Autore Topic: COPPA DEL MONDO SLALOM 2011  (Letto 7291 volte)

Giugno 24, 2011, 01:39:58 am
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Ettore Ivaldi

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Che delusione facciamo un passo avanti e subito dopo ne facciamo altri due indietro! Eravamo arrivati a definire un concetto chiaro sui tracciati di slalom con gli europei in Spagna e ora si apre la coppa del mondo a Tacen con un percorso assurdo. Myrian Jerusalmi Fox e Nick Smith sono due allenatori di lungo corso e fino ad oggi avevo avuto riscontri più che positivi... solo fino ad oggi però!
Tutte le risalite con il doppio palo. Due combinazioni messe lì non si sa perché e cioè la 3 in discesa uscendo dalla risalita due a sinistra  sul ricciolo che taglia in due il fiume e poi la 6 e 7 che non hanno veramente senso.
Insomma in due settimane siamo tornati agli anni ’80 quando ti facevano vagare per nulla da una parte all’altra del fiume. Un tracciato che non ha una logica compiuta, non segue l’acqua, non è scorrevole e soprattutto in alcuni punti dipenderà dall’acqua che ogni atleta troverà al suo passaggio per passare velocemente o per perdere una montagna di tempo.
E visto che ci siamo diciamocele proprio tutte le stupidaggini che dobbiamo subire senza possibilità d’appello. Infatti dopo questo percorso assurdo, c’è la novità dei caschi o meglio era già stata  preannunciata, ma tutti speravano che fosse solo sulla carta e non applicata alla realtà... un pochino come va da noi. In sostanza i caschi potranno essere o di colore nero o di colore bianco nulla di più con la data di fabbricazione bene in vista.  Provo ad aggiungere altro? Se lo faccio però passo direttamente agli improperi perché altro non si può fare  per contestare una situazione che ha solo del ridicolo: ora che iniziavano ad entrare grosse aziende e che sicuramente avrebbero potuto diventare  il volano per farne entrare delle altre, ora, proprio ora, rendiamo tutti gli atleti monocromati. Semplicemente assurdo e ridicolo.
29 le nazioni che prenderanno il via alla prima prova di Coppa e non tutti sono venuti con la squadra senior al completo. I francesi sono qui da due settimane con la squadra B. Non assisteremo al duello Martikan - Estanguet dei due fuoriclasse neppure l’ombra. Che siano a Cuba assieme a fumarsi un sigaro con Fidel sulla spiaggia? O saranno ognuno  a casa sua per cercare di recuperare energie per la grande sfida finale di settembre a Bratislava?
Vi lascio con questo dubbio, mentre vorrei precisare alcuni dettagli, prima di addentrarmi nello specifico (appena avrò tempo per farlo) sulla lunga discussione nata su questo forum in merito all’attività dei Centri sportivi militari o dei corpi di polizia. Il tutto è regolamentato da un Decreto del Presidente della Repubblica del 2005 che si rifà ad una legge del 2000 e che a sua volta riprende la convenzione che il Coni ha fatto a suo tempo con i vari governi che si sono succeduti e con i vari corpi militari e di polizia. Quindi è tutto regolamentato e oggi entrare in questi centri sportivi è molto più facile di un tempo per gli atleti veramente talentuosi e che hanno nel loro curriculum sportivo importanti traguardi già raggiunti, com’è nel caso del giovane iridato bresciano. Ma c’è un piccolo inghippo che blocca il tutto! Infatti per permettere al giovane atleta di entrare bisogna che i responsabili di quel centro richiedano ai  superiori di inserire nel bando di concorso la richiesta di uno o più atleti. Considerando il fatto che l’unico corpo di polizia per la canoa fluviale è il Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato sta a significare che il responsabile del Gruppo dovrebbe richiedere nuovi atleti con le  caratteristiche che ritiene più idonee. Qui però succede che, evidentemente, i responsabili ritengono che il Gruppo non abbia bisogno di nuovi atleti considerando il fatto che attualmente gli atleti dello slalom sono 5 (31,4 anni la media), mentre per la discesa, pur avendo l’allenatore, non c’è nessun atleta in forze a Carpanè (Vi) visto che il campione europeo di sprint è in forza a Sabaudia come atleta della velocità.  Giusto per completare il quadro, oltre ai due tecnici, il Gruppo Sportivo CFS ha un addetto all’amministrazione.
Quindi per essere chiari, tante volte non bisogna andare a cercare chissà dove certe responsabilità, basta guardarsi attorno e si trova la soluzione.
Avremo modo comunque di approfondire l’argomento considerando il fatto che gli sport come il nostro vivono grazie a queste istituzioni. Pensate allo slittino, alla lotta, al sollevamento pesi, alla corsa in montagna, ma anche alla stessa atletica leggera. I corpi militari e di polizia hanno permesso il fatto che questi sport e altri abbiano mantenuto e cresciuto la loro importanza nell’ambito non solo agonistico, ma anche politico-decisionale.

Tacen, 23 giugno  - Slovenia 1st slalom race  World Cup 2011
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Occhio all’onda! Ettore Ivaldi


P.S. venerdì qualifiche - sabato semifinali e finali per k1men e C1 men - C1 women -               
       domenica            semifinali e finali k1 women - C2
       potete seguire i risultati su: http://www.sloka.si/eng/results/sloka-
       2011-tacen.html
- per   ordini di partenza  e dirette : http://www.timing-mojstrana.com/

Giugno 25, 2011, 12:28:57 am
Risposta #1

Ettore Ivaldi

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Pioggia e a tratti qualche folata di vento. Su 10 donne partite in C1 solo la metà ha fatto almeno una manche senza saltare porte. Kauzer passeggia e sta sotto i 95 secondi - guardate il video se vi interessa (http://www.youtube.com/watch?v=ZrSA-kGRMOI). Benus prende il 4% dallo sloveno e Colazingari il 13%. Fuori dalle semifinali per l’Italia Costa (k1 men), Babuin (c1 men), Prendin (k1women).
Spettatori paganti praticamente zero come zero gli spettatori presenti tolti ovviamente gli addetti ai lavori e qualche genitore venuto a seguire il proprio pargoletto/a.
Domani semifinali e finali per K1 men, C1 men e C1 women.

