CKI il forum della canoa italiana

Ahi ahi ahi....è qui che casca (meno) l'asino!!

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Vittorio Pongolini

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Statisticamente, nelle moltitudini estive, uno eretto, uno in ginocchio e l'altro seduto già se ne vedono sul loro SUP al mare d'estate oltre che sui laghi lombardi e,  tanto per aumentare le fantasie d'utilizzo in vario modo, anche in due o più sulla stessa tavola; poi spostano la pagaia dal lungo manico alternativamente a destra e a sinistra per tenere la retta via perché non conoscono l'arte della pagaiata a "J" con lo svincolo di scuola canoistica; quando poi ho visto questa immagine più sotto mi son detto che non ci stanno capendo più molto e che stanno andando "alla deriva", e, per finire, prevedo che, data la nuova forma super-ibrida con sedile smontabile, passeranno ad  adoperare la pala doppia, se già non lo stanno facendo. Gli manca però sempre il puntapiedi- quello in foto mi sembra un poggia-retro-ginocchia - e poi, forse finalmente, passeranno al kayak, inevitabile collettore di  ex SUP-per usciti dalla deviazione standard.
Per carità, anche i kayak oggidì sono multiformi e scoperti (leggi Sit-on-top... plasticoni) e gli stessi dubbi li ebbi quando li vidi per la prima volta a fine anni '80, ma in qualche modo hanno sempre mantenuto la loro fisionomia di kayak, forse proprio perché si è obbligatoriamente seduti e con la pagaia normale doppia, ma, ahimè, a giudicare da questa foto, signori del SUP, intravedo una sorta di resa incondizionata!
Il SUP deriva dal surf classico hawaiano e polinesiano ed è proprio l'acronimo di Stand Up Paddle - inutile la traduzione - (https://it.wikipedia.org/wiki/Stand_up_paddle), cui hanno aggiunto una lunga pala per consentire l'appoggio e garantire miglior stabilità per via del baricentro troppo alto - e sappiamo bene noi pagaiatori dei "bassi baricentri" quanto sia utile appoggiarsi con la pagaia - e quindi consentire di imparare a surfare prima anche ai meno bravi. Questa foto eloquente è proprio come cedere una società avviata, come vendere la bottega del bisnonno, come chiudere una fabbrica di automobili secolare o come, consentitemi dato il periodo pandemico, rifiutare di vaccinarsi con un tal vaccino perché uno su 25 milioni è stato colpito da trombosi.
Ma qualcuno dei SUP-per, vivaddio, mi ha fatto una buona impressione generale: ne ho visti un paio di volte ben messi e con stile, singoli o singoli e in coppia, che ci davano dentro e davano un buon rendimento alla loro "long paddle" e quasi riuscivano a starci dietro, seppure forse il loro "tour" era un decimo del nostro come lunghezza, ma almeno erano piacevoli a vedersi. Ecco, forse dovrebbe partire dall'alto, da uno di questi puristi il tentativo di impedire di far usare queste sedie smontabili da camping che vanno benissimo se usate la sera, intorno al fuoco, sui prati bagnati o sulle spiagge in campi itineranti fluviali o tour marini tra di noi, canoisti e kayaker, accomunati da identità affini.
Ultima modifica: Aprile 15, 2021, 08:12:20 am da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

nolby

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Ciao Vittorio,
non ti preoccupare che di SUP dotati di pagaia a doppia pala già ne circolano. La scorsa estate non era un avvistamento raro, quantomeno nel lecchese.
In linea di massima però non mi sembra di aver visto una gran diffusione del SUP come mezzo di "esplorazione"... in piedi o seduti, da soli oppure in 2 o 3 difficilmente se ne vedevano allontanarsi dal punto di partenza... molti ragazzini lo usavano giusto per raggiungere il più vicino gavitello, ormeggiare il SUP ed usarlo come piattaforma per i tuffi.

Più che dal SUP vedo molto più probabile che qualcuno si appassioni al kayak da mare provenendo dal mondo dei gonfiabili. Non è raro incontrarne di impegnati in navigazioni che viste le caratteristiche del mezzo considererei alquanto impegnative.
E se ne vedono in giro anche in inverno... purtroppo mai con vestiario adeguato.

