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Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?

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Vittorio Pongolini

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Mi domando da qualche giorno se ho mai visto una simile siccità invernale nella mia lunga vita canoistica. La risposta è NO! Le Alpi sono davvero in assenza quasi totale di neve. Temo che per i nostri fiumi abituali, e da milanese parlo del Sesia e dei suoi affluenti, delle Sture e di ciò che si può trovare nell'arco alpino occidentale, dell'Adda superiore di cui non vedo livelli nevosi interessanti per canoa, ci sia ben poco da fare quest'anno. I laghi lombardi, che come bacini sono lo specchio della situazione idrica generale, sono con livelli molto al di sotto dei minimi storici (http://www.laghi.net/) e se controllate afflussi e deflussi c'è da mettersi le mani nei capelli per la pochezza delle portate. Se mi chiedono dove sia possibile fare canoa fluviale rimango perplesso e ammutolito.
Se qualcuno ha notizie positive della neve, in qualche parte delle Alpi, seguendo la partizione in allegato,  mi conforti perché qui proprio stiamo raschiando il fondo ...dei fiumi. Non vedo come potremo uscirne se non sfruttando quei due/tre giorni dopo le piene disastrose indotte da piogge torrenziali improvvise.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marco ferrario (eko)

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Proprio vero Vittorio, che ne sarà di noi?
Aggiungerei anche il vento, in quarant'anni di vita canoistica lariana, mai così tanti giorni di foehn molto violento come durante questo inverno (ma le tempeste non ci sono state solo qui, guardate ad esempio il disastro sui monti del bellunese).

Da canoisti attenti e osservatori, ci dovremmo rendere conto, più di altri, del cambiamento climatico provocato dall'uomo, che sta distruggendo il pianeta.

Dovremmo accogliere e condividere il messaggio di Greta e di tutti i ragazzi che oggi stanno giustamente manifestando contro l'ottusità di molti governanti complici e responsabili del cambiamento in atto.
Gli scienziati ci dicono che siamo ormai prossimi a processi catastrofici, che condizioneranno pesantemente la vita.
Una politica che non agisce è una politica da combattere.
Politici che osannano lo stile consumistico stanno portando il  pianeta verso la catastrofe.
Non possiamo più permetterci e limitarci a vedere che è sempre più difficile pagaiare dobbiamo comprendere che il problema è ben più vasto e globale e occorre agire subito.
Viva Greta e tutti i ragazzi che sanno ascoltare il respiro del pianeta e in queste ore stanno manifestando la loro indignazione, lanciando un forte grido di allarme.
Per cambiare il mondo c'è ormai poco tempo.


Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Parole opportune, Marco Ferrario, le condivido.
Una quindicenne, già oggetto di derisione dei soliti disfattisti in buona fede e dei soliti squali in mala fede, ci sta dando speranza.
Occorrerebbe diffondere piccole idee positive, piccoli comportamenti replicabili, esempi virtuosi e non sconvolgenti. Per fare breccia in questo nostro modo di vivere insostenibile.
Andrea Ricci
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Lorenzo Molinari

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ANCHE NOI siamo partecipi di questo modo di vivere insostenibile. Il problema non è solo “l'ottusità di molti governanti complici e responsabili del cambiamento in atto” o le multinazionali o il vicino di casa modaiolo.

Ci fa troppo comodo questo stile di vita e ci sentiamo sollevati solo perché raccattiamo qualche bottiglia di plastica abbandonata sul greto del fiume o spiaggiata o perché la nostra vita appare frugale e alternativa.

Sostituiamo periodicamente le nostre canoe con modelli più recenti, con la scusa che tanto non vanno rottamate ma vendute e quindi ancora utilizzate, altrimenti andranno a riempire i nostri box, dove già ne abbiamo due, tre o più, ciascuna - ovviamente - per un uso specifico diverso, e ciò ci giustifica l’acquisto, oltre a svariate pagaie, PFD, paraspruzzi, ecc.

Ci siamo dentro fino al collo ma non lo vogliamo ammettere e diamo - come tutti – la colpa ad altri.
Compiere centinaia di chilometri in auto al fine settimana per godersi una discesa fluviale o una pagaiata marina nella natura, quando ci sarebbero posti altrettanti belli a distanze assai minori da casa, cos’è se non consumismo e inquinamento? Ci spostiamo da un fiume all’altro o da un mare all’altro o da un raduno all’altro come niente fosse. Siamo consumisti anche per la voglia di novità e nel voler vedere e “consumare” nuovi posti.

E che dire dei bei viaggetti con canoe appresso in giro per il mondo per vivere nuove emozioni in posti remoti e sentirsi dei piccoli esploratori?

Tutto ciò solo come canoisti e - analogamente - anche la nostra vita non da canoisti riflette lo stesso modello di consumo.
Chi passa i fine settimana nei centri commerciali potrebbe avere un impatto inferiore al nostro!
Anche i nostri armadi traboccano di roba: magari non firmata. Provate a contare quanti pantaloni o maglie o scarpe avete, includendo anche quelle per attività sportive, che tipicamente per un canoista che ama lo sport e la vita all’aria aperta non si limitano alla sola canoa, ma contemplano altri sport, ciascuno con le proprie attrezzature da rinnovare con le novità offerte dal mercato: attrezzature da bici, da trekking, da corsa, da alpinismo, da vela, da immersione, da sci, ecc.