Questa in pillole la giornata di ouverture di questa 24esima edizione della coppa del mondo, sintetizzata a mo’ di “taccuino della Gazzetta della Sport”    quando va bene e quando c’è qualche buco da coprire sulle pagine rosa del più popolare quotidiano italiano.

Ma dalla sintesi  passerei ad una piccola analisi di quanto ho avuto modo di vedere nel passaggio 2/3/4, la combinazioni più tecnica della qualifica seguita da un’altra meno tecnica, ma decisamente assurda per il solo fatto che, secondo il mio modestissimo avviso, esce da quello che dovrebbe essere lo slalom e cioè una sequenza di porte che esalti la velocità. Ma andiamo per ordine.
La prima combinazione era formata da una risalita a sinistra subito dopo il buco che taglia in due il canale e cioè quello dopo il salto iniziale. Usciti da questa porta bisognava fare una discesa giusto sopra il ricciolone, ruotare sullo stesso per andare a prendere la discesa successiva e per entrare quindi in una  risalita a destra direttamente senza dover fare il giro del massone con conseguente passaggio morta-corrente.
Le difficoltà in sostanza erano due. La prima di ordine psicologico, specialmente fra le donne, la seconda tecnica. Molti atleti arrivavano con molte riserve sulla porta tre cercando vari soluzioni. Chi sceglieva di lanciarsi dentro il buco, chi invece cercava il filone d’acqua che portava giusto dentro la porta e chi ancora viceversa si trovava troppo basso per riuscire ad entrare nella porta stessa. Per non parlare ovviamente di chi invece era in assoluta balia di quelle acque così movimentate! Molte donne, arrivate sulla 3, non avevano più l’energia per tirarsi fuori dal buco giusto all’altezza della porta, restando intrappolate fino alla fine dello stesso. La soluzione migliore era quindi di salire sul ricciolo con la canoa piatta e da lassù, in relazione all’acqua che si trovava,  avere l’accortezza di scegliere il da farsi. In sostanza le soluzioni che si prospettavano erano due e cioè andare via diretti perché tutto era sotto controllo oppure farsi portar via con la pala in acqua per pagaiare forte all’indietro onde evitare di prendere il filo di corrente che spingeva la canoa troppo a destra per centrare la porta in discesa numero 4. Dal mio punto di osservazione si poteva capire in anticipo il tipo di scelta di ogni atleta e il modo con cui avrebbe affrontato quella combinazione. Poi con Maria Eizmendi si ragionava sul fatto che quella combinazione l’avevamo già vista e rivista e fatta molte volte in gara qui  a Tacen.
Chi ha patito certamente di più su questo percorso è stato il gentil sesso che ha messo in crisi i tabellini delle penalità!
L’altra considerazione è sui tempi di distacco. Solitamente utilizzo le percentuali per rendere l’idea, ma mi rendo conto che chi non è dentro completamente al meccanismo non si rende bene conto del distacco concreto che tali riferimenti ci offrono. Quindi facilitiamo ancora di più dicendo che  per entrare in semifinale  nel k1 men si doveva stare negli 8 secondi di distacco dal vincitore, nei C1 nei 10 secondi , nei C2 16 secondi e nelle donne in kayak in ben 23.

Sabato di scena semifinali e finali per C1men, C1women e Kayak maschile a partire dalle ore 9,00 su un tracciato che ci riporta nella storia della canoa. Uno di quei percorsi che disegnava Dario Ferrazzi in cui dopo una risalita bisognava andare qualche metro più a monte per  fare la porta successiva magari in discesa. Ecco secondo me, come ricordavo prima, questo non ha senso perché è come chiedere ad uno sciatore di fare delle porte prima in giù e poi in su... si ferma la dinamicità dell’azione e la conseguente velocità!

Tacen, 24 giugno  - Slovenia 1st slalom race  World Cup 2011
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Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Giugno 25, 2011, 02:31:42 pm
Risposta #2

Ettore Ivaldi

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su http://ettoreivaldi.blogspot.com/ la finale di Peter Kauzer

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Giugno 25, 2011, 07:00:30 pm
Risposta #3

