CKI il forum della canoa italiana

uno nuovo

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Giovanni Giacomin

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Ciao
intanto un complimenti per il forum, l'ho spulciato un po' e ci sono parecchie cose utili e altrettante persone che ne sanno...
Diciamo che sono qui perchè mi sono comperato il sevylor sk100ds un kayak gonfiabile da acque bianche, non so se lo conoscete? mi date qualche opinione?

l'ho preso per farci qualche giro con degli amici, lago (tipo Caldonazzo) e avrei anche in mente di fare a breve una discesa lungo il Piave e lungo il Cordevole.
a questo proposito visto che sono neofita voi sapete dirmi se c'è qualche associazione in zona Belluno (veneto) non ho trovato niente qui vicino  :(
ho letto già alcuni post di gente come me che vuole divertirsi un po' e viene a chiedere consigli quindi mi sono fatto già un idea delle cose da valutare e a cui fare attenzione.
Ogni commento è ben accetto!!!
scusate se sono stato contorto ma ho sonno ^^
Giovanni
Giovanni

Riccardo

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Cerca che di canoa club o centri federali attrezzati vicino a te ne trovi, oppure vedrai che qualcuno ti contatterà.

Ti consiglio poi di partecipare a qualche raduno, trovi appuntamenti ogni week-end e a tutte le latitudini, consulta questo calendario
http://www.ckfiumi.net/news/calendario.phtml

sul forum promuoviamo i raduni e le uscite, stay tuned  :)


Giovanni Giacomin

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grazie terrò presente!

un altra domanda mi gira per la testa, posso scendere su un fiume a piacere o devo chiedere permessi?

non voglio rompere ma non trovo nessuna normativa... e quelle trovate tra i forum dicono tutto e niente
Giovanni

Riccardo

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un altra domanda mi gira per la testa, posso scendere su un fiume a piacere o devo chiedere permessi?


devi partire con fiumi facili adibiti a campi scuola e soprattutto mai da solo.
in fiume non ci si avventura se non sei in sicurezza.
passa a visitare qualche canoa club e offri qualche birra in  cambio di una chiacchierata, cerca qualche indicazione più precisa, i giusti compagni di discesa e l'attrezzatura adeguata prima di avventurarti.
se vieni al raduno nazionale sul Vara i primi di novembre trovi tutto, compresi i rivenditori. ciao

Giovanni Giacomin

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bhe io provo comunque ^^ le ferie le ho adesso :)
l'equipaggiamento dovrei averlo tutto
Giovanni

Giovanni Giacomin

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di ritorno da 10 Km di Piave dopo abbondanti piogge,
PERAROLO - DAVESTRA -------> bilancio positivo!
3 ribaltamenti con perdita di borraccia e scarpe O.o poi bagnato cellulare e portafoglio.
DEVO MIGLIORARE UN PO LA DISPOSIZIONE DELLE COSE A BORDO...
Giovanni

francesco bertotti

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Ah ah! Tutto da solo? Mitico.
Senti, anch'io ho cominciato da pochi anni e sono da Vittorio Veneto, se qualche volta vuoi aggregarti per un uscita (ci vado comunque poche volte, per altri impegni...) in Brenta-Mis-Piave-Soca, fai un fischio, in genere mi aggrego a qualcuno di + esperto! Va beh che meglio soli che male accompagnati, però...
In ogni caso soffro anch'io la mancanza di un club vicino.
Come hai trovato le condizioni in quel tratto di Piave, che non ho mai sceso?
Ciao.

Giovanni Giacomin

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si da solo c'era solo mio papà che mi seguiva dalla strada nei punti in cui riusciva a vedermi con e senza binocolo.
per le caratteristiche della discesa non posso essere molto preciso perchè non so dare un giudizio.
posso dirti che la portata era buona viste le abbondanti piogge e in qualche punto mi sono proprio divertito nelle rapide diciamo con onde alte intorno ai 60 cm a volte.
Un paio di punti non li ho affrontati (kayak in spalla per una decina di metri e via) perché l'acqua si infrangeva contro le rocce laterali della valle, dove il torrente fa curve più dure ed è più stretto e non mi ispiravano fiducia....
anche perché avevo già bagnato cellulare e macchina fotografica e non volevo peggiorare ulteriormente...
vabbe sbagliando s'impara.

cmq se hai proposte sono qui ^^ ferie/impegni permettendo
ciao
Giovanni

gabriella fabbri

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Scusa se sono un po' cruda, ma io non posso far apprezzamenti a uno, a quanto dici, inesperto...che scende in kayak da solo... e se c'era un rulletto o buchetto che teneva? che faceva il papà dalla strada? ti aiutava col binocolo?.... qualcuno già te lo aveva detto e il fiume non va mai sottovalutato... indipendentemente dai periodi "di ferie"...
associati a qualche club...e continua in sicurezza!!!
a novembre non mancare al raduno sul Vara, è un bel fiume scuola!
ciao Gabri ;)

Francesco De Nadai

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penso di conoscere bene il piave, in quanto l'ho disceso da sappada a ponte di piave, integralmente ed in solitaria, con una mountain blu carica di viveri tendina ecc.. ancora nel lontanissimo 1990 e ci ho messo 6 bellissimi giorni. mi è andata bene e sono qui a raccontarlo, ma certi tratti sono impegnativi e li sconsiglio a neofiti da soli....a vittorioveneto ed in zona ci  sono ancora canoisti dal pelo grigio che girano per fiumi e magari ti possono dare delle dritte....chiamami ciao francesco

Agostino Fusar-Poli

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Scusa se sono un po' cruda, ma io non posso far apprezzamenti a uno, a quanto dici, inesperto...che scende in kayak da solo... e se c'era un rulletto o buchetto che teneva? che faceva il papà dalla strada? ti aiutava col binocolo?.... qualcuno già te lo aveva detto e il fiume non va mai sottovalutato... indipendentemente dai periodi "di ferie"...
associati a qualche club...e continua in sicurezza!!!
a novembre non mancare al raduno sul Vara, è un bel fiume scuola!
ciao Gabri ;)

Quotone alla Gabriella.......detto da uno alquanto scarso in tecnica. Io da solo ci vado solo dalle mie parti in tratti assolutamente tranquilli e comunque sempre col giubbotto salvagente. Persino a far i traghetti e su fiumi con un minimo di corrente che arrivano a malapena al secondo grado ci vado sempre e rigorosamente con altri!!.....insomma, per stringere (...per i canoisti e' d'obbligo LA sostanza e poco le parole ;) mAI soli in presenza di un minimo di acqua mossa!!


