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Re:Contratto di Fiume del Trebbia

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Vittorio Pongolini

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Verso il Contratto di Fiume del Trebbia: Forum pubblico iniziale
28 giugno 2014, Gossolengo (PC)

Il CIRF collabora con la Regione Emilia Romagna nel percorso di lavoro volto alla sottoscrizione di un Contratto di Fiume del Trebbia la cui finalità è l’individuazione di una modalità di gestione integrata del bacino che tenga conto dei diversi obiettivi da raggiungere per rispondere alla numerose esigenze legate al fiume.

Per il raggiungimento di questo obiettivo è previsto un percorso di coinvolgimento di tutte le istituzioni, le forze sociali ed economiche e le organizzazioni interessate come Enti pubblici, forze imprenditoriali e produttive, tecnici e professionisti, organizzazioni ambientaliste, associazioni culturali, sportive, del tempo libero, scuole, volontariato sociale e cittadini interessati, attraverso un Processo di partecipazione strutturato.

La prima fase del Processo prevede lo svolgimento di un Forum pubblico di avvio di presentazione degli obiettivi perseguiti e delle attività necessarie. Seguiranno incontri di approfondimento a luglio e da settembre a dicembre. Il percorso sarà chiuso da un Forum finale per presentare i risultati emersi.

Il Forum di avvio, condotto dal CIRF, avrà luogo il 28 giugno, alle ore 9,30, nel Comune di Gossolengo (PC), presso la Biblioteca Comunale in via XXV Aprile.

Vi invitiamo quindi a partecipare a questo primo appuntamento e agli altri successivi!

Per saperne di più: http://www.cirf.org/italian/Appuntamenti/CIRF/trebbiaforumavvio.html
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Vittorio Pongolini

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Vi inoltro quanto ricevuto dal Comitato di Partecipazione Pubblica che promuove il Contratto di Fiume del Trebbia.
A molti non interesserà, ma è invece importante che tutti i canoisti, fruitori e non del Trebbia, sappiano quali sono i passi che vengono seguiti con questo moderno sistema di accordi tra tutti gli attori interessati ai fiumi e in particolare al nostro Trebbia. I Contratti di Fiume, di derivazione francese fin degli anni '80, sono una realtà che si sta consolidando anche in Italia e sono il più democratico dei sistemi di tutela del fiume e dei molteplici interessi che ruotano intorno ad esso.
Il 28 giugno ero (quasi sicuramente, a ragion veduta, anche se non ne ho la certezza assoluta) il solo canoista presente alla prima riunione, l'unica voce in capitolo relativa al mondo della pagaia. Ho portato avanti alcune necessità della categoria e vedrò, alle prossime riunioni di settembre, di riproporle. Sicuramente, di tutte le figure presenti, ero colui che conosceva meglio, nel suo percorso dalla diga del Brugneto (la costruì mio nonno ingegnere nel 1959) alla confluenza col Po e per tutta la sua estensione, il grande fiume Trebbia.
Sono interessato a portare avanti le esigenze dei canoisti, non avendo né conflitti di interesse né altre condizioni di impedimento per questa responsabilità. Tutti voi che mi leggete più o meno sapete quali sono le mie idee al riguardo del fiume Trebbia: non sono né estremizzato da condizioni ecologiche assolute né sono favorevole ad un uso indiscriminato della risorsa acqua/fiume per motivi di uso irriguo o per motivi di carattere energetico. La costruzione della centralina in corrispondenza di San Salvatore è stata, per il momento e forse per un bel po' di tempo, accantonata e quindi, in tal senso, non si corrono rischi di schierarsi tra favorevoli o contrari alla stessa. Conosco inoltre le problematiche della Riqualificazione Fluviale essendo socio CIRF ed avendo fatto un articolato corso professionale.
Non voglio né convincere nessuno, né lanciare autocandidature elettive. Sono un canoista cui sta particolarmente a cuore la salute di uno dei più bei fiumi d'Italia per lo sport della canoa fluviale. Se ci sono idee, esigenze o problemi, parliamone costruttivamente in questa sede, dato che in fondo a questa pagina, viene richiesto di nominare un rappresentante che porti avanti le necessità della categoria in modo univoco. Grazie dell'attenzione e baci diffusi.