Ettore Ivaldi

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Che differenza c’è tra David Florence, Stanislav Jezek e Alexander Slafkovsky? Tutti è tre sono sul podio, nell’ordine in cui li ho scritti,  nella  prima gara di coppa del mondo 2011, ma... c’è un ma! Il britannico è sicuramente un ottimo C1, non c’è bisogno che lo dica io, parlano i suoi risultati e il suo argento  olimpico.   E’ un forsennato dell’allenamento, non si risparmia mai e tra specialità singola e doppia si trova sempre a lottare per il podio. Ad un certo punto della sua carriera e cioè giusto l’anno scorso si era messo in testa di provare anche  la qualificazione olimpica in canadese da velocità. Poi per ragioni di tempo e soprattutto logistiche ha deciso di mollare questo tentativo di record assoluto di ecletticità  sportiva ed è rimasto tra i paletti dello slalom. Oggi su un tracciato decisamente selettivo è riuscito a mantenere lucidità andando a vincere su un ceco e uno slovacco che interpretano la canadese singola in maniera sublime, almeno dal mio punto di vista. Jezek e Slafkovsky si assomigliano tanto da sembrare fratelli, somiglianza che hanno anche nello stile con cui guidano le loro canoe. Leggeri e dinamici. Veloci e poco dispersivi. Jezek farà 35 anni il prossimo 21 novembre  e in finale ha pagaiato come sa fare lui nei momenti migliori; peccato per il tocco altrimenti quel 99,24 gli avrebbe regalato il bronzo fra i K1 men. Slafkovsky di anni ne ha fatti 28 l’11 marzo ed è impegnato sentimentalmente con un biondina molto carina di tre anni più giovane di lui. Tra l’altro lei, Jela, è la sorella della fidanzata del C1 slovacco che gareggia per l’Italia e cioè di  Stano atleta del  Canoa Club Sacile dell’amico Giuseppe  Coan (Beppi, ma che fine hai fatto!?! una volta almeno a Tacen ti ci si vedeva!). Ah dimenticavo Stano è anche l’allenatore di Jezek e, visto che lo allena, si allena anche lui e gareggia per i colori azzurri considerando il fatto che, nella nazionale della sua nativa patria, sarebbe praticamente impossibile metterci anche solo il naso!
Dopo tutto questo giro mi sono un pochino perso... ah sì! C’era il ma da spiegare. In effetti guardano i tre in finale mi sono esaltato in maniera diversa lasciandomi, per ognuno di loro, trasportare da emozioni che i tre sanno regalare in modo decisamente diverso.
Vedendo Florence ammiravo la sua volontà e la sua forza nel fare ogni pagaiata. Quel suo muovere la testa in continuazione mi fa molta tenerezza e penso sempre, quando lo guardo, che con tanta  forza d’animo e volontà si possono ottenere grandi risultati. Ammirando la discesa di Jezek, viceversa mi rendevo conto che, fino a pochi minuti fa, era seduto davanti alla mia postazione video  davanti a tre computer a sistemare i problemini tecnici che i Cecki avevano avuto con  l’informatica e i vari video. Poi me lo ritrovo sul mio monitor  in finale e quasi inconsciamente alzo lo sguardo pensando che forse  non era lui quello che stava disputando la gara.  Tutto questo per dirvi che il lungo atleta praghese ha un modo tutto suo di affrontare le competizioni, di muoversi sui campi di gara, di vestire in modo alternativo, sembra più un “capitato da quelle parti per caso” e che abbia poco a che vedere con la canoa.
Osservando invece la finale dello slovacco ho capito che lui si gode un mondo a giocare con l’acqua visto che la sua espressione del viso è sempre molto distesa e sorridente, specialmente su tracciati altamente impegnativi. Semplicità e canoa piatta sono i suoi tocchi di colore fra i paletti dello slalom.

Poi se penso ai kayak mi rendo conto che il nostro sport è veramente imprevedibile. Due settimane fa il trionfo di Super Cali agli europei e l’amarezza di Kauzer. Oggi i ruoli si sono invertiti con uno sloveno che in finale sembrava non  toccare l’acqua da tanto leggero che era.

Domenica semifinali e finali per donne sedute e uomini in coppia inginocchiati e ne vedremo delle belle

Tacen, 25 giugno  - Slovenia 1st slalom race  World Cup 2011

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Giugno 25, 2011, 10:30:17 pm
Risposta #4

Ettore Ivaldi

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RILEGGENDO HO MESSO A FUOCO CHE HO INVERTITO UN NOME

ho scritto:

...Ah dimenticavo Stano è anche l’allenatore di Jezek e, visto che lo allena, si allena anche lui e gareggia per i colori azzurri considerando il fatto che, nella nazionale della sua nativa patria, sarebbe praticamente impossibile metterci anche solo il naso!

ERRATA CORRIGE

..Ah dimenticavo Stano è anche l’allenatore di SLAFKOVSKY e, visto che lo allena, si allena anche lui e gareggia per i colori azzurri considerando il fatto che, nella nazionale della sua nativa patria, sarebbe praticamente impossibile metterci anche solo il naso!


mi scuso per l'errore -

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Giugno 27, 2011, 07:44:58 pm
Risposta #5

Ettore Ivaldi

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Lo so che qualcuno salterà sulla sedia sbattendo i pugni sul povero computer su cui sta leggendo. La ragione è semplice: possibile che sto’ scrivano da strapazzo ci racconti ancora delle imprese degli Hochschorner? Ma, credetemi, se anche voi foste stati sulle rive della Sava non avreste potuto non alzarvi in piedi e correre appresso a questi due fenomeni vestiti di bianco e nero e dallo sguardo imperturbabile. Fin dalle prime pagaiate sull’acqua piatta impressionavano per eleganza e potenza del gesto. Le immagini televisive mettevano a nudo quella luce particolare degli occhi che sembravano cercare solo una cosa: la preda successiva. Pagaiata dopo pagaiata, spinta dopo spinta, con una barca piantata nell’acqua che mai, ripeto mai tentenna e non lascia spazio ad eventuali errori. Nella combinazione 4 risalita a destra e successiva 5 discesa leggermente più a monte sono stati letteralmente perfetti, unici, sublimi. Eppure per loro poteva non essere così scontato visto che Peter, dietro sinistro, non aveva la possibilità di far ruotare la canoa su quel buco che ha un’anima e un unico scopo esistenziale, quello cioè di risucchiarti dentro e divertirsi con chiunque caschi nel tranello... chiedetelo a diverse donne o allo stesso Aigner! Bene se Peter non può c’è Pavol davanti destro a risolvere magicamente quella combinazione. Tutto il resto è stato un conseguente crescendo wagneriano da cavalcata delle Valchirie. Spinte di bacino, equilibrio, assieme, bilanciamento perfetti. Artisti in ogni gesto in ogni movenza. All’uscita della 16 in risalita Pavol ha alzato la pala al cielo e si è fatto traghettare dalla parte opposta dal fratellone... uno, due, tre colpi potenti dal motore posteriore e lui ancora lì con quella pala al vento a godersi la brezza estiva, a godersi quella manche che volge perfetta al desio.
La finale è la fotocopia della semifinale condita ovviamente dalla grandezza di chi è capace di controllare emozioni anche per la manche che assegna le medaglie, cosa che purtroppo non è in grado di fare Jana Dukatova.
La slovacca non ha difficoltà a passare ogni turno con manche pulite sotto ogni aspetto tanto che in semifinale si permette di guardare il tabellone con il tempo e chiudere in surplace. Poi nell’atto conclusivo si perde, è dispersiva, sembra imballata, non è più la Dukatova della prova disputata solo un’ora prima. Che cosa le è successo in questo tempo che è passato tra la semi e la finale? La sua espressione all’arrivo testimonia tutta la sua amarezza.

