè in furgone non è comodissimo scrivere.

Doveroso comunque rispondere anche per dare necessari chiarimenti a tutti coloro che leggono, canoisti e non, e che potrebbero pensare cose non vere leggendo il tuo ultimo post.

Credo che ora non ci siano dubbi su ciò che il sottoscritto è andato a fare a Litpvosky. Seguite www.federcanoa.it nei prossimi giorni. Molto del materiale raccolto sarà on-line prossimamente.

A presto,

Johnny Lazzarotto
Responsabile Ufficio Stampa FICK
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Maggio 13, 2013, 09:15:06 am
Oggi pomeriggio alle 17.45 su Sky Sport 24 andrà in onda l'intervista realizzata nel dopo gara a Liptovsky Mikulas con Daniele Molmenti, il migliore degli italiani alle prime due selezioni di canoa slalom! Per le critiche e gli insegnamenti di come si fa un lavoro professionalmente ben fatto vi ricordo che come sempre potete scrivere ciò che vi passa per la testa proprio in questa sezione del forum intitolata giustamente DAL FONDO AL RIDICOLO, come lavorare male e finire, non si sa come a sto punto, nuovamente su Sky dopo il video comparso venerdì nel corso del notiziario e di cui potete trovare il link qualche post sopra. Comunque sia, buon lunedì!
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 13, 2013, 02:24:15 pm
Mi dispiace che tu possa prendere la cosa sotto il punto di vista personale, non mi permetterei mai di fare osservazioni ad un collega.  Ma la qualità delle foto e dell’informazione sono sotto gli occhi di tutti. Molmenti dovrebbe essere il volano per far parlare di canoa, mentre si parla solo di lui, non so se è chiara la differenza!

Io parlo di un sistema per cambiare il nostro mondo, per cercare di fargli fare un salto di qualità. Accontentarsi non è mai stato il mio punto di arrivo, capire cosa si possa migliorare è il mio obiettivo costante. Non possiamo presentarci sul mercato con questo tipo di prodotto forse questo non è chiaro. Dal mio punto di vista è meglio restare in silenzio e non fare nulla e quando si farà, lo si farà in grande stile tanto più che parliamo non di un Canoa Club, ma di una Federazione.


Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Maggio 14, 2013, 11:30:40 am
Ok Ettore, l'importante è spiegarsi e capirsi. Ti dò atto che la qualità delle foto non sia ai massimi livelli in questo caso. Vengo con te quando dici che accontentarsi non è un punto d'arrivo. Se ci fossimo accontentati però, saremmo rimasti al vecchio sito, al vecchio modo di lavorare e a quello che c'era. La crescita, evidenziata da numeri incontrovertibili invece c'è. Non siamo arrivati, ci mancherebbe, c'è ancora tanto da fare. Si può fare di meglio, è evidente. Ma ti assicuro, e assicuro tutti, che il lavoro e l'impegno non sono mai venuti meno. E continuano ad esserci. E anche i risultati non mancano. Mai accontentarsi, la strada è lunga. Grazie a tutti, continuate a seguirci su www.federcanoa.it
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 16, 2013, 06:06:13 pm
Una volta chiarito che non c’è nulla di personale e in prospettiva di crescere com’è interesse comune, possiamo disquisire liberamente. Corretto? Anche se davo da tempo la cosa scontata.
Io sostengo che bisogna operare da professionisti in un mondo che è di professionisti. Scusa se ti prendo da esempio, ma Jonny Lazzarotto è un rispettabile giornalista ha seguito una strada che lo ha portato in televisione e sulla carta stampata. Perfetto. Jonny Lazzarotto sa esattamente come funziona il mondo dell’informazione. Corretto? Quindi bisogna dare i mezzi e l’autonomia all’addetto stampa per operare come deve operare e non facendolo passare dagli anni ’40. Qui si inserisce l’aspetto professionale-personale che non condivido, ma che ovviamente devo sottolineare. Non si può accettare di lavorare in queste condizioni, mi sembra ovvio, tappando buchi con interventi di basso livello con la scusa che dobbiamo crescere. No questo non è accettabile professionalmente parlando.
La foto che tutti abbiamo nella mente è l’urlo di Molmenti: una sola foto di altissima qualità! Di questo deve essere fatto il nostro messaggio e piazzarlo. Cosa vi ricordate di Rossi e della Idem con la pagaia in mano? L’arrivo, la foto, una sola ma di altissima qualità. Il messaggio che è passato era chiaro e su questo loro hanno costruito la loro carriera successiva.

