CKI il forum della canoa italiana

Mozione proposta dai pescatori trentini

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kayakko

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A questo link, potete trovare il testo della mozione con cui i pescatori trentini appoggiandosi al centro sinistra trentino, stanno puntando alla regolamentazione dei fiumi.

http://www.gruppoprovincialepd.tn.it/index.php/ita/Attivita/Mozione-utilizzo-sportivo-corsi-acqua

Non sarebbe male partecipare alla discussione come persone sportivi direttamente in causa.


Ultima modifica: Dicembre 02, 2010, 05:54:16 pm da kayakko
Luca Scaramella

Philippe

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  • Rispettiamo l'acqua
In effetti, dovremo poter dire la nostra.
Tra l'altro, non so se sanno di cosa stanno parlando, basta vedere come scrivono "kaiak, raftin, hidrospeed  e canyonig"

Citazione
2)   a vietare in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak,  raftin, hidrospeed e canyonig  in tutte le altre acque correnti e lacustri  del Trentino;
Ultima modifica: Dicembre 04, 2010, 10:49:34 am da Philippe Devanneaux

Marco Pec

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certo che la frase

"predisporre .....un apposito Regolamento che indichi i corsi d’acqua dove l’uso di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig è autorizzato.........Vietando in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig in tutte le altre acque correnti e lacustri del Trentino.,"

è veramente preoccupante, vorrebbe dire che in tutto in trentino si potranno fare 5 / 6 tratti al massimo in pratica quelli interessati dalle attività di rafting commerciale......

Marco Pec

Giuseppe Coduri

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Ciao, ho letto la mozione e ho mandato alla consigliera il messaggio che ho riportato qua sotto.
Purtroppo noi siamo pochi e i pescatori sono milioni (soprattutto sono spalleggiati da politici che sanno scrivere molto bene).

"Buonasera, su un forum di canoisti mi è capitato di leggere la sua mozione riferita alla pratica degli sport acquatici.
Sorvolo, per brevitĂ , sugli errori ortografici e di sintassi di cui abbonda il suo documento e vado al sodo:
Sono convinto che la convivenza tra canoisti (e praticanti di kayak, rafting, hydrospeed e torrentismo) e pescatori possa essere pacifica se si osservano regole di semplicissimo buon senso.

Nella mia esperienza posso dire che, quando scorgo un pescatore durante una discesa, cerco di passare lontano dalla sua riva o di segnalare la mia presenza per consentirgli di ritirare la lenza. I pescatori sensati (esistono, lo giuro, anche se sono pochi) fanno attenzione e, se passano canoisti, avvertono e/o cercano di agevolare il passaggio.

Con un minimo di buona volontà si può senz’altro convivere, purtroppo la lobby dei pescatori, si sa, è molto potente e al suo interno, purtroppo, vi sono elementi che hanno dei corsi d’acqua una concezione proprietaria, così come tra i canoisti, sicuramente, ci sono persone che pongono insufficiente attenzione a chi fruisce del fiume in modo diverso da loro.

Voi politici pensate di risolvere tutti problemi introducendo sempre nuove regole, mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati, non con la repressione (in questo caso, poi, finirebbe con i soliti quattro gatti che prendono la multa e tutti gli altri che continuano a fare quello che vogliono).
Nel caso in questione, si potrebbe certamente introdurre una tabella con fasce orarie e stagionali, ma il risultato sarebbe poi quello di limitare tutte le categorie (pescatori e canoisti) con fastidi per tutti.

Esistono, soprattutto all’estero, fiumi in cui sono fissati orari e periodi per la fruizione da parte di canoisti e pescatori, ma sono casi dettati da esigenze specifiche, per la tutela della fauna fluviale o per la particolare conformazione del corso d’acqua. Non escludo che possano esserci casi simili in Trentino, ma saranno sicuramente un’infima minoranza.

Purtroppo, nel suo documento la cosa emerge chiaramente, la sua finalità non è la protezione della fauna eventualmente minacciata dal passaggio (?) delle canoe, ma garantire ai pescatori di fare loro comodi relegando tutti gli altri in apposite “riserve indiane”.

Ma perché, invece di fare un’opera di sensibilizzazione (in Svizzera, ad esempio, ci sono cartelli agli imbarchi usuali delle canoe, che invitano al “fair play” tra pescatori e canoisti) che porterebbe sicuramente buoni risultati, bisogna introdurre regole che finiscono per condizionare e danneggiare tutti? Tra l’altro, senza alcun regolamento, già oggi pescatori e canoisti occupano fasce orarie abbastanza distinte, per cui..