Il circuito di coppa si trasferisce ora in Francia all’Argentiere su un fiume semi naturale. L’Italia porta anche due ragazzine. Come non dire che a loro farebbe molto meglio stare a Valstagna a lavorare duramente invece di andare in coppa dove avranno la possibilità di avere in totale solo 3 ore e mezza di acqua con 28 persone (slovacchi, macedoni, greci ed iraniani) e poi due manche!?! Con la presunzione poi di far fare a qualcuna anche la doppia gara in kayak e in canadese.
A questo punto però non bisogna neppure pensare che la responsabilità sia della Federazione, ma delle società che accettano tutto questo senza nessuna ragione di crescita tecnica... semplicemente ridicolo! Tanto più che da Tacen sono tornati a casa tutti piuttosto abbattuti senza una finale e, soprattutto, con le mani nei capelli per non saper più che pesci pigliare. Alcuni tecnici comunque, già da sabato pomeriggio, hanno pensato bene di festeggiare agli stand eno-gastronomici, più eno che gastronomici.

Io con i mie atleti (irlandese, brasiliano, Zeno e Raffy), sono arrivato a Bratislava e mi fermo per una settimana a lavorare duramente sul canale di Cunovo. Non deve essere un’idea tanto malsana visto che qui ora ci sono anche tedeschi ed inglesi che per la seconda gara di coppa usano le squadre B.
Nel frattempo Martikan, ho saputo dai servizi segreti, è a Londra sul canale olimpico. Si allena da solo e per ogni ora paga 400 sterline, ma evidentemente la rincorsa alla sua quinta medaglia olimpica anche per lui ha un costo molto elevato.

Tacen, 26 giugno  - Slovenia 1st slalom race  World Cup 2011

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
« Ultima modifica: Giugno 27, 2011, 07:47:12 pm da Ettore Ivaldi »

Giugno 28, 2011, 09:57:47 am
Risposta #6

enrico lazzarotto

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Grazie Ettore per i tuoi aggiornamenti precisi e di stile, sei la nostra Gazzetta della Canoa/Kayak.
Ciao a presto
enricolazz

Luglio 04, 2011, 09:39:27 pm
Risposta #7

Ettore Ivaldi

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Ho appena finito di mettere tutto nella pentola a pressione per un goulash con i fiocchi... spero! Gli ingredienti in teoria ci sono tutti, compresa l’ambientazione invernale che invoglia non poco a prelibatezze tipicamente legate al freddo.   Sono a Markkleberg in Sassonia per la terza gara di coppa del mondo di slalom e come sapete tutti non sono andato in Francia per la seconda tappa visto che ho approfittato di questa settimana per lavorare con i  miei atleti a Bratislava in vista dei mondiali e della Teen Cup, anche se qualcuno, per ragioni di punti e di regolamenti, non se la sente di convocare un atleta che ha praticamente introdotto la specialità in Italia per questa categoria e che tutti sanno che sta lavorando con passione e dedizione. Convocarlo dimostrerebbe solo coerenza e logicità. Non farlo viceversa è la conseguenza logica di un comportamento che ha portato solo a quello che tutti noi abbiamo sotto gli occhi e che tutti  dicono di non  condividere, ma che viceversa continuano ad accettare. Mi chiedo: ma questi uomini le palle le usano solo per giocare a tennis oppure le utilizzano anche per il biliardo?
Dicevo dei miei atleti, ma in realtà non tutti si sono allenati. Zeno è dovuto  tornare  a casa molto prima del previsto per farsi curare una lunga e fastidiosa febbre che arriva a meno di due settimane dall’europeo junior. Speriamo bene che, dopo tanto penare per il mondo, possa ritornare in forma per combattere ad armi pari per il campionato continentale. Per il momento ci sono gli antibiotici, poi ci sarà solo Gesù a pensarci e vedremo che cosa deciderà.  Detto ciò, ho seguito, come tutti voi, le gare transalpine  via internet e su Eurosport per le poche immagini che ci ha regalato l’emittente internazionale. Questa mattina però al canale ho incontrato vari personaggi che arrivavano giusto dall’ovest e con loro ho avuto modo di conoscere qualche particolare.
Si mormora che la gara di semifinale dei kayak uomini sia stata fermata dai francesi in maniera piuttosto interessata. La scusa del vento è stata ingigantita per il solo fatto che a poco più di metà gara nessun K1 di casa poteva aver la pur minima possibilità di passare il turno. Quindi preso il vento in poppa si è pensato di ritentare la fortuna rimandando la gara al giorno dopo. Mah! Mi sembrava giusto dirvi anche questo. Come mi sembra giusto farvi notare come il sito federale abbia raccontato della delusione per la mancata finale di Molmenti. In effetti il friulano, un tempo passava il turno anche con penalità, oggi non può più permetterselo perché in effetti il livello generale è molto cresciuto. Il minimo errore costa caro a tutti. Al di là di ciò, tornando sul senso della notizia data, si capisce perfettamente la filosofia dell’editore che ha ben istruito la sua mano scrivente. Infatti da ciò si capisce chiaramente che nulla può interessare della squadra nel suo complesso, l’unica cosa che effettivamente interessa è il risultato di un singolo che possa così salvare il culo a tutti. Dei vari altri atleti neppure l’ombra, eppure in acqua, che ha fatto un gran bene, c’era anche il campione del mondo junior 2010  che, all’esordio in coppa, chiude con un secondo posto in qualifica. Non è questo un risultato da esaltare? Resteremo sempre con il dubbio, nel frattempo le macchine e i pulmini qui sul canale arrivano alla spicciolata e in settimana si ritorna a respirare aria di grandi sfide. Potrebbe essere questa la prova che chiude o tiene aperta la coppa per i Kayak. Infatti se il buon Kauzer, che ieri sera  è arrivato di gran fretta dalla Francia vittorioso, per provare il tracciato, vincesse per la terza volta potrebbe già portarsi a casa l’ambito trofeo nei kayak uomini.  Dimenticavo di dirvi, che lo sloveno, però dopo solo quattro porte si è schiantato su degli ostacoli sommersi e ha fatto praticamente esplodere la sua nera-gialla canoa! Con le pive nel sacco Pero ha preso i resti di quello che è rimasto della sua  “barchetta” ed è sparito nella notte... che sia andato da Vajda a Bratislava per rimediare ai danni fatti?