Solo sul lago di Iseo ho trovato un SUPper decisamente evoluto, è due anni che partecipa al raduno organizzato dalla locale associazione e si fa tranquillamente il giro con noi canoisti. Sebbene l'andatura sia alquanto turistica si faceva tranquillamente i suoi 15km circa in poco più di mezza giornata (partenza da Iseo, giro di Monte Isola e rientro via Predore) . In tutte e due le edizioni c'è stato anche del maltempo, nulla di impegnativo in kayak da mare ma certamente non era da tutti stare in piedi.

Vittorio Pongolini

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Piuttosto, domanda informale, è giusto come abbiamo chiamato gli utilizzatori di SUP? Si chiamano SUP-per o supper, seguendo la logica di kayaker? O di rafter? In italiano kayaker lo traducono con kayakista ma mi sembra proprio brutto. Va bene canoeist - come la rivista inglese - tradotto con canoista, ma sup-pist o suppista è proprio brutto e mi sembra detto in barese...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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nolby

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...e dopo il SUP con il seggiolino ecco il SUP a motore!!!!
mi è uscita la pubblicità oggi su Instagram.


Vittorio Pongolini

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Ciao Nolby.
Questa foto fa rabbrividire! E' molto, molto peggio di quella col solo seggiolino amovibile. Credo a questo punto che valga un cartellino rosso nei confronti dell' accostamento alla canoa-kayak. Il business, non può alterare a tal punto il disciplinare di uno sport innovativo che sta avendo un discreto successo globale di pubblico. Insisto nel richiedere da parte dei puristi del SUP un intervento sui loro canali di diffusione (anche la rivista PAGAIANDO può dire la sua dato che accoglie articoli al riguardo). I SUPper non si meritano un decadimento concettuale simile.
Aspettiamoci a qs. punto la foto del SUP a motore col seggiolino amovibile...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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nolby

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bhè dai... non c'è poi molto da scandalizzarsi.
Alla fine gli americani hanno motorizzato le canadesi, i tedeschi hanno motorizzato i Prijon ed i Lagheè di Como e Lecco hanno messo il motore alle Lucie.

Non mi meraviglia il fatto che i cinesi abbiano messo il motore ad un SUP.

Vittorio Pongolini

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Sì, d'accordo, ed allora ci sono anche le gondole che avevano motorizzato. Ora però sono tornati tutti al remo perchè non ne ho vista più nessuna col motore. Gente etica, in accordo con le proprie tradizioni e il proprio disciplinare.
Ma SUP vuol dire una cosa ben precisa ed è qui che casca (meno) l'asino.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marittimo

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  • pagaiar m'è dolce in questo mare
Se guardiamo il SUP come una barca estremamente minimale, leggerissima e molto economica, ci si può accorgere che può essere utilizzato in tanti modi e per tanti scopi, anche molto diversi da quelli per i quali è stato concepito.

Ad esempio io lo uso anche per andare a pesca, ma anche per farmi una bella nuotata al largo (con il SUP al traino), lontano dalla folla dei bagnanti, senza però rinunciare alla sicurezza di un immediato appoggio in caso di malore, crampi o altri imprevisti.

Il mio SUP (realizzato in legno) ha un piccolo gavone stagno dove riporre tutto quello che può servire per un’uscita giornaliera e per fronteggiare situazioni di emergenza. In coperta ci sono anche gli elastici dove fissare cose più ingombranti.

Non è detto che il SUP abbia sempre un raggio d’azione più limitato rispetto alla canoa: dipende da cosa si confronta. Ad esempio quando ho solo voglia di pagaiare, le mie uscite sono di circa 10-11 km che percorro normalmente ad una media tra i 5,5 e i 6 km/h con un ritmo da crociera (cioè abbastanza rilassante). Forzando un pochino arrivo facilmente oltre i 6 con punte vicino ai 7. Nel mio circolo ci sono canoisti che si accontentano di meno pur restando soddisfatti di loro stessi e del loro mezzo.

