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Navigazione natanti a propulsione umana

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francesca gastaldi

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Buongiorno a tutti,
tenendo conto delle Direttive europee, della normativa italiana, delle normative ISO attualmente in vigore, la navigazione per i natanti a propulsione umana potrebbe essere stabilita nei seguenti termini.
 
Le unità da diporto a propulsione umana:
a)   di una lunghezza superiore a 4 metri ed una larghezza almeno di 0,45
b)   che siano pontate in tutta la loro estensione e/o che siano dotate di una riserva di galleggiabilit√†.

possono navigare entro le sei miglia (art. 27 p.to 3 lettera a L.171/2005).
Nel primo caso della lettera b) esse sono dotate di aperture nello scafo e nel ponte (pozzetto e gavoni) che non pregiudicano la resistenza agli agenti atmosferici quando si trovano in posizione chiusa (perché dotate di paraspruzzi e tappi).

Questo in virt√Ļ del fatto che le normative ISO non sono obbligatorie, n√© esiste una Direttiva Ce che regolamenta questo tipo di imbarcazioni. Ci√≤ √® inconfutabile ed √® avvalorato dal fatto che negli Stati Membri (esclusa la Francia) navigano tutti senza limiti dalla costa e senza normativa ISO.

Anche l√¨ dove la legge nazionale italiana (L.171/2005) richiede la conformit√† a normative per un natante senza marcatura CE essa lo fa per la navigazione relativa alle 12 miglia (art. 27 p.to 3 lettera c). In tal caso, le unit√† da diporto senza marcatura Ce, rispondenti ai requisiti di sicurezza elencati nei punti 3.3, 3.4 e 3.5 dell‚ÄôAllegato I della L.171/2005 possono navigare entro le 12 miglia quando sono conformi ai requisiti EN ISO 11712-1:2013 purch√® abbiano a bordo la dichiarazione di conformit√†. Questi natanti, qualora raggiungano la lunghezza superiore o uguale a sei metri possono ambire alle categorie A, B,C,D.  In tal caso, se vogliono navigare sotto la giurisdizione del proprio paese, sono tenuti ad essere iscritti nei registri delle imbarcazioni da diporto. Ci√≤ in virt√Ļ del fatto che i natanti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d)L.171/2005, sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nei registri di cui all'articolo 15, della licenza di navigazione di cui all'articolo 23 e del certificato di sicurezza di cui all'articolo 26.


NOTE
EN ISO 11712-1:2013 e EN ISO 11712-3:2013.
Il primo garantisce la stabilit√† e la galleggiabilit√† di Natanti a propulsione umana pi√Ļ lunghi o uguali a 6 metri che ambiscono alle categorie A,B,C,D, il secondo inferiori ai 6 metri che ambiscono alle categorie D e C (quindi sono precluse la A e la B) e che siano pontati e abbiano recessi  a veloce svuotamento conformi all‚ÄôISO 11812 (quest‚Äôultima specifica i requisiti di pozzetti e recessi ‚Äústagni‚ÄĚ o ad ‚Äúauto-svuotamento rapido‚ÄĚ .
Si tenga presente che le categorie di cui parliamo corrispondono a:
A.   In alto mare: progettate per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento pu√≤ essere superiore ad 8 (Scala Beaufort) e l'altezza significativa delle onde superiore a 4 m, ma ad esclusione di circostanze anomale; imbarcazioni ampiamente autosufficienti.
B.   Al largo: progettate per crociere d'altura, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 8 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 4 m.
C.   In prossimit√† della costa: progettate per crociere in acque costiere, grandi baie, estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 6 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 2 m.
D.   In acque protette: progettate per crociere in acque costiere riparate, in piccole baie, laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 4 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 0,3 m, con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m, ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.

Riguardo ai limitazioni sulla libertà di navigazione da diporto si legga la Sentenza della Corte Europea n. C142/2005.

Stante quanto scritto significa che un kayak, un surf ski e una polinesiana singola (e altri natanti che non raggiungano i sei metri), possono navigare entro le sei miglia. I natanti uguali o oltre i sei metri di lunghezza possono navigare, dietro le condizioni riportate per le categorie A, B,C,C. Non è richiesta nessuna patente nautica perchè il regolamento, emanato in seguito a quanto stabilito dall'art.65 della L.171, dice chiaramente che la patente di tipo A abilita alla navigazione oltre le sei miglia solo le imbarcazioni a motore, a vela o miste (motore + vela). Abilitazioni specifiche potranno eventualmente essere stabilite dalle federazioni quando si decideranno a ufficializzare l'esistenza e la scuola del settore marino.
Vista la prassi della navigazione e le normative attualmente in vigore ci sono delle dotazione da avere a bordo. Non potendo aggiungere il allegati in word ve le copio e incollo qui:
________________________________________________________________________
Attestazione di proprietà
Il sottoscritto ……………………..
Indirizzo ………………………………
Dichiara di essere proprietario del kayak :
modello …………………..
Numero di serie ……………………………

Ho acquistato il sd kayak da ………… nell’anno………………………
La fattura originale è andata perduta.

Dichiarazione di Conformità art.7 L.171
Nome e indirizzo del costruttore
Nome e indirizzo del mandatario del costruttore
Certifica che il kayak:
fabbricante ………………………………
modello ………………………
numero di serie …………………………
E‚Äô conforme alle disposizioni dell‚ÄôAllegato I Legge 171/2005 punti 3.3,3.4,3.5 ( alle EN ISO  11712)
Firma

Documenti e accessori per la navigazione del kayak da mare
I natanti a propulsione umana che navigano entro le sei miglia  devo no avere a bordo:
-   un documento di identit√† di chi pagaia
-   Un salvagente con minimo N 50 marcato CE (EN393).
-   Una torcia a tenuta stagna
-   Un mezzo per risalire a bordo (paddle float)
-   Una pompa di sentina fissa o mobile o un sistema di auto-svuotamento
-   Una cima da traino
-   Una cima perimetrale
-   Una pagaia di scorta
-   Uno specchio per i segnali (un mini CD fa lo stesso)
-   Un segnalatore sonoro (fischietto)
-   Una bussola
-   Una carta nautica dell‚Äôarea dove si pagaia
-   Un adesivo sulla barca che riassuma le regole del COLREGS
-   Un adesivo sulla barca che riassuma i segnali IALA

I natanti a propulsione umana che navigano oltre le sei miglia devono avere a bordo:
-   Tutto quello di cui sopra per la navigazione entro le sei miglia
-   3 razzi rossi (posseduti da almeno una persona del gruppo)
-   Un documento che attesti la propriet√† della barca (per es. la fattura di acquisto o, in mancanza, un attestazione formalmente scritta e registrata che attesti la propriet√† della barca)
-   la dichiarazione di conformit√† del fabbricante  o del mandatario alla normativa ISO 11712
-   VHF (obbligatorio oltre le sei miglia art.49 c.2 L.172/2003)
-   Certificato Rtf (obbligatorio per la presenza di un dispositivo VHF, art. 49 c. 2 L.172/2003)
-   Licenza d‚Äôesercizio Rtf
-   Iscrizione ai registri italiani della Marina qualora volessero navigare oltre le sei miglia in acque comunitarie e/internazionali (ci√≤ al fine di una identificazione della imbarcazione su territorio straniero).
____________________________________________________________________

Detto ciò due sono le soluzioni che possiamo chiedere:
1) aggiungere un trafiletto nella legge Es: art.27 bis. Che mi pare limitante.
2) chiedere una Direttiva del Ministero dei trasporti che consideri o detti quanto ho scritto in modo che ciò venga recepito dai corpi preposti al controllo e il soccorso in mare. Questa soluzione sembra offrire maggiore possibilità di chiarezza e di diffusione.
saluti
Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

altergg

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Senza polemica, ed ammettendo anche un po' di ignoranza sull'argomento (essendo interssato pi√Ļ al pagaiare senza problemi che al riconoscimento delle autorit√†), qualcuno si √® posto il problema degli "altri"?
Cioè, i mezzi che non risponderebbero né alla navigazione oltre le 6 miglia, né alla navigazione entro le 6 miglia che fine farebbero!?
Immagino che continuerebbero a essere non regolati. Però aggiungo anche che un conto è non essere regolati affatto, come oggi, un conto è non essere regolati in presenza una legge che invece riconosce determinati i kayak e permette loro di navigare entro le 6 miglie e oltre le 6 miglia.
Cioè i kayak senza pompa di sentita, doppia pagaia ecc, sarebbero considerati in tutto e per tutto come i pattini, pedalò e tutte le robette da spiaggia, per la legge non sarebbero nemmeno kayak. Quindi se trovati immagino oltre 100-200 metri dalla spiaggia sarebbero sanzionati.

E' così o mi sbaglio!?

Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!

scusate la franchezza ma qui si parla dell'esistenza stessa dell'attività stessa del kayak..