Prendiamo la Federazione fatta di personale pagato per ricoprire diversi ruoli: quindi professionisti. Quando manda un’iscrizione internazionale lo fa in maniera perfetta, se deve avere dei rapporti istituzionali lo fa con tutti i carismi. E così via per ogni operazione relativa alla professionalità di ognuno.
Prendiamo però gli aspetti specifici e cioè comunicazione e crescita tecnica. Bene in questi settore ci sentiamo dire che bisogna crescere, che siamo giovani (la Fick nasce il 30/4/1987 cioè 26 anni fa) e che piano piano miglioriamo. Ma non è così che funziona. Per fare un servizio d’informazione bisogna usare i mezzi che in questo momento la tecnologia ci offre e che il mercato richiede. La Federazione ha tutto in regola per operare ad altissimo livello non si può risparmiare sull’informazione, che si traduce in visibilità e rientro numerico, e su gli aspetti tecnici per la crescita dei nostri giovani. La Fick ha avuto o ha due vicepresidenti del Coni, due tesorieri ICF, membri di boarding ICF. La canoa ha permesso degli inserimenti politici di altissimo livello, sindaci, assessori regionali, ministro. Quindi tutto in regola per non sentire più dire che dobbiamo crescere che siamo giovani.
Dal punto di vista tecnico c’è da parlare e approfondire a lungo, ma giusto per citare un esempio non si può accettare che si iscrivano atleti nella gara ranking di Liptovsky quando chiunque sapeva che quell’atleta ha attaccato la pagaia al chiodo finita la stagione 2012. Conseguenza:  non si è data la possibilità ad altri di prendere quel posto e fare punti per il ranking. Tra le altre cose all’unico atleta entrato in finale al Tatranska non era in gara come ranking ICF! Questo è molto grave, ma nessuno dice nulla.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Maggio 29, 2013, 10:11:57 pm
E’ incredibile!  Quando la conversazione prende la via del confronto si blocca istintivamente eppure dovrebbe stimolare lo scambio di vedute e di idee. Questo mi rende triste. Possibile che nessuno voglia parlare della propria esperienza e delle proprie difficoltà o delle proprie gioie? Condivisione per crescere... utopia? Oppure siamo tutti talmente grandi che non c'è più nulla da dire?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Settembre 09, 2013, 09:44:07 am
Semplicemente scandaloso! Nessuna notizia sull'organo ufficiale della canoa italiana sui Campionati Italiani di slalom per Ragazzi, Under 23 e 21 nonché Master. Cosa dire?

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Settembre 10, 2013, 12:49:11 am
Interpellato l'organizzatore dei Campionati Italiani Slalom  2013 Ragazzi, U23, U21 e Master, mi fa sapere che le classifiche sono state spedite in Federazione per essere pubblicate. Non costava nulla pubblicarle, come non costava nulla all'organizzatore allegarle alla mail di richiesta. Lo stesso Canoa Club locale non ne ha copia!
Siamo messi molto bene onore ai vincitori il futuro della canoa slalom italiana nel più completo anonimato

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Settembre 11, 2013, 02:25:17 pm
Non male a tre giorni di distanza la notizia dei campionati italiani di slalom disputati sulla Stura di Demonte. Oggi che viviamo nell'era dell'informazione in tempo reale. Non male la scelta della foto presa da un atleta nella sua pagina di FB, peccato solo che sia stata scattata a Bourg St. Maurice in allenamento. Non male neppure la cronaca: una serie di numeri asettici. Non male neppure aver ignorato i master.

Bene proseguite così per un'informazione che invoglia i lettori a seguire la canoa e gli sponsor a fare la coda per regalarci il loro appoggio!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Panz - Ottobre 08, 2013, 08:27:45 am
..il tempo passa e non é cambiato nulla, a 2 giorni di distanza dalla Maratona Vigevano Pavia (valida anche come campionato italiano) i risultati non sono ancora comparsi nè sul sito della manifestazione nè su quello federale.. ma dove vogliamo andare???? Il bello é che nemmeno il giorno della gara i risultati sono stati esposti per tutte le categorie.
Non male partecipare ad una gara e 2 giorni dopo non sapere ancora che tempo hai fatto. La canoa ti stupisce sempre!!!!
Altro che ridicolo...Dal fondo alla morte!!! :o
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Ottobre 09, 2013, 12:48:50 pm
non ci posso credere qualcuno che si lamenta, ma come in questa Fick perfetta e dai grandi risultati ma come può mai esser possibile? In un settore discesa dove il buon Cesare la fa ancora da padrone e i talenti si bruciano da junior?