VERSO IL CONTRATTO DI FIUME DEL TREBBIA
INCONTRI BILATERALI E TAVOLO DI NEGOZIAZIONE

La Regione Emilia-Romagna promuove e coordina il percorso di partecipazione pubblica “Verso il Contratto di Fiume del Trebbia” finalizzato a definire una modalità di gestione integrata del bacino del Trebbia che tenga conto dei diversi obiettivi da raggiungere per rispondere alla numerose esigenze legate al fiume.
Il 28 giugno 2014 si è dato avvio a questo percorso partecipativo con la realizzazione di un primo incontro pubblico svoltosi nel Comune di Gossolengo (PC), che ha permesso di iniziare la raccolta delle percezioni degli attori sui problemi-opportunità del fiume e di capire se i dati di riferimento sono condivisi da tutti e quali sono le carenze informative esistenti.
Per avere informazioni di maggior dettaglio in merito all’intero percorso partecipato e al lavoro svolto durante l’incontro del 28 giugno è possibile visitare la piazza virtuale dedicata al processo (http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo) e il sito del Contratto (http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/acque/informazioni/processi-partecipativi/con-la-trebbia).

Con la presente comunicazione si forniscono le informazioni necessarie per avviare gli incontri bilaterali e il tavolo di negoziazione quali momenti di lavoro che supporteranno e affiancheranno il processo partecipato pubblico.

INCONTRI BILATERALI
Il programma prevede che, dopo l’incontro di avvio del 28 giugno scorso, vengano realizzati degli “incontri bilaterali” tra il gruppo di supporto del processo e i principali portatori di interesse, finalizzati a continuare la fase di ascolto avviata con il primo incontro pubblico.
•   Tempi: saranno svolti a settembre
•   Obiettivo: far emergere, ascoltando, la visione che il soggetto portatore di interesse ha del problema. L'idea è chiarire cosa conta veramente per lui (a cosa vuole arrivare) e quali sono gli elementi che influiscono (cause). Questa fase è necessaria e propedeutica all’individuazione degli spazi di negoziazione futuri
•   Metodo: "mappaggio cognitivo", ossia una serie di domande (intervista) che portino ad individuare gli aspetti centrali del problema posto
•   Risultato: un grafo (un disegno) che sintetizza la rappresentazione del punto di vista dell’attore, da illustrare durante il prossimo incontro pubblico.

Gli incontri bilaterali potranno essere svolti accorpando alcuni portatori di interesse, al fine di ottimizzare il lavoro.
Gli incontri non prevedono la necessità di una presentazione formalizzata (documento, power point, ecc.) da parte dei portatori di interesse ma saranno organizzati come una conversazione guidata e mirata, della durata orientativamente di un’ora e mezza, costituita da domande e risposte sintetiche. Il soggetto intervistato potrà in ogni caso presentare, se lo ritiene, documentazione a supporto di quanto sostenuto, che verrà analizzata solo successivamente all’incontro.

TAVOLO DI COORDINAMENTO E NEGOZIAZIONE
Il “Contratto” prevede la formazione anche di un “Tavolo di coordinamento e negoziazione” dove risiedono i principali portatori di interesse.
•   Tempi: i lavori partiranno da ottobre, dopo il secondo incontro pubblico
•   Obiettivo: affrontare le conflittualità mediante apposite sessioni di negoziazione tra i partecipanti e fornire indirizzi in merito alle regole di conduzione del processo stesso e per lo sviluppo dei suoi contenuti
•   Metodo: ricerca guidata di soluzioni negoziali da parte dei facilitatori
•   Risultato: ottenere una maggior condivisione di obiettivi e conseguenti linee d’azione; individuare azioni specifiche ed eventuali misure di mitigazione e compensazione accettabili da parte degli interessati; definire gli elementi necessari per la valutazione integrata di alternative di intervento.
La scelta di avviare una fase di confronto tra un numero selezionato e limitato di attori, oltre a quella aperta a tutti degli incontri pubblici, è motivata da questioni operative: l’individuazione di soluzioni condivise a problemi tecnicamente complessi e conflittuali è infatti più efficace se avviene tra un numero ristretto di persone, purché esse rappresentino tutti gli interessi in gioco e siano delegate a farlo dall’intera platea dei partecipanti agli incontri pubblici.