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Altergg caro,

forse non hai focalizzato il perch√© dell'approfondimento legislativo che stiamo portando avanti e che riguarda il fatto che tu puoi e potrai andare in kayak (non da mare), canoa o in pattino o in sandolino o in moscone o in canotto o con cosa vuoi fino ad un miglio e localmente fino ai 300 mt, cos√¨ come decidono le Capitanerie di Porto,  come hai sempre fatto. Noi tre, e Francesca in particolare, ci stiamo battendo, e siamo a buon punto, per andare oltre il miglio marino con il KdM, senza che lo sequestrino, che ci/lo sanzionino e senza le minacce gratuite della GC! Stiamo adoperandoci per l' adeguamento alle normative europee della navigazione in KdM! Noi siamo peggio delle ultime nazioni europee! Non esiste proprio il KdM in Italia per la legislazione italiana, men che meno la sua libera navigazione oltre il NM marino! Gi√† se dici


Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!


sei fuori legge di circa 350 mt! La pompa di sentina e la pagaia di scorta, il giubbotto salvagente (o polifunzionale, voglio vedere come trasporterete e terrete a portata di mano tutte le cose che serviranno, senza...) sono attrezzature fondamentali per l'autosalvamento, utilissimi, per carit√†,  ma fino al miglio marino, legalmente parlando,  non ti servono a niente! Mosconi e sandolini, canotti a remi e pattini non ce li hanno e possono fare quello che facciamo noi attualmente. Gi√† i canoisti, (non i kayaker, cio√® chi fa KdM tosto) con quelle dotazioni che elenchi rappresentano l'eccezione a dotarsene perch√© non siamo sprovveduti e perch√© siamo gi√† naturalmente orientati ad esplorare, vagare, e navigare oltre i limiti di quelle "robe" che galleggiano come noi ma che hanno dei limiti spaventosi e per le quali fanno bene a mettere dei limiti di navigazione. MA NOI NO! Noi siamo il meglio che c'√® in quell'ambito limitato attualmente al NM marino e MERITIAMO UN TRATTAMENTO LEGALE DIVERSO, come gli altri kayaker europei e in sintonia con le nostre volutt√† ed esigenze di navigazione. Noi vogliamo e possiamo andare all'Elba, al Giglio, andare tra le Eolie, a Capri, andare dove vogliamo sicuramente entro le 6 miglia marine e, con altri accorgimenti normativi (Norme EN ISO 11712-1:2013 e EN ISO 11712-3:2013, in particolare quest'ultima da come ci ha scritto Francy), vogliamo poterle superare. 
Ma ti/vi  rendi conto che Francy ci ha gi√† compilato anche il fac - simile della Attestazione di Propriet√† che introduce la Dichiarazione di Conformit√† all' Art.7 L. 171 e che sta aspettando le risposte finali della lunga trafila che portiamo avanti da mesi ?!? E' un lavoro GRANDIOSO! E per tutto il movimento del KdM!
Ce la meritiamo? Io dico di sì, ma se capiamo e capite fino in fondo tutto quello che stiamo facendo!
Forza ragazzi! Assertite, non detraete (spero che i due verbi si scrivano cos√¨ alla seconda persona plurale, mai scritti prima...)  il nostro sforzo, soprattutto quello di Francy, che √® di Roma e non poteva essere in un posto migliore per il nostro lavoro di riconoscimento legale.
Scusa Altergg, ti ho parlato in modo diretto, prendendoti come interlocutore di risposta, ma quanto ho scritto √® rivolto a tutti quelli che sono ancora per il "Ni" ma che debbono andare decisi verso il "S√¨, non voglio pi√Ļ rimanere al livello dei sandolini e dei canotti! Sono un kayaker, ho un KdM, mica quella roba da spiaggia!".
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia √® il nostro sport
ciao Francesca, mi e' difficile seguirti, ormai stai andando veramente in profondita' sull'argomento.
Ma ti pongo alcune domande, che in parte derivano dalla mia allergia a regolamenti, leggi, disposizioni, circolari, verifiche, ispezioni, certificazioni, direttive, etc. tutto fatto per limitare la nostra liberta' di uomini per nessun altro motivo di fondo che creare un sistema che ci imbrigli.

Buongiorno a tutti,
tenendo conto delle Direttive europee, della normativa italiana, delle normative ISO attualmente in vigore, la navigazione per i natanti a propulsione umana potrebbe essere stabilita nei seguenti termini.
 
Le unità da diporto a propulsione umana:
a)   di una lunghezza superiore a 4 metri ed una larghezza almeno di 0,45
b)   che siano pontate in tutta la loro estensione e/o che siano dotate di una riserva di galleggiabilit√†.

possono navigare entro le sei miglia (art. 27 p.to 3 lettera a L.171/2005).
Nel primo caso della lettera b) esse sono dotate di aperture nello scafo e nel ponte (pozzetto e gavoni) che non pregiudicano la resistenza agli agenti atmosferici quando si trovano in posizione chiusa (perché dotate di paraspruzzi e tappi).

Perche' superiori a 4metri / 0,45cm? c'e' una spiegazione scientifica? tecnica?
Se ci fosse un regolamento simile per l'aria, pensato per gli aereoplani, che desse delle misure minime della carlinga per alzarsi oltre una certa quota, allora i deltapani o le tute alari o i paracadute non potrebbero gettarsi dai picchi delle montagne, e dovrebbero portarsi addosso una tale serie di attrezzatura di sicurezza, di emergenza, di prudenza che gli passerebbe la voglia.
Se ci fosse stato un regolamento simile per i windsurf, fatto negli anni '80, ora le plancette di 2m o i kitesurf, che rispetto ai tavoloni volano a velocita' triple, non potrebbero allontanarsi dalla costa.
Per venire ad uno dei settori piu' regolamentati del mondo, quello della circolazione terrestre, esiste una misura minima per i veicoli per circolare oltre, diciamo, "le 6 miglia da un luogo abitato"? No. E infatti, nei bei tempi, c'era chi partiva da Palermo per Nordkapp con la 500.

In conclusione non capisco la ragione e l'autolesionismo di mettere delle misure minime (o massime).

Attestazione di proprietà
Il sottoscritto ……………………..
Indirizzo ………………………………
Dichiara di essere proprietario del kayak :
modello …………………..
Numero di serie ……………………………
Ho acquistato il sd kayak da ………… nell’anno………………………
La fattura originale è andata perduta.

Dichiarazione di Conformità art.7 L.171
Nome e indirizzo del costruttore
Nome e indirizzo del mandatario del costruttore
Certifica che il kayak:
fabbricante ………………………………
modello ………………………
numero di serie …………………………
E‚Äô conforme alle disposizioni dell‚ÄôAllegato I Legge 171/2005 punti 3.3,3.4,3.5 ( alle EN ISO  11712)
Firma


Qui tralascio considerazioni su insopportabili documenti che servono solo a dare lavoro a ignoranti parassiti burocrati e certificatori e a pagare piu' tasse.


Documenti e accessori per la navigazione del kayak da mare
I natanti a propulsione umana che navigano entro le sei miglia  devo no avere a bordo:
-   un documento di identit√† di chi pagaia
-   Un salvagente con minimo N 50 marcato CE (EN393).
-   Una torcia a tenuta stagna
-   Un mezzo per risalire a bordo (paddle float)
-   Una pompa di sentina fissa o mobile o un sistema di auto-svuotamento
-   Una cima da traino
-   Una cima perimetrale
-   Una pagaia di scorta
-   Uno specchio per i segnali (un mini CD fa lo stesso)
-   Un segnalatore sonoro (fischietto)
-   Una bussola
-   Una carta nautica dell‚Äôarea dove si pagaia
-   Un adesivo sulla barca che riassuma le regole del COLREGS
-   Un adesivo sulla barca che riassuma i segnali IALA

I natanti a propulsione umana che navigano oltre le sei miglia devono avere a bordo:
-   Tutto quello di cui sopra per la navigazione entro le sei miglia
-   3 razzi rossi (posseduti da almeno una persona del gruppo)
-   Un documento che attesti la propriet√† della barca (per es. la fattura di acquisto o, in mancanza, un attestazione formalmente scritta e registrata che attesti la propriet√† della barca)
-   la dichiarazione di conformit√† del fabbricante  o del mandatario alla normativa ISO 11712
-   VHF (obbligatorio oltre le sei miglia art.49 c.2 L.172/2003)
-   Certificato Rtf (obbligatorio per la presenza di un dispositivo VHF, art. 49 c. 2 L.172/2003)
-   Licenza d‚Äôesercizio Rtf
-   Iscrizione ai registri italiani della Marina qualora volessero navigare oltre le sei miglia in acque comunitarie e/internazionali (ci√≤ al fine di una identificazione della imbarcazione su territorio straniero).


Ma tutta 'sta roba perche'? Ma e' la tua lista personale? Ma vogliamo discutere su ogni punto in funzione del tipo di barca? Che me ne faccio di una pompa di sentina su un sit on top da pesca che magari e' attrezzato per attraversare l'oceano? O di un paddle float per una tavola da sup? Dove la metto una pagaia di scorta su un surfsky da gara? E' non sarebbe utile avere un paio di occhialini da nuoto, per poter abbandonare tutto e andarsene a terra a nuoto? Ma se l'acqua e' fredda, allora servirebbe la muta ... obbligatoria? quanti mm? certificata?

Insomma, dove non c'e' la legge l'uomo adotta il buon senso, e se non ne ha, peggio per lui, come e' giusto.
Dove c'e' la legge, l'uomo di buon senso si deve piegare, e non e' giusto.

Rispondo a te con affetto, Francesca, che altri soloni che scrivono qui non merita neanche leggerli.
Andrea Ricci
[email protected]

Marco Lipizer

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Rispondo ad Andrea e ad Alteregg, almeno per quello che è la mia opinione.
Perché questa è la legge. Al momento siamo tutti fuori norma se andiamo oltre al miglio o ai 300 metri.
Forse dopo, per chi è interessato ad adeguarsi, sarebbe possibile pagaiare fino a 6 miglia, secondo la legge da diporto italiana. Non mi par poco.
Proviamoci!