Purtroppo ci si bagna più che con la canoa (ma d’estate può essere apprezzato) però è inaffondabile e molto più stabile pagaiando in ginocchio (o anche seduti senza seggiolino) pur mantenendo la stessa velocità del pagaiare stando in piedi anche in condizioni difficili con onda e vento. Molte pagaie da SUP sono divise in tre parti, quindi si può temporaneamente togliere la parte centrale per avere una pagaia da canoa molto comoda ed efficiente.
Se si cade in acqua è possibile risalire in pochi secondi e senza difficoltà.

Se poi non si ha troppa voglia di pagaiare o di fare il bagno, allora il SUP diventa un comodo lettino prendisole lontano dalla calca della spiaggia. Ci si può ormeggiare a un gavitello ma è più che sufficiente anche un piccolo ancorotto a ombrello da 700 gr.

Insomma, con costi limitati il SUP offre ampio sfogo alla nostra fantasia acquatica.
Del resto credo che per la stragrande maggioranza delle persone l’importante sia divertirsi anche se all’occhio del purista certe modalità di divertimento potrebbero sembrare scandalose. L’importante è farlo rispettando l’ambiente e senza recare danni e molestie agli altri.

Se poi vogliamo fare un’analisi storica, scopriamo che la tecnica di pagaiare stando in piedi risale alla preistoria con tronchi, piccole zattere, canoe e altro che potesse galleggiare, per scopi che non erano sportivi o ricreativi ma di vita quotidiana (trasporto, pesca, ecc.). Oggi i mezzi e le tecniche si sono raffinati e specializzati (come in tutti i settori della vita umana) ma l’idea del SUP (Stand Up Paddle) è più vecchia del cucco :)
Ultima modifica: Agosto 27, 2021, 07:21:33 am da marittimo

Lorenzo Molinari

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Concordo su tutto ciò che ha scritto Marittimo (tra l’altro, ottimo costruttore di kayak, SUP e pagaie, come ha dimostrato in questo forum con i suoi interventi e fotografie) e, come lui accennava, in realtà è nato prima il SUP della piroga e delle canoe aperte, e tanto più del kayak.
Le prime imbarcazioni (zattere e, poi, piroghe) furono inizialmente propulse con una pertica stando in piedi. Nel corso del tempo questa venne trasformata in una pagaia a pala singola, per condurre le piroghe anche in acque profonde, sempre stando in piedi e non seduti e neppure inginocchiati, posture assunte successivamente accorciando l'asta della pagaia. L'evoluzione della pagaia avvenne in modo graduale poco alla volta, come è logico che sia.

Infine, nonostante la leva più sfavorevole della pagaia da SUP, rispetto a una pagaia da canoa o da kayak, i SUP vanno più veloci di quanto un canoista o un kayaker possa immaginare e si prestano anche per lunghi tragitti (c'è chi ha pure attraversato l'Atlantico col SUP!).

Guido Brasletti

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Ad esempio quando ho solo voglia di pagaiare, le mie uscite sono di circa 10-11 km che percorro normalmente ad una media tra i 5,5 e i 6 km/h con un ritmo da crociera (cioè abbastanza rilassante). Forzando un pochino arrivo facilmente oltre i 6 con punte vicino ai 7.

Scusa l'off topic marittimo, potresti dirci quale orologio Suunto usi per ottenere le misurazioni e lo scarico dati su google maps che hai postato?
E' molto interessante e se non costa un occhio ci farei un pensierino...
Grazie!

marittimo

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  • pagaiar m'è dolce in questo mare
Scusa l'off topic marittimo, potresti dirci quale orologio Suunto usi per ottenere le misurazioni e lo scarico dati su google maps che hai postato?
E' molto interessante e se non costa un occhio ci farei un pensierino...
Grazie!

Per non inquinare troppo questa discussione ti rispondo aprendone un’altra riguardante l’argomento e che potrebbe essere sviluppata con altri contributi

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,6558.0.html


Ultima modifica: Agosto 28, 2021, 07:43:12 am da marittimo

marittimo

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...... Marittimo (tra l’altro, ottimo costruttore di kayak, SUP e pagaie, come ha dimostrato in questo forum con i suoi interventi e fotografie)......