Oltre ad apparecchiature fotografiche, GPS, cellulari, pannelli fotovoltaici, ecc. talvolta anche specifiche per ciascuna disciplina sportiva.

Magari oltre all’auto possediamo anche uno scooter per muoverci rapidamente e una moto per l’estate e - perché no - , alcuni di noi anche un bel furgone camperizzato, se non addirittura un camper dedicato, e se non lo possediamo è solo per una questione economica: quante volte ci abbiamo fatto un pensierino!

QUESTI SIAMO NOI, GLI EKO SOSTENIBILI, me compreso, per quanto abbia già fatto delle scelte drastiche in tal senso, come forse molti tra noi, ma probabilmente sono miope su altri miei comportamenti di consumo che preferisco non vedere. Fatto sta che i miei armadi traboccano ben di più di quelli della mia compagna per nulla sportiva ma amante del vestirsi bene e delle comodità, simbolo di un modello che vorremmo combattere e sradicare, e questa è l’amara verità!

Il Postatomico.
Ultima modifica: Marzo 17, 2019, 06:01:53 pm da Lorenzo Molinari

MarcoAlberti

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Bravo Lorenzo, qualcuno doveva dirlo. Ed è un passo avanti.


Vittorio Pongolini

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Oeh canoisti, io volevo solo chiedere in giro dove ci sarà, se mai ci sarà, acqua per lo scioglimento della "nulla" neve che è caduta quest'anno sulle Alpi! Né Grete, né sostenibilità, né riscaldamenti globali, né ekologie, né quant'altro. Anche perché, se non la buttiamo sullo sportivo facciamo la figura dei vecchi babbioni che non vogliono dialogare coi trenta/quarantenni perché prima, quando c'era l'acqua, hanno fatto i loro comodi e poi fanno i risentiti col mondo in rovina.
Dove c'é neve? Dove c'é acqua? Ho qualche idea che ci sia in Alto Adige, ma vorrei conferme pertinenti...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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Caro Vittorio,
amplia lo sguardo e vai oltre la prua del tuo kayak ormai immobile sul letto del torrente.

Ciò che tutti possiamo vedere in queso primo giorno di primavera è una situazione assai critica.
Ill livello delle acque del Lago di Como è preoccupante, mancano all'appello 95 milioni di metri cubi di acqua, il 21% in meno rispetto alla media stagionale.
Il rapporto Ispra sul clima del "Bel Paese" appena pubblicato con i dati ragionati al 2018 dice che quello del 2017 è stato l'inverno più asciutto dal 1961 e in questi ultimi due anni la situazione è certamente peggiorata.
LColdiretti lancia l'allarme: il Po è allo stesso livello di magra di agosto e anche gli altri grandi laghi sono mezzi vuoti.
Non c'è acqua!
Ill problema minore è quello di non riuscire a pagaiare. 
Andiamo alla radice del problema, non rimaniamo in superficie.
Ultima modifica: Marzo 21, 2019, 07:01:50 am da marco ferrario (eko)

Vittorio Pongolini

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Ricomincio con un "Oeh...Marco….", in estrema amicizia, ti pare che uno che è agronomo, che usa e che ha tutti i tipi di canoe e kayak semplici e doppi che esistono, per tutte le acque, dolci e salate, a pale semplici, a pale doppie, che il prossimo anno ad aprile festeggia i cinquant'anni di canoa (grande festa!), che ha pagaiato in cinque continenti, sempre in acque dolci e salate, che è socio del CCM dal '76, etc...etc... non abbia di che guardare oltre la prua? Non avrei tirato fuori il problema, altrimenti. Se non verranno piogge copiose al nord, in Valsesia in primis, non si semina il riso! E poi niente mais e tutte le colture foraggicole ed estive vanno a remengo! L'è finida col risott a la milanesa! Niente zafferano, niente midollino, nient cigula nel soffritto! L'ho contenuto volutamente alla canoa/kayak proprio per evitare tutte questa successive implicazioni, se no diventa "il sito della tristezza climatica e agricola con qualche ispirazione alla canoa". Invece deve essere il contrario. SPERIAMO CHE PIOVA, ACCIDENTI, E TANTO, PER TUTTI NOI PAGAIATORI E PER TUTTO IL RESTO! DAI CHE ARRIVA 'STA PIOGGIA, CHE SI VA SUL TREBBIA IL 14/4, POI RICOMINCIA LA STAGIONE DEL SESIA E POI I LAGHI SI RIEMPIONO E RICOMINCIA IL CICLO, IL NOSTRO CICLO PRIMAVERILE, ESTIVO ED INFINE AUTUNNALE. Faremo i "Baccanali della canoa", in cui tutti, nei loro luoghi, festeggeranno il ritorno della benvoluta pioggia e ricominceranno a scendere dai loro fiumi e i loro torrenti stracolmi, tanto che non si riusciranno a scendere, tanta acqua ci sarà!!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Davide Longoni

