CKI il forum della canoa italiana

La plagne 2012

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mercati carlo

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Ho visto il programma squadre nazionali discesa, e con molto dispiacere leggo che i ragazzi andranno a preparare il mondiale a La Plagne solamente con pochi giorni di navigazione su questo fiume l'Isere che e' molto difficile ma che ti da sensazioni uniche. Per i canoisti del mondo della discesa infatti viene definito il mondiale dei mondiali, visto la difficolta' del fiume stesso ma anche perche' la canoa in Francia e' veramente sport nazionale e vedrete cosa succedera' per i mondiali!!le sponde saranno piene di gente come allo stadio, infatti e' il Maracana del nostro sport..
Comunque ritornando al programma della discesa, si puo' capire che non ci sono piu' fondi per fare attivita' come si potrebbe immaginare per preparare un evento del genere,che ci rimane da fare? allora? E'un peccato visti i risultati delle squadre nazionali degli ultimi decenni.....

mariano bifano

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Ciao Carlo, Bourg e' stata la mia prima trasferta internazionale nel 1997 da junior e ricordo che facevamo le discese con voi senior, ogni discesa era un brivido pazzesco. Crescendo abbiamo pagaiato insieme anche a gli Europei di Chaloux (fra) nel 2005 insieme a Francesco Arenare, tre k1 nei primi sei, gara bellissima e perfetta con il tuo bronzo e la vittoria di  Vladi Panato in C1 con l'eschimo applaudito da tutto il mondo, ho visto con i miei occhi la vera realta' canoistica francese, ricordo il passaggio finale con gli scivoli, era uno stadio di persone che solo a pensarci mi vengono i brividi ancora oggi, non voglio immaginare quello che ci sara' a Bourg st Maurice in occasione dei Mondiali. Rispondo alla tua domanda ''cosa ci rimane da fare''? io personalmente sono gia' in contatto con Teho Devard che conosci molto bene, appena ci sara' la possibilita di pagaiare a Bourg andro' su a spese mie. Sperando di rivederti presto in acqua ti abbraccio forte. Mariano

mercati carlo

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ciao Mariano...e si,che bei ricordi...
Ma non capisco come  Mariano Bifano che oggi e' l'atleta piu rapprentativo e che puo puntare a una medaglia in uno sprint e sicuramente cercare di arrivare tra i primi sulla classica debba organizzarsi gli allenamenti a Bourg a proprie spese..
Una nazionale che deve ritornare in medaglia a squadre nella classica dove e' da troppo  tempo che non ci vede salire sul podio.. come possiamo immaginare di farlo senza prendere confidenza con il fiume..
E pensare che il potenziale e' enorme ,vedi tutti i K1, uomini e donne e anche qualche canadese..
..forse essendo disciplina non olimpica siamo destinati a qualcosa che nessuno di noi vuole..
carlo

Ettore Ivaldi

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Nel 2005 avevamo piazzato in acqua per lo sprint 8 telecamere e montavamo il video in diretta. Eravamo la squadra meglio organizzata del circuito.
Poi ragazzi dovreste farvi  un mea culpa perché avete accettato il cambiamento. Meditate e non lamentatevi ora. E' merito anche vostro se siamo ridotti così. Le palle le tiravate fuori allora  le cose restavano com'erano, voi avevate un grande potere nelle mani, ma non ci avete creduto e vi siete piegati al signor sì! Io ho preferito andare via e lasciare un lavoro sicuro per seguire il sogno che ho sempre condiviso con voi.

Con sincera stima, ma le cose vanno dette sempre come stanno

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Ultima modifica: Gennaio 22, 2012, 09:41:34 pm da Ettore Ivaldi

mercati carlo

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eh si, hai ragione Ettore, sbagliammo..sbagliai perche' forse non capii fino in fondo il tuo progetto ,allora la cosa principale era andare in canoa e non aver preso una posizione allora rimane un errore, pensavo anche che non avevamo voce in capitolo..
quando mi accorsi e parlavo che certe cose non andavano e vedevo che non era possibile cambiarle allora decisi di lasciare le competizioni, ma questo e' il vedere della canoa diverso da questa dirigenza; senza dire che sia giusto o sbagliato.

sicuramente oggi sponsorizzerei  forte per un progetto Tuo se era come allora .

