CKI il forum della canoa italiana

incidenti in canoa

(Letto 26396 volte)

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

  • L'essenziale è invisibile agli occhi
  • Full Member
  • ****
  • Post: 216
  • Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
He-he, sapevo che sarebbe finita così ... quindi riformulo Il detto del giorno:

"Il buco più bello è quello da cui vieni fuori ... bene (in tutti i sensi)"  ;)

Giorgio (JC)

[...]

apparte l'ultimo anche perche  restare in certi buchi fino alla fine non è proprio brutto. ;D ;D ;D ;D ;D ;D

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

  • L'essenziale è invisibile agli occhi
  • Full Member
  • ****
  • Post: 216
  • Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Esatto: e come dice il buon Davide "La scelta dei compagni di discesa fa la differenza  ;) ... se sbagli:
a) non ti diverti;
b) non ti eserciti;
c) magari sopravvivi pure infastidendo quelli che ti dovranno tirare fuori la prossima volta!!! ;D ;D ;D

Grande Ste.

PS: a quando un bel "buco invernale"? Qualche anno fa ne ho individuato uno meraviglioso all'estuario del lago sul Piccolo San bernardino ...  ma si fa solo con almeno un metro e mezzo di neve (foto a disposizione)  ;)

Ciaooooooooooo

Giorgio (JC)

Ah! Quindi le tue leggendarie e frequenti nuotate nei buchi dei fiumi di tutta Europa erano "simulazioni di incidenti", volte ad addestrare gli amici in sicura alla tecnica del salvamento, e non già momenti di aggregazione uomo-fiume, come io pensavo, eheheh  ;D ;D
Non dimenticherò il tuo "ripescaggio" dal buco del dente dell'Alpin Sprint, dove il safety team Steve-Susy ha dato il meglio di sè!
 :D

stefano caprile CCN

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • Post: 552
PS: a quando un bel "buco invernale"? Qualche anno fa ne ho individuato uno meraviglioso all'estuario del lago sul Piccolo San bernardino ...  ma si fa solo con almeno un metro e mezzo di neve (foto a disposizione)  ;)

Manda la foto, che stai stimolando la mia voglia di nuotare in qualche nuovo buco! D'inverno poi, l'esperienza è corroborante!
:-)
Ciao!
PS: mi scuso con gli altri utenti per il messaggio prettamente personale.
Stefano CCN

Andrea Gangemi

  • Full Member
  • ****
  • Post: 381
  • La vita e` un lungo traghetto.
Non capisco l'obiezione sul'esperienza, intendi dire che la lettura del libro non basta? certo che no,
Almeno, per come ho imparato  ed insegnato la canoa, nel nostro piccolo credo che non abbiamo niente da imparare da nessuno.

Secondo me  tutti abbiamo da imparare sempre, in particolare (come
riportato anche nel libro di salvato) conoscere alcune tecniche dell'arrampicata
non nuoce affatto.  :)
Detto questo provo a riformulare il mio "pensiero"
Il libro di salvato è ottimo, ma è un libro che ti spiega bene:
1 quali sono le situazioni di pericolo
2 cosa fare in caso di incidente (attrezzatua, manovre, gestione dell'emergenza ecc.)

Quello che forse manca è avere un idea delle esperienze reali, ovvero la cronaca di
situazioni vere che sono capitate con relativa discussione a posteriori di che cosa
è stato fatto bene e che cosa poteva essere fatto meglio.

Non ho dati oggettivi da riportare ma la mia impressione è che nell'alpinismo ci sia molta più
conoscenza di quali siano gli incidenti più frequenti.

poi tutti i discorsi sul fare esercitazioni/simulazioni ecc. restano ovviamente validi
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino

MaurizioGuidaFICT

  • Full Member
  • ****
  • Post: 257
  • Guida Fluviale e Istruttore FICT - Guil
A noi tecnici FICT piace chiamarla "Cultura della sicurezza", "Consapevolezza dei rischi", "Conoscenza delle tecniche e dei materiali da utilizzare"...tutti concetti che cerchiamo di trasferire ed esperienze che proponiamo durante i corsi per Guida o Istruttore.
A cascata i tecnici ripropongono e modulano corsi ed esercitazioni nei club di appartenenza.
Ma questo non basta. E' necessario che in ogni club, associazione e gruppo di canoisti che abitualmente scende insieme faccia pratica, esperienze, simulazioni e che queste vengano ripetute regolarmente.
Analizzare un soccorso, verificare come l'intervento è riuscito o perchè è fallito. Ed anche quando è riuscito riflettere se quella situazione è stata affrontata nel modo migliore; quali rischi hanno corso i soccorritori, quanto materiale è stato utilizzato e come; quanto tempo è stato necessario, ecc. ecc.; sono considerazioni che dobbiamo imparare a fare regolarmente per poi annotarle; magari su una scheda all’uopo predisposta.
Dobbiamo poi imparare - come fanno gli americani -  a lasciare traccia e memoria degli interventi e farne una banca dati comune. Ma chi se ne fa carico? la FICK, organismo istituzionale? La FICT…ma con quali risorse? La UISP?...il Comitato Sport per Tutti?...l’ASI…Tutti insieme?
Qui il discorso, come spesso avviene nel nostro sport si fa complesso e di difficile attuazione. Nel frattempo qualcuno cerca di fare qualcosa come può.... qualcuno continua a non fare niente e tutto finisce nel dimenticatoio e lasciato all’iniziativa di qualche volenteroso o di qualche professionista. Ma niente di organico, organizzato e strutturato esiste.
Esistono i libri, i video, i corsi Rescue, i corsi UISP, quelli FICT. Tutto utile, interessante, valido ma privo di organicità, di un progetto e di confronto.
Cosa fare?
Naturalmente partecipare ai corsi dei professionisti e tecnici specializzati; allenarsi e sperimentare; analizzare le esperienze; dedicare almeno un fine settimana all’anno alle tematiche degli interventi di soccorso; confrontare i materiali utilizzati con quelli degli altri e capirne le differenze; nuotare moltissimo in rapida; grande disponibilità al confronto.
Quindi preparazione ed umiltà.
Ci sono ancora molte altre possibilità, ma non si può scrivere tutto sul forum.
Posso però dire quello che vedo andando in giro per raduni o semplicemente in fiume: scarsa capacità a nuotare in rapida e in corrente; corde da lancio con maniglie larghe al sacco e in cima alla corda; moschettoni con dente; imbraghi fatti con moschettoni senza ghiera; posizione del soccorritore sbagliata; fiumi in gola affrontati senza pagaia smontabile di scorta; confusione nei segnali di comunicazione; scarsa organizzazione nei gruppi; scouting frettolosi e spesso solo dal kayak; pochi canoisti con la corda da lancio alla vita...ed altro ancora.
Insomma su questo aspetto dobbiamo ancora crescere molto, per riuscire ad elevare gli standard del canoista medio ed anche per far si che le diverse componenti che a vario titolo si occupano di sicurezza seguano un protocollo comune e condiviso e contribuiscano a far crescere la cultura della sicurezza in fiume, che comprenda anche la creazione e l’aggiornamento di un data base contente le informazioni sui principali incidenti accaduti, sugli interventi di soccorso attuati e sul loro esito.
Maurizio Consalvi - Guida Fluviale

andrea tomasi

  • Md Member
  • ***
  • *
  • Post: 37
ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


su questo forum ( sito) non si riesce a raccogliere queste informazioni?


il sito americano  è un esempio di ciò che ipotetizzavo con la raccolta di incidenti( quasi tutti fatali)

 poi ci vorrebbe un professionista che li

analizza  e ne trae delle conclusioni, nell' ambiente non ci sono persone che vivono di canoa e

sono interessati alla cosa più importante  cioè la sicurezza .



Giorgio Jandolo Cossu (JC)

  • L'essenziale è invisibile agli occhi
  • Full Member
  • ****
  • Post: 216
  • Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
Prima di tutto segnalo un altro testo fatto molto bene sulla sicurezza e di cui mei ero dimenticato: "Il kayak in sicurezza - Nozioni teorico pratiche" della FICK, editore "Società stampa sportiva" del 1993 ... non riporta di incidenti, ma a livello teorico è ben strutturato.  ;)

Poi ... non parlerei di totale indifferenza, ma di "TOTALE DIFFERENZA": il problema vero è che, sia in passato che attualmente, in molti si sono avvicinati o si avvicinano alla canoa in modo destrutturato (no corsi, no club, no letture mirate, ... insomma turisti fai da te? no Alpitour? Ahiahiahi ....).  ;)

Lungi da me fare la predica a qualcuno (anche perché sotto alcuni aspetti io stesso cadrei in fallo), ma quanto sopra pur non determinando indifferenza è sicuramente uno dei fattori che invece porta sicuramente a differenziare l'approccio alla sicurezza da parte dei singoli .

Farei però altresì notare che questo non significa necessariamente "MALE" (anzi in alcuni casi il provare qualcosa sulla propria pelle porta a indubbie riflessioni e ad un successivo approccio più furbo al problema ...), ma implica probabilmente carenze in merito alla conoscenza di alcuni elementi di base sia dal punto di vista della prevenzione che della risposta a determinati eventi.

Se poi ci aggiungiamo "l'abitudine" a svolgere una determinata attività in alcune condizioni (per es. l'abitudine a specifici percorsi per grado di difficoltà, tipologia e/o conoscenza diretta) allora, a volte, il livello della sicurezza preventiva può diminuire ulteriormente ... ma questo succede in tutti gli sport che presentino una certa dose di rischio (succede nel kayak, nello sci, nell'alpinismo, nel paracadutismo, ecc.). Sono infatti ovviamente noti/e:
- la leggerezza con cui si affrontano attività "ripetitive",
- il momento di distrazione perché non si è sotto stress
- la sottovalutazione di alcuni aspetti con possibili ripercussioni in termini di sicurezza.
- ...