Ago
Ultima modifica: Agosto 20, 2010, 05:52:28 pm da Daniela Mariaschi
ago

Riccardo

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si da solo c'era solo mio papà che mi seguiva dalla strada nei punti in cui riusciva a vedermi con e senza binocolo.
per le caratteristiche della discesa non posso essere molto preciso perchè non so dare un giudizio.
posso dirti che la portata era buona viste le abbondanti piogge e in qualche punto mi sono proprio divertito nelle rapide diciamo con onde alte intorno ai 60 cm a volte.
Un paio di punti non li ho affrontati (kayak in spalla per una decina di metri e via) perché l'acqua si infrangeva contro le rocce laterali della valle, dove il torrente fa curve più dure ed è più stretto e non mi ispiravano fiducia....
anche perché avevo già bagnato cellulare e macchina fotografica e non volevo peggiorare ulteriormente...
vabbe sbagliando s'impara.


dunque ricapitolando:
entri in un forum dove scrivono tutti i canoisti italiani di acqua mossa per chiedere consigli e poi fai di testa tua e vai da solo.
ti avventuri per 10 Km in un fiume che mai fatto dopo abbondanti piogge da solo senza conoscere nè tecniche, nè pericoli del fiume, nè punti di sbarco.
non sai nulla di buchi, rulli, sifoni, controroccia, incastri del piede, ingresso in corrente e in morta, tecniche di pagaiata e di recupero.
compi una serie di imprudenze che non ti elenco, ma che possono mettere a repentaglio la tua vita.
torni e ti vanti con noi che tutto sia andato bene, compreso l'aver bagnato il cellulare e macchina fotografica (sei l'unico che se li porta dietro soprattutto con papà sulla riva che se ti vedeva annegare gli rimaneva anche il rimorso di non averti potuto aiutare)

il tuo bilancio sarà pur positivo per te, ma spero non sia motivo di emulazione perchè sei stato presuntuoso ed irresponsabile.
la prossima volta torna in fiume solo se hai altri compagni di discesa esperti in grado di soccorrerti e non venire più a scrivere quanto ti sei divertito da solo infischiandotene di tutte le regole di buon senso che evidentemente non conosci, il messaggio che qui cerchiamo di trasmettere è che i nostri fiumi possono darci emozioni in sicurezza, mentre dalle tue parole sembra che sia sufficiente avventurarsi e doversi comunque divertire.
se come penso hai fatto solo un'imprudenza, spero tu abbia imparato la lezione che già in molti ti hanno dato, grazie e a presto in fiume (in sicurezza) :)

maurizio bernasconi

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Non lasciarti demoralizzare, cercano solo di trasmetterti la loro paura. In canoa si va anche da soli. Walter Bonatti ha fatto migliaia di chilometri in Alaska, Canada e Perù su fiumi fino al terzo grando e grandissimi volumi senza saper tenere in mano la pagaia. E' vero che s'è incartato di brutto l'ultima volta e non ha più provato, però nel frattempo ha goduto alla grande. La scuola, per come la vedo io, serve per imparare un gesto bello e non triviale: una scelta estetica. Vedi un po' se fra tutti i maestri sul mercato trovi uno che ti dice qualcosa. Una misura di prudenza ha senso (se non diventa paralisi) ma l'ansia con la quale si redarguiscono i neofiti... rompe. C'era una volta un tipo che consigliava a tutti (fino al ridicolo) di indossare una bella magliaccia di lana infeltrita. Quello sì, è ancora valido. Sperimenta e impara, che in due anni andrai meglio di loro. Ciao!

Sara Magister

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Una risposta del genere da parte di uno che ha una certa esperienza lascia allibiti. in canoa è "figo" non chi fa lo spaccone e chi tenta la sorte senza coscienza ma chi sa divertirsi rendendosi conto di quello che fa. la tecnica non è una questione estetica ma il modo per fare le cose godendosele meglio e in tutti i loro dettagli. più sai quello che devi fare in fiume più godi.

ma ripeto: rimango allibita di fronte ad affermazioni del genere da parte di persone del genere.

sara





Non lasciarti demoralizzare, cercano solo di trasmetterti la loro paura. In canoa si va anche da soli. Walter Bonatti ha fatto migliaia di chilometri in Alaska, Canada e Perù su fiumi fino al terzo grando e grandissimi volumi senza saper tenere in mano la pagaia. E' vero che s'è incartato di brutto l'ultima volta e non ha più provato, però nel frattempo ha goduto alla grande. La scuola, per come la vedo io, serve per imparare un gesto bello e non triviale: una scelta estetica. Vedi un po' se fra tutti i maestri sul mercato trovi uno che ti dice qualcosa. Una misura di prudenza ha senso (se non diventa paralisi) ma l'ansia con la quale si redarguiscono i neofiti... rompe. C'era una volta un tipo che consigliava a tutti (fino al ridicolo) di indossare una bella magliaccia di lana infeltrita. Quello sì, è ancora valido. Sperimenta e impara, che in due anni andrai meglio di loro. Ciao!