Grazie. Molto buono. Comunque i risultati sono stati ottenuti anche grazie alle tue osservazioni e ai tuoi suggerimenti sempre utili e preziosi.
Per non inquinare troppo questa discussione aggiorno una mia altra raccontando gli sviluppi sulle pagaie Wing

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,6273.0.html


Ultima modifica: Agosto 28, 2021, 07:42:28 am da marittimo

Vittorio Pongolini

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Intanto che il lavoro è in procinto di ripartire perché ancora post-feriale posso continuare a rinnovare l'argomento.

Dalle foto pubblicate si vede che il self-made SUP di Marittimo è poco SUP e molto barca-senza-sponde. Ha una chiglia decisamente performante che taglia bene l'acqua, è molto spesso (30 cm?) ed è in legno. Inoltre è molto lungo. Una roba speciale, insomma, che non si trova in giro e che "alza le medie" costruttive e dinamiche di utilizzo. Le medie di velocità che tiene infatti sono quasi da kayak da mare sulla corta distanza. Non c'è dubbio che altri così in giro non ce ne siano, o forse per le competizioni (non me ne intendo), ma credo che sia off-limits come misure. E' molto bello e mi accodo ai complimenti di Lorenzo e, forse, piacerebbe anche a me averne uno così. In effetti è da considerarsi una barca - mi sa che pesa almeno il triplo di un SUP tradizionale - come ho già detto, senza sponde.

Allora, poiché l'uso comune, variopinto, e descritto degli utilizzatori dei SUP è ben diverso, possiamo dire che il SUP è ... una zattera! Fa molto figo chiamarlo SUP per questioni di vendite e marketing ma in effetti... "it's a raft!". Una zattera con cui puoi avanzare se vuoi (non per cercare terra...), prendere il sole se ti va (non di evitarlo per evitare la disidratazione...), pescare per diletto (non per necessità di sopravvivenza...), tuffarti per rinfrescarti e risalire quando vuoi (non perché una tempesta ti ha sbattuto in mare per la violenza...), e la pagaia la usi come vuoi, seduto o in piedi, a due pezzi o a tre, etc. Insomma, è una visione diversa perché è qualcosa che galleggia con cui non devi salvarti ma divertirti. Mi sembra il film "L'attimo fuggente" dove il professor Keating (Robin Williams) invitava i ragazzi a vedere il mondo sotto altri punti di vista, sotto altre prospettive per giudicarlo.

E allora, viva la varietà, signori SUP-per, provate a pagaiare con un piede, come i pescatori birmani nel lago Inle!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Lorenzo Molinari

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Innazitutto col SUP si fa di tutto, Corran Addison docet (foto allegata), rendendo la discesa oltremodo difficile, al contrario della tendenza a plasticoni sempre più voluminosi con cui scaraventarsi giù dalle rapide.

Se adesso i SUP potrebbero assomigliare a tavole da windsurf, in origine (tra gli anni 1925 e la fine degli anni 1950) i SUP sportivi erano un po' diversi, analoghi a quello realizzato da Marittimo... (foto allegata).

Diverse sono le specialità agonistiche del SUP (e ciascuno con diverse gare):
-   Flatwater SUP;
-   Sea Surfing SUP o Waveriding SUP;
-   River Running SUP o White Water SUP;
-   River Surfing SUP.

ICF in acqua paitta prevede una lunghezza di 4,27 m e le tavole viaggiano a velocità sorprendenti.
Mi sono sorpreso io stesso, praticandolo. Oltretutto, provenendo dall'agonismo in C1 velocità, per me è stato facile imparare a condurre la tavola, che essendo dotata di pinna, a dfferenza delle "canadesi" da gara, è molto più avegole la sua conduzione e, nel mio caso, mi evita di pagaiare da una parte e dall'altra per mantenere la direzione, e fare il cambio di sponda solo per alternare il lavoro muscolare.
Ultima modifica: Agosto 30, 2021, 01:30:46 pm da Lorenzo Molinari

marittimo

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Dalle foto pubblicate si vede che il self-made SUP di Marittimo è poco SUP e molto barca-senza-sponde. Ha una chiglia decisamente performante che taglia bene l'acqua, è molto spesso (30 cm?) ed è in legno. Inoltre è molto lungo. Una roba speciale, insomma, che non si trova in giro e che "alza le medie" costruttive e dinamiche di utilizzo. Le medie di velocità che tiene infatti sono quasi da kayak da mare sulla corta distanza. Non c'è dubbio che altri così in giro non ce ne siano, o forse per le competizioni (non me ne intendo), ma credo che sia off-limits come misure. E' molto bello e mi accodo ai complimenti di Lorenzo e, forse, piacerebbe anche a me averne uno così. In effetti è da considerarsi una barca - mi sa che pesa almeno il triplo di un SUP tradizionale - come ho già detto, senza sponde.