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Ciao Lorenzo,
secondo me stai facendo un po' di cherry picking al contrario. Nel senso che hai osservato tutti gli impatti che noi canoisti, concordo pienamente, generiamo.
Hai invece semplificato quelli del "resto del mondo".
Anche loro viaggiano, spendono, si aggregano in centri urbani con traffico estremamente inefficiente per gli spostamenti, fruiscono di programmi televisivi e sportivi che hanno connesse spese economiche ed energetiche astronomiche (i canoisti mediamente guardano meno la TV perchè sono in giro all'aria aperta).
Anche pensando ai mega centri commerciali: ci sono connesse esternalità per riscaldamento e raffescamento, la spesa energetica per la costruzione ecc. Senza considerare che a causa del forte aggregamento forse la produzione di CO2 procapite diminuisce, ma gli impatti locali aumentano notevolmente (vedi NO, polveri sottili, fognature ecc.)

E poi per amare veramente la natura è necessario conoscerla ed apprezzarla nella sua forma più pura.

Quello che secondo me è necessario fare è PERSONALMENTE, investire nell'efficienza energetica. Compriamo elettrodomestici efficienti, mettiamo pannelli solari termici o fotovoltaici, caldaie a condensazione, infissi più isolati ecc. ecc.

Quello che facciamo ci fa amare la natura, ecco spendiamo quello che possiamo per essere più green nel resto della nostra vita.

I - ps
il mio sogno è quello di non dover dipendere per tempo e luogo dal lavoro, poter andare in canoa facendo i recuperi ed il viaggio in bici, avere un orto per mangiare verdura e frutta a km zero. purtroppo invece il lavoro si trova soprattutto a Milano, lascia poco tempo per te, ed è normale che poi uno vuole sfruttare al massimo il weekend.

II - ps
l'impatto della plastica delle canoe è ridicolo considerato con quella che produciamo per il confezionamento dei prodotti alimentari.

III - ps
nel pubblico, nel terziario e nelle industrie ci sono margini di risparmio pazzeschi, basterebbe la cultura dell'investire nell'efficienza energetica.

Buena onda

Davide

Lorenzo Molinari

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Ciao Davide, sono per lo più d'accordo con te. La mia è una provocazione ma anche un'autocritica, perché siamo tutti più o meno partecipi e responsabili della situazione ambientale che viviamo e del modello di consumo prevalente, chi più e chi meno coscientemente e chi più e chi meno impegnato a modificare il proprio comportamento, il proprio impatto, il proprio modo di essere qui. Siamo persone e consumatori, talvolta con una pagaia in mano.

Per questo ha ragione Marco a guardare al di là della prua della canoa, ormai al nord immobile sul letto del torrente, così come ha ragione Toio a richiamarci alla prua della canoa (una tra le tante e tra i tanti attrezzi che affollano i nostri box...), almeno in questo ambito di discussione.
Ultima modifica: Marzo 22, 2019, 09:28:46 am da Lorenzo Molinari

Massimo Valbonesi

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Ciao a tutti,
carissimo Toio, lo so che non vuoi tediarti con queste considerazioni sulle problematiche ambientali, che penso tu viva tutti i giorni nel tuo lavoro, ma non possiamo evitare di parlarne anche qui! Se non ne parliamo noi chi dovrebbe parlarne, quelli che abitano a Busto Arsizio e non sanno neanche che esiste la Valsesia o la parrucchiera che mi taglia i capelli e non sa cosa sono i CARCIOFI!!!
Siamo circondati da ignoranti e da altri che li vogliono mantenere nella loro sconfinata ignoranza. Aggiorniamoci su dove c'è acqua ma  scambiarci anche qualche altra idea di come vanno le cose!  Ah volevo aggiungere che non abbiamo parlato dell'incremento demografico, che il dato più preoccupante, siamo 7,7 miliardi di umanoidi, la popolazione mondiale cresce di 80 milioni l'anno! 1 miliardo di persone è senz'acqua per sopravvivere.


Vittorio Pongolini

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Va bene, va bene tutto, e ricordiamoci che oggi:

E' LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA !!!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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Va bene, va bene tutto,

NO! Non va affatto bene! 
Dovremmo, per rimanere in tema ACQUA, parlare anche della plastica che inquina sempre più le acque sulle quali navighiamo e ritroviamo sempre più anche sulle spiagge dove sostiamo.

Che dire poi dell'ACQUA che dovrebbe essere pubblica e che invece è sempre più di fatto privatizzata, nonostante il referendum vinto nel 2011, l'acqua sta diventando un bene sempre più scarso e le grandi multinazionali lo sanno e lavorano per accaparrarsi l'oro blu.
Caro Vittorio, non va tutto bene!
Basta avere lo sguardo oltre la prua e chiunque se ne rende conto.
Ultima modifica: Marzo 23, 2019, 07:26:06 am da marco ferrario (eko)

Daniele Barbolini

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Ciao a tutti,
volevo esprimere un pensiero banale banale. Se vai in canoa , a qualunque livello a tutte le età , è perché fondamentalmente la cosa ti da gioia e ti riempie la vita.
 Sono d'accordo con Vittorio , serve un pò di ottimismo e speriamo che le cose migliorino

Daniele

Vittorio Pongolini

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Sono rimasto sorpreso e offeso dall'intervento di Ferrario. Non esprimo altro per evitare pubbliche polemiche.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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volevo esprimere un pensiero banale banale...

