Autore Topic: Siccità, desertificazione e bacini artificiali.  (Letto 676 volte)

Agosto 02, 2017, 03:46:36 pm
Letto 676 volte

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
Nelle ultime settimane aride e infuocate, i consorzi di bonifica, le aziende private del settore distributivo e gli altri Enti che a vario titolo si occupano di captare e gestire le acque non hanno perso l'occasione sui media di reclamare fondi pubblici, come se i soldi potessero sostituire l'acqua.
Come al solito i rimedi più ovvi proposti non sono poi così ovvi.
Intanto, quelli che gridano alla catastrofe sono gli stessi che l'hanno in gran parte provocata. I sistemi di irrigazione nell'agricoltura sono generalmente improntati al massimo spreco possibile. Basta percorrere una qualsiasi autostrada per vedere nelle ore centrali della giornata getti enormi sparati in aria con l'evidente evaporazione della gran parte dell'acqua.
I consorzi che gestiscono l'acqua sono istituzioni politiche dove vengono rappresentati meglio quelli che hanno raggiunto nel tempo le migliori posizioni di potere nelle varie località. I giovani che tentano di recuperare sistemi di coltivazione più naturali sono spesso tagliati fuori dai canoni richiesti... 

Agosto 02, 2017, 03:54:15 pm
Risposta #1

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
Nelle città le forniture sono di solito controllate da contatori, ma non tutte. Spesso alcuni edifici privati e molti edifici pubblici (scuole, musei, caserme, ospedali, giardini, uffici, istituzioni benemerite varie), le parrocchie e altri (non conosco la situazione di porti, aeroporti e simili). Ora non è il punto adesso se sia opportuno fornire gratuitamente acqua ai pompieri o agli amici del golf, il problema è che tutti questi soggetti sono meno attenti ad attuare accorgimenti volti al risparemio della risorsa.

Agosto 02, 2017, 04:05:03 pm
Risposta #2

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
A Genova si possono vedere perdite frequenti e talvolta permanenti. Tutta acqua tolta al Trebbia e ai torrenti liguri. Quando si cerca di contattare il gestore per evidenziare il problema può capitare di sentirsi rispondere che la cosa non è grave perché la città ha perso negli ultimi trent'anni un terzo della popolazione e sono stati chiusi i forni dell'Italsider che ne consumavano un sacco. Perciò alla città non mancherà mai l'acqua. Quello che succede alle coltivazioni del piacentino è troppo lontano.
Nel piacentino per altro fanno del loro meglio per distruggere l'acqua, coltivando in gran parte vegetali destinati all'alimentazione animale, quando è risaputo che la produzione di un chilo di carne adi 20 volte più acqua rispetto a un orientamento tendenzialmente vegetariano.

Agosto 02, 2017, 04:17:52 pm
Risposta #3

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
... ai precedenti spunti vorrei aggiungere questo. La soluzione proposta di creare altri grandi bacini di raccolta delle acque presenta alcune controindicazioni.
La prima è che nell'arco degli ultimi due secoli innumerevoli invasi sono già stati creati laddove le condizioni erano più favorevoli. Ciò significa che altri nuovi invasi andrebbero realizzati laddove le condizioni di sicurezza, di rendimento o di opportunità generale hanno consigliato fino ad oggi di evitare.
La seconda è nell'evidente esperienza già fatta che i bacini artificiali si svuotano rapidamente per l'eveporazione. Infatti, soprattutto nelle zone più meridionali e soprattutto d'estate, cioè dove più servirebbero, il coefficiente di evaporazione per metro quadrato è superiore alla portata minima di mantenimento del livello.
L'effetto dunque di molti laghi artificiali, nel sud Italia, ma non solo, è di distruggere la risorsa trasformandola in vapore. Un piccolo corso d'acqua che per secoli aveva reso fertile il fondovalle per chilometri, con aranceti, per esempio, e aveva alimentato la falda, e reso possibile la vita di molti paesi, viene sbarrato, prosciugato e asservito ai gestori (ricordate che si è privatizzata l'acqua anche in Italia). Il tutto spendendo milioni di denaro pubblico e sull'onda del creato allarme.