Carlo

Alessandro Leonori

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Ciao a tutti e 3.

Voi che siete dentro l'ambiente piu' di ogni altro, perche' non ci raccontate come girano le cose negli altri paesi, Francia e Germania in primis?

Se non sbaglio, in Germania agli atleti non rimborsano nemmeno la trasferta per i mondiali, però immagino che la Federazione li segua molto meglio nella loro preparazione: è così? E in Francia come sono organizzati dal punto di vista federale? Quanti e che tipo di raduni fanno? Immagino siano in tanti, tra quelli che ci leggono, a volerne sapere di piu'.

Ettore, perche' non ci scrivi di nuovo, almeno in grandi linee, il tuo programma del 2005? Sono sicuro che in molti, me compreso, saremmo interessati conoscerlo, grazie!

Riguardo al calendario 2012, quello che ingenuamente non capisco è perchè non si possano organizzare piu' gare nazionali. Ad esempio, il Cuneo CC è sbalordito perche' per la prima volta in 40 anni gli viene negata una gara nazionale: loro sono senza parole. Ma perche'? Possibile che sia solo questione di soldi, cioè che la FICK non voglia sborsare quel "gettone" da 500/1000 euro agli organizzatori? E' solo questo il problema? Gia' c'e' penuria di società organizzatrici, eppoi quando una si offre le si dice di no?

Non ci sono soldi? Ma un grande sponsor, come ad esempio la TEVA o la RED BULL, non si potrebbe tentare di coinvolgerlo, visto che poche migliaia di euro in piu', nella nostra disciplina, potrebbero fare la differenza?

Perchè non creiamo le basi, anche su questo forum, per "attirare" quelli della FICK, e sviluppare uno scambio di idee un po' piu' costruttivo?
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
http://www.wwtv.it

maurizio bernasconi

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Hai ragione, in un confronto del genere correremmo il rischio di individuare chi ha in testa qualcosa.