SELEZIONE DEI PARTECIPANTI AGLI INCONTRI BILATERALI E AL TAVOLO DI NEGOZIAZIONE
I portatori di interesse negli incontri bilaterali e nel tavolo di negoziazione saranno i medesimi e sono stati individuati preliminarmente sulla base di quanto emerso durante il primo incontro del 28 giugno u.s. e di una prima mappatura degli attori:

•   Associazioni ambientaliste
•   Associazioni legate alla fruizione/economia turistica
•   Associazioni degli agricoltori
•   Associazioni imprenditoriali

•   Consorzio di bonifica di Piacenza
•   Mediterranea Acque (Ente gestore della Diga del Brugneto)

•   Regione Emilia-Romagna
•   Regione Liguria
•   Provincia di Piacenza
•   Comuni montani
•   Comuni di pianura (diversificati da quelli montani in quanto gli interessi, come emerso dal forum del 28/06, sono diversi)

•   Autorità di Bacino del fiume Po
•   Agenzia Interregionale del fiume Po
•   Servizio Tecnico di Bacino degli affluenti del Po (sede di Piacenza)
•   Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale che comprende il Parco regionale fluviale del Trebbia
•   ARPA (Piacenza)
•   ARPA (Servizio Idro-Meteo-Clima)

Tale proposta potrà subire modifiche in funzione di eventuali richieste che giungeranno alla segreteria organizzativa ([email protected]) ENTRO IL 22 AGOSTO, a cui sarà data risposta motivata, positiva o negativa, e comunque pubblica, inserita sia sul sito del Contratto di fiume sia sulla Piazza “Io partecipo +”.

Il criterio alla base della selezione dei partecipanti al tavolo di negoziazione è:
•   mantenere un numero di partecipanti rappresentativo del sistema dei portatori di interesse ma  limitato al fine di assicurare l’operatività del tavolo. 

Per ogni categoria di portatori di interesse sopra elencati dovrà essere individuato un unico rappresentante che farà da portavoce delegato, sia durante gli incontri bilaterali sia nel tavolo di negoziazione.
Per quanto riguarda le associazioni (ambientalisti, fruitori, ecc.), queste saranno invitate a partecipare all’incontro bilaterale loro dedicato (che diventerà quindi multilaterale), chiedendo in quell’ occasione di indicare un unico rappresentate delegato che possa fare da portavoce durante il tavolo di negoziazione
Per quanto riguarda i Comuni, sarà richiesto, mediante  successive comunicazioni e contatti, di indicare un rappresentante delegato corrispondente ai raggruppamenti indicati più sopra (“comuni montani”, “comuni di pianura”).

L’elenco dei soggetti selezionati per il tavolo di negoziazione potrà essere vagliato dai singoli cittadini non organizzati che interverranno al percorso partecipato nelle sedute pubbliche e via internet; a tal fine saranno predisposti due strumenti di interazione:

•   Questionario online (sul sito del Contratto e sulla Piazza Io Partecipo +) in cui si inviterà ognuno ad indicare da quale “gruppo di interesse” si sente maggiormente rappresentato tra quelli che presenti al Tavolo di negoziazione, se concorda con la scelta del soggetto candidato a rappresentarlo o se ritiene che manchino “gruppi di interesse” importanti
•   Questionario cartaceo al termine di ogni incontro pubblico, sia per valutare l’evento stesso sia per verificare quanto i presenti si riconoscono nella posizione/soluzione portata avanti dal rappresentante del proprio “gruppo di interesse” nel tavolo di negoziazione e dal tavolo complessivamente.

Seguirà comunicazione individuale per la convocazione degli incontri bilaterali.



Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Maurizio (Tric)

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Grazie Vittorio  per il preziosissimo interessamento e partecipazione.
Io personalmente ho partecipato agli incontri, decisasamente più ludici, dei 2 round del Richiamo del Trebbia, oltre alle riunioni dello scorso anno quando c'era in ballo la conferenza dei servizi per la costruzione della centralina a S. Salvatore.
Sono comunque aggiornato ed  in contatto con l'associazione No Tube che sicuramente fa parte di quelle presenti al primo Forum.
Esorto quindi tutti a passarci tutte le info relative alla situazione fluviale e, appena possibile, partecipare alle riunioni.
Buon autunno a tutti
Tric

Davide Sandini

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Ciao Vittorio e grazie per le notizie ed il tuo impegno.

