CKI il forum della canoa italiana

incidenti in canoa

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andrea tomasi

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ciao a tutti !!!    ;D

sono nuovo del pianeta kajak ,provengo da 20 anni di alpinismo in tutte le sue forme  :'(

in questo ambiente ci sono molti trattati su incidenti e statistiche di dove come e quando ???

per quanto riguarda la canoa  sono stati  pubblicati  studi su questo argomento (incidenti)??     ???

o qualcuno sa darmi  qualche notizia ??? ???


Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Ciao

purtroppo non ne sono a conoscenza

nel frattempo sto tenendo traccia di blog/articoli/video di incidenti sul mio bookmark on line

http://delicious.com/harzack/incidents+kayak

Non lo faccio per "pruderie" ma per avere un'idea (anche se soggettiva) di che cosa può andare storto e che cosa ti può succedere quando capita il fattaccio.
Andrea Gangemi
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Canoa Senza Frontiere - Torino

andrea tomasi

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quello che hai fatto è molto interessante .


Secondo me questo forum potrebbe essere


il punto di raccolta  di dati per fare un quadro .


io non sono molto esperto ne di canoa ne di forum


per cui magari sbaglio ,ma si potrebbe creare un punto di raccolta proprio qui. :o

Davide Sandini

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Ciao,
non ho capito se ti interessi della sicurezza in canoa andandoci, o se vuoi argomenti per non andarci..
in tutti i casi, anni fa mi ero fatto mandare una copia dell' American Whitewater association kayak accident database (l'allora copia piu' recente, 1999-2000 mi pare). Ore c'è anche una pagina sul sito dove si possono inserire le segnalazioni.
http://www.americanwhitewater.org/content/Safety/view/
La copia cartecea ere molto approfondita come analisi sia documentale che per testimonianze, e dava un resoconto e una valutazione finale degli incidenti.
Per me è stata una lettura istruttiva, anche se leggermente ansiogena.
Certamente capisci che si tratta di usare tutte le normali regole di sicurezza, poi se ti capita la botta di sfortuna, non ci puoi fare niente. Esattamente come la vita di tutti i giorni.

Davide



.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

stefano caprile CCN

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Se lo scopo della tua domanda e' quello di prevenire o affrontare in modo efficace situazioni critiche in canoa, ti consiglio la lettura del testo "il kayak in sicurezza" di Francesco Salvato. Credo che ogni canoista, esperto e non, dovrebbe conoscerlo, ed e' disponibile presso la biblioteca di ogni Canoa Club.
Ciao!
Stefano
Stefano CCN

andrea tomasi

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lo scopo della cosa sarebbe capire dove in canoa succedono gli incidenti  .

 Ovviamente per prevenirli  e per scendere in sicurezza

Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.

 American Whitewater association kayak accident database


Wow, interessante!

@Stefano, il libro di Salvato è effettivamente ottimo e dal mio umilissimo
punto di vista andrebbe letto da tutti, ma veramente tutti.

Però è un libro che tratta la teoria della sicurezza.
Il nostro sport è fortemente basato sull'esperienza e avere traccia delle sfortune/leggerezze/sottovalutazioni degli altri canoisti potrebbe servire a molti scopi:
-Aumentare il proprio senso critico nel leggere le rapide
-Avere una maggiore responsabilità verso di se e degli altri
-Scoprire che quel passaggio che sembra triviale, se per caso lo sbagli non lo è cosi tanto
-ecc.

Il tutto senza fare terrorismo, sia ben chiaro.
Credo che nella pratica dell'alpinismo siano molto più avanti di noi in questo campo.
Andrea Gangemi
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Canoa Senza Frontiere - Torino

Davide Sandini

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Però è un libro che tratta la teoria della sicurezza.
Il nostro sport è fortemente basato sull'esperienza e avere traccia delle sfortune/leggerezze/sottovalutazioni degli altri canoisti potrebbe servire a molti scopi:

Credo che nella pratica dell'alpinismo siano molto più avanti di noi in questo campo.

