Autore Topic: DAL FONDO AL RIDICOLO  (Letto 73236 volte)

Ottobre 27, 2009, 07:53:25 pm
Risposta #15

Ettore Ivaldi

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Ci ri-siamo: per risolvere i problemi che cosa ci inventiamo  questa volta? Dal cilindro del mago che cosa uscirà? Un coniglio? Una colomba? No! Questa volta esce  una bella Commissione Nazionale Slalom che,  come tutte le commissioni messe in esser in questo ultimo quinquennio non porterà a nulla se non  a deresponsabilizzare il singolo. Un esempio su tutte: quella per i campi di gara che avrebbe dovuto realizzare progetti di canali artificiali praticamente al nord, al centro e al sud, ma il risultato lo conosciamo un po’ tutti.
Veniamo alla novità di questo fine  ottobre, una commissione con temi ben precisi da affrontare con determinazione da otto illuminati che sono chiamati a fare quello che da sempre avrebbero dovuto fare il commissario tecnico e il referente politico.
Ecco le funzioni della neo nata Commissione Nazionale Slalom:
1) proposta di calendari gare nazionali-interregionali, annuali/pluriennali, armonizzati con le date di
eventi internazionali (ICF, ECA, ed altri di particolare rilievo in continenti diversi);
2) esame e discussione della proposta di attività tecnica annuale predisposta dallo staff tecnico (criteri generali, criteri di selezione, criteri di assegnazione contributi barche, criteri di assegnazione premi medaglia e altri premi per sostenere l’impegno, criteri per contributi gare);
3) esame e discussione proposte di attività giovanili in modo che siano coordinate e non concomitanti tra loro e le altre proposte nazionali ed internazionali;
4) esame e proposte modifiche al codice di gare;
5) esame e proposte modifiche allo statuto federale;
6) promozione della canoa slalom, in quanto attività olimpica, particolarmente presso
tutte le società praticanti la Canoa Acqua Mossa, predisposizione sostegni tecnici per le realtà in
difficoltà;
7) collaborazione con il Centro Studi e Formazione federale per incentivare la nascita di
“scuole di Canoa Slalom” in tutto il territorio nazionale;
8) interazione con gli organismi internazionali (ICF, ECA) per fruire delle opportunità offerte ed eventualmente per collaborare alle attività (campi scuola, rapporti con tecnici o con iniziative tecniche, ecc.) future;
9) Programmazione, insieme agli altri settori, per l’assegnazione delle dotazioni alle squadre nazionali (abbigliamento di rappresentanza e tecnico);
10) creazione di un gruppo di lavoro con funzioni di coordinamento Nazionale dell’Attività
Giovanile Slalom, il quale dovrà: programmare e realizzare un’attività di promozione e di sviluppo della specialità nel territorio, presso le società e in collaborazione con i Comitati/Delegazioni Regionali; predisporre un programma di attività tecnica nazionale, che sarà proposto alle società di slalom, coinvolgendo i Comitati Regionali; verificare l’armonizzazione del programma di attività nazionale giovanile con le altre attività di settore, evitando la concomitanza con le altre proposte regionali e internazionali; organizzare e gestire l’attuazione del programma, coordinando le Società, i
Comitati/Delegazioni Regionali, i Tecnici e tutti i soggetti presenti nel territorio attivi e disponibili ad
operare in sintonia con il gruppo di lavoro.

Allora viene spontaneo chiedersi, ma in questi cinque anni tutto questo lavoro non è stato fatto perché mancava “l’uovo di Colombo” e cioè  la Commissione? I 10 punti – che hanno tanto dei 10 comandamenti – non sono altro che la normale routine di un lavoro progettuale che il settore da sempre deve fare e portare avanti. Non c’è nulla di nuovo in tutto ciò.

Inoltre la delibera prosegue:

Tale commissione sarà composta dal Presidente Federale Luciano Buonfiglio; dai Consiglieri Federali:
Emanuele Petromer, Hansjorg Mayr, Fabrizio Proietti Mercuri; da una rappresentanza dello Staff tecnico Slalom: Mauro Baron (C.T. e responsabile Sq. Elite/Senior), Mario Veronesi (responsabile Sq. Junior + Giovani speranze); dai Responsabili dei Centri Riferimento Tecnici Territoriali Slalom: Marco Caldera (Ivrea + Coordinamento nazionale), Claudio Camporesi (Emilia-Romagna).

Ora a questo punto non cambia assolutamente nulla perché tutti i rappresentanti della Commissione - già molti responsabili di diversi settori - avrebbero dovuto da sempre essere operativi a tale riguardo. Ripeto: i  10 punti devono essere sviluppati da un Commissario Tecnico  che per definizione ha proprio questa funzione: coordinare e proporre  idee,  progettare con lungimiranza calandosi nella nostra realtà, seguire gli sviluppi e aggiustare in corsa eventuali mancanze o deficienze. Ha la responsabilità di scegliere un proprio staff tecnico con cui lavorare e a cui delegare le varie funzioni, con il chiaro dovere di rispondere delle proprie scelte, rispettando gli obiettivi definiti  dallo stesso organo politico federale che a sua volta  è stato delegato dalla Assemblea Generale a fare tutto ciò. A questo punto è ovvio che questo lavoro non può essere il frutto del lavoro di una  Commissione. Il motivo è abbastanza semplice: solo così si può valutare il lavoro e le proposte, solo così si responsabilizza un ruolo  e soprattutto si ha la libertà di cambiare nel momento in cui questo non funziona. Viceversa cosa si fa se – come presumo – le proposte fatte e l’attività svolta non portano a nulla? Si mandano a casa 3 consiglieri un presidente e un altro gruppetto di presunti tecnici? Assolutamente no, ma a quel punto arriverà lo scarica barile e la responsabilità delle scelte fatte saranno di nessuno, ma colpa della pioggia acida del deserto dei Tartari!
In nessun altro sport queste responsabilità vengono delegate alla Commissione che in questo caso  specifico poi ha anche il compito di votare in consiglio le loro stesse proposte tecniche. Una incongruenza gestionale! Controllori  e controllati! Perfino all’interno della stessa nostra Federazione non si agisce ovunque così. Perché allora non costituire una Commissione Velocità, Maratona, Polo, Discesa?
Forse perché lo Slalom ha dimostrato in questi 5 anni di non essere in grado di gestire come gli altri settori il proprio? Se è così a casa tutti e si cambia, non si devono fare Commissioni. Ripeto è più corretto riconoscere i propri errori – ma una relazione tecnica sull’attività svolta verrà mai pubblicata, spiegando eventualmente su quali fondamenti tecnici, gestionali viene svolto il lavoro?
Vi immaginate riunire otto persone  e dibattere 10 punti? Già il fatto di trovare libere questi otto contemporaneamente nello stesso tempo non sarà impresa facile, tanto è che alla prima riunione, che avrebbe dovuto svolgersi a Valstagna il fine settimana scorso,  è stata disertata: per impegni personali!

Del. nr.165/09 Commissione Nazionale Slalom
La delibera posta in votazione viene adottata all’unanimità con n.11 presenti e n. 11 voti a favore.


Ma l’importante è essere tutti d’amore e d’accordo.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi


Ottobre 28, 2009, 08:44:28 am
Risposta #16

Skillo

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E' assolutamente italian style, dico, mettere su una commissione per far fronte ad un casino è assolutamente italian style. Non ci piove. Facciamo così in politica e funziona benissimo, perchè non farlo nella canoa?
Invece di mandare a casa qualcuno o di fare sacrosanti mea culpa si reimpasta amalgamando colpevoli e più colpevoli con qualche buon elemento e si stende un pastone uniforme che copra tutto e tutti e che leghi tutto e tutti in una specie di fratellanza da tutti-o-nessuno.
E chi mai potrà poi essere indicato come colpevole di qualcosa?
In questo modo sono centinaia i politici che continuano a fare salti e rimbalzi pur restando sempre e comunque dove sono, perchè non dovrebbe funzionare anche a livelli inferiori?
Sarebbe facile cadere nella tentazione di divenire forcaioli e rivoluzionari ma resisto nel mio fermo proposito democratico e cerco ancora la discussione benchè critica e a volte, mi rendo conto, polemica fin quasi al fastidio.
E quindi insisto: perchè Baron è lì dov'è?
Perchè non gli si trova un successore seduta stante e non lo si restituisce al suo mondo con tanto di onori e tappeti rossi? Dite che c'è bisogno di aspettare la fine del mandato? Forse avete ragione; se c'è arrivato G. W. Bush ...