Daniele, il tuo pensiero non è banale, anzi è molto bello.

Mi spiace che nessuno ha risposto positivamente alla domanda madre posta inizialmente da Vittorio: in sostanza dove è possibile fare canoa fluviale in questa stagione nel nostro arco alpino?

Documento qui la situazione osservata sabato scorso durante la mia ultima escursione in kayak

http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=43430&origine=1&t=Un+lettore%3A+Mera...+sabbia.+Spettacolo+desolante+sul+Lago+di+Mezzola
#
https://www.larionews.com/lario/immagini-mera-di-sabbia-il-deserto-avanza-nellalto-lario

Le immagini parlano più di tante parole.

Intanto ieri, sul Lario, ma non solo qui, ancora una ennesima bufera con venti a 100 all'ora, altri numerosi alberi caduti, già provati dalla siccità e con le radici sempre più deboli.

Il problema climatico è sempre più incombente e reale, l'uomo può e deve fare qualche cosa, oggi c'è lo chiedono e lo insegnano molti dei nostri ragazzi.
Ultima modifica: Marzo 26, 2019, 04:28:59 pm da marco ferrario (eko)

crazyjoe

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Partire dal problema pratico di dove trovare acqua in primavera per la mia barchetta senza riflettere sul perché ci si sia ridotti così è un po' come rinnegare la conseguenza più bella e sensata della mia carriera canoistica: una maggiore coscienza ambientale.
Trovo logico che la domanda porti alla conseguente discussione sul perché e sul per come. Mi stupirei del contrario.
E allora, non sentendomi un vecchio babbione per questo e non indulgendo ad un immotivato ottimismo, vorrei dire la mia. 
Non credo che basti l'appello alla morigeratezza, che comunque aiuta, forse una riflessione su un modello sociale e produttivo basato sull'arraffare più che si può nel più breve tempo possibile, potrebbe offrire spunti anche sulla nostra più consapevole e attiva partecipazione alla vita sociale del mondo di cui, casualmente e temporaneamente, facciamo parte.
Ma questa si chiama politica.
Forse si potrebbe partire dal dubbio che il modo di vivere e di produrre che conosciamo sia l'unico possibile e cominciare a pensarne un altro.
Ma questa si chiama politica.
Se poi, convintamente, diciamo: "non parliamo di queste cose perché non centrano niente col mio andare in barchetta" ecco che diamo il nostro piccolo contributo a che le cose rimangano così come sono cioè continuino a peggiorare.
Con buona pace delle nostre barchette e dei nostri figli. Basta essere coerenti

marco ferrario (eko)

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Ci lamentiamo di questo inverno anomalo, ma il pianeta non ha confini.
Per fare solo un esempio, ma si potrebbe farne molti altri, rimanendo in tema di fiumi, in Alaska essi non ghiacciano più, a causa delle temperature invernali che superano di 20 gradi la media (dati dell'Alaska Center for Climate Assessment).

Riscaldamento globale, rifiuti, plastica, inquinamento, siccità, alluvioni, tempeste, deforestazioni e morti per disastri ambientali, l'uomo che ha causato i mali della Terra, non ha più tempo da perdere.

Dati poco rassicuranti vengono diffusi da enti e istituti che certificano l'urgenza di intervenire contro i cambiamenti climatici.
Il rapporto "La Dichiarazione sullo stato del clima globale 2018" stilato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), raccoglie i contributi di esperti scientifici e ci fa sapere che nel 2018 la maggior parte dei pericoli naturali che hanno interessato circa 62 milioni di persone sono stati associati a eventi meteo e climatici estremi.
La Dichiarazione descrive i rischi legati al clima e gli impatti sulla salute umana e sul benessere, le migrazioni, la sicurezza alimentare, ecc.
Una nuova conferma che il riscaldamento globale va frenato.
Non riuscire più a discendere un fiume è un segnale evidente del procedere del cambiamento climatico.

La mia espressione "... avere lo sguardo oltre la prua ..." è un invito a tutti a saper guardare più in là, allungando lo sguardo oltre la media distanza corrispondente alla lunghezza del kayak, per poi analizzare con consapevolezza quello che si vede e si vive, studiando e riflettendo.
Chiedo scusa se nei miei precedenti interventi, sono stato poco chiaro e perciò quello che davo per scontato, non da tutti è stato compreso per il verso giusto.