Markkleberg, 4 luglio   - Germania 3th slalom race  World Cup 2011

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Luglio 05, 2011, 10:38:32 am
Risposta #8

Johnny Lazzarotto

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Come mi sembra giusto farvi notare come il sito federale abbia raccontato della delusione per la mancata finale di Molmenti. In effetti il friulano, un tempo passava il turno anche con penalità, oggi non può più permetterselo perché in effetti il livello generale è molto cresciuto. Il minimo errore costa caro a tutti. Al di là di ciò, tornando sul senso della notizia data, si capisce perfettamente la filosofia dell’editore che ha ben istruito la sua mano scrivente. Infatti da ciò si capisce chiaramente che nulla può interessare della squadra nel suo complesso, l’unica cosa che effettivamente interessa è il risultato di un singolo che possa così salvare il culo a tutti. Dei vari altri atleti neppure l’ombra, eppure in acqua, che ha fatto un gran bene, c’era anche il campione del mondo junior 2010  che, all’esordio in coppa, chiude con un secondo posto in qualifica. Non è questo un risultato da esaltare? Resteremo sempre con il dubbio, nel frattempo le macchine e i pulmini qui sul canale arrivano alla spicciolata e in settimana si ritorna a respirare aria di grandi sfide.

Ciao a tutti, eccomi a chiarire un punto che, a dire la verità, nelle ultime ore mi era arrivato all'orecchio attraverso anche altre due segnalazioni. Effettivamente, dando un'occhiata al sito, il problema esiste. Anzi ESISTEVA; ora l'abbiamo risolto.

Ciò che dice Ettore è vero solo in parte. In homepage la notizia dei K1 appariva e appare ancora fino alla parola ARRABBIATURA. Sembra che la news sia finita lì con il solo Molmenti citato e qualora fosse così sarebbe GIUSTO e SACROSANTO indignarsi. Il fatto è che la news non finisce lì ma continua (ma l'evidenza dice che sembra finita). E continua con il testo in cui si parla anche degli altri azzurri, senza dimenticare nessuno. Cliccando sul titolo si apre la news nella sua completezza.

Mancava il tasto LEGGI TUTTO, questo era il problema. Ora il tasto è presente, un tasto grazie al quale è possibile capire che la news continua. Si riesce ora ad aprirla con maggior facilità e soprattutto si legge tutta la news.

Grazie per le segnalazioni puntuali attraverso le quali, in questo caso, è stato rilevato il problema e risolto. ;D

Luglio 06, 2011, 01:21:48 pm
Risposta #9

Ettore Ivaldi

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Mi sono incantato questa mattina a guardare per un buon quarto d’ora le invenzioni dell’uomo anche sulle cose più banali. Come potete immaginare a lato del canale di gara c’è una sorta di pratone piuttosto  pendente  e già da ieri erano all’opera una squadra di almeno una decina di uomini per tagliare l’erba che inevitabilmente anche qui cresce con solerzia. Ma la vera apparizione è stata quella di  vedere operativo una sorta di robot che rifiniva alla perfezione questo spazio scosceso misurando praticamente l’altezza di ogni filetto verde per far sì che tutto risultasse perfettamente uguale. Siamo in Germania e la perfezione regna sovrana, su questo non ci sono dubbi. E pensare che da piccolo rimanevo incantato ad osservare gli uomini di montagna a tagliare a mano con la falce i prati a ridosso della casa di famiglia a Ferrara di Monte Baldo. Si faticava a salire in cima a quel prato tanto era pendente, eppure con passate precise e potenti quei montanari racimolavano cibo per il loro bestiame. Una volta che quello spazio era rasato a fino, io mi divertivo a piantarci dei paletti per farci lo slalom. Allora ero deciso a  diventare uno sciatore famoso e non c’era nulla di meglio che passare l’estate ad allenarsi a secco immedesimandosi in qualche rocambolesca discesa giù dalla 3-3 di Madonna di Campiglio o  addirittura giù da Kitzbuel.  Far correre la fantasia non costa e non costava molto!
Questa mattina mi sono anche emozionato guardano Hilgertova, che. finita la corsa, si è fermata a raccogliere qualche fiorellino di lavanda che ha poi  regalato al suo amato marito-allenatore. Mi è venuto istintivo collegarla al libro che ieri sera mi ha tenuto sveglio a lungo, tanta era la voglia di leggere la fine. In sostanza “La mappa del destino” il titolo del libro,  parla di Ruac un villaggio in Francia  dove sarebbe custodito il segreto dell’eterna giovinezza. Attorno a ciò Glenn Cooper ci fiorisce una lunga storia che ovviamente ha tutto per rendere emozionante ogni aspetto. Avventura, storia, aneddoti, passioni e ovviamente un grande amore. In effetti potrebbe benissimo adattarsi alla vita di questa atleta che rincorre ancora una volta il sogno olimpico e che per forza di cose dovrebbe aver nascosto da qualche parte l’elisir di lunga vita.
Ciò mi fa riflettere tanto più se la paragono a Josefa Idem. Le due atlete secondo me hanno molto in comune. Sono canoiste entrambe. Sono allenate dai mariti. Hanno gareggiato per nazioni diverse. Hanno superato abbondantemente i 40 anni (classe 1964 l'italiana, classe 1968 la ceka). Hanno dedicato la vita allo sport. Hanno avuto figli. Hanno vinto ori e medaglie olimpiche e mondiali. Hanno vinto titoli continentali. Hanno dominato la scena per decenni. Hanno trovato sicuramente la chiave per riuscire ad esprimere al massimo il loro potenziale.
Ma che cosa sta succedendo ora che non sono più così vincenti? Interessante, molto interessante da capire e da studiare. In effetti loro stanno sicuramente facendo tutto come un tempo. Tutto alla perfezione e anche determinati test possono dare risultati strabilianti se non migliori di quelli del passato. Allora perché queste due campionesse stanno vivendo una momento di debacle sportiva?
Forse perché la testa, la volontà, la dedizione, la passione non possono sostituire quelli che sono i ritmi biologici naturali. Ad un certo punto bisogna pur rassegnarsi al passare dell’età oppure come gli abitanti di Ruac bisogna far ricorso a qualche pozione magica che da sempre è nella fantasia di tutti noi.