E chi ci mettiamo poi?
Allora facciamo un elenco dei nomi papabili, io metto quelli che mi vengono in mente e poi, spero, qualcuno ne metterà altri.

Ettore Ivaldi è ovviamente il primo della lista perchè è intelligente, preparato (se non preparatissimo), ricco d'esperienza e ha tutti i numeri per ricoprire quella carica.

Pierpaolo Ferrazzi. Sicuramente meno simpatico (non volermene Pierpa) ma strablasonato e altrettanto capace di ricoprire con autorevolezza e capacità il ruolo di C.T.

Roberto D'angelo, sebbene impegnato con la Grecia e con un passato tempestoso tra le patrie pagaie, resta indiscutibilmente un uomo di grande intelligenza e probabilmente ora in possesso della pacatezza necessaria a far prevalere l'obiettività e l'umanità che "allora" gli difettarono.

Ci sono altri nomi che potrei citare e anche se sono personaggi che non hanno esperienza e/o capacità tecniche del livello dei tre soprastanti, potrebbero comunque provare a ricoprire la carica di CT ottenendo risultati migliori di quelli oggi ottenuti e credo che tra questi il nome più rappresentativo potrebbe essere quello di Hansioerg Mayr.

Poi ci sarebbero personaggi non italiani ma io, sinceramente, non amo l'idea di un CT straniero mentre invece potrei condividere l'idea di uno straniero tecnico di settore (per esempio nelle canadesi).

Novembre 05, 2009, 07:03:02 pm
Risposta #17

Ettore Ivaldi

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Ancora una volta un calendario gare senza nessuna logica tecnica, mi chiedo se le date vengano messe a caso – su modelli prestampati – oppure se qualcuno sia ancora convinto di aver messo a punto una programma che rispecchi le necessità dei nostri atleti.
Sono venuto a conoscenza  del calendario gare di slalom il 29 ottobre, che esce evidentemente, da quanto presentato,  dal consigliere responsabile del settore slalom all’ultimo consiglio federale (16/17/18 ottobre 2009) e approvato dalla delibera n.° 191/09.

Ho riflettuto molto per pianificare il programma in relazione al calendario uscito e approvato, ho aspettato anche che l’ICF mettesse a punto il calendario internazionale, ho cercato di capirne il significato recondito, ho riletto diverse mie annotazioni fatte nel passato al riguardo, ho ripensato alle osservazioni espresse più volte ai consiglieri federali, sul forum di CKItalia, sul mio blog (http://ettoreivaldi.blogspot.com/) e personalmente.

Alla fine siamo ricaduti sulle stesse problematiche.

La prima osservazione nasce dal fatto che non si è pensato minimamente a far partecipi le  società, i tecnici e gli atleti  alla stesura dello stesso calendario. Magari sentire un minimo di parere dai diretti interessati non sarebbe stata  una cattiva idea, chiedere poi di organizzare un incontro per discutere la stagione passata presentando quella futura, in effetti forse sarebbe stato chiedere troppo.  Mi chiedo: ma dov’è il famoso motto del presidente dove si diceva che  i tecnici avrebbero avuto modo di confrontarsi a scadenze regolari di tre mesi? Dov’è la condivisione del progetto comune?

Nello specifico:

1. l’attività giovanile – allievi, cadetti, ragazzi -   è rilegata a 8  gare di cui ben 5  da marzo a maggio, una gara in luglio, una  gara in agosto e una  gara in settembre.  Partiamo dal presupposto che le gare in età giovanile sono  l’elemento trainante di crescita sotto ogni punto di vista.  Momento di gioia, di scambio di esperienze e  ovviamente di  crescita tecnica. Sappiamo anche che i giovani vanno a scuola fino a metà giugno e che il periodo marzo-maggio è decisamente cruciale per interrogazioni, compiti in classe, verifiche. Risulta quindi difficile eventualmente unire ad  una gara magari qualche giorno di allenamento o raduno su un fiume, visto che la preoccupazione maggiore diventa quella di rientrare velocemente a casa.  E’ con il cuore affranto che constato che non c’è nessun tipo di collaborazione e stimolo fra canoa  e scuola. Tant’è che molti atleti della squadra junior e giovani speranze hanno avuto un rendimento scolastico molto modesto se non, in alcuni casi, decisamente negativo con bocciature o gravi lacune. Ora se è vero che lo sport forma gli uomini del futuro è altrettanto vero che lo sport deve dare la possibilità ai nostri giovani di completare il ciclo scolastico nei tempi prescritti e soprattutto offrire loro l’opportunità di aprirsi strade alternative che nascono solo dalla scuola oggi e dall’università domani.  Bisogna premiare anche chi a scuola prende bei voti e che contemporaneamente ha buoni rendimenti sportivi. Viceversa bisogna dare un supporto scolastico e culturale a chi trova difficoltà ed ostacoli nel binomio scuola-canoa. Con questo calendario certo non si collabora attivamente. Pensare oltre in effetti, per questa attuale realtà, ci sembra eccessivo.

2. Nel calendario gare non sono minimamente citate le categorie esordienti. Che cos’è di loro? Potranno parteciparvi con le giuste ed adeguate cautele? 

3. Tutte le competizioni Allievi, Cadetti, Ragazzi sono aperte a Junior, Senior e Master c’è da chiedersi dove queste gare verranno disputate visto che ci sembra una incongruenza far gareggiare sugli stessi percorsi categorie così distanti fra loro. O si compete su percorsi troppo facili, quindi per Junior e Senior ha poca valenza, oppure l’opposto e cioè i percorsi per Allievi, Cadetti e Ragazzi diventano troppo complessi per permettere una crescita sportiva adeguata.

4. Il settore Junior ha i campionati del mondo la seconda settima di luglio e i campionati europei molto probabilmente la prima settimana di agosto – date da confermare - Le selezioni verranno fatte il 24 e 25 aprile e il 23 maggio. Quest’ultima gara aperta alle categorie giovanili. Dulcis in fundo il campionato italiano junior il 30 maggio. Non mi sembra corretto fare le selezioni della squadra junior in questo periodo per i seguenti motivi:

a) Ai mondiali mancheranno tre mesi e  quattro agli europei. Selezioni quindi troppo distanti dagli appuntamenti che contano. Così facendo si impedisce ad un gruppo maggiore di atleti di poter proseguire la preparazione con obiettivi importanti e stimolanti; tanto più che  non stiamo parlando di numeri elevatissimi, quindi vale la pena tentare di far crescere più giovani possibili con esperienze allargate fino a ridosso degli appuntamenti internazionali importanti.
b)le selezioni ad aprile non permettono  a queste categorie di prepararle al meglio: siamo all’inizio della stagione e in un periodo decisamente importante sotto il profilo scolastico; 
c) Prima delle prove di selezione sostanzialmente non c’è nessuna gara nazionale di livello se escludiamo tre gare che vengono disputate con le categorie giovanile e due di queste sono Bologna – acqua completamente ferma e piatta – e Subiaco – percorso decisamente facile considerando poi che i mondiali si fanno su un tracciato  impegnativo, per non parlare degli europei;
d) due gare di selezione sono in concomitanza con le gare di selezione senior e una con le categorie giovanili. Mi sembra che l’incongruenza sia evidente a tutti!
e) Il campionato italiano dovrebbe costituire il massimo appuntamento stagionale dell’anno per uno junior. Bisognerebbe offrire a loro l’opportunità di utilizzare al meglio il periodo estivo per prepararsi e per  migliorare. Al termine di questo cammino stagionale il campionato che è sicuramente una grande stimolo sia per il singolo sia per la Società. Il 30 maggio è una data decisamente fuori luogo per tutte le motivazioni già sopra esposte e che non ripeto per non annoiare il lettore.  Diventa ancora più assurdo perché per la categoria senior il campionato italiano, giustamente, viene inserito la settimana successiva al massimo appuntamento internazionale stagionale. In questo modo anche i senior che non parteciperanno al mondiale hanno la loro possibilità di preparare gli italiani e mettersi a confronto con gli atleti reduci dal mondiale. L’esempio chiaro è quello della stagione appena trascorsa che ha rimesso in moto e stimolato atleti che sembravano essersi persi nell’oblio di qualche girone dantesco.