Sembra che nei prossimi giorni arriverà finalmente la pioggia e una bella nevicata sull'arco alpino, forse presto tornerà a scorrere un po' d'acqua e nei nostri fiumi si riuscirà a navigare con gioia canoistica, ciò non toglie che lo sconvolgimento climatico è un fatto ormai incontestabile.
Ultima modifica: Aprile 02, 2019, 12:23:56 pm da marco ferrario (eko)

Vittorio Pongolini

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Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine. Certo, non si riuscirà a colmare il gap pluvo - nivale dovuto alla carenza di precipitazioni di tutti questi mesi invernali in cui non è stato depositato un manto nevoso adeguato che garantisca la fornitura di acqua a noi canoisti e agli agricoltori per il periodo estivo, ma almeno abbiamo visto anche nel nord ovest un po' di pioggia e le cime imbiancate. L'augurio è che continui a piovere e nevicare finché le temperature rimangono sufficientemente basse per evitare corrivazioni di piogge eccessive e scioglimenti di neve troppo repentini. Che la natura ci metta una pezza dopo che ci ha fatto sospirare per mesi!
Ultima modifica: Aprile 08, 2019, 03:51:42 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine.

I ghiacciai spariscono come quello sul Gran Sasso mentre sull'arco alpino altri stanno collassando.

Le riserve idriche sulle Alpi si sono dimezzate nell'ultimo secolo e con le temperature attuali tutti i ghiacciai sotto i 3.500 metri rischiano di sparire entro il 2050.

È evidente che purtroppo siamo molto lontani dal lieto fine.
Ultima modifica: Settembre 27, 2019, 10:26:07 pm da marco ferrario (eko)

marco ferrario (eko)

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Sulle Alpi sta già nevicando in abbondanza, mentre da Venezia a Matera c'è acqua, troppa acqua.
Non possiamo certamente gioire, anzi, la domanda di Vittorio, "che ne sarà di noi?" è sempre più attuale e drammatica e la nostra presa di coscienza è indispensabile perchè, anche se riusciremo ancora a fare delle belle discese in kayak, non siamo al lieto fine della "commedia".

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti.
 A lunghi periodi di siccità tale da lasciare i fiumi in secca, si susseguono alluvioni e cicloni con venti fuori dal comune e con una frequenza mai vista prima d'ora.
 I dati registrati dell’European severe weath https://www.eswd.eu/
non possono essere presi con superficialità o smentiti.
 L'evento straordinario è diventato ormai ordinario.
Dobbiamo renderci conto che siamo nel bel mezzo di una crisi climatica.

P.S.
- In questa animazione realizzata dalle due accademie scientifiche più prestigiose al mondo (Royal society britannica e National academy of sciences statunitense), si spiega cosa accade al clima della Terra.
https://www.internazionale.it/video/2015/02/09/
il-riscaldamento-globale-spiegato-in-un-minuto
- Quest'altro è un brevissimo video della Nasa e rappresenta il mutamento della temperature del nostro pianeta negli ultimi 130 anni. ://youtu.be/2DwZL0WeqoI
- Sulle cause, ecco un video animato, sempre di un minuto. :/Un/youtu.be/Fv-L4q5mAo8
Ultima modifica: Novembre 16, 2019, 12:24:55 pm da marco ferrario (eko)

marco ferrario (eko)

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Un anno fa, Vittorio apriva questo topic con una domanda che alla luce degli ultimi fatti è rimasta terribilmente attuale.

Al di là del coronavirus da tutti vissuto in questi giorni con ansia, isolamento e reclusione, domani inizia la primavera, ma l'inverno ?

In autunno abbiamo avuto giornate con venti ciclonici e tempeste d'acqua che in poche ore hanno sconvolto molte nostre città, vere e proprie alluvioni; ma dopo l'autunno, chi ha visto l'inverno?

È stato l'inverno più mite della storia, le fragole hanno fruttificato già a febbraio come anche gli asparagi.
In Canada, con molto anticipo, il mese scorso gli orsi si sono destati dal letargo.
In Antartide a febbraio sono stati registrati 21.7 gradi, mai successo nella storia di quel continente.
Anche a Mosca, non si è mai registrata una temperatura media giornaliera che per tutto l'inverno non è mai scesa sotto lo zero. 
Le statistiche documentano che l'ultimo decennio è stato in assoluto il più caldo di sempre e che nel mese di febbraio appena trascorso, le temperature sono state le più alte e le precipitazioni le più scarse di sempre.

Gli esperti ci dicono che  rischiamo un'estate di siccità.
A prescindere dal coronavirus, non avremo molte opportunità di lunghe pagaiate discendendo le dolci piene necessarie a riempire le falde da utilizzare per le esigenze estive.

In Calabria, già al 25 di febbraio è stato emanato il primo allarme siccità.
In Puglia le riserve d'acqua sono sotto la metà rispetto ai dati dello scorso anno.
In Piemonte ha piovuto il 62% in meno rispetto all'inverno 2018/19.

Andate a vedere le conclusioni del CNR.
Questo inverno è stato il più secco da quando si registrano i dati, cioè dalla seconda metà del 1800.
Le temperature del pianeta non solo stanno aumentando ma anche accelerando e gli scienziati concordano che la causa è da evidenziare nei gas serra.