Non capisco l'obiezione sul'esperienza, intendi dire che la lettura del libro non basta? certo che no, occorre anche mettere in pratica i concetti simulando gli interventi (sicurezza attiva),  imparare dagli errori altrui leggendosi i resoconti degli incidenti (chiamiamola prevenzione), e promuovendo la diffusione delle informazioni.
Almeno, per come ho imparato  ed insegnato la canoa, nel nostro piccolo credo che non abbiamo niente da imparare da nessuno.
Qualcuno ha esperienze differenti? Scrivetene pure.

buone pagaiate.
Davide

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R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

andrea tomasi

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quello che intendevo io è che sbagliando si impara

e se qualcuno ha già sbagliato non resta che imparare.

in arrampicata ci sono molti incidenti anche mortali che succedono nel così detto rientro

cioè molte persone sono morte sul sentiero

 dopo magari avere scalato un nono grado usando tutte le sicure

o sulle doppie (discesa con la corda ) manovra facile  e normalmente banale

cosa che per un neofita come sono io della canoa sicuramente non penserebbe mai.

un esempio di incidente che a me è servito in via teorica

mi è stato raccontato da un amico che anni fa con il coltello ha salvato la vita a un ceco.

mentre stava giocando sull'onda finale delle gole basse sul soca

si è visto passare vicino una persona  a bagno (normale)

ad un tratto questo è  andato a fondo  e non riemergeva più

cosa era  successo????

il suo compagno che faceva sicura  dopo avergli lanciato la corda in un buco

e avergliela fatta arrotolare intorno se l'era anche fattta scappare. risultato: uomo trasformato in

insaccato  e corda impigliata in un sasso  e per effetto della corrente uomo sul fondo del gretto.

per il neofita (cioè io ) uso del coltello

la corda è indispensabile ma se la usa uno che non sa usarla può ucciderti

il lancio della corda in quel specifico caso era meglio farlo dopo l'uscita dal buco .

Queste sono accorgimenti che per voi saranno banali  ma per me no.

altro esempio avere sega serramanico io la porto dopo aver sentito altro caso di cravatta con

taglio di canoa

ma del gruppo con cui vado siamo in due ad averla e basta. faccio bene a portarla o è superflua.
   

   

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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Hai perfettamente ragione: sbagliando si impara e frequentando il "popolo del fiume" si scoprono sempre nuove cose e nuovi approcci alla sicurezza.

Segnalazioni suincidenti a parte (che per fortuna nel mio piccolo non hanno mai avuto esito mortale e che magari proporrò in seguito) avrei due suggerimenti:

1) senza nulla voler togliere a libro di Salvato che è sicuramente da considerarsi una pietra miliare, credo che un libro estremamente utile sul fattore sicurezza sia "Guida alla sicurezza in fiume" di Les Bechdel, Slim Ray, Edizione Zanichelli (l'ultima ristampa a mia conoscenza era del 1996, ma non so se ne siano uscite altre). L'edizione originale era "River Rescue" della Applachian Mountain Club Book (1985-1989). Il libro indicato, se da una parte potrebbe essere considerato obsoleto sotto l'aspetto del materiale che nel frattempo si è evoluto, dall'altra offre una quantità di spunti e di esempi notevoli sia nella prevenzione che nella gestione degli incidenti facendo riferimento anche a casi reali (non saprei dire quanti perché, aimè l'ho letto "qualche tempo fa"  ;)

2) senza voler fare pubblicità gratuita e indipendentemente dall'ottenimento del brevetto che ne consegue, che per il "normale canoista/rafter" (ovvero per chi non lo fa di professione"), un corso come quello "Rescue3 - SRT 1 (Swiftwater Rescue Technician 1) è "fondamentale per conoscere come comportarsi in fiume e quali pericoli si possono incontrare. Questo anche perché essite uno scambio di idee fra i vari partecipanti al corso, perché i casi reali sono riportati da chi in fiume ci vive, lavora e spesso è chiamato a risolvere aspetti di soccorso e, purtroppo ancora più spesso, a recuperare cadaveri di gente travolta da piene o derivanti da altre tipologie di incidenti.