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: MauriCus - Ottobre 09, 2013, 05:54:17 pm
Buongiorno,
rispondo al Sign. Panz (Panz??)
Le classifiche ufficiose  sono state esposte durante la gara  mentre la  classifica ufficiale e completa era disponibile alla premiazione.
Da ieri mattina ( 8 ottobre)le classifiche ufficiali sono pubblicate sul sito federale e sul sito ufficiale della manifestazione.

Approfitto per ringraziare tutti i partecipanti, gli organizzatori e tutti i volontari che si sono prodigati affinchè la manifestazione si svolgesse in sicurezza e con una ottima logistica ricordando che,  in concomitanza alla competizione citata dal Sign. Panz, si svolgeva la discesa turistica con kayak, raft, barcè e dragon boat. (Festival Zanzadrago )
Oltre 700 partecipanti, circa 800 pasti distribuiti, decine di premi estratti con la riffa finale, 30 battelli distribuiti lungo il percorso per garantire una discesa in sicurezza, 4 pullman per il trasporto partecipanti, decine di volontari che hanno duramente lavorato in condizioni climatiche proibitive per regalarvi una giornata all’insegna dello sport e del divertimento.
Un caro saluto
Maurizio Dipietro
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: QTE - Ottobre 11, 2013, 11:00:41 am
Complimenti Mauri!
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Panz - Ottobre 16, 2013, 02:30:50 am
Gentile Maurizio,
Mi spiace contraddirla. Le classifiche perl a categoria senior fluviale non erano disponibili il giorno della gara,mentre sui siti internet sono comparse in tarda mattinata del martedi successivo... 48 ore dopo la gara!! Mi sembra un'eternitá al giorno di oggi nell'era di internet!
Mi unisco anch'io ai complimenti per l'organizzazione della manifestazione, resa possibile grazie al lavoro dei tanti volontari.
Tuttavia ecco un paio di suggerimenti per fare ancora meglio l'anno prossimo:
- mettere un WC in zona partenza
- prevedere uno spazio più grande per le premiazioni in caso di maltempo
Grazie,
Luca Panziera
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Ottobre 16, 2013, 11:59:14 am
Ciao Luca,

ho verificato e le classifiche erano pubblicate sulla pagina Facebook della FICK (non il sito ufficiale ma comunque pagina ufficiale sui social) già la domenica stessa della gara alle 20.07. Le ha pubblicate Ilaria che era alla Vigevano-Pavia e che ha fotografato il cartaceo con il cellulare, pubblicando il tutto.

Non il top dello stile o dell'estetica, ma comunque ad un buon livello di efficacia.

Il link è questo: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151711372367717&set=pb.83162677716.-2207520000.1381917064.&type=3&theater

Miglioreremo comunque, sempre, lavorando e cercando di sbagliare sempre meno
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: MauriCus - Ottobre 17, 2013, 05:50:17 pm
Ciao Luca, quanto avevo scritto in merito alla tua osservazione mi è stato comunicato dal responsabile della manifestazione agonistica dopo una mia richiesta di chiarimenti. Comunque acqua passata. Ti ringrazio per i complimenti e per i consigli che sono sempre utili. Cordialmente Maurizio
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 24, 2014, 06:03:56 pm
Mi fa specie che sul sito federale oggi 24 gennaio 2014 a margine della notizia che alcuni atleti della nazionale italiana di canoa slalom andranno a Dubai ad allenarsi si menzioni il ritiro del campione olimpico in C2 di Londra 2012, Tim Baillie, e non si sia mai scritto nulla del ritiro dalla gare di due grandi campioni di casa e cioè Andrea Benetti e Diego Paolini.
Con il massimo rispetto per un oro olimpico, se pur con sorpresa, nonché amico, mi fa star male pensare che dopo tanti anni con la maglia azzurra i più volte medagliati Andrea e Diego vengano ignorati in questo modo.

Ma l’approssimazione è evidente a partire dalla titolazione “AZZURRI PRONTI PER GLI ALLENAMENTI IN DUBAI”. In realtà “Wadi Adventure”, così si chiama il centro dove andranno gli italiani,  è a 150 km. da Dubai e più precisamente a Al-‘Ayn che è la quarta città degli Emirati Arabi al confine con l’Oman.