Markkleberg, 6 luglio   - Germania 3th slalom race  World Cup 2011

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Luglio 07, 2011, 07:11:30 pm
Risposta #10

Ettore Ivaldi

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Sto diventando troppo sensibile e il cuore alla lunga potrebbe non reggere. Colpa forse di quel fiorellino color violetta in mezzo al campo slalom  che questa mattina contrastava il grigiore delle ciminiere della mega centrale nucleare che si stagliano giusto in fondo alla nostra visuale. Impossibile non notarle in questo piatto paesaggio sassone. Viceversa la fiorescenza – il cui nome scientifico ovviamente ignoro - ci vorrebbe il mio amico Stefano grande esperto di botanica e vero conoscitore delle cose di montagna - era lì in mezzo al pratone a ricordarmi le cose belle e semplici della vita.
Poi ci si mette anche il mitico Gra che da Trielle mi manda resoconti sullo stage di tango che sta vivendo da quelle parti e che sembra fermare il tempo. Scrivi tutto grande maestro, non perdere nulla, caricati di energia, assorbi ogni gesto nel tuo sapere, nel tuo essere unico.
E poi c’è quella voglia di lavorare intensamente con i miei atleti in acqua in quell’ora che l’organizzazione ci concede ogni giorno e che noi cerchiamo di sfruttare al meglio. Con Pedro Henrique Gonçalves Da Silva, brasiliano diciottenne, ho necessità di fargli capire che lo slalom non è un gesto fatto di sole pagaiate senza senso. Devo fargli sentire e percepire che l’andare sull’acqua che corre è come ballare a volte lenti e a volte veloci. Milonghe o tanghi vanno ballati diversamente e in una gara di slalom trovi sia l’una che l’altra versione di un ballo così affascinante e unico come è quello argentino. La corrente è la musica e tu la devi seguire, le porte sono le variazioni sul tema e tu le devi interpretare. Ciò che ti permette tutto ciò è quella pagaia che devi tenere in acqua più tempo possibile per ricevere informazioni che vanno elaborate velocemente. Solo così puoi offrire valide risposte alla tua canoa-ballerina che è li che ti aspetta e brama attenzione. Non è facile però tenere a bada l’energia di un giovane che come tutti vorrebbe avere tutto subito pensando che pagaiando più forte sia l’unica  vera via  per andare più veloce!
Con Raffy alla sera mi diverto nell’ora libera  ammirandolo tra risalite e porte sfasate. Con lui il lavoro è molto più fine, c’è tempo e quindi non voglio correre. Io intervengo solo per offrirgli punti di riflessione su come possono spingere le ginocchia e il bacino in determinate situazioni oppure gli ricordo di spingere bene anche coni il braccio alto. Poi scherziamo sulle mie proposte di cercare di fare delle discese intere con la pala sempre in acqua,  senza cioè  estrarla dall’elemento liquido neppure per avanzare.
Con Eoin Rheinisch  inizio a vedere un po’ di luce dopo tanto buio causato da problemi fisici e da una ricerca di cambiamento tecnico che forse abbiamo raggiunto. Il suo vecchio stile ha lasciato più spazio ad una maggiore dinamicità nel preparare le risalite, mentre si è mantenuto nei pezzi diritti dove c’è necessità di far scorrere la canoa. In questo l’irlandese di Dublino è molto bravo e ovviamente non c’era motivo di apportarne modifiche.
Da casa non giungono belle notizie e sembra che l’europeo junior per Zeno sia a questo punto compromesso per questa febbricola che lo perseguita da ormai due settimane e che lo tiene a letto o sul divano a guardare il Tour de France. Speriamo che il  fiorellino, dai colori che piacciono tanto alla Cristina che pagaia, sappia comunque regalarci il sorriso.