Quindi il consiglio è "si alla lettura di un libro, ma anche accompagnato da":
- un buon corso sulle tematiche di sicurezza (P.S. quello citato costa un botto, ma senza dubbio non ha eguali, e se fatto con la compagnia e lo spirito giusto, crea forti legami ed è anche "divertentissimo - quantomeno per me una della più belle esperienze fatte in fiume in tanti anni)
- esercitazioni periodiche sulla simulazione di incidenti (spesso tale aspetto viene ignorato o continuamente rimandato "alla domenica successiva" ... e lo faccio anche io!)  :o

ED ORA GLI IMMANCABILI PS (le ultime considerazioni) :

(a) una locandina del corso la puoi trovare in http://www.riverrescue.it/Ita/Corsi__Soccorso_Alluvionale_Fluviale.htm, anche se ad oggi credo vi siano anche altre scuole che propongono lo stesso brevetto
 
(b) l'idea del forum (o dell'apertura di un canale di discussione apposito sul tipo di quello indicato da Davide e curato dalla "American Whitewater Association") non è male anche perché purtroppo di incidenti sfiorati e/o avvenuti con esiti nefasti potrebbero parlarne anche parecchi canoisti  ( e in effetti lo hanno già fatto anche in questa sede)

(c) "sega si" o "sega no" (non è un messaggio "pubblicitario"  ;)): tante sono le cose che si vorrebbe/portare o che si portano in fiume e che a volte si dice "oggi le lascio a casa tanto il tratto lo si conosce, è semplice, siamo tutti esperti, ... " eppure ogni tanto ci si pente di non avere avuto dietro il coltello, il moschettone in più, la carrucola, la coda di vacca, la fettuccia, il telo termico, la candela, il tubo per la respirazione forzata, il kit del Pronto Soccorso, ecc. ... insomma tutto è inutile e tutto è utile, ma volte per una questione di spazi si fanno delle scelte o si considera l'opzione "tu porta quello che io porto questo ..." peccato che poi se "quello" serviva a chi non l'aveva per usarlo con nei riguardi di chi lo aveva portato allora sorge il problema ... credo di essere stato chiaro: io, dopo avere vissuto il caso del "cavolo, ... se lo avessimo avuto" ... cerco di portarmi dietro sempre cose in più (che magari non userò mai e che mi appesantiscono di brutto la canoa) ... ripeto, sono scelte che potrebbero considerarsi essenziali.  ;)

Il detto del giorno: "Il buco più bello è quello da cui vieni fuori"  ;D

Ciao
 Giorgio (JC)

andrea tomasi

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grazie per il consigli .

apparte l'ultimo anche perche  restare in certi buchi fino alla fine non è proprio brutto. ;D ;D ;D ;D ;D ;D

Damiano Tavella

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Grazie mille per le informazioni, ne faro tesoro e approfondiro sicuramente la questione in associazione Ciao Ciao DAmiano 360 Kayak
360 Gradi Kayak Venezia

andrea tomasi

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approfondirai il discorso del buco ;) ;)

o degli incidenti >:( >:(

se è il primo approfondimento  di che associazione fai  parte  ??? ???    ???