Più di tutto, spaventa l'assenza di autorevoli posizioni politiche e il lasciar fare alle grandi multinazionali che di fatto, manovrate dalla finanza speculativa, governano il pianeta senza una prospettiva concreta di una positiva visione futura.

Perciò la domanda di Vittorio, dopo un anno, ahimè, è sempre attuale.

* Tutti i dati statistici qui riportati sono stati pubblicati nell'inserto "Scienze" di laRepubblica di ieri giovedì 19 marzo 2020.
Ultima modifica: Marzo 20, 2020, 04:07:56 pm da marco ferrario (eko)

Mauro Villotta

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  • Ricordati sempre che l'acqua è più forte ...
Forse , allo stato attuale delle cose , il fatto che ci sia acqua o meno è un problema secondario . Se anche ci fosse la quantità giusta per qualsiasi necessità non sapremmo che farcene . Salirebbe solo il rammarico , perciò restiamo in casa e pensiamoci quando sarà ora .

Lorenzo Molinari

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Il titolo di questa chat: "Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi" non è certo riferito a solo noi canoisti fluviali ma è certamente da intendersi in senso allargato. La preoccupazione è indipendente dallo stare o meno a casa, dal pagaiare o meno, ed è comunque e sempre attuale.
I virus - ahimè - vengono e vanno, purtroppo con drammi e lutti e sono un altro discorso altrettanto importate, ora il più importante; il cambiamento climatico, indipendentemente da ciò che possa averlo o non averlo provocato, è una cruda realtà con la quale dovremo comunque confrontarci: noi, i nostri figli, i nostri nipoti.

Invito a leggere i precedenti interventi per rendersi conto che la domanda è rivolta a noi, Homini Sapiens Sapiens, o come ci autodefiniamo dall'alto della nostra vana supremazia.
Vittorio è un agronomo sempre attento alle problematiche idriche, che combatte su questi temi operativamente e in modo del tutto volontario dove ce n'è bisogno, raggiungendo risultati concreti con il suo impegno e la sua professionalità.
Marco è persona dalle ampie vedute, non a caso ha creato parecchi anni fa il gruppo libero di Ekokayakers.

nolby

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  • MARCO
Si parla di acqua?
Guardate qui: la natura che si prende una piccola rivincita... giusto per far vedere chi comanda!

https://www.corriere.it/pianeta2020/20_marzo_22/delfini-porti-lepri-citta-riscossa-natura-tempi-quarantena-715b4efe-6b8e-11ea-b5c1-51209be10271.shtml?fbclid=IwAR3sJ2JBbkEQB0yHiCJSkmDtJjhuYpu0tOS3RVhAKrHaXk2-b8EHopdAfPQ&refresh_ce-cp

Certo è che la storia dei cambiamenti climatici è grande e spinosa.  I ghiacci spariscono da ovunque, la nostra zona si sta trasformando in una specie di deserto. Sono stati espressi in questa discussione pareri tutti validi e veritieri, anche quelli volutamente estremizzati (Lorenzo).

La cosa triste è pensare al fatto che ad alcuni danni non si potrà mai, in nessun modo, porre rimedio. E non bisogna arrivare alla catastrofe delle scioglimento dei ghiacci, pensate anche solo a certe specie animali introdotte nelle acque dolci che hanno sterminato la fauna autoctona (gamberi, tartarughe, siliuri, nutrie...).
Quando i "vecc" mi raccontano di come erano popolati i nostri laghetti Brianzoli (che ogni anno ghiacciavano al punto di poterci camminare o pattinare in tutta tranquillità) quando loro erano giovani è subito chiaro che erano interi ecosistemi con perfetti equilibri della catena alimentare che semplicemente non esistono più.

nolby

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Altro spunto di riflessione, sempre scaturito dalle conseguenze collaterali alla pandemia.
Dati che si scontrano con l'estremizzazione che forse chi va al centro commerciale inquina meno di chi si fa chilometri in auto per una pagaiata:

https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/coronavirus_riabilitate_le_auto_azzerato_il_trafffico_ma_l_inquinamento_aumenta-5125129.html?fbclid=IwAR36RjWYG_x1dkkbp3sCQQ50qVe3-J010Ho5ZusY2WZTEpVBTmeszTrSl-E

marco ferrario (eko)

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Nolby scusami, ma se proprio devo fare una riflessione su quell'articolo da te citato e che titola "Coronavirus, riabilitate le auto: azzerato il traffico, ma l'inquinamento aumenta" penso solo che mi appare molto strumentale e fuorviante, ma del resto è scritto sulle pagine di un inserto chiamato "Milleruote" e dubito fortemente che avrebbero potuto pubblicare il contrario.


Se ci informiamo meglio e in Lombardia dove vivo, la regione che come tutti sapete è stata maggiormente colpita dal coronavirus, significa leggere i dati ARPA che poi non si discostano dai dati rilevati anche dall'ISPRA.
Constatiamo che in Lombardia l'inquinamento causato dal famigerato biossido di azoto (NO2) è drasticamente diminuito in questi ultimi giorni di circa il 50% e sappiamo che per questo inquinante, il traffico automobilistico è il maggior responsabile.
 Invece il PM10, che sono polveri sottili (particolato fine) causate prevalentemente dal riscaldamento e da attività industriali, il traffico automobilistico, ci dicono gli esperti, incide solo per circa il 23% e comunque anche il PM10 in Lombardia è diminuito.
 Se fate ricerche aggiornate a questi ultimi giorni, potete leggere diversi articoli certamente più autorevoli di qualche redazionale pubblicato su rubriche automobilistiche.