5. Se viceversa analizziamo il calendario per un atleta senior ci rendiamo conto che offre pochi spunti di interesse per atleti di livello: otto gare con le categorie giovanili su 14 in totale.  Partiamo però dal presupposto che molte gare nazionali vengono boicottate dagli atleti d’elite  per scarso interesse, mentre nei campionati italiani, dove la posta è alta, l’interesse cala da parte degli atleti di secondo piano – si veda il campionato italiano slalom a Ivrea 2009 con 32 partenti. A questo punto non sarebbe male inserire e creare il famoso ranking per stimolare i giovani all’esordio nella massima categoria e soprattutto per far sì che quella flotta di master possa trovare stimoli concreti nel migliorare la propria posizione di anno in anno in un ranking nazionale comparato.  La falsa riga del ICF ranking si potrebbe adattare molto bene alla nostra realtà. 

6. Creare poi un calendario con le sole date ci sembra alquanto assurdo perché spesso e volentieri sono le date che si adeguano alle località e non viceversa per evidenti ragioni di acqua, disponibilità organizzativa, interessi societari.

7. Mi astengo  - in attesa di leggere i programmi di attività e i criteri selettivi – da ogni commento sul fatto di disputare le selezioni in Italia e in modo particolare nelle date proposte. Sarà interessante vedere dove verranno svolte a fronte di impegni internazionali, sia Junior che Senior, su canali artificiali e percorsi molto impegnativi. Le selezioni devono rispecchiare l’impegno competitivo a cui si fa riferimento.

Occhio  all’onda! Ettore Ivaldi

Dicembre 22, 2009, 08:04:49 am
Risposta #18

Ettore Ivaldi

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Mi chiedo com’è possibile pubblicare una delibera dove si scrive che il responsabile del settore junior è Mario Veronesi. Interpellato lo stesso interessato mi conferma la sua estraneità al ruolo. Il giorno 21/12/2009 si  pubblicizza la pubblicazione  con una notizia dall’ufficio stampa  dal titolo: “ELENCO DELIBERE 204° CONSIGLIO FEDERALE” . In questa data si scarica la delibera e nella voce Tecnici settore Slalom si legge quanto sopra detto.
Oggi 22/12/2009 la delibera non è più scaricabile, ma gira un’altra nota ufficiale dove si dice che il tecnico junior e U23 è Fabrizio Didonè.
Allora la domanda è: si pubblicano delibere non deliberate o si cambiano a piacere delibere approvate? Si faccia chiarezza per non lasciare nel dubbio i tesserati.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Dicembre 23, 2009, 12:27:43 am
Risposta #19

andrea bertani

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mi sa che i tesserati ne dovrebbero avere fin troppi di dubbi !!! Ma siamo sicuri che i quadri tecnic ad esempio sappiano quali sono i programmi da oggi a diciamo 2 mesi ??? domandare è lecito !

ps: complimenti a Fabrizio Didonè cmq tenuto all'ombra di qualche guru da troppo tempo...sapete la maggior parte dei tecnici "terreni " non appartenenti alla stirpa degli dei la maggior parte delle volte cosa fanno ??? Riprese video ( anche qualche consigliere maldestro ! ahahahah ), guidare pulmini e partecipare passivamente a pseudo riunioni tecniche !

Dicembre 24, 2009, 11:13:25 am
Risposta #20

Skillo

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Ma poi sarà davvero Didonè, bravo tecnico dalle labbra cucite, ad essere il tecnico degli junior?

Dicembre 26, 2009, 01:56:54 pm
Risposta #21

Ettore Ivaldi

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Anche questa qualcuno me la dovrebbe pur spiegare perché la mia logica e la mia esperienza nel campo non riescono trovare una spiegazione plausibile a tutto ciò.
Veniamo al problema. Si è  organizzato un raduno junior di slalom a Valstagna la prima settimana di novembre i tecnici convocati erano:  il commissario tecnico,  che ha fatto la sua presenza il secondo giorno, arrivato con il mezzo del suo club e alcuni suoi atleti, e ripartito il pomeriggio stesso; Marco Caldera e Mario Veronesi come tecnici nazionali; collaboratori tecnici Elena Bargigli e Tommaso Zaccaria. Di tutto ciò avevo già scritto il giorno 21 dicembre nel post “di cosa parliamo?” esprimendo la mia idea in tal proposito.
Ora si convoca un secondo raduno dal 2 al 6 gennaio 2010 nella  stessa località,  ma i tecnici cambiano. Il commissario tecnico non è più convocato – parte per l’Australia con 4 K1 men (Molmenti va per conto suo) e due C2. Di  Caldera non si sa nulla,  rimane Mario Veronesi come tecnico nazionale e si aggiungono due nuovi tecnici nazionali (come da delibera 7/2009) per la canadese Tommaso Zaccaria e Francesco Stefani dove convocati sono solo 2 atleti! I collaboratori tecnici spariscono e Elena Bargigli viene convocata come  tecnico di società così come  Luca Revello. Ora su chi sia Elena Bargigli non ci sono dubbi, ho avuto modo di elencare i pregi di questa ex atleta della nazionale che per fortuna è rimasta nell’ambiente come tecnico. Lei è diplomata in scienze motorie ed è allenatore di III livello della Fick. Come tecnico si sta formando, visto che da un paio di anni lavora nel club.
Mauro Canzano dice nel suo intervento: “…un sistema di valutazione degli individui, basato esclusivamente sul riconoscimento dei meriti da loro acquisiti, penso allo start up e organizzazione dei quadri tecnici…”.
Parole che condividiamo praticamente tutti, forse anche i federali che viceversa agiscono in maniera diametralmente opposta. Vediamo perché.
I due tecnici nazionali responsabili alle loro spalle non hanno un gran che di esperienza. Io avevo scritto che sarebbe stata buona cosa offrire a Francesco Stefani la guida degli junior e tentare così di partire con un nuovo ciclo. Cosa diversa è quella di essere responsabile tecnico della canadese assieme a Tommaso Zaccaria. Questo ruolo  dovrebbe essere coperto da un professionista a tempo pieno. Mi risultata che Stefani abbia offerto una parziale disponibilità.  Se il primo è stato un atleta di ottimo livello nella specialità della pagaia ad una sola pala (26esimo ai Giochi Olimpici di Atlanta ’96; bronzo a squadre ai mondiali ’93 con un totale di  sei partecipazioni ai campionati del mondo) altrettanto non si può dire per il sublacense che di partecipazioni ai mondiali ne conta una da junior nel 2002 dove chiuse in 45esima posizione a 14” dall’accesso alla semifinale! Stefani di anni ne ha 38 è allievo istruttore, mentre  Zaccaria ne ha 25 anni e non è neppure istruttore o almeno non risulta esserlo dalla grafica federale. Entrambi non hanno studi in materia di sport. Francesco è un amico e al suo primo mondiale ha condiviso la camera con me: era il 1991, ma terminata la sua carriera da atleta con la mancata qualificazione ai Giochi di Atene, non ha sfornato nessun atleta come allenatore, visto che in realtà non si è mai potuto dedicare a tempo pieno a questa professione.
L’ex tecnico responsabile canadesi – delibera 2/2009 n.77/09 – oggi è diventato coordinatore tecnico + centri di riferimento tecnici territoriali. La meritocrazia è che se in un settore non funzioni, per dati di fatto e non per parole, vieni promosso ad un ruolo dal nome altisonante. Coordinatore tecnico di chi e di che cosa? Per quali  centri di riferimento se si considera che Valstagna – dove praticamente tutti gli slalomisti d’Italia si allenano e la stessa Fick organizza i raduni – non è  stato nominato centro di riferimento? Ora Marco Caldera in questi ultimi cinque anni ha cambiato più ruoli che gare o atleti visti. La discesa non se lo fila più?
Ma tranquilli  non siamo ancora arrivati al massimo! In realtà a  tutto questo siamo già  abituati: ora  arriva il bello!
Clara Giai-Pron viene convocata con un tecnico a sua disposizione per una ripresa graduale dall’operazione subita. Il tecnico convocato è un ragazzo poco più che ventenne, senza nessuna esperienza in slalom, e non mi si racconti diversamente, e guarda caso è anche il fidanzato dell’atleta. Ci risiamo? O ci volete prendere in giro in maniera spudorata ancora?
Elena Bargigli la si retrocede da tecnico nazionale – come era previsto nella  delibera di febbraio – a tecnico sociale a pari livello di un giovane  che fa ancora l’atleta nella canoa da velocità? Ed è questo giovane  che dovrebbe assistere e guidare Clara a raggiungere importanti traguardi in slalom? Ma tutti gli altri tecnici di società che lavorano con i kayak uomini non esistono? Come si fa ad arrivare a fine anno e non conoscere i programmi per la stagione successiva?
Ma i nostri federali sono a conoscenza che l’ICF è promotore dei primi “Youth Olimpic Games” e che l’Italia ha il diritto a partecipare?

