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Giubbotto Salvagente o Giubbotto Polifunzionale?

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Vittorio Pongolini

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Tre anni fa mentre pagaiavo a un miglio dalla costa (si ero fuori legge, ma era il golfo di Riva Trigoso e lo stavamo tagliando), mi passò abbastanza vicino un motoscafo che stava facendo una virata a mezzo arco. Pensai che poteva anche farsi più in là, ma ormai era lì e ci passò davanti a circa venti metri. Aveva due canne da pesca sul retro e, non feci in tempo ad accorgermi dei due fili che mi passavano vicino che... una amo ad ancorotto mi si infilò nel braccio! Lanciai un urlo tremendo, tanto che il motoscafista si accorse  nonostante fosse a una ventina di metri! Vidi la pelle che cominciava a tendersi e a forzare per strapparmi la carne, sempre urlando. Fortunatamente lo scafista con un balzo riuscì a smollare la lenza ed il danno per il mio braccio fu limitato. Che male! Sanguinava copiosamente e l'amo non riusciva a venir fuori dal braccio. Dovetti tagliare a fatica con un tenaglia l'ardiglione dell'amo e, finalmente, estrassi l'amo dal braccio. Fine della gita e di corsa a fare l'antitetanica. Beh, se avessi avuto sotto mano il coltello, l'avrei preso al volo e avrei tagliato io la lenza, forse prima del motoscafista. Ecco,questo è uno dei motivi che mi lasciano perplesso sull'avere a portata di mano, meglio se addosso, l'attrezzatura. Certo, è una volta su mille, ma mi è successa anche 'sta roba. E non indossavo il salvagente, perchè era estate e si stava bene e liberi senza. Qual'è la morale? No, non quella che pensate, ma bensì... poveri pesci, che male essere presi all'amo!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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Vittorio scrive "... non indossavo il salvagente, perchè era estate e si stava bene e liberi senza."


Ma sei pazzo? NON INDOSSAVI IL SALVAGENTEeeeeeee!?!?!?!?
E spudoratamente l'hai scritto anche sul forum, sei proprio pazzo!
Ma lo sai che le tue parole sacrileghe potrebbero essere lette da qualche canoista principiante il quale penserà anch'esso di pagaiare d'estate nel golfo di Riva Trigoso senza indossare il salvagente?
E poi, addirittura, creando non poco scompiglio, il principiante kayaker potrebbe pretendere di non usarlo, sempre per sentirsi a proprio agio e più libero, anche durante lo svolgimento degli esercizi di salvataggio con kayak e mare rigorosamente calmo, che si tengono a pochi metri da comode rive sabbiose.

N.B. Il principiante kayaker a cui faccio riferimento è un buon nuotatore e il suo rapporto con l'acqua è ottimo: ci giocava da bambino e ha imparato presto a nuotare, oggi non si lascia certo prendere dal panico se coi piedi non tocca il fondo e se ci sono le onde.
Chi non ha questo buon rapporto con l'acqua credo sia meglio che rinunci al kayak e sbaglia se pensa di sostituire questa lacuna utilizzando un salvagente.

Ciao
Marco

marco iezzi

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Esistono in commercio dei giubbotti salvagente autogonfiabili di ottima fattura,alcuni di essi hanno delle tasche portaoggetti,possono rappresentare un'alternativa
In Sardegna sono stato fermato dalla guardia costiera perchè non lo indossavo,lo avevo comunque al seguito
Ho imparato che quando si esce in gruppo,il salvagente va comunque indossato per la propria e altrui sicurezza, è chiaro che dipende sempre dal contesto in cui ci troviamo e poi.... spesso siamo in compagnia di vecchietti, anche se arzilli ma sempre vecchietti, che si cimentano in lunghi tragitti, non si sa mai ( io ho 53 anni )
Quando sono da solo e in buone condizioni meteo spesso non  lo indosso ma  me al canto e me la suono da solo

Saluti

Marco Iezzi

sardinia

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Ciao a tutti, mi chiamo Danilo e mi inserisco in questa discussione per dire la mia, anche se già si è detto tutto o quasi.
Generalmente pagaio senza giubbotto salvagente, non per trasgredire le "regole", nè perchè mi sento immune da qualsiasi pericolo, ma soltanto perchè non lo reputo strettamente necessario. Lo indosso quasi ed esclusivamente in condizione di mare molto formato per essere il più visibile possibile o nell'attraversare tratti di mare molto trafficati, sempre per lo stesso motivo. Lo tengo alloggiato proprio dietro il pozzetto in modo da poterlo prendere, nell'eventualità, in pochissimi secondi.

Analizzo le funzionalità di un giubbotto salvagente:

  • Galleggiamento: L'aiuto al galleggiamento serve ad un naufrago (che si suppone rimane anche per diverse ore in acqua) per diminuire la dispersione di calore, aiutare il galleggiamento, per essere ben visibile ai soccorritori e per essere "agganciato" più facilmente durante le operazioni di soccorso. Un kayaker raramente pagaia al centro del mediterraneo! Se si ha l'accortezza di pagaiare non distante dalla costa, nel caso sciagurato, si fa prima ad arrivare a nuoto che aspettare eventuali soccorsi. E se non si sa nuotare non bisogna salire su un kayak! Prima un bel corso di nuoto.
  • Porta oggetti: Perchè dovrei appensantire il mio corpo, riempire il giubbottino di oggetti, seppur utili, quando questi posso tenerli di fronte a me sul ponte del kayak?
  • Visibilità: se il giubbottino è ben fatto generalmente è più visibile di qualsiasi abbigliamento tecnico (soprattutto con luce scarsa). Questo potrebbe essere un motivo valido per utilizzarlo all'occorrenza.

Altra cosa, il giubbotto salvagente è fatto per essere indossato in acqua. E' lì che assolve alla sua funzione, non fuori. Quando si pagaia, specialmente se fa caldo, il giubottino fa sudare (almeno a me) terribilmente. Il corpo non riesce con il sudore a riequilibrare la temperatura perchè il giubbottino stesso si scalda (ne ho provati diversi anche di buona fattura ed ho sempre la stessa sensazione) con il risultato che si continua a sudare ancora di più.

Vi racconto questo episodio: tipicamente faccio trekking nautico d'estate e nell'ultima estate ho navigato lungo la calabria ionica. Ricordo una giornata in cui non soffiava un alito di vento e la temperatura era intorno ai 42 gradi. Ve lo immaginate con il giubbotto salvagente (anche il più leggero che possiate pensare)? Indossavo, una favolosa maglietta di lycra elestica, super traspirante e ad asciugamento rapido (la bagnavo spesso con un confort di temperatura assoluto). Senza di quella mi sarei dovuto fermare, con il giubbotto salvagente avrei sudato fino allo sfinimento e probabilmente potevo sentirmi anche male (visto che pagaiavo anche durante le ore più calde).

p.s.: scusate la lunghezza del post, ci tengo a sottolineare che la mia è un opinione personale. Non voglio dire questo è giusto o quell'altro è sbagliato. L'importante è sentirsi padroni dei propri mezzi e delle proprie attrezzature. Buon vento a tutti!
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mariograziani

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stefanoDelta

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Ho imparato che quando si esce in gruppo,il salvagente va comunque indossato per la propria e altrui sicurezza, è chiaro che dipende sempre dal contesto in cui ci troviamo ...
Quando sono da solo e in buone condizioni meteo spesso non  lo indosso ma  me al canto e me la suono da solo

Saluti

Marco Iezzi

Che strano! Io mi comporterei esattamente al contrario (ovviamente non in un raduno, per rispetto agli organizzatori). Io il giubbotto lo indosso proprio quando sono da solo, senza nessuno che mi possa all'occorrenza dare una mano per qualsiasi evenienza: almeno mi procuro quel po' di sicurezza in più (anche psicologica) che mi può dare il giubbotto salvagente; hai visto mai che mi venga un calo di pressione, almeno dò al destino la chance di farmi trovare ancora a galla da eventuali tardivi soccorritori. Nel caso dovessi nuotare fino a riva, posso sempre sfilarmelo e trascinarmelo dietro per usarlo come tavoletta e riposarmi.
Ma se sono in compagnia e si viaggia vicini (se no che compagnia è?), allora mi sento anche libero di stare senza salvagente, perché nel caso ne avessi bisogno so di poter contare sui miei compagni. Questo lo vedo più come un atto di fiducia nei miei compagni che non uno sgarbo perché potrei essere causa di "complicazioni" in caso di ribaltamento. E di quali complicazioni si ipotizza poi? Ovviamente dipende molto dal contesto, come giustamente sottolinea Marco Iezzi.

La prima cosa da portarsi appresso è una buona dose di buon senso, o no?

Per quel che riguarda polifunzionalità SI o NO, meno male che non siamo tutti uguali e che abbiamo esigenze diverse; almeno rendiamo vivace il mercato dei giubbotti, così anche i rivenditori e produttori se ne avvantaggiano; e la personale vanità, perché no.
Io mi unisco al Vittorio Pongolini per sollecitare finalmente un giubbotto che incontri anche le esigenze dei "polifunzionali".
Ognuno ha il suo modo di organizzarsi: c'è chi preferisce avere tutto quanto gli aggrada sciorinato sul ponte del kayak (beato chi ha un kayak che gli permette questo; o una mente super organizzata), e chi invece preferisce avere tutto addosso (perché indagare sulle motivazioni?), e magari risparmiarsi di portarsi appresso un altro intrigo (vedi funzione paddle-float) se il giubbotto che ha integra anche quella funzione.
Senza contare che posso sempre togliermi il mio giubbotto polifunzionale con tutto il suo contenuto ben organizzato e stendermelo già bell'e confezionato sul ponte davanti a me, realizzando quell'ordine così invidiabile di chi ha una mente meglio organizzata della mia; ma con un vantaggio: diminuisco il rischio di lasciare a riva proprio il giubbotto salvagente fidando nel "mare calma piatta" (il vento può sempre sollevarsi all'improvviso, quante volte è successo?), perché con un unico gesto mi porterei dietro in un unico oggetto già ben organizzato tutto quello di cui potrei avere bisogno, anche due lenze con gli ami da calare al traino, se capita (col valore aggiunto dell'"aiuto al galleggiamento").
A me pare solo buon senso!

Proviamo a ribaltare il punto di vista e mettamola così: invece che un giubbotto salvagente polifunzionale, vorrei che uno di quegli smanicati che si trovano nei negozi "caccia-pesca" provvisto di tutte quelle tasche specialistiche, magari anche con il cappuccio antivento arrotolato dietro il collo, fosse specificatamente studiato per le esigenze del kayakista-canoista e integrasse anche la funzione di galleggiabilità, di paddle-float e di visibilità (con colori adeguati e bande riflettenti ben evidenti, anche per il buio; e perché no, agganci per portare luci di segnalazione in posizione ben visibile: mai provato a pagaiare a Venezia di notte dopo la Festa del Redentore, quando i motoscafi ti sfrecciano accanto a tutta velocità?). E non mi frega niente se non può fregiarsi dell'appellattivo di giubbotto salvagente, basta che comunque sia un "aiuto al galleggiamento": in questo modo nessuno griderà allo scandalo.

Da affiancare alla normale offerta degli altri giubbotti, non in sostituzione.
Così siamo tutti contenti.
Produttori, datevi da fare.

Ciao a tutti,
Stefano del Delta

Vittorio Pongolini

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Mi sembra a questo punto che si stiano delineando delle posizioni: molti lo danno per indispensabile e molti lo danno per opinabile. Altri lo considerano per uso solo straordinario. Nessuno dice che non serve nemmeno averlo sul kayak, e questo è confortante. 
Ma cosa dice chiaramente la legge riguardo all'uso dei Giubbotti Salvagente (o Polifunzionale, insisto nel ritenere valida la mia idea di partenza, ché avrei più motivi per indossarlo)? Vorrei a questo punto della discussione sapere bene quali obblighi abbiamo, non etici o psichici o dimostrativi, ma bensì legali. Cosa dicono bene le norme della Capitaneria di Porto o le norme di Navigazione entro il limite di 300 mt da costa (quelle locali, le maggiormente gettonate dalle Capitanerie di Porto) o entro il miglio marino (il limite meno concesso nelle acque del Bel Paese)? La stessa domanda la pongo per la navigazione interna, quella lacustre. Sono le stesse norme vigenti su acqua salata? Non sono completamente ferrato in materia di normative e se c'è qualcuno che ne sa di più mi chiarisca la cosa. C'è il regolamento delle Capitanerie di Porto   ( http://www.guardiacostiera.it/servizi/documents/dotazioni%20di%20sicurezza/dotazionidisicurezza_upd20042010.pdf ) che dice che entro i 300 mt non si devono portare nemmeno i salvagenti! Entro il miglio invece sì, ma che non essendo prescritto, non bisogna necessariamente indossarlo perchè altrimenti tutte le persone che vanno in barca da diporto dovrebbero indossarlo obbligatoriamente. Allora, vorrei sapere più precisamente se posso ribattere alla Guardia Costiera che dovesse fermarmi per chiedere spiegazioni sul Polifunzionale che non indosso in quel momento, ma che  non incorro in nessuna sanzione perchè ce l'ho sul kayak (e men che meno al sequestro del kayak da mare che è la cosa più terribile che possa succedere ad un kayaker!).
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Marco z

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Caro Vittorio mi permetto di risponderti essendo un appassionato di nautica da diporto.
La tabella che tu hai linkato descrive le dotazioni obbligatorie che devono essere a bordo di un natante o di una imbarcazione.
La legge definisce natante o imbarcazione un mezzo avente omologazione Ce con applicazione di etichetta in alluminio recante le caratteristiche del mezzo nonchè un certificato di omologazione . Tale mezzo  diventa imbarcazione se supera una determinata lunghezza e va targato.
Questi mezzi recano stampigliata anche una classe di navigazione che va dalla A (ogni tempo ) B ( onde fino a 4 mt) C ( Onde fino a 2,5 mt) D ( zone riparate )
Se ci si trova in mare 7 con un natante D , il comandante sarà responsabile dei danni a cose e persone.
Compito del comandante è anche quello di decidere a sua discrezione quando indossare e far indossare i giubbotti salvagente per scongiurare il pericolo . Se non lo fa ne è responsabile .
Dicesi comandante colui che guida una unità.

Detto questo la canoa non è omologata e quindi non è ne un natante ne un imbarcazione quindi rientra nella categoria di mezzi che non possono oltrepassare le distanze dalla costa previste dalla legge.
Oltre la distanza dalla costa marina o lacustre stabilita dalla legge per i non omologati  si è pertanto non abilitati a navigare. È chiaro che il giubbotto è un problema secondario se si oltrepassa il limite ;-)

 


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Ultima modifica: Gennaio 23, 2013, 07:39:18 pm da Marco z

gianfrancesco costantini

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Attenzione: l'omologazione non c'entra nulla con l'essere o meno un "natante da diporto". La maggior parte delle barche in Italia non sono omologate, visto che l'omologazione è stata prevista da una normativa CE molto recente. Per il diritto italiano, i kayak e le canoe sono a tutti gli effetti natanti (visto che sono lunghi meno di 10 metri, galleggiano, non sono immatricolate, trasportano 1 o più persone). I natanti privi di omologazione in principio non possono in alcun caso navigare oltre le 12  miglia da terra, a seconda delle dotazioni e delle abilitazioni di chi le conduce/comanda.

Poi vengono i regolamenti relativi alle dotazioni: nulla fino a 500 m e via via un numero maggiore di dotazioni di sicurezza per arrivare alle 3 miglia (per le 3 miglia, queste includono anche un salvagente anulare, razzi, fumogeni, ecc.).

Come è anche reso evidente dal comportamento della maggior parte dei noleggiatori di canoe sulle nostre coste per chi resta nei 500 m da terra non c'è nessun obbligo di salvagenti, per gli altri non ci sono norme che obblighino ad indossarlo. Averli a bordo e pronti ad essere indossati è comunque normalmente considerato sufficiente dalle CP. I salvagenti previsti (50 Nt) sono considerati semplicemente ausili al galleggiamento con la funzione di consentire al nuotatore di non stancarsi (o stancarsi meno) nel caso di rovesciamento del natante e nelle operazioni necessarie per rimetterlo in condizioni di navigare: non sono considerati in grado di far galleggiare una persona per lungo tempo.

Per il resto io penso che sul salvagente non ci possa essere una posizione sola. Certamente un salvagente pieno di tasche e di oggetti è meno comodo come "ausilio al galleggiamento" e non mi sembra una buona idea: nuotare con un oggetto ingombrante (e magari pesante) certamente è più difficile: non è un caso che un sub con le bombole addosso nuota molto poco in superficie. Negli USA e in America latina salvagenti con grandi tasche sono molto utilizzati dai pescatori.
In generale non mi sembra una buona idea quando si naviga avere molte cose addosso, a meno che non siano veramente piccole e indispensabili (es. un coltello).

Marco Lipizer

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Il kayak da mare è un'imbarcazione a remi e come tale può navigare fino a 6 miglia dalla costa.
Per legge fino a 300 metri non serve niente. Oltre devi avere il salvagente anulare e l'aiuto al galleggiamento (salvagente) con spinta da 100N (o 150 secondo la nuova direttiva?), quelli con il sostegno per la testa, stivato all'interno dell'imbarcazione. Poi fuochi a mano, razzi e quant'altro. Per le acque interne, laghi e fiumi, dotazioni fino a 1 miglio e quindi salvagente anulare e aiuto al galleggiamento da 100N.
Il salvagente da 50N, sportivo, è conteplato solo per le barche da regata in allenamento, con il supporto di un mezzo nautico (direi che è pensato per le derive a vela), senza aver bisogno di altre dotazioni.
E quindi siamo comunque fuori legge. Da un po' di tempo sto cercando un salvagente anulare o a ferro di cavallo omologato, poco ingombrante, da tenere sul ponte e da utilizzare anche come paddlefloat. Anche perchè se ho il salvagente anulare, ma chi cacchio devo salvare? Comunque il resto delle dotazioni occuperebbe poco spazio e così finalmente sarei a posto con la normativa. Ma siccome la sicurezza è importante, secondo me la cosa più importatne in escursioni al largo sarebbe importante non essere da soli ( :-[), in maniera da potersi aiutare. Ed avere l'aiutino da 50N indossato o a portata di mano.
Quello che mi chiedo io è che se io "capogita", mi attrezzo con un salvagente anulare o a ferro di cavallo e il salvagente da 150N in barca e i razzi e tutto quello che serve, posso "accompagnare" un gruppetto fornito solo di aiuti al galleggiamento da 50N?

Giusto per la statistica e per rientrare nel topic, per me salvagente più leggero e meno ingombrante possibile.

Saluti,
Marco

Marco z

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Attenzione: l'omologazione non c'entra nulla con l'essere o meno un "natante da diporto". La maggior parte delle barche in Italia non sono omologate, visto che l'omologazione è stata prevista da una normativa CE molto recente. Per il diritto italiano, i kayak e le canoe sono a tutti gli effetti natanti (visto che sono lunghi meno di 10 metri, galleggiano, non sono immatricolate, trasportano 1 o più persone). I natanti privi di omologazione in principio non possono in alcun caso navigare oltre le 12  miglia da terra, a seconda delle dotazioni e delle abilitazioni di chi le conduce/comanda.
Mi dispiace ma hai detto cose errate :-)
Vero che l'omolagazione Ce è recente
Falso che precedentemente non vi era omologazione.
Da sempre i cantieri hanno l'obbligo di omologare le barche solo che quelle anteCE non possono oltrepasare le 6 miglia. Ma sono omologate con targhetta e libretto dal cantiere.
Se non l'hanno auguro ai possessori di non avere incidenti o di non imbattersi nella guardia costiera.
La normativa Ce ha semplicemente introdotto le classi di navigazione eliminando il limite delle 6 miglia.
Come se non bastasse le barche nuove devono essere Ce per poter essere vendute dal cantiere quindi una canoa nuova non potrebbe nemmeno essere venduta senza omologazione se fosse classificata  natante .
Informiamoci anche dei requisiti che un natante deve avere per essere omologato e scopriremo che un kayak non li ha manco volendo spendere i soldi per farlo : 3000 euro al rina .....
Prive di ribalramento ... Se un natante è omologato per 3 persone non deve imbarcare h20 se queste sono sedute sul lato .... Ecc ecc



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Ultima modifica: Gennaio 24, 2013, 09:04:38 am da Marco z

lilli

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Un tempo sui fiumi non usavo il salvagente, ho iniziato così, mi dava problemi nel tornare su nell’eskimo,
era ingombrante… ma poi affrontando fiumi più impegnativi ho ritenuto opportuno utilizzarlo sempre per
evitare colpi al costato, per galleggiare meglio in caso di bagno prolungato e soprattutto per la sicurezza
nelle sicure, l’imbragatura è d’obbligo per se stessi e per i compagni che scendono con te.
Poi sono arrivati quelli con le tasche, che meraviglia, ci si infila di tutto, anche la telecamera  o macchina
fotografica.  Usiamolo sempre.
Un amico mi ha raccontato di un professionista del settore edilizio che quando passava attraverso i cantieri non indossava mai il casco obbligatorio. Un giorno cadde una chiave del 32 da una impalcatura sulla sua testa, incredibilmente non si fece quasi nulla, forse un graffio leggero… aveva ragione di non volere indossare il casco, aveva la testa dura.
Ciao a tutti
lilli 

francesca gastaldi

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Occorre distinguere due limitazioni imposte dalla normativa: 1) la distanza di navigazione 2) gli accessori obbligatori da tenere a bordo a seconda della distanza o meno. La cosa è alquanto complessa e per di più non regolamentata per chi và in kayak. Negli anni mi sono fatta l'idea che il kayak sia assimilato ad un pattino!! In Francia non è così. Lì esiste la CK Mer che riunisce tutte le associazioni nazionali di kayak e che si è data da fare per raggiungere il riconoscimento di una omologazione per kayak che presentano determinate caratteristiche. I kayak che hanno questo riconoscimento e che contengono a brodo determinati accessori possono navigare come e dove vogliono. Anche atraversare l'Atlantico. Ovviamente il salvagente è obbligatorio pena multe salate e sequestro della barca! Non aveva da rispettare alcun regolamento chi si è attraversato l'Atlantico nell'800!!!! ;-) il documento che hai inviato con il link, Vittorio, è quello che risulta a dal sito della Guardia Costiera. Nella realtà però quando sei in navigazione e vieni fermato dalla Guardia Costiera, cosa che mi è successa svariate volte, sei tenuto a conoscere il regolamento della G.C. locale. Ogniuna di esse prevede una distanza diversa. Almeno questo è quello che affermano gli uomini della Guardia Costiera di turno che mi hanno fermato. Per dirne una a Ostia (Roma) il giubbotto lo vogliono obbligatorio oltre i trecento metri a volte oltre i 500!!!!  Nel Lago di Bracciano non lo ritengono obbligatorio entro i trecento metri. Basta tenerlo a bordo!!! Anche il campeggio nautico è vietato sul territorio italiano ma spesso è tollerato. Dipende da come ti poni e da chi incontri. Come il cartello carici sporgenti. La confusione che evidenziano le mail è quella che in effetti c'è in realtà!!! Occorre farne di strada per ottenere molto in Italia. A meno che non ci accontentiamo di fare quello che ci pare in barba all'ortodossia. Ci sono associazioni di kayak che si stanno muovendo in questo senso o meglio ceh stanno cercando di sensibilizzare la Fick sulla questione kayak da mare. Purtroppo per ottenere queste cose non serve niente navigare in solitudine (ciò in senso metafisico chiaramente), bisogna essere molti e determinati a muoversi nella stessa direzione altrimenti non si ottiene niente. Tutta la mia simpatia e disponibilità  a Sottocosta che si stà muovendo a nome del kayak Italiano per sensibilizzare la fick sui temi del kayak.
Avevo già accenato in una mail diverso tempo fà che l'Europa canoistica si stà muovendo per ottenere un riconoscimento univoco sulle certificazioni delle scuole di kayak. Ciò dimostra che c'è un movimento che stà nascendo a livello europeo. L'Italia non dovrebbe perdere il passo se non vuole rimanere tagliata fuori. Resta evidente però che se un giorno avremo una regolamentazione che ci riguarda poi dovremo rispettarla. Si tratta di fare una scelta. Più libertà o più ortodossia?
Comunque al di là di tutto questo si evidenzia da questo scambio di mail che non è interessante capire quale sia la regolamentazione per rispettarla, ma quale sia per farla in barba ad essa. Bè, ragazi, se ragioniamo così ci meritiamo la confusione che regna.
ciao
 francesca gastaldi

p.s. grazie Marco Graziani per il consiglio sul salvagente.
Francesca Gastaldi

Vittorio Pongolini

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Dunque, sto perdendo il filo (magari l'avessi perso quando mi si è infilato l'amo nel braccio...)
Allora, tornando al mio inizio topic, le cose, seguendo la tabella del link che ho lasciato più su, stanno che fino a 300 mt non devo nemmeno averlo, né sul kayak,  né addosso. Da 300 a 1 miglio devo averlo ma non addosso. Oltre il miglio non posso andare se no mi multano (e mi ritirano il kayak).
Poi ci sono tutti i discorsi delle omologazioni  dei natanti secondo le nuove, recenti norme CE. Le omologazioni CE non servono e non si fanno col kayak (dovete essere completamente sicuri di questo) anche volendo pagarle care. Quindi non sono un viatico per poter andare oltre il miglio e fino alle 6 (o 12?) miglia. Se  qualcuno però riuscisse a far omologare il kayak questo aprirebbe delle porte incredibili e si potrebbe avere la possibilità di andare oltre il miglio di sicuro e dovrebbe avere, sempre secondo la tabella, un po' di dotazioni e un Giubbotto Salvagente (o Polifunzionale [insisto, è praticissimo e non pesa quasi nulla di più di uno di quelli in commercio]) da 100N non necessariamente addosso.
Farsi omologare il kayak per andare oltre il miglio. Abbiamo quindi trovato un lavoro anche per i produttori di kayak che volessero fare del marketing e vendere Kayak da Mare da Fuoricosta. 
Ma quello che conta, relativamente al topic, è che non serve avere il Giubbotto Salvagente, o Polifunzionale che sia, entro i 300 mt da costa, che è la massima distanza di uscita del kayak in ogni costa della nostra Italia. Ognuno farà tutto a sua discrezione.
Per considerare ciò che ha scritto Francesca che c'è un movimento a livello europeo, bene, ma si sappia che finchè non c'è una Direttiva Comunitaria che obbliga gli Stati Membri a recepirla, noi, ahimè,  ci teniamo i nostri 300 mt da costa e buon divertimento (comunque, non sono pochissimi). Poi è vero tutto il discorso che abbiamo ciò che meritiamo.
Ultima modifica: Gennaio 24, 2013, 11:07:09 am da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Marco Lipizer

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Comunque al di là di tutto questo si evidenzia da questo scambio di mail che non è interessante capire quale sia la regolamentazione per rispettarla, ma quale sia per farla in barba ad essa. Bè, ragazi, se ragioniamo così ci meritiamo la confusione che regna.
ciao
 francesca gastaldi

Beh Francesca, non è proprio così. La normativa per la Nautica da diporto te l'ho riportata. Se non mi credi leggila tu stessa. http://www.guardiacostiera.it/ACFE38/decreto171180705.zip

Rispondo anche a Marco Z.: il kayak è assolutamente contemplato nel Codice ed è specificato che è l'unica imbarcazione che non necessita di certficazione CE. Quindi NON è un pattino, jole o imbarcazione da spiaggia.

Finchè Sottocosta o la FICK non riusciranno a far approvare un nuovo codice della navigazione, questo è quello che vale. L'utilizzo del salvagente sportivo ben venga, ma non è previsto dalla normativa e non ci tutela verso la Capitaneria. Siamone consci, oltre i 300 metri e nelle acque interne siamo comunque fuori legge!

Marco