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incidenti in canoa

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andrea tomasi

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ciao a tutti !!!    ;D

sono nuovo del pianeta kajak ,provengo da 20 anni di alpinismo in tutte le sue forme  :'(

in questo ambiente ci sono molti trattati su incidenti e statistiche di dove come e quando ???

per quanto riguarda la canoa  sono stati  pubblicati  studi su questo argomento (incidenti)??     ???

o qualcuno sa darmi  qualche notizia ??? ???


Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Ciao

purtroppo non ne sono a conoscenza

nel frattempo sto tenendo traccia di blog/articoli/video di incidenti sul mio bookmark on line

http://delicious.com/harzack/incidents+kayak

Non lo faccio per "pruderie" ma per avere un'idea (anche se soggettiva) di che cosa può andare storto e che cosa ti può succedere quando capita il fattaccio.
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino

andrea tomasi

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quello che hai fatto è molto interessante .


Secondo me questo forum potrebbe essere


il punto di raccolta  di dati per fare un quadro .


io non sono molto esperto ne di canoa ne di forum


per cui magari sbaglio ,ma si potrebbe creare un punto di raccolta proprio qui. :o

Davide Sandini

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Ciao,
non ho capito se ti interessi della sicurezza in canoa andandoci, o se vuoi argomenti per non andarci..
in tutti i casi, anni fa mi ero fatto mandare una copia dell' American Whitewater association kayak accident database (l'allora copia piu' recente, 1999-2000 mi pare). Ore c'è anche una pagina sul sito dove si possono inserire le segnalazioni.
http://www.americanwhitewater.org/content/Safety/view/
La copia cartecea ere molto approfondita come analisi sia documentale che per testimonianze, e dava un resoconto e una valutazione finale degli incidenti.
Per me è stata una lettura istruttiva, anche se leggermente ansiogena.
Certamente capisci che si tratta di usare tutte le normali regole di sicurezza, poi se ti capita la botta di sfortuna, non ci puoi fare niente. Esattamente come la vita di tutti i giorni.

Davide



.. mi disse che era l'impresa pi√Ļ stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

stefano caprile CCN

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Se lo scopo della tua domanda e' quello di prevenire o affrontare in modo efficace situazioni critiche in canoa, ti consiglio la lettura del testo "il kayak in sicurezza" di Francesco Salvato. Credo che ogni canoista, esperto e non, dovrebbe conoscerlo, ed e' disponibile presso la biblioteca di ogni Canoa Club.
Ciao!
Stefano
Stefano CCN

andrea tomasi

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lo scopo della cosa sarebbe capire dove in canoa succedono gli incidenti  .

 Ovviamente per prevenirli  e per scendere in sicurezza

Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.

 American Whitewater association kayak accident database


Wow, interessante!

@Stefano, il libro di Salvato è effettivamente ottimo e dal mio umilissimo
punto di vista andrebbe letto da tutti, ma veramente tutti.

Però è un libro che tratta la teoria della sicurezza.
Il nostro sport è fortemente basato sull'esperienza e avere traccia delle sfortune/leggerezze/sottovalutazioni degli altri canoisti potrebbe servire a molti scopi:
-Aumentare il proprio senso critico nel leggere le rapide
-Avere una maggiore responsabilità verso di se e degli altri
-Scoprire che quel passaggio che sembra triviale, se per caso lo sbagli non lo è cosi tanto
-ecc.

Il tutto senza fare terrorismo, sia ben chiaro.
Credo che nella pratica dell'alpinismo siano molto pi√Ļ avanti di noi in questo campo.
Andrea Gangemi
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Canoa Senza Frontiere - Torino

Davide Sandini

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Però è un libro che tratta la teoria della sicurezza.
Il nostro sport è fortemente basato sull'esperienza e avere traccia delle sfortune/leggerezze/sottovalutazioni degli altri canoisti potrebbe servire a molti scopi:

Credo che nella pratica dell'alpinismo siano molto pi√Ļ avanti di noi in questo campo.