Anche in questo caso aggiungere altro non serve, mi sembra decisamente superfluo.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi 


Dicembre 26, 2009, 07:04:18 pm
Risposta #22

andrea bertani

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Caro Ettore,

stuzzico un pò la tua intelligenza....guardando il panorama della canoa italiana dell'acqua mossa ( slalom e discesa )  , quali sono gli allenatori degni di questo nome ? Ovviamente a sensazione...immagino tu non conosca bene e personalmente tutti... !!!

Dicembre 31, 2009, 04:20:57 pm
Risposta #23

Skillo

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Caspita che domanda. Un po' troppo indigesta anche per il combattivo e competentissimo Ettore che forse un giorno dovrà collaborare con qualcuno che oggi non menzionerebbe perchè non ritenuto all'altezza o solo perchè semplicemente dimenticato se non addirittura sconosciuto.
Ovviamente una persona esterna ai giochi e dalla lingua libera  8) potrebbe snocciolare un elenco come quello che richiede Andrea, ma solo se egli conoscesse davvero bene tutti i tecnici e gli allenatori italiani in grado di ben fare nel campo dello slalom italiano; quindi .... meglio tacere che fare ingiustizie.
Ribadisco solo quello che dico da sempre: così come l'abito non fa il monaco, il titolo non fa il tecnico.

Gennaio 01, 2010, 12:47:19 pm
Risposta #24

Ettore Ivaldi

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Vediamo un po’… il tema non mi spaventa anzi mi stimola, ma più che nomi mi chiederei chi è, che cosa si deve fare e che cosa si  è disposti a rinunciare per fare l’allenatore?
Allora andiamo per ordine.
Un allenatore dovrebbe uscire da una esperienza di gare fatte in gioventù, magari poi se c’è stato anche qualche buon risultato la cosa potrebbe farsi interessante. Comunque ho conosciuto fior di tecnici che non sono mai saliti su un podio mondiale eppure sono considerati oggi dei guru dello slalom, alcuni di loro non hanno neppure frequentato corsi specifici o università. L’esperienza diretta però non guasta mai anche se non è tutto e non può bastare. Se poi ci mettiamo anche l’opportunità di studiare specificatamente la materia la cosa si fa interessante.
Un atleta, finita la sua carriera sportiva senza rimpianti, deve passare in quella che io chiamo la metamorfosi dall’io all’io altrui. Deve capire che lui non è più al centro dell’attenzione, ma sono i suoi atleti ad essere il fulcro  della sua vita. E’ un passaggio difficile, specialmente per chi ha fatto per molti anni l’atleta e ha usato molto tempo per allenarsi e per cercare di dare il massimo dal punto di vista agonistico. La metamorfosi è lenta e molto graduale. Devono passare diversi anni a stretto contatto con le piccole realtà. Bisogna ritornare nel passato, caricare le canoe, ripararle, guidare i sconquassati mezzi sociali, soffrire in acqua con i tuoi cuccioli di pagaia.  Lavorare per loro e cercare di creare un modello di crescita, visto che purtroppo non può inserirsi in un sistema già collaudato e recettivo per trasformarlo da atleta ad allenatore. Le difficoltà che si incontrano all’inizio sono enormi: club senza soldi, mancanza culturale per questo ruolo, difficoltà logistiche, delusioni, incomprensioni, invidie.
Partire però dal Club è fondamentale, come è fondamentale tenere sempre il contatto e soprattutto un giorno ritornare a lavorarci a tempo pieno. Il Club è vita, i giovani sono la linfa vitale per un coach e sono loro che gli permettono di vedere giorno per giorno l’evoluzione del lavoro che sta portando avanti. Altrettanto non si può dire con atleti di altissimo livello che hanno esigenze ben diverse e che molte volte non sono le stesse che magari tu hai vissuto come atleta. Ecco la difficoltà più grande in questa metamorfosi: “unique as You are” deve diventare il motto di un allenatore.
Credo nella professionalità del lavoro, non credo nell’improvvisazione. L’allenatore è una scelta di vita, non ci sono scorciatoie, non ci sono altre strade se non quella dell’impegno costante con idee chiare e obbiettivi raggiungibili. L’allenatore è un lavoro, non può essere semplicemente una passione part-time,  e come tutti i lavori si deve affrontare  con la massima serietà dedicando impegno e tempo. Altri mezzi non ne conosco anche perché tutti gli allenatori, che reputo tali, non fanno nulla di diverso se non quello che ho appena descritto. Per me bianco è bianco e nero è nero non ci sono le mezze tonalità in un impegno, in una professione. Poi la reciproca fiducia – allenatore/atleta/allenatore - si conquista sul campo, con il tempo, non per il semplice fatto che ti viene assegnato un ruolo ufficiale. L’onestà sta poi nel capire quanto puoi offrire e se restare o lasciare diventa una necessità personale indipendentemente dall’opportunità ricevuta.
E allora veniamo alla domanda che esige una risposta capovolgendola in questi termini: quanti canoisti in Italia hanno questi requisiti, ma soprattutto quanti sono disposti a cambiare il loro lavoro con quello di allenatore? Quanti ex-atleti di livello o semplici appassionati sono rimasti e si sono buttati a capofitto in questa avventura? Quanti ci hanno creduto fin da atleti?
Sorgerà spontaneo contraddirmi dicendo che non si può fare per il semplice motivo che questo lavoro non paga. Ma il vero problema è proprio questo: se le stesse persone che oggi sono coinvolte a livello federale, ma non solo, non credono in quello che stanno facendo per dedicarsi a tempo pieno la conseguenze è quella di vedere la canoa ferma all’attuale piccola realtà per molto, molto tempo ancora.
Quante guide rafting in Italia vivono e si mantengono facendo le guide? Tante! E allora se il rafting – importato in Italia a metà anni ’80 – è riuscito a creare queste opportunità, perché la canoa non ci riesce? Semplice perché non ci crediamo abbastanza, non creiamo posti di lavoro, non abbiamo idee per cambiare la realtà, in poche parole siamo poco convinti che tutto ciò possa essere considerato realizzabile. Io ci sto provando! 
Abbiamo bisogno di impiegare persone nel nostro settore. Persone a tempo pieno che coordino i volontari, anima importante nello sport italiano ma sempre più in calo per un generale benessere raggiunto da tutti negli anni e quindi la mancanza di stimoli ad unirsi per realizzare e concretizzare sogni che si pensano possano essere attuati da singoli.
Quanti sono i club in Italia che hanno alle loro dipendenze personale quale allenatori, direttori di sede, maestri, istruttori? Nel settore fluviale la risposta è certa: zero! Bene è proprio questo che dobbiamo cambiare per prima cosa. Quante sono le società che viceversa contano su una struttura importante nella velocità? Tante e comunque si fa fatica lo stesso ad avere prestigiosi risultati.
Bisogna creare quello che gli anglosassoni definiscono business. Solo così il nostro mondo cambierà, perché impegnerà a tempo pieno gente, risorse, energie.

