Autore Topic: Scelta canoa mare lago  (Letto 4062 volte)

Aprile 06, 2018, 07:12:47 am
Risposta #15

marittimo

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    ...

... che differenza di conduzione si ha tra per esempio 4.7 mt o 5.2 mt?

Le differenze di base sono essenzialmente due:
- più lungo = più veloce e minore fatica = più adatto per lunghe distanze in ampi spazi di manovra (mare/grandi laghi)
- più corto = più manovrabile = più adatto per spazi e curve strette (torrenti/piccoli fiumi)

Quindi il 5.2 sarà più veloce del 4.7 (navigazione in linea retta), ma se navighi in spazi stretti delimitati da scogli, secche, ostacoli e pericoli vari, sarà più difficile eseguire le manovre (navigazione su rotta spezzata, ovvero a zig-zag).

In linea di massima la differenza di velocità si può ricavare dalla formuletta applicata alle barche con carena dislocante, ovvero:
Velocità (in nodi) = 1,3 * radice quadrata della lunghezza al galleggiamento (in piedi).
Togliendo circa un 10% di slanci a prua e a poppa (che restano fuori acqua), si avrà:
- scafo da 4,7 = 4,8 nodi (9 km/h)
- scafo da 5,2 = 5,1 nodi (9,4 km/h)

Sono le velocità massime che lo scafo può raggiungere con un aumento di potenza propulsiva proporzionale all’aumento di velocità. Oltre tale limite, la velocità aumenta in misura molto inferiore all’aumento di potenza propulsiva.

Restano comunque velocità teoriche perché ci sono anche altri fattori che hanno la loro influenza.
Ad esempio la larghezza. Uno scafo da 4,7 largo 50 cm (rapporto 9,4) è (teoricamente) più veloce di uno scafo da 5,2 largo 65 cm (rapporto 8,0).

Studi ed esperimenti di ingegneria navale sono poi giunti alla conclusione che il rischio di capovolgimento dello scafo, investito da un’onda frangente, dipende dalla sua lunghezza (e non dalla larghezza come si potrebbe immaginare). Quindi il kayak più lungo è anche più sicuro con mare mosso.



Aprile 09, 2018, 12:56:10 pm
Risposta #16

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
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Una curiosita' su una sottigliezza.
Ho sempre conosciuto la formula V=(2*L)-2 che equivale a V=1.4*L
Tu dove hai trovato che invece sarebbe 1.3?
Andrea Ricci
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Aprile 09, 2018, 06:15:46 pm
Risposta #17

marittimo

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    ...
Ciao Andrea.
Se cerchi in rete “velocità critica” (riferita alle barche) troverai molti riferimenti. V. ad es.

https://piccolebarche.wordpress.com/2012/04/06/velocita-critica/

http://tabweb.blogspot.it/2013/02/velocita-critica-velocita-massima.html

https://it.wikibooks.org/wiki/Manuale_nautico/Propulsione_a_vela

Il coefficiente che compare nella formula è una semplificazione del numero di Froude (attinente alla complessa problematica della resistenza d’onda) e non è certamente rigoroso, ma dipende dalle caratteristiche dello scafo.
Per quelli a dislocamento tradizionale si usa normalmente 1,3, ma può essere superato per altre tipologie di barche (es. catamarani, derive leggere plananti).

La L della tua formula dovrebbe però essere sotto radice quadrata poiché 1,4 è solo la radice quadrata di 2, ovvero  V=1.4*L1/2

Comunque la mia segnalazione voleva solo dare alcuni riferimenti affinché Simone possa farsi un’idea di cosa potrebbe cambiare tra 4,7 e 5.2 mt di lunghezza.


PS. Il mio progetto di tavola da SUP è poi rimasto dentro AutoCAD purtroppo per problemi di tempo e di spazio. Comunque avevo trovato anche la ditta che mi forniva il polistirene già sagomato al 90%. Quindi sarebbe stato un lavoro essenzialmente di laminazione e finitura.