Immaginavo che ci sarebbero stati pochi commenti al tuo messaggio, che invece meriterebbe maggiore attenzione.
Se avrò tempo ti manderò qualche suggerimento sulle richieste che (a quanto capisco) andrai a portare come rappresentante per il mondo canoistico. per parte mia sei qualificato e motivato a parlare in nome di tutti.
Chissà che non si riesca a fare qualcosa di buono

A presto in fiume

Davide Sandini
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

Vittorio Pongolini

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Ciao a te Davide, e ciao anche a Maurizio. Vedo che siete saggi ed accorti e che quindi avete dato il giusto peso ad una formula che sarà sempre più al centro delle nostre possibili decisioni. I Contratti di Fiume sono e saranno alla base di ogni possibile intervento migliorativo per noi canoisti e per tutti gli attori ad esso collegati (i cosiddetti stakeholders) sui fiumi e sui torrenti, ottemperando a quelle che sono le due principali Direttive Comunitarie in tema di Acqua e di Natura.
Queste Direttive sono la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE:  http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_normativa_1217_allegato.pdf
e la Direttiva "Habitat" 92/43/CEE: http://www.minambiente.it/pagina/direttiva-habitat .

Da parte mia, essendo a contatto con chi al CIRF sovraintende al Contratto di Fiume della Trebbia, posso darvi un paio di notizie fresche e cioè che essendo la giunta della Regione Emilia in un mezzo subbuglio per le note vicende politiche, il secondo incontro pubblico, programmato per la fine di settembre, è stato rinviato di circa due mesi. Si parla quindi di spostarlo a fine novembre 2014. L'altra cosa che vi segnalo, decisamente più articolata, sono gli interventi che ho in mente di proporre sull' inutile, dannoso sbarramento di San Salvatore, per noi, per gli abitanti della valle e per la fauna fluviale. Queste sono le mie proposte:

1) eliminazione totale della diga di San Salvatore, con impedimento del normale deflusso delle acque fluviali, in condizione di "morbida", nella pericolosa galleria di derivazione. Abbattimento, quindi, dell’antico manufatto, con ripristino delle condizioni naturali preesistenti (anni ‘20). Si permetterebbe pertanto la discesa integrale della Trebbia, senza soluzione di continuità, per il tratto Marsaglia-Bobbio (7,5 km) e possibilità di arrivo sino a Perino (11 km), con adeguamento dello scivolo sotto il Ponte Gobbo di Bobbio per un più sicuro passaggio delle canoe e dei raft.
La percorribilità della galleria (280 m) sarebbe garantita solo in condizioni di piena (condizioni sopra lo stato idrologico di morbida), quando i livelli delle acque si divideranno naturalmente in due rami. E' da sapere anche che per la sopra menzionata Direttiva Habitat non sarà possibile ostruire totalmente, con i materiali di riporto della diga, la galleria in quanto nella stessa è stato rinvenuto il nucleo svernante più numeroso della provincia di pipistrelli della specie di Rinolofo maggiore (Chirotteri, Rhinolophus ferrumequinum, 150-200 esemplari nel 1984).

2) ad abbattimento avvenuto, organizzazione di un grande incontro internazionale canoistico nel periodo medio autunnale o precoce primaverile sul modello della “Marathon de l’ Ardéche” francese e della “Adigemarathon” nella Terra dei Forti,  che coinvolga, per tutta la valle, la popolazione e le autorità locali e regionali, con rilancio turistico di una delle più belle valli italiane per la pratica della canoa-kayak e del rafting. Per garantire la riuscita della manifestazione, qualora non ci fosse un adeguato livello idrico – difficile succeda nei periodi indicati -, si chiederà il rilascio di acqua dalla Diga del Brugneto, per le ore necessarie, nella giornata della discesa, che la Regione Liguria provvederebbe a garantire. Da migliorare quindi la ricettività turistica della media valle Trebbia oltre che del piacentino e delle sue specialità gastronomiche.

3) maggiore presa di coscienza da parte delle autorità locali, relativamente ai settori medio e alto del corso della Trebbia – al di fuori, quindi, di quelle che sono state le richieste generali degli altri partecipanti al primo incontro del Forum Pubblico riguardanti il Contratto di Fiume – degli sport della pagaia che può offrire la valle Trebbia e del conseguente indotto turistico offerto dallo stesso.

L'ostacolo maggiore sarà ovviamente quello di trovare i fondi per l'abbattimento della diga e mi sto adoperando al riguardo, in collaborazione col CIRF, andando a ricercare a livello comunitario,  relativamente alla possibilità di ottenimento di finanziamenti per il ripristino allo stato naturale del fiume Trebbia. E' giusto sapere che non sono proprio le nostre necessità canoistiche che permetteranno queste possibili decisioni di finanziamento, ma la possibilità di ottemperare alle varie Direttiva Quadro sulle Acque ed alla Direttiva Habitat, e proprio per quest'ultima, pesci, gamberi di fiume e mammiferi volanti sono i ns. migliori alleati. Per darvi un riscontro, sul  fiume Tresa (VA e Canton Ticino) sono stati ottenuti grossi finanziamenti, decine di migliaia di €, per costruire uno sbarramento attraverso il quale potessero passare varie specie di pesci, affinché ovideponessero nel tratto d'acqua verso le sorgenti.