Agostino Fusar-Poli

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Una risposta del genere da parte di uno che ha una certa esperienza lascia allibiti. in canoa è "figo" non chi fa lo spaccone e chi tenta la sorte senza coscienza ma chi sa divertirsi rendendosi conto di quello che fa. la tecnica non è una questione estetica ma il modo per fare le cose godendosele meglio e in tutti i loro dettagli. più sai quello che devi fare in fiume più godi.

ma ripeto: rimango allibita di fronte ad affermazioni del genere da parte di persone del genere.

sara






Non credo che la qualita' tecnica, le competenze e le  forti capacita' di Maurizio di trasmettere un insegnamento che miri all'eccellenza e alla perfezione diel gesto possano essere minimamente messe in discussione da qualcuno di noi  Tra l'altro credo che il tratto di Piave affrontato da solo sia un tratto del Piave di primo grado e dove vi erano due passagi giudicati dal nostro amico neofita "impegnativi" essi sono stati giustamente trasbordati. Ne' mi sembra il nostro amico abbia fatto dimostrazioni Di "esultazione" o ostentato doti di "grande figo" (altrimenti NOn avrebbe ammesso i tre bagni......nON credete??). quindi mi sembra qualcuno sia stato un po' troppo duro, pero' con tutta franchezza affermare che anche un principiante in "perfetta solitudine" e senza conoscere le rudimenta tecniche fondamentali possa affrrontare DA SOLO rapide di terzo grado io sinceramente NON me la sento assolutamente di consigliare di farlo. Certo essere un grande sportivo anche in altre discipline che hanno caratteristiche similari aiutano tantissimo (....parlo di Walter Bonatti), ma in totale solitudine senza essere adeguatamente competente e' comunque un rischio inutile da tentare per me.....NON dimentichiamo che anche rapide di secondo grado per un neofita possano considerare un serio ostacolo se NOn si hanno per lo meno tecniche basiliari di tenerere in tutta sicurezza la direzionabilita' del kayak
Probabilmente mi sbagliero io.....o per qualcuno anche sicuramente, ma io la vedo cosi'.



Agostino
ago

Giovanni Giacomin

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premesso che non volevo assolutamente "tirarmela" o fare il figo perchè sono comportamenti che non mi appartengono minimamente, non volevo nemmeno macare di rispetto a qualcuno facendo "di testa mia".
grazie a tutti per i commenti sia positivi che non, consentitemi una precisazione.

diciamo che credo di conoscere i miei limiti abbastanza bene, pratico vari sport e fisicamente sono abbastanza preparato, sono d'accordo con tutti sul fatto che la natura non vada mai affrontata da soli.... mah
non so se vi è mai capitato, per  me essere DA SOLI in mezzo al niente ( o ad ogni cosa) è l'unico istante in cui sento di appartenere totalmente alla natura, con le mie forze e la fatica il male la paura e in quell'istante sono davvero IO.


ps. davvero c'è qualcuno che non ha mai fatto qualcosa da solo?

Giovanni
Giovanni

francesco bertotti

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Bravo Giovanni.
Kayak da solo ne ho fatto poco ma l'ho fatto anche sul 3° e non me ne pento, anche se cerco sempre di andare in compagnia. Del resto le esperienze solitarie son sempre molto formative nel bene e nel male. Certamente si rischia di + e deve essere una scelta consapevole. Faccio molto il solitario e da molti anni su attività certamente + rischiose come l'alpinismo, certo non lo raccomanderei a nessuno ma so prendermi i miei rischi e le relative precauzioni. Il mio primo commento alla tua esperienza voleva essere insieme un premio alla passione e, perchè no... all'audacia, che dovrebbero essere il primo motore in ogni attività e che chiaramente trasparivano dal tuo racconto e naturalmente un invito alla prudenza senza voler fare il solone o peggio il trombone, visto anche che in questo campo la mia esperienza è limitata e certamente i miei commenti valgono niente, ma quando ho letto il tuo racconto mi son sentito molto vicino...
Ai maestri mi verrebbe da chiedere se è nato prima l'uovo o la gallina... ma son polemiche sterili. Apprezziamo invece che il mondo è vario ed è bello per questo e pur nelle differenze di pensiero o scuola cerchiamo anche di vedere sempre il buono!
Buone pagaiate e chissà che ci si incroci!

renzo monelli

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Il tuo resoconto non lascia dubbi in merito al tuo atteggiamento che, devo dirti, a me suscita simpatia, molta. I miei inizi sono stati così; attaccavo alla coperta del kayak le pagine di un libro, mi pare canoa in acque bianche( sono passati 33 anni) e in Mincio provavo e riprovavo. Una volta mio povero padre mi accompagnò e ancora oggi mi commuovo ripensandoci. Ma quanti bagni in tuta da ginnastica in Dicembre e devo dirlo quanti rischi. Almeno di perdete tutto. Oggi c'è la fortuna di poter avere chi insegna e chi accompagna. Forse è meno poetico ma vedila da un altro punto di vista; in fiume si creano o rinsaldano lunghe amicizie, anche perchè ognuno dipende e conta sugli altri. Prova e vedrai che è egualmente bello. Quando poi potrai considerarti autonomo, a te la scelta.
Tanta e buona acqua a noi.

fredgil

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Sul tema "andare da solo sul fiume", mi ricordo un vecchio articolo di Fortis sulla mitica e defunta rivista "Canoa" (1986 ?), nel quale osanava tale pratica.
Personalmente, non sono contro, ma non è sicuramente una cosa da racontare e meno ancora di cui vantarsi.
Chi va da solo sul fiume, o in montagna, si piglia le proprie responsailità - meglio se ne è consapevole. Se la vede (e eventualmente se la gode) per se, e non deve interessare nessun'altro, perchè l'unico paragono è quello di un peccato intimo.

Infatti, concludevo la mia risposta ad Augusto Fortis, sul successivo numero della stessa rivista, con queste parole: "per i solitari esistono specifiche riviste, non questa".