Marco Lipizer

francesca gastaldi

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Ciao,
sarò franca come ho sempre cercato di fare.
Qui tutti navighiamo oltre un miglio. Non hai idea di quanti siamo a farlo. Chi naviga oltre un miglio s√† quanto pu√≤ essere pericoloso il mare e s√† anche quanto sono, non utili ma essenziali gli accessori che ho elencato. Se non ne comprendi la necessit√† √® perch√® forse non hai affrontato situazioni o vissuto circostanze che te lo hanno reso palese. Tu stesso dici di essere un p√≤ ignorante in tal senso quindi, per come la vedo, la tua √® decisamente una polemica. La differenza tra una polemica ed una critica √® questa: una polemica non serve a niente e f√† perdere tempo a tutti, una critica esprime un punto di vista e se espressa e supportata da analisi convincenti pu√≤ convincere a cambiare parere agli altri. Forse se tu che non pensi agli altri. Qui stiamo cercando di far rientrare tutti i natanti possibili nella pi√Ļ ampia fascia di libert√† che ci possa, al momento, essere riconosciuta. Resta il fatto che ogniuno √® libero di provare a far riconoscere il proprio tipo di natante al tipo di navigazione che predilige. Per questo dovr√† battersi, studiare, confrontarsi e convincere gli altri. Io st√≤ cercando di farlo. Non posso presentarmi da un deputato e chiedergli di far navigare in alto mare un natante che non ha le caratteristiche per farlo perch√® quello mi riderebbe in faccia e scarterebbe anche i natanti che potrebbero essere autorizzati. Mi chiedo come sia possibile non riuscire a capire questo. Ma ti sei letto i codici della navigazione italiani, europei e americani? Hai un idea di cosa √® il mare e di cosa c'√® in mare? Hai un idea delle norme di comportamento, delle segnaletiche e del sistema sos che regolano la navigazione? Hai un idea di quali e quanti tipi di licenze e normative deve conoscere chi v√† per mare? E tu non vuoi portarti dietro neanche una pompa, una pagaia (il tuo unico mezzo di porpulsione) e una torcia!!! Non ti si √® mai rotta una pagaia in mare? Non ti √® mai capitato di dover svuotare il tuo pozzetto dall'acqua, magari anche solo perch√® si √® creata una falla nel tuo gonnellino? Per andare in mare come dici te non c'√® bisogno di una legge basta essere un pirata. Se vuoi essere un pirata non hai bisogno di alcun riconoscimento e non ti deve interessare di intervenire in un confronto con chi si batte per avere il riconoscimento legale.
Per navigare tutti bisogna che ogniuno si comporti secondo un codice di comportamento riconosciuto e approvato. Per avere un codice di comportamento che accontenti pi√Ļ gente possibile bisogna che pi√Ļ gente possibile si aggreghi nello studio e nel confronto perch√® vengano considerate tutte le possibilit√†. Il mondo selvaggio che dici tu non esite pi√Ļ. Non siamo nella preistoria, siamo in un mondo affollato di gente che vuole fare sempre pi√Ļ cose. Il mare √®  sempre pi√Ļ affollato perch√® sempre pi√Ļ gente vuole navigare. C'√® la necessit√† di garantire gli spostamenti e la sicurezza di tutti. Nessuno riconoscer√† legalmente una libert√† senza accertarsi che tu non sia in grado di esercitarla. N√® un deputato, n√® noi che stiamo cercando di lavorare in tal senso.
Infine non si capisce come ti chiami. Personalmente chi si presenta non ha un volto. Se non ha un volto vuol dire che non ci mette la faccia e se non ci mette la faccia vuol dire che non si prende l'impegno e la responsabilità di quello che dice e significa anche che io non posso mettercela per lui. Se domani dovessi andare da un deputato a chiedergli di approvare la navigazione libera e dovessi dargli una lista di nomi che presentano una proposta di legge che ci dovrei scrivere di te? che ti chiami Altergg e che vuole pagaiare senza i limiti minimi di sicurezza?
francesca gastaldi
author=altergg link=topic=4612.msg17340#msg17340 date=1385471354]
Senza polemica, ed ammettendo anche un po' di ignoranza sull'argomento (essendo interssato pi√Ļ al pagaiare senza problemi che al riconoscimento delle autorit√†), qualcuno si √® posto il problema degli "altri"?
Cioè, i mezzi che non risponderebbero né alla navigazione oltre le 6 miglia, né alla navigazione entro le 6 miglia che fine farebbero!?
Immagino che continuerebbero a essere non regolati. Però aggiungo anche che un conto è non essere regolati affatto, come oggi, un conto è non essere regolati in presenza una legge che invece riconosce determinati i kayak e permette loro di navigare entro le 6 miglie e oltre le 6 miglia.
Cioè i kayak senza pompa di sentita, doppia pagaia ecc, sarebbero considerati in tutto e per tutto come i pattini, pedalò e tutte le robette da spiaggia, per la legge non sarebbero nemmeno kayak. Quindi se trovati immagino oltre 100-200 metri dalla spiaggia sarebbero sanzionati.

E' così o mi sbaglio!?

Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!

scusate la franchezza ma qui si parla dell'esistenza stessa dell'attività stessa del kayak..
[/quote]
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Andrea,
cosa dirti di pi√Ļ di quello che ho detto ad Alterrg?
La tua allergia è anche la mia. Tuttavia bisogna essere realisti. Per fare qualunque cosa ci sono normative iso eccc... anche e sopratutto nella questione aerea di cui parli. Sono certa che lì anche le mutante devono essere omologate CE. Per windsurf non sò che dirti se vuoi essere libero come il vento (ma anche il vento risponde a regole naturali) vai in windsurf dove vuoi, se invece vuoi che ti sia riconosciuta la libertà che dici battiti per fartela riconoscere.
francesca gastaldi

ciao Francesca, mi e' difficile seguirti, ormai stai andando veramente in profondita' sull'argomento.
Ma ti pongo alcune domande, che in parte derivano dalla mia allergia a regolamenti, leggi, disposizioni, circolari, verifiche, ispezioni, certificazioni, direttive, etc. tutto fatto per limitare la nostra liberta' di uomini per nessun altro motivo di fondo che creare un sistema che ci imbrigli.

Perche' superiori a 4metri / 0,45cm? c'e' una spiegazione scientifica? tecnica?
Se ci fosse un regolamento simile per l'aria, pensato per gli aereoplani, che desse delle misure minime della carlinga per alzarsi oltre una certa quota, allora i deltapani o le tute alari o i paracadute non potrebbero gettarsi dai picchi delle montagne, e dovrebbero portarsi addosso una tale serie di attrezzatura di sicurezza, di emergenza, di prudenza che gli passerebbe la voglia.
Se ci fosse stato un regolamento simile per i windsurf, fatto negli anni '80, ora le plancette di 2m o i kitesurf, che rispetto ai tavoloni volano a velocita' triple, non potrebbero allontanarsi dalla costa.
Per venire ad uno dei settori piu' regolamentati del mondo, quello della circolazione terrestre, esiste una misura minima per i veicoli per circolare oltre, diciamo, "le 6 miglia da un luogo abitato"? No. E infatti, nei bei tempi, c'era chi partiva da Palermo per Nordkapp con la 500.

In conclusione non capisco la ragione e l'autolesionismo di mettere delle misure minime (o massime).


Qui tralascio considerazioni su insopportabili documenti che servono solo a dare lavoro a ignoranti parassiti burocrati e certificatori e a pagare piu' tasse.



Ma tutta 'sta roba perche'? Ma e' la tua lista personale? Ma vogliamo discutere su ogni punto in funzione del tipo di barca? Che me ne faccio di una pompa di sentina su un sit on top da pesca che magari e' attrezzato per attraversare l'oceano? O di un paddle float per una tavola da sup? Dove la metto una pagaia di scorta su un surfsky da gara? E' non sarebbe utile avere un paio di occhialini da nuoto, per poter abbandonare tutto e andarsene a terra a nuoto? Ma se l'acqua e' fredda, allora servirebbe la muta ... obbligatoria? quanti mm? certificata?

Insomma, dove non c'e' la legge l'uomo adotta il buon senso, e se non ne ha, peggio per lui, come e' giusto.
Dove c'e' la legge, l'uomo di buon senso si deve piegare, e non e' giusto.

Rispondo a te con affetto, Francesca, che altri soloni che scrivono qui non merita neanche leggerli.
Francesca Gastaldi

alelele84

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  • ...
Cara Francesca complimenti per la ricostruzione normativa che è molto interessante.

Da quello che ho capito quello che scrivi è la tua proposta di regolamentazione del KDM attraverso una disposizione normativa con questo contenuto, che tu avvalori con l'argomento che si tratta di una mera ricognizione della normativa esistente a livello europeo, nazionale e di normalizzazione (ISO-UNI).

Di certo una norma che recepisca questa proposta migliorerebbe la situazione, in quanto, come bene dice Marco, si otterrebbe la rimozione del limite di un miglio, quanto meno per coloro che fossero adeguatamente attrezzati.

Tuttavia credo che le osservazioni di Andrea siano molto importanti e che sia molto interessante per la tua proposta che vengano sollevate pi√Ļ obiezioni possibili, per due motivi:

1. mettere in una norma delle prescrizioni potrebbe significare vincolare alcuni mezzi ad attività che non possono fare o complicargli la vita (la pompa di sentina sul SOT, la pagaia di riserva sul surfski etc);

2. a che si fa lo sforzo di presentare una bozza normativa si può cercare di inserire cose che magari vanno oltre la ricostruzione dell'esistente che hai fatto e possono migliorare le cose ulteriormente.

Naturalmente le mie sono osservazioni generiche di uno che non ha fatto il lavoraccio che hai fatto tu ma che però conosce il mondo giuridico.