Ettore Ivaldi

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Interessante le proposte di Leonori  di parlare dei miei programmi 2005 che in realtà nascono prima e cioè nel 2001 quando ero il direttore tecnico della canoa fluviale italiana quindi slalom e discesa. Interessante anche capire cosa succede nelle altre nazioni.
In realtà questi due elementi sono strettamente collegati.
Perché dico tutto ciò? Semplice perché quando presi in mano il settore discesa avevo percepito chiaramente che a livello internazionale non aveva nessun riscontro e si stava cercando di rilegarla ad una specialità in via di estinzione. Poco potere politico e scarso riscontro mediatico, nessuna idea di cambiamento e nessuna spinta di miglioramento. Io viceversa vedevo nello sprint, e la ritengo tutt’ora, un’ottima disciplina per dare una spinta anche allo slalom. La sua spettacolarità è unica, certo è che bisogna spingerlo sotto ogni punti di vista per far sì che tutto ciò possa avvenire.
Presi posizione a livello internazionale e nel 2005, quando rimasi solo a fare il tecnico di settore della discesa, mi adoperai per costituire un gruppo di lavoro internazionale per portare avanti idee e progetti comuni. Avevo spinto in ogni sede e in ogni riunione.  A Chalaux, in occasione dei campionati europei, come  pochi giorni fa Mariano Bifano aveva ricordato, si era costituito un gruppo di lavoro internazionale dopo le riunioni effettuate in Coppa del Mondo. Avevamo fissato i punti e organizzammo un altro incontro per novembre.   Elaborai, nel corso della Coppa del Mondo e nel corso di vari raduni con i ragazzi della squadra, una relazione in inglese che sintetizzando al massimo sosteneva il fatto che la discesa doveva concentrarsi sulle gare sprint unendosi allo slalom in combinata. Ciò però non avrebbe portato alla eliminazione della prova classica. Anzi offriva opportunità anche per questa specialità.
Era il periodo in cui l’attuale commissario tecnico Robert Pontarollo pronunciò la fatidica frase: “Ettore lo slalom ha perso un tecnico, ma la discesa ci ha guadagnato in tutti i sensi”- Poi fu il primo ad accettare il cambiamento per prendere il mio posto. A tutt’oggi lo ritengo il maggior responsabile di questo stillicidio in atto per la discesa mondiale. Non ho nulla di personale, anzi lo devo solo ringraziare perché se fossi rimasto a lottare contro i mulini a vento mi sarei perso tutte quelle grandi occasioni che ho potuto vivere fuori dall’amata Patria e crescere professionalmente.
La mia idea di combinata ha e aveva lo scopo di arrivare ai Giochi Olimpici. Così facendo si possono raddoppiare, ma anche triplicare (slalom  - sprint - slalom per combinata + sprint di combinata - combinata) le medaglie in palio sfruttando per 10 giorni l’impianto invece dei quattro o cinque previsti attualmente.
Nell’ottobre del 2005 la Federazione mi diede il ben servito. Con me si chiuse anche il gruppo di lavoro internazionale che non aveva più interesse di esistere e nessuno fece lo sforzo di andare comunque avanti. Io non avevo nessuna voce in capitolo per restare e decisi di cambiare rotta accettando le offerte di lavoro in altre nazioni per il settore slalom.
Me la passai male pensando a quanto lavoro fatto e vedendolo andare in fumo.
A malincuore me ne andai visto che le proposte ricevute dalla Fick erano solo prese per i fondelli e non avevo nessuna intenzione di lavorare per conto di persone che poi avrebbero distrutto la canoa italiana. Cosa che puntualmente si è verificato in soli sei anni. Non badate a quello che vi raccontano, leggete i programmi attentamente e riflettete sulle convocazioni e sul valore di ogni proposta con la relativa durata nel tempo.