Ultima modifica: Dicembre 07, 2009, 12:54:37 pm da Daniela Mariaschi

stefano caprile CCN

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- esercitazioni periodiche sulla simulazione di incidenti (spesso tale aspetto viene ignorato o continuamente rimandato "alla domenica successiva" ... e lo faccio anche io!)  :o


Ah! Quindi le tue leggendarie e frequenti nuotate nei buchi dei fiumi di tutta Europa erano "simulazioni di incidenti", volte ad addestrare gli amici in sicura alla tecnica del salvamento, e non già momenti di aggregazione uomo-fiume, come io pensavo, eheheh  ;D ;D
Non dimenticherò il tuo "ripescaggio" dal buco del dente dell'Alpin Sprint, dove il safety team Steve-Susy ha dato il meglio di sè!
 :D
Stefano CCN

Davide Sandini

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A parte gli attrezzi utili, una lista che è pero' impossibile da far stare in barca, io trovo che gli attrezzi migliori siano un paio di amici canoisti con cui si abbia il giusto feeling, e che siano in posizione da cui intervenire prontamente:
a me è capitato solo due volte di essere in una situazione di *****, e solo la sicurezza di avere loro li' fuori pronti ad intervenire, mi dava una enorme sicurezza e la fiducia di poter aspettare.
Comunque se gli amici esperti ci sono durante tutta la discesa, il fatto che siano nel punto giusto dipende da come si gestisce la progressione, e occorre sempre farci attenzione.
Una cosa di cui mi preoccupo sempre è di non abbandonare mai, o di raggiungere se possibile una posizione da cui posso intervenire: anche con tutti gli attrezzi immaginabili non si fa niente se non c'è nessuno al posto giusto.

buone pagaiate (con i giusti amici)
Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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He-he, sapevo che sarebbe finita così ... quindi riformulo Il detto del giorno:

"Il buco più bello è quello da cui vieni fuori ... bene (in tutti i sensi)"  ;)

Giorgio (JC)

[...]

apparte l'ultimo anche perche  restare in certi buchi fino alla fine non è proprio brutto. ;D ;D ;D ;D ;D ;D

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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Esatto: e come dice il buon Davide "La scelta dei compagni di discesa fa la differenza  ;) ... se sbagli:
a) non ti diverti;
b) non ti eserciti;
c) magari sopravvivi pure infastidendo quelli che ti dovranno tirare fuori la prossima volta!!! ;D ;D ;D

Grande Ste.

PS: a quando un bel "buco invernale"? Qualche anno fa ne ho individuato uno meraviglioso all'estuario del lago sul Piccolo San bernardino ...  ma si fa solo con almeno un metro e mezzo di neve (foto a disposizione)  ;)

Ciaooooooooooo

Giorgio (JC)

Ah! Quindi le tue leggendarie e frequenti nuotate nei buchi dei fiumi di tutta Europa erano "simulazioni di incidenti", volte ad addestrare gli amici in sicura alla tecnica del salvamento, e non già momenti di aggregazione uomo-fiume, come io pensavo, eheheh  ;D ;D
Non dimenticherò il tuo "ripescaggio" dal buco del dente dell'Alpin Sprint, dove il safety team Steve-Susy ha dato il meglio di sè!
 :D

stefano caprile CCN

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PS: a quando un bel "buco invernale"? Qualche anno fa ne ho individuato uno meraviglioso all'estuario del lago sul Piccolo San bernardino ...  ma si fa solo con almeno un metro e mezzo di neve (foto a disposizione)  ;)

Manda la foto, che stai stimolando la mia voglia di nuotare in qualche nuovo buco! D'inverno poi, l'esperienza è corroborante!
:-)
Ciao!
PS: mi scuso con gli altri utenti per il messaggio prettamente personale.
Stefano CCN

Andrea Gangemi

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Non capisco l'obiezione sul'esperienza, intendi dire che la lettura del libro non basta? certo che no,
Almeno, per come ho imparato  ed insegnato la canoa, nel nostro piccolo credo che non abbiamo niente da imparare da nessuno.