Non so se ho risposto, spero di sì. Spero anche che un piccolo passo in avanti si possa fare ogni giorno senza paura di dire apertamente le proprie idee con la speranza che possano essere interpretate per ciò che vogliono essere: momenti di riflessione, analisi, confronto.
Mi dispiace che qualcuno per fare tutto ciò deve nascondersi dietro a false identità, posso capirlo, ma non lo condivido. Che cosa c’è di più interessante per crescere nel confrontarsi e  nel parlare mostrando liberamente il proprio volto e mettendo a disposizione tutto ciò in cui crede?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi


Gennaio 01, 2010, 05:16:00 pm
Risposta #25

andrea bertani

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Sicuramente i corsi di formazione sono migliorati anche se potrebbero essere più completi ed affidati da un punto di vista pratico a persone che magri giornalmente lavorano su quegli argomenti con atleti e non....mi viene da pensare agli allenamenti e nuove tecniche in palestra, allenamenti in barca seguiti da fuori, tra le porte con successivi filamti video, etc etc. Sull’aggiornamento si dovrebbe  far seguire a tutto il movimento tecnico italiano un iter che permetta a tutti di aggiornarsi nell’arco di un biennio. 
Per quanto riguarda gli INVESTIMENTI sulla categoria se ne deve parlare perché oggi solo i Tecnici investono i loro risparmi su se stessi. Dei tanti DENARI che perecpiamo come federazione poco o niente viene reinvestito sugli allenatori e questo se permettete è un dato ASSURDO . Investire per formare significa prima di tutto avere progetti ben definiti per la categoria, significa programmare e soprattutto credere nelle qualità dei tecnici italiani.  Creare delle scuole regionali dove radunare i tecnici e attuare un progetto di crescita, sfruttare tutte le manifestazioni nazionali per coinvolgere i giovani tecnici in Stage gratuiti tenuti da qualificati coach mondiali, organizzare viaggi studio in varie parti del mondo. Questo per noi significa INVESTIRE. E LA FEDERAZIONE NON INVESTE SUI TECNICI , NEANCHE QUELLI GIA' A LIBRO PAGA !!!!! Una volta raggiunti i quadri federali sembra che sia ottenuto il massimo....quando invece non dovrebbe essere altro che un nuovo punto di partenza...
Vogliamo parlare degli stipendi di alcuni dei tecnici federali rapportati al numero di giorni effettivi fattiu nei raduni ??? Guardate tutte le specialità, fate i calcoli e poi ditemi se c'è qualcosa che non funziona...e guarda caso si tratta di tecnici ormai " AFFERMATI " ( lo intendo di tecnici non predisposti all'auto aggiornamento !!! ) o " SUPPORTATI"....
Mi  permetto di dire che a questi progetti una sola cosa DEVE essere vietata la RACCOMANDAZIONE e gli ASSURDI PEREVILEGI, che ci sono negli staff tecnici della nazioanle , magari non visibili a tutti....

Risposta soddisfacente in parte Ettore ;)... parlaci delle figure in giro !

In attesa tua risposta

Andrea

Gennaio 04, 2010, 01:37:31 pm
Risposta #26

Ettore Ivaldi

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Per come la vedo io non è molto complicato: per far partire un progetto di sviluppo della canoa in Italia per i settori tecnici ci vuole  buona volontà, idee pratiche, esperienza  e soprattutto la voglia di fare.
Perché non si fa? Presto detto: perché non c’è la lungimiranza e il coraggio  di farlo sia da parte degli organi competenti  sia da parte di molti di noi!
La difficoltà nasce  soprattutto dal fatto che un ex-atleta non vede nel suo futuro un ruolo da tecnico se non marginalmente, poiché non c’è una macchina operativa che già funziona, non può cioè inserirsi in un meccanismo già avviato e collaudato. L’ex-atleta con la vocazione dell’allenatore o del dirigente deve inventarsi praticamente tutto. Gli esempi che mi sono più vicini sono quelli di Vladi Panato che, chiusa l’attività, sta mettendo tutto se stesso nel Club, e Elena Bargigli (di lei ho già detto molto). Loro confermano quanto vi ho anticipato.  Nel recente passato ci aveva provato, con ottimi risultati, Enrico Lazzarotto, poi si è visto costretto ad abbandonare perché quando sei troppo avanti non vieni capito e molti cercano di frenare il tuo istinto perché altrimenti il loro operato sparisce al confronto. Peccato, perché non funziona così, anzi dovrebbe essere l’esatto opposto: tu hai un’idea, io un’altra e avanti a migliorare assieme.  Dal punto di vista dirigenziale, che è la stessa cosa per un tecnico, conosco bene Claudio Schermi che, nonostante una professione sicura e ben retribuita da commercialista, ha preferito abbandonarla ed investire sulla società e creare un vero è proprio sistema di sviluppo sportivo per la canoa: l’unico vero dirigente professionista che io conosca nel nostro settore. Così facendo ha messo assieme la sua triplice esperienza da ex-atleta, ex-tecnico  e ora dirigente. Anche lui troppo avanti per essere capito e sostenuto.
Cito questi esempi per rendere più concrete le parole e le idee perché altrimenti restiamo sempre, può pensare qualcuno, campati in aria. Se poi questo concetto – investire su se stessi per investire nella canoa – lo verifichiamo  all’estero i nomi sono molteplici: Cathy Hearn, Jerney Abramic, Michal Saiber, Miryam Jerusalmi,  Jimmy Jayes, Roberto D’Angelo e tanti altri allenatori che seguono non solo squadre nazionali, ma anche club. Non sono cioè a contratto indeterminato, ma a scadenza. In poche parole non è il lavoro sicuro per tutta la vita.