Ad ogni modo compllimenti!

francesca gastaldi

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Ciao Alessandro,
forse ho dimenticato un passaggio.
Io ho avuto gi√† un incontro con la persona che si occupa di portare aventi questo discorso della navigazione in sede legislativa. E' tenendo conto dei limiti e delle osservazioni che mi ha fatto questa persona che devo procedere. Io mi sono presentata chiedendo tutta la disponibilit√† a creare una normativa per il settore, ovviamente affiancata da persona competente che mi ha introdotto e assisito nel colloquio (nel caso specifico della UISP) mi √® stato risposto che al momento la disponibilit√† a studiare la cosa in maniera ampia e approfondita, per tutto il settore dei natanti da diporto a propulsione umana, non c'√®. Ci√≤ si pu√≤ ben capire visto il momento che attraversa il nostro paese. Anche se in realt√† io ho sempre lavorato, pagato le tasse ecc.... Ma  vab√® tralasciamo questo. Diciamo che capisco il momento del paese. Quindi mi hanno detto di restare nel range offerto attualmente dalla normativa esistente, potendo apportare al limite solo piccole modifiche. Chi mi assisteva nella rappresentanza della Uisp e lo stesso personaggio che si occupa del procedimento legislativo mi hanno consigliato intanto di procedere in tal senso. Ci√≤ in virt√Ļ del fatto che occorre comunque riuscire a sensibilizzare l'ambiente sull'argomento. In sostanza stiamo cercando di aprire una breccia e poi andare avanti sulla base delle possibilit√† e aperture che troveremo e che riusciremo ad ottenere. In questo senso io spero che il passo che intendiamo fare cominci ad aprire le orecchie alla fatidica Fick. del resto muoversi per cambiare le cose radicalmente non √® cosa che accade dall'oggi al domani a meno che non si faccia una rivoluzione armata!!! Cosa che escludo al momento ;-) La farei per lo stipendio ed il lavoro se ti dovessi dire visto che ci stanno mettendo in cassa integrazione!!! ;-)
Spero di essere riuscita con ci√≤ a spiegare che non mi st√≤ muovendo di testa mia. Cerco che il culo (concedetemi l'espressione) sullo studio e la ricerca sono io che me lo st√≤ facendo! Ogni volta lo sottopongo all'esame vostro e delle autorit√† competenti e via via st√† diventando sempre pi√Ļ impegnativo, ma anche pi√Ļ definito direi.
C'√® da togliersi dalla testa che potremo navigare liberamente dove ci pare e piace senza dover stare a nessuna norma o accettazione. Oggi anche la chiave che usiamo per entrare dentro casa √® prodotta secondo normative CE. Anche il curriculum che st√≤ preparando per cercarmi un lavoro √® fatto secondo uno schema predisposto dalla CE. Tutto √® cos√¨. Se non volgliamo farci mettere i piedi in testa ormai tocca dialogare con l'Europa e non solo con l'Italia. Vi posso dire per√≤ che sulla base degli studi che ho fatto siamo molto pi√Ļ tutelati dalla normativa europea che da quella nazionale. In Italia vige ancora un porvincialismo ed una sorta di comportamento mafioso che √® difficile da sdradicare. Io per√≤ lo voglio combattere perch√® √® l'unica cosa che mi d√† ancora voglia di stare in questo paese. L'unica cosa che posso fare per sconfiggerlo √® avere alle spalle la tutela dell'Europa. Ho ravvisato anche molte pecche a livello di normativa Europea, ma devo dire che se uno si prende la briga di far valere i propri diritti in Europa alla fine gli vengono riconosciuti. Qui in Italia no. Non immaginate neanche quali limiti incontro in questa storia. I primi vengono dai cittadini stessi, cio√® da voi. Io non ho nulla di pi√Ļ rispetto a voi per agire. Se avete qualcosa da dire perch√® invece di scrivere e parlare solamente non agite anche voi?
francesca gastaldi

Cara Francesca complimenti per la ricostruzione normativa che è molto interessante.

Da quello che ho capito quello che scrivi è la tua proposta di regolamentazione del KDM attraverso una disposizione normativa con questo contenuto, che tu avvalori con l'argomento che si tratta di una mera ricognizione della normativa esistente a livello europeo, nazionale e di normalizzazione (ISO-UNI).

Di certo una norma che recepisca questa proposta migliorerebbe la situazione, in quanto, come bene dice Marco, si otterrebbe la rimozione del limite di un miglio, quanto meno per coloro che fossero adeguatamente attrezzati.

Tuttavia credo che le osservazioni di Andrea siano molto importanti e che sia molto interessante per la tua proposta che vengano sollevate pi√Ļ obiezioni possibili, per due motivi:

1. mettere in una norma delle prescrizioni potrebbe significare vincolare alcuni mezzi ad attività che non possono fare o complicargli la vita (la pompa di sentina sul SOT, la pagaia di riserva sul surfski etc);

2. a che si fa lo sforzo di presentare una bozza normativa si può cercare di inserire cose che magari vanno oltre la ricostruzione dell'esistente che hai fatto e possono migliorare le cose ulteriormente.

Naturalmente le mie sono osservazioni generiche di uno che non ha fatto il lavoraccio che hai fatto tu ma che però conosce il mondo giuridico.

Ad ogni modo compllimenti!
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Ripensandoci, come i cornuti ;-) Ma voi state per caso pensando che a me non piaccia navigare in libertà assoluta? Senza limiti di ogni sorta? senza dovermi prodigare a studiare tutta stà pappardella di norme giuridiche? senza dover stare a ribattere su ogni cosa? senza dovermi preoccupare se il mio kayak è ISO o no? pensate che fino ad ora io abbia pagaiato entro i 300 metri dalla spiaggia? Io non credo che possiate pensare questo!
Potrei annoiarvi con il mio curriculum canoistico e potrei dirvi che durante le mie esperienze in mare, nonostante viaggiassi sempre in gruppo, tutti gli accessori che sono stati elencati sono stati sempre portati e molti di essi usati nelle estreme avversit√† e necessit√†. Molti altri potrei elencarvi che bisognerebbe avere con s√®, per esempio un gonnellino di scorta, un tappo di scorta ecc...e potrei raccontarvi di situazioni in cui se qualcuno del gruppo non avesse avuto questi accessori le cose non sarebbero state complicate ma disastrose e non solo per l'interessato, ma per tutto il gruppo con il risultato di madare all'aria non solo una vacanza ma la sicurezza di ogniuno. Se voglio andare al mare per farmi un tuffo in acqua mi porto solo ill costume, ma se voglio passare la giornata intera in spiaggia mi porto la crema solare, un cappello per il sole, un panino, una bottiglia d'acqua ecc... Questi accessori sono ritenuti universalmente validi ed essenziali non dal documento che io ho presentato ma da ogni associazione mondiale affermata. Basta viaggiare un p√≤ per sapere. Se viaggiate, basta consultare i validissimi siti web delle stesse associazioni. Vedere per credere. Io ho inviato a tutti voi i link di questi siti, non molto tempo f√†, √® evidente che non li avete visti. Prendo atto del fatto che non potete aver consultato tutto quello che vi ho inviato, allo stesso modo non posso non prendere atto di come vadano le cose in tutto il mondo del kayak e della canoa in particolare nei paesi che ne hanno una conoscenza e una tradizione centenaria. Non posso non farlo proprio perch√® mi sento responsabile di una cosa che non riguarda solo me, ma tutti quelli che ce l'hanno a cuore. Non posso non farlo perch√® tutti i compagni con i quali ho navigato in questi anni sanno come vanno le cose nella realt√† e nel mondo e mi volterebbero la faccia se lo facessi. E vi assicuro che tengo pi√Ļ ai miei compagni di pagaia (tutti) che al limite di navigazione. Da quello che scrivete in obbiezione alle mie mail penso che forse avrete una grande esperienza tecnica del kayak come strumento in s√® (forse anche maggiore della mia), ma poca esperienza di navigazione. Anche sulle differenze tra barche non ci si pu√≤ chiudere gli occhi. Un kayak in mezzo al mare in condizioni di difficolt√† non √® come un surfski in mezzo al mare nelle stesse condizioni. Il kayak pu√≤ essere trainato perch√® ha maniglie e cima perimetrale, pu√≤ mantenere la stabilit√† con un minimo di presenza del canoista, pu√≤ consentire il trasporto di una persona senza sensi nelle modalit√† definite che probabilmente non conoscete. Il surfski non ha maniglie, non ha cime perimetrali, non pu√≤ rimanere in equilibrio se il canoista non √® pi√Ļ che presente. Potrei fare infiniti esempi. Se conosceste le tecniche di recupero in mare delle imbarcazioi di cui parliamo sareste coscienti di ci√≤. Per me sarebbe stato molto pi√Ļ facile parlare solo di kayak invece che di imbarcazioni a propulsione umana e sarebbe stato pi√Ļ facile ottenere quello che chiediamo. Chi √® che non pensa agli altri? ;-) Buona serata.
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

marco iezzi

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Cara Francy
Stai facendo un lavoro enorme e decisamente apprezzabile
Credo che la difficoltà nel raggiungere un risultato sia racchiuso nel numero esiguo di praticanti del kayak da mare
La quasi totalità dei circoli/associazioni canoistiche praticano questa attività ad uso turistico,pertanto non sono interessati all'argomento
La normativa da presentare alle autorità' per il riconoscimento alla navigazione entro le 6 miglia credo non sia dissimile da quella degli altri paesi,basterebbe prenderla in esame
Ricordati che siamo in Italia.........Ti diranno sempre che ci sono altre priorità
Mi auguro che tu possa raggiungere l'obbiettivo prefissato e conoscendoti,  chiss√†............

A presto

Marco


marco ferrario (eko)

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Cara Francy,
√ą vero, stai facendo un lavoro enorme e pi√Ļ che mai apprezzabile.

Le tue considerazioni sono fatte con i piedi per terra, anzi con la pagaia in acqua, contrariamente a qualche altro interlocutore che fa voli pindarici.

Sei stata chiarissima nei tuoi interventi e ineccepibile nelle tue pazienti e ripetute spiegazioni.
Stai facendo un sovraumano e paziente sforzo per cercare di ridare udito aache ai sordi, ma credo che dovrai (dovremo) avere ancora un poco di pazienza, del resto i peggiori sordi sono quei pochi che si rifiutano proprio di sentire.

Grazie di tutto.

Gaudenzio Coltelli

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Cari Francesca, Vittorio (e altri)
essendo titolare di una scuola di kayak da mare riconosciuta dalla FICT, FICK e (sopratutto) da Sottocosta, tempo addietro ero già intervenuto sull'argomento esprimendo le mie opinioni che sono praticamente le stesse da voi espresse...
Apriti cielo.. un coro di proteste e accuse nei miei confronti (in verità solo da coloro che poco conoscono il mare). Addirittura qualcuno scrisse che il sottoscritto agiva non in nome della sicurezza ma per solo interesse personale...
Quindi non voglio oggi ripetermi su un argomento che condivido pienamente con voi due (e molti altri).
Voglio dirvi solo una cosa: GRAZIE!!! e un grazie speciale va sopratutto a Francesca per il suo impegno.
Gaudenzio 

francesca gastaldi

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Caro Marco,
nel paese dove la Costituzione tutela le  minoranze al punto da concedere le leggi ad personam il fatto che siamo pochi, ammesso che sia cos√¨, √® l'ultima cosa che mi porta dificolt√† ;-)
francesca gastaldi

Cara Francy,
√ą vero, stai facendo un lavoro enorme e pi√Ļ che mai apprezzabile.