Agosto 02, 2017, 04:37:30 pm
Risposta #4

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
...Naturalmente per "creato allarme" non intendo dire che il problema non sarebbe reale. Eppure altre situazioni che meriterebbero anche più attenzione non arrivano al megafono dei media.
Eccone una. I periodi di siccità infieriscono con maggiori danni sui terreni agricoli poco strutturati, privi di materia organica. Ebbene, per desertificazione dovremmo intendere proprio questo fenomeno, concentrandoci meno sulla pluviometria.
L'agricoltura moderna, che si definisce da sè giustamente industria agroalimentare, e non ha quasi più nulla a che fare con l'agricoltura tradizionale, per vari motivi chimici e meccanici tende a impoverire i terreni sfruttandoli a fondo.
Nel 1995 una ricerca del CNR aveva evidenziato che nell'intera Pianura Padana lo spessore di terreno fertile mediamente si era ridotta quasi della metà. Cioé, se prima avevamo un metro di spessore arabile e fertile, nel 1995 si era già arrivati a 50 centimentri. Non so se il CNR abbia provveduto ad aggiornare questi dati, ma temo che ormai siamo ridotti agli sgoccioli.
Infatti un terreno male strutturato ha difficoltà a trattenere l'acqua piovana, deve essere maggiormente caricato di fertilizzanti chimici e tende a dilavare con grande facilità, con le ovvie alluvioni, frane e letterale scomparsa dello strato coltivabile.
Il canoista vive in un mondo incantato con Zambesi a disposizione, Gole di Ardez e fiumi norvegesi. A quanto pare però vive anche in un mondo concreto che, in definitiva, è piuttosto deludente, ma anche interessante da conoscere.

Agosto 03, 2017, 08:29:52 am
Risposta #5

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

  • Full Member

  • Offline
  • ****
  • L'essenziale è invisibile agli occhi

  • 190
  • Testo personale
    Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Maurizio, non ti vedo da anni, ma sei sempre il migliore. ;-)
Una sintesi perfetta della situazione reale con grandi spunti di riflessione in ogni direzione; i concetti espressi vanno sempre a colmare le aree "vuote" proprio come la piena dopo un periodo di siccità.

Ciao
Giorgio

Agosto 03, 2017, 01:04:02 pm
Risposta #6

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 543
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Io invece considero l'intervento di Bernasconi superficiale e solo talvolta appropriato.
Cominciamo dal primo intervento. Il sistema di irrigazione a pioggia è, a parte quello a goccia che è molto costoso all'impianto e che comunque si sta sviluppando in Emilia e Veneto per le colture del pomodoro da conserva e del mais, il migliore che possa esserci, soprattutto molto migliore di quello a scorrimento e per sommersione che, nei terreni sabbiosi o sabbioso/limosi, ha delle perdite d'acqua per infiltrazione davvero notevoli, soprattutto alla captazione, dove le perdite sono enormi, fino all'ultimo angolo del campo da irrigare. Ha dei costi energetici di distribuzione purtroppo elevati che pesano sulle tasche degli agricoltori, ma i consumi idrici sono fisiologici e rispecchiano quello che accade in natura con le piogge.
Sono sostanzialmente d'accordo col secondo intervento, relativamente alla leggerezza nella contabilizzazione dei corpi idrici urbani, ma si sta provvedendo a contabilizzare anche il singolo utente nella singola unità immobiliare, anche nei condomini dove la contabilizzazione dell'acqua è da sempre centralizzata.
Sul terzo intervento posso dire che la classifica dei consumi idrici è da sempre: 1^ agricoltura ed allevamento, 2^ industria, 3^ civile. Se le industrie manifatturiera e siderurgica (ex Italsider, ora ILVA in fase di cambio della proprietà) stanno chiudendo i battenti è una vera tragedia per migliaia di famiglie. Meglio sarebbe che ci fosse lavoro e un giusto consumo di acqua industriale. Per ciò che riguarda l'uso zootecnico dell'acqua, vivaddio, meno male che c'è! I bovini dal carne e da latte e l'allevamento suinicolo e avicolo sono una ricchezza assoluta della Pianura Padana e moltissime famiglie vivono grazie al loro lavoro. Lasciamogli tutta l'acqua che serve alla produzione della carne, delle uova e, soprattutto, nel piacentino, del Grana Padano che, insieme al Parmigiano Reggiano, è il re dei formaggi, gustato ed apprezzato anche dai vegetariani. Che bevano i nostri animali allevati, che bevano e producano latte e carne!
Il quarto intervento è forse il più superficiale di tutti. Per un'agricoltura produttiva e di tipo industriale è indispensabile che si abbia a disposizione l'acqua necessaria alle piante, soprattutto nelle fasi fenologiche di germinazione e di fioritura , quando l'acqua non deve mai mancare. I laghetti collinari sono da moltiplicare notevolmente alla bisogna ed ogni agricoltore deve poter disporre di acqua quando la pianta la richiede. Una volta riempito, l'acqua in eccesso viene concessa ai fiumi e ai torrenti delle valli dei quali noi canoisti ne siamo i gli utilizzatori più allietati. Il denaro pubblico, poi, viene speso con beneficio di restituzione dall'utilizzatore e lo Stato se ne fa carico per poi avere indietro negli anni le quote utilizzate: nessuno dà l'acqua gratis a nessuno e, forse, è uno dei sistemi di utilizzo del denaro pubblico più produttivo per la collettività. Per il discorso dei torrenti che portano i fertilizzanti ai campi credo che Bernasconi sia rimasto al tempo degli antichi Egizi e del Nilo. Tralascio di parlare della industrializzazione della agricoltura contemporanea e dei sistemi attuali di fertilizzazione per brevità.
Sul problema dell'evaporazione dei bacini nel centro e sud Italia c'è del vero ma non vedo un sistema alternativo di raccolta e stoccaggio delle acque meteoriche: si prende il sistema più naturale che è quello a cielo aperto.
Vorrei sapere qualcosa di più relativamente alla diminuzione della quota di terreno fertile in Pianura Padana. Bisogna tener conto che 50 cm di franco di coltivazione sono abbastanza sufficienti per le principali colture industriali della Pianura Padana.  Vero è che la quota di sostanza organica dei terreni sta diminuendo a scapito della trattenuta di acqua, di antiparassitari e di fertilizzanti minerali aggiunti al terreno per consentire l'industrializzazione delle colture agricole. Si sappia dunque che per il mais in monocultura le arature difficilmente vanno oltre i 25/30 cm e oltre i 50 si parla già oggi di scasso. Oggi con il sod seeding si semina col no tillage, il zero tillage e, solo in casi estremi, il minimum tillage. Non serve assolutamente andare ad arare ad un metro di profondità e si buttano via un sacco di soldi in energia con le macchine agricole. A meno che non si voglia impiantare un frutteto...(tralascio il resto per brevità).
La chiudo qui.
Bernasconi come sempre la fa breve e superficiale e non considera un sacco di elementi perché... semplicemente...non è competente! Sono d'accordo su alcune cose ma non riesco, da Dottore Agronomo, a stare zitto sulla maggioranza delle altre.
« Ultima modifica: Agosto 03, 2017, 01:58:40 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

