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Giubbotto Salvagente o Giubbotto Polifunzionale?

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Vittorio Pongolini

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Ho pagaiato abbastanza  col mio Kayak da Mare in queste ultime festività. Tra acqua dolce e salata, in compagnia o da solo,  ho smaltito una buona parte degli eccessi alimentari natalizi. Ma quando pagaio in acque piane penso di più rispetto a quando solco la corrente dei fiumi. E tra i pensieri che mi frullano in testa uno dei più ricorrenti riguardava il Giubbotto salvagente in mare. Beh, non mi è mai servito a niente! In tante decadi di kayak su acque ferme non mi sono mai dovuto affidare alla spinta di galleggiamento del mio Giubbotto salvagente. Ne indosso uno vecchio degli anni ’80 che mi serviva per canoa fluviale. E perché non mi è mai servito? Semplice, non vado mai a bagno su acque ferme, anche con il mare molto arrabbiato. E se anche mi capottassi, ho l’eskimo al 100% e quindi,  per me, per ciò che è stato concepito e nominato, è inutile.
Ma allora perché lo indosso? Senz’altro perché d’ autunno o d’inverno fa fresco o freddo e uno strato in più mi serve per coprirmi meglio. E lo si sento eccome se soffia la tramontana o la bora o altri venti freddi lacustri a pelo d’acqua! Poi perché qualche vecchia tasca sgualcita mi aiuta a tenere un po’ di attrezzatura che non risente dell’acqua, tipo coltellini o Avvisatore acustico o altre attrezzature di primo uso. 
D’estate poi non lo indosso mai perché è d’impiccio, e ciò per cui mi è utile d’inverno diventa un problema  “climatico” d’estate. Me lo porto sul ponte posteriore, così, perché se la Guardia Costiera si avvicina ed ha qualcosa da dire, potrei anche tirarlo fuori dai cordami elastici e indossarlo, come è successo una volta sul lago Maggiore, in una traversata, dove ci fecero notare che non indossavamo il giubbotto salvagente. Dissi loro che sapevamo fare l’eskimo, glielo facemmo vedere, ci seguirono ancora un po’ e poi se ne andarono annoiati …( ma poi è vero che lo dovevamo indossare? Sul lago? Boh?!). Mi sballa anche  l’uniformità dell’abbronzatura che è massima sull’acqua e vale 2 a 1 rispetto alla spiaggia …
E allora? Se è così inutile usarlo e chiamarlo così, perché non ribattezzarlo “Giubbotto Polifunzionale”?
La componente galleggiamento serve ai principianti ed a coloro che hanno poca naturalezza con l’acqua. Oppure serve in caso di raduno perché chi organizza un raduno non sa con chi ha a che fare ed è giusto averne rispetto dotandosi delle massime norme di sicurezza.  Mettiamoci pure la galleggiabilità nel Polifunzionale, ma che sia una componente di tante altre. Che abbia una spinta superiore o pari ai 50 Newton (1 N = 0,102 kg, quindi 50 N sono 5,1 kg) mi va anche bene e, pare, sia obbligatorio, anche perché io peso 90 kg. Ma, ribadisco, io non vado a cercare la galleggiabilità fine a se stessa.
Io cerco invece altre caratteristiche da un Polifunzionale, tra le quali, in primis, la possibilità di stivare cose, soprattutto a tenuta stagna! Ormai tutte le chiavi delle auto sono elettroniche e ci si deve portare sempre il portafoglio in kayak. Devo sempre portarmi una sacca stagna anche per uscite di un’ora e mezza, da mettere nei gavoni, che non sono mai stagni. Ci sono cose che devono rimanere completamente asciutte, e non si può che usare una sacca stagna. E queste attrezzature è meglio tenerle sulla propria persona e non sul kayak da mare. Si dovrebbe creare una tasca di media grandezza che contenga, a mo’ di marsupio, una scatola in plastica rigida, stagna con guarnizione, chiudibile e non smarribile. E davanti,  non dietro. Dietro ci devono stare cose di uso ancor meno frequente. Il Polifunzionale dovrebbe quindi avere l’allacciabilità con cerniera su un fianco, vicino al braccio, affinché ci sia più spazio per le tasche. Infatti non vanno bene i salvagente marini non apribili che si calzano dall’alto, come una maglia, ma si devono indossare aprendosi davanti, per praticità e per non perdere l’equilibrio e anche perché… ora ve ne spiego il motivo, per l’altro accessorio di cui deve essere dotato il Polifunzionale:  il Paddle Float.
Se riesco a galleggiare con un salvagente, non ho capito perché non devo poter usare il Polifunzionale anche come un Paddle Float. Quando devo rientrare in kayak da mare, se sono a bagno, voluto o non voluto, mi tolgo il Polifunzionale e lo uso come un Paddle Float, infilandolo sulla pagaia. Semplice no? E mi raccomando che ci sia l’attacco sia per la pala normale che per quella inuit. Poi se proprio lo voglio, mi rimetto il Polifunzionale addosso. Così, se voglio farmi un bagno in mare aperto, in estate, scendo o mi butto in acqua e risalgo quando voglio, tutto col Polifunzionale in modalità Paddle Float. E così la facciamo in barba anche alle Sit-on-top e ai Surf ski!  Ci  vuole naturalezza con l’acqua! Pensiamola come una compagna di giochi, soprattutto d’estate.
Un’altra cosa utile nel Polifunzionale è un cappuccio da pioggia efficace, che esca dal retro collo, che rimanga chiuso da cerniera in caso di non utilizzo, come ne son dotate le  giacche a vento. Spesso capita che piova quando facciamo escursioni di ore in stagioni piovose. Anche forte e con grandine!
Poi possiamo fare altre tasche più piccole, sempre soprattutto davanti, che portino l’Avvisatore acustico, la Bussola, le scottine lega pagaia al polso, il Gps e la Fotocamera stagna e/o la Go pro (uso la marca per comprendersi meglio, ma ce n’è diverse in commercio). E il Polifunzionale si deve poter chiudere, sempre con cerniera,  in modo che sia stivabile facilmente sul ponte posteriore, sotto i cordami elastici, in modo che non penzolino cinghie e cinghiette o brandelli dello stesso in acqua, ché rallentano l’andatura. E che sia richiudibile con la stessa cerniera dell’uso a Paddle Float. 
Ci può star tutto sul Polifunzionale ed è utile che queste cose di  possibile frequente uso, sicuramente superiore al solo uso salvagente, stiano sul kayaker e siano a portata di mano.
Ecco, questo è quanto si rimugina nelle escursioni  in KdM: tutto per uno e uno per tutto, e, produttori di giubbotti,  datemi più motivi per indossarlo, anche a me e a quelli come me che sono bravi!
Parlatene, se vi sembra corretto, anche agli anglosassoni, chiamandolo "Multipurpose Jacket", affinché anche loro, che sono cento volte noi e spesso innovatori, ne prendano coscienza!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