Intanto grazie per gli apprezzamenti :)

Se può interessare ecco alcuni dettagli tecnici.

La mia tavola ha la forma tipica (che si sta diffondendo molto velocemente anche fuori dal settore agonistico) del SUP Race (o Rancing) della misura minima regolamentare di 12'6" (381 cm). Questa categoria contempla anche tavole da 14' (427 cm) come ha già evidenziato Lorenzo. Nel mio Circolo ce ne sono già abbastanza e in mare se ne incontrano parecchi (forse oltre il 30%).

Ha un volume di circa 250 litri, sensibilmente inferiore a quello che viene indicato come rapporto standard (circa 2,5) rispetto al peso complessivo (tavola + persona + pagaia + accessori vari che, nel mio caso, equivalgono a circa 120 kg, ahimè).

Essendo io alle prime esperienze ho abbondato un pochino sulla larghezza che è di 30" (76,2 cm) rispetto a quelli da gara su acqua piatta che sono larghi dai 22,5" ai 28,5" (57-72 cm). Alcuni modelli Race molto spinti sono ancora più stretti, ma siamo a livelli agonistici estremamente elevati. Le tavole Allround (generalmente più corte) sono invece mediamente più larghe (80-85 cm): in pratica degli zatteroni per uso familiare (marito, moglie, cane e l’occorrente per un pic-nic in mare, compreso l’ombrellone......).

Lo spessore massimo (13,5 cm) è nella media su questa lunghezza standard (ma se ne trovano di ancora più spessi).

Nel complesso il mio "legno" può essere classificato tra quelli medio-piccoli della categoria Race per uso ricreativo non agonistico (più bello, per chi apprezza scafi in legno, che performante).

Ovviamente, essendo in legno ed avendo alcuni accessori "crocieristici" normalmente non previsti (gavone, elastici ed agganci vari), è più pesante di quelli da gara molto spinti (18,5 kg contro circa 10 o anche meno), ma non tanto rispetto alla media delle tavole di queste dimensioni rigide o gonfiabili (tra i 12 e i 15 kg).

A proposito di "barca-senza-sponde"
Parecchi recenti modelli Race hanno invece le sponde, ovvero delle spondine di circa 2-3 cm fino anche a 10 o più, che delimitano una sorta di pozzetto incassato rispetto alla coperta (v. foto). La ragione però non la conosco. Forse potrebbero servire ad abbassare il baricentro ed ottenere più stabilità.
Su questi link, oltre alle sponde molto elevate, si vede bene anche la tecnica di pagaiata c.d. a “J” di cui si accennava in precedenza (confesso, umilmente, che a me riesce ancora abbastanza male).

https://blackprojectsup.com/2018/07/20/5-steps-to-building-the-perfect-sup-paddle-stroke-for-racing/

https://sup.star-board.com/paddle-board/hard-paddle-board/sprint/

Paragonato a questi modelli (piuttosto costosi), il mio SUP può considerarsi una “tavolaccia” (nel vero senso della parola) che ha ben poco di anormale o innovativo (a parte il materiale, utilizzato essenzialmente nelle produzioni self-made, in alcuni casi vere e proprie opere d’arte). Qualche giorno fa un amico del Circolo mi disse, scherzosamente, che quando mi stancherò potrò venderlo a qualche bar della spiaggia da utilizzare come bancone in SUP-Style per servire bibite ai bagnanti (da queste parti, ma non solo, il SUP è assai diffuso, molto più di canoe e kayak messi insieme).
Ultima modifica: Agosto 31, 2021, 12:00:01 pm da marittimo