Markkleberg, 7  luglio   - Germania 3th slalom race  World Cup 2011

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

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« Ultima modifica: Luglio 07, 2011, 07:14:19 pm da Ettore Ivaldi »

Luglio 08, 2011, 08:04:16 pm
Risposta #11

Ettore Ivaldi

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Ho seguito la gara con la testa altrove e per dirla proprio tutta non saprei proprio cosa raccontarvi. Oggi ho fatto tutto in maniera automatica. Ho lasciato andare le mani e le gambe e gli automatismi che si costruiscono in anni di gare hanno fatto il resto. Spero che di essere stato di supporto a tutti come sempre e che la professionalità abbia avuto il sopravvento su emozioni personali.
In fondo ho fatto come sempre: analizzato il percorso con Pedro, ho seguito la sua discesa. Poi all’arrivo gli ho fatto il lavaggio della “cabeza” per il modo con cui ha affrontato la sua prima manche. Ne abbiamo parlato e ho cercato di riportarlo sugli obiettivi che ci siamo proposti di portare avanti. I risultati vanno costruiti passo dopo passo, non possiamo perdere tempo, ma non possiamo neppure saltare dei passaggi cruciali per la crescita di un atleta. Dobbiamo viverli tutti e farli nostri per non pentircene poi nel futuro.
Il giovane è sveglio, ha capito al volo e nella seconda discesa è andato veramente vicino a passare il turno. Con Eoin abbiamo studiato strategie e tattiche di gara per passare in semifinale e senza colpo ferire abbiamo ottenuto quanto ci siamo prefissati. Persistono errori su cui abbiamo lavorato molto, ma che evidentemente necessitano di un maggior approfondimento. Come ad esempio l’uscita dalle risalite dove l’irlandese si incanta e sfolla. La testa non è dove dovrebbe essere e cioè sulla porta successiva. Lui si ferma nel momento che sta vivendo rallentando l’azione.

Ho guardato svogliatamente anche le canadesi che, su un percorso decisamente impegnativo, hanno messo in evidenza limiti e controindicazioni messe in luce da un tracciato così anomalo e se vogliamo un po’ assurdo. Sembro polemico e non voglio esserlo assolutamente, ma il mio concetto di slalom è legato alla velocità e questo percorso non era certo tra i più scorrevoli degli ultimi dieci anni! Ok i più forti non hanno avuto problemi a passare e a farci vedere azioni tecniche importanti, ma il concetto è diverso. In sostanza, secondo il mio modestissimo avviso, si fa poco per aumentare il livello generale, come si fa poco per supportare gli atleti. I servizi per loro sono veramente pochi, costretti a parcheggiare lontano e a cambiarsi in un tendone sulla riva del lago decisamente lontano per qualsiasi tipo di necessità. Per la finale presenterei in pompa magna gli atleti, con musica e bandiere, una sorta di americanata se vuoi, ma servirebbe per vendere bene questi avvenimenti e a caricare a puntino gli atleti, e soprattutto farli conoscere. Poi giocarsi in notturna la finale non sarebbe male, visto che qui è tutto predisposto per l’illuminazione artificiale.

Domani semifinali e finali per C1 uomini e donne e K1 uomini poi dalle 16 gare di qualifica per donne sedute e C2.

Lo so che non si dovrebbe utilizzare un forum o un blog, per scopi personali, ma voglio ringraziare pubblicamente il medico federale che in quest’ultima settimana è rimasto particolarmente vicino a Zeno e che sicuramente lo sarà anche in futuro per dargli una mano a superare questo momento decisamente negativo. Grazie Gigi -



Markkleberg, 8 luglio - Germania 3th slalom race World Cup 2011



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la prima manche di Giovanni De Gennaro
- http://www.youtube.com/watch?v=jfErAO7xw-8

Luglio 09, 2011, 02:48:23 pm
Risposta #12

Mauro Canzano

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è vero...dovrebbe essere un forum per discusssioni pubbliche...ma permettimi di chiedere cosa sia successo a Zeno avendo visto le convocazioni cambiate...qualsiasi cosa sia successa in bocca al lupo

Luglio 09, 2011, 08:36:48 pm
Risposta #13

Ettore Ivaldi

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Giornata lunghissima con semifinali e finali per C1 uomini e donne e K1 uomini. Poi piccola pausa e qualifiche K1 donne e C2. Il canale con tanta gente a guardare. Il tempo estivo ha fatto il resto. Una festa, una bella festa ed è questo ciò che serve allo slalom e alla canoa in genere. L’impianto è bello e si presta a tutto ciò... sempre che il tempo più che imprevedibile, qui a nord, non crei problemi seri. I risultati li sapete e se non fosse così andate su 123.result.com e vi erudite. Io vi posso solo dire che mi sono divertito a seguire le gare anche se il percorso è decisamente impegnativo e difficile e gli errori sono stati tanti, anzi tantissimi.
Tutto sto giro di parole per dirvi che a distanza di tre giorni non sono ancora convinto dell’utilità di fare percorsi così assurdi. Sarò anche noioso, ma tutta la gara è stata un compromesso tra scelte azzardate e spauracchi vari per passare i turni di qualifica e semifinale.  Troppo condizionata da scelte tecniche limitanti. Così facendo non si mette in evidenza il lavoro fisico degli atleti e ne risente ovviamente la velocità.
Pensate che la campionessa europea ha nuotato sul finire del percorso e vi posso assicurare che erano anni e anni che non vedevo così tanti atleti fare delle porte in retro. Sembrava quasi che alla porta 9 e 16 ci fosse sul traverso,, oltre al numero anche la vecchia scritta “R” che ti ricordava di passare quella porta prima con la coda e poi con la punta!
Non pensiamoci più  e guardiamo avanti. Domani semifinali per le donne e per i C2. La prima senza italiane in gara, ma questo è ormai regolare, mentre nella barca lunga speriamo che Benetti e Masoero riescano a ritrovare serenità e tranquillità in vista del mondiale e della qualificazione olimpica.