Secondo me  tutti abbiamo da imparare sempre, in particolare (come
riportato anche nel libro di salvato) conoscere alcune tecniche dell'arrampicata
non nuoce affatto.  :)
Detto questo provo a riformulare il mio "pensiero"
Il libro di salvato è ottimo, ma è un libro che ti spiega bene:
1 quali sono le situazioni di pericolo
2 cosa fare in caso di incidente (attrezzatua, manovre, gestione dell'emergenza ecc.)

Quello che forse manca è avere un idea delle esperienze reali, ovvero la cronaca di
situazioni vere che sono capitate con relativa discussione a posteriori di che cosa
è stato fatto bene e che cosa poteva essere fatto meglio.

Non ho dati oggettivi da riportare ma la mia impressione è che nell'alpinismo ci sia molta più
conoscenza di quali siano gli incidenti più frequenti.

poi tutti i discorsi sul fare esercitazioni/simulazioni ecc. restano ovviamente validi
Andrea Gangemi
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MaurizioGuidaFICT

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  • Guida Fluviale e Istruttore FICT - Guil
A noi tecnici FICT piace chiamarla "Cultura della sicurezza", "Consapevolezza dei rischi", "Conoscenza delle tecniche e dei materiali da utilizzare"...tutti concetti che cerchiamo di trasferire ed esperienze che proponiamo durante i corsi per Guida o Istruttore.
A cascata i tecnici ripropongono e modulano corsi ed esercitazioni nei club di appartenenza.
Ma questo non basta. E' necessario che in ogni club, associazione e gruppo di canoisti che abitualmente scende insieme faccia pratica, esperienze, simulazioni e che queste vengano ripetute regolarmente.
Analizzare un soccorso, verificare come l'intervento è riuscito o perchè è fallito. Ed anche quando è riuscito riflettere se quella situazione è stata affrontata nel modo migliore; quali rischi hanno corso i soccorritori, quanto materiale è stato utilizzato e come; quanto tempo è stato necessario, ecc. ecc.; sono considerazioni che dobbiamo imparare a fare regolarmente per poi annotarle; magari su una scheda all’uopo predisposta.
Dobbiamo poi imparare - come fanno gli americani -  a lasciare traccia e memoria degli interventi e farne una banca dati comune. Ma chi se ne fa carico? la FICK, organismo istituzionale? La FICT…ma con quali risorse? La UISP?...il Comitato Sport per Tutti?...l’ASI…Tutti insieme?
Qui il discorso, come spesso avviene nel nostro sport si fa complesso e di difficile attuazione. Nel frattempo qualcuno cerca di fare qualcosa come può.... qualcuno continua a non fare niente e tutto finisce nel dimenticatoio e lasciato all’iniziativa di qualche volenteroso o di qualche professionista. Ma niente di organico, organizzato e strutturato esiste.
Esistono i libri, i video, i corsi Rescue, i corsi UISP, quelli FICT. Tutto utile, interessante, valido ma privo di organicità, di un progetto e di confronto.
Cosa fare?
Naturalmente partecipare ai corsi dei professionisti e tecnici specializzati; allenarsi e sperimentare; analizzare le esperienze; dedicare almeno un fine settimana all’anno alle tematiche degli interventi di soccorso; confrontare i materiali utilizzati con quelli degli altri e capirne le differenze; nuotare moltissimo in rapida; grande disponibilità al confronto.
Quindi preparazione ed umiltà.
Ci sono ancora molte altre possibilità, ma non si può scrivere tutto sul forum.
Posso però dire quello che vedo andando in giro per raduni o semplicemente in fiume: scarsa capacità a nuotare in rapida e in corrente; corde da lancio con maniglie larghe al sacco e in cima alla corda; moschettoni con dente; imbraghi fatti con moschettoni senza ghiera; posizione del soccorritore sbagliata; fiumi in gola affrontati senza pagaia smontabile di scorta; confusione nei segnali di comunicazione; scarsa organizzazione nei gruppi; scouting frettolosi e spesso solo dal kayak; pochi canoisti con la corda da lancio alla vita...ed altro ancora.
Insomma su questo aspetto dobbiamo ancora crescere molto, per riuscire ad elevare gli standard del canoista medio ed anche per far si che le diverse componenti che a vario titolo si occupano di sicurezza seguano un protocollo comune e condiviso e contribuiscano a far crescere la cultura della sicurezza in fiume, che comprenda anche la creazione e l’aggiornamento di un data base contente le informazioni sui principali incidenti accaduti, sugli interventi di soccorso attuati e sul loro esito.
Maurizio Consalvi - Guida Fluviale