Fred 
Fred

Frederik Beccaro

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Ciao Giovanni,
in due su un 4° grado continuo può essere molto più pericoloso che scendere da soli fino al 3°.
In discese in coppia mi è capitato di seguire canoe su percorsi di 4-5° per lunghi tratti e dovendo cercare di recuperare il materiale da soli si è molto più esposti ai pericoli.  Pensa solo ad una canoa legata ad una coda di vacca.
A casa, nel "mio mare" ho preso in solitaria delle mareggiate che per un banale paraspruzzi saltato potevano finire in un saluto all'attrezzatura.
Probabilmente mi capiterà ancora di rincorrere in solitario una canoa su qualche fiume alpino o trovarmi da solo in mezzo ad una bella mareggiata. Ma se devo essere sincero, pratico questo meraviglioso sport dal 1984 e la molla che mi spinge a continuare sono proprio le Amicizie che questo sport mi ha dato e continua a darmi.
Il consiglio che mi sento di darti se ami questo meraviglioso sport è quello di fare il possibile per aggregarti con altri canoisti, con qualcuno ti troverai solo per pagaiare, con altri potranno nascere grandi amicizie che andranno ben oltre la condivisione di una semplice discesa.

maurizio bernasconi

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Ciao Fred, devi sapere che, per esempio, tra gli indu quella cosa non è peccato, anzi proprio manca loro il concetto stesso di peccato e possono parlare di tutto senza mai essere volgari. Anche Bonatti è uno scrittore capace di parlare di tutto e per fortuna ha scritto libri memorabili che consiglierei a tutti di leggere. Alcune delle pagine più belle contengono la descrizione delle sue discese sullo Yukon e altri fiumi. La sensazione di spazio e grande libertà che proviamo alla lettura di quelle pagine fa pensare a tutto tranne che a una meschina e insana attività solipsistica.

el Cimo

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ciao Giovanni....se ti và di uscire in compagnia fatti vivo....dai un occhiata al nostro sito www.opencanoe-openmind.com noi siamo della zona di Treviso....e se ti serve qualche dritta sulla Piave per qualcuna delle tue solitarie contattami pure lo conosco praticamente tutto.ciao cristian.

fredgil

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Caro Maurizio,

non mi conoscevo indù, visto che a questo punto il mio concetto di peccato è assai vicino al loro; e pensavo che - almeno tu – fossi stato in grado di leggere il mio messaggio tra le righe, cioè al secondo livello,  non a quello che mi fu necessario per completare la lettura del tuo ultimo libro! (scherzo).

Un cosa è scendere da solo lo Yukon - ho visto anche il servizio fotografico, bellissimo - in cui l'exploit risiede soprattutto nella ricerca di se stesso in un infinito percorso di rara solitudine. Ma trattasi di Cl WW I. I pericoli non sono sul fiume, ma altrove (orsi, isolamento totale per 800Km, clima avverso...)

Un’altra cosa è quando un esperto incontestato realizza l’exploit, tipo la salita solitaria di Messner sull’Everest; mi viene in mente  la discesa di Salvato sul Sun Kosi, niente da ridire. Eventi rari e non a portata di tutti.

Ma la cosa inaccettabile, su questo forum e nel nostro sport, è quella di vantarsi volgarmente (in corsivo nel testo), di autocongratularsi di discese solitarie "puramente" canoistiche, o di magnificarle, con il rischio di condurre il neofita canoista (e questa discussione è proprio nata da, e si intitola, “uno nuovo") ad intraprendere pericolose esperienze, perché la lezione N°1 dei Manuali di sicurezza in canoa in tutto il mondo è "non si scende il fiume da solo" (in grassetto sottolineato nel testo).

Libero al bravo esperto canoista di fare come gli pare, ma non va detto, non va pubblicato. Meglio vivere intimamente queste esperienze (di cui il mio precedente messaggio, spero adesso sia chiaro, ma effettivamente ci voleva un mimino di senso dell'humour per capirlo).

Fred
Ultima modifica: Agosto 26, 2010, 07:47:07 am da Flavio di CKI
Fred

maurizio bernasconi

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Bene Fréd, per fortuna ognuno può dire come la pensa. Solo per correttezza d'informazione e non per il gusto noioso di puntualizzare: 1) Francesco ha fatto una solitaria importante sul una parte impegnativa del Karnali, il Sun Kosi è facile, su 130 chilometri ha solo pochi chilometri di IV, le gole, e tre grosse rapide che superano IV grado, e lo scende qualunque canoista un po' esperto.
Lo Yukon, al momento del disgelo, al massimo quindi della sua portata, presenta anche quanche difficoltà canoistica (treni di onde irregolari, vortici, controcorrenti, mulinelli, tutta roba che da noi non si considera neanche è vero se non in caso di piene). Specialmente a bordo di una canadese aperta, piccola e stracarica, con temperature rigide, non è uno scherzo. Sui manuali che ho scritto io spero proprio di non aver messo la storia di andare, (+ o - ) obbligatoriamente in gruppo. E' l'"obbligatoriamente" che disturba. Queste polemiche nel mondo alpinistico non le fanno più dal 15/18.     

Marco Panebianco

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Carissimi...
...mostri sacri della canoa. All'apice della mia "carriera" canoistica che ho avuto nel 2004 quando mi sono concesso un anno sabbatico di sola canoa, ho piu' volte disceso fiumi in Sudamerica in compagnia di illustri sconosciuti per necessita', come unico canoista safety kayak insieme a gommoni di clienti sul pericolosissimo Apurimac, in solitaria sul Futa per mancanza di compagni di discesa od insieme ad un unico cataraft sul Tambopata nella giungla amazzonica del Peru'. Da questo ho imparato che, in compagnia o no, devi regolare il tuo atteggiamento mentale nei confronti del fiume in base alle tue capacita' del momento e del grado di difficolta' senza pensare che se qualcosa va storto qualcuno ti salvera'. L'autovalutazione e la lettura del fiume mi hanno sempre aiutato a sopperire alla mia non buona tecnica canoistica.
Mi diverto ancora con alcuni pochi fidati amici in canoa, ma non disdegno solitarie discese con canoa da gioco sul Soca e sul Sesia per impegni familiari contingenti dove ritrovo la pace con me stesso ed il contatto diretto con il fiume che associo alla parabola della vita: nasco, scorro, accellero, devio, giro, fermo e muoio nel mare. Mi fanno molta paura invece le discesa con molte persone a cui non mi fa piu' piacere partecipare dove il rischio di perdersi qualcuno mi fa rabbrividire.