Trovo davvero aberrante, poi, l’ultima parte del suo documento: in sostanza lei propone che ai canoisti sia TUTTO  vietato, salvo i fiumi che vorrete gentilmente concedere, in orari e periodi, ovviamente, prestabiliti. Impostazione degna di uno stato totalitario, complimenti!
Io pensavo che in un regime democratico e liberale TUTTO dovesse essere libero, fatta eccezione per ciò che è espressamente vietato.

Invitandola a ritirare la mozione, informarsi maggiormente e meditare, le porgo i migliori saluti antiproibizionisti.

Giuseppe Coduri
tel. +39 348 74 39 386
fax +39 02 99 98 49 47
[email protected]"


Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Giuseppe,
mi trovo allineato con la tua lettera e sono molto curioso di leggere l'eventuale risposta.
Io non scomoderei la democrazia, purtroppo in questo paese ci sono cose
molto piĂą gravi che la calpestano e tirarla in ballo per una diatriba tra pescatori e
canoisti potrebbe essere controproducente.

Dato che,come giustamente scrivi, siamo numericamente in svantaggio mi chiedevo se non sarebbe auspicabile coinvolgere le nostre associazioni (penso piĂą che altro alla FICT, i canoa club locali?...)

Personalmente ho trovato curioso come nella mozione si consideri (legittimamente)  la pesca "sport"  mentre il "Rafting, hidrospeed e canyonig" (sic) siano attivitĂ  "para/sportive".

Ma dopotutto ormai anche il Poker (o forse dovrei scrivere Pocher) è considerato sport.
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino

armando mattioli

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Cari amici,
alcuni consigli, in base alla nostra esperienza in umbria: i canoisti da soli verrebbero mangiati in un solo boccone, ma la proposta dei consiglieri mette sulla raticola anche le attivitĂ  commerciali di rafting, canoa e hydrospeed.
E' assolutamete necessario che i canoa club e i centri rafting si alleino in una battaglia comune: centri rafting vuol dire turismo e turismo vuol dire albergatori, ristoranti, bar, commercianti, artigiani.
Non cadete nel tranello pescatori contro canoisti, ma attivate lo schema pescatori contro il turismo e prendete immediati contatti con le associazioni di albergatori e commercianti per sensibilizzarle: in una regione come il trentino sono molto potenti.
Va poi attivata una battaglia politica anche in difesa di diritti democratici: prendete contatti con le associazioni dei consumatori, perchè di fatto si vorrebbbe provatizzare un bene comune.
Chiedete inoltre subito un incontro con i consiglieri proponenti per presentare le ragioni dei navigatori, ma anche con i rappresentanti di tutti i partiti, in modo da fare iniziative bipartisan e non farvi strumentalizzareda nessuno, a prescindere dalle vostre idee.
L'obiettivo deve esere quello di ativare i contratti di fiume.
Se volete uno scambio di idee, potete chiamarmi al 348.9037480

Saluti
Armando Mattioli

Giuseppe Coduri

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Ciao, due cose al volo:
la consigliera mi ha risposto con un lungo messaggio a cui io ho nuovamente replicato. sono messaggi un po' lunghi, se interessa potrei anche inserirli nel forum.
ieri poi ho ricevuto un sms da qualcuno che mi chiedeva qualche precisazione. purtroppo, mentre lo leggevo, l'ho inavvertitamente concellato, per cui non so cosa e a chi rispondere: riprova!
ciao

Francesco Balducci

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Ciao, certo, pubblica la risposta dell'esponente politico. Siamo tutti curiosi. E soprattutto mai essere proni alle decisioni inique! Siamo nel giusto e occorre opporsi  a questi scaldasedie. Siamo in tanti e possiamo fare molto. Ricordiamoci che se passa questa legge in Trentino, poi può toccare a tutte le altre regioni....

armando mattioli

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.......Ricordiamoci che se passa questa legge in Trentino, poi può toccare a tutte le altre regioni....
Caro Francesco,
in realtà quello che tu paventi è proprio quello che sta avvenendo in Trentino, che è infatti la seconda regione dopo l'Umbria, quindi l'effetto domino è già in atto. Non a caso la consigliera Ferrari vi fa riferimento, quando parla di altre regioni.
Lo sapete che per il raduno del Corno di settembre, c'è in corso un'indagine da parte della polizia provinciale, perchè per fare i raduni in Umbria bisogna chiedere  l'autorizzazione con tanto di valutazione di incidenza ambientale (si proprio quella che occorre fare se uno vuole aprire un'allevamento o un'altra attivitĂ  industriale!!), etc. etc.?
Organizziamoci!
Ciao
Armando

 

andrea tomasi

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non sono d'accordo con voi

nel senso che frasi come: Voi politici pensate di risolvere tutti problemi introducendo sempre nuove

regole, mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati, non con la

repressione dato per scontato che ci sarĂ  repressione .