Scusate, mi sembra che sono uscito troppo dal tema del topic ... torno in acqua ... Magari!
Ultima modifica: Marzo 25, 2020, 08:26:51 am da marco ferrario (eko)

Lorenzo Molinari

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E’ fuor di dubbio che automobili, camion, riscaldamento, allevamenti, fabbriche, ecc.  inquinino.
Tuttavia l'inquinamento in Lombardia è calato drasticamente all'inizio della stretta per il Coronavirus NON tanto perché hanno cessato di circolare le automobili, quanto perché c'è stata una abbondante ventilazione sulla pianura Padana.
Se metti in una stanza 10 fumatori e li fai di colpo smettere di fumare, l'aria nella stanza rimarrà perennemente inquinata fino a che non si apriranno le finestre.
Fatta circolare l'aria, se si richiudono le finestre e anche solo 2 persone delle 10 riprendessero a fumare, dopo un po' la stanza si ritroverebbe nuovamente invasa dal fumo, in più tempo che con tutte e 10 le persone a fumare, ma alla fine il risultato non cambierebbe.
Quindi è comprensibile che anche con il traffico quasi azzerato l'inquinamento all’inizio sia sceso (miracolo del vento non del Coronavirus), poi nell’ultima settimana sia risalito (nonostante una circolazione d’auto scarsa ma in assenza di vento) e tra ieri e oggi si stia di nuovo azzerando (non merito del nuovo decreto sul Coronavirus ma perché il vento ha ripeso a soffiare forte).

Lasciamo perdere le sparate giornalistiche sulla correlazione diretta ed esclusiva tra inquinamento e blocco dovuto ai provvedimenti per il Coronavirus. E’ come voler sostenere una correlazione tra il fatto che al nord la gente sia prevalentemente bionda e il fatto che mangi gamberetti. Non è detto che vi sia correlazione tra due fenomeni per quanto si muovano in modo analogo e si riscontrino nello stesso territorio. Nel caso del Coronavirus una certa correlazione c’è senz’altro ma sono ben altre le correlazioni che spiegano il fenomeno.

I dati dell'Arpa fotografano il livello degli inquinanti giornalmente. Ricerche di Arpa e di altri istituti analizzano i soggetti che emettono inquinanti e in quale misura. Nessuno però certifica a chi sia attribuibile il calo degli inquinanti e in che misura sia attribuibile tale calo alle singole cause, ogni volta in cui tale calo si verifica.

I blocchi delle automobili al fine settimana non sono mai serviti a nulla nello specifico (se non a livello di educazione civica). Se non c'è circolazione d'aria, l'inquinamento al termine del blocco sarà sempre più o meno lo stesso. Si registrerà un calo nelle polveri sottili solo perché la circolazione ridotta delle auto avrà sollevato meno polveri depositate al suolo, per rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.
Il deposito al suolo di polveri sottili in periodi di siccità ("fondo") è assai di più di quello emesso giornalmente (“flusso”). Si pensi a una vasca da bagno colma (fondo = polveri accumulate) e col tappo chiuso (assenza di ricambio, ovvero di vento) e in cui si apra un rubinetto (flusso = scappamenti di automobili).
Ogni volta in cui si è alzato il vento durante il blocco, le autorità hanno inneggiato alla validità dei blocchi, quando invece il calo degli inquinanti ci sarebbe comunque stato anche senza blocco ed è quasi esclusivamente merito del vento.

Con ciò non sostengo che si possa inquinare liberamente, ma se da una parte “Milleruote” avrà i suoi interessi da curare in un senso, non credo nell'onestà di chi ha interessi opposti e lo verifico dalle false verità che ci raccontano gli uni e gli altri.
Ultima modifica: Marzo 25, 2020, 07:12:26 pm da Lorenzo Molinari

nolby

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Mi scuso con tutti gli utenti per aver condiviso una notizia falsa, ho un profondo odio per chi diffonde fake-news ed anche se mi inviano articoli od altro mi rifiuto anche di aprirli se non pubblicati da una testata autorevole.

In questo caso sono stato tratto in inganno da 2 cose:
1- Ho visto l'articolo su un link il cui inizio era "ilmessaggero.it"  nome di uno storico quotidiano e non di un blog nato poco fa e dalle dubbie intenzioni (spesso l'intenzione non è neanche di diffondere notizie false ma notizie che facciano far visualizzazioni per poi, come controparte, far soldi dalla pubblicità)
2- a logica il concetto non mi sembra poi così fuori dal mondo, anzi... penso che con le temperature che ci sono state le persone non hanno usato l'auto per andare al lavoro ma sono state chiuse in casa, ognuno nella sua casa e con la sua caldaia accesa praticamente in continuazione... insomma... non uso l'auto però uso la caldaia.... non inquino da una parte ma inquino dall'altra. Le due cose si compensano.