Ma ci sono, d'altro canto, esempi di abbattimento di dighe, anche in questi giorni, su fiumi del Nord America. Sull' Elwha river nello stato di Washington, è stata abbattuta una vecchia diga che produceva energia elettrica (la diga di San Salvatore non produce e non produrrà niente!) e, prossimamente, sul White Salmon sempre nello stato di Washington, sul Penobscot, in Maine, e sul Klamath, in Oregon (n.d.r. questo l'ho sceso nell''88) verranno demolite altre dighe per le quali è stata dimostrata l'inutilità e la dannosità in primis per la fauna e la flora fluviali. Se volete leggerne di più, in inglese, vi segnalo questo articolo sul NYTimes del mese di maggio scorso:
http://www.nytimes.com/2014/05/08/opinion/tear-down-deadbeat-dams.html?_r=1

Ecco, questi sono i miei spunti ragionati, con vedute condizionate e soppesate da situazioni oggettive: nulla di definitivo ma comunque punti su cui lavorare e relativamente a quello in più che mi segnalerete da riportare al secondo incontro di novembre sui Contratti di Fiume. Purtroppo ci sarà tempo per ragionarci.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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maurizio bernasconi

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Vorrei aggiungere una nota che sarà utile quando si entrerà in argomento nelle sedi del caso. Dove va a finire l'acqua prelevata dai torrenti affluenti del Trebbia? In tre modi: potabile (poca), spreco (molta), evaporazione dai bacini (si ottiene il totale moltiplicando l'indice di evaporazione del 45° parallelo con i metri quadri della superficie dei bacini artificiali: molta). Soprattutto insisterei sul fatto che i prelievi diretti a Genova città, provenienti dalla provincia di Piacenza e Alessandria, senza dimenticare che l'alta Valtrebbia è in prov. di Genova, erano dimensionati alle attività fortemente idrovore chiuse ormai da tempo: siderurgia e soprattutto agli acciai speciali. Oggigiorno a Genova soprattutto l'acqua potabile si spreca. L'azienza competente (Mediterranea delle Acque) non sembra in grado di arginare le perdite che si notano ovunque. La rete idrica in ferro è vecchissima e collocata in ambienti, poco raggiungibili, ripidi e spesso franosi. Le grandi forniture al Porto sono praticamente incontrollabili anche da enti esterni perché vige un regime autonomo di gestione quasi militare. Tutti gli edifici pubblici, scuole, Università, giardini botanici e non, le parrocchie, gli edifici della Chiesa, i musei, le istituzioni e associazioni di più o meno chiara utilità sociale... eccetera hanno forniture non solo gratuite (cosa che potrebbe anche avere un senso talvolta) ma anche senza contatore e sono indotti a sprecare. Pensate che la centrale elettrica Enel a carbone sita nel Porto, utilizza un enorme deposito di carbone a cielo aperto (cosa in sé già illegale) e abbatte (in parte e male) le polveri annaffiando costantemente con acqua dolce e potabile il combustibile. Quando ho tentato di sensibilizzare su questo problema alcuni consiglieri comunali e altri in ambiente politico e sindacale ho capito che del Trebbia qui non importa nulla, dunque la Regione Emilia Romagna, soprattutto negli interessi degli agricoltori della bassa e dell'ambiente di tutta la valle, dovrebbe pretendere dei rilasci molto maggiori dai gestori, per esempio quelli del Lago di Brugneto. Solo per curiosità vi informo che detto abbastanza grande Lago e relativa diga furono costruiti dalla Città di Genova con denaro pubblico ma pochi anni fa, col metodo che va di moda da parecchio tempo, fu quasi regalata (cioé privatizzata) a una multinazionale insieme a tutta la rete delle condutture, per appianare debiti comunali, cioé sprechi per ripianare altri sprechi.