Non capisco l'obiezione sul'esperienza, intendi dire che la lettura del libro non basta? certo che no, occorre anche mettere in pratica i concetti simulando gli interventi (sicurezza attiva),  imparare dagli errori altrui leggendosi i resoconti degli incidenti (chiamiamola prevenzione), e promuovendo la diffusione delle informazioni.
Almeno, per come ho imparato  ed insegnato la canoa, nel nostro piccolo credo che non abbiamo niente da imparare da nessuno.
Qualcuno ha esperienze differenti? Scrivetene pure.

buone pagaiate.
Davide

.. mi disse che era l'impresa pi√Ļ stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

andrea tomasi

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quello che intendevo io è che sbagliando si impara

e se qualcuno ha già sbagliato non resta che imparare.

in arrampicata ci sono molti incidenti anche mortali che succedono nel così detto rientro

cioè molte persone sono morte sul sentiero

 dopo magari avere scalato un nono grado usando tutte le sicure

o sulle doppie (discesa con la corda ) manovra facile  e normalmente banale

cosa che per un neofita come sono io della canoa sicuramente non penserebbe mai.

un esempio di incidente che a me è servito in via teorica

mi è stato raccontato da un amico che anni fa con il coltello ha salvato la vita a un ceco.

mentre stava giocando sull'onda finale delle gole basse sul soca

si √® visto passare vicino una persona  a bagno (normale)

ad un tratto questo √®  andato a fondo  e non riemergeva pi√Ļ

cosa era  successo????

il suo compagno che faceva sicura  dopo avergli lanciato la corda in un buco

e avergliela fatta arrotolare intorno se l'era anche fattta scappare. risultato: uomo trasformato in

insaccato  e corda impigliata in un sasso  e per effetto della corrente uomo sul fondo del gretto.

per il neofita (cioè io ) uso del coltello

la corda è indispensabile ma se la usa uno che non sa usarla può ucciderti

il lancio della corda in quel specifico caso era meglio farlo dopo l'uscita dal buco .

Queste sono accorgimenti che per voi saranno banali  ma per me no.

altro esempio avere sega serramanico io la porto dopo aver sentito altro caso di cravatta con

taglio di canoa

ma del gruppo con cui vado siamo in due ad averla e basta. faccio bene a portarla o è superflua.
   

   

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

  • L'essenziale √® invisibile agli occhi
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  • Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Hai perfettamente ragione: sbagliando si impara e frequentando il "popolo del fiume" si scoprono sempre nuove cose e nuovi approcci alla sicurezza.

Segnalazioni suincidenti a parte (che per fortuna nel mio piccolo non hanno mai avuto esito mortale e che magari proporrò in seguito) avrei due suggerimenti:

1) senza nulla voler togliere a libro di Salvato che √® sicuramente da considerarsi una pietra miliare, credo che un libro estremamente utile sul fattore sicurezza sia "Guida alla sicurezza in fiume" di Les Bechdel, Slim Ray, Edizione Zanichelli (l'ultima ristampa a mia conoscenza era del 1996, ma non so se ne siano uscite altre). L'edizione originale era "River Rescue" della Applachian Mountain Club Book (1985-1989). Il libro indicato, se da una parte potrebbe essere considerato obsoleto sotto l'aspetto del materiale che nel frattempo si √® evoluto, dall'altra offre una quantit√  di spunti e di esempi notevoli sia nella prevenzione che nella gestione degli incidenti facendo riferimento anche a casi reali (non saprei dire quanti perch√©, aim√® l'ho letto "qualche tempo fa"  ;)

2) senza voler fare pubblicit√  gratuita e indipendentemente dall'ottenimento del brevetto che ne consegue, che per il "normale canoista/rafter" (ovvero per chi non lo fa di professione"), un corso come quello "Rescue3 - SRT 1 (Swiftwater Rescue Technician 1) √® "fondamentale per conoscere come comportarsi in fiume e quali pericoli si possono incontrare. Questo anche perch√© essite uno scambio di idee fra i vari partecipanti al corso, perch√© i casi reali sono riportati da chi in fiume ci vive, lavora e spesso √® chiamato a risolvere aspetti di soccorso e, purtroppo ancora pi√Ļ spesso, a recuperare cadaveri di gente travolta da piene o derivanti da altre tipologie di incidenti.