Dico tutto ciò per far capire che il problema non è solo italiano, il problema della discesa è internazionale. I tedeschi si pagano, ai francesi vengono rimborsate solo le spese per certe categorie e se ottengono risultati. I cechi, una volta partiti con grandi idee e obiettivi, oggi si sono ridimensionati conclusa l’ondata di fervore giovanile. Gli svizzeri sono una armata Branca Leone, i begli vivono per la passione di vecchie glorie della discesa. I croati cercano di sopravvivere, gli sloveni sono sostenuti dal direttore tecnico assoluto per non dimenticare da dove è venuto.
Nel 2010, spinto anche dalla passione di un amico atleta, ho ripreso carta e penna e ho scritto al Presidente ICF  - 22 febbraio 2010 lettera a Perurena ICF - http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic2424.msg8704.html#msg8704 - per sollecitarlo a portare avanti quella mia vecchi idea di sprint più combinata.
Lo scorso anno ho spinto sempre lo stesso amio-atleta  ad inviare una proposta al presidente Federale perché riportasse avanti il progetto da me presentato a livello internazionale nel 2005. Sotto altra forma ovviamente perché tutti sanno bene cosa pensa la Fick del sottoscritto. Lui rispose che avrebbe preso a cuore la cosa e che condivideva in ogni suo aspetto. Ma poi il silenzio regna, interrotto solo durante i discorsi all’Adigemarathon dove ci sono grandi parole di elogio e più mi elogiano e più lontano vado a lavorare!
Notate bene: l’Adigemarathon nasce non a caso nel 2004 proprio per offrire un punto di incontro a fine stagione e per far capire la potenzialità della canoa. Un progetto sviluppato grazie alla grande sensibilità di Alviano Mesaroli (ex tecnico nazionale a tempo pieno dal 2001 al 2005 - altro punto fondamentale che volli fortemente e cioè di avere una figura full-time retribuita regolarmente per dare dignità al settore, non come oggi che si accettano questi ruoli per 4 pezzi di pane) e di Bruno Panziera. Inutile sottolineare dove è arrivata questa manifestazione in nove anni.
Sempre nel 2005, prima di andarmene avevo fatto una relazione dettagliata - oltre 100 pagine - dove si illustrava la situazione della discesa a livello internazionale e poi, visto che sono un tecnico, avevo proposto una serie di lavori per sviluppare le strategie di gara nella prova classica. L’avevo consegnata alla segreteria e l’attuale coordinatore tecnico l’aveva  bollata come un lavoro meramente giornalistico. La stessa relazione tecnica l’avevo consegnata anche ad Andrea Giacoppo sulle scale della Federazione, revisore dei conti e amante della discesa e che ritenevo oltretutto un amico. Fui io a proporgli di candidarsi a questo ruolo (2001) per mettere a disposizione della Federazione la sua professionalità in campo contabile unita alla sua passione per la pagaia. Mix magico per cambiare le cose... mi sbagliavo!  Anche da lui nessuna risposta, passò come un fulmine a ciel sereno. In quelle 100 pagine c’era la storia della canoa discesa e cosa si sarebbe dovuto fare per cercare di non arrivare ad un punto di non ritorno.
Spero di essere stato chiaro. Dimenticavo. Alessandro ha la speranza di far sì che qualcuno della Fick dialoghi sul forum. Credo che ciò non possa essere. Il responsabile del settore discesa e del settore junior slalom non ha più partecipato ai Consigli Federali e si è praticamente dileguato, accettando che gli junior dei paletti facciano le selezioni in posti assurdi e nel momento più critico per l’anno scolastico. Poi nessuno, ripeto nessuno all’interno dell’attuale Fick è in grado di confrontarsi per mancanza di idee e di  conoscenze. Se si pensa che gente del calibro di Vladi Panato e Carlo Mercati sono stati tagliati fuori come le figurine Panini ci fa capire che chi sa fa paura ed è meglio ignorarlo.  Passi per Ivaldi che è un sognatore e... non ricordo più cosa, ma per il resto  è come tagliarsi i c... per fare un dispetto alla moglie!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Si veda anche per una completa analisi sul tema discesa