francesca gastaldi

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Concordo pienamente sulla polifunzionalità del salvagente. In proposito avrei da polemizzare un  pò su tutti i materiali prodotti per il kayak da mare oggi. Tutti molto poco studiati per la polifunzionalità, a partire dai kayak fino ad arrivare alle strumentazioni di bordo come anemometri ecc..  C'è molto da lavorare per favorire l'evoluzione di questo mercato. Volevo aggiungere una cosa. E' vero che chi ha familiarità con l'acqua, come nel tuo caso, ha già la sicurezza in tasca senza salvagente, tuttavia (e ci si augura che non succeda mai) non siamo invincibili. Può capitare che uno possa accusare malori o incertezze mentre è in acqua. Soprattutto in uscite che durano diversi giorni. E' capitato più di una volta nel gruppo con cui esco. In questo caso il salvagente non serve solo per la galleggiabilità personale del canoista, ma soprattutto per chi interviene nel soccorso che ha modo di afferrarlo in modo sicuro e semplificato.
un saluto
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Gengis

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Ciao Toio  vecchio e caro Amico ,
permettimi di dissentire  in parte , il supporto di galeggiamento  lo puoi chiamare  come vuoi, mi può stare anche bene  che lo chiami  polivalente, però lo devi sempre indossare per una questione di sicurezza sia che faccia freddo oppure caldo , e ti spiego anche il perchè.
Noi tutti sappiamo  che tale supporto non serve per nuotare, anzi in parte  rallenta  ed ostacola il nuoto,  serve in caso di  un improvviso malore , od un eventuale perdita di coscenza , in questi casi  che sappiamo bene non si possono prevedere, ma che
succedono  e basta , quando la malasorte  ti colpisce , sei ai indossato tale supporto  ,galleggi , sei facilmente visibile , e facilmente recuperabile  dai compagni  con cui  sei in fiume od in mare, riducendo il tempo d'intervento , agevolando  così un primo intervento
e soccorso .
Per noi  che da anni immemori , pagaiando navighiamo  , volendo o non volendo siamo considerati  degli esperti, indossando il salvagente , supporto , o polifunzionale  DIAMO un  ESEMPIO che i meno esperto o neofiti  SEGUIRANNO  più volentieri ,
avremo così assolto  in minima parte , a quanto ci è stato insegnato dai nostri Padri , per te di sangue , per me putativi .Gengis