Vittorio Pongolini

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Caro Maurizio, mi aspettavo prima o poi un tuo intervento su questa questione. So che la Trebbia e la diga di San Salvatore sono già state oggetto di disamina e di convinte discussioni quando si parlava della Centralina, commentate da molti, ma in particolare da te e da Coduri. Io, relativamente a quel topic, ne sono rimasto discretamente marginale perché approvavo alcuni dei tuoi interventi ma però di più gli interventi di Coduri. Sono quindi più vicino all'idea di Coduri che alla tua, ma vi ho lasciato discutere amabilmente perché bastavate voi due. In ogni caso, la Centralina non si farà e tant'è. Prendiamone atto e cerchiamo di riuscire a pagaiare senza pericoli e senza soluzione di continuità fino a Bobbio e credo che in questo tu sia d'accordo con me. Sono, cioè, per risolvere un problema alla volta perché tutti insieme non ci si riuscirà mai.
Vedo che hai portato molti esempi della città che ti ha accolto ed in cui vivi e che ha molte delle magagne che  vengono correntemente riportate dai media in questa disastrata Italia. Certo, sono tutte situazioni da correggere quelle che scrivi, ma io vorrei in primis cercare di far eliminare quella benedetta, inutile diga di San Salvatore che è una rovina paesaggistica, ambientale, naturalistica e, vivaddio, ... canoistica! Sì, sono egoista e penso solo all'aspetto ludico e canoistico, lo ammetto, ma se mai potremo scendere la Trebbia nelle meravigliose anse che forma senza i pericoli della galleria - guarda che l'avrò percorsa almeno quindici volte con tutti i kayak e canoe possibili e non mi è mai successo nulla, ma io sono io e gli altri, se neofiti, in un secondo più-terzo grado, come è la Trebbia fino alla galleria, si trovano veramente male e si fanno male, come è successo quest'anno a maggio - sarebbe un grandissimo successo per tutti noi e per la valle.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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maurizio bernasconi

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Aggiungo solo questo: concordare attraverso un adeguamento delle convenzioni esistenti tra Regione Emilia Romagna e Regione Liguria un aumento della portata anche di piccola entità nei periodi di magra e di secca estiva, migliorerebbe moltissimo l'autodepurazione, bloccherebbe forse del tutto i fenomeni di eutrofizzazione stagionale, andrebbe incontro alle esigenze degli agricoltori (soprattutto quelli che producono alimenti buoni), aiuterebbe il settore ittico (ricordiamo che a Bobbio fino agli anni '60 c'erano pescatori di professione) e permetterebbe l'uso potabile con minore apporto di cloro. Però se tu hai preso a cuore la demolizione del rudere vai pure e combatti per quello, nessuno lo rimpiangerà.

Vittorio Pongolini

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Ecco qua, a questo link, cosa è stato concordato durante il primo incontro del Contratto di Fiume della Trebbia: http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo/contratto-di-fiume-del-trebbia/con-la-trebbia/documenti/allegati-forum-avvio/report-lavoro-a-gruppi-i-forum-28-giugno-2014 .
Come potete vedere le figure interessate al fiume sono tantissime ed ero effettivamente l'unico canoista (ero nel gruppo Misto D, tolto dal gruppo A, Natura e Fruizione perché richiesto espressamente, come unico vero conoscitore del fiume che ha aiutato a tracciare la mappa più articolata. Nel foglio compilato a pennarello in corrispondenza della diga di S. Salvatore c'è la richiesta di continuità fluviale per la quale insisterò).
Come potete leggere e vedere, il Contratto di Fiume è il sistema più democratico di interesse comune e tutti cercano di ottenere il massimo per sé ma nel comune rispetto delle esigenze di tutti.
Molte delle cose che hai ulteriormente riportato, Maurizio, le trovi nel link, come il DMV di cui parli, il Deflusso Minimo Vitale, che nel 2013 è stato aumentato e i locali hanno riferito di aver finalmente visto arrivare in estate la Trebbia al fiume al Po. Per gli alimenti buoni, il piacentino è famoso e in altra sede, ti chiederò cosa  intendi tu per buoni perché professionalmente lo voglio capire.
Voglio solo farvi capire che sarà una bella avventura, ma che per ciò che voglio e vogliamo è l'unico treno che possiamo prendere.