We can't afford to squander more of our rivers with dirty dams when real clean energy solutions exist. But... we have to be realistic with our actual energy consumptions!

Agosto 03, 2017, 06:02:16 pm
Risposta #7

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
Grazie Giorgio, troppo generoso. Ho solo messo in rapporto tra loro i fenomeni constatabili che ci stanno intorno.
Resta da dire qualcosa sulla depurazione delle acque.
La siccità prolungata aumenta la concentrazione degli inquinanti. Teniamo presente che una fase di diluizione è fondamentale anche per il funzionamento dei depuratori. Quelli a filtraggio, ve ne sono molti in Liguria, abbisognano di minor quantità di acqua per il loro funzionamento, ma sono difficili e costosi da gestire e producono grosse masse di fanghi che devono essere smaltiti per Legge come rifiuti speciali in una categoria particolare. Non possono finire in discarica e neppure, per quanto ne so, essere inceneriti a temperature convenzionali. Del resto mi rivolgo a dei canoisti, e senza esprimere le mie opinioni sull'argomento, lascio all'esperienza di ciascuno la valutazione sul grado di efficienza dei depuratori italiani (quando sono presenti) rispetto alla migliore e spesso sorprendente efficacia dell'autodepurazione dei corsi d'acqua là dove siano lasciati scorrere in condizioni di sufficiente naturalità. In effetti sarebbe ottimale avere a monte e valle dei depuratori lo scorrimento superficiale di acque naturali. Questo garantirebbe una effettiva depurazione con la restituzione delle qualità biologiche auspicabili. I liquami prodotti dagli impianti zootecnici, sommati agli scarichi urbani e agli inquinanti industriali, ai diserbanti, ai derivati del petrolio ecc. creano un mix che comunque non è facile ripulire anche per la presenza di farmaci, antibiotici, ormoni e così via. Queste considerazioni servirebbero per raccomandare un deflusso minimo vitale non simbolico ma sufficiente alla diluizione, all'ossigenazione e alla autodepurazione delle acque superficiali. E' ovvio che anche in questo caso la costruzione di bacini che bloccano le acque sarebbe controproducente.
« Ultima modifica: Agosto 04, 2017, 01:43:30 pm da maurizio bernasconi »