L'arroganza di cominciare una mail con :Sorvolo, per brevitĂ , sugli errori ortografici e di sintassi di

cui abbonda il suo documento e vado al sodo: bel modo veramente per intavolare un dialogo alla

faccia dei pescatori ..

Mentre mi trovo d'accordo con Armando Mattioli quando scrive :

Non cadete nel tranello pescatori contro canoisti, ma attivate lo schema pescatori contro il turismo

e prendete immediati contatti con le associazioni di albergatori e commercianti per sensibilizzarle:

in una regione come il trentino sono molto potenti.

In oltre una regolamentazione, se fatta con cgnizione di causa cinvolgendo tutti puo essere cosa

buona e giusta vedi soça
.


I




Personalmente (SCUSATE GLI ERRORI )ma se riesco a farmi capire 

 
 

armando mattioli

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mentre è sul piano culturale e dell’educazione che si ottengono risultati,
In oltre una regolamentazione, se fatta con cgnizione di causa coinvolgendo tutti puo essere cosa
Concordo: dobbiamo innanzitutto fare una forte campagna di informazione, lasciando da parte i toni polemici.
Tanto piĂą giuste sono le nostre posizioni, meno abbiamo bisogno di gridarle o di battere i pugni sul tavolo. L'obietivo potrebbe anche essere quello di lanciare l'idea dei patti di fiume; ci sono giĂ  alcune esperienze fatte dal CIRF, a cui potremmo chiedere di darci una mano.
Intanto si potrebbe chiedere un incontro con i consiglieri provinciali proponenti, ma il ruolo piĂą importantel odevono giocare i locals, canoisti e centri rafting.
poi noi li supporteremo.
Saluti

Armando Mattioli

Giuseppe Coduri

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Ciao, come richiesto vi allego sotto la risposta della consigliera Sara Ferrari e la mia replica. prima vi anticipo le mie impressioni:
1) Sara Ferrari credo abbia firmato una mozione scritta da altri senza approfondire molto, forse riproponendosi di approfondire in una fase successiva.
2) Al di lĂ  delle schermaglie verbali e del suo risentimento per le mie critiche, mi pare che sia disponibile al dialogo, anzi dice che i temi che le propongo "sfondano una porta aperta".
3) S.F. pare intenzionata, se non l'ha giĂ  fatto, a iscriversi a CKI, per cui dovrebbe venire a "trovarci" le potremo esporre i nostri punti di vista.
4) Quando si parla di altri enti che hanno emanto regolamenti di questo tipo, oltre che all'Umbria, si riferisce alla provincia di Bolzano che, a quanto mi risulta, ha un regolamento piuttosto punitivo verso i canoisti.