Se noi guardiamo all’estero, come mi è stato chiesto di fare, scopriamo che il sistema è consolidato e soprattutto offre alternative a chi appende la pagaia al chiodo per restare operativo nell’ambiente. La Francia è sicuramente la nazione guida in questo cammino, ma non la sola,  con gli oltre 20 centri di riferimento veri (non come quelli in Italia) dove un tecnico può effettivamente fare il tecnico per retribuzione percepita e per strutture. Quello che si è cercato di fare da noi per i centri di riferimento è assurdo. Prendere ad esempio Merano, centro di riferimento per lo slalom, il tecnico responsabile è Fabrizio Didonè con Tomas Waldner. Il primo è spesso via con la nazionale e Merano, se l’ha vista, è stato in occasione della gara internazionale di giugno. I finanziamenti percepiti sono meno di 5 mila euro e per il prossimo anno si abbassano a 2.900. Ora se la FICK e gli staff tecnici, nonché la commissione slalom,  credono in quel progetto, visto che le strutture non mancano, dovrebbero investire molto di più e organizzare in ogni week-end raduni per i giovani e per i tecnici e nel periodo estivo un traning camp ad oltranza. Quel finanziamento è nullo perché non permette a nessuno di crederci. Come Merano c’è Ivrea e Subiaco con un  finanziamento di 7.250 euro ridotti al 2010 a 3.750 e 3.250. Il totale tra tutti fa 19.250  e se lo dividiamo per 12 fa poco più di 1.600 euro al mese.  Se questi soldi li diamo ad un tecnico a tempo pieno per seguire un solo centro secondo me si otterrebbe molto di più dal punto di vista tecnico, ma politicamente non rende!
Frazionare all’inverosimile i soldi porta poco o niente, ma tanti voti. Viceversa concentrare energie su un unico obiettivo si corre il rischio di raccogliere poco al momento della conta.
Il mio suggerimento è investire gli stessi soldi su un unico centro con un unico responsabile che organizzi sistematicamente attività in collaborazione con i tecnici sociali che troverebbero un preciso punto di riferimento certo e costante.
La Fidal che è una federazione enorme per numero di praticanti e strutture ha solo due centri quello di Formia (corse e salti) e Schio (lanci). Mi piace la filosofia per queste realtà:. “pochi e forti obiettivi: rappresentanza, coordinamento, attività di vertice”.

Non credo che si tratti di migliorare i corsi di formazione si tratta di offrire e stimolare tutti a credere nella nostra realtà per tiraci fuori la pagnotta di cui tutti noi ci nutriamo. Creare una sola struttura ed investire su quella per tirarci fuori atleti, tecnici, sostenitori.


Bisognerebbe spiegare a noi e alle Società quali sono i progetti e i programmi della Federazione, se mai ci fossero, visto che in 6 anni di gestione Baron si salta da un progetto all’altro senza concretizzare nulla.  Per poterci credere e collaborare ognuno per la sua parte, bisognerebbe creare un sistema, un meccanismo, ma tuttavia assistiamo a  delle incongruenze assurde. Piccoli esempi: il buon Didonè  è responsabile del centro di riferimento di Merano, tecnico federale U23 ed è convocato in Australia per un raduno con 4 kayak uomini (di cui solo due  U23) e 2 equipaggi del C2. Non sono convocati i due tecnici federali della canadese. Friz, come tutti noi lo chiamiamo, alle gare si occupa della parte video e della logistica oltre a guidare i mezzi e sistemare, all’occorrenza, eventuali emergenze. Per i 4 anni precedenti era il responsabile del settore femminile.
Un’altra faccenda che non capisco,  nella canoa da velocità,  è come Ezio Caldognetto, un amico fra le altre cose, sia il referente  della canoa maratona e  collaboratore tecnico per i kayak per i 200 mt. distanza recentemente introdotta ai giochi olimpici. E’ come se il grande Carlo Vittori avesse allenato Pietro Mennea e Gelindo Bordin. Quest’ultimo, tanto per la cronaca, era nato sotto la guida di Luciano Gigliotti e poi nel 1985 fino al suo ritiro nel 1990  fu  seguito  da Giovanni Ghidini.

Dicevo la Francia non è la sola nazione che ha un vero e proprio sistema organizzativo di prim’ordine nello sport. Anche la Germania ha sparsi sul territorio diversi ex-atleti che seguono i club e un mega centro nazionale: Augusburg. Recentemente hanno realizzato, per coprire la parte più a nord,  il canale a Lepzig. La Repubblica slovacca concentra la sua attività principalmente a Liptovosky Mikulas e a Bratislava. Mentre l’attività giovanile ha la base a Dolny Kubin. Per i loro cugini Ceki il Centro è Praga sul canale di Troja, anche se sparsi per la nazione ci sono altre 3 o 4 belle realtà.  I polacchi a Krakow con un canale in parte coperto durante l’inverno, mentre gli inglesi hanno il quartier generale a Nottingham e altri 2 canali in costruzione. Gli Americani a Charlotte, gli australiani a Penrith, gli sloveni a Tacen e Bocev, gli olandesi hanno il “Dutch Water dream”, gli spagnoli Seu e Zaragoza, i macedoni Skopje.

E noi? dov’è il nostro riferimento fisico della canoa slalom? Che fine stanno facendo le strutture costruite in Val di Sole per i mondiali del 1993? Perché non si organizza più nulla sul fiume Noce che ci invidiano in molti? A Papigno si è abbandonato tutto?

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi





Gennaio 16, 2010, 12:06:11 am
Risposta #27

Ettore Ivaldi

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Si naviga a vista e in ogni Consiglio Federale si fanno delibere che poi puntualmente vengono disattese. Mi chiedo:  ma non c’è nessun consigliere che dopo aver votato il testo di una delibera si prenda la briga di verificare che la stessa venga applicata come è stata approvata, anche con tutti i suoi limiti?

Prendiamo l’ultimo esempio. La delibera 217/09 dice: “… lo staff tecnico così
definito: Mauro Baron - direttore sportivo e commissario tecnico; Marco Caldera – Coordinatore tecnico + Centri di Riferimento Tecnici Territoriali; Fabrizio Didonè – tecnico federale team under 23; Mario Veronesi – Team Junior e Speranze; Francesco Stefani – tecnico federale settore canadese; Tommaso Zaccaria - tecnico federale settore canadese, adotta la relativa delibera...”


Nel programma di attività, che non dovrebbe essere altro che un atto che si attiene alla delibera si legge: che il responsabile tecnico per gli Under e per gli Junior è Fabrizio Didonè, prende in sostanza il ruolo che fu di Pierpaolo Ferrazzi dal 2007 al 2009. Di quest’ultimo si sono perse le tracce, forse ha rinunciato a collaborare rendendosi conto che tutto ciò che proponeva veniva disatteso? 

Salta all’occhio che sulla delibera si parla di Mario Veronesi come tecnico federale team Junior e Speranze, mentre sul Programma attività 2010 è Fabrizio Didonè. Di lui ho già avuto modo di parlare e di specificare il suo ruolo che non è certo quello di tecnico degli Junior – si veda la convocazione prot. 4078 del 21/12/2009 (di queste ne sono state prodotte due diverse cambiando tecnici e ruoli, ma mantenendo protocolli e date) dove non è convocato:  eppure è il responsabile tecnico degli Junior! Inoltre ci sono molte date in concomitanza con l’attività Junior e Senior (ad aprile Tacen o Foix? – a giugno Praga o Foix?) e mi chiedo dove sarà spedito Didonè oppure lo stesso è solo un prestanome come nel caso del centro di riferimento di Merano?

Ma veniamo alle incongruenze. Ad ottobre il Consiglio Federale dà vita ad una Commissione Nazionale Slalom- delibera 165/09- composta da otto persone con una serie di ruoli.