« Ultima modifica: Aprile 09, 2018, 06:28:57 pm da marittimo »

Aprile 10, 2018, 12:45:38 pm
Risposta #18

Giovanni Perozzi

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ci sono addirittura, pubblicate dalle riviste del settore, ma si trovano pure in rete, tabelline comparative dei vari modelli di kayak da mare in commercio, che sulla base delle formulazioni elencate danno la forza propulsiva necessaria per mantenere costantemente una certa velocità, ad es. 2knt 3knt 4knt.

ma stiamo parlando di assoluta teoria, perchè poi andando per mare si dovrà sopratutto tener conto dell'onda e del vento, della direzione da cui vengono e di tanti altri fattori che .......il miglior giudizio, se è possibile, ce l'avrai solo mettendo il culo sopra alla barca, magari più volte ed in condizioni diverse.

consigliare ad un neofita il primo acquisto è rispondere alla classica domanda da un milione di dollari, personalmente dopo 35 anni di canoa continuo a sbagliare i miei di acquisti canoistici.

quello che mi sento di dire è: abbi bene in mente cosa col kayak vuoi fare e le condizioni al contorno: rimessaggio, manutenzione, trasporto, facilità di imbarco, presenza di altri kayakkisti nelle vicinanze con quale tipo di kayak (se vuoi socializzare), tempo a disposizione da dedicare, costi (ovviamente).

poi tra i vari parametri discussi precedentemente io aggiungerei anche il peso, non sottovalutare il fattore peso se hai difficoltà nel trasporto o nell'imbarco. Purtroppo i k mare sono bellissimi ma anche pesantissimi, a parità di materiale tanto più quanto più sono lunghi.

ciao

Aprile 10, 2018, 01:03:52 pm
Risposta #19

Giovanni Perozzi

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Studi ed esperimenti di ingegneria navale sono poi giunti alla conclusione che il rischio di capovolgimento dello scafo, investito da un’onda frangente, dipende dalla sua lunghezza (e non dalla larghezza come si potrebbe immaginare). Quindi il kayak più lungo è anche più sicuro con mare mosso.

Sempre molto teoricamente, anche perchè il sistema uomo-kayak non è assimilabile ad uno "scafo" normale................
Qui mi sento di contraddire.
Un frangente veramente grande non si supera, e allora?.............avete mai provato a stare in appoggio su un frangente con un kayak di 5 metri e mezzo?? ed avete fatto la stessa cosa con uno di due metri e 70?? c'è una certa differenza!
Ultimamente mi diverto ad uscire con mare mosso con un k mare corto (4,40) e stabilissimo, un k mare simil paciocco. C'è pure una nuova tendenza, un po play da onda, per quanto riguarda i k mare, e la tendenza è ad accorciare la lunghezza. Quando prendo invece il k mare lungo 5,35, le difficoltà aumentano.

Aprile 10, 2018, 04:39:27 pm
Risposta #20

nolby

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    MARCO
si potrebbe aprire una discussione dedicata. La forma e le caratteristiche dell'opera viva influenzano moltissimo il comportamento in acqua del kayak (non solo la velocità). Eppure nelle varie "schede tecniche" sui siti dei produttori quasi nessuno ne fa cenno, raramente si vede una foto del kayak a caccia in sù.

Faccio un esempio io ho un Prijon Touryak 470 ed ho provato altri kayak di dimensioni simili.

Prijon Touryak  470 x 59
Resinvetro Sinik 470 x 60
CSCanoe Korsa  470 x 58

Dimensioni praticamente identiche ma comportamenti diametralmente opposti.

Il Sinik rispetto agli altri 2 è molto più veloce e va veramente dritto, Ha una grande inerzia nonostante il fatto che "in acqua" sia il più corto.
Il Korsa è molto manovriero e giocoso (al contrario di quanto dovrebbe essere perchè è l'unico senza slanci per cui tutti i 470cm sono in acqua).
Il prijon è un pelo più lento del korsa (forse anche a causa del materiale) ma direi ha anche la miglior  stabilità primaria (scafo "multiple chine" tendente al pacioccoso tipico prijon). Mentre il korsa dovrebbe essere hard chine secondo la descrizione ma verso poppa e prua mi pare a V