andrea tomasi

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ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


su questo forum ( sito) non si riesce a raccogliere queste informazioni?


il sito americano  è un esempio di ciò che ipotetizzavo con la raccolta di incidenti( quasi tutti fatali)

 poi ci vorrebbe un professionista che li

analizza  e ne trae delle conclusioni, nell' ambiente non ci sono persone che vivono di canoa e

sono interessati alla cosa più importante  cioè la sicurezza .



Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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Prima di tutto segnalo un altro testo fatto molto bene sulla sicurezza e di cui mei ero dimenticato: "Il kayak in sicurezza - Nozioni teorico pratiche" della FICK, editore "Società stampa sportiva" del 1993 ... non riporta di incidenti, ma a livello teorico è ben strutturato.  ;)

Poi ... non parlerei di totale indifferenza, ma di "TOTALE DIFFERENZA": il problema vero è che, sia in passato che attualmente, in molti si sono avvicinati o si avvicinano alla canoa in modo destrutturato (no corsi, no club, no letture mirate, ... insomma turisti fai da te? no Alpitour? Ahiahiahi ....).  ;)

Lungi da me fare la predica a qualcuno (anche perché sotto alcuni aspetti io stesso cadrei in fallo), ma quanto sopra pur non determinando indifferenza è sicuramente uno dei fattori che invece porta sicuramente a differenziare l'approccio alla sicurezza da parte dei singoli .

Farei però altresì notare che questo non significa necessariamente "MALE" (anzi in alcuni casi il provare qualcosa sulla propria pelle porta a indubbie riflessioni e ad un successivo approccio più furbo al problema ...), ma implica probabilmente carenze in merito alla conoscenza di alcuni elementi di base sia dal punto di vista della prevenzione che della risposta a determinati eventi.

Se poi ci aggiungiamo "l'abitudine" a svolgere una determinata attività in alcune condizioni (per es. l'abitudine a specifici percorsi per grado di difficoltà, tipologia e/o conoscenza diretta) allora, a volte, il livello della sicurezza preventiva può diminuire ulteriormente ... ma questo succede in tutti gli sport che presentino una certa dose di rischio (succede nel kayak, nello sci, nell'alpinismo, nel paracadutismo, ecc.). Sono infatti ovviamente noti/e:
- la leggerezza con cui si affrontano attività "ripetitive",
- il momento di distrazione perché non si è sotto stress
- la sottovalutazione di alcuni aspetti con possibili ripercussioni in termini di sicurezza.
- ...

