Autore Topic: Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?  (Letto 2799 volte)

Marzo 14, 2019, 06:38:11 pm
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Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Mi domando da qualche giorno se ho mai visto una simile siccità invernale nella mia lunga vita canoistica. La risposta è NO! Le Alpi sono davvero in assenza quasi totale di neve. Temo che per i nostri fiumi abituali, e da milanese parlo del Sesia e dei suoi affluenti, delle Sture e di ciò che si può trovare nell'arco alpino occidentale, dell'Adda superiore di cui non vedo livelli nevosi interessanti per canoa, ci sia ben poco da fare quest'anno. I laghi lombardi, che come bacini sono lo specchio della situazione idrica generale, sono con livelli molto al di sotto dei minimi storici (http://www.laghi.net/) e se controllate afflussi e deflussi c'è da mettersi le mani nei capelli per la pochezza delle portate. Se mi chiedono dove sia possibile fare canoa fluviale rimango perplesso e ammutolito.
Se qualcuno ha notizie positive della neve, in qualche parte delle Alpi, seguendo la partizione in allegato,  mi conforti perché qui proprio stiamo raschiando il fondo ...dei fiumi. Non vedo come potremo uscirne se non sfruttando quei due/tre giorni dopo le piene disastrose indotte da piogge torrenziali improvvise.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Marzo 15, 2019, 12:22:23 pm
Risposta #1

marco ferrario (eko)

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Proprio vero Vittorio, che ne sarà di noi?
Aggiungerei anche il vento, in quarant'anni di vita canoistica lariana, mai così tanti giorni di foehn molto violento come durante questo inverno (ma le tempeste non ci sono state solo qui, guardate ad esempio il disastro sui monti del bellunese).

Da canoisti attenti e osservatori, ci dovremmo rendere conto, più di altri, del cambiamento climatico provocato dall'uomo, che sta distruggendo il pianeta.

Dovremmo accogliere e condividere il messaggio di Greta e di tutti i ragazzi che oggi stanno giustamente manifestando contro l'ottusità di molti governanti complici e responsabili del cambiamento in atto.
Gli scienziati ci dicono che siamo ormai prossimi a processi catastrofici, che condizioneranno pesantemente la vita.
Una politica che non agisce è una politica da combattere.
Politici che osannano lo stile consumistico stanno portando il  pianeta verso la catastrofe.
Non possiamo più permetterci e limitarci a vedere che è sempre più difficile pagaiare dobbiamo comprendere che il problema è ben più vasto e globale e occorre agire subito.
Viva Greta e tutti i ragazzi che sanno ascoltare il respiro del pianeta e in queste ore stanno manifestando la loro indignazione, lanciando un forte grido di allarme.
Per cambiare il mondo c'è ormai poco tempo.


Marzo 16, 2019, 10:18:13 am
Risposta #2

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
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Parole opportune, Marco Ferrario, le condivido.
Una quindicenne, già oggetto di derisione dei soliti disfattisti in buona fede e dei soliti squali in mala fede, ci sta dando speranza.
Occorrerebbe diffondere piccole idee positive, piccoli comportamenti replicabili, esempi virtuosi e non sconvolgenti. Per fare breccia in questo nostro modo di vivere insostenibile.
Andrea Ricci
acquamossa(chiocciola)tiscali.it
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Marzo 17, 2019, 11:51:01 am
Risposta #3

Lorenzo Molinari

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ANCHE NOI siamo partecipi di questo modo di vivere insostenibile. Il problema non è solo “l'ottusità di molti governanti complici e responsabili del cambiamento in atto” o le multinazionali o il vicino di casa modaiolo.

Ci fa troppo comodo questo stile di vita e ci sentiamo sollevati solo perché raccattiamo qualche bottiglia di plastica abbandonata sul greto del fiume o spiaggiata o perché la nostra vita appare frugale e alternativa.

Sostituiamo periodicamente le nostre canoe con modelli più recenti, con la scusa che tanto non vanno rottamate ma vendute e quindi ancora utilizzate, altrimenti andranno a riempire i nostri box, dove già ne abbiamo due, tre o più, ciascuna - ovviamente - per un uso specifico diverso, e ciò ci giustifica l’acquisto, oltre a svariate pagaie, PFD, paraspruzzi, ecc.