Agosto 03, 2017, 06:19:21 pm
Risposta #8

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
... (segue) infatti le acque ferme, con l'aumento previsto delle temperature medie, danno luogo a maggiore eutrofizzazione. Oggi vediamo in quasi tutte le acque dei fiumi appenninici in estate, nel periodo di secca, e persino nei fiumi alpini, lo sviluppo di alghe
e una diminuzione drastica dell'ossigeno. Questo era inconcepile un tempo. Non accadeva neppure nelle rogge intorno a Milano. Oggi si scivola sui sassi anche sul greto dei torrenti più belli. Perché?
Non solo l'acqua è poca e più calda, si deve anche considerare la presenza dei detersivi scaricati che sovralimentano la vegetazione di alcune piante acquatiche. Queste consumano tutto l'ossigeno mentre le altre specie, che nel loro insieme partecipano al processo dell'autodepurazione, soffocano e muoiono.
Una suddivisione delle condutture di scarico tra acque bianche (meteoriche), acque grige (scarichi domestici) e acque nere (deiezioni fecali), sebbene auspicata, sebbene si siano spesi denari in grande quantità per realizzarla, sebbene in altri paesi d'Europa sia norma corrente, in Italia non sembra sia davvero realizzata ...   
« Ultima modifica: Agosto 04, 2017, 01:46:04 pm da maurizio bernasconi »

Agosto 03, 2017, 06:50:36 pm
Risposta #9

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
...(segue)  Virgilio raccontava al suo tempo che già da parecchi secoli la florida, pingue, ubertosa pianura mantovana veniva ingrassata con dolce letame. Il termine deriva da laetare allietare, perché fa lieti i campi. Nel dodicesimo secolo i monaci di san Bernardo sistemavano le risorgive e impostavano una delle più ricche economie agricole del mondo. Tutto (o quasi) quello che produce di buono la Pianura Padana esiste da molti secoli prima dei consorzi agricoli, prima dei diserbanti e prima che venissero ad illuminarci i tecnici diplomati del settore e gli informatori più o meno transgenici delle multinazionali . 
Dunque, avevamo un metro di spessore di bonissima nera terra, spessore accresciuto grazie alle pazienti concimazioni, alla lungimirante sapienza. Migliorato dalla pazienza dell'uomo e anche in parte dalla sua impossibilità tecnica di produrre danni.  Un terreno in grado di trattenere le precipitazioni e sopportare periodi di siccità.
Forse generalizzando un po', si può dire che oggi abbiamo spesso una o due spanne di terreno sabbioso, con pochissima stuttura di materiale organico quindi dilavabile e talmente privo di nutrienti organici che dobbiamo caricarlo costantemente di fertilizzanti chimici destinati però rapidamente ad essere dilavati in caso di pioggia perché solubili altrimenti non verrebbero assimilati dalle piante.
« Ultima modifica: Agosto 04, 2017, 01:48:17 pm da maurizio bernasconi »

Agosto 03, 2017, 07:10:20 pm
Risposta #10

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
... (segue)  Questa descrizione corrisponde a una discreta definizione della DESERTIFICAZIONE.
Le precipitazioni sono concentrate in periodi più brevi, la loro violenza trova dei terreni fragili incapaci di assorbirle, le nevicate sono sporadiche, l'alimentazione delle falde acquifere è difficile. I fiumi acquistano un carattere torrentizio, l'acqua è sempre o troppa o troppo poca per garantire gli approvigionamenti idrici, per autodepurarsi, per contenere la stabilità delle sponde.   
Certo sarebbe possibile porre rimedio. Si potrebbero togliere all'agricoltura i suoli più compromessi per ripristinare il bosco ceduo o ampi spazi selvaggi. Si potrebbe togliere alla terra la sua attuale connotazione di semplice variabile economica cosa che non è stata decisa da Dio in principio. Si potrebbero lasciar scorrere i torrenti liberamente.
Cose che a noi sembrano pazzie, ma vengono fatte da tempo in molti paesi europei. Italia, datti una mossa!