analisi settore discesa 8 luglio 2009
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1916.0.html
- confronto sulla discesa interessante da leggere per capire che a distanza di poco più di 2 anni le persone che sostenevano la politica federale si sono eclissate
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1806.msg6531.html#msg6531


p.s. spero di aver risposto a Leonori, poi se vuoi avere i dettagli dei programmi fatti con i ragazzi non tarderò. Anzi inviterei  i ragazzi magari a parlarne.

mercati carlo

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Quando prese in mano la nazionale Ettore, si capi da subito che lui voleva creare una squadra  non solo di pochi elementi ma che potesse avere un ricambio generazionale. I grandi avvenimenti venivano programmati con raduni collegiali, magari all'inizio allargati per poi una volta vicino all'evento con un Team che potesse rispondere all'aspettativa delle medaglie.

Svolgeva  questo lavoro da direttore tecnico facendosi a capo di organizzare il tutto per gli atleti, infatti bastava rivolgersi a Lui per trovare una soluzione .



Ma la cosa piu' importante oltre alla sua organizzazione "maniacale" e' che riusci a creare un'attomosfera di squadra unica ;questo grazie molto anche ad Alviano un guru del lato psicologico, tutto questo sicuramente contribui' ai risultati del team di quei anni.

kayaknervi

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Fra gli obiettivi primari della stagione discesa 2012 ci sono in primis i Campionati del  Mondo senior a Bourg St Maurice (FR). Un appuntamento importante al quale ci avviciniamo consapevoli delle difficoltà economiche di questo periodo alle quali si aggiungono impedimenti imposti dal comitato organizzatore sui periodi di permanenza sul percorso gara. Per queste ragioni non saremo a La Plagne quanto avremmo voluto e ciò rappresenterà un indubbio svantaggio. Ciononostante capiamo la situazione e lavoriamo al meglio per riuscire comunque ad arrivare al mondiale con concrete speranze di far bene. Il livello tecnico del fiume è altissimo e cercheremo di provarlo comunque il più possibile. Per quanto riguarda le categorie giovanili fra gli appuntamenti più imporatnti ci sono gli europei junior previsti a Solkan a fine agosto; proprio per quest’evento abbiamo inserito tutta una serie di training camp nel corso della stagione puntando sulla loro sostenibilità e sul fatto che raduni di questo tipo risultano economicamente vantaggiosi. QUESTO E' QUELLO CHE SCRIVE IL NOSTRO C.T. DELLA NAZIONALE ROBERT PONTAROLLO, BEH COSA DIRE, UN OBBIETTIVO SI PROGRAMMA IN TUTTI I SUOI PICCOLI DETTAGLI (LAVORO DI SQUADRA, RITROVO MENSILE CON UN TEAM ELITE, ECT ECT.) COSA CHE LA NOSTRA SQUADRA AZZURRA NON SA NEMMENO COSA SIA PROGRAMMARE UN MONDIALE, EPPURE ABBIAMO ATLETI VALIDI E FORTI MA TROPPO E DICO TROPPO ABBANDONATI NELLE LORO SOCIETA' E CHE PER FORTUNA LAVORANO BENE. QUEL POCO CHE SO' E CHE MOLTE NAZIONI IL GIORNO DI PASQUA PAGAIANO SULLE ACQUE DELL'ISER E CHE IL COMITATO ORGANIZZATORE NON HA MESSO NESSUN IMPEDIMENTO IMPOSTO COME SOTTILINEA IL SIGNOR PONTAROLLO. POI RIBADISCE IL FATTO CHE NONOSTANTE CIO'  SI LAVORA AL MEGLIO CERCANDO DI ARRIVARE AL MONDIALE CON SPERANZA DI FAR BENE! LA NOSTRA SQUADRA AZZURRA SENIOR DA PROGRAMMA NON HA NESSUN RADUNO DURANTE L'ANNO E DURANTE IL PERIODO INVERNALE E QUESTO E' LAVORARE BENE? IL PRIMO RADUNO E' PREVISTO A MAGGIO 3 GIORNI E POI DOPO NEANCHE UN MESE C'E' IL MONDIALE, NON PARAGONIAMOCI ALLO SLALOM O ALLA VELOCITA' SIAMO SEMPRE LI' SONO SPORT OLIMPICI HANNO PIU' SOLDI QUESTA E' LA RISPOSTA SEMPRE LA SOLITA RISPOSTA. MA CAVOLO NEANCHE BISOGNA ESSERE ABBONDONATI NEL NULLA CON LA SPERANZA CHE VENGA FUORI IL TALENTO COME BENASSI O IL PICCOLO BONATO, NON BISOGNA SPERARE DI FAR BENE, BISOGNA FARE E' BASTA, TENACIA COSTANZA E CREDERCI SOPRATTUTTO. SPERIAMO CHE BOURG ST MAURICE NON DIVENTI COME AUGSBURG, 0 MEDAGLIE E SOLITA CAROVANA DI GENTE, CREDIAMO NELL'ITALIA CREDIAMO NELLA DISCESA E NEI NOSTRI RAGAZZI FORTI ED ESPERTI SU QUEL TIPO DI ACQUE, QUINDI CARO ROBERT RIMBOCCATI LE MANICHE E CERCA DI CONCRETIZZARE, ALTRIMENTI IL CAMBIAMENTO E' VICINO SPERANDO CHE CI SIA IL CAMBIAMENTO. PS: POTRESTI FARTI AIUTARE DA VIETTI VISTO CHE LUI HA VINTO DIVERSE MEDAGLIE CON GLI JUNIOR DOPO TANTO LAVORO INVERNALE ;D. CIAO DA Gianni

kayaknervi

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Ecco vedete nessuno riesce ad intervenire nemmeno gli atleti, la Plagne 2012 forse non sanno nemmeno cos'e'. lasciatela morire lentamente la discesa

mariano bifano

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Ciao Gianni, ti rispondo io. La tua email e' stata molto pesante nei confronti dello staff tecnico, io sono in squadra da diversi anni e' ho visto  programmare e organizzare ben 6 mondiali. E' vero bourg  da programma e' un po' abbandonato, da premettere che non prendo le difese di nessuno, ma ormai la nazionale italiana non puo' essere più' paragonata a quella Francese come una volta, ma ben si come la Svizzera, austria germania e tutto il resto dell'europa, manchiamo di vera e propria professionalita',non basta aver un computer per essere professionali o delle fotocellule, bisogna essere sul campo di gara più possibile, se questo non e' possibile da parte della nazionale di discesa ti rispondo cosi' come ho risposto a Mercati, macchina canoa e via a spese nostre. Robert ha il suo badget federale, evidentemente ha programmato la stagione in modo tale da far rientrare altre trasferte oltre a Bourg. La discesa sono ormai anni che va avanti a fatica, a Bourg avremo una squadra competitiva ne sono certo, Augsburg e'acqua passata sicuramente e'stata da lezione.    Visto che questo e' l'unico per ascoltare i pareri di tutti sarebbe bello che qualcuno intervenisse in questa discussione e perche' no lo stesso Staff tecnico.