Nei Programmi di Attività 2010 risulta istituita una Commissione Tecnica così composta:

L. Buonfiglio, E. Petromer, F. Proietti Mercuri, H. Mayr, M.Baron, M.Caldera, C.Camporesi, Un presidente di Comitato Regionale a rotazione

Le  domande che  sorgono spontanee sono:

1.   dov’è la delibera che dà vita a questa Commissione Tecnica?
2.   una Commissione Tecnica fatta da 5 politici, 2 …  tecnici e un Claudio Camporesi facente parte in relazione a quale ruolo da lui già ricoperto (presidente di comitato regionale, rappresentante Eca, rappresentante della Commissione Nazionale Slalom)?
3.   come può a rotazione un presidente regionale far parte di un Commissione tecnica nazionale dello slalom, non ne ha assolutamente le competenze è evidente e chiaro a tutti vero?
4.   Com’è possibile che dei politici possano far parte della Commissione Tecnica dello Slalom? Verranno pagati per questo ruolo, come dovrebbe essere? Ciò dissente da ogni aspetto etico e professionale dello sport. Il politico è eletto per fare il politico e non per fare il tecnico altrimenti bisognerebbe votare, quando si rinnova il consiglio, anche i vari staff tecnici che per loro natura devono essere composti da professionisti  del settore ed incaricati dall’organo federale che, tra le altre funzioni, ha il dovere di verificare che il lavoro venga svolto nel miglior modo possibile. Così facendo incorriamo in quello che i latini definivano “quis custodiet ipsos custodes?” E citando il latino non posso non associarlo a Pino Scarpellino che per molto tempo  è stato difensore dei quadri tecnici, ma che da molti anni non si incontra, se non sporadicamente, come responsabile di qualche trasferta con il settore discesa.  Mi chiedo come può il responsabile dei tecnici in consiglio federale nonché vicepresidente e responsabile della squadra di velocità non alzarsi in piedi e recriminare i principi fondamentali di una categoria che lui ha il dovere di rappresentare, tutelare e difendere?
5.   Nel punto due dei compiti di tale Commissione nazionale si legge:”…esame e discussione della proposta di attività tecnica annuale predisposta dallo staff tecnico”. Ma come? Si esamina una proposta di attività proposta da se stessi? Ridicolo.
6.   Attualmente quindi ci sono in essere una Commissione Nazionale Slalom e una Commissione Tecnica Slalom composta dalle stesse persone che a loro volta sono consiglieri federali chiamati a votare ciò che loro stessi hanno proposto tecnicamente! Commissioni su Commissioni e il Consiglio Federale cosa ci sta a fare?
7.   Nel settore discesa invece si parla di una Direzione Sportiva composta dal Presidente, dal consigliere referente e dal commissario tecnico che coordinano e sono sopra al commissario tecnico e che a sua volta dirige tre tecnici: uno referente tecnico Under 23 e Junior un altro referente canadesi e un altro ancora referente settore nazionale giovanile. Anche qui selezioni ai primi di maggio con i Campionati Europei a fine luglio e a metà maggio campionati italiani Junior cioè all’inizio di stagione! Ma si rendono  conto che così facendo si toglie a molti giovani l’obiettivo principale di una stagione mettendo il campionato di categoria così presto in un periodo scolastico molto impegnativo e selettivo?
8.   Per gli altri settori non ci è dato a sapere visto che non sono stati pubblicati ancora i vari Programmi Attività per il 2010. Per lo slalom e per la discesa invece i programmi sono stati inseriti sul sito giusto pochi giorni dopo una mail di sollecito ad un mese dalle delibere di Attività! Fatalità?

Insomma poche idee e ben confuse e i risultati si vedono!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

fine prima parte

Gennaio 17, 2010, 11:46:42 am
Risposta #28

Ettore Ivaldi

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seconda parte : Restiamo sui PROGRAMMI DI ATTIVITA’ SLALOM 2010

Tutto chiaro sulla prima parte? Verificate un’altra incongruenza:

La Commissione Tecnica si riserva di proporre al Consiglio Federale o al Presidente Federale, nei casi in cui il Consiglio stesso non abbia possibilità di farlo, eventuali integrazioni, per atleti che non hanno rispettato le percentuali di selezione o se comunque rispettate non vengano garantiti i requisiti nelle prove specifiche.

Questo è quanto si legge nel caso in cui si ritenga che un atleta, se pur non avesse rispettato i criteri selettivi, debba comunque partecipare ad Europei, Coppa o Mondiali. Quindi significa che il Presidente, facente parte della Commissione Tecnica, chiede a se stesso di avvalorare una proposta che parte da lui stesso, non male e soprattutto sarà interessante capire da che parte vuole stare con se stesso o con se stesso? Il classico sistema bulgaro.

Ora si parla di partecipazione a determinate attività per la squadra A e B però non ci è dato sapere quale sia il criterio che ha selezionato gli atleti per essere in una o nell’altra squadra.
Da una deduzione logica verrebbe da dire che gli atleti che sono attualmente  in raduno in Australia fanno  parte della squadra A, ma qual è stato il criterio visto che Molmenti non è convocato tra gli A? Quest’ultimo di che squadra fa parte, così come Luca Costa? Si potrebbe pensare che i criteri fossero stati  inseriti (lungimiranza)  nel Programma Attività 2009: non è così (assenza di lungimiranza).
Non ci è dato conoscere il criterio selettivo per essere nella squadra  A o B, forse per grazia Divina, per simpatia, per errore, chi fa la voce grossa, chi è stato un campione, ma negli ultimi 2 anni non si è più qualificato, mah?
Meglio esser più espliciti e scrivere: il commissario tecnico decide a sua discrezione chi rappresenterà l’Italia o meglio ancora scrivere: chi si adegua entra gli altri fuori o perlomeno fa credere di adeguarsi.  Così facendo si eviterebbe di perdere tempo a scrivere programmi che puntualmente non sono rispettati o adattati a proprio piacimento.
Un altro esempio? I mondiali per i kappa uno!  Come l’anno scorso per qualificarsi  è richiesta in coppa del mondo almeno una semifinale (allargata rispetto al 2009 dove si richiedeva almeno un 15esimo posto),  il miglior risultato si assicura la partecipazione iridata, in caso non ci sia  nessuno che riesca nell’intento? L’anno scorso era previsto che si sarebbe preso il miglior U25. Riporto qui sotto la dicitura corretta.

Campionato del Mondo a Seu d’Urgell 8/13 settembre.
1. Parteciperanno le tre imbarcazioni per categoria che otterranno il miglior risultato in
una finale di Coppa del Mondo o del Campionato Europeo;
2. In assenza di un risultato da finale, saranno considerati solo i piazzamenti entro il 15°
posto in semifinale;
3. A parità di risultato si qualifica l’atleta Under 25.


In realtà non è stato così! Quindi perché scriverlo e poi non rispettarlo?
Tant’è che quest’anno non si è scritto nulla e non si è previsto il caso in cui ciò accadesse.

Ora come ci si può orientare in questo marasma di programmi che puntualmente non vengono rispettati?

Fatto strano che per le donne e le canadesi non è prevista nessuna percentuale per accedere in Coppa del Mondo, quindi si ritorna a portare atleti non pronti in Coppa per fare 4 minuti di apparizione e tornarsene a casa con le pive nel sacco. Oppure non aver messo le percentuali è stata una svista? Come è stata un svista non inserire le donne della canadese nel campionato italiano di società? E ancora nel 2009 era stata inserita la Coppa delle Regioni, a distanza di un anno non se ne parla più che fine ha fatto?
Sono mille gli esempi di questo genere, di questo navigare a vista in continuazione, progetti per le canadesi, donne, coppe, centri di riferimento che poi nessuno considera o peggio su cui ancora nessuno tira le conclusioni di nessun genere. Si passa sopra senza fare una piega. Pazzesco.

Le canadesi, per europei e mondiali,  faranno le selezioni a Valstagna il 23 maggio e dovranno rispettare delle percentuali ribassate rispetto l’anno scorso. Perché non fare le selezioni a Tacen dove in acqua  ci saranno i migliori atleti che lotteranno per prendersi il posto? Che senso logico e tecnico ha questa scelta di farle a Valstagna in una data dove non ci saranno i Kayak di valore e quindi mancherà il vero riferimento?

Le perplessità già espresse in fase di bozza del calendario ora non sono più perplessità ma certezze. Confermo tutto quello già scritto non c’è stato nessun ripensamento da parte delle Federazione a rivedere un calendario gare ancora distante dalle esigenze di una crescita sportiva logica.