Agosto 05, 2017, 02:26:43 pm
Risposta #11

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 543
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sono in ferie e sto scrivendo da uno smartphone. Quando torno cercherò di dare delle lezioni di agronomia e di chimica agraria a questo tremendo ignorante che non sa niente delle basi della biologia e continua a sproloquiare in questa sede, tra l'altro inappropriata, adducendo conoscenze letterarie su Virgilio pensando di risolvere I problemi del mondo moderno.
Sempre che tutto questo topic sia ancora presente o che qualche Psichiatra non sia nel frattempo intervenuto.
« Ultima modifica: Agosto 05, 2017, 02:31:49 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

We can't afford to squander more of our rivers with dirty dams when real clean energy solutions exist. But... we have to be realistic with our actual energy consumptions!

Agosto 05, 2017, 03:50:48 pm
Risposta #12

maurizio bernasconi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 238
Chi frequenta il forum conosce il nostro esperto Pongolini e non si stupisce. I nuovi arrivati invece, se lo desiderano, possono studiare le opinioni di Pongolini nelle centinaia di brillanti suoi interventi presenti nello storico del forum.
Anche questa volta Pongolini coglie nel segno. Infatti tutto quello che scrivo gli si versa sui nervi, sempre esposti, come vetriolo e deve reagire al più presto. Le sue convinzioni sono più forti di lui. Il motivo è semplice e interessante.
Pongolini purtroppo la pensa come la quasi totalità degli addetti ai lavori, dei sindaci, degli assessori, dei capiredattori e di quelli che si fanno le idee sui giornali. Chiesa, Caserma e Università non sono quindi allegorie del passato. Pongolini si espone quindi, attraverso le sue riflessioni, a impersonare un prototipo. Quando vediamo, come capita occupandosi di fiumi, di suolo o di rifiuti, certe speculazioni e certi interventi sul territorio e sull'ambiente mostruosi, inutili, beceri, irrimediabili e furfantesci ci sembra impossibile che qualcuno in carne ed ossa si sia reso responsabile di averli concepiti, progettati, finanziati, autorizzati e infine portati a termine. Invece no, queste persone esistono, sanno farsi maggioranza, hanno consulenti, imprese, fanno essi stessi le regole del gioco.
Ho chiesto a Dani di cancellare i post offensivi di Pongolini, però anche mi dispiacerebbe rinunciare a questo specchio così comodo, così iper reale, a questa impressionante materializzazione in tutta la possibile purezza, del conformismo più lealista del re che talvolta, e questo sì è brutto, permane in qualche angolo anche dentro di noi.   

Agosto 05, 2017, 11:02:44 pm
Risposta #13

Dani Ckfiumi

  • Global Moderator
  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 408
    • In caso d' acqua
OH! ....  a me piacerebbe un sacco, per UNA VOLTA, passare un Agosto tranquillo.
Grazie della gentile collaborazione.


PS:
vi riporto un pezzo importante del regolamento del Forum
(si sa mai siate col cellulare e non riusciate a trovare la pagina intera):

"É assolutamente VIETATO:
* Offendere, in qualsiasi modo, chiunque.
In base alla gravità delle offese, le misure prese varieranno dalla censura del post in oggetto, alla messa al bando dell'autore (temporanea o permanente). Sono ritenuti messaggi offensivi e quindi messi al bando dal forum: incitamento all'odio razziale; apologia di fascismo, nazismo ecc...; espressioni generalmente considerate offensive.
* Condurre "guerre di opinione": questo forum non è la sede opportuna per risolvere le diatribe personali che possono non interessare agli altri membri. "


Il regolamento del forum si trova per intero qui: https://forum.ckfiumi.net/index.php?action=register


CONTARE FINO A 100 PRIMA DI POSTARE. GRAZIE DELLA COLLABORAZIONE.
ALLACCIARE LE CINTURE E VI AUGURO BUONE VACANZE.





What if you knew everything you did online was being watched, followed, stored and sorted by sophisticated algorithms that were profiling you in real-time. Would it change how you behave? ..
Brave New World. Use https://brave.com Luke !

Agosto 05, 2017, 11:13:34 pm
Risposta #14

Dani Ckfiumi

  • Global Moderator
  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 408
    • In caso d' acqua
Maurizio, non ti vedo da anni, ma sei sempre il migliore. ;-)
Una sintesi perfetta della situazione reale con grandi spunti di riflessione in ogni direzione; i concetti espressi vanno sempre a colmare le aree "vuote" proprio come la piena dopo un periodo di siccità.


concordo pienamente con JC .... ( JC: non ricordo mi sia mai capitato in passato  ;D ;D ::) )
What if you knew everything you did online was being watched, followed, stored and sorted by sophisticated algorithms that were profiling you in real-time. Would it change how you behave? ..
Brave New World. Use https://brave.com Luke !