Le tue considerazioni sono fatte con i piedi per terra, anzi con la pagaia in acqua, contrariamente a qualche altro interlocutore che fa voli pindarici.

Sei stata chiarissima nei tuoi interventi e ineccepibile nelle tue pazienti e ripetute spiegazioni.
Stai facendo un sovraumano e paziente sforzo per cercare di ridare udito aache ai sordi, ma credo che dovrai (dovremo) avere ancora un poco di pazienza, del resto i peggiori sordi sono quei pochi che si rifiutano proprio di sentire.

Grazie di tutto.
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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E' vero "poco conoscono il mare". Tuttavia Gaudenzio io quelli che conoscono il mare li sento personalmente e sò quello che pensano perchè l'ho chiesto, ho chiesto il loro pensiero e le loro conferme. Altrimenti non mi sarei mai permessa di portare aventi il discorso.

francesca gastaldi

Cari Francesca, Vittorio (e altri)
essendo titolare di una scuola di kayak da mare riconosciuta dalla FICT, FICK e (sopratutto) da Sottocosta, tempo addietro ero già intervenuto sull'argomento esprimendo le mie opinioni che sono praticamente le stesse da voi espresse...
Apriti cielo.. un coro di proteste e accuse nei miei confronti (in verità solo da coloro che poco conoscono il mare). Addirittura qualcuno scrisse che il sottoscritto agiva non in nome della sicurezza ma per solo interesse personale...
Quindi non voglio oggi ripetermi su un argomento che condivido pienamente con voi due (e molti altri).
Voglio dirvi solo una cosa: GRAZIE!!! e un grazie speciale va sopratutto a Francesca per il suo impegno.
Gaudenzio
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Marco,
mi consola sapere che coloro che ascoltano, e magari non intervengono su cki o intervengono poco, sono molto di pi√Ļ dei sordi. Mi consola anche vedere che quelli che chiami sordi in realt√† non sono sordi, semplicemente non sanno come stanno le cose e, tra loro, la maggior parte, una volta che spieghi come stanno, capiscono. E' pi√Ļ facile per te, Vittorio ed altri che sono dentro la questione (non immagini quanti siamo, la mia mail privata lavora anche senza cki) comprendermi perch√® avete collaborato e mi avete seguito passo passo nel lavoro fatto.  Inoltre non √® semplice spiegare come stanno le cose perch√® i passaggi per arrivarci sono tanti ed √® impossibile riportarli tutti. Ogni passo che faccio/facciamo, ogni informazione che raccolgo/raccogliamo o che solo percepisco parlando con soggetti ed enti, apre nuove conoscenze che non sono per niente intuitive ed √® impossibile riportare in poche righe tutte le evoluzioni. Io ho tantissimi tasselli per poter affermare certe cose, ma chi non li ha √® lecito che abbia dubbi. I dubbi sono essenziali per capire se il lavoro che faccio non presenta falle. I dubbi consentono di fare approfondimenti su argomenti gi√† trattati e aprono porte verso argomenti nuovi. Ci√≤ garantisce un lavoro pi√Ļ equo e,  perch√® no, conferme sul lavoro fatto.
Paradossalmente le persone che hanno espresso dubbi sono quelle che mi hanno aiutato di pi√Ļ nella mia/nostra ricerca. Molto pi√Ļ di chi mi hanno sostenuto senza obiettare mai niente. Il fatto che io ribatta alcune osservazioni, anche con veemenza non √® un lavoro inutile. Mi serve per rendermi cosciente del fatto che mi stia muovendo bene oppure no.
A questo proposito devo fare anche io i miei ringraziamenti a tutti quelli che stanno intervenendo, a tutti quelli che mi hanno detto vai avanti ci credo, a tutti quelli che mi hanno detto io non lo farei ma decidi tu, e infine a tutti quelli che sono a capo delle federazioni e che mi stanno seguendo e stanno cercando, in questi ambiti, di darmi voce. Vado avanti e devo constatare con piacere che da quando siamo partiti non siamo pi√Ļ soli. Quello che uscir√† fuori molto probabilmente non sar√† un risultato perfetto ma sar√† sempre di pi√Ļ la gente che si coinvolger√† nel tempo e magari, per questi il nostro lavoro servir√† a fornire una situazione migliore da cui partire almeno lo spero ;-)
francesca gastaldi

Cara Francy,
√ą vero, stai facendo un lavoro enorme e pi√Ļ che mai apprezzabile.

Le tue considerazioni sono fatte con i piedi per terra, anzi con la pagaia in acqua, contrariamente a qualche altro interlocutore che fa voli pindarici.

Sei stata chiarissima nei tuoi interventi e ineccepibile nelle tue pazienti e ripetute spiegazioni.
Stai facendo un sovraumano e paziente sforzo per cercare di ridare udito aache ai sordi, ma credo che dovrai (dovremo) avere ancora un poco di pazienza, del resto i peggiori sordi sono quei pochi che si rifiutano proprio di sentire.

Grazie di tutto.
Francesca Gastaldi

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Cara Francy, caro Marco,

siamo ad un punto di non ritorno! Come quando potremo trovarci giusto a 6 miglia tra una isola e la terraferma e non √® pi√Ļ possibile decidere di tornare indietro perch√© siamo a met√† della traversata. Oppure, chiss√†, addirittura a 12 NM con la stessa dinamica decisionale! Chiss√† quale delle due o magari tutt'e due le condizioni (ma, beninteso, con attrezzature nautiche diverse) ci aspettano.
O la va, o la spacca! Abbiamo messo, stiamo mettendo in atto e mosso, sullo scacchiere delle persone, enti, associazioni, federazioni ed unioni tutto quanto era ed √® nelle nostre possibilit√†. Pi√Ļ di cos√¨ non sappiamo, se non arrivare all'Unione Europea, che magari √® pi√Ļ semplice, a livello comunitario. 
Abbiamo, stiamo e stai tu, Francy, (che sei "il capo") raccogliendo sempre pi√Ļ assertori e questo ti/ci fa un grande onore per tutto il movimento italiano del KdM. E mi fa piacere anche la risposta di Gaudenzio, che rappresenta, forse inconsapevolmente, Sottocosta.
Non abbiamo mai mollato e siamo andati avanti per la nostra direzione di navigazione, pur con venti forti e onde alte.
A questo punto dico che dobbiamo solo sperare che chi sappiamo concluda legislativamente, e favorevolmente per tutti noi kayaker, la faccenda. Non me la sento di dire che ce l' abbiamo fatta (mai vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso! povera bestia...), ma siamo senz'altro oltre metà della traversata.
Aspettiamo fiduciosi.
E io in particolare aspetto di potermi togliere quei fastidiosi sassolini che entrano nelle scarpe quando ci si imbarca su spiagge miste di sabbia e ghiaia e che diventano insopportabili sul puntapiedi quando si pagaia forte, col mare che urla...

 
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia √® il nostro sport
ciao Francesca, tra i tanti interventi non leggo alcuna risposta alle mie domande in uno dei primi post:
- perche' ritieni di dare delle misure minime?
- perche' ritieni di obbligare a dichiarazioni e attestazioni?
- perche' hai scelto quella lista di dotazioni come obbligatorie?
Se stai lavorando esclusivamente al kayak da mare, nulla quaestio, ma ci permetterai, a noi utilizzatori di altri mezzi, di dissentire dal tuo lavoro perche' non ci sentiamo rappresentati.
Se invece stai lavorando per tutti i mezzi acquatici a propulsione umana (pagaia, remi, braccia), allora dovresti ascoltare con umilta' tutte le campane, perche' io leggo molta acritica autocelebrazione e autoreferenzialita' dei tuoi sodali e disprezzo per chi non elogia il tuo lavoro; ma nessuna considerazione per chi ti sta formulando, umilmente ma con osservazioni puntuali, degli interrogativi.
Andrea
Andrea Ricci
[email protected]

francesca gastaldi

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Ciao Andrea,
la risposta alle tue domande l'ho già data. Forse non leggi tutte le mail?
Comunque ti rispondo di nuovo per chiarezza. Dopo di ch√® non saprei pi√Ļ che dirti. Vuol dire che o che non mi s√≤ spiegare o che non vuoi capire.

Tutto ciò che ho scritto non è frutto di quello che ritengo io ma quello che è stabilito dalle norme e dalle associazioni e federazioni dei paesi dove si pratica la navigazione del kayak e della canoa. Ho inviato sulla mail list tutti gli url dove si potevano leggere ed apprendere queste cose.

"- perche' ritieni di dare delle misure minime?"
Perch√® il deputato che mi ha convocato per analizzare la questione della navigazione me lo ha chiesto. All'inizio non avevo posto alcuna misura minima. Mi ha detto che senza misure idonee e minime per distinguere del natante con caratteristiche minime di garanzia alla stabilit√†, galleggiabilit√† e stagnabilit√† non avrebbe potuto fare a meno di introdurre la normativa ISO anche entro le sei miglia. questa normativa prevede dei test di stabili√†, galleggiabilit√† e stagnabilit√† molto pi√Ļ restrittivi rispetto alle misure minime che ho inserito. Le misure minime non le ho stabilite io. Sono misure che garantiscono una minima stabilit√† del mezzo e una minima tenuta del mare mosso riconosciute universalmente.  Ho inviato pi√Ļ di una volta gli url da consultare in porposito.  C'√® stata anche una conversazione sulla mail list che ne ha dibattuto ampiamente. Veditela.