kayaknervi

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Se questa e' una tua politica di ragionare la rispetto ma non la condivido. Ti ricordo che la maggior parte di atleti italiani sono studenti, pochi sono i professionisti ovvero quelli militari, tu puoi permetterti un raduno a tue spese altri no es: Merola, Risso, Muratore ect ect. Sappi che ti stimo come atleta ma non condividuo affatto la tua posizione. Siamo guidati da veri e propri incompetendi e' ora che ve ne fate una ragione ed intervenite al più' presto prima che muoia la discesa, siete proprio voi atleti stessi che dovete rivoluzionare questo sistema federale. Gianni. 

Ettore Ivaldi

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Gentilissimo Gianni,

           non puoi scaricare le responsabilità sugli atleti. Non puoi pensare che gli atleti possano prendere in mano la situazione, devono essere le Società e i tecnici ad imporsi e dire basta. Quello che proponi tu successe solo nel 1984 quando la Forestale ritirò tutta la squadra al completo di  slalom e discesa. Altri tempi, altri dirigenti con le palle, altri atleti.

Detto ciò devono essere le persone che sanno perfettamente che questa situazione non va bene a fermare tutto e dire basta. Mi riferisco in primis al commissario tecnico che sa bene che cosa bisogna fare per preparare un mondiale. Lo ha imparato dal sottoscritto dal 2001 al  2005 quando Mercati vinse l’oro mondiale e lui si portò a casa diverse medaglie. Così si deve fare e lo sa! Questo aggrava la sua situazione perché se volesse veramente tutelare gli atleti si dimetterebbe subito facendo gran casino e invece... nulla accetta tutto pur di restare al suo posto per convenienza personale. Che non ci racconti che lui rimane per tutelare l'attività e gli atleti, non ci crede più nessuno. Mi rifiuto anche  di pensare che come ex campione, e oggi come tecnico, possa accettare di vedere morire la specialità che gli ha regalato tanta gloria, onore oltre ad un lavoro che si tiene ben stretto. Immobilismo assoluto nel “bunker Brentano”!
Ma non è solo lui. Anche Andrea Giacoppo dovrebbe prendere posizione, Vladi Panato dovrebbe dire la sua e non prendersi le briciole che una Federazione oggi gli offre, Carlo Mercati sta facendo la sua, ma dovrebbe essere più incisivo. Poi ci sono le società a partire dalla Marina Militare che non può restare zitta e fare finta di nulla.
Gli atleti, nella logica delle Società, vanno a fare raduni e test assurdi pur di restare nelle grazie di una commissione tecnica che mai ha avuto l’umiltà di partire dalla base per costruire il futuro della discesa. Ma cosa dovrebbero fare gli atleti se le Società non si impongono tenendoseli a casa?
E' molto tempo che scrivo, parlo, comunico, oggi tocca a Te essere indignato carissimo amico di pagaia Gianni, io lo sono da anni per cercare di farvi aprire gli occhi a tutti voi. Guarda che fine stanno facendo fare alle nostre ragazze talentuose... non si può fare finta di nulla diciamo BASTA con Forza senza cadere nel tranello di accusare gli atleti!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi





mariano bifano

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Carissimo Ettore, ti assicuro e garantisco che la marina militare e' una delle poche societa' che non ha peli sulla lingua e tu lo sai benissimo, le critiche fatte dal nostro responsabile Nello Ricciardi sono costruttive e continue, ma molto spesso non prese in considerazione. Non mi sembra nemmeno una scelta giusta protestare come nel lontano 1984. Mariano