Un saluto,
Marco Panebianco

roberto.bussolino

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ciao a tutti, sono un "vecchio" canoista, rimasto ai margini della canoa turistica, avendo sempre avviato giovani e neofiti, specie alla canoa agonistica, ma vorrei puntualizzare alcuni punti della discussione. Coloro che apprezzano le discese da soli, sono tutti esperti con esperienza più che ventennale (molto più), in grado di valutare a vista un fiume, fiutare a distanza pericoli, ed esperienza da vendere, ben altra cosa quando si tratta di un neofita alle prime discese, in cui spesso si scende in balia della corrente, con difficoltà di direzionare la canoa e di fermarsi prontamente in una morta in caso di pericoli o di fiume ostruito (es. alberi accatastati in una curva da una piena) o di uno sbarramento, magari piccolo che però può essere molto pericoloso.
Inoltre in compagnia di uno più esperto, si impara molto più velocemente, senza ripetere errori che magari sono già stati compiuti da altri e si possono condividere emozioni ed esperienze.
Comunque l'esperienza da sola, se non è accompagnata da attenzione e prudenza, a volte può essere anche pericolosa, sono stato testimone la scorsa settimana di un uncidente che poteva risultare fatale ad un canoista sloveno, figlio del presidente del canoa club di Tacen, che a causa di una distrazione è rimasto incastrato per 20 minuti sotto ad una paratia, accanto a cui era passato forse migliaia di volte, e solo grazie alla folta presenza di canoisti e alla prontezza di uno spettatore che si è buttato per tenergli la testa fuori dell'acqua, sono riusciti a liberarlo.
P.S. magari se fossi andato con uno esperto, ti avrebbe detto di nn portare cellulare e macchina foto o ti avrebbe spiegato come avvolgerle in involucri impermeabili o ancora magari aveva una borsa stagna.
Detto tutto ciò, si può a mio parere si può andare anche da soli, però conoscendo i percorsi, saper valutare pericoli e conoscere i propri limiti, restando un poco sotto di essi.
tanti saluti a tutti, buone discese 
 

Patrik Consalvo

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  • HSK
Grande Marco bella la parabola della vita...
..dove nel mare il fiume trova il suo nuovo ciclo.
Il piacere di scendere"in solitaria" ha un sapore tutto suo.
Fermo restando le regole fondamentali della sicurezza, 
spesso ci costringono a dover trasbordare passaggi che non possono essere assicurati,e che diversamente avremmo affontato senza problemi
(almeno in teoria).
Se si entra nel merito di cosa è giusto cosa no, non se ne esce più:
mi alleno spesso d'inverno sulle acque "smeraldo"
del laghetto dell'Eur(Roma)
nel tardo pomeriggio nel buio quasi totale....li l'acqua è totalmente piatta ma....un semplice malore ti potrebbe far rovesciare e come dice er Califfo:
"TUTTO IL RESTO E' NOIA.....NO NON HO DETTO GIOIA MA NOIA NOIA NOIA.."


Patrik
HSK

Sara Magister

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con gran ritardo rispondo: appellativi tipo "figo" o "spaccone" che ho utilizzato in una mia precedente mail si riferivano ovviamente a personaggi di esperienza del genere di Bernasconi, ai quali piace vantarsi di prodezze "contronatura" (nel senso vero di contro le regole e il rispetto della natura), e al quale ho risposto, infatti, citandolo.

non certo mi riferivo al povero inconsapevole neofita che ha inaugurato questo forum, direi parecchio istruttivo, il quale è ancora troppo nella fase dell'innocenza, e spero ci rimanga anche piacevolmente a lungo, per potersi appesantire di simili superfetazioni.

al neofita dico solo: vai con gli altri che ti diverti di più e gusti di più il tutto, considerando che anche stando insieme agli altri ci si riesce a ritagliare un meraviglioso spazio interiore inaccessibile e tutto nostro.

Sara



premesso che non volevo assolutamente "tirarmela" o fare il figo perchè sono comportamenti che non mi appartengono minimamente, non volevo nemmeno macare di rispetto a qualcuno facendo "di testa mia".
grazie a tutti per i commenti sia positivi che non, consentitemi una precisazione.

diciamo che credo di conoscere i miei limiti abbastanza bene, pratico vari sport e fisicamente sono abbastanza preparato, sono d'accordo con tutti sul fatto che la natura non vada mai affrontata da soli.... mah
non so se vi è mai capitato, per  me essere DA SOLI in mezzo al niente ( o ad ogni cosa) è l'unico istante in cui sento di appartenere totalmente alla natura, con le mie forze e la fatica il male la paura e in quell'istante sono davvero IO.


ps. davvero c'è qualcuno che non ha mai fatto qualcosa da solo?