"- perche' ritieni di obbligare a dichiarazioni e attestazioni?"

le dichiarazioni e le attestazioni sono previste dalla L.171/2005. Se ti rileggi i topic precendenti e consulti le leggi puoi costatarlo.

"- perche' hai scelto quella lista di dotazioni come obbligatorie?"

questa lista non l'ho scelta io è quanto previsto dalle associazioni e federazioni di kayak e canoa europee e americane per la navigazione del kayak. Alcuni degli accessori, come ad esempio i razzi sono previsti dai codici di navigazione. Tutti quelli elencati sono universalmente riconosciuti nel mondo come accessori necessari e obbligatori da portare se si naviga lontano dalla costa.

"Se stai lavorando esclusivamente al kayak da mare, nulla quaestio, ma ci permetterai, a noi utilizzatori di altri mezzi, di dissentire dal tuo lavoro perche' non ci sentiamo rappresentati."

Se non ti senti rappresentato cerca di rappresentarti. La confusione che stai facendo non convince le persone a rappresentarti.
Non st√≤ lavorando solo per il kayak da mare. Rileggi attentamente tutto quello che ho scritto. 

"Se invece stai lavorando per tutti i mezzi acquatici a propulsione umana (pagaia, remi, braccia), allora dovresti ascoltare con umilta' tutte le campane, perche' io leggo molta acritica autocelebrazione e autoreferenzialita' dei tuoi sodali e disprezzo per chi non elogia il tuo lavoro; ma nessuna considerazione per chi ti sta formulando, umilmente ma con osservazioni puntuali, degli interrogativi."

Non st√≤ lavorando du tutti i mezzi acquatici e non n√® ho nessuna intenzione.  A meno che tu non voglia pagarmi uno stipendio per farlo! Non sono io che scelgo i mezzi acquatici da includere o escludere dalla proposta. Lo stabilisce la normativa vigente: legge 171/2005 e le normative ISO (che tu non hai letto). In base a queste normative esistenti ci sono dei mezzi che possono rientrare nel discorso della navigazione entro le sei miglia e dei mezzi che possono rientrare nella navigazione oltre le sei miglia. Leggitele e capirai se ci rientrano anche i mezzi che usi te. Se non ci rientrano mettiti a lavorare per capire in quali possono rientrare perch√® di normative ISO ce ne sono infinite. Ti ricordo che al momento siamo tutti entro 1 miglio e spesso entro i 300 metri. adottando queste normative ISO potremmo andare oltre un miglio. Ma le normative ISO, lo ripeto riconoscono caratteristiche per andare oltre le sei miglia solo per i mezzi che rispondono ai test previsti dalle normative stesse.

Se non ti sei seguito tutto l'iter fatto e tutte le mail che ho inviato io non posso farci niente. Non posso neanche stare a riscrivere tutto perchè è un lavoro infinito. Se sei interessato cerca di dedicarci un pò di tempo e di impegno. Se non ti và non puoi pretendere che io ricominci da zero ogni volta che ti prendono le paturnie.
Perchè non fai tu una proposta di legge e la presenti alla lista di cki vediamo cosa esce fuori e vediamo chi te l'appoggia. Magari te l'appoggio anche io se mi convinci. Se te l'appoggiano e riesci a convincere gli esponenti delle federazioni e il legislatore vuol dire che sarà meglio di quanto è uscito fuori fino ad ora.
 

francesca gastaldi

Francesca Gastaldi

alelele84

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  • ...
Cara Francesca,

voglio buttarti qui un idea per il caso in cui le cose dovessere andar male e vorrei comunque la tua opinione, visto che mi pare che tu sia molto competente.

Il mio kayak ha una targhetta che mi dice omologato alla navigazione entro le due miglia. Questo significa che la Hobie che lo ha prodotto conformemente alle norme uniformi (ISO-UNI-CE) che ritengono che un natante con quelle caratteristiche possa navigare entro due miglia.

Se io supero 300 metri o un miglio arriva la CP e mi fa un verbale; dunque io l'hobie non me lo compro pi√Ļ ma mi compro un bel "qualunque" tanto non posso andarci a due miglia.

In altri termini la norma italiana sul limite di navigazione potrebbe creare una restrizione della concorrenza nel mercato dei kayak in quanto i produttori di kayak con caratteristiche di navigazione lontano dalla costa ne sono pregiudicati. Sostenendo un discorso di questo genere si potrebbe impugnare un verbale e poi sollevare una pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Pare un discorso strano ma tante novit√† legislative nascono cos√¨. Certo un discorso di questo genere cos√¨ √® un po' campato in aria ma tu che conosci la normativa puoi sapere se le norme che richiami fanno parte di direttive o altro materiale normativo della comunit√† europea; in quest'ultimo caso (direttiva EU che disciplina la circolazione di natanti con certe caratteristiche e tra cui i kayak) il discorso potrebbe assumere una portata pi√Ļ concreta.

Il canale legislativo è sicuramente preferibile però ho letto dei tuoi cenni al diritto europeo ed ho voluto buttarla lì.

L'esito di quello che dico sarebbe l'applicazione diretta delle norme europee o ISO-UNI etc. Per cui comanda l'omologazione del produttore.

Andrea Ricci

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  • la pagaia √® il nostro sport
Scusa se non mi rileggo tutti i tuoi numerosi interventi. Ricordo solo che scrivevi che in alcuni noti paesi di marineria (se ricordo bene UK, USA, Spagna) non ci sono leggi che impongano limiti alla navigazione e che vale il buon senso.
Ci si potrebbe chiedere quindi se non si possa applicare cio' anche in Italia e sperare che non si legiferi, ma sappiamo che qui il buon senso non e' considerato dal legislatore. Bisogna fare gli azzeccagarbugli.

Quindi sono andato subito a leggere il da te citato decreto legislativo 171/2005 (codice della nautica da diporto) e ho fatto una ricerca sul forum cki con alcune query di testo preso da tale legge, ma non ne ho trovata citazione puntuale. Quindi riporto che nel codice si definisce:


Art. 3 - Unità da diporto
d) natante da diporto: si intende ogni unità da diporto a remi, o con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri

e

art.27 - Natanti da diporto

1. I natanti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nei registri di cui all'articolo 15, della licenza di navigazione di cui all'articolo 23 e del certificato di sicurezza di cui all'articolo 26.

2. I natanti da diporto, a richiesta, possono essere iscritti nei registri delle imbarcazioni da diporto ed in tale caso ne assumono il regime giuridico.

3. I natanti senza marcatura CE possono navigare:
a) entro sei miglia dalla costa;
b) entro dodici miglia dalla costa, se omologati per la navigazione senza alcun limite o se riconosciuti idonei per tale navigazione da un organismo tecnico notificato ai sensi dell'articolo 10 ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314; in tale caso durante la navigazione deve essere tenuta a bordo copia del certificato di omologazione con relativa dichiarazione di conformità ovvero l'attestazione di idoneità rilasciata dal predetto organismo;
c) entro un miglio dalla costa, i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, nonché gli acquascooter o moto d'acqua e mezzi similari.
4. I natanti provvisti di marcatura CE possono navigare nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di appartenenza di cui all'allegato II.

5. La navigazione e le modalità di utilizzo dei natanti di cui al comma 3, lettera c), sono disciplinate dalla competente autorità marittima e della navigazione interna.

6. L'utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di locazione o di noleggio per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale, nonché di appoggio alle immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo é disciplinata, anche per le modalità della loro condotta, con ordinanza della competente autorità marittima o della navigazione interna, d'intesa con gli enti locali.

Quindi mi sembra che tutto il problema della navigazione di natanti a pagaia stia proprio in questo comma 6 art. 27 del D.Lgs.171/2005 che si presta ad "abusi" restrittivi delle autorita'.
E' cosi'?
Se cosi' fosse, non sarebbe piu' semplice chiedere al "politico" di cui parli di cassare questo maledetto comma 6, accontentarci delle 6 miglia (come in Francia) e chiudere cosi' la questione?

Scusa ancora se ti faccio ripetere cose gia' dette e grazie del tuo tempo.
Andrea Ricci
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francesca gastaldi

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Come funzione negli altri paesi. Anche questo ho dimostrato giorni addietro. La navigazione è libera in questi paesi ma ci sono dei codici di comportamento e delle convenzioni stabiliti dalle federazioni su come si deve navigare e sugli accessori da tenere a bordo, alcuni dei quali sono previsti dai codici della navigazione. Il fatto è che noi siamo vincolati alla nostra di legge, per niente organizzati in federazione (nonostante i tentativi) e a quanto emanato dalle direttive e dalle ordinanze della guardia costiera. Da noi le federazioni non hanno ancora abbracciato la nostra causa ma lo dovranno fare se cambierà la legge o se ci sarà una direttiva del Ministero. Se rileggi bene ho scritto che ci sono due vie per andare avanti: una aggiungere un 27 bis alla L.171 e l'altra chiedendo una direttiva esplicativa al Ministero dei Trasporti. Per fare questo ci serve una persona competente che possa farlo. Questa persona deve essere convinta perché si prenda la briga di intervenire. Essa vuole che i natanti in questione garantiscano la sicurezza e vuole che si dimostri che siano diversi da quelli che devono navigare entro un miglio dell'art.27.
Come la garantiamo la sicurezza? La possiamo garantire un due modi attualmente:
1) omologando i kayak o le canoe sottoponendoli alle norme ISO. In questo modo dovremo tutti cambiare acquistare canoe nuove che i produttori (anzi i venditori per l'esattezza) devono preoccuparsi di omologare. Questa è la soluzione che ha adottato la Francia.
2) dimostrando che la canoa che vogliamo far navigare entro 6 miglia sia diversa dai mezzi che sono nell'art.27 p.to 3 lettera c). Abbia cio√® delle caratteristiche tali da renderla resistente alle forze del mare del vento e dell'acqua. Una canoa lunga pi√Ļ di 4 metri e larga almeno 0,45 √® gi√† per questo capace di rispondere, soprattutto nel lungo periodo, meglio a sollecitazioni del mare e del vento. se non ti convince quello che dico vai a vedere la normativa francese attuale. 240-1.02 nel punto tre dove definisce natanti da spiaggia le imbarcazioni a propulsione umana con lunghezza inferiore a 4 m. e larghezza inferiore a 0,45.

