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Workshop 17.6.'16: Derivazioni idroelettriche e tutela....Regione Lombardia...

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Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Volevo aggiungere l'argomento su un vecchio topic, ma siccome è troppo vecchio CKItalia me lo sconsiglia.
Allora ne apro uno nuovo e inserisco l'allegato.
Guardare in ultima pagina: i canoisti e i rafter sono rappresentati in Regione Lombardia...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Vittorio Pongolini

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Vi segnalo una serie di argomenti che verranno trattati all'incontro in Regione Lombardia il prox. 17.6.'16

Sono numeri pesanti anche per noi "paddlers", che dovranno essere affrontati e discussi nelle opportune sedi e sono ben felice di poter contribuire, con una presentazione in .pptx (Power Point), con la mia esperienza (canoistica e scientifica) alla causa della ns. categoria.
 
NUMERI!
3000 impianti esistenti, 2000 nuove istanze
1665 istanze (su 1932) < 1 MW
derivazione di ulteriori 1723 km di corsi
d’acqua oggi non derivati (reali 3.000 Km)
1200 Km < 1 MW → meno 3% potenza installata

CRITICITA’ NELLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE
Scarsa considerazione degli obiettivi di qualità dei C.I.
Mancata applicazione dell’Art.4(7)
Corpi idrici non tipizzati senza protezione
Mancata valutazione degli effetti cumulativi
Mancanza di “no-go areas” effettive

PROPOSTE
mitigazione degli impatti degli impianti esistenti (PdG azioni mitigazione, gestione svasi..)
favorire i controlli e la trasparenza (misura portate, controlli, sanzioni)
contenere irrazionale diffusione di impianti:
     . pianificazione strategica (RES vs. WFD, pubblica utilità)
     . attuare l’articolo 4(7) e tutelare i piccoli corsi d’acqua
     . definire delle “no go areas” effettive
     . valutazione: obiettivi ambientali, principio precauzione
     . ridurre incentivi

CRITICITA’ NELLA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI
Inadeguatezza degli indici WFD relativi agli EQ biologici nel registrare gli impatti, specialmente in contesto alpino
Insufficiente utilizzo degli indici relativi agli EQ idromorfologici (e incertezze metodologiche)
Valutazioni anche in assenza di dati sufficienti sullo stato attuale

CRITICITA’  NELLE MISURE DI MITIGAZIONE DEGLI IMPATTI
DMV che si concentra solo su deflussi minimi e non considera i diversi aspetti dell’alterazione idrologica (DMV vs. ecological flows), incluso l’hydropeaking
Alterazione morfologica?
Altri impatti, diretti e indiretti (fascia riparia? Fase di cantiere?)


Vi do delle chiavi di lettura, anche per gli acronimi:

REW: direttiva Renewable Energy Sources.
WFD: direttiva Water Frame Directive.
DMV: Deflusso Minimo Vitale.
art. 4(7): Articolo della Direttiva Quadro Acque.
Hydropeaking: variazioni di portata giornaliere determinate dalle immissioni intermittenti delle acque turbinate a valle delle centrali (causano gravi danni! Possono variare molte volte nella giornata, anche di 7/8 volte il minimo!).
E.Q. : Elementi di Qualità delle acque (Biologici, Chimici, Idromorfologici).

Per altre informazioni rimando il tutto post incontro.

C'è una importante considerazione però da fare: siamo finalmente rappresentati anche in sede istituzionale!

Ultima modifica: Giugno 14, 2016, 04:49:05 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Vittorio Pongolini

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Ragazzi, dovete darmi una grossa mano molto rapidamente, entro domani sera, giovedì! Dovete riportarmi l'elenco dei vostri fiumi e dei vostri torrenti  in Italia per i quali esistono degli accordi o simil accordi, verbali - non credo ce ne siano di scritti - con le società nazionali o locali, produttrici di energia idroelettrica, disposte, in modo amichevole a rilasciare acqua per le ns. esigenze di navigabilità, almeno una o più volte all'anno. Mi serve per la presentazione di slides di cui sopra nell'allegato che sto preparando.
Io faccio mente locale e mi vengono in mente al momento, solo Adda, Adige, Vara, Limentra ... Ce ne sono sicuramente altre di situazioni sinergiche amichevoli e di disponibilità, seppur, credo, poche.
Ripeto, non quelle che rilasciano acqua perchè hanno le dighe che strabordano di acqua, ma quelli che la concedono su richiesta e possibilmente gratis, indipendentemente dal livello dei bacini.
Grazie!   
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Davide Longoni

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Melfa, Toce forse per la gara avevano garantito un minimo.

Se mi vengono altri in mente ti avviso! grande Vittorio per essere sempre attivo, complimenti!