PS una curiosità imparata a Gossolengo, bassa valle Trebbia, sede del 1° forum pubblico: il nome Gossolengo deriva da "Osso Lungo" in emiliano antico, perché qui, luogo della battaglia della Trebbia del 218 a.c., nelle ghiaie del fiume, fu trovato un femore di un elefante di Annibale. Nello stemma del comune c'è raffigurato un elefante africano.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Giuseppe Coduri

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Ciao, voglio fare i complimenti a Vittorio per l'attenzione che ha dedicato al tema e a Maurizio Bernasconi, che quando non si fa prendere dai suoi deliri luddisti, è capace di argomentare in modo (a mio avviso) intelligente.

il tema delle perdite e degli sprechi  di acqua potabile è molto importante ma, purtroppo, come dice Maurizio, di difficile soluzione. me ne sto rendendo conto per esperienza personale e posso confermare). le soluzioni si basano sull'implementazione di reti di misurazione molto fitte e ben gestite, che in caso di anomalie possano segnalare con una certa precisione dove concentrare le indagini. lo spreco di acqua potabile è un altro tema rilevante, che forse non riceve sufficiente attenzione, ma che potrebbe essere affrontato con enormi benefici.

Tornando al (o alla) Trebbia: purtroppo la centralina non si farà più (peccato perchè avrebbe creato un bel laghetto a monte, con acqua anche in estate) quindi o si lascia la diga così com'è oppure la si abbatte.
Sarebbe interessante studiare un intervento minimale che, salvaguardando comunque la sicurezza consenta di convogliare l'acqua nel letto originario, creando una sorta di breve percorso artificiale, da ottenere modificando i manufatti della vecchia diga.
l'idea di una grande manifestazione canoistica potrebbe essere un'iniziativa interessante, che però richiede uno sforzo organizzativo non da poco.
un saluto a tutti.
un saluto a tutti


maurizio bernasconi

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 Coduri, come sempre sbagli. Quando ti sembro intelligente è perché sto cercando di insegnare le tabelline alle anime semplici, ognuna con il suo grado relativo di percezione ed elaborazione razionale.
 E' una specie di recita. Quando esprimo sinteticamente delle realtà evidenti che abbiamo ormai intorno chiare e nette sino a soffocarci, quello che tu definisci delirio luddista, allora sì che sto argomentando in modo intelligente.

Giuseppe Coduri

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Bernasconi, lo so: hai ragione a reagire così, le mie parole irrispettose ti hanno ferito.
 
Scusami se Ti ho offeso; mi cospargerò il capo di cenere e mi batterò il petto.
D'ora in poi ti porterò più rispetto e cercherò di seguire il Tuo Verbo.

Scusa, ora scappo, che ho la ruspa accesa giù in strada.
Ciao

Marco Gamberoni

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L'altra cosa che vi segnalo, decisamente più articolata, sono gli interventi che ho in mente di proporre sull' inutile, dannoso sbarramento di San Salvatore, per noi, per gli abitanti della valle e per la fauna fluviale. Queste sono le mie proposte:

1) eliminazione totale della diga di San Salvatore, con impedimento del normale deflusso delle acque fluviali, in condizione di "morbida", nella pericolosa galleria di derivazione. Abbattimento, quindi, dell’antico manufatto, con ripristino delle condizioni naturali preesistenti (anni ‘20). Si permetterebbe pertanto la discesa integrale della Trebbia, senza soluzione di continuità, per il tratto Marsaglia-Bobbio (7,5 km) e possibilità di arrivo sino a Perino (11 km), con adeguamento dello scivolo sotto il Ponte Gobbo di Bobbio per un più sicuro passaggio delle canoe e dei raft.
La percorribilità della galleria (280 m) sarebbe garantita solo in condizioni di piena (condizioni sopra lo stato idrologico di morbida), quando i livelli delle acque si divideranno naturalmente in due rami. E' da sapere anche che per la sopra menzionata Direttiva Habitat non sarà possibile ostruire totalmente, con i materiali di riporto della diga, la galleria in quanto nella stessa è stato rinvenuto il nucleo svernante più numeroso della provincia di pipistrelli della specie di Rinolofo maggiore (Chirotteri, Rhinolophus ferrumequinum, 150-200 esemplari nel 1984).
...

Gli unici animali a cui la galleria interessa sono alcune specie di canoisti e di kajaker.
Agli altri non dà probabilmente nessun fastidio. E se glie ne desse, che lo sopportino.
Renderla impraticabile? Per motivi di sicurezza?
Per la massima sicurezza, l'ottimo sarebbe smettere di praticare sport pericolosi, e chiudersi in convento.

E so di che parlo: l'ho fatta varie volte (anche a bagno), e ero tra quelli che hanno ricuperato una canoa canadese incastrata all'imbocco della galleria.
Vedere foto allegata.
Navigano tutti ancora, sia la canoa che i due naufraghi che si fecero tutta la galleria a nuoto.