Giovanni

maurizio bernasconi

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Scusa Sara, devo aver perso un pezzo del discorso, oppure ti hanno raccontato di qualcosa che non so? Ho fatto una rapida all'indietro? Quali sono le cose che io farei "contronatura"? E' probabile che tu mi stia scambiando con qualcun altro. Tieni presente che "contronatura" è un insulto abbastanza pesante in un paese cattolico. Rifletti prima di scrivere. Se il cruccio che ti agita è sempre un certo tuo personale concetto di "prudenza" da infliggere burocraticamente a tutti i neofiti che capitano a tiro, sappi che credo di essere sempre stato uno dei canoisti più prudenti fra quelli che conoscessi, sempre più prudente del minimo necessario. Oltretutto l'unica cosa per la quale ho sempre saputo nutrire un incondizionato e devoto amore è il pianeta Terra, comprensivo delle sue divinità pulsanti (già ma tu che puoi sapere di questo). Forse hai preso una cantonata oppure non hai digerito i pizzoccheri. Ti ringrazio però perché, per motivi miei di studio dell'animo "umano", anche il tuo parere mi risulterà prezioso, e non lo considero niente affatto sconcertante. 

maurizio bernasconi

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Gli incidenti sul fiume (come altrove) accadono generalmente per il sommarsi di diverse concause. Dato per conosciuto il canoista: principiante o esperto, allenato o in pessime condizioni; stanco, infreddolito o in efficienza (e si potrebbe continuare) egli dovrà evitare: una scelta sbagliata del percorso, una scelta sbagliata del momento, una scelta sbagliata dell'attrezzatura, una scelta sbagliata della squadra. Le precauzioni che possono ridurre al minimo eventuali incidenti sono anch'esse parecchie. Il problema del numero di partecipanti a una discesa è solo uno dei problemi. Può esistere una situazione in cui sia meglio scendere da soli oppure sia meglio in due, o in tre, o in quattro ecc. dipende soprattutto da chi discende.
Il numero dipende quindi da numerose considerazioni oggettive, dunque non esiste un decalogo sancito da Dio nel quale la Prima Regola dice... Esistono delle valutazioni realistiche diverse di volta in volta. Prima di lanciarsi in una discesa anche facile, per quanto essa sia (qualche volta solo apparentemente) garantita da una organizzazione e dalla presenza di eventuali guide o altro, sarebbe meglio imparare, oltre alla pagaiata, almeno tre manovre: traghetto, ingresso in corrente e uscita di corrente. Questo sarebbe ideale. Molte comitive che si formano in modo simpatico e più o meno spontaneo in occasione dei raduni o in altre occasioni più o meno organizzate accolgono anche neofiti dei quali non si sa nulla. Questo è un bene secondo me e permette alle persono di imparare qualcosa e lanciarsi, sono favorevole, ma non lo considero il modo ideale per iniziare. Anche una discesa in solitaria su un fiume preso a caso è un modo per imparare, lo considero un bene, ma non è il modo migliore per imparare. L'esperienza si costruisce anche attraverso una serie, non di incidenti si spera, ma di inconvenienti della più ampia varietà possibile. Dal dimenticare le chiavi dell'auto nel posto sbagliato, al farsi un bagno con pagaia che si ferma sulla riva opposta. Prima di aver visto con i propri occhi una quota minima indispensabile di evenienze apparentemente imprevedibili non si potrà dire di aver accumulato l'esperienza necessaria ad affrontare un fiume. In un certo senso l'esperienza non è mai nemmeno all'altezza di prevedere tutte la possibilità esistenti. Per questo motivo chi desidera pagaiare deve dare corso al suo impulso in tutti i modi, pagaiando ogni giorno, ogni ora, sforzando la mente che gli è stata fornita a questo scopo dalla natura o da chi si voglia. Senza aspettare l'occasione di una compagnia eventuale per in mese prossimo. Questo sforzo serve a crescere e non può essere sostituito da un regolamento di polizia . Tale regolamento (che non esiste) al primo imprevisto mostrerebbe ben presto i suoi limiti. Tutto ciò non vieta di portare liberamente consiglio soprattutto quando viene richiesto.
E a questo punto ognuno seguirà il consiglio che gli sembra più confacente alle proprie aspirazioni. Tutto questo è ovvio e anche abbastanza noioso. Pardon

Davide Sandini

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Caro Giovanni,
Contribuisco alla discussione anche io con qualche osservazione:

Innanzitutto non c'è nessun divieto di legge effettuare discese da soli, quindi ognuno puo' fare in fiume quello che gli pare. A differenza di altri paesi civili, non esiste in Italia neanche un minimo di dotazione obbligatoria (ad eccezione di un aiuto al galleggiamento, se interpreto bene le leggi sulla navigazione)
Resta il fatto che non andrei a fare una escursione di sci alpinismo senza qualcuno che conosca la disciplina, le condizioni meteo e  la zona , ma solamente perchè sono prudente e so di essere ignorante in materia.
Come non mi farei una scalata da solo, solamente perchè ho sempre visto una bella parete che mi sembra facile, mentre magari non so neanche valutare i gradi di difficoltà.

Ogni altra considerazione su fare fiumi da solo, in due, tre, o cinque svolta sopra mi sembra basata su alcune posizioni posizioni personali rigide e poco attinenti al thread.
 Ognuno ha i propri concetti di sicurezza e di rischio, ma a livello canoistico ci sono alcune regole che la maggioranza considera "sane" e da passare come insegnamento ai neofiti perchè possano diventare esperti senza traumi o rischi inutili.
Quando poi qualcuno è diventato esperto (qualsiasi cosa voglia dire) puo' scegliere con cognizione cosa fare della sua vita e dei suoi averi.
La maggioranza dei canoisti credo non consideri esperto uno alla prima uscita su un canotto gonfiabile, da solo, su un fiume in piena, con aiuto dalla strada e materiale elettronico al seguito in confezione bagnabile.
Tornando al paragone di cui sopra, è come avere iniziato una escursione di sci alpinismo con due sci da salto, in costume da bagno, e su una pista da fondo, in giugno.

Se avessi provato una combinazione solo leggermente diversa (cordevole?) magari staremmo qui a commentare dell'ennesimo incidente.

Le cosiderazioni di Bernasconi, con cui mi pregio di essere sempre in disaccordo, sul fatto che occorre fare tutte le esperienze possibili contrastano con la logica ed il buonsenso: ci sono alcune esperienze che semplicemente NON VANNO FATTE.
La cosa che posso consigliare è di usare la funzione "cerca" su questo stesso forum: ci sono tonnellate di informazioni da consultare, spesso ne ho scritte anche io.
Neofita, senza esperienza, scuole di canoa sono ottimi argomenti di ricerca
Ti sarebbe costato un telefono ed una fotocamera di meno.