Ci siamo dentro fino al collo ma non lo vogliamo ammettere e diamo - come tutti – la colpa ad altri.
Compiere centinaia di chilometri in auto al fine settimana per godersi una discesa fluviale o una pagaiata marina nella natura, quando ci sarebbero posti altrettanti belli a distanze assai minori da casa, cos’è se non consumismo e inquinamento? Ci spostiamo da un fiume all’altro o da un mare all’altro o da un raduno all’altro come niente fosse. Siamo consumisti anche per la voglia di novità e nel voler vedere e “consumare” nuovi posti.

E che dire dei bei viaggetti con canoe appresso in giro per il mondo per vivere nuove emozioni in posti remoti e sentirsi dei piccoli esploratori?

Tutto ciò solo come canoisti e - analogamente - anche la nostra vita non da canoisti riflette lo stesso modello di consumo.
Chi passa i fine settimana nei centri commerciali potrebbe avere un impatto inferiore al nostro!
Anche i nostri armadi traboccano di roba: magari non firmata. Provate a contare quanti pantaloni o maglie o scarpe avete, includendo anche quelle per attività sportive, che tipicamente per un canoista che ama lo sport e la vita all’aria aperta non si limitano alla sola canoa, ma contemplano altri sport, ciascuno con le proprie attrezzature da rinnovare con le novità offerte dal mercato: attrezzature da bici, da trekking, da corsa, da alpinismo, da vela, da immersione, da sci, ecc.

Oltre ad apparecchiature fotografiche, GPS, cellulari, pannelli fotovoltaici, ecc. talvolta anche specifiche per ciascuna disciplina sportiva.

Magari oltre all’auto possediamo anche uno scooter per muoverci rapidamente e una moto per l’estate e - perché no - , alcuni di noi anche un bel furgone camperizzato, se non addirittura un camper dedicato, e se non lo possediamo è solo per una questione economica: quante volte ci abbiamo fatto un pensierino!

QUESTI SIAMO NOI, GLI EKO SOSTENIBILI, me compreso, per quanto abbia già fatto delle scelte drastiche in tal senso, come forse molti tra noi, ma probabilmente sono miope su altri miei comportamenti di consumo che preferisco non vedere. Fatto sta che i miei armadi traboccano ben di più di quelli della mia compagna per nulla sportiva ma amante del vestirsi bene e delle comodità, simbolo di un modello che vorremmo combattere e sradicare, e questa è l’amara verità!

Il Postatomico.
« Ultima modifica: Marzo 17, 2019, 06:01:53 pm da Lorenzo Molinari »

Marzo 17, 2019, 01:34:28 pm
Risposta #4

MarcoAlberti

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    ...
Bravo Lorenzo, qualcuno doveva dirlo. Ed è un passo avanti.


Marzo 18, 2019, 11:38:42 am
Risposta #5

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Oeh canoisti, io volevo solo chiedere in giro dove ci sarà, se mai ci sarà, acqua per lo scioglimento della "nulla" neve che è caduta quest'anno sulle Alpi! Né Grete, né sostenibilità, né riscaldamenti globali, né ekologie, né quant'altro. Anche perché, se non la buttiamo sullo sportivo facciamo la figura dei vecchi babbioni che non vogliono dialogare coi trenta/quarantenni perché prima, quando c'era l'acqua, hanno fatto i loro comodi e poi fanno i risentiti col mondo in rovina.
Dove c'é neve? Dove c'é acqua? Ho qualche idea che ci sia in Alto Adige, ma vorrei conferme pertinenti...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Marzo 21, 2019, 06:55:57 am
Risposta #6

marco ferrario (eko)

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Caro Vittorio,
amplia lo sguardo e vai oltre la prua del tuo kayak ormai immobile sul letto del torrente.