Riprendo un esempio banale, visto che Maurizio ne ha fatti diversi, per far capire che differenti scuole/istruttori/naviganti occasionali e non portano/possono dare diversi input su un unico aspetto ... prendiamo la corda da lancio:
- Quanti si sono mai fatti il problema che la corda non deve avere un asola abbastanza larga da farci passare "agevolmente un braccio", in modo da evitare che a qualcuno (per es. stanco per un lungo bagno) venga in mente di agganciarsela  a livello ascella rischiando la lussazione?
- E a quanti è capitato di vedere casi di emergenza in cui il soccorritore, pur avendo già la corda in mano, per aprire il sacco della corda da lancio e trovarne il capo, fa passare  un bel minuto pieno ... per poi magari lanciare il tutto e vedere partire, al posto di una corda da 15/20 metri un groppone di nodi lungo 2 che si deposita ai suoi piedi (il tutto perchè da mesi quella corda non si usava e l'ultima volta era stata mal riposta?  ;) 
- Quanti hanno mai pensato che un cordino da 10/15 m. in vita, anche se spesso indispensabile, non è la panacea di tutti i mali e che un'altra corda in canoa sarà comunque necessaria per recuperare del materiale in corrente che provocherebbe un carico in trazione a cui "il cordino" non reggerebbe?
- quanti sanno che la corda, una volta afferrata dal pericolante, andrebbe da questo posta sulla spalla opposta a quella della riva verso la quale si viene tirati per favorire il movimento a pendolo? (vi assicuro che fino a qualche anno fa questo aspetto in alcuni casi "fondamentale" non veniva quasi mai trasmesso ai neofiti e che ancora adesso spesso capita di vedere corde tenute nei modi più assurdi)
- ...

Insomma la differenza nasce dall'ambiente frequentato e dalle situazioni vissute ... l'indifferenza invece scompare abbastanza in fretta in quanto al crescere delle difficoltà ( o per es. con il primo bagno di un certo rispetto  ;D) emergono la curiosità e soprattutto l'istinto di sopravvivenza  ;D

Comunque negli ultimi anni, vuoi per business, vuoi per consapevolezza, qualcosa sta cambiando e la sicurezza sta diventando un pò più un argomento di tutti i giorni ;)  ... e ciò è bene.

IL FORUM COME "ARCHIVIO" DEI CASI DI INCIDENTE? Beh ... in parte lo è già: nel corso degli anni ci sono state infatti diverse (anche se per fortuna poche percentulamente) segnalazioni di incidenti al suo interno, ma alcune si sono perse nelle migliaia di messaggi presenti, altre sono state discusse e ridicusse fino allo sfinimento (in questi casi meglio troppo e che niente, anche se ai fini da te indicati le informazioni essenziali poi dovrebbero essere sintetizzate ;), altre ancora sono state riportate solo link a siti stranieri, ecc. ... certo, forse potrebbe valere la pena di raccoglierle e di cominciare ad inserirle sotto una voce apposita, ma la cosa, anche se non impossibile, non credo sia al momento così agevole ;).
Però puoi fare delle ricerche sul sito con parole come "incident", "mort", ecc. e vedrai che ne vengono fuori un pò  ;)

Ciao a tutti

Giorgio (JC)

ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


su questo forum ( sito) non si riesce a raccogliere queste informazioni?
[...]




Davide Sandini

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ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


Non voglio creare polemiche, non ci vedo pero' tutta questa indifferenza. Maurizio giustamente critica i problemi che vede, ma io sinceramente vedo anche tanti gruppi omgenei che si fanno sicura a vicenda, gente con la corda spesso e volentieri. Ci saranno anche gli incoscienti, ma se posso parlare per il mio gruppo, abbiamo imparato da persone in gamba e preparate sulla sicurezza, ed abbiamo continuato cosi'. Sarà il primo corso e lo svezzamento da parte di Andrea Giusto, gli anni a fare assistenza alle gare di canoa dove fai 10 tuffi imbragato in un giorno, le discese con Renzo Monelli , la collaborazione con Mauro Maccabelli , ma da noi si è sempre sceso in sicurezza e con il sorriso sulle labbra e la corda in canoa.

Sposo anche quello che dice JC nel messaggio dopo.
Una bellissima cosa sarebbe il "conferimento"  di una corda a chi supera i corsi base e di prima sicurezza, e non rompergli le scatole che se la prenda. Cosi' la si dà già senza le maniglie, e non se ne discute piu'. Una nostra amica era pazza di gioia quando gliela abbiamo regalata.

Se con il tuo gruppo non fate e parlate (anche)di questo, cambia gruppo almeno per un po', magari anche con il nostro.

ciao
Davide
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