Poich√© studiando i codici di comportamento, le direttive previste dalle federazioni, quanto √® scritto sui siti web delle associazioni di notoriet√† internazionale esce fuori che gli accessori da portare a bordo sono riconosciuti universalmente (come sono universalmente riconosciute anche le tecniche di salvataggio) e poich√© i precedenti e le realt√† degli altri paesi sono oro per il sostegno della nostra credenza (cio√® che questi natanti possono navigare nelle sei miglia) va da s√© che per convincere il nostro interlocutore bisogna presentare una proposta che non si discosti da queste realt√†. Resta il fatto che l'elenco degli accessori non far√† parte di una eventuale legge da definire, ma serve al momento per convincere il nostro interlocutore. Successivamente sar√† sicuramente parte di un codice di comportamento o di una direttiva di qualche ente che pu√≤ essere una delle nostre federazioni o il Ministero dei trasporti. Questo perch√© al nostro interlocutore noi ci siamo arrivati tramite una dei nostri enti federativi e perch√© ne gli enti federativi n√© il nostro interlocutore si prenderanno mai la responsabilit√† di mandare per mare gente modificano una legge di suo arbitrio. Ne pi√Ļ ne meno di quello che accade negli altri paesi.
Quanto alla dichiarazione di conformità l'hai scritta tu riportando il trafiletto della nostra legge: è tra i natanti che vogliono navigare nelle 12 miglia.
Quanto al punto 6 a cui ti riferisci questo regola il noleggio e non centra niente con quello che chiediamo. Semmai il comma 5 √® da cassare ma questo si riferisce ai natanti che devono navigare entro un miglio  e se chiediamo questo sarebbe riconoscere che rientriamo tra questi. Essi invece sono natanti (per dirla come la legge francese) da spiaggia ed √® giusto che navighino entro un miglio.
francesca gastaldi




Scusa se non mi rileggo tutti i tuoi numerosi interventi. Ricordo solo che scrivevi che in alcuni noti paesi di marineria (se ricordo bene UK, USA, Spagna) non ci sono leggi che impongano limiti alla navigazione e che vale il buon senso.
Ci si potrebbe chiedere quindi se non si possa applicare cio' anche in Italia e sperare che non si legiferi, ma sappiamo che qui il buon senso non e' considerato dal legislatore. Bisogna fare gli azzeccagarbugli.

Quindi sono andato subito a leggere il da te citato decreto legislativo 171/2005 (codice della nautica da diporto) e ho fatto una ricerca sul forum cki con alcune query di testo preso da tale legge, ma non ne ho trovata citazione puntuale. Quindi riporto che nel codice si definisce:


Art. 3 - Unità da diporto
d) natante da diporto: si intende ogni unità da diporto a remi, o con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri

e

art.27 - Natanti da diporto

1. I natanti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nei registri di cui all'articolo 15, della licenza di navigazione di cui all'articolo 23 e del certificato di sicurezza di cui all'articolo 26.

2. I natanti da diporto, a richiesta, possono essere iscritti nei registri delle imbarcazioni da diporto ed in tale caso ne assumono il regime giuridico.

3. I natanti senza marcatura CE possono navigare:
a) entro sei miglia dalla costa;
b) entro dodici miglia dalla costa, se omologati per la navigazione senza alcun limite o se riconosciuti idonei per tale navigazione da un organismo tecnico notificato ai sensi dell'articolo 10 ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314; in tale caso durante la navigazione deve essere tenuta a bordo copia del certificato di omologazione con relativa dichiarazione di conformità ovvero l'attestazione di idoneità rilasciata dal predetto organismo;
c) entro un miglio dalla costa, i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, nonché gli acquascooter o moto d'acqua e mezzi similari.
4. I natanti provvisti di marcatura CE possono navigare nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di appartenenza di cui all'allegato II.

5. La navigazione e le modalità di utilizzo dei natanti di cui al comma 3, lettera c), sono disciplinate dalla competente autorità marittima e della navigazione interna.

6. L'utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di locazione o di noleggio per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale, nonché di appoggio alle immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo é disciplinata, anche per le modalità della loro condotta, con ordinanza della competente autorità marittima o della navigazione interna, d'intesa con gli enti locali.

Quindi mi sembra che tutto il problema della navigazione di natanti a pagaia stia proprio in questo comma 6 art. 27 del D.Lgs.171/2005 che si presta ad "abusi" restrittivi delle autorita'.
E' cosi'?
Se cosi' fosse, non sarebbe piu' semplice chiedere al "politico" di cui parli di cassare questo maledetto comma 6, accontentarci delle 6 miglia (come in Francia) e chiudere cosi' la questione?

Scusa ancora se ti faccio ripetere cose gia' dette e grazie del tuo tempo.
Francesca Gastaldi

Marco Lipizer

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...


Art. 3 - Unità da diporto
d) natante da diporto: si intende ogni unità da diporto a remi, o

3. I natanti senza marcatura CE possono navigare:
a) entro sei miglia dalla costa;
b) entro dodici miglia dalla costa, se omologati per la navigazione senza alcun limite o se riconosciuti idonei per tale navigazione da un organismo tecnico notificato ai sensi dell'articolo 10 ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314; in tale caso durante la navigazione deve essere tenuta a bordo copia del certificato di omologazione con relativa dichiarazione di conformità ovvero l'attestazione di idoneità rilasciata dal predetto organismo;
c) entro un miglio dalla costa, i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, nonché gli acquascooter o moto d'acqua e mezzi similari.
4. I natanti provvisti di marcatura CE possono navigare nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di appartenenza di cui all'allegato II.

5. La navigazione e le modalità di utilizzo dei natanti di cui al comma 3, lettera c), sono disciplinate dalla competente autorità marittima e della navigazione interna.

6. L'utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di locazione o di noleggio per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locale, nonché di appoggio alle immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo é disciplinata, anche per le modalità della loro condotta, con ordinanza della competente autorità marittima o della navigazione interna, d'intesa con gli enti locali.

Quindi mi sembra che tutto il problema della navigazione di natanti a pagaia stia proprio in questo comma 6 art. 27 del D.Lgs.171/2005 che si presta ad "abusi" restrittivi delle autorita'.
E' cosi'?
Se cosi' fosse, non sarebbe piu' semplice chiedere al "politico" di cui parli di cassare questo maledetto comma 6, accontentarci delle 6 miglia (come in Francia) e chiudere cosi' la questione?

Scusa ancora se ti faccio ripetere cose gia' dette e grazie del tuo tempo.

Sbagliato!
Il problema non è l'art. 6 sul noleggio e locazione, ma sull'art. 3 comma c, sulle imbarcazioni da spiaggia, in cui possono venir considerate implicitamente (ma alcune ordinanze lo fanno esplicitamente) le canoe e i kayak. Quindi entro 1 miglio o meno.

Francesca, la direttiva esplicativa del Ministero non sarebbe una cattiva idea.
Buon lavoro,
Marco

Andrea Ricci

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Grazie Francesca e Marco.
Posso ricapitolare? Se ho capito bene:

- il testo di riferimento e' il decreto legislativo 171/2005 (codice della nautica da diporto), di cui ci riguardano in particolare gli artt. 3/d e 27;

- stai lavorando per far emettere al Ministero dei Trasporti una direttiva esplicativa che escluda i natanti a pagaia con certe caratteristiche dalla casistica del art.27/3/c

c) entro un miglio dalla costa, i natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela e natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, nonché gli acquascooter o moto d'acqua e mezzi similari

per farli ricadere nella casistica del art.27/3/a

a) entro sei miglia dalla costa

- e per l'indicazione delle caratteristiche ti stai inspirando a quanto si trova nella pratica di organismi sportivi di canoa di notorieta' internazionale.

Come ti spieghi "l'abuso" di alcune capitanerie di porto di limitare ulteriormente la navigazione, a 500m o addirittura a 300m? e' per una interpretazione indebitamente estensiva del art.27/6 che ci equipara tutti a bagnanti/noleggianti?

Quale fondamento legislativo permette ad alcune capitanerie di obbligare a indossare un gilet di galleggiamento?

Grazie, ciao, Andrea
Andrea Ricci
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marco ferrario (eko)

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Cari Francesca, Vittorio (e altri)
essendo titolare di una scuola di kayak da mare riconosciuta dalla FICT, FICK e (sopratutto) da Sottocosta, tempo addietro ero già intervenuto sull'argomento esprimendo le mie opinioni che sono praticamente le stesse da voi espresse...
Apriti cielo.. un coro di proteste e accuse nei miei confronti (in verità solo da coloro che poco conoscono il mare). Addirittura qualcuno scrisse che il sottoscritto agiva non in nome della sicurezza ma per solo interesse personale...
Quindi non voglio oggi ripetermi su un argomento che condivido pienamente con voi due (e molti altri).
Voglio dirvi solo una cosa: GRAZIE!!! e un grazie speciale va sopratutto a Francesca per il suo impegno.
Gaudenzio

Per fare chiarezza,
Qui sotto ho riportato le opinioni di Gaudenzio Coltelli che ho copia/incollato dal suo intervento sul forum del 9.2.2013

Navigazione entro 300m dalla costa. Sono obbligatori:
-salvagente.
Navigazione entro 1NM, sono obbligatori:
-Salvagente;
-paraspruzzi;
-mezzo di comunicazione.
Navigazione entro 6NM, sono obbligatori:
-kayak avente lunghezza minima di 5,20m completo di paratie stagne (min 1 a prua ed 1 a poppa dell'imbarcazione);
-salvagente;
-paraspruzzi;
-mezzo di comunicazione;
-paddle float;
-set di razzi (min un fumogeno + 2 razzi a stella);
-pagaia di riserva;
-una cima per traino (lunghezza min 12 m);
-Kit riparazione scafo;
-VHF;
-bussola;
-carta nautica plastificata;
-torcia stagna;
-luce strobo;
-una riserva d'acqua (minimo 2 litri);
-aver conseguito un corso avanzato di kayak (un attestato da dover esibire, su richiesta, alla GC).
Questo è il mio parere dettato dal buonsenso e dall'esperienza acquisita in oltre 25 anni di navigazione (in mare).
Gaudenzio Coltelli.