Ciò che tutti possiamo vedere in queso primo giorno di primavera è una situazione assai critica.
Ill livello delle acque del Lago di Como è preoccupante, mancano all'appello 95 milioni di metri cubi di acqua, il 21% in meno rispetto alla media stagionale.
Il rapporto Ispra sul clima del "Bel Paese" appena pubblicato con i dati ragionati al 2018 dice che quello del 2017 è stato l'inverno più asciutto dal 1961 e in questi ultimi due anni la situazione è certamente peggiorata.
LColdiretti lancia l'allarme: il Po è allo stesso livello di magra di agosto e anche gli altri grandi laghi sono mezzi vuoti.
Non c'è acqua!
Ill problema minore è quello di non riuscire a pagaiare. 
Andiamo alla radice del problema, non rimaniamo in superficie.
« Ultima modifica: Marzo 21, 2019, 07:01:50 am da marco ferrario (eko) »

Marzo 21, 2019, 09:56:49 am
Risposta #7

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ricomincio con un "Oeh...Marco….", in estrema amicizia, ti pare che uno che è agronomo, che usa e che ha tutti i tipi di canoe e kayak semplici e doppi che esistono, per tutte le acque, dolci e salate, a pale semplici, a pale doppie, che il prossimo anno ad aprile festeggia i cinquant'anni di canoa (grande festa!), che ha pagaiato in cinque continenti, sempre in acque dolci e salate, che è socio del CCM dal '76, etc...etc... non abbia di che guardare oltre la prua? Non avrei tirato fuori il problema, altrimenti. Se non verranno piogge copiose al nord, in Valsesia in primis, non si semina il riso! E poi niente mais e tutte le colture foraggicole ed estive vanno a remengo! L'è finida col risott a la milanesa! Niente zafferano, niente midollino, nient cigula nel soffritto! L'ho contenuto volutamente alla canoa/kayak proprio per evitare tutte questa successive implicazioni, se no diventa "il sito della tristezza climatica e agricola con qualche ispirazione alla canoa". Invece deve essere il contrario. SPERIAMO CHE PIOVA, ACCIDENTI, E TANTO, PER TUTTI NOI PAGAIATORI E PER TUTTO IL RESTO! DAI CHE ARRIVA 'STA PIOGGIA, CHE SI VA SUL TREBBIA IL 14/4, POI RICOMINCIA LA STAGIONE DEL SESIA E POI I LAGHI SI RIEMPIONO E RICOMINCIA IL CICLO, IL NOSTRO CICLO PRIMAVERILE, ESTIVO ED INFINE AUTUNNALE. Faremo i "Baccanali della canoa", in cui tutti, nei loro luoghi, festeggeranno il ritorno della benvoluta pioggia e ricominceranno a scendere dai loro fiumi e i loro torrenti stracolmi, tanto che non si riusciranno a scendere, tanta acqua ci sarà!!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Marzo 21, 2019, 10:38:46 am
Risposta #8

Davide Longoni

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Ciao Lorenzo,
secondo me stai facendo un po' di cherry picking al contrario. Nel senso che hai osservato tutti gli impatti che noi canoisti, concordo pienamente, generiamo.
Hai invece semplificato quelli del "resto del mondo".
Anche loro viaggiano, spendono, si aggregano in centri urbani con traffico estremamente inefficiente per gli spostamenti, fruiscono di programmi televisivi e sportivi che hanno connesse spese economiche ed energetiche astronomiche (i canoisti mediamente guardano meno la TV perchè sono in giro all'aria aperta).
Anche pensando ai mega centri commerciali: ci sono connesse esternalità per riscaldamento e raffescamento, la spesa energetica per la costruzione ecc. Senza considerare che a causa del forte aggregamento forse la produzione di CO2 procapite diminuisce, ma gli impatti locali aumentano notevolmente (vedi NO, polveri sottili, fognature ecc.)

E poi per amare veramente la natura è necessario conoscerla ed apprezzarla nella sua forma più pura.

Quello che secondo me è necessario fare è PERSONALMENTE, investire nell'efficienza energetica. Compriamo elettrodomestici efficienti, mettiamo pannelli solari termici o fotovoltaici, caldaie a condensazione, infissi più isolati ecc. ecc.

Quello che facciamo ci fa amare la natura, ecco spendiamo quello che possiamo per essere più green nel resto della nostra vita.

I - ps
il mio sogno è quello di non dover dipendere per tempo e luogo dal lavoro, poter andare in canoa facendo i recuperi ed il viaggio in bici, avere un orto per mangiare verdura e frutta a km zero. purtroppo invece il lavoro si trova soprattutto a Milano, lascia poco tempo per te, ed è normale che poi uno vuole sfruttare al massimo il weekend.