passolento

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Ciao Vittorio, molto interessante le tue osservazioni ... però io il salvagente lo indosso sempre
- sarà perchè non ho l'eskimo al 100%
- sarà perchè sopra e sotto il mare c'ho passato buona parte dell'infanzia e della vita e, più di una volta, qualche scherzetto inaspettato me l'ha pur fatto
- sarà perchè non riesco ad andare in mtb senza il casco, non riesco a fare uscite di scialpinismo senza l'ARTVA, non riesco a scalare una parete di roccia se non ho adottato tutte le misure di sicurezza, e più banalmente non riesco a fare un metro in macchina senza la cintura allacciata (mai fatto un incidente grave in vita mia ... sgrat sgrat)
- sarà perchè sono un uomo di legge della categoria più pedante  ;D
(per non parlare della moglie e dei figli piccoli che mi aspettano a casa ;) )
Il fatto è che, come ho potuto verificare sulla mia pelle, le situazioni di rischio maggiori mi si sono sempre verificate proprio quando, ritenendo di essere in sicurezza, ho abbassato la guardia ed allentato le precauzioni.
Quindi, cerco sempre di indossare il mio bel giubbotto, anche quando pagaio nella nebbia che ricopre il mio piattissimo lago.
 ;)


e poi, siccome l'apparenza e la metà del divertimento, vuoi mettere la scena che faccio quando atterro su una spiaggia piena di bagnanti attrezzato come uno che ha appena attraversato l'oceano?  ;D ;D ;D ;D
Saluti
Daniele

Vittorio Pongolini

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Bene bene, forza forza, sotto sotto, ancora risposte alla mia teoria non ortodossa! Accumuliamo un bel po' di pareri e poi confrontiamoci appassionatamente! Faccio solo presente subito una puntualizzazione e cioè che non ho detto che non serve, ma che deve avere altri usi: uno, quello tradizionale, non mi basta perchè per me è troppo poco. Ma sotto, che è un argomento interessante. Ortodossi di qua, non ortodossi di là! Questa è una statistica che vuole rappresentare la realtà. Forza amici kayakers!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Frederik Beccaro

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L'eskimo al 100% non esiste, nuotare lontano dalla costa può essere molto più pericoloso che nuotare in torrente
Detto questo anch'io in mare vado solo, spesso al buio e senza salvagente
Non succede mai nulla ma se dovesse accadermi qualcosa di tragico verrei giustamente
bollato come una belina (pirla x i milanesi)
Però in questo mondo pieno regole, divieti e quant'altro potersi prendere qualche libertà non é male e in canoa per fortuna nulla é ancora strettamente regolamentato

stefanoDelta

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A me sembra ovvio che Vittorio sia un provocatore quando afferma "eschimo 100%...". Lo sapeva a priori che avrebbe scatenato le giuste osservazioni del Gengis e di altri, che ormai girano su questo forum da SEMPRE; e soprattutto sono certo che le condivide.
Quello che mi stupisce è come non si colga l'ironia di Vittorio nel suo "eschimo 100%" e si ignori completamente il suggerimento, che esprime un po' il pensiero sotto la superficie di tutti, e che in sintesi è questo:
il salvagente (la cui necessità nessuno mette in dubbio) è una rottura di.http://forum.ckfiumi.net/Smileys/classic/angry.gif.. che toglie tanta libertà senza dar nulla più di un po' di galleggiabilità; poco per essere amato.
Se però avesse anche molte altre UTILI e SFIZIOSE funzioni (senza andare ad interferire con quella principale) che me lo facessero apprezzare ben al di là della sola galleggiabilità e mi permettesse di avere meno orpelli attorno e dentro il katak (polifunzionalità che il Vittorio ha così ben descritto nel suo intervento; anzi, se qualcuno ha altri usi da suggerire, che non si tiri indietro, così che i costruttori prendano spunti), ci sarebbe senz'altro meno bisogno che i padri della canoa si sgolino a ribadire che il salvagente va sempre indossato, e che da parte dei senior occorre dare il buon esempio ai giovani, etc. etc...
Sarebbe la prima cosa che un canoista si preoccuperebbe di indossare, anche a costo di rovinarsi l'abbronzatura! O no?
Vuoi mettere avere a portata di mano tutto quel che serve senza andare a rovistare "sotto-coperta" o nel sacco stagno legato sopra? Anzi, ci sarebbe una gara a chi ce l'ha più accessoriato!
Magari i costruttori di salvagenti per kayak ne facessero uno così! Dopotutto è quello che stanno facendo per i giubbini dei motociclisti: ci sono quelli attillati senza tasche per le gare, ma ci sono anche quei giacconi con molte tasche che permettono al motociclista turista di portarsi dietro il corredo di tutto ciò che serve e anche il superfluo.
Ma se i costruttori non rispondono, perché non mettersi in proprio a farlo? Poi una idea tira l'altra...
Saluti.
Stefano dal Delta

