Autore Topic: Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?  (Letto 4718 volte)

Marzo 26, 2019, 04:22:22 pm
Risposta #15

marco ferrario (eko)

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volevo esprimere un pensiero banale banale...

Daniele, il tuo pensiero non è banale, anzi è molto bello.

Mi spiace che nessuno ha risposto positivamente alla domanda madre posta inizialmente da Vittorio: in sostanza dove è possibile fare canoa fluviale in questa stagione nel nostro arco alpino?

Documento qui la situazione osservata sabato scorso durante la mia ultima escursione in kayak

http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=43430&origine=1&t=Un+lettore%3A+Mera...+sabbia.+Spettacolo+desolante+sul+Lago+di+Mezzola
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https://www.larionews.com/lario/immagini-mera-di-sabbia-il-deserto-avanza-nellalto-lario

Le immagini parlano più di tante parole.

Intanto ieri, sul Lario, ma non solo qui, ancora una ennesima bufera con venti a 100 all'ora, altri numerosi alberi caduti, già provati dalla siccità e con le radici sempre più deboli.

Il problema climatico è sempre più incombente e reale, l'uomo può e deve fare qualche cosa, oggi c'è lo chiedono e lo insegnano molti dei nostri ragazzi.
« Ultima modifica: Marzo 26, 2019, 04:28:59 pm da marco ferrario (eko) »

Marzo 30, 2019, 01:46:05 pm
Risposta #16

crazyjoe

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Partire dal problema pratico di dove trovare acqua in primavera per la mia barchetta senza riflettere sul perché ci si sia ridotti così è un po' come rinnegare la conseguenza più bella e sensata della mia carriera canoistica: una maggiore coscienza ambientale.
Trovo logico che la domanda porti alla conseguente discussione sul perché e sul per come. Mi stupirei del contrario.
E allora, non sentendomi un vecchio babbione per questo e non indulgendo ad un immotivato ottimismo, vorrei dire la mia. 
Non credo che basti l'appello alla morigeratezza, che comunque aiuta, forse una riflessione su un modello sociale e produttivo basato sull'arraffare più che si può nel più breve tempo possibile, potrebbe offrire spunti anche sulla nostra più consapevole e attiva partecipazione alla vita sociale del mondo di cui, casualmente e temporaneamente, facciamo parte.
Ma questa si chiama politica.
Forse si potrebbe partire dal dubbio che il modo di vivere e di produrre che conosciamo sia l'unico possibile e cominciare a pensarne un altro.
Ma questa si chiama politica.
Se poi, convintamente, diciamo: "non parliamo di queste cose perché non centrano niente col mio andare in barchetta" ecco che diamo il nostro piccolo contributo a che le cose rimangano così come sono cioè continuino a peggiorare.
Con buona pace delle nostre barchette e dei nostri figli. Basta essere coerenti

Aprile 01, 2019, 08:17:23 am
Risposta #17

marco ferrario (eko)

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Ci lamentiamo di questo inverno anomalo, ma il pianeta non ha confini.
Per fare solo un esempio, ma si potrebbe farne molti altri, rimanendo in tema di fiumi, in Alaska essi non ghiacciano più, a causa delle temperature invernali che superano di 20 gradi la media (dati dell'Alaska Center for Climate Assessment).

Riscaldamento globale, rifiuti, plastica, inquinamento, siccità, alluvioni, tempeste, deforestazioni e morti per disastri ambientali, l'uomo che ha causato i mali della Terra, non ha più tempo da perdere.

Dati poco rassicuranti vengono diffusi da enti e istituti che certificano l'urgenza di intervenire contro i cambiamenti climatici.
Il rapporto "La Dichiarazione sullo stato del clima globale 2018" stilato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), raccoglie i contributi di esperti scientifici e ci fa sapere che nel 2018 la maggior parte dei pericoli naturali che hanno interessato circa 62 milioni di persone sono stati associati a eventi meteo e climatici estremi.
La Dichiarazione descrive i rischi legati al clima e gli impatti sulla salute umana e sul benessere, le migrazioni, la sicurezza alimentare, ecc.
Una nuova conferma che il riscaldamento globale va frenato.
Non riuscire più a discendere un fiume è un segnale evidente del procedere del cambiamento climatico.