RISPOSTA DELLA CONSIGLIERA SARA FERRARI

Egregio signor Coduri, rispondo a lei direttamente, perchè, pur avendo cercato di registrarmi sul blog, la procedura non ha immediata efficacia ed io ho fretta di intervenire quanto prima affinchè non si alimenti una polemica, io credo frutto di fraintendimento. Intanto, in qualitĂ  di laureata in lettere moderne con lode ed insegnante di lettere (pensi un po'), non posso che scusarmi per le inesattezze di cui è infarcito il testo, che mi par di capire hanno indotto lei ed altri a chiedersi se ero al corrente dell'argomento. Precisando ai non addetti ai lavori, che i testi legislativi non sono mai frutto dell'elaborazione di una mano sola, mi assumo però la responsabilitĂ  in toto delle scorrettezze. Ammetto che scrivere trattati sulle pratiche sportive non è il mio mestiere, piuttosto quello di affrontare i problemi che mi vengono sottoposti dalle persone e cercare di risolverli. Non sono una convinta di avere la veritĂ  in tasca e quindi sono aperta a qualsiasi diverso punto di vista sulle questioni e soprattutto apprezzo i contributi costruttivi che mi inducono talvolta anche a modificare le mie decisioni. Le confesso che dopo aver letto la sua mail, ho dovuto, come lei mi consiglia "meditare" un po', perchè di primo acchito non ho proprio digerito la sua supponenza, il suo pregiudizio, il suo parlare di buonsenso e non mostrarne un minimo nel suo attacco senza attenuanti. Se l'obiettivo per cui mi ha scritto era quello di invitarmi a "ritirare la mozione", le comunico che l'approccio "ma quanto ignorante sei, ma quanto scema sei, ma quanto politico che non capisce mai niente per definizione sei, studia meglio e poi esegui quello che ti dico io che fai meglio", non è in genere l'appproccio piĂą utile per aprire un confronto costruttivo. Poichè credo che il suo sia stato semplicemente uno sfogo, dettato dalla lettura del testo nudo e crudo senza spiegazioni, le propongo di chiarirci meglio e sono anche disponibile ad accogliere emendamenti utili al miglioramento della mozione, sempre che ci possiamo confrontare con rispetto reciproco. La mozione che è stata per ora solo depositata al Consiglio Provinciale di Trento, non ancora in prioritĂ  per la discussione, non vuole assolutamente essere pro qualcuno e contro qualcun altro, la sottoscritta non ha interessi personali nè di lobby. Mi è stata segnalata una situazione difficile di convivenza pescatori-canoisti soprattutto sul fiume Noce, quindi stiamo parlando di un luogo ove c'è un uso commerciale turistico della pratica sportiva, mi è stata poi riferita una buona volontĂ  sia dei proprietari delle strutture turistiche sia dei pescatori di trovare modalitĂ  per "non pestarsi i piedi". Nella vicina Provincia di Bolzano hanno giĂ  in uso un regolamento simile a quello che propongo e nessuno si è mai scandalizzato. Ci sono situazioni in cui il solo buon senso e la sola buona volontĂ  non bastano, soprattutto quando l'approccio non è piĂą solo quello sportivo, ma gli si affianca quello commerciale, che ha, legittimamente, altre logiche e necessitĂ . Sul fiume Noce devono convivere gli interessi degli sportivi, pescatori e canoisti, con quelli delle ditte che offrono questa attivitĂ  ai turisti e mi è stato riferito che tutti apprezzerebbero il fatto di avere una regolamentazione di massima a cui rifarsi, che non proibisce niente a nessuno, ma che mette ordine, così come si fa in tutte le democrazie quando si inventano costituzioni, leggi e regolamenti perchè ciascuno sappia che il suo diritto non può calpestare quello degli altri, come avviene invece nella legge della giungla. Sul piano del possibile intervento culturale e formativo sfonda una porta aperta, e se ha suggerimenti da darmi sarò ben lieta di "meditare", "informarmi maggiormente" ed eventualmente inserirli nella mozione. Invito lei e gli altri che volessero (quelli che si sono allarmati per la mozione), ad inviarmi poposte emendative, poichè c'è tutto il tempo per inserire nel testo  eventuali miglioramenti, prima che arrivi in aula. Resto a disposizione. Sara Ferrari
 

MIA REPLICA.
Buongiorno, risponderò per punti al suo lungo messaggio, precisando due cose:
io parlo esclusivamente personale, anche se ho giĂ  raccolto la solidarietĂ  di alcuni frequentatori del forum;
mi spiace che lei si sia offesa per il mio messaggio, ma il documento l’ha firmato lei e molte cose che ha scritto/firmato, ripeto, le ho trovate inaccettabili.

   Per quanto riguarda la polemica linguistica, grazie alla sua laurea con lode mi spiegherĂ  per quale licenza poetica in una riga si scrive raftin e la riga sotto rafting. Mi spiegherĂ  inoltre il senso e la sintassi della frase che riporto sotto per intero: “Rafting, hidrospeed e canyonig (sic) tendono ad essere praticate su moltissimi fiumi e torrenti dove il senso di “avventura” e la carica adrenalinica che queste discipline para/sportive rafting, li sta imponendo ad una massa sempre maggiore di praticanti, in questo aiutati dalla nascita di centri specializzati anche sulle acque del Trentino.”. Il mio sospetto è che il documento sia il risultato di un frettoloso (e superficiale) collage di pezzi scritti da varie mani. Il fatto poi di non curarsi minimamente di controllare l’ortografia delle parole che definiscono le attivitĂ  di cui si parla, denota, a mio personale avviso, scarso rispetto e considerazione.
   Nella sua risposta lei mi parla del caso del fiume Noce, forse esistono altri casi su cui è possibile intervenire. Nel mio messaggio non escludevo la possibilitĂ  di introdurre regole, in casi particolari. Nella mozione, invece, si parla di divieti su tutti i corsi d’acqua e permessi limitati solo su alcuni. A me pare un’impostazione illiberale e, soprattutto, irragionevole.
   Io sono sicuramente supponente e arrogante, altrettanto supponente, però è definire la pesca come attivitĂ  sportiva e parlare invece di “attivitĂ  para-sportiva” quando ci si riferisce a canoe kaiak, raftin hidrospeed canyonig (sic) come se fossero di rango inferiore alla pesca?
   Lei mi cita la provincia di Bolzano in cui tali regolamenti, a suo dire, non hanno scandalizzato nessuno. Tempo fa ho parlato con canoisti di Merano e mi risulta che fossero tutt’altro che contenti del regolamento introdotto, ad esempio, sul Passirio. Regolamento, guarda caso, molto punitivo per i canoisti, a favore dei pescatori.
   Tornando al passaggio in cui mi accusa di essere supponente, non intendo certamente dire che lei sia scema, l’eventuale ignoranza (riferita agli argomenti in questione) poi, non è un problema se c’è la volontĂ  di confrontarsi; sono però convinto, e credo di averlo dimostrato “per tabulas”, che il suo documento sia molto superficiale e parta da presupposti sbagliati. Infatti della sensibilizzazione, dell’intervento culturale non c’è traccia, la mozione parla solo di divieti. Sarò lieto di complimentarmi con lei se l’eventuale nuovo regolamento recepisse i miei suggerimenti, e tutti gli altri suggerimenti che verranno dal contributo dei soggetti interessati.