Riprendo un esempio banale, visto che Maurizio ne ha fatti diversi, per far capire che differenti scuole/istruttori/naviganti occasionali e non portano/possono dare diversi input su un unico aspetto ... prendiamo la corda da lancio:
- Quanti si sono mai fatti il problema che la corda non deve avere un asola abbastanza larga da farci passare "agevolmente un braccio", in modo da evitare che a qualcuno (per es. stanco per un lungo bagno) venga in mente di agganciarsela  a livello ascella rischiando la lussazione?
- E a quanti è capitato di vedere casi di emergenza in cui il soccorritore, pur avendo già la corda in mano, per aprire il sacco della corda da lancio e trovarne il capo, fa passare  un bel minuto pieno ... per poi magari lanciare il tutto e vedere partire, al posto di una corda da 15/20 metri un groppone di nodi lungo 2 che si deposita ai suoi piedi (il tutto perchè da mesi quella corda non si usava e l'ultima volta era stata mal riposta?  ;) 
- Quanti hanno mai pensato che un cordino da 10/15 m. in vita, anche se spesso indispensabile, non è la panacea di tutti i mali e che un'altra corda in canoa sarà comunque necessaria per recuperare del materiale in corrente che provocherebbe un carico in trazione a cui "il cordino" non reggerebbe?
- quanti sanno che la corda, una volta afferrata dal pericolante, andrebbe da questo posta sulla spalla opposta a quella della riva verso la quale si viene tirati per favorire il movimento a pendolo? (vi assicuro che fino a qualche anno fa questo aspetto in alcuni casi "fondamentale" non veniva quasi mai trasmesso ai neofiti e che ancora adesso spesso capita di vedere corde tenute nei modi più assurdi)
- ...

Insomma la differenza nasce dall'ambiente frequentato e dalle situazioni vissute ... l'indifferenza invece scompare abbastanza in fretta in quanto al crescere delle difficoltà ( o per es. con il primo bagno di un certo rispetto  ;D) emergono la curiosità e soprattutto l'istinto di sopravvivenza  ;D

Comunque negli ultimi anni, vuoi per business, vuoi per consapevolezza, qualcosa sta cambiando e la sicurezza sta diventando un pò più un argomento di tutti i giorni ;)  ... e ciò è bene.

IL FORUM COME "ARCHIVIO" DEI CASI DI INCIDENTE? Beh ... in parte lo è già: nel corso degli anni ci sono state infatti diverse (anche se per fortuna poche percentulamente) segnalazioni di incidenti al suo interno, ma alcune si sono perse nelle migliaia di messaggi presenti, altre sono state discusse e ridicusse fino allo sfinimento (in questi casi meglio troppo e che niente, anche se ai fini da te indicati le informazioni essenziali poi dovrebbero essere sintetizzate ;), altre ancora sono state riportate solo link a siti stranieri, ecc. ... certo, forse potrebbe valere la pena di raccoglierle e di cominciare ad inserirle sotto una voce apposita, ma la cosa, anche se non impossibile, non credo sia al momento così agevole ;).
Però puoi fare delle ricerche sul sito con parole come "incident", "mort", ecc. e vedrai che ne vengono fuori un pò  ;)

Ciao a tutti

Giorgio (JC)

ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


su questo forum ( sito) non si riesce a raccogliere queste informazioni?
[...]




Davide Sandini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 210
ma come mai c'è questa totale indifferenza su questo argomento?


Non voglio creare polemiche, non ci vedo pero' tutta questa indifferenza. Maurizio giustamente critica i problemi che vede, ma io sinceramente vedo anche tanti gruppi omgenei che si fanno sicura a vicenda, gente con la corda spesso e volentieri. Ci saranno anche gli incoscienti, ma se posso parlare per il mio gruppo, abbiamo imparato da persone in gamba e preparate sulla sicurezza, ed abbiamo continuato cosi'. Sarà il primo corso e lo svezzamento da parte di Andrea Giusto, gli anni a fare assistenza alle gare di canoa dove fai 10 tuffi imbragato in un giorno, le discese con Renzo Monelli , la collaborazione con Mauro Maccabelli , ma da noi si è sempre sceso in sicurezza e con il sorriso sulle labbra e la corda in canoa.

Sposo anche quello che dice JC nel messaggio dopo.
Una bellissima cosa sarebbe il "conferimento"  di una corda a chi supera i corsi base e di prima sicurezza, e non rompergli le scatole che se la prenda. Cosi' la si dà già senza le maniglie, e non se ne discute piu'. Una nostra amica era pazza di gioia quando gliela abbiamo regalata.

Se con il tuo gruppo non fate e parlate (anche)di questo, cambia gruppo almeno per un po', magari anche con il nostro.

ciao
Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"