passolento

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allora, vediamo come dovrebbe essere questo attrezzo dei nostri sogni.
Per quanto mi riguarda, nelle tasche del mio giubbotto, oggi come oggi, mi ci ritrovo:
- il tappanaso legato al cordino del fischietto, perchè a provare a fare l'eskimo come lo faccio io devi per forza tappare ogni pertugio
- un piccolo coltello, perchè il salame mangiato a mozzichi ... non è la stessa cosa
- il contenitore stagno del iphone in modo da sentire la vocina di endomondo che mi dice a quanto vado
- le chiavi del lucchetto del kayak, talmente grosse da potersi usare anche come ancora d'emergenza
in più potrebbe piacermi:
-- la sacca del cammelback con apposito tubicino per bere
-- un tramettitore lampeggiante su uno spallaccio, così la moglie non è in pensiero quando pagaio di notte sul lago
e, ovviamente, un motore fuoribordo gonfiabile per quando sono stanco  ;D



bhò, non so' che dire. Così come in altri sport, ognuno di noi si organizza zaino e salvagente, in questo caso, secondo le proprie personali esigenze ed esperienze. Io vado solo in mare e lago, quindi la mia esperienza è differente rispetto a quella di altri. Dipende molto pure da cosa vado a fare in acqua. Se è un giro di un paio d'ore sul lago, durante la pausa pranzo, è un conto, se parto per un giro in mare di più giorni, il discorso cambia drasticamente. Fortunatamente ho la possibilità di remare su di un ottimo kayak che mi consente di avere tutto a portata di mano.
 
Considera che per la MTB, campo dove ho un'eperienza pluridecennale, ho due differenti zaini idrici che scelgo a seconda del giro che vado a fare, per non parlare degli zaini da montagna/arrampicata/scialpinismo.
saluti a tutti
 :)
Saluti
Daniele

Vittorio Pongolini

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Stefano, PERFETTO !!!! Hai centrato l'idea!

Una roba così non esiste e io la voglio. Tra l'altro serve anche sulla Canadese fino al terzo grado.

Produttori, svegliatevi, questo è business! Ma prima voglio altre idee da aggiungere al Giubbetto Polifunzionale che tutti qui riporteremo.

P.S. Il mio è marketing allo stato puro, come l'acqua che vorremmo. Spero che i produttori accorti colgano l'occasione al volo.
P.P.S. Ho ricevuto un paio di email private di complimenti di persone che non potevano esporsi ma che si sentivano capite e affrancate.
P.P.P.S. L'eskimo in acqua ferma, col KdM anche ondosa, ce l'ho al 100%, a destra e a sinistra, nonostante una spalla malandata. Sul fiume condivido appieno Fredrick.
4°P.S. Quella del malore o indisposizione possibile in acqua (Federica e Gengis)  è vera e saggia. L'avevo in mente e non l'ho messa per brevità. E' già lunghissimo così e sapevo di indurre risposta. Ma... c'è malore e malore e se sto bene... sto meglio se mi abbronzo tutto!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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passolento

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Si, vabbè, ma mi volete spiegare cosa intendete voi per utili e sfiziose funzioni?
Saluti
Daniele

Vittorio Pongolini

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Un mix delle mie funzioni primarie e delle tue, e di quelle che verranno, funzioni secondarie. E una mente libera da ortodossie eccessive. Quest'ultima  rientra nelle superfunzioni primarie. Relativismo e non ortodossia liberano il kayaker e gli consentono di vivere ora per ora e stagione per stagione il suo hobby sportivo.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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stefanoDelta

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Bene, Passolento.
Fatevi avanti con altre proposte, magari anche improbabili e ironiche come quella del "fuoribordo gonfiabile per quando si è stanchi": è una butade, ma a qualcuno può far sorgere un'idea diversa, per esempio di portarsi dietro un fazzolettone di seta da armare a mo' di vela (occupa poco spazio ed è sicuramente polifunzionale, perché può servire anche da telo spiaggia o per ripararsi dal vento nelle soste o dal sole fissato a legnetti o alle pagaie, come contenitore-fagotto, e altro ancora...).