Frederik Beccaro

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raduno Scoltenna a aprile 2016

Frederik Beccaro

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Il "Richiamo del TREBBIA II Round" 4-5 luglio 2015- Comunque Toio, se metti la parola chiave RILASCIO, nello spazio ricerca escono diversi risultati. Grande Toio

stefano caprile CCN

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Parlo di diversi anni fa, quando organizzavamo il Valsesia River Contest,  massima collaborazione da parte di Enel per regolare il flusso del Sermenza dal bacino di Rimasco.  Ovviamente il volume del lago è piccolo, quindi non potevano fare un rilascio ad hoc,  ma mi davano info sulla portata che potevano erogare e si impegnavano a non variarla per tutta la durata della gara.  Non possiamo che apprezzare lo spirito di collaborazione.
Stefano CCN

stefano caprile CCN

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Dimenticavo:
Maggio 2006 - maggio2007 - maggio 2008 - maggio 2009
Ing. Cavioni, Enel.
Stefano CCN

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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  • Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Ciao Pongo,

Non vorrei sbagliare, ma in occasione del raduno sulle sture del we scorso era previsto un rilascio sulla Stura di Viu da parte di Enel per integrare i livelli e consentire la discesa integrale del tratto da Mondrezza a Traves! ;-)
Non so se poi tale rilascio sia stato eseguito (io non c'ero).

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5388.msg20827.html#msg20827

Ciao
Giorgio (JC)

alberto bianchi

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Ciao Vittorio, in occasione delle gare sul Toce, l'Enel ha sempre garantito rilasci costanti dei metri cubi richiesti.

MaurizioGuidaFICT

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  • Guida Fluviale e Istruttore FICT - Guil
Confermo che sia per il raduno sul Melfa (Lazio) che per quello sul Volturno (Molise), su richiesta delle associazioni che organizzano, viene rilasciata gratuitamente l'acqua per consentire lo svolgimento della manifestazione. Non c'è un accordo, ma con conoscenze locali e richieste ufficiali presentate con lettera il rilascio viene concesso.
In passato anche sul fiume Corno c'era il rilascio che l'ente gestore del bacino idrico concedeva a richiesta una volta l'anno fin quando la legge regionale a riservato il tratto alla pesca no kill e di conseguenza il rilascio non è stato più possibile perché vietato dalla Regione.....
Maurizio

Vittorio Pongolini

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Grazie mille ragazzi! Li ho scritti tutti nella presentazione in pptx (20 slides). Sono 9...davvero pochini a ben pensarci. Se riuscirò nell' intento di  salvarlo in pdf lo renderò pubblico. Non riesco al momento...non me lo salva e non capisco perchè (problemi con Acrobat?). Potrà venir buono a tutti in discussioni o in Contratti di Fiume locali. Grazie anche a Frederik che con la giusta idea di scrivere "rilascio" sulle ricerche mi ha illuminato...non ci avevo proprio pensato. Se ce ne sono ancora faccio in tempo a scriverli...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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francesca gastaldi

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Ciao Vittorio. Credo che ci sia anche il Vomano. In Abruzzo.
😉
Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

Giuseppe Coduri

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Ciao, non ho capito bene i numeri citati da Vittorio sulle nuove iniziative idroelettriche. posso dire però che spesso vi sono progetti in concorrenza tra loro che interessano il medesimo tratto (es. Sermenza); altre volte sono progetti presentati sulla base di dati lacunosi o spesso del tutto errati, sulle portate disponibili, ecc.
In sintesi: pochi progetti sono davvero tecnicamente realizzabili, rispetto al numero di domande presentate. A ciò si aggiunga che l'attuale quadro degli incentivi sulle rinnovabili idroelettriche non è per nulla favorevole a nuovi interventi, a meno che non siano sotto i 50 kW o sotto i 250 kW se con caratteristiche di impatto ambientale particolarmente limitato (impianti realizzati su canali o condotte esistenti, senza incremento di portata derivata; che utilizzano acque di restituzioni o di scarico; che utilizzano il deflusso minimo vitale al netto della quota destinata alla scala di risalita, senza sottensione di alveo naturale). Nel medio termine non pare che la situazione possa mutare significativamente, il nuovo decreto ministeriale, atteso dal 2015, dovrebbe sanare situazioni di impianti esclusi da precedenti registri, ma non dovrebbe esserci spazio per nuovi impianti di dimensione importante.
Va detto che nessuno realizzerebbe un impianto senza avere la certezza di ottenere l'incentivo, pertanto sul fronte nuovi impianti sarei, per il momento, relativamente tranquillo. la battaglia da fare, a mio avviso, è quella dei rilasci (anche programmati) su corsi d'acqua già derivati.

volevo fare un salto all'evento, ma sono un po' preso, da quanto leggo tra i relatori c'è Michele Spairani, ex canoista, che saluto.