Rispondendo al tuo commento e alla domanda successiva:

>con le mie forze e la fatica il male la paura

ognuno ha un qualcosa che lo spinge, e cerca in fiume qualcosa, come nella vita; per molti l'ignoto e la paura sono la molla che li fa muovere, ma è un motore che spinge per poco, devi sempre aumentare le dosi per ottenerne sempre meno soddisfazione.
Il mio consiglio è di cercare un motore piu' affidabile e che ti possa portare piu' lontano. Ma questo dipende a 99% dal tuo carattere.

Si, ho fatto anche io discese in solitario, ma solo dopo anni di pratica, ne ho anche scritto su CKI (la versione precedente di questo forum). Dovrebbe ancora essere disponibile: cerca "Boite"
Mi sono preso un sacco di critiche, alcune giuste e altre invece inutilmente rigide.
Ma questo non contrasta con quello che scrivo e cerco di insegnare a chi accompagno in fiume: una volta che hai un bagaglio di conoscenze adeguato puoi scegliere, prima puoi solo (ar)rischiare.
Ho fatto anche discese in compagnia, in cui mi sono sentito piu' solo ed in pericolo del Boite, perchè il gruppo non era tecnicamente preparato, oppure ognuno andava per conto proprio, o solo perchè c'erano troppi inesperti e un incidente a me sarebbe stato difficile da risolvere per loro.

Come sempre, visto che preferisco l'esempio ai consigli, se vuoi ci possiamo trovare in Brenta o dintorni e fare una giornata di discesa assieme, potresti scoprire che ci sono piccoli dettagli che non sospettavi. Purtroppo ti costerebbero una birra.

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

maurizio bernasconi

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No, mi spiace, ho scritto quali sono le cose da imparare prima di tutto: pagaiare, traghetto, ingresso, uscita. Non si tratta di farsi offrire birre o peggio di scoraggiare la gente dicendo:"la prossima volta torna in fiume solo se hai altri compagni di discesa esperti in grado di soccorrerti e non venire più a scrivere quanto ti sei divertito da solo infischiandotene di tutte le regole di buon senso che evidentemente non conosci, il messaggio che qui cerchiamo di trasmettere è che i nostri fiumi possono darci emozioni in sicurezza..."
Asserire come è stato fatto che la Prima Regola sarebbe non scendere MAI da soli lascia prevedere l'invenzione di una Seconda Regola e via così. In breve tempo avremo un decalogo, e poi qualcuno che si incaricherà di farlo rispettare e le relative sanzioni. In questa direzione, quella che tu definisci dei "paesi civili", ci sarà l'organizzazione o l'associazione che cercherà di ritagliarsi il ruolo di gestore della faccenda. Spinte in questa direzione ce ne sono fin troppo spesso. Mi riferisco per esempio, e in modo particolare, all'agibilità dei fiumi e all'accessibilità dei percorsi.
Abbiamo codice civile, codice penale e varie altre regolamentazioni comunali, leggi a iosa, regionali ecc. che sono in grado di contemplare, anche se in modo sommario, la pratica del canoismo. Potrebbero persino dirci se si può o meno dare dello "spaccone" a qualcuno in rete.
Tutte queste normative a noi canoisti sembrano inadatte e non abbastanza specifiche, ma qualunque altra normativa dovesse venire introdotta sarebbe comunque ulteriormente restrittiva, pensate solo ai problemi di tipo assicurativo che il canoista incontra.
Ho allargato un po' il discorso, ma confermo punto per punto quanto detto.
   

Davide Sandini

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In questa direzione, quella che tu definisci dei "paesi civili", ci sarà l'organizzazione o l'associazione che cercherà di ritagliarsi il ruolo di gestore della faccenda. Spinte in questa direzione ce ne sono fin troppo spesso.


Davvero pensi che qualche associazione potrebbe tentare una cosa del genere?

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

Sara Magister

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Buoni i pizzoccheri!!! yum yum, li mangerò nella debita stagione!!!
Sara



Scusa Sara, devo aver perso un pezzo del discorso, oppure ti hanno raccontato di qualcosa che non so? Ho fatto una rapida all'indietro? Quali sono le cose che io farei "contronatura"? E' probabile che tu mi stia scambiando con qualcun altro. Tieni presente che "contronatura" è un insulto abbastanza pesante in un paese cattolico. Rifletti prima di scrivere. Se il cruccio che ti agita è sempre un certo tuo personale concetto di "prudenza" da infliggere burocraticamente a tutti i neofiti che capitano a tiro, sappi che credo di essere sempre stato uno dei canoisti più prudenti fra quelli che conoscessi, sempre più prudente del minimo necessario. Oltretutto l'unica cosa per la quale ho sempre saputo nutrire un incondizionato e devoto amore è il pianeta Terra, comprensivo delle sue divinità pulsanti (già ma tu che puoi sapere di questo). Forse hai preso una cantonata oppure non hai digerito i pizzoccheri. Ti ringrazio però perché, per motivi miei di studio dell'animo "umano", anche il tuo parere mi risulterà prezioso, e non lo considero niente affatto sconcertante. 

Riccardo

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La discussione è molto interessante e mi dispiace che il forum sia limitativo e non permetta un più serrato confronto "de visu"
Mi piacerebbe ad esempio sapere se noi che scriviamo rappresentiamo una media del pensiero dei canoisti italiani. Io penso di no, anzi, in argomenti generali si finisce per perdersi in ripetersi concetti già espressi o a puntualizzare.
Voglio sperare che siano in pochi a consigliare di scendere da soli ai neofiti perchè di questo stiamo parlando, mentre non credo che si voglia limitare esperti canoisti. Il mio pensiero poi si riassume in quello di Davide Sandini e quindi non mi ripeterò.
 