II - ps
l'impatto della plastica delle canoe è ridicolo considerato con quella che produciamo per il confezionamento dei prodotti alimentari.

III - ps
nel pubblico, nel terziario e nelle industrie ci sono margini di risparmio pazzeschi, basterebbe la cultura dell'investire nell'efficienza energetica.

Buena onda

Davide

Marzo 22, 2019, 08:51:22 am
Risposta #9

Lorenzo Molinari

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Ciao Davide, sono per lo più d'accordo con te. La mia è una provocazione ma anche un'autocritica, perché siamo tutti più o meno partecipi e responsabili della situazione ambientale che viviamo e del modello di consumo prevalente, chi più e chi meno coscientemente e chi più e chi meno impegnato a modificare il proprio comportamento, il proprio impatto, il proprio modo di essere qui. Siamo persone e consumatori, talvolta con una pagaia in mano.

Per questo ha ragione Marco a guardare al di là della prua della canoa, ormai al nord immobile sul letto del torrente, così come ha ragione Toio a richiamarci alla prua della canoa (una tra le tante e tra i tanti attrezzi che affollano i nostri box...), almeno in questo ambito di discussione.
« Ultima modifica: Marzo 22, 2019, 09:28:46 am da Lorenzo Molinari »

Marzo 22, 2019, 11:49:12 am
Risposta #10

Massimo Valbonesi

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Ciao a tutti,
carissimo Toio, lo so che non vuoi tediarti con queste considerazioni sulle problematiche ambientali, che penso tu viva tutti i giorni nel tuo lavoro, ma non possiamo evitare di parlarne anche qui! Se non ne parliamo noi chi dovrebbe parlarne, quelli che abitano a Busto Arsizio e non sanno neanche che esiste la Valsesia o la parrucchiera che mi taglia i capelli e non sa cosa sono i CARCIOFI!!!
Siamo circondati da ignoranti e da altri che li vogliono mantenere nella loro sconfinata ignoranza. Aggiorniamoci su dove c'è acqua ma  scambiarci anche qualche altra idea di come vanno le cose!  Ah volevo aggiungere che non abbiamo parlato dell'incremento demografico, che il dato più preoccupante, siamo 7,7 miliardi di umanoidi, la popolazione mondiale cresce di 80 milioni l'anno! 1 miliardo di persone è senz'acqua per sopravvivere.


Marzo 22, 2019, 05:24:25 pm
Risposta #11

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Va bene, va bene tutto, e ricordiamoci che oggi:

E' LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA !!!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Marzo 22, 2019, 10:19:50 pm
Risposta #12

marco ferrario (eko)

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Va bene, va bene tutto,

NO! Non va affatto bene! 
Dovremmo, per rimanere in tema ACQUA, parlare anche della plastica che inquina sempre più le acque sulle quali navighiamo e ritroviamo sempre più anche sulle spiagge dove sostiamo.

Che dire poi dell'ACQUA che dovrebbe essere pubblica e che invece è sempre più di fatto privatizzata, nonostante il referendum vinto nel 2011, l'acqua sta diventando un bene sempre più scarso e le grandi multinazionali lo sanno e lavorano per accaparrarsi l'oro blu.
Caro Vittorio, non va tutto bene!
Basta avere lo sguardo oltre la prua e chiunque se ne rende conto.
« Ultima modifica: Marzo 23, 2019, 07:26:06 am da marco ferrario (eko) »

Marzo 25, 2019, 08:50:28 am
Risposta #13

Daniele Barbolini

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    ...
Ciao a tutti,
volevo esprimere un pensiero banale banale. Se vai in canoa , a qualunque livello a tutte le età , è perché fondamentalmente la cosa ti da gioia e ti riempie la vita.
 Sono d'accordo con Vittorio , serve un pò di ottimismo e speriamo che le cose migliorino

Daniele

Marzo 25, 2019, 09:37:54 am
Risposta #14

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sono rimasto sorpreso e offeso dall'intervento di Ferrario. Non esprimo altro per evitare pubbliche polemiche.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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