Nessun accenno agli “Youth Olimpic Games” sui Programmi Attività, qualcuno può provare a spiegare l’importanza di questo evento? Ho capito che non mi ascoltano e fanno orecchie da mercante eppure ho la certezza che ci leggono visto che qualcuno di loro ha pensato bene di mandarmi dal Procuratore Federale che a sua volta ha trasmesso tutto alla Commissione Giustizia e Disciplina Federale.
Mi dichiaro prigioniero politico.
Anche Sandro Pertini lo fu in Francia io lo sono stato in Spagna e ora in Irlanda, tutti sappiamo che quando tornò lo incarcerarono, ma più tardi diventò Presidente di tutti noi e fu il più grande per lealtà e libertà intellettuale. Chissà…

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Gennaio 17, 2010, 02:27:41 pm
Risposta #29

andrea bertani

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Di seguito posto i calendari squadre nazionali del 2009 e del 2010..nel 2010 in teoria 50 raduni ( di cui 23 fuori Italia su canali artificiali  con 1 mese in Australia e varie settimane a Tacen ) nel 2009 in teoria 30 raduni ( di cui 17 raduni fuori Italia su canali artificiali di pochi giorni l'uno )...

Domanda:
1) ma nel 2010 è aumentato il  budget ? oppure c'è stata una pessima programmazione nel 2009 ?
2) se c'è stata una pessima organizzazione nel 2009 dove è stato speso il budget per lo slalom  ?
3) come mai gli junior così pochi giorni /raduno ?


CALENDARIO SQUADRA NAZIONALE SLALOM 2010

23 RADUNI FUORI ITALIA ( DI CUI UNO DI 1 MESE  IN AUSTRALIA )

50 RADUNI TUTTE CATEGORIE NAZIONALE SLALOM ( COMPRESI CE, CM E CDM)

GENNAIO
- Junior dal 2 al 6 Valstagna
- Senior A dal 5 al 30 Penrith
FEBBRAIO
- Senior A dall’8 al 12 Valstagna
- U23 + Sen B dal 12 al 14 Valstagna
- Junior dal 19 al 21 Valstagna
- Senior A e B dal 21/2 al … Atene-
MARZO
- Senior A e B … al 14/3 Atene
- Junior 19 - 21 Valstagna
- 2° test sanitario e funzionale senior 23 -24
- Senior A 25 al 29 Tacen/Ivrea
- U23 + Sen B 29 al 31 Tacen/Ivrea

APRILE
- U 23+Sen AeB dal 1 al 6 Tacen
- Canadese/Donne 7 al 9 Tacen

- Junior dal 2 al 6 Pasqua Foix o Solkan
- Speranze dal 3 al 6 Pasqua Valstagna/Marengo-Merano
- Canadese/Donne 15 al 18 Tacen/Ivrea
- Sen A +B dal 19 al 22 Tacen/Ivrea
- Senior A dal 24/4 al… Bratislava EUROPEI
MAGGIO
- Senior A …al 6/5 Bratislava EUROPEI
- U23 8 Ivrea
- Senior 9 Ivrea
- Senior 15 Tacen
- Senior 16 Tacen

- Canadese/donne 22 e 23 Valstagna
GIUGNO
- Junior dal 18 al 27 Foix
- Senior dal 14 al 20 Praga 1^ Prova Coppa del Mondo
- Senior dal 21 al 27 La Seu de Urgell 2^ Prova Coppa del Mondo
- Speranze dal 22 al 27 Bratislava 1^ prova Teen Cup
- Senior dal 28 al 4/7 Augsburg 3^ Prova Coppa del Mondo
.
LUGLIO
- Junior dal 5 al 11 Foix Campionati del Mondo Junior
- Speranze 12-16 Valstagna
- Senior 26 Località da decidere 3° test funzionale e sanitario
- Team Mondiali 2 settimane Tacen date da stabilire
AGOSTO
- Junior Europei dal 26/7 al 08/8 Markkleeberg
- U 23 Europei dal 26/7 al 08/8 Markkleeberg
- Senior A e B dal 14 al 22 Bratislava Pre World
- Speranze dall’ 8 al 15 Solkan 2^ Teen Cup
- Speranze dal 16 al 22 Tacen 3^ Teen Cup

- Junior dal 20 al 22 Bratislava Slovak Open
- Team Mondiali 2 settimane Tacen date da stabilire
SETTEMBRE
- Senior dal 30/8 al 12/9 Tacen MONDIALI
- Speranze dal 24 al 26 Klagenfurt Alpen - Adria
OTTOBRE
- Senior A dal 19 al 24 Ivrea – Bratislava
- Senior B dal 25 al 31 Ivrea – Bratislava

- Junior nati 93/94 dal 19 al 24 Zoetermeer in funzione Europei 2011
NOVEMBRE
- Junior 93/94 dal 30/10 al 1/11 Valstagna
- Senior A dal 23 al 28 Valstagna/o Ivrea/o Bratislava
- Senior B dal 29/11 al 5/12 Valstagna
DICEMBRE
- Senior A dal 6 al 12 Valstagna
- Senior B dal 13 al 20 Valstagna
- Junior nati nel 93/94 dal 4 all’8 Valstagna

CALENDARIO SQUADRE NAZIONALI SLALOM 2009

17 RADUNI FUORI ITALIA ( DI CUI NESSUNO SUPERIORE 10 GG)
30 RADUNI TUTTE CATEGORIE NAZIONALE DI SLALOM ( COMPRESI CE , CDM E CM )

Febbraio 2009
• 1-09 raduno + gara a Pau (FRA);
• Junior e Under 23 14-15 feb. a Valstagna
• Donne e Canadesi 20 e 21 febbraio località da stabilire.
Marzo 2009
• due raduni a Tacen: K1 dal 3 al 6
marzo,Canadesi e Donne dal 7 al 9 marzo.

• Secondo raduno Tacen dal 23 al 26 per K1 e Canadesi e Donne dal 20 al 22.
• 13-14-15 junior Valstagna
Aprile 2009 (periodo speciale)
• 2-9 C1 e donne raduno + gara a Solkan e Tacen;
• 10-14 Valstagna junior
• Raduno K1 e C2 a Liptovsky (con gara) dal 14 al 19 aprile;
Maggio 2009 (periodo speciale)
• 2 maggio 1° gara di selezione Tacen per C.d.M e CE+U23;
• 3 maggio 2° gara di selezione Tacen per C.d.M e CE+U23.
• 4-10 maggio, raduno+gara di selezione C,d.M. e CE per pre-selezionati
(Liptovsky M.);

• Dal 21 al 31 maggio raduno + Campionati Europei a Nottingham;
Giugno 2009 (periodo speciale e agonistico)
• 4-7 Merano gara + raduno U23
• 10-14 Foix raduno junior 1°anno ( NON E' STATO FATTO )
• 15-19 raduno ICF a seu d’Urgell con squadra CdM
• C.d.M. Pau 20 - 28 giugno;
• 27 giugno-04 luglio raduno junior Liptovsky.
Luglio 2009
• C.d.M. Bratislava – dal 28/6 al 5 luglio;
• C.d.M. Augsburg – dal 7 al 12 luglio;
• 14-17 raduno ICF a Seu d’Urgell con squadra mondiali.
• 18-19 Raduno junior + U23 a Valstagna e partenza per CE. di categoria (24-
27) Liptovsky
Agosto 2009
• 5-10 raduno squadra mondiali a Seu d’Urgell da prenotare a pagamento
• 10 -16 raduno + gara a Bratislava per esclusi dai mondiali;
• 12-16 teen Cup Tacen
• Tacen – premondiale senior (17 - 23 agosto)
Settembre 2009 (P.I.G.)
• 30/8-13/9 Campionati del Mondo a Seu d’Urgell.

• 24-27 Klagenfurt

Ottobre 2009
• 14-18 Zoetermeer
Novembre 2009
ZERO RADUNI
Dicembre 2009
ZERO RADUNI