AleConca

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Ciao Giuso

Oggi hanno firmato il decreto rinnovabili. La situazione è ancora quella di prima (accesso agli incentivi per impianti nuovi solo sotto i 50/250kW) o ci sono novità?
Ultima modifica: Giugno 23, 2016, 06:47:51 pm da AleConca

Vittorio Pongolini

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Ciao. Forse volevi dire situazione invece che stazione? Sto aspettando alcuni documenti dal Workshop, poi risponderò anch'io. Sono un po' impegnato col lavoro, tra le altre cose. Abbi fede.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Giuseppe Coduri

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Ciao Ale, il testo non è ancora stato pubblicato, in quanto manca, pare, la firma del ministro dell'Agricoltura. Da quanto ho letto dovrebbe confermare quanto si diceva (bene, dal nostro punto di vista) però aspettiamo qualche giorno e potremo analizzare i dettagli del provvedimento.
Ciao.

Vittorio Pongolini

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Copio ed Incollo dal sito del CIRF, al quale sono perfettamente allineato.Il DM è al seguente link:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-06-29&atto.codiceRedazionale=16A04832&elenco30giorni=false .

Ricordo tra l'altro che il CIRF non è una associazione di carattere assolutista, offuscata da eccessi ambientalistici, ma una associazione scientifico culturale che usa cognizioni di causa, soprattutto scientifiche e legislative, per salvaguardare i corsi d'acqua.

Per allinearsi all'idea di salvaguardia dei nostri corsi d'acqua  prospettata dal CIRF vi segnalo un'altro link:

 http://www.cirf.org/download/cirfdocs/appello_naz._salvaguardia_corsi_d_acqua_da_eccesso_di_sfruttamento_idroelettrico_28ott2014.pdf

alla quale sono ancora perfettamente allineato. Non ci sono sottoscritte nel documento nè la firma della FICK nè quella della FICT e credo sia una mancanza da rimarcare e alla quale porre dei rimedi.
Infine vi segnalo il link, sul sito della FICT, della presentazione "Conflitti e Sinergie tra produzione idroelettrica e sport della pagaia" che ho effettuato lo scorso 17/6/'16 e che ha suscitato molti consensi tra i convenuti:

http://www.canoa.org/fict-canoa-news.php?cid=134

Et voilà il commento al brutto decreto pubblicato e firmato:

"Il Decreto interministeriale appena pubblicato, del 23 giugno 2016 "Incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico" (16A04832) conferma gli incentivi a nuovi impianti idroelettrici nei corpi idrici naturali.
Tale scelta suscita molte riflessioni: il CIRF ritiene che sia controproducente e che rischi di costare all'Italia una nuova Procedura di infrazione comunitaria (come quella già aperta EU_PILOT_6011_14_ENVI_2015) . La produzione idroelettrica è infatti riconosciuta come una delle cause principali di degrado dello stato ecologico dei corpi idrici; pur trattandosi di una fonte rinnovabile non è ambientalmente sostenibile.dopo molti mesi di attesa, si confermano gli incentivi a nuovi impianti idroelettrici nei corpi idrici naturali.
Così come per il consumo di suolo, anche per i corsi d'acqua non si può pensare di aumentarne ulteriormente lo sfruttamento, è tempo di fermarsi e anzi di investire in misure di tutela e riqualificazione, l'obiettivo dev'essere il consumo zero.
Il CIRF ha da tempo suggerito che lo spazio residuo per ulteriore produzione idroelettrica, e per eventuali incentivi, va cercato nella realizzazione di nuovi impianti nel reticolo artificiale, ad esempio in acquedotti e fognature, oltre che nell'aumento dell'efficienza di quelli esistenti.
Contestualmente, vanno attuate adeguate misure di mitigazione degli impatti delle migliaia di centrali in esercizio, come sottolineato nell'appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d'acqua dall'eccesso di sfruttamento idroelettrico, sottoscritto a fine 2014 dalle principali organizzzioni italiane che si occupano di tutela ambientale e che a più di un anno di distanza è rimasto sostanzialmente disatteso.
Per maggiori informazioni sul conflitto tra produzione idroelettrica e tutela dei corsi d'acqua: Dossier CIRF su idroelettrico e corsi d'acqua “L’energia “verde” che fa male ai fiumi - Qualità dei corsi d’acqua e produzione idroelettrica in Italia: un conflitto irrisolto” "
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

AleConca

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Quindi viene riaperto il registro e si riaprono le aste ai nuovi impianti? O è come diceva giuso una iniziativa per far rientrare quelli già nel registro?