Siete daccordo? come dice Gaudenzio, sono le stesse proposte?

Io NON LO SONO.
Vedo delle evidenti e sostanziali differenze sia nella prima riga che nell'ultima riga della sua proposta.
Ciao
Marco

francesca gastaldi

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"Come ti spieghi "l'abuso" di alcune capitanerie di porto di limitare ulteriormente la navigazione, a 500m o addirittura a 300m? e' per una interpretazione indebitamente estensiva del art.27/6 che ci equipara tutti a bagnanti/noleggianti?"

La legge 171 non dice nulla sulla canoa e sul kayak e quindi √® aperta ad ogni interpretazione. Ovviamente se non dimostriamo cosa sono capaci di fare le nostre canoe la cosa pi√Ļ facile per enti e autorit√† √® quella di assimilarle ai mezzi del p.to c). Cos√¨, per scaricarsi da ogni responsabilit√†, la Guardia Costiera e l'Ufficio delle Entrate hanno emanato circolari e ordinanze che ci portano nel p.to 3 lettera c dell'art. 27. Tralasciando, in questa sede, la competenza o meno di un ufficio delle entrate ad emenare direttive sulla navigazione da diporto: ovviamente √® legato alle tasse che alcune di esse devono pagare!!!. La competenza invece della Guardia Costiera nell'emissione di queste circolari o ordinanze √® resa lecita dal punto 5 che dicevamo ieri e che ti contestavo. Infatti tale punto attualmente √® valido contro di noi perch√® rientriamo tra i natanti del 3 lettera c).

francesca gastaldi 

Non c'√® nessuna legge che obbliga ad indossare il gilet di galleggiamento. Tuttavia la legge obbliga ad averlo a bordo. C'√® stato un topic in cui abbiamo parlato proprio di questo.  Resta sempre il fatto che ordinanze della G.C. regolamenti delle federazioni,  decisioni delle associazioni nell'esercizio delle loro attivit√† possono chiedere di indossarlo pena la non partecipazione. In tutte le mail di risposta che ho avuto o nei link che mi hanno lasciato di riferimento (Guardia Costiera Americana, Bcu inglese ecc... ) tutti raccomandano di indossarlo). Ovviamente st√† alla coscienza di ogniuno di noi. Penso che per ottenere quello che vogliamo, e cio√® il riconoscimento della navigazione libera, dobbiamo anche dimostrare di essere coscienti. 



Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Errata corrige. Scusate questa risposta è stata data cliccando sulla citazione sbagliata. La mia intenzione era di rispondere a Marco Iezzi (citazione n.10) e non a Marco Ferrario (citazione n.13). Mi ha confuso l'omonimia del nome.
francesca gastaldi

Caro Marco,
nel paese dove la Costituzione tutela le  minoranze al punto da concedere le leggi ad personam il fatto che siamo pochi, ammesso che sia cos√¨, √® l'ultima cosa che mi porta dificolt√† ;-)
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Gaudenzio Coltelli

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Caro Marco
non sono intervenuto per fomentare polemiche né ora, né in futuro e né tanto meno
nella mia nota del 9.2.2013 che tu, in parte, hai riportato.
Tengo a sottolineare che nella mia e mail del 9.2.2013 esponevo proposte che SECONDO ME andrebbero applicate alla navigazione dei kayaks in mare, senza dover imporre niente ma solamente dare UN SUGGERIMENTO nella discussione che si era aperta. Ma se, a queste poi sono state tolte o aggiunte modifiche costruttive e/o migliori delle mie, non sono qui ad insistere che avevo ragione al 100%. Viceversa ho voluto sottolineare che mi trovo ANCHE d'accordo con altre proposte (sensate) espresse da altri interlocutori a cui va il mio vivo ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo: vedi Francesca, Vittorio (e altri).
Spero di aver chiarito

Gaudenzio

Per fare chiarezza,
Qui sotto ho riportato le opinioni di Gaudenzio Coltelli che ho copia/incollato dal suo intervento sul forum del 9.2.2013

Navigazione entro 300m dalla costa. Sono obbligatori:
-salvagente.
Navigazione entro 1NM, sono obbligatori:
-Salvagente;
-paraspruzzi;
-mezzo di comunicazione.
Navigazione entro 6NM, sono obbligatori:
-kayak avente lunghezza minima di 5,20m completo di paratie stagne (min 1 a prua ed 1 a poppa dell'imbarcazione);
-salvagente;
-paraspruzzi;
-mezzo di comunicazione;
-paddle float;
-set di razzi (min un fumogeno + 2 razzi a stella);
-pagaia di riserva;
-una cima per traino (lunghezza min 12 m);
-Kit riparazione scafo;
-VHF;
-bussola;
-carta nautica plastificata;
-torcia stagna;
-luce strobo;
-una riserva d'acqua (minimo 2 litri);
-aver conseguito un corso avanzato di kayak (un attestato da dover esibire, su richiesta, alla GC).
Questo è il mio parere dettato dal buonsenso e dall'esperienza acquisita in oltre 25 anni di navigazione (in mare).
Gaudenzio Coltelli.

Siete daccordo? come dice Gaudenzio, sono le stesse proposte?

Io NON LO SONO.
Vedo delle evidenti e sostanziali differenze sia nella prima riga che nell'ultima riga della sua proposta.
Ciao
Marco

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
C'√® nessuno che, cartografia alla mano ed esperto in carte nautiche e in navigazione marina, sia in grado e abbia la voglia di riferire al forum quali e quante mete potranno essere raggiunte, in piena legalit√†, coi nostri KdM a 6 ed eventualmente 12 miglia? 
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marco iezzi

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Personalmente traccio itinerari e distanze utilizzando google hearth
Sono molte le isole raggiungibili  con la normativa delle 6 miglia

Marco

marco ferrario (eko)

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Dunque Vittorio,

dalla Sicilia non potremo raggiungere le isole di Ustica, Pantelleria, Linosa, Lampedusa, Gozo e Malta.
Il limite delle 12 miglia nautiche (NM) consente però di navigare tra Lampedusa a Linosa.
Sempre dalla Sicilia, il limite di 6 NM consente di raggiungere gli arcipelaghi delle Egadi e delle Eolie e di navigare tra le varie isole.
Perciò dalla costa di Trapani e dello Stagnone di Marsala è possibile raggiungere le isole di Levanzo, Favignana e Marettimo;
e da Capo Cavalà e Capo Milazzo è possibile raggiungere l'isola di Vulcano e poi Lipari, Salina, Panarea, Stromboli e Filicudi e Alicudi.
Non è consentito raggiungere Stromboli da Capo Vaticano (Calabria) sono oltre 24 miglia (12 dalla costa).

Tutte le isole degli arcipelaghi sardi (Asinara, Tavolara, Molara, Mal di Ventre, San Pietro e tutto l'Arcipelago della Maddalena, sono distanti poche NM dalla costa dell'isola madre.
Il limite di 6 NM permette di attraversare anche le Bocche di Bonifacio e raggiungere le isole di Lavezzi, di Cavallo e la Corsica.

Il limite delle 12 NM permette di attraversare il Golfo di Napoli navigando tra le isole di Capri e di Ischia.
Il limite di 6 NM consente di raggiungere Capri da Punta Campanella e Ischia dal Monte di Procida.

Da Ischia il limite di 12 NM consente di raggiungere le isole di Santo Stefano e di Ventottene.
Lo stesso limite consente di andare da Ventotene alle isole di Ponza e Zanone, raggiungibili anche dal Circeo.
Il limite a 6 NM consente la navigazione tra le isole Pontine di Ponza, Gavi, Zanone e Palmarola.

Le Isole Tremiti (San Domino, San Nicola e Capraia) sono raggiungibili dal Gargano (Torre Mileto) navigando entro le 6 NM.
Le Tremiti sono raggiungibili anche da Termoli navigando entro le 12 NM.

L'Arcipelago Toscano è raggiungibile navigando entro le 6 NM
da Piombino all'Elba e dall'Argentario alle isole di Giglio e Giannutri.
Sempre navigando entro le 6 NM è possibile raggiungere l'isola di Pianosa dall'Elba;
e Giglio da Giannutri.
Entro le 12 NM è possibile raggiungere l'isola di Gorgona da Livorno,
Rispettando lo stesso limite è possibile navigare tra Gorgona e Capraia e dall'isola di Capraia è possibile raggiungere Capo Corso (Corsica).
Sempre entro il limite delle 12 NM, l'isola di Capraia è raggiungibile anche dall'Elba, mentre da Pianosa si potrebbe raggiungere la mitica isola di Montecristo, raggiungibile anche da Punta Calamita (Elba), sempre navigando entro le 12 NM dalla costa.
 8)

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
.....TUTTO! WOW!

Bastano le braccia e la predisposizione tecnica e mentale, raggiungibile naturalmente dopo alcuni anni di KdM.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gaudenzio Coltelli

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Ciao Vittorio
Potendo un giorno navigare entro le 6 miglia (con kayak ed equipaggiamento richiesti dalla legge) potrei raggiungere le seguenti mete nei pressi dell'isola d'Elba, luogo da dove il sottoscritto scrive:
Isole di Palmaiola, Cerboli e Pianosa (Ente Parco permettendo), tragitti Piombino - Elba, Costa toscana - Formiche di Grosseto, Argentario - Giglio, Argentario - Giannutri, Livorno - Meloria.
Un saluto
Gaudenzio