Volevo anche tranquillizzare l’amico Canzano. Zeno non sarà al via agli europei junior per problemi fisici, in accordo con il medico federale abbiamo preferito rinunciare a questa importante prova continentale e guardare al futuro. Il ragazzotto ha bisogno ora di un lungo periodo di riposo e appena sarà possibile risalirà in barca, anche se,  senza forze e ancora con febbre,  sta bramando per rimontare in barca... non sarà facile farlo riposare per cercare di recuperare il prima possibile.

Markkleberg, 9  luglio   - Germania 3th slalom race  World Cup 2011


Occhio all’onda! Ettore Ivaldi
« Ultima modifica: Luglio 09, 2011, 08:38:39 pm da Ettore Ivaldi »

Luglio 11, 2011, 03:15:39 pm
Risposta #14

Ettore Ivaldi

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Pierre Bourliaud è la versione francese del campione olimpico tedesco Alexander Grimm, forse più agile e comunque un raffinato esteta dello slalom.  Sabato in Germania  ha vinto la terza prova di coppa del mondo utilizzando 119 pagaiate e solo 3 di queste sono stati colpi indietro e cioè alla porta numero 5 dove si era costretti a cambiare repentinamente direzione da sinistra a destra. Poi all’uscita della risalita 6 per andare alla 7 a cavallo del ricciolone dopo il buco (porta che è costata molto a Peter Kauzer in semifinale e che l’ha costretto ad abbandonare le speranze di chiudere con anticipo la coppa del mondo) ed infine all’entrata della porta numero 10 in risalita dove c’erano lo spazio e l’acqua  per tagliare l’entrata con la coda nell’elemento liquido.
Poco ci direbbe se non confrontassimo questo numero di pagaiate con quelle fatte ad esempio da Giovanni De Gennaro: ci accorgeremo che il bresciano ha sei colpi in più di cui 4 in retro, contro i 122 di Molmenti.

Il percorso, come già detto, non era tra i più scorrevoli visto che gli atleti hanno risolto praticamente tutti con delle retro le due combinazioni 9 -10 e 16 - 17. Un tracciato di tempi antichi quando le retro erano obbligatorie. Comunque tutto ciò ha giocato a favore del bravo Bourliaud, ma dovete conoscerlo più a fondo per apprezzare appieno questa sua vittoria.
Infatti, dopo essere rimasto fuori dalla squadra A, come quarto K1  e dopo l’argento dello scorso anno a squadre e il quinto posto ai mondiali di Tacen ha dovuto armarsi di pazienza e iniziare ad allenarsi girovagando per l’Europa in compagnia del quinto k1 e cioè di quel certo  Sebastien Combot  già campione del mondo nel 2007. In Saxonia i due erano in tenda come  la settimana prima a Bratislava dove erano andati ad allenarsi.
Pierre è uno studente di kinesiterapia a Toulose e lo scorso 4 marzo ha fatto 26 anni.
In gara mi è piaciuto parecchio. Mi è piaciuto tra la 4 e la 5 perché ha saputo usare molto bene i fianchi per ruotare e far restare in linea il suo scafo verso la porta successiva.  Uscito dalla 6 in risalita ha preso un altissimo rischio alla 7 dove è stato costretto a distendersi indietro sulla sua coda, ma si sa che per vincere bisogna osare e non limitarsi a fare le cose bene. Sempre preciso nelle risalite con l’aggancio che si trasforma in un reattore nucleare e che prende le sembianze di una propulsione atomica. Bello, regolare, pulito: tre aggettivi che dire calzano a pennello per descrivere la sua manche di finale.

L’altra storia che vi voglio raccontare è quella di una  famiglia inglese che accompagnano la figlia - giudice arbitro - nelle trasferte internazionali.  Il papà è un anziano signore e la mamma si aiuta a camminare sostenuta da un bastone che però non la limita in nulla, anzi, sembra darle, oltre alla sicurezza, anche molta energia.  I tre sono partiti da Londra con il camper  una settimana prima della competizione e con calma hanno raggiunto la meta di lavoro della figliola. Si sono fermati a visitare Berlino prima di arrivare a Markkleberg. Gran lettore di romanzi e appassionato di geografia lui, la moglie si dedica ai lavori ad uncinetto e a preparare i pasti al giudice che alla sera torna letteralmente distrutta dopo diverse  ore di gare. A sentire lei però non sono le competizioni a ridurla in quello stato comatoso, ma  le estenuanti  riunioni pre e post manifestazione.  

Bello comunque scoprire anche questi risvolti del nostro sport, come quello che è stata offerta la possibilità ai giovani dei vari club in Germania di assistere alle gare ed avere anche un contributo per i vari spostamenti.

Com’è la situazione in Coppa dopo tre gare è presto detto.

Nei Kayak uomini  può succedere di tutto per il momento in tesa c’è Kauzer con 127 punti seguito dal suo compagno di squadra Meglic a 123. Molmenti è 5^ con 108.
Nelle donne Dukatova in fuga con 162 punti e seconda Nenusova-Mann con  132.
C1 il detentore di coppa Benus com 148 guida la classifica di specialità seguito da Jezek.
C1 donne Lawrence  165 punti davanti a Guinea  150 con Macova terza con 128
C2 Hochshorner in fuga anche loro con 165 sui francesi Klauss/Peche. Primi italiani 11esimi con 73 punti.

La Coppa ora  si prende una pausa fino alla seconda settimana di agosto per la finale di Praga.

Io con la casa viaggiante, con Raffy, Pedro e, tra qualche giorno ci raggiungerà anche Eoin, sono tornato  a Bratislava con l’unico vero grande obbiettivo della stagione: far crescere i miei atleti. Cerco di non  perdere neppure un minuto nella speranza che questi giovani con le loro canoe, alla fine, si fondano con l’acqua e diventino un elemento unico!


Occhio all’onda! Ettore Ivaldi