Non volevo dire che le macchine non inquinano... è l'uomo che inquina. Comunque sia. Che sia l'individuo che passa il tempo libero nel centro commerciale o il canoista che si fa 100km (o anche più) solo per il piacere personale di farsi una pagaiata.

La differenza, a mio avviso, a livello del singolo individuo la fa chi presta attenzione rispetto a chi no. Indipendentemente dal fatto che la sua abitudine sia di passare il suo tempo libero all'aria aperta o chiuso in casa a guardare la tv.

Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta  percorrendo la strada in auto a velocità di crociera e condividendo il viaggio con altri amici che hanno le stesse intenzioni.
Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta ognuno con la propria macchina, con uno stile di guida che se ne frega di consumi e risparmio di carburante, consumando eccessivamente pneumatici che poi andranno smaltiti più spesso, prendendo l'auto anche per fare 500m per andare a prendere il pane in pasese ecc...

Si può stare a casa a guardare la tv in inverno con il maglione e d'estate in maniche corte.
Si può stare a casa a guardare la tv in inverno in maniche corte col termostato a 20° e d'estate col golfino e l'aria condizionata a 15.

Poi sono d'accordo che se a livello industriale e di produzione di energia le cose non cambiano ben poco possono fare le singole persone, pur tante che siano ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente.

Stiamo comunque andando fuori dall'argomento della discussione... ma forse non di tanto.

PS: anche l'ultimo messaggio di Lorenzo mi sembra credibile. Bisognerebbe fare dei confronti con dati vecchi (ma non troppo) a parità di periodo e condizioni atmosferiche.

marco ferrario (eko)

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Forse , allo stato attuale delle cose , il fatto che ci sia acqua o meno è un problema secondario . Se anche ci fosse la quantità giusta per qualsiasi necessità non sapremmo che farcene . Salirebbe solo il rammarico , perciò restiamo in casa e pensiamoci quando sarà ora .
Peccato che la crisi climatica non va in quarantena e va avanti eccome! 

Mauro Villotta

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  • Ricordati sempre che l'acqua è più forte ...
Se la crisi climatica perdura si possono sempre applicare sotto il kayak rotelle come quelle delle sedie da ufficio ed andare negli Skatepark . Consigliati i kayak da play ....
Io non lo faccio , aspetto l'acqua .
Saluti Mauro .

Lorenzo Molinari

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La seguente notizia pubblicsata oggi sui più importanti siti dei quotidiani è interessante e preoccupante insieme e solleva ulteriori dubbi sull'efficacia di alcune misure di contenimento dell'iquinamento nelle città, non tanto sul loro contributo a tale riduzione, che ci sarà senz'altro, ma su quanto incidano effettivamente.
Anche l'aria che respiriamo è più globalizzata di quanto si possa pensare!
L'ovvietà che la lotta all'inquinamento vada combattuta da tutti nel mondo è ulteriormente confermata.

30 marzo 2020 dal sito di Repubblica - Sandro Iannaccone
Coronavirus, da Roma a Parigi: crolla l'inquinamento sulle capitali d'Europa
Inquinamento: cala il biossido di azoto, ma i venti portano le polveri sottili

"Oggi, dopo diversi giorni di calo, sono infatti improvvisamente esplosi i livelli di polveri sottili in Emilia Romagna, che hanno fatto registrare concentrazioni da record: 140 microgrammi per metro cubo a Rimini, 133 a Savignano sul Rubicone, 117 a Ravenna, 112 a Imola, 110 a Faenza e Ferrare, 101 a Parma e 98 a Bologna, ben oltre la soglia di tolleranza. Per quanto sembri del tutto controintuitivo, c'è una spiegazione. Che coinvolge, stando all’ipotesi più plausibile, lo spostamento di grandi masse d'aria particolarmente ricche di polveri arrivate direttamente dal Mar Caspio durante lo scorso weekend.
Facciamo un passo indietro. Come spiega l'Agenzia Regionale per l’Ambiente Emilia Romagna (Arpae), le fonti principale di polveri sottili (in particolare PM10, quelle il cui diametro è pari o inferiore a 10 micrometri) sono il trasporto di merci su strada, l'agricoltura e gli allevamenti, l'industria, il riscaldamento a legna, i veicoli leggeri e la produzione di energia. Tutte attività antropiche, insomma. E tutte attività – chi più, chi meno – fortemente ridimensionate dalle misure restrittive attualmente in atto. Ma c'è anche dell'altro. A contribuire all’emissione delle polveri sottili sono infatti anche fonti naturali, tra cui per esempio i deserti, con la loro sabbia, e i vulcani."

https://www.repubblica.it/ambiente/2020/03/30/news/meno_biossido_di_azoto_piu_polveri_sottili_cosa_sta_accadendo_nei_nostri_cieli-252701516/?ref=RHPPLF-BH-I252705586-C8-P2-S1.8-T1
Ultima modifica: Marzo 30, 2020, 09:33:11 pm da Lorenzo Molinari