Con Francesco non concordo quando mischia concetti giustissimi con il ritornello che, personalmente, non amo leggere se riferito ai neofiti.
citazione: "Può esistere una situazione in cui sia meglio scendere da soli oppure sia meglio in due, o in tre, o in quattro ecc."

Le frasi da lui riportate su birre e scoraggiare i neofiti sono le mie e risalgono all'inizio della discussione quando Giovanni si è presentato e, cordialmente, gli ho dato un consiglio che ha ignorato e da lì la mia reazione un pò bacchettona del secondo commento (non penso di avergli fatto male...).
Sulla birra = socializzare penso che nessuno possa travisare il mio pensiero, sullo scoraggiare invece vorrei precisare che io non sono nè maestro, nè uno che vuole imporre qualcosa a qualcuno. Dico la mia e stop perchè non è che in questo forum io sia armato di chissà quale voglia di insegnare o crearmi una scuola, vivo la canoa come momento di sport e aggregazione con gli amici del mio canoa club, aiuto e sono aiutato, mi emoziono soprattutto scendendo e giocando con il gruppo in fiumi di bassa difficoltà. Se il nostro nuovo amico diventerà presto più bravo di me ne sarò ben contento ed eventualmente chiederò anche a lui di insegnarmi qualcosa o semplicemente di scendere insieme.

Su un concetto invece vorrei concludere perchè mi sembra importante e varrebbe la pena svilupparlo: c'è differenza fra eccesso di prudenza che sfocia in paura (pericolosa) e azzardo dei neofiti. Se vogliamo parlare di uscite in solitario e di avventure penso sia meglio aprire un nuovo post e continuare qui a parlare solo di consigli giusti per "uno nuovo".

Se come CKI forum riuscissimo poi a coordinare un paio di iniziative annuali come un corso base di sicurezza in fiume e una giornata di controlli medici (visita medica+ECG in convenzione con qualcuno) penso che potremmo passare dalle parole ai fatti ed essere molto utili non solo "ai nuovi"

Lascio la parola ai più esperti e vi aspetto per insegnarmi qualcosa al raduno sul Vara il 6-7 novembre, cordialità :)

maurizio bernasconi

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Penso che con un'esperienza vera e fisica nel fiume (non virtuale dunque), anche attraverso il superamento di imprevisti e scomodità varie, possa acquisirsi una sicurezza reale della persona. A questo punto la persona sempre meglio sarà in grado di osservare con calma intorno a sé per prendere di volta in volta la giusta decisione. Se manca questa condizione mentale si può essere indotti a appoggiare la nostra sicurezza su sostegni esterni, su particolari, sull'attrezzatura, sulla polizza vita, sulla presenza di un organizzatore o di un istruttore. Ma poi capita di spezzare la bella pagaia in carbonio oppure l'istruttore corre dietro a un'altra canoa e sparisce per dieci minuti insomma, vengono a mancare i nostri sostegni. Quello che abbiamo più vicino e non ci abbandonerà mai è invece la sicurezza in noi stessi. L'autocontrollo. E' bene iniziare subito a lavorare su questo per il neofita, acquisendo come già detto le tecniche di base. I corsi invernali di salvataggio, i decaloghi, i promemoria, il coltellino americano inox, tutte queste cose vanno bene, ma non è detto che servano nel momento in cui affrontiamo un ostacolo, anzi possono persino diventare un peso inutile.
Quando mi capita di usare un tono ironicamente provocatorio nel forum non è per spacconeria, chi mi conosce lo sa. Tento di spingere il ragionamento nella direzione di un canoismo di crescita della persona, di un canoismo serio, antiburocratico, libertario, nello spirito dei primi canoisti che ho conosciuto, l'intelligenza dei quali mi ha spinto ad appassionarmi a questo sport.
"Davvero pensi che qualche associazione potrebbe tentare una cosa del genere?" Sì lo penso, ma sono sicuro che non è il caso di avviare polemiche in questo momento. Credimi.

Agostino Fusar-Poli

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con gran ritardo rispondo: appellativi tipo "figo" o "spaccone" che ho utilizzato in una mia precedente mail si riferivano ovviamente a personaggi di esperienza del genere di Bernasconi, ai quali piace vantarsi di prodezze "contronatura" (nel senso vero di contro le regole e il rispetto della natura), e al quale ho risposto, infatti, citandolo.

non certo mi riferivo al povero inconsapevole neofita che ha inaugurato questo forum, direi parecchio istruttivo, il quale è ancora troppo nella fase dell'innocenza, e spero ci rimanga anche piacevolmente a lungo, per potersi appesantire di simili superfetazioni.

al neofita dico solo: vai con gli altri che ti diverti di più e gusti di più il tutto, considerando che anche stando insieme agli altri ci si riesce a ritagliare un meraviglioso spazio interiore inaccessibile e tutto nostro.

Sara

Credo ti riferisca a un mio post e ti ringrazio della specificazione. Cmq NOn credo che Maurizio Bernasconi lo sia. Nella maniera piu totale ed assoluta.
Magari controcorrente certo, ma NOn spaccone. Sullo scendere in totale solitudine i fiumi tra l'altro credo anche io vi sia piu' romanticismo e senso della propria interiorita'  ma ovviamente se riferito a tratti tranquilli e molto ben conosciuti, di cui si conoscano e sappiano ben poderare le difficolta'. quindi il discorso del terzo grado in perfetta solitudine Maurizio l'ha certamente riferito a gente che abbia un'adeguata preparazione fisica innanzitutto, ma credo anche tecnica ( chiedere direttamente all'interessato per tolgliersi il dubbio....).
Adesso pero' e dai e dai la battuta me la mettete in bocca. per dirla alla Giorgio gaber, ma la discesa in solitaria.....e' di destra o di sinistra.....??? :D ???
Gradita risposta senza creare pericolose risse politiche ;D


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Ultima modifica: Agosto 30, 2010, 07:56:44 am da Flavio di CKI
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