L'incentivazione è come quella degli anni passati o più alta?

Giuseppe Coduri

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Ciao, Confermo, sostanzialmente, quanto detto/scritto precedentemente:
1) accedono direttamente all'incentivo piccoli impianti (<250 kW) a basso impatto (su canali artificiali, salti esistenti, ecc.) una volta realizzati
2) scompare (su questo ci sono proteste, vedremo) la possibilità di accesso diretto per impianti di qualsiasi genere sotto i 50 kW;
3) Accedono a incentivo tramite registro, secondo questo ordine di priorità:
      a) impianti esclusi da precedenti bandi, qui allego il tabellone, sono dieci pagine per 277 impianti
      b) impianti di cui al punto 1)
      c) impianti di potenza superiore, ma sempre a basso impatto (canali, salti esistenti, ecc.)
      d) tutti gli altri, con vari criteri di priorità, se rimanesse potenza incentivabile disponibile.
il totale incentivabile è pari a 80 MW, raggiunta tale soglia, gli impianti fuori dalle posizioni utili non saranno incentivati.
se qualcuno ha la pazienza di andarsi a sommare le potenze del pdf allegato (purtroppo è protetto e non sono riuscito ad estrarlo su foglio elettronico) potremmo capire quanto è concreto il rischio che siano incentivati gli impianti che non ci piacciono. Tenendo conto che ci saranno molte rinunce e non tutti gl'impianti esclusi dai vecchi registri parteciperanno al nuovo bando.

In sintesi: non sarei eccessivamente preoccupato, però occorre stare in guardia sempre.
ciao

AleConca

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Grazie!
Sempre sul pezzo

Viste le taglie (diciamo una media di 0.5 MW) ne passano un 150 di progetti... tra rinunce varie e se la classifica rimane valida direi che se non sei nel registro sei fuori anche sto giro
.. 150 impianti però rimangono parecchi per un contributo così esiguo (0,0000000% a livello nazionale?)
Un peccato che i soldi non vengano investiti meglio a livello ambentale e di sviluppo economico (incentivi efficienza?)

Giuseppe Coduri

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Sì, a spanne difficilmente entreranno in graduatoria impianti impattanti. la capienza degli incentivi dovrebbe risultare subito saturata. attenzione! magari entreranno impianti già autorizzati, con impatti negativi, di cui non sappiamo.

A titolo informativo, gli impianti incentivati dal vecchio decreto hanno prodotto (idro, geo, eolico, ecc.) 1,63 TWh nel 2015 (0,54% del fabbisogno nazionale) generando un risparmio di energia primaria pari a 305.000 TEP (tonnellate di petrolio equivalente) a fronte di 176 milioni di € (a spanne metà corrispettivo per l'energia prodotta e metà incentivo vero e proprio.
In genere, a pari investimento, l'efficienza energetica porta maggiore vantaggio rispetto alla produzione da rinnovabili, va però detto che mentre la produzione elettrica non si butta mai via e gli impianti normalmente hanno una vita tecnica di oltre trent'anni, l'effettivo vantaggio derivante da interventi di efficienza energetica è vincolato all'utilizzo finale: se ad esempio intervengo sull'efficienza di una linea produttiva e dopo pochi anni la dismetto...

Sono temi complessi, accidenti..

AleConca

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tra l'altro in classifica vedo fiumi come lo stura di viù, l'ayasse, il mella, il boite, il mallero (8MW!)

 :( :( :( :(

l'importo dell'incentivo è rimasto uguale a quello del vecchio decreto?
come funziona l'entrata in classifica? chi primo arriva meglio alloggia (oltre ovviamente al fatto se eri già nel vecchio registro) o ci sono altri criteri?

Giuseppe Coduri

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Col vecchio decreto avevano priorità impianti a "basso impatto" poi tutti gli altri, ordinando per potenza di concessione crescente all'interno dei sottoinsiemi, nei rari casi di parità si guardava l'anteriorità del titolo (autorizzativo o in subordine concessorio).
Col nuovo decreto si dà priorità agli esclusi del precedente giro; poi agli impianti a basso impatto sotto i 250 kW (quelli che possono anche chiedere l'accesso diretto una volta realizzato l'impianto); altri impianti a basso impatto (sopra i 250 kW) e poi tutti gli altri. Se ho capito bene, ma vorrei verificare, scompare il criterio della potenza ma vale l'anteriorità del titolo.

I corrispettivi dell'incentivo si riducono un po' rispetto a prima, direi un 5%, a spanne.

In sintesi: impianti in montagna non possono chiedere l'accesso diretto, ma devono passare dai registri, che verosimilmente saranno presto saturati dagli esclusi del decreto precedente e da nuovi impianti a basso impatto.
Sperèm