Vittorio Pongolini

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Ciao Marco. Grazie della foto e dell'intervento che segnalano un bagno e un recupero della canoa effettivamente avvenuti.
Quindi tu riferisci che oggi non esiste nessun tipo di fauna che ha colonizzato la galleria? Nessun pipistrello? E' importante saperlo, ma bisogna portare nelle giuste sedi dati certi, non incerti. Io mercoledì 1 ottobre alla sera avrò una riunione con alcune associazioni e persone della valle (o a Rivergaro o a Bobbio, devo avere conferma) di quelli interessati al Contratto di Fiume. E' una riunione interlocutoria, in attesa di quella ufficiale organizzata dal CIRF e dalla Regione Emilia Romagna di fine novembre. Dovrò sempre portare dati certi e non casuali. Se non c'è fauna, allora potremmo valutare anche l'opzione di chiusura della galleria, alle acque e poi con rocce. E' una opzione da studiare.
Quello che ribadisco e su cui voglio che i canoisti focalizzino l'attenzione è che da soli, senza le Direttive di cui sopra, non riusciremo ad ottenere niente! Non esiste una "Direttiva Canoa" promossa dalla U.E. e quindi, alla fine, i nostri migliori alleati sono proprio gli animali, pesci in primis (sono in grado di risalire 280 m al buio per riprodursi?!? Va chiesto ai pescatori. Io non credo proprio ma va accertato) e chirotteri in secundis. Tutti legati alle due Direttive, la  Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE e poi la  Direttiva "Habitat" 92/43/CEE. Va cioè sempre contemplato e migliorato lo stato ecologico di un corso d’acqua ed  è indispensabile, innanzitutto, saper misurare e valutare tale stato. Per molto tempo lo stato di salute di un corpo idrico è stato identificato solamente con la  qualità chimico – fisica delle sue acque; ora è comunemente accettato che questo non basta: è indispensabile valutare anche le condizioni delle comunità biologiche (pesci, macroinvertebrati, flora acquatica) che in esso vivono, oltre che la sua qualità idromorfologica (regime idrologico, condizioni morfologiche, continuità fluviale...). Ed è proprio su questo ultimo punto che voglio rispondere all'ipotesi di Coduri di fare un "percorso artificiale" al momento di abbattere la diga di San Salvatore: non è possibile togliere una condizione artificiale (la diga) per ricrearne un'altra ancora artificiale (il percorso artificiale) . Per avere credito di intervento il fiume Trebbia va riportato nelle sue condizioni originali, ante 1920, ed è l'unico modo per poter avere la speranza di ottenere permessi e finanziamenti. Le anse di San Salvatore vanno riportate al loro stato naturale. Se vogliamo cimentarci in percorsi sportivi di 3° e 4° grado dobbiamo aspettare che piova tre giorni, salire la valle e scendere il/la Trebbia da Gorreto, come da sempre facciamo.
Che poi, tra l'altro, in quelle splendide anse, un percorso artificiale, fatto di pezzi di conglomerato cementizio lasciati in loco, a mio (im)modesto parere, non c'entrano proprio nulla. Pensate invece la bellezza di percorrere tutta la gola in canoa! L'avete fatta d'inverno, coi ghiaccioli che addobbano naturalmente quelle che in primavera sono cascatelle e gocciolatoi naturali che si gettano nelle acque cristalline del Trebbia? Fantastico, un ambiente fantastico!
E ricordatevi, questa condizione di intervento vale e varrà per il Trebbia e per tutti i fiumi e torrenti d'Italia. Prima si deve creare un motivo e un movimento di intervento, poi si analizzano le condizioni da modificare, poi le opzioni di intervento supportate dalle leggi, poi i progetti, i finanziamenti e poi...si spera che tutto arrivi alla condizione desiderata.
Non abbiamo altre vie (d'acqua) se non queste.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Davide Sandini

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Ciao, mi collego alle note di Vittorio:

a mio avviso occorre valutare con attenzione anche la rimozione della diga: una situazione di detriti a monte stabilizza da da un secolo o quasi diventa molto difficile (e costosa) da stabilizzare rimuovendo la diga in un colpo solo. Non vorei che questo fosse il solito affare "ruspe e cemento" in cui le imprese si buttano per gonfiare i prezzi e guadagnarci sopra.
A mio avviso sarebbe meglio vincolare la rimozione ad un progetto "soft e lento" in modo da non stravolgere il fiume in poco tempo, tagliando la sommità in vari step, in modo da evitare stravolgimenti. la cosa porterebbe tra l'altro alla progressiva messa a secco della galleria

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"