In attesa di suoi ulteriori commenti, con infinita arroganza, le porgo i miei ossequi.

Giuseppe Coduri
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stefano caprile CCN

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Giuseppe,
voglio complimentarmi con te per il risultato ottenuto. Avvicinare al forum il consigliere regionale che ha redatto la mozione è un risultato eccellente.
E sicuramente il suo messaggio indica una chiara apertura a confrontarsi con noi.
La tua risposta porta delle argomentazioni valide, però non approvo affatto il tono che usi. Temo che l'unico risultato sarà quello di richiudere una porta appena aperta. Non credo che cavillare sulle improprietà linguistiche e concludere con uno sberleffo ("..con infinita arroganza") sia il modo migliore per indurla ad ascoltarci.
Stefano CCN

stefano caprile CCN

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Mi rivolgo direttamente alla Dott.ssa Ferrari:
Nel suo messaggio riportato dall'amico Coduri, lei menziona il caso Noce, come esempio di problemi di convivenza tra canoisti e pescatori. Poi però, nella mozione, suggerisce di limitare la pratica degli sport d'acqua viva (termine che include le varie discipline da lei elencate: kayak, canoa, rafting e canyoning) ad un numero limitato di corsi d'acqua.
Non pensa che in questo modo, anzichè risolvere, il risultato sarà quello di acuire i problemi già esistenti sul Noce? Immagini di fare il contrario: proibire ai pescatori di esercitare la loro attività in tutti i fiumi ad esclusione di alcuni, tra i quali il Noce. Ovviamente tutti i pescatori si concentreranno lì. E lo stesso faranno i canoisti, se la mozione passa.
Seguire l'esempio della Pprovincia di Bolzano equivale a risolvere un problema di convivenza sopprimendo uno dei due attori. E' nè più ne meno la posizione di chi vuole risolvere i problemi di convivenza con gli immigrati cacciandoli dal nostro paese. Non credo che lei si riconosca in questi metodi.
Piuttosto la invito a seguire l'esempio della Provincia di Vercelli, dove i problemi di convivenza tra canoisti e pescatori sono stati brillantemente risolti armonizzando le esigenze delle due diverse discipline.
Chi pratica canoa e sport d'acqua viva piĂą in generale utilizza normalmente le ore centrali della giornata, mentre i pescatori sfruttano al meglio le prime ore del mattino e le ore serali.
In Valsesia sono stati stabiliti orari per la pratica delle diverse discipline, con buona pace di entrambe le categorie, nonostante, le assicuro, il traffico di canoe e raft nelle acque del Sesia sia molto intenso; probabilmente piĂą che sul Noce.
Nessun divieto è stato posto sugli affluenti e sugli altri corsi d'acqua della provincia. Quando capita di incontrare un pescatore, normalmente la considerazione reciproca unita alla  buona educazione consente di risolvere il problema.
Cordiali saluti,

Stefano Caprile
Canoa Club Novara

Stefano CCN

Marco Pec

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I miei complimenti a Giuseppe per essere riuscito a instaurare un dibattito con la consigliera, sperando che diventi costruttivo e che ne esca qualcosa di buono per tutti. E i miei complimenti anche alla consigliera che prontamente ha risposto mettendosi in gioco e comunque dimostrando di essere disposta ad un dialogo......fossero tutti così...

Marco Pec