Quindi il consiglio è "si alla lettura di un libro, ma anche accompagnato da":
- un buon corso sulle tematiche di sicurezza (P.S. quello citato costa un botto, ma senza dubbio non ha eguali, e se fatto con la compagnia e lo spirito giusto, crea forti legami ed √® anche "divertentissimo - quantomeno per me una della pi√Ļ belle esperienze fatte in fiume in tanti anni)
- esercitazioni periodiche sulla simulazione di incidenti (spesso tale aspetto viene ignorato o continuamente rimandato "alla domenica successiva" ... e lo faccio anche io!)  :o

ED ORA GLI IMMANCABILI PS (le ultime considerazioni) :

(a) una locandina del corso la puoi trovare in http://www.riverrescue.it/Ita/Corsi__Soccorso_Alluvionale_Fluviale.htm, anche se ad oggi credo vi siano anche altre scuole che propongono lo stesso brevetto
 
(b) l'idea del forum (o dell'apertura di un canale di discussione apposito sul tipo di quello indicato da Davide e curato dalla "American Whitewater Association") non √® male anche perch√© purtroppo di incidenti sfiorati e/o avvenuti con esiti nefasti potrebbero parlarne anche parecchi canoisti  ( e in effetti lo hanno gi√  fatto anche in questa sede)

(c) "sega si" o "sega no" (non √® un messaggio "pubblicitario"  ;)): tante sono le cose che si vorrebbe/portare o che si portano in fiume e che a volte si dice "oggi le lascio a casa tanto il tratto lo si conosce, √® semplice, siamo tutti esperti, ... " eppure ogni tanto ci si pente di non avere avuto dietro il coltello, il moschettone in pi√Ļ, la carrucola, la coda di vacca, la fettuccia, il telo termico, la candela, il tubo per la respirazione forzata, il kit del Pronto Soccorso, ecc. ... insomma tutto √® inutile e tutto √® utile, ma volte per una questione di spazi si fanno delle scelte o si considera l'opzione "tu porta quello che io porto questo ..." peccato che poi se "quello" serviva a chi non l'aveva per usarlo con nei riguardi di chi lo aveva portato allora sorge il problema ... credo di essere stato chiaro: io, dopo avere vissuto il caso del "cavolo, ... se lo avessimo avuto" ... cerco di portarmi dietro sempre cose in pi√Ļ (che magari non user√≤ mai e che mi appesantiscono di brutto la canoa) ... ripeto, sono scelte che potrebbero considerarsi essenziali.  ;)

Il detto del giorno: "Il buco pi√Ļ bello √® quello da cui vieni fuori"  ;D

Ciao
 Giorgio (JC)

andrea tomasi

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grazie per il consigli .

apparte l'ultimo anche perche  restare in certi buchi fino alla fine non √® proprio brutto. ;D ;D ;D ;D ;D ;D

Damiano Tavella

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Grazie mille per le informazioni, ne faro tesoro e approfondiro sicuramente la questione in associazione Ciao Ciao DAmiano 360 Kayak
360 Gradi Kayak Venezia

andrea tomasi

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approfondirai il discorso del buco ;) ;)

o degli incidenti >:( >:(

se √® il primo approfondimento  di che associazione fai  parte  ??? ???    ???

Ultima modifica: Dicembre 07, 2009, 12:54:37 pm da Daniela Mariaschi

stefano caprile CCN

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- esercitazioni periodiche sulla simulazione di incidenti (spesso tale aspetto viene ignorato o continuamente rimandato "alla domenica successiva" ... e lo faccio anche io!)  :o


Ah! Quindi le tue leggendarie e frequenti nuotate nei buchi dei fiumi di tutta Europa erano "simulazioni di incidenti", volte ad addestrare gli amici in sicura alla tecnica del salvamento, e non gi√† momenti di aggregazione uomo-fiume, come io pensavo, eheheh  ;D ;D
Non dimenticherò il tuo "ripescaggio" dal buco del dente dell'Alpin Sprint, dove il safety team Steve-Susy ha dato il meglio di sè!
 :D
Stefano CCN

Davide Sandini

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A parte gli attrezzi utili, una lista che è pero' impossibile da far stare in barca, io trovo che gli attrezzi migliori siano un paio di amici canoisti con cui si abbia il giusto feeling, e che siano in posizione da cui intervenire prontamente:
a me è capitato solo due volte di essere in una situazione di *****, e solo la sicurezza di avere loro li' fuori pronti ad intervenire, mi dava una enorme sicurezza e la fiducia di poter aspettare.
Comunque se gli amici esperti ci sono durante tutta la discesa, il fatto che siano nel punto giusto dipende da come si gestisce la progressione, e occorre sempre farci attenzione.
Una cosa di cui mi preoccupo sempre è di non abbandonare mai, o di raggiungere se possibile una posizione da cui posso intervenire: anche con tutti gli attrezzi immaginabili non si fa niente se non c'è nessuno al posto giusto.

buone pagaiate (con i giusti amici)
Davide
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R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"