E’ come titolare “Azzurri pronti per gli allenamenti a Milano” e poi invece li mandano  in Val di Sole sul fiume Noce.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Gennaio 31, 2014, 01:28:34 pm
Fa piacere essere fonte di riflessione per gli organi ufficiali. A distanza di qualche giorno la notizia viene aggiusta nel modo corretto!
Ciò ci  fa pensare che fra poco verrà fatta giustizia anche per Andrea e Diego con qualche mega pezzone sul loro ritiro. Ragazzi abbiate fede
e speranza che prima o poi arrivano anche loro... anche se dovrebbero essere loro fonte di ispirazione per noi -



Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Marzo 05, 2014, 07:54:27 pm
Si apre la stagione agonistica 2014 del settore discesa. Si fanno titoloni. E’ presente sul luogo anche uno degli addetti stampa che mette su Facebook parte di classifiche di una giornata e produce un pezzo banale di cronaca (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152007945517717&set=pcb.10152007946647717&type=1&theater (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152007945517717&set=pcb.10152007946647717&type=1&theater)).

Io mi domando ma questa è informazione? E’ questa l’immagine che vogliamo promuovere della canoa? Oggi in questo mondo in cui  ogni avvenimento è vissuto on line e con ricchezza di dati e informazioni. Noi siamo solo in grado di mettere su facebook delle fotografie di classifiche scarabocchiate? Quanto in basso bisogna ancora scendere per cercare di risalire il crinale? Ormai si sta scavando più in giù non c’è nulla e a tre giorni dalla gara tutto tace.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

mi astengo da ogni commento sul numero e sull'anagrafe degli  atleti che hanno animato la prima gara di stagione...
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Johnny Lazzarotto - Marzo 06, 2014, 10:04:19 am
Banale pezzo di cronaca...!

Sarò il primo ad applaudirti, in platea, quando riceverai il Pulitzer!
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Alessandro Leonori - Marzo 06, 2014, 12:08:56 pm
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,4710.new.html#new (http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,4710.new.html#new)

Buona visione!
Titolo: Re:DAL FONDO AL RIDICOLO
Inserito da: Ettore Ivaldi - Marzo 06, 2014, 01:44:40 pm
Caro Johnny, mi dispiace che tu la prende sempre sotto il punto di vista personale. Sarebbe meglio che denunciassi le problematiche di chi deve seguire l’ufficio stampa, che sappiamo essere tante. Non bisogna per forza difendere a spada tratta tutto e tutti. Bisogna comunicare con chi sta sopra di voi  e fargli capire che questo non è il sistema per aiutare la canoa a crescere, ma soprattutto non dà dignità alla vostra professione (che sento anche mia), quindi non prestare il fianco.
Tu come definiresti un pezzo dove si scrive: “Al femminile vince Marlene Ricciardi della Marina Militare con...” e ancora così per tutte le altre categorie? Ma chi vince c’è scritto sulle classifiche, chiunque può rendersi conto di quanto invece viene scritto. La comunicazione on line è il sale dell’informazione. Gli atleti arrivano e dovrebbero essere già in internet. Cosa che si può fare con un semplicissimo palmare. Scrivere chi è arrivato, primo o secondo non serve per questo ci sono i risultati. Sarebbe stato bello ad esempio capire perché è tornato a gareggiare Marco Salvan, che sia mai intenzionato a presentarsi alle selezioni? Oppure chiedersi perché essendo una gara internazionale in realtà di internazionale non c’è stato nulla? Forse la scelta della data? Invece sempre tutto luccica come oro, partecipazione, livello tecnico e tutto il resto, mai una problematica affrontata direttamente. Il giornalismo si può fare alla Emilio  o alla Milena, che possono produrre rispettivamente  il TG4 o Report!
Sarebbe bello anche riviere il clima della gara, conoscere gli intermedi, sapere a che punto della preparazione stanno gli atleti e tante altre interessanti notizie per creare storie a cui le persone si affezionano.
Di Federica Pellegrini si racconta che cosa fa in vasca, ma anche e molto di più di quello che succede fuori. Sono specchietti per allodole, ma così si attira gente, sponsor, interessi. Di questo abbiamo bisogno. 

Era solo per fare qualche esempio, non voglio certo vincere il Pulitzer, vorrei solo che si facesse uno sforzo per dare il giusto lustro ed interesse ad uno sport che amo e che nel mio piccolo cerco di propagandare al meglio.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi