CKI il forum della canoa italiana

Mozione proposta dai pescatori trentini

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kayakko

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A questo link, potete trovare il testo della mozione con cui i pescatori trentini appoggiandosi al centro sinistra trentino, stanno puntando alla regolamentazione dei fiumi.

http://www.gruppoprovincialepd.tn.it/index.php/ita/Attivita/Mozione-utilizzo-sportivo-corsi-acqua

Non sarebbe male partecipare alla discussione come persone sportivi direttamente in causa.


Ultima modifica: Dicembre 02, 2010, 05:54:16 pm da kayakko
Luca Scaramella

Philippe

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  • Rispettiamo l'acqua
In effetti, dovremo poter dire la nostra.
Tra l'altro, non so se sanno di cosa stanno parlando, basta vedere come scrivono "kaiak, raftin, hidrospeed  e canyonig"

Citazione
2)   a vietare in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak,  raftin, hidrospeed e canyonig  in tutte le altre acque correnti e lacustri  del Trentino;
Ultima modifica: Dicembre 04, 2010, 10:49:34 am da Philippe Devanneaux

Marco Pec

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certo che la frase

"predisporre .....un apposito Regolamento che indichi i corsi d’acqua dove l’uso di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig è autorizzato.........Vietando in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig in tutte le altre acque correnti e lacustri del Trentino.,"

è veramente preoccupante, vorrebbe dire che in tutto in trentino si potranno fare 5 / 6 tratti al massimo in pratica quelli interessati dalle attività di rafting commerciale......

Marco Pec

Giuseppe Coduri

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Ciao, ho letto la mozione e ho mandato alla consigliera il messaggio che ho riportato qua sotto.
Purtroppo noi siamo pochi e i pescatori sono milioni (soprattutto sono spalleggiati da politici che sanno scrivere molto bene).

"Buonasera, su un forum di canoisti mi è capitato di leggere la sua mozione riferita alla pratica degli sport acquatici.
Sorvolo, per brevità, sugli errori ortografici e di sintassi di cui abbonda il suo documento e vado al sodo:
Sono convinto che la convivenza tra canoisti (e praticanti di kayak, rafting, hydrospeed e torrentismo) e pescatori possa essere pacifica se si osservano regole di semplicissimo buon senso.

Nella mia esperienza posso dire che, quando scorgo un pescatore durante una discesa, cerco di passare lontano dalla sua riva o di segnalare la mia presenza per consentirgli di ritirare la lenza. I pescatori sensati (esistono, lo giuro, anche se sono pochi) fanno attenzione e, se passano canoisti, avvertono e/o cercano di agevolare il passaggio.

Con un minimo di buona volontà si può senz’altro convivere, purtroppo la lobby dei pescatori, si sa, è molto potente e al suo interno, purtroppo, vi sono elementi che hanno dei corsi d’acqua una concezione proprietaria, così come tra i canoisti, sicuramente, ci sono persone che pongono insufficiente attenzione a chi fruisce del fiume in modo diverso da loro.

Voi politici pensate di risolvere tutti problemi introducendo sempre nuove regole, mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati, non con la repressione (in questo caso, poi, finirebbe con i soliti quattro gatti che prendono la multa e tutti gli altri che continuano a fare quello che vogliono).
Nel caso in questione, si potrebbe certamente introdurre una tabella con fasce orarie e stagionali, ma il risultato sarebbe poi quello di limitare tutte le categorie (pescatori e canoisti) con fastidi per tutti.

Esistono, soprattutto all’estero, fiumi in cui sono fissati orari e periodi per la fruizione da parte di canoisti e pescatori, ma sono casi dettati da esigenze specifiche, per la tutela della fauna fluviale o per la particolare conformazione del corso d’acqua. Non escludo che possano esserci casi simili in Trentino, ma saranno sicuramente un’infima minoranza.

Purtroppo, nel suo documento la cosa emerge chiaramente, la sua finalità non è la protezione della fauna eventualmente minacciata dal passaggio (?) delle canoe, ma garantire ai pescatori di fare loro comodi relegando tutti gli altri in apposite “riserve indiane”.

Ma perché, invece di fare un’opera di sensibilizzazione (in Svizzera, ad esempio, ci sono cartelli agli imbarchi usuali delle canoe, che invitano al “fair play” tra pescatori e canoisti) che porterebbe sicuramente buoni risultati, bisogna introdurre regole che finiscono per condizionare e danneggiare tutti? Tra l’altro, senza alcun regolamento, già oggi pescatori e canoisti occupano fasce orarie abbastanza distinte, per cui..

Trovo davvero aberrante, poi, l’ultima parte del suo documento: in sostanza lei propone che ai canoisti sia TUTTO  vietato, salvo i fiumi che vorrete gentilmente concedere, in orari e periodi, ovviamente, prestabiliti. Impostazione degna di uno stato totalitario, complimenti!
Io pensavo che in un regime democratico e liberale TUTTO dovesse essere libero, fatta eccezione per ciò che è espressamente vietato.

Invitandola a ritirare la mozione, informarsi maggiormente e meditare, le porgo i migliori saluti antiproibizionisti.

Giuseppe Coduri
tel. +39 348 74 39 386
fax +39 02 99 98 49 47
[email protected]"


Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Giuseppe,
mi trovo allineato con la tua lettera e sono molto curioso di leggere l'eventuale risposta.
Io non scomoderei la democrazia, purtroppo in questo paese ci sono cose
molto più gravi che la calpestano e tirarla in ballo per una diatriba tra pescatori e
canoisti potrebbe essere controproducente.

Dato che,come giustamente scrivi, siamo numericamente in svantaggio mi chiedevo se non sarebbe auspicabile coinvolgere le nostre associazioni (penso più che altro alla FICT, i canoa club locali?...)

Personalmente ho trovato curioso come nella mozione si consideri (legittimamente)  la pesca "sport"  mentre il "Rafting, hidrospeed e canyonig" (sic) siano attività "para/sportive".

Ma dopotutto ormai anche il Poker (o forse dovrei scrivere Pocher) è considerato sport.
Andrea Gangemi
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Canoa Senza Frontiere - Torino

armando mattioli

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Cari amici,
alcuni consigli, in base alla nostra esperienza in umbria: i canoisti da soli verrebbero mangiati in un solo boccone, ma la proposta dei consiglieri mette sulla raticola anche le attività commerciali di rafting, canoa e hydrospeed.
E' assolutamete necessario che i canoa club e i centri rafting si alleino in una battaglia comune: centri rafting vuol dire turismo e turismo vuol dire albergatori, ristoranti, bar, commercianti, artigiani.
Non cadete nel tranello pescatori contro canoisti, ma attivate lo schema pescatori contro il turismo e prendete immediati contatti con le associazioni di albergatori e commercianti per sensibilizzarle: in una regione come il trentino sono molto potenti.
Va poi attivata una battaglia politica anche in difesa di diritti democratici: prendete contatti con le associazioni dei consumatori, perchè di fatto si vorrebbbe provatizzare un bene comune.
Chiedete inoltre subito un incontro con i consiglieri proponenti per presentare le ragioni dei navigatori, ma anche con i rappresentanti di tutti i partiti, in modo da fare iniziative bipartisan e non farvi strumentalizzareda nessuno, a prescindere dalle vostre idee.
L'obiettivo deve esere quello di ativare i contratti di fiume.
Se volete uno scambio di idee, potete chiamarmi al 348.9037480

Saluti
Armando Mattioli

Giuseppe Coduri

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Ciao, due cose al volo:
la consigliera mi ha risposto con un lungo messaggio a cui io ho nuovamente replicato. sono messaggi un po' lunghi, se interessa potrei anche inserirli nel forum.
ieri poi ho ricevuto un sms da qualcuno che mi chiedeva qualche precisazione. purtroppo, mentre lo leggevo, l'ho inavvertitamente concellato, per cui non so cosa e a chi rispondere: riprova!
ciao

Francesco Balducci

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Ciao, certo, pubblica la risposta dell'esponente politico. Siamo tutti curiosi. E soprattutto mai essere proni alle decisioni inique! Siamo nel giusto e occorre opporsi  a questi scaldasedie. Siamo in tanti e possiamo fare molto. Ricordiamoci che se passa questa legge in Trentino, poi può toccare a tutte le altre regioni....

armando mattioli

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.......Ricordiamoci che se passa questa legge in Trentino, poi può toccare a tutte le altre regioni....
Caro Francesco,
in realtà quello che tu paventi è proprio quello che sta avvenendo in Trentino, che è infatti la seconda regione dopo l'Umbria, quindi l'effetto domino è già in atto. Non a caso la consigliera Ferrari vi fa riferimento, quando parla di altre regioni.
Lo sapete che per il raduno del Corno di settembre, c'è in corso un'indagine da parte della polizia provinciale, perchè per fare i raduni in Umbria bisogna chiedere  l'autorizzazione con tanto di valutazione di incidenza ambientale (si proprio quella che occorre fare se uno vuole aprire un'allevamento o un'altra attività industriale!!), etc. etc.?
Organizziamoci!
Ciao
Armando

 

andrea tomasi

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non sono d'accordo con voi

nel senso che frasi come: Voi politici pensate di risolvere tutti problemi introducendo sempre nuove

regole, mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati, non con la

repressione dato per scontato che ci sarà repressione .

L'arroganza di cominciare una mail con :Sorvolo, per brevità, sugli errori ortografici e di sintassi di

cui abbonda il suo documento e vado al sodo: bel modo veramente per intavolare un dialogo alla

faccia dei pescatori ..

Mentre mi trovo d'accordo con Armando Mattioli quando scrive :

Non cadete nel tranello pescatori contro canoisti, ma attivate lo schema pescatori contro il turismo

e prendete immediati contatti con le associazioni di albergatori e commercianti per sensibilizzarle:

in una regione come il trentino sono molto potenti.

In oltre una regolamentazione, se fatta con cgnizione di causa cinvolgendo tutti puo essere cosa

buona e giusta vedi soça
.


I




Personalmente (SCUSATE GLI ERRORI )ma se riesco a farmi capire 

 
 

armando mattioli

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mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati,
In oltre una regolamentazione, se fatta con cgnizione di causa coinvolgendo tutti puo essere cosa
Concordo: dobbiamo innanzitutto fare una forte campagna di informazione, lasciando da parte i toni polemici.
Tanto più giuste sono le nostre posizioni, meno abbiamo bisogno di gridarle o di battere i pugni sul tavolo. L'obietivo potrebbe anche essere quello di lanciare l'idea dei patti di fiume; ci sono già alcune esperienze fatte dal CIRF, a cui potremmo chiedere di darci una mano.
Intanto si potrebbe chiedere un incontro con i consiglieri provinciali proponenti, ma il ruolo più importantel odevono giocare i locals, canoisti e centri rafting.
poi noi li supporteremo.
Saluti

Armando Mattioli

Giuseppe Coduri

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Ciao, come richiesto vi allego sotto la risposta della consigliera Sara Ferrari e la mia replica. prima vi anticipo le mie impressioni:
1) Sara Ferrari credo abbia firmato una mozione scritta da altri senza approfondire molto, forse riproponendosi di approfondire in una fase successiva.
2) Al di là delle schermaglie verbali e del suo risentimento per le mie critiche, mi pare che sia disponibile al dialogo, anzi dice che i temi che le propongo "sfondano una porta aperta".
3) S.F. pare intenzionata, se non l'ha già fatto, a iscriversi a CKI, per cui dovrebbe venire a "trovarci" le potremo esporre i nostri punti di vista.
4) Quando si parla di altri enti che hanno emanto regolamenti di questo tipo, oltre che all'Umbria, si riferisce alla provincia di Bolzano che, a quanto mi risulta, ha un regolamento piuttosto punitivo verso i canoisti.


RISPOSTA DELLA CONSIGLIERA SARA FERRARI

Egregio signor Coduri, rispondo a lei direttamente, perchè, pur avendo cercato di registrarmi sul blog, la procedura non ha immediata efficacia ed io ho fretta di intervenire quanto prima affinchè non si alimenti una polemica, io credo frutto di fraintendimento. Intanto, in qualità di laureata in lettere moderne con lode ed insegnante di lettere (pensi un po'), non posso che scusarmi per le inesattezze di cui è infarcito il testo, che mi par di capire hanno indotto lei ed altri a chiedersi se ero al corrente dell'argomento. Precisando ai non addetti ai lavori, che i testi legislativi non sono mai frutto dell'elaborazione di una mano sola, mi assumo però la responsabilità in toto delle scorrettezze. Ammetto che scrivere trattati sulle pratiche sportive non è il mio mestiere, piuttosto quello di affrontare i problemi che mi vengono sottoposti dalle persone e cercare di risolverli. Non sono una convinta di avere la verità in tasca e quindi sono aperta a qualsiasi diverso punto di vista sulle questioni e soprattutto apprezzo i contributi costruttivi che mi inducono talvolta anche a modificare le mie decisioni. Le confesso che dopo aver letto la sua mail, ho dovuto, come lei mi consiglia "meditare" un po', perchè di primo acchito non ho proprio digerito la sua supponenza, il suo pregiudizio, il suo parlare di buonsenso e non mostrarne un minimo nel suo attacco senza attenuanti. Se l'obiettivo per cui mi ha scritto era quello di invitarmi a "ritirare la mozione", le comunico che l'approccio "ma quanto ignorante sei, ma quanto scema sei, ma quanto politico che non capisce mai niente per definizione sei, studia meglio e poi esegui quello che ti dico io che fai meglio", non è in genere l'appproccio più utile per aprire un confronto costruttivo. Poichè credo che il suo sia stato semplicemente uno sfogo, dettato dalla lettura del testo nudo e crudo senza spiegazioni, le propongo di chiarirci meglio e sono anche disponibile ad accogliere emendamenti utili al miglioramento della mozione, sempre che ci possiamo confrontare con rispetto reciproco. La mozione che è stata per ora solo depositata al Consiglio Provinciale di Trento, non ancora in priorità per la discussione, non vuole assolutamente essere pro qualcuno e contro qualcun altro, la sottoscritta non ha interessi personali nè di lobby. Mi è stata segnalata una situazione difficile di convivenza pescatori-canoisti soprattutto sul fiume Noce, quindi stiamo parlando di un luogo ove c'è un uso commerciale turistico della pratica sportiva, mi è stata poi riferita una buona volontà sia dei proprietari delle strutture turistiche sia dei pescatori di trovare modalità per "non pestarsi i piedi". Nella vicina Provincia di Bolzano hanno già in uso un regolamento simile a quello che propongo e nessuno si è mai scandalizzato. Ci sono situazioni in cui il solo buon senso e la sola buona volontà non bastano, soprattutto quando l'approccio non è più solo quello sportivo, ma gli si affianca quello commerciale, che ha, legittimamente, altre logiche e necessità. Sul fiume Noce devono convivere gli interessi degli sportivi, pescatori e canoisti, con quelli delle ditte che offrono questa attività ai turisti e mi è stato riferito che tutti apprezzerebbero il fatto di avere una regolamentazione di massima a cui rifarsi, che non proibisce niente a nessuno, ma che mette ordine, così come si fa in tutte le democrazie quando si inventano costituzioni, leggi e regolamenti perchè ciascuno sappia che il suo diritto non può calpestare quello degli altri, come avviene invece nella legge della giungla. Sul piano del possibile intervento culturale e formativo sfonda una porta aperta, e se ha suggerimenti da darmi sarò ben lieta di "meditare", "informarmi maggiormente" ed eventualmente inserirli nella mozione. Invito lei e gli altri che volessero (quelli che si sono allarmati per la mozione), ad inviarmi poposte emendative, poichè c'è tutto il tempo per inserire nel testo  eventuali miglioramenti, prima che arrivi in aula. Resto a disposizione. Sara Ferrari
 

MIA REPLICA.
Buongiorno, risponderò per punti al suo lungo messaggio, precisando due cose:
io parlo esclusivamente personale, anche se ho già raccolto la solidarietà di alcuni frequentatori del forum;
mi spiace che lei si sia offesa per il mio messaggio, ma il documento l’ha firmato lei e molte cose che ha scritto/firmato, ripeto, le ho trovate inaccettabili.

   Per quanto riguarda la polemica linguistica, grazie alla sua laurea con lode mi spiegherà per quale licenza poetica in una riga si scrive raftin e la riga sotto rafting. Mi spiegherà inoltre il senso e la sintassi della frase che riporto sotto per intero: “Rafting, hidrospeed e canyonig (sic) tendono ad essere praticate su moltissimi fiumi e torrenti dove il senso di “avventura” e la carica adrenalinica che queste discipline para/sportive rafting, li sta imponendo ad una massa sempre maggiore di praticanti, in questo aiutati dalla nascita di centri specializzati anche sulle acque del Trentino.”. Il mio sospetto è che il documento sia il risultato di un frettoloso (e superficiale) collage di pezzi scritti da varie mani. Il fatto poi di non curarsi minimamente di controllare l’ortografia delle parole che definiscono le attività di cui si parla, denota, a mio personale avviso, scarso rispetto e considerazione.
   Nella sua risposta lei mi parla del caso del fiume Noce, forse esistono altri casi su cui è possibile intervenire. Nel mio messaggio non escludevo la possibilità di introdurre regole, in casi particolari. Nella mozione, invece, si parla di divieti su tutti i corsi d’acqua e permessi limitati solo su alcuni. A me pare un’impostazione illiberale e, soprattutto, irragionevole.
   Io sono sicuramente supponente e arrogante, altrettanto supponente, però è definire la pesca come attività sportiva e parlare invece di “attività para-sportiva” quando ci si riferisce a canoe kaiak, raftin hidrospeed canyonig (sic) come se fossero di rango inferiore alla pesca?
   Lei mi cita la provincia di Bolzano in cui tali regolamenti, a suo dire, non hanno scandalizzato nessuno. Tempo fa ho parlato con canoisti di Merano e mi risulta che fossero tutt’altro che contenti del regolamento introdotto, ad esempio, sul Passirio. Regolamento, guarda caso, molto punitivo per i canoisti, a favore dei pescatori.
   Tornando al passaggio in cui mi accusa di essere supponente, non intendo certamente dire che lei sia scema, l’eventuale ignoranza (riferita agli argomenti in questione) poi, non è un problema se c’è la volontà di confrontarsi; sono però convinto, e credo di averlo dimostrato “per tabulas”, che il suo documento sia molto superficiale e parta da presupposti sbagliati. Infatti della sensibilizzazione, dell’intervento culturale non c’è traccia, la mozione parla solo di divieti. Sarò lieto di complimentarmi con lei se l’eventuale nuovo regolamento recepisse i miei suggerimenti, e tutti gli altri suggerimenti che verranno dal contributo dei soggetti interessati.

In attesa di suoi ulteriori commenti, con infinita arroganza, le porgo i miei ossequi.

Giuseppe Coduri
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stefano caprile CCN

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Giuseppe,
voglio complimentarmi con te per il risultato ottenuto. Avvicinare al forum il consigliere regionale che ha redatto la mozione è un risultato eccellente.
E sicuramente il suo messaggio indica una chiara apertura a confrontarsi con noi.
La tua risposta porta delle argomentazioni valide, però non approvo affatto il tono che usi. Temo che l'unico risultato sarà quello di richiudere una porta appena aperta. Non credo che cavillare sulle improprietà linguistiche e concludere con uno sberleffo ("..con infinita arroganza") sia il modo migliore per indurla ad ascoltarci.
Stefano CCN

stefano caprile CCN

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Mi rivolgo direttamente alla Dott.ssa Ferrari:
Nel suo messaggio riportato dall'amico Coduri, lei menziona il caso Noce, come esempio di problemi di convivenza tra canoisti e pescatori. Poi però, nella mozione, suggerisce di limitare la pratica degli sport d'acqua viva (termine che include le varie discipline da lei elencate: kayak, canoa, rafting e canyoning) ad un numero limitato di corsi d'acqua.
Non pensa che in questo modo, anzichè risolvere, il risultato sarà quello di acuire i problemi già esistenti sul Noce? Immagini di fare il contrario: proibire ai pescatori di esercitare la loro attività in tutti i fiumi ad esclusione di alcuni, tra i quali il Noce. Ovviamente tutti i pescatori si concentreranno lì. E lo stesso faranno i canoisti, se la mozione passa.
Seguire l'esempio della Pprovincia di Bolzano equivale a risolvere un problema di convivenza sopprimendo uno dei due attori. E' nè più ne meno la posizione di chi vuole risolvere i problemi di convivenza con gli immigrati cacciandoli dal nostro paese. Non credo che lei si riconosca in questi metodi.
Piuttosto la invito a seguire l'esempio della Provincia di Vercelli, dove i problemi di convivenza tra canoisti e pescatori sono stati brillantemente risolti armonizzando le esigenze delle due diverse discipline.
Chi pratica canoa e sport d'acqua viva più in generale utilizza normalmente le ore centrali della giornata, mentre i pescatori sfruttano al meglio le prime ore del mattino e le ore serali.
In Valsesia sono stati stabiliti orari per la pratica delle diverse discipline, con buona pace di entrambe le categorie, nonostante, le assicuro, il traffico di canoe e raft nelle acque del Sesia sia molto intenso; probabilmente più che sul Noce.
Nessun divieto è stato posto sugli affluenti e sugli altri corsi d'acqua della provincia. Quando capita di incontrare un pescatore, normalmente la considerazione reciproca unita alla  buona educazione consente di risolvere il problema.
Cordiali saluti,

Stefano Caprile
Canoa Club Novara

Stefano CCN

Marco Pec

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I miei complimenti a Giuseppe per essere riuscito a instaurare un dibattito con la consigliera, sperando che diventi costruttivo e che ne esca qualcosa di buono per tutti. E i miei complimenti anche alla consigliera che prontamente ha risposto mettendosi in gioco e comunque dimostrando di essere disposta ad un dialogo......fossero tutti così...

Marco Pec

kayakko

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Aggiungo alcune informazioni penso utili per comprendere meglio la situazione e lo stato attuale delle cose in Provincia di Trento.

La legge a cui si rifà il consigliere S.F. è la seguente

http://www.fipsas.it/nuovo_sfai/normative/trentino/LProv_n60_12_12_1978.htm (articolo 17 è quello piu interessante)

Nel 2004, è stato apportata questa modifica che di fatto permetteva la regolamentazione legandosi alla legge sulla pesca.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Caccia/2004/trento%20lr2004n11.htm


Inoltre nel 2008, è stata ulteriormente integrata con la seguente deliberazione

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 30 giugno 2008, n. 1643

LP 12 dicembre 1978, n. 60 e s.m. ed i., art. 17, comma 3: regolamentazione della pratica del rafting
in provincia di Trento

LA GIUNTA PROVINCIALE delibera
 
1. di vietare la pratica del rafting nel periodo compreso fra il 15 ottobre e il 15 aprile nei tratti di corso d’acqua
indicati all’allegato A, parte integrale e sostanziale della presente deliberazione;
2. di demandare a successivi atti l’eventuale individuazione di ulteriori tratti di corso d’acqua e periodi in cui
vietare attività e sport acquatici che possono pregiudicare il patrimonio ittico;
3. di pubblicare la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.
 
 
Allegato A)
 
Corso d’acqua  (evidenziati i tratti in cui applicare il divieto)
Tratto specifico
T. Avisio Da Moena a Stramentizzo.
T. Noce Dalle origini allo sbocco nel lago di S. Giustina.
T. Noce Dalla Rocchetta alla foce.
F. Brenta Dalla confluenza del torrente Ceggio al confine di provincia.

Vi posso confermare che ad oggi, nessuna associazione canoistica del Trentino (ditemi se sbaglio)  è mai stata contattata per discutere sulla attuazione di uno solamente di  questi atti, dal consiglio Provinciale.

Non so se la stessa cosa valga per i centri Rafting  (non parlo degli incontri con i pescatori, quelli sappiamo che non hanno portato a nulla) .

Direi che quindi fino ad ora le cose sono state fatte con un unico interlocutore. (I pescatori)

La mia paura è che si faccia di tutta l'erba un fascio e per penalizzare la navigazione commerciale, si penalizzi anche la pratica dilettantistica degli sport fluviali con numeri (almeno sul Noce) veramente ridicoli.(30 canoe in un week end??)

Io ad esempio sono il presidente dell’unica associazione dilettantistica locale (Il Rafting Kayak  Canoa Club Val di Sole)  e se ci vietassero la navigazione nelle ore serali o ci imponessero dei regolamenti pensati solamente alle compagnie commerciali (abbiamo un rafting che utilizziamo per fare attività sociale nei week end), penso che la nostra associazione non avrebbe più scopo di esistere. (senza avere mai avuto una discussione con un pescatore nell’alveo del fiume).

Se il problema è il fiume Noce (i suoi affluenti ancora per poco, visto che a breve saranno tutti completamente intubati, con il beneplacito della provincia di Trento  che ne ha rilasciato le concessioni), il consigliere S.F  dovrebbe sapere (forse il suo interlocutore dei pescatori questo si è dimenticato di menzionarlo) che è da qualche anno che si sta tentando di risolvere il problema dello sfruttamento (idreoelettrico) del Noce , per questo è nato un comitato (di cui facevano una volta parte anche i pescatori) proponente la creazione di un parco fluviale nel Noce in cui la navigazione commerciale sia regolamentata.

Non capisco quindi questo accanirsi con il movimento degli sport fluviali indiscriminatamente in tutta la provincia.




Luca Scaramella

Giuseppe Coduri

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Ciao, volevo fare un commento sul messaggio di kayakko e alcune precisazioni sul carteggio con la consigliera SF:
Credo che prima di predisporre un regolamento si debba avere un’analisi qualitativa e quantitativa del problema che si vuole affrontare, altrimenti è facile fare di un’erba un fascio, con danni per tutti.
Le fasce orarie, ad esempio (mattina presto e sera pescatori; ore centrali kayak/rafting) sono valide in linea generale e soprattutto per i gommoni commerciali, ma perché ad esempio, penalizzare due amici che si fanno una discesa in canoa alla sera dopo il lavoro e magari da anni convivono pacificamente con i pescatori? Ad oggi, ad esempio, quante canoe scendono il fiume dopo le 18:00, nei vari giorni della settimana? Ha senso introdurre un divieto che andrebbe a colpire un fenomeno limitatissimo? E poi, quando il fiume è in piena (o molto alto) di norma i pescatori non ci sono, ma per i canoisti è una ghiotta occasione per scendere, indipendentemente dagli orari. Ha senso limitarli? Quando il fiume è invece basso, canoe e gommoni non entrano in acqua, ma i pescatori potrebbero trattenersi più a lungo del solito sulla riva, o sbaglio? Perché, in una bella giornata di novembre, magari dopo qualche giorno di pioggia, kayakko non può portare giù per il Noce i soci del club? Perché un pescatore non può piazzarsi a mezzogiorno ai bordi di una pozza, fuori dalla traiettoria di gommoni e canoe, se non dà fastidio a nessuno?
Per quanto riguarda invece la mia corrispondenza con l’ormai famosa SF, invito chi ha criticato il tono dei miei messaggi a leggere per intero, in sequenza, la mozione firmata SF, il mio messaggio, la risposta di SF e la mia replica. Siete proprio sicuri che io abbia esagerato?
Il mio riferimento agli errori nel primo messaggio, che ha provocato la sdegnata reazione di SF e le critiche di alcuni di voi, era finalizzato a dimostrare ciò che sospettavo: cioè che il documento fosse un maldestro collage di pezzi messi insieme in modo affrettato.
Meglio così, dal mio punto di vista, perché da quanto  SF mi ha scritto successivamente, credo che la sua posizione possa essere più vicina alle nostre di quanto si direbbe leggendo la mozione.
La mozione che ha scatenato tutto è dunque, a quanto pare, solo un documento di base da cui partire per costruire il nuovo eventuale regolamento, col contributo di tutti, il buonsenso, la sensibilizzazione, ecc. Tutto bellissimo! Peccato che al momento quel documento sia l’unica cosa che abbiamo e contiene elementi davvero inaccettabili, senza peraltro far trasparire tutti i buoni propositi che SF ha poi indicato nella risposta al mio messaggio.
Ultima considerazione: non intendevo assolutamente insinuare l’esistenza di interessi personali da parte della consigliera, ho solo constatato che la mozione affronta il problema dal punto di vista dei pescatori; infatti già nelle premesse si dice sostanzialmente: “siccome noi pescatori siamo sottoposti a regolamenti, allora anche voi kayak, rafting…” introducendo, surrettiziamente, un parallelo tra l’esigenza di regolamentare la pesca e la supposta esigenza di tutelare le attività legate ai nostri sport. Ma i regolamenti per i pescatori sono finalizzati alla tutela dell’ittiofauna, non certo della fruizione dei corsi d’acqua da parte di altri soggetti.
Tutto ciò detto e premesso, chiedo venia se ho offeso qualcuno, mi cospargo il capo di cenere e, per il bene della causa, sono disposto a fare autodafé e rimangiarmi tutto.
A queste ultime righe affido un sincero saluto alla nostra consigliera, della quale spero di legger presto sul nostro CKI


andrea tomasi

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 ;) appoggio pienamente le tue argomentazioni . :D :D :D :D 

Frederik Beccaro

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Cari Luca e Giuseppe,

mi auguro veramente che la mozione possa portare il buonsenso ed evitare anche di arrivare ad una regolamentazione o addirittura divieto delle discese in canoa.

Fortunatamente l'Italia morfologicamente è molto varia e trovo che una regolamentazione del genere difficilmente potrebbe venire applicata in molte altre regioni.

Questa limitazione potrebbe comportare notevoli disagi nei principali fiumi e torrenti alpini caratterizzati dal disgelo come periodo ideale delle due discipline.

Sinceramente la vedo di difficile attuazione in una regione come la Liguria caratterizzata da una stagione in genere concomitante con il periodo di chiusura alla pesca e dal gran numero di torrenti percorribili in periodo di abbondanti precipitazioni.

Conti alla mano in tutti questi anni di canoa posso dire che gli incontri spiacevoli con i pescatori non arrivano a 2-3 episodi. Una volta mi è capitato di essere stato fermato da un guardapesca chiamato da un pescatore e il tutto è finito in una amichevole stretta di mano alla faccia del pescatore frustrato. Più volte mi è capitato di essere addirittura d'aiuto a pescatori che avevano lenze impigliate o qualcosa smarrito in fiume.

Premetto che non parlo del Trentino che ha veramente pochi corsi d'acqua percorribili ma l'applicabilità di una qualsiasi norma del genere in gran parte dell'Italia sarebbe veramente ridicola.
Con una Pubblica Amministrazione che cerca di ridurre le spese e quindi le persone delegate al controllo dell'Ambiente mi domando come potrebbero controllare alcune centinaia di canoisti che al fine settimana si disperdono in altrettanti percorsi?

Naturalmente sono al vostro fianco per combattere qualsiasi battaglia. Il vero problema è l'intubamento, non la pesca.
 

armando mattioli

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Questa la nota che ho inviato alla Consigliera Ferrari.

"Gentile Consigliera Ferrari,
ho appreso dal forum di ck fiumi della Sua proposta di regolamentazione della navigazione; premetto che sono almeno 20 anni che vengo con amici, moglie e figlie a praticare canoa e rafting sul Noce, Noce Bianco, Vermigliana, Rabbies e che non ho mai incontrato pescatori durante le mie discese e che, men che meno, ho avuto mai alcun diverbio o piccola discussione con essi.
Ciò detto, nell'apprezzare la sua disponibilità al confronto, Le sottopongo alcune considerazioni.
Nella sua proposta, Lei fa riferimento a leggi regionali: l'unica regione, per quanto mi consta, che ha legiferato in materia è l'Umbria, con la L.R. 15/2008.
Trattasi di una legge che ha avuto alla base un grave difetto di metodo democratico: non è stata partecipata ai navigatori fluviali, ma è stata ispirta direttamente dai pescatori.
Da qui è nato un pasticcio che ancora non è stato risolto: la democrazia, lungi dal rappresentare un fastidioso disturbo per il manovratore, gli permette di portare a termine cose ben fatte, invece di ritrovarsi in mano, con tempi certamente più brevi, situazioni pasticciate con conflittualità mal gestibili.
Io non so se i navigatori trentini in merito alla Sua proposta siano stati contattati da qualcuno, formalmente o informamente o se ci fosse l'intenzione di contattarli in successive fasi: di certo la proposta, pur nelle sue linee generali, è penalizzante nei loro confronti esplicitamente a favore dei pescatori.
A prescindereda ciò, dobbiamo darLe atto ed apprezzamente della Sua disponibilità.
La proposta che mi sento di fare è quella di attivare un tavolo di partecipazione a cui invitare tutti i portatori di interesse: operatori del turismo (albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani, agricoltori), pescatori, canoisti, lavoratoridei centri rafting (sono decine), turisti che in Val di Sole vengono sia in estate in canoa (ed in inverno a sciare come il sottoscritto).
A questo tavolo si potrà trovare l'accordo partendo da un principio semplice previsto nei contratti di fiume: a nessuno può essere concesso di fruire in via esclusiva di un bene comune quale è l'acqua di un fiume, perchè altrimenti si concederebbe un ingiusto privilegio ad una sola categoria di cittdini, i pescatori nella fattispecie.
E la proposta da Lei presentata sembra contenere un principio, come quello della regione Umbria, che non può essere condiviso: la navigazione nei fiumi della provincia di Trento è vietata, fatti salvi i tratti sottoposti a fruizione regolamentata.
Auspicando che il metodo del confronto vada avanti,
La saluto cordialmente
Armando Mattioli, Foligno (PG) "
 

Francesco Balducci

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Ragazzi ma chi ha detto che" i fiumi percorribili del Trentino sono veramente pochi" ? Forse chi conosce solo il Noce... Io ne ho discesi 19 e abito molto lontano, in Liguria, ma credo che ce ne siano oltre 50, molti dei quali ancora inesplorati. Non abbassiamo la guardia. Già il Travignolo è vietato ingiustamente ai canoisti e non vorrei che la lista aumentasse. E le liste non sono mai belle...
Se mi legge la Consigliera, e lo spero, vorrei solo sottolineare che le vie d'acqua da sempre sono state vie libere di navigazione, dagli albori dell'umanità e che non sono certo le canoe, inoffensive con il loro transito silenzioso, a  disturbare l'avifauna. Direi piuttosto l'intubamento dei fiumi, che toglie la linfa vitale, e i pescatori che non sono certo " amici " dei pesci ( come da definizione ...) e che immettono cavi mobili  nei fiumi ( le lenze con ami ) pericolosi per chi naviga. Spesso scagliano sassi e bestemmiano al passaggio dei canoisti...  Si può convivere, certamente, ma a patto di ripettare gli interessi di tutti gli attori.. Il pescatore non può prevaricare il canoista!  Siamo in molti e abbiamo anche noi le federazioni.
Un ultima considerazione: la canoa é uno sport olimpico, ma la pesca non mi risulta... Lo consideri gentilissima Sig.ra consigliera.

daniele siddu

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la pesca comunque fatta ha un impatto notevole dai camminamenti per postazione fissa con eventuali rifiuti lasciati dagli adepti ,chi piu chi meno a seconda delle regioni ,ami con esca lasciati li per fare prima e ritrovati nel gozzo di poveri pennuti e non continuo ..da ex pescatore a mosca ,direi che non è una disciplina sportiva e di solito è frequentata da soggetti ,d'altronde come nella cacca decisamente sovrappeso ,di sport cè ne ben poco l'interesse è la cattura da far vedere al bar è quasi sempre cosi .tutti abbiamo il diritto di svolgere le nostre attivita nel pieno rispetto dell'ambiente ,vietare la navigazione come vietare laa pesca nel solito tratto direi che va bene ,fare una tabella ad orari potrebbe essere la soluzione visto che la pesca in questione nei torrenti ha degli orari determinabili,in francia funziona cosi ,perche da noi non deve funzionare ?
sara' un problema di busness che la pesca ha piu di noi?direi di leggere i precetti cinesi !!!

kayakko

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Oggi sul giornale l'Adige è stata pubblicata questa notizia.


Sara Ferrari (Pd): «È il Far West».Schermi: no ai divieti VAL DI SOLE generalizzati «Sport fluviali, regoliamo il traffico»
VALLI DEL NOCE -
Le   associazioni degli sport acquatici si mobilitano dinanzi alla proposta di mozione del Partito democratico.
Sei consiglieri provinciali del Pd, entro il 31 marzo prossimo chiedono di regolamentare l’uso di canoa, kaiak, rafting, hidrospeed e canyoning decidendo orari, periodi e tratti fluviali adatti, ma anche divieti nelle altre acque. Claudio Schermi, presidente della Federazione italiana dragon boat, invita la prima firmataria della mozione, Sara Ferrari, «a riflettere sulla gravità di quanto richiesto». «Nei posti dove la realtà locale avesse bisogno di una regolamentazione - scrive - tale regolamentazione o limitazione dovrebbe riguardare solo gli spazi specifici interessati e non può genericamente essere estesa indiscriminatamente come divieto a tutte le acque correnti e lacustri del trentino». Esprimendo solidarietà «ai cugini sportivi appassionati della canoa kayak e delle diverse discipline fluviali citate», Schermi si dice pronto a prendere parte «ad un tavolo improntato al buon senso per trovare soluzioni condivise che prevengano e risolvano quelli che lei chiama “problemi di convivenza fra escursionisti/sportivi e pescatori”». «La mozione - replica Sara Ferrari - nasce dalla segnalazione che oggi ci sono situazioni da Far West nell’uso di alcuni nostri fiumi (ad es. il Noce), mentre lo sfruttamento turistico a fini commerciali di attività sportive ha bisogno di integrarsi armoniosamente con l’uso del bene pubblico fiume anche per altri scopi. Ad esempio nella Val di Sole ci sono ben cinque ditte in un tratto di una ventina di chilometri, che con la bella stagione portano quotidianamente e a qualsiasi ora della giornata decine e decine di turisti a sperimentare queste pratiche; la mozione chiede semplicemente di “regolare il traffico” con una regolamentazione di massima, affinché sia diritto di tutti usare il fiume senza pestarsi i piedi». Un regolamento simile - sottolinea la consigliera del Pd - è già in vigore nella vicina Provincia di Bolzano e non mi risulta abbia sollevato nessuno scalpore. «In ogni caso - conclude - la mia mozione non è ancora all’ordine del giorno del Consiglio e mi prendo volentieri tutto il tempo per raccogliere suggerimenti per eventuali emedamenti». Nella mozione si chiede di predisporre un regolamento «che indichi i corsi d’acqua dove l’uso di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig è autorizzato, indicando i periodi dell’anno e le relative fasce orarie dove tali discipline sportive possono essere praticate»; di «vietare in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig in tutte le altre acque correnti e lacustri del Trentino»; di «predisporre adeguata informazione su tutti i siti web locali che si occupano di turismo e di pesca sportiva» e «segnaletica sul territorio».
Luca Scaramella

armando mattioli

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Oggi sul giornale l'Adige è stata pubblicata questa notizia...ci sono situazioni da Far West nell’uso di alcuni nostri fiumi (ad es. il Noce), mentre lo sfruttamento turistico a fini commerciali di attività sportive ha bisogno di integrarsi armoniosamente con l’uso del bene pubblico fiume anche per altri scopi. Ad esempio nella Val di Sole ci sono ben cinque ditte in un tratto di una ventina di chilometri, che con la bella stagione portano quotidianamente e a qualsiasi ora della giornata decine e decine di turisti a sperimentare queste pratiche; la mozione chiede semplicemente di “regolare il traffico” con una regolamentazione di massima, affinché sia diritto di tutti usare il fiume senza pestarsi i piedi possono essere praticate»;

caro Kayakko, mi sembra che in concreto, le soluzioni prospettate non possano che comportare:
1) riduzione del numero di turisti che fanno rafting;
2) riduzione dei posti di lavoro presso i centri rafting.
Penso che a questo punto la questione sia di grande interesse anche per gli altri operatori turistici (albergatori, ristornati, bar. commercianti etc. etc.), che vanno subito coinvolti, ed anche dei soggetti sociali, imprenditori e sindacati.
Una proposta che tende ridurre i turisiti ed posti di lavoro, è questione che interessa pure loro.
E per quale motivo poi?
Andate a leggere al sito:http://www.robertobarbaresi.it/il_fiume_corno.htm cosa dice un pescatore: "NON SOLO PESCATORI
Il fiume è assiduamente frequentato dagli amanti della pagaia. Anche loro approfittano, con canoe e gommoni, della generosa portata del fiume, unitamente ad una certa facilità di approccio adatta anche a neofiti e giovanissimi. Nella zona opera un Centro Rafting che organizza discese "in formazione" ai quali si aggiungono gli appassionati autonomi che contribuiscono a "congestionare" l’alveo fluviale. Durante l'estate, in particolare nei giorni festivi, sarà quindi opportuno prediligere le prime ore del mattino per poter pescare in santa pace. Va comunque detto che le trote sembrano piuttosto avvezze al viavai dei natanti, basta avere la pazienza di attendere il passaggio dell'intero gruppo di discesa per poter continuare con fiducia. Inoltre, il rafting potrebbe diventare un piacevole diversivo alla pescata ed interessare eventuali accompagnatori (ma anche gli stessi pescatori) permettendo di apprezzare appieno le bellezze del fiume."

Emerge con chiarezza la pretestuosità di posizioni che sono minoritarie anche all'interno dello stesso mondo dei pescatori,che non sono tutti dei prevaricatori e con i quali occorre comunque trovare una accordo complessivo, per rispettarne le giuste esigenze, non le pretesi prepotenti.
Saluti

stefano caprile CCN

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Facendo una piccola ricerca su internet ho trovato questo articolo, all'indirizzo:
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/02/news/troppa-anarchia-sui-fiumi-2881248
Questo Sig. Cova è davvero incredibile. E' evidente che l'iniziativa della Consigliera Ferrari è stata aizzata da questo individuo, che poi ha il coraggio di dire testualmente "sono ben altri i nemici e i pericoli dai quali noi pescatori e sportivi fluviali ci dobbiamo guardare" con riferimento alle centrali elettriche.
Questo miope individuo, nonostante sia conscio del problema centrali elettriche, anzichè far fronte comune con i canoisti (come i più saggi pescatori Valsesiani hanno fatto), ha innescato una battaglia contro di noi.
Tra l'altro è fantastica la frase "ci battiamo per avere un regolamento degli sport fluviali come esiste dappertutto, anche in provincia di Bolzano" ....... ma se esiste SOLO in provincia di Bolzano!!! Unico triste esempio in tutto l'arco alpino italiano!!!
Bisognerebbe rispondere a Cova, magari mediante le pagine dello stesso giornale. /Corriere Alpi Trentino).



Troppa anarchia sui fiumi

Cova chiede regole chiare e valide anche per chi fa sport

Troppa anarchia sui fiumi
 PELLIZZANO. Dennis Cova è stato riconfermato alla guida dei pescatori solandri. Lo ha deciso martedì sera all'unanimità il direttivo eletto qualche settimana fa, designando su proposta dello stesso Cova come vicepresidente il rappresentante di Rabbi Fausto Magnoni, che si occuperà anche dell'incubatoio di Cavizzana.  Completano la squadra il segretario Rino Rosani e i responsabili delle semine di trote adulte e novellame Alberto Zanella, Rino Rosani e Giuliano Toller. Entro dieci giorni sarà varato il nuovo regolamento 2011 e il rinnovo delle bandite di pesca in vista dell'assemblea generale dei soci che si terrà a Malé a metà gennaio. Proprio anticipando i temi dell'assemblea, Cova ribadisce la necessità di un regolamento che valga per tutte le categorie che utilizzano il fiume: "Recentemente l'assessore di Dimaro Alessandro Fantelli (Rafting Center Val di Sole), tra l'altro un pescatore, ci ha accusato di voler limitare la pratica del rafting: noi con la consigliera provinciale Sara Ferrari ci battiamo per avere un regolamento degli sport fluviali come esiste dappertutto, anche in provincia di Bolzano, per evitare che ognuno faccia quello che gli pare. Un regolamento serve a tutti i fruitori del fiume per una pacifica convivenza - prosegue Cova - anche perché sono ben altri i nemici e i pericoli dai quali noi pescatori e sportivi fluviali ci dobbiamo guardare".  Un riferimento chiaro alle continue domande di derivazione a scopo idroelettrico: "Questi sono i problemi e non la guerra fra di noi; ribadiamo il principio che solo l'ente pubblico possa utilizzare il bene pubblico acqua per produrre elettricità e non i privati. La Val di Sole ha già dato tanto in termini di sfruttamento idroelettrico e sarebbe ora di guardare di più a quello turistico: su questi temi decisivi dovremmo essere tutti uniti". Un tema caldo che pone in secondo piano la "concorrenza" dei cormorani: "Li teniamo d'occhio, ma fare di più non possiamo - dichiara Cova - sono una specie arrivata da noi in virtù dei cambiamenti climatici e ci tocca tenerceli", mentre importanti soddisfazioni arrivano dall'incubatoio di Cavizzana, che nel 2010, in collaborazione con l'Apt solandra ha toccato i 600 visitatori tra turisti e scolaresche. (a.m.)
Stefano CCN

stefano caprile CCN

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Ecco la lettera che ho inviato io:

Gent. Dott.ssa Ferrari,
Mi sono riletto attentamente la sua mozione e in effetti, mi perdoni l'espressione, ma sembra "dettata dai pescatori".
Sicuramente non è frutto di un confronto con le associazioni dei canoisti, né con le scuole di canoa e coi centri rafting. Allora mi permetta di chiarire un attimo la terminologia:
Canoa e Kayak: sono mezzi molto simili tra loro. Quelli usati in fiume sono per lo più monoposto, in qualche raro caso biposto. Differiscono per la posizione del canoista (inginocchiato nella canoa, seduto nel kayak) e per il tipo di pagaia (semplice nella canoa, doppia nel kayak). Ma si usa lo stesso termine - canoista - per indicare gli utilizzatori di entrambi i mezzi.
Rafting: discesa dei fiumi con gommoni da 4 ad 8 posti.
Hydrospeed: discesa dei fiumi a nuoto, vestiti con muta e pinne, utilizzando come ausilio al galleggiamento una specie di bob galleggiante detto, appunto, hydrospeed.
Canyoning: detto anche torrentismo, una specialità più simile all'alpinismo, che prevede la discesa di torrenti, canyon e forre con attrezzature alpinistiche, ed abbigliamento acquatico (mute, salvagenti e caschetti) per affrontare tratti in acqua.
Detto questo, la seguente frase corrisponde all'opposto della verità:
 "Se canoa e kaiak sono praticate in modo molto limitato e su ambiti molto circoscritti, le tre ultime pratiche sportive tendono a diffondersi e ad essere praticate su moltissimi fiumi e torrenti dove il senso di “avventura” e la carica adrenalinica che rafting, hidrospeed e canyonig infondono ai praticanti li sta imponendo ad una massa sempre maggiore di praticanti, in questo aiutati dalla nascita di centri specializzati che sulle acque del Trentino trovano un luogo indicato a tali discipline e conseguentemente al possibile ricco indotto."
Visto che l'unico mezzo adatto a percorrere torrenti stretti ed impervi è il kayak, la situazione è ben differente da quella da lei dipinta. In effetti Rafting e Hydrospeed sono praticati quasi esclusivamente da operatori turistico-commerciali su fiume di grossa portata (in Trentino il Noce e, forse, l'Adige). Gli altri corsi d'acqua sono solcati solo da canoisti e amanti del canyoning. Queste discipline non sono praticate a livello commerciale e quindi il numero degli appassionati è davvero esiguo. Mi domando come questo possa generare problemi di convivenza con i pescatori.
Un'altra cosa che non mi piace di questa mozione è l'introduzione, dove i pescatori vengono dipinti come angelici amanti della natura, ed i canoisti come un branco di selvaggi razziatori. Ma stiamo scherzando? Chi da anni preleva fauna dai fiumi, immette specie non autoctone modificando gli equilibri della natura, abbandona ami ed esche che poi finiscono in gola agli uccelli acquatici, sono proprio loro, i pescatori. Non si capisce invece quale danno arrechi alla natura una canoa che solca le acque di un fiume. Il mezzo di trasporto che utlizzavano gli indiani d'America, silenzioso, privo di motori inquinanti, quale problema può causare? Al contrario, io, e molti genitori come me, utilizzano la canoa per mettere i propri figli a contatto con la natura ed educarli ad amarla ed a proteggerla. Ed ora lei vorrebbe vietare questo meraviglioso sport "su tutte le acque del trentino ad esclusione di quelle specificate"?? Ma sa invece quali effetti positivi sull'ambiente avrebbe fare esattamente l'opposto, ovvero portare i ragazzi delle scuole primarie e secondarie sui nostri fiumi con canoe e raft, mostrandogli tutta la bellezza di questa risorsa da proteggere, ed educandoli ad acquisire una coscienza ecologica?
Per quanto riguarda i problemi di convivenza con i pescatori ….. I problemi ce li hanno solo quelli che non sono capaci di educata convivenza. Io, quanto incontro un pescatore, sorrido e saluto, ed il più delle volte sono ricambiato. Cerco di passare sul lato opposto del fiume, per non dare fastidio, e così fanno i miei amici ed i miei allievi (sì, perché la canoa la insegno anche).
Non abbiamo problemi con i pescatori qui in Valsesia. Anzi. Abbiamo in loro degli alleati contro il vero pericolo che minaccia i nostri fiumi: le dighe. La invito ad attendere ancora una stagione prima di presentare la sua mozione. Passi una giornata sulla riva del Noce, o di qualche altro fiume della sua zona. Venga anche qui in Valsesia, se vuole, ed osservi come i giovani imparano ad amare il fiume e la natura grazie agli sport d'acqua viva. Provi a passare mezza giornata vicino anche ad un pescatore, per rendersi conto di persona dell'inesistenza di questi supposti "problemi di convivenza".
E poi decida. Decida se è meglio lasciare che la gente impari ad amare la natura nel modo che più gli piace, pescando o pagaiando, ed impari a convivere, oppure se è il caso di costruire tra di loro un muro, come a Berlino, come a Gaza. Un muro non di mattoni, ma di divieti e regolamenti. Valuti lei, ma dopo aver visto di persona, per favore.
Cordilai saluti,

Stefano Caprile
Canoa Club Novara
Stefano CCN

Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, vi inoltro quanto ricevuto dall'ottimo Sandro Rognone, che oltre ad essere un esperto canoista, è una delle figure più autorevoli all'interno della Fick (Federazione Italiana Canoa Kayak).
da quanto ho saputo, pare che le prospettive siano buone.

"Ogg: mozione fiumi trentini
In merito alla mozione presentata dalla Dott.ssa Sara Ferrari circa la regolamentazione della navigazione sui fiumi trentini, desidero informarvi che ho già preso contatti con la dottoressa che mi ha dato la sua ampia disponibilità a discutere il tutto. Nei prossimi giorni mi incotrerò con Danilo Barmaz e Benedetto Del Zoppo perchè il problema riguarda anche e sopprattutto i raft, quindi cercheremo una proposta condivisa che possa accontentare (o scontentare il meno possibile) tutti. Prevedo di chiedere un incontro alla Dott.ssa Ferrari attorno a metà gennaio per poterle illustrare la nostra posizione. Poichè so che il movimento è già in fibrillazione, vi invito a diffondere questo messaggio e soprattutto, per quanto vi sia possibile, a calmare gli animi dei più bellicosi affinchè la protesta, pur giusta, non finisca nell'insulto, gratuito, cosa che certo non sarebbe di aiuto al dialogo.
Vi tengo informati
Saluti
Alessandro Rognone"
 

andrea tomasi

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ciao volevo chiedere a  stefano caprile  come vi siete accordati sul sesia?


armando mattioli

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Poichè l'accordo potrà avere importanti ripercussioni anche in altre realtà nazionali, non sarebbe male che la posizione da presentare sia il più possibile partecipata a tutti i navigatori, anche i non trentini, in modo che l'esperienza trentina possa diventare un punto di riferimento, ovviamente tenendo conto delle peculiarità di ogni realtà regionale.
Non corriamo il rischio di svendere le nostre ragioni per un piatto di lenticchie, come purtroppo è avvenuto in Umbria.
Puntiamo in alto!
E coinvolgiamo gli operatori del turismo, che sono certamente da annoverare tra i portatori di interesse per la fruizione del fiume, e possono diventare nostri preziosi e potenti alleati.
In una trattativa contano di certo le ragioni, ma anche e soprattutto (purtroppo....)le posizioni di forza: e noi navigatori dobbiamo assolutamente trovare alleati, tanto più che, come avvenuto in Umbria, anche in questa partita partiamo svantaggiati: e non aspettiamoci regali dalla controparte, che ha già dimostrato di sapersi muovere bene "politicamente" e di non farsi troppi scrupoli per raggiungere i propri obiettivi.
Sono comunque d'accordo nel non inasprire inutilmente i toni e nel non fare fughe in avanti: ma attrezziamoci per essere pronti ad affrontare anche le ipotesi più negative per noi, sperando ovviamente che non si concretizzino.
Saluti
 

stefano caprile CCN

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ciao volevo chiedere a  stefano caprile  come vi siete accordati sul sesia?



Una domanda alla quale dovrebbero rispondere Alberto Smuraglia, Maurizio Bernasconi o Fred Gilardone, persone che si sono schierate in prima linea per la lotta contro le dighe in Valsesia. Comunque il fattore catalizzante in Valsesia è stato proprio il progetto di distruzione del fiume con la costruzione di diversi sbarramenti e deviazioni in galleria.
Per fronteggiare questo disastro Canoisti e Pescatori si sono uniti in un comitato, il "Comitato per la difesa del Fiume Sesia e dei suoi Affluenti" che ha ottenuto diverse importanti vittorie in Regione Piemonte.
Il fatto di lottare fianco a fianco per lo stesso obiettivo ha aiutato a mettere da parte sciocche rivendicazioni di parte.
Il comitato è formato da:
SIG. ARTURO PUGNO rappresentante la “SOCIETA’ VALSESIANA PESCATORI SPORTIVI”
SIG. DAVIDE ZANINO rappresentante il “CANOA CLUB VALSESIA”
SIG. ALBERTO COLOMBO rappresentante “ACCADUEO”
SIG. FRANCESCO SALVATO rappresentante “FREE FLOW”
SIG. ALBERTO SMURAGLIA rappresentante “HIDRONICA”
SIG. CARLO BUSATO rappresentante “HYDROTECHNIQUES”
SIG. MASSIMO VALBONESI rappresentante “MONROSA”
SIG. PIETRO BERGA rappresentante “RIVER SIDE”
SIG. MAURIZIO BERNASCONI rappresentante “SCUOLA DI CANOA DELLA VALSESIA”
Il link al sito del comitato: http://www.comitatosesia.org/
L'unione fa la forza. In Trentino, se i pescatori hanno questo atteggiamento, prepariamoci a vedere ben peggiori scenari in futuro (dighe, briglie, captazioni).
Ultima modifica: Dicembre 07, 2010, 07:55:30 pm da stefano caprile CCN
Stefano CCN

pierluigi mochen

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Speriamo solo che se questi benedetti orari dovessero diventare legge, ci sia un confronto con tutte le parti in causa; finora i tentativi di accordo sono stati diversi anche risalenti a molti anni fa, ma poi si è sempre proceduto confidando nel buon senso di tutti.
Di certo la situazione attuale ai pescatori va stretta visto che il loro motto è "noi paghiamo per pescare e voi guadagnate senza sborsare un centesimo" (riferito alle attività commerciali del rafting), quindi per partito preso sono contro il mondo della canoa.
Lo dimostra anche la loro uscita dal Comitato di Salvaguardia del fiume Noce, non appena ricevuto un contentino dalla classe politica, a dimostrazione di quanto abbiano agganci in alto e quanto poco in realtà gli interessa mantenere il fiume vivo.
Ho paura che noi semplici sportivi appassionati saremo gli ultimi presi in considerazione e quindi ci rimetteremo più di tutti.
Alcune regioni o province stabiliscono dei divieti, altre promuovono la pratica di questo meraviglioso sport già alle scuole elementari; vorrei abitare in una di queste ultime.

Angelo Besana

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Cari amici,
innanzitutto mi dispiace intervenire solo ora a nome del Canoa Club Trento in questa discussione ma per ragioni lavorative non ho potuto farlo prima.
Stasera ho parlato personalmente con Sara Ferrari, che tra ieri e oggi era già stata contatta da alcuni altri soci proprio per capire la sua posizione al di là del testo della mozione e per farle direttamente presente le posizioni di noi canoisti sulla questione.
In sintesi, assodato che il testo della mozione necessita di essere rivisto, non tanto per risolvere le banali questioni grammaticali o sintattiche, quanto piuttosto per chiarire che l'interesse della proposta di regolamentazione è quella di sanare una situazione di conflitto attraverso una soluzione condivisa, Sara Ferrari ha precisato che è sua intenzione avviare un tavolo di concertazione a cui partecipino gli uffici tecnici della Provincia di Trento e i rappresentanti dei diversi utenti fluviali, tra i quali anche noi canoisti. In tal senso lei ha già avuto contatti con alcuni rappresentanti delle compagnie di rafting del Noce e da parte mia le ho proposto di considerare il CCTN quale rappresentante degli interessi della canoa turistica. A tale proposito conto nei prossimi giorni di contattare gli amici del Canoa Club Val di Sole per condividere questa responsabilità. Per quanto riguarda la normativa della Provincia di Bolzano, a suo dire questa potrebbe rappresentare un primo passo di discussione, contenendo alcuni potenziali elementi di soluzione ai conflitti d'uso dei corsi d'acqua, ma senza essere un modello assoluto di riferimento.
Su questo punto, il nostro interesse e impegno sarà sicuramente quello di portare alla discussione altri esempi di regolamentazione, così come più di qualcuno di voi ha segnalato.
A tale proposito, non appena i tempi e i modi del tavolo di concertazione saranno precisati, conto di sentire direttamente quanti di voi hanno segnalato esperienze e casi da tenere in considerazione. Se qualcuno avesse ulteriori considerazioni su questi argomenti, oltre a scrivere su cki può contattarci direttamente all'indirizzo del CCTN: [email protected], soprattutto per inviare eventuali materiali o documenti di riferimento.
A questo punto, eviterei di proseguire ulteriormente la discussione con Sara Ferrari che, al di là di quello che poteva sembrare inizialmente, non ritengo sia a priori schierata con il partito dei pescatori, ma mi è sembrata realmente interessata a trovare una soluzione condivisa per la navigazione e la pesca sul Noce. A tale proposito, sono convinto che le parole del presidente dei pescatori della Valle di Sole, riportate in un precedente messaggio, siano da considerare puro “millantato credito”.
Da parte mia, o di qualcun altro a nome del club, ci risentiamo quanto prima, non appena ci saranno delle novità sostanziali.
Per il momento, grazie a tutti per il contributo a questa discussione.
Avremo sicuramente ancora bisogno di tutto il vostro sostegno.

Angelo Besana
per il Canoa Club Trento

sara ferrari

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Buongiorno a tutti, sono la ormai famigerata consigliera Sara Ferrari, rea di aver depositato in Consiglio provinciale a Trento una maldestra mozione sull'utilizzo sportivo dei corsi d'acqua. Vi confesso che all'inizio ero esterefatta che la mia modesta proposta potesse sollevare allarme rosso di così ampia portata, mi pareva impossibile che le mie reali intenzioni potessere essere così fraintese. Mi sento di ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto, perchè al di là di alcune offese o lezioni di vita, di morale, di pedagogia, di democrazia, che mi sono state rivolte, mi avete fatto comprendere tutti l'inadeguatezza del testo della mia mozione, che lascia effettivamente spazio legittimo alle peggiori interpretazioni che alcuni di voi paventano. Cercherò di chiarire una volta per tutte quali sono gli obiettivi reali e cosa intendo fare perchè emergano con più chiarezza e per fare dei passi in avanti. Intanto mi scuso per il testo della premessa, perchè, seppur non l'abbia redatta io sola, ma come consuetudine coi miei uffici, a me è sfuggito che il taglio poteva essere fuorviante, e me ne assumo totalmente la responsabilità. Poichè dal punto di vista legislativo essa non ha importanza, la posso tranquillamente riscrivere togliendole qualunque elemento di dubbio. Per quanto riguarda il dispositivo, essendo esso la parte cogente del testo, intendo emendarlo perchè emergano più chiaramente le mie intenzioni e non vi possano essere ampliamenti di interpretazione.
Chiarisco che la proposta di mozione nasce da una esigenza circoscritta al fiume Noce, esigenza sentita SIA dai pescatori SIA dai proprietari delle ditte di rafting, di trovare modalità di convivenza pacifica nell'utilizzo del fiume. Già 4 anni fa gli uni e gli altri si erano trovati attorno ad un tavolo con il Servizio faunistico della Provincia per trovare regole condivise, ma la concertazione era saltata ad opera di uno dei 5 proprietari delle ditte. Oggi si avverte nuovamente l'esigenza di riaprire quel confronto da parte di tutti. la mozione allora intende farsi semplicemente carico di invitare la Provincia, attraverso il Servizio preposto, a riaprire quel tavolo. Il mio compito si ferma qui perchè non sarò io politico a lavorare su quel tavolo, ma i tecnici della Provincia. Ciò che posso fare a questo punto, raccogliendo le vostre sollecitazioni è prevedere che a quel tavolo partecipino tutti i soggetti a vario titolo interessati all'utilizzo del fiume, quindi anche i club sportivi. Il secondo obiettivo della mozione è scritto proprio male e andrà modificato perchè non si possa pensare come molti di voi sono stati indotti a fare che "la navigazione nei fiumi della provincia di Trento è vietata, fatti salvi i tratti sottoposti a fruizione regolamentata". Niente di più lontano dalla mia volontà. Ciò che maldestramente si voleva prevedere era una più modesta possibilità di tutelare alcune piccole e delicate realtà fluviali e lacuali della nostra provincia da qualsiasi tipo di intromissione non naturale, per mantenerle intatte. Niente più di questo, non solo perchè non mi sognerei di proibire niente a nessuno, figuriamoci ai canoisti di fare attività sportiva in Trentino, mi viene quasi da sorridere (lasciatemelo fare) che abbiate potuto pensare che avrei avuto tale potere e avrei magari trovato il consenso per un'operazione simile nel Consiglio Provinciale di Trento. Ecco perchè all'inizio non capivo le vostre preoccupazioni che mi sembraano paradossali. Alla luce del vostro dibattito però mi faccio responsabile del "procurato allarme" derivato da un cattivo testo e torno a chiedervi di credere che porrò rimedio alle preoccupazioni che vi ho procurato, riscrivendo la mozione affinchè non ci sia più spazio per interpretazioni diverse o per dubbi: la pratica libera e privata dell'attività sportiva non ha niente da temere, e quella commerciale ha bisogno di trovare soluzioni condivise. Vi chiedo per il futuro di usare come riferimento per ogni vostra proposta il Canoa Club di Trento, come vi propone il dott. Besana, poichè il mio compito si esaurisce nel dare mandato a chi di competenza, non nel partecipare materilmente alla concertazione, posso solo, come detto, prevedere che ad essa ci sia la più rappresentativa partecipazione dei fruitori dei fiumi. Cordialmente. Sara

maurizio bernasconi

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Gentile dott.ssa Sara Ferrari, grazie per il chiarimento. Sono sicuro che i canoisti interessati a frequentare i vostri fiumi, non solo quindi i canoisti italiani, seguiranno con attenzione gli sviluppi di questa vicenda iniziata in modo un po' ruvido.
Non credo però che le soluzioni che si arriverà a perfezionare siano esclusivamente di natura tecnica. Il gruppo di persone che riceveranno il mandato di elaborare un eventuale testo, credo dovranno seguire un indirizzo il più possibile preciso che immagino Lei stessa potrà definire.
Forse è inutile, ma vorrei ricordare ancora il caso già citato della Valsesia. Dopo moltissimi anni di tensione fra (alcuni) pescatori e canoisti, che comunque non era mai sfociata in episodi gravi, si trovò un punto di equilibrio grazie alla figura di un uomo illuminato, Arturo Pugno, presidente della Società Valsesiana Pescatori Sportivi il quale non solo arrivò a sottoscrivere con noi un regolamento di orari ragionevole e accettabile per tutti, ma soprattutto riuscì a emarginare alcuni dei suoi soci più retrivi e meno ospitali, i quali utilizzavano l'argomento "canoe" per scopi interni alla stessa associazione, fomentando un malcontento irrazionale.
Dunque speriamo che anche in Trentino tutti i soggetti della concertazione si attengano a un atteggiamento ragionevole e lungimirante. Mi auguro anche che tutti i canoisti, non solo in Trentino, vorranno con maggiore attenzione informarsi e accettare le regole quando sono state concordate in questo modo. Distinti saluti. Maurizio Bernasconi 

armando mattioli

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Gentile Consigliera Ferrari,
innanzitutto La ringrazio per la risposta diretta alla mia casella mail,
oltre che sul forum; voglio pubblicamente darLe atto di questo piccolo segno
di attenzione, che è però molto importante. Non sempre, purtroppo, i
politici dimostrano questa sensibilità.
Per quanto riguarda me ed immagino anche altri amici navigatori, il timore
era legato alla esperienza dell'Umbria, dove una piccola frangia di persone
che va nei fiumi con la canna da pesca, è riuscita a far passare,
trafficando nei corridoi dei palazzi, una legge ingiustificatamente vessatoria contro i navigatori per tutelare i propri interessi, anche economici: una brutta storia, non ancora conclusa.
La legge umbra,infatti, stabilisce che la navigazione nei fiumi è vietata, fatti
salvi tratti specificamente individuati, come sembrava trasparire anche
dalla Sua proposta: e da qui era nato l'allarme, che con piacere
apprendiamo essere stato ingiustificato.
Mi sembra infatti che ora la impostazione sia capovolta: la navigazione è
ammessa liberamente ovunque, fatti salvi casi specifici e meritevoli di
particolari attenzioni.
Data la Sua disponibilità e volontà di trovare soluzione concreta a problemi
concreti, perchè non si fa promotrice di un tavolo per arrivare ad un formale "Patto
di fiume" per il Noce, coinvolgendo tutti i portatori di interesse?
C'è la possibilità che la vostra esperienza possa diventare un utile punto
di riferimento anche per altre realtà, soprattutto per quello che non hanno
piena consapevolezza che il coinvolgimento e la trasparenza possono
diventare strumenti di buon governo.
Cordiali saluti
Amando Mattiol

 

Gian Piero Russo

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il problema si và  sempre più diffondendo sul territorio nazionale, da anni si trascina  in Umbria dove il divieto di navigazione  è stato rececepito dalla normativa regionale
http://www.legambientenera.it/file%20pdf/Reg.%20Re.%20rafting%2009.pdf  che considera gli  sport fluviali da regimentare in quanto  "fonte di devastazione degli alvei fluviali e delle popolazioni bentoniche"  come attestato da documentazione pseudoscentifica appositamente prodotta.    Anche in Abruzzo,  sul fiume Aventino, si cercò  di  imporre una rigida regolamentazione alla navigazione riuscendo a far chiudere una compagnia di rafting locale,  attualmente  lo stesso problema si stà manifestando  in Campania sul Sele. Sostanzialmente viene attuata una   vera e propria azione di  lobbie trasversale e biparrtisan  da parte  delle aree più integraliste e radicali dei pescatori ( come ad es.quella dei  pescatori alla mosca)   che considerano la fruizione esclusiva del fiume (cioè la loro) come  unico  strumento  di tutela ambientale riuscendo a condizionare  amministrazioni ed enti locali . In Umbria come in  Abruzzo , tanto per fare un esempio, ci troviamo di fronte ad   un unico  referente che  accentra  in sè  le  figure di  titolare area no kill, esponenete dell'ass. pesca alla mosca, guardia ambientale , nonchè  paladino nella difesa degli ecosistemi fluviali per conto di  una nota ass. ambientalista , in quanto tale    promotore di  regolamenti  funzionali al diritto di esclusività della specifica categoria. Vengono così attuate strategie che evitano il confronto e la condivisione con gli altri stakeholders , se non a giochi fatti, in modo  tardivo ed   occasionale. Per affrontare  razionalmente la questione è aupicabile la creazione di  percorsi condivisi ,  ad es. attraverso lo strumento del   "contratto  di fiume" che  tratta  della  gestione partecipata alla gestione dei bacini fluviali, regolando il tema del  conflitto   in modo sistemico e codificato. Al riguardo è bene ricordare che proprio la pratecipazione pubblica  alla pianificazione  dei piani di bacino è  individuato come uno degli strumenti fondamentali dalla legge comunitaria 2000/60  per il perseguimanto (entro il 2015 !)  della buona qualità dei fiumi dell'Unione. In questo i  praticanti gli sport di discesa fluviale possono proporsi come   portatori di conoscenze particolari  sullo stato degli alvei fluviali, oltre che di proposte sulla loro tutela e fruizione. 
 
Gian Piero Russo
Coordinatore UISP Area Acquaviva     

armando mattioli

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Scusate il mio errore: mi riferivo anche io al "Contratto di fiume"!!, come giustamente dice Gianni Russo, e non al "patto" di fiume.
Saluti
Armando Mattioli

lucio santoni

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Carissimi tutti,mi permetto di entrare nella vostra discussione anche se non sono navigatore,ma...pescatore e per la precisione pescatore a mosca. Ho vissuto sulla mia pelle la vicenda nera,quindi sono informato. Capisco quindi la situazione e il vostro stato d'animo,specie nei riguardi dei pam. Non cedete alla tentazione di gurreggiare o di giudicare i pam,non siamo tutti uguali e comunque non pagherebbe.
Giusta l'ipotesi di giungere ad un accordo o "contratto di fiume" come lo chiamate ,alla pari, senza pregiudizi. La cosa più cara a tutti noi ha bisogno di unione di intenti e di progetti altrimenti non ce ne sarà per nessuno:- I FIUMI.
Lasciamo tranquilli chi,volontariamente,si auto ghettizza,semmai sono un problema per "noi"(oddio) non per la navigazione.
Tenete conto ,comunque,come diciamo sempre con Armando,della incopatibilità dei dui sport,quindi per un quieto vivere necessita  questo contratto per una fruizione congiunta.
Saluti
Lucio

fredgil

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Poche volte si è assistito su CKFiumi ad un dibattito cosi chiaro e di qualità, su un tema che ci tiene particolarmente a cuore e dove le passioni si scattenano facilmente.

Grazie ai nostri illustri Rappresentanti (Gianni, Armando, Maurizio, Stefano...) ed ai Pescatori, che sono intervenuti con parole ferme e misurate, per permettere alla Signora Sara di chiarire la sua posizione, in termini precisi, razionali e di apertura.

Possano i partecipanti al Tavolo con il Servizio faunistico della Provincia fare prova della stessa disponibilità ad ascoltare la "controparte", ne nascerà probabilmente un utile compromesso a difesa dei nostri Fiumi.

Fred
 
Fred

el Cimo

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Carissimi tutti,mi permetto di entrare nella vostra discussione anche se non sono navigatore,ma...pescatore e per la precisione pescatore a mosca. Ho vissuto sulla mia pelle la vicenda nera,quindi sono informato. Capisco quindi la situazione e il vostro stato d'animo,specie nei riguardi dei pam. Non cedete alla tentazione di gurreggiare o di giudicare i pam,non siamo tutti uguali e comunque non pagherebbe.
Giusta l'ipotesi di giungere ad un accordo o "contratto di fiume" come lo chiamate ,alla pari, senza pregiudizi. La cosa più cara a tutti noi ha bisogno di unione di intenti e di progetti altrimenti non ce ne sarà per nessuno:- I FIUMI.
Lasciamo tranquilli chi,volontariamente,si auto ghettizza,semmai sono un problema per "noi"(oddio) non per la navigazione.
Tenete conto ,comunque,come diciamo sempre con Armando,della incopatibilità dei dui sport,quindi per un quieto vivere necessita  questo contratto per una fruizione congiunta.....

Se posso permettermi io personalmente, terrei conto invence della costante mancanza di buonsenso...nella civile fruizione condivisa dell'acqua....la compatibilità tra le due attività legate al fiume è dimostrabile sia scentificamente che storicamente....
Saluti
cristian.
Ultima modifica: Dicembre 11, 2010, 07:55:07 am da Flavio di CKI

lucio santoni

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..io da sempre pesco con la presenza dei navigatori,quindi ! il mio è un auspicio al di là delle singole percezioni. I fiumi non sono tutti uguali,i pescatori neanche i navigatori neanche.Unità di intenti per salvare i fiumi ,la parola d'ordine.
Comunque mi sembra sia stata una discussione costruttiva e piena di buon senso.
Auguri.
Lucio
Ps: ciao Armando,non è ancora finita....