La mia espressione "... avere lo sguardo oltre la prua ..." è un invito a tutti a saper guardare più in là, allungando lo sguardo oltre la media distanza corrispondente alla lunghezza del kayak, per poi analizzare con consapevolezza quello che si vede e si vive, studiando e riflettendo.
Chiedo scusa se nei miei precedenti interventi, sono stato poco chiaro e perciò quello che davo per scontato, non da tutti è stato compreso per il verso giusto.

Sembra che nei prossimi giorni arriverà finalmente la pioggia e una bella nevicata sull'arco alpino, forse presto tornerà a scorrere un po' d'acqua e nei nostri fiumi si riuscirà a navigare con gioia canoistica, ciò non toglie che lo sconvolgimento climatico è un fatto ormai incontestabile.
« Ultima modifica: Aprile 02, 2019, 12:23:56 pm da marco ferrario (eko) »

Aprile 08, 2019, 01:03:17 pm
Risposta #18

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine. Certo, non si riuscirà a colmare il gap pluvo - nivale dovuto alla carenza di precipitazioni di tutti questi mesi invernali in cui non è stato depositato un manto nevoso adeguato che garantisca la fornitura di acqua a noi canoisti e agli agricoltori per il periodo estivo, ma almeno abbiamo visto anche nel nord ovest un po' di pioggia e le cime imbiancate. L'augurio è che continui a piovere e nevicare finché le temperature rimangono sufficientemente basse per evitare corrivazioni di piogge eccessive e scioglimenti di neve troppo repentini. Che la natura ci metta una pezza dopo che ci ha fatto sospirare per mesi!
« Ultima modifica: Aprile 08, 2019, 03:51:42 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Settembre 27, 2019, 09:45:31 pm
Risposta #19

marco ferrario (eko)

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Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine.

I ghiacciai spariscono come quello sul Gran Sasso mentre sull'arco alpino altri stanno collassando.

Le riserve idriche sulle Alpi si sono dimezzate nell'ultimo secolo e con le temperature attuali tutti i ghiacciai sotto i 3.500 metri rischiano di sparire entro il 2050.

È evidente che purtroppo siamo molto lontani dal lieto fine.
« Ultima modifica: Settembre 27, 2019, 10:26:07 pm da marco ferrario (eko) »

Novembre 14, 2019, 10:03:08 pm
Risposta #20

marco ferrario (eko)

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Sulle Alpi sta già nevicando in abbondanza, mentre da Venezia a Matera c'è acqua, troppa acqua.
Non possiamo certamente gioire, anzi, la domanda di Vittorio, "che ne sarà di noi?" è sempre più attuale e drammatica e la nostra presa di coscienza è indispensabile perchè, anche se riusciremo ancora a fare delle belle discese in kayak, non siamo al lieto fine della "commedia".

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti.
 A lunghi periodi di siccità tale da lasciare i fiumi in secca, si susseguono alluvioni e cicloni con venti fuori dal comune e con una frequenza mai vista prima d'ora.
 I dati registrati dell’European severe weath https://www.eswd.eu/
non possono essere presi con superficialità o smentiti.
 L'evento straordinario è diventato ormai ordinario.
Dobbiamo renderci conto che siamo nel bel mezzo di una crisi climatica.

P.S.
- In questa animazione realizzata dalle due accademie scientifiche più prestigiose al mondo (Royal society britannica e National academy of sciences statunitense), si spiega cosa accade al clima della Terra.
https://www.internazionale.it/video/2015/02/09/
il-riscaldamento-globale-spiegato-in-un-minuto
- Quest'altro è un brevissimo video della Nasa e rappresenta il mutamento della temperature del nostro pianeta negli ultimi 130 anni. ://youtu.be/2DwZL0WeqoI
- Sulle cause, ecco un video animato, sempre di un minuto. :/Un/youtu.be/Fv-L4q5mAo8
« Ultima modifica: Novembre 16, 2019, 12:24:55 pm da marco ferrario (eko) »