Questa tecnica si chiama "brain storming" (spero che la grafia sia esatta) ed è applicata alla grande per escogitare nuove idee.
Poi si fa come quando si prepara lo zaino per una gita in moto, in bici o in montagna: si mette sul letto TUTTO quello che pensiamo possa servirci in base all'escursione e alla stagione (e la moglie ha sempre molto da aggiungerci) e quello che comunque ci piacerebbe portarci dietro.
Una volta che si ha la situazione VISIVA di quanto vogliamo/serve-alla-moglie, si screma:
questo via, questo nel giubbotto, questo nella sacca perché non è così importante averlo SEMPRE a portata di mano, questo sulla coperta del kayak, questo sotto-coperta....
È chiaro che per ogni uscita ci saranno priorità diverse, per cui la composizione del bagaglio sarà diversa. Alcune cose però saranno irrinunciabili sempre: e qui sta il contributo che dobbiamo dare noi, nell'individuare quali sono (che poi mutano e si evolvono anche a seconda dei tempi: per  esempio solo qualche anno fa nessuno pensava di portarsi sempre appresso GPS o telecamera HD).
I costruttori dovranno individuare questi elementi comuni di polifunzionalità indispensabili da avere nel giubbotto, e costruirlo di conseguenza. Poi è ovvio che ogni costruttore individuerà le sue priorità e si differenzierà dagli altri, o proporrà modelli diversi a seconda della destinazione d'uso (e dei tempi che evolvono): se faccio torrente non mi servirà avere il giubbotto che mi serva anche da paddle-float.
Direi che si apre una nuova promettente nicchia di business per i giubbotti-makers, potendo immettere modelli diversi a seconda dell'uso, analogamente ai modelli diversi di kayak e canoa che ognuno di noi ha (o ha avuto).
Prevedo sfilate di pret-a-porter di giubbotti, autunno-inverno e primavera-estate...
Ognuno di noi si doterà di almeno due o tre modelli diversi, proprio come ognuno di noi ha più modelli di kayak, pagaie, canoa. Perché allora non dotarsi anche di più modelli di salvagente specifici per l'uso che intendo farne (torrente, mare, laguna, estate, inverno, zona ventosa..., da trecking, da pagaiata-di-due-ore, da uscita ginnico-sportiva, da safari fotografico, da bird-watcher, da meditazione...)?
Coraggio, i produttori stanno aspettando nuove idee.
Saluti,
Stefano

passolento

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Un mix delle mie funzioni primarie e delle tue, e di quelle che verranno, funzioni secondarie. E una mente libera da ortodossie eccessive. Quest'ultima  rientra nelle superfunzioni primarie. Relativismo e non ortodossia liberano il kayaker e gli consentono di vivere ora per ora e stagione per stagione il suo hobby sportivo.
??? ::) a Vittò ... sarà n'impressione ... ma a me me pare che me stai a cojonà  ;D
 ;)
Saluti
Daniele

Vittorio Pongolini

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Cosa vuol dire cojonà? Scusa ma sono milanese.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Gengis

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Ciao a Tutti ,
Toio è un fine conoscitore delle mentalità  del nostro ambiente  ( c'è cresciuto ), quando si accorge che le discussioni  ristagnano ,  gli piace lanciare il sasso, e non ritira la mano ,
gli piace animare il confronto e perciò  trova argomenti validi da discutere , ed io gli tengo banco , proprio  e  perché le sue  argomentazioni sono valide
e servono anche per ribadire alcune nozioni di sicurezza , che fatte in un altro contesto sarebbero pesanti e noiose, ma che una vecchia Guida Fluviale ha il dovere di
intervenire   su questioni che riguardano la sicurezza, proprio perché così è stato formato .
Toio  l 'amico che usa termini romaneschi voleva dirti  che lo stai prendendo per il.... ,pardonne moi .....  in giro
Grazie a Tutti .
Gengis