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Deriva, timone o niente? (da un articolo sulla rivista "Paddling magazine")

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Vittorio Pongolini

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Deriva, timone o... niente per il tuo Kayak da Mare? (da un articolo sulla rivista "Paddling magazine")
Di Alex Matthews
Cos'e' meglio, deriva, timone o niente? E' un popolare dibattito a terra all'interno della comunita' del kayak e queste opzioni sull'attrezzatura sono spesso fonte di confusione per gli acquirenti alle prime armi.
Facendo alla vecchia maniera
Sia le derive che i timoni sono ausili meccanici che consentono di modificare al volo le prestazioni di un kayak, poiche' un kayaker reagisce e si adatta alle condizioni. Senza deriva (skeg) o timone (rudder), le prestazioni di un kayak dipendono esclusivamente dalla forma dello scafo. Il kayaker puo' solo modificare la tendenza dello scafo a vagare o mantenere una linea bordando e facendo appoggi e pagaiate per controllare la rotta della barca. Sebbene questo sia un modo molto attivo di pagaiare, non c'e' nessun aiuto meccanico alle virate e potrebbe andare storto, ma c'e' un evidente fascino purista nel fare tutto solo con il tuo corpo e la pagaia.
Lo svantaggio e' che pagaiare senza deriva o timone puo' essere molto piu' impegnativo, specialmente su lunghe distanze e con vento e onde. Spazzare all'infinito su un lato o cercare di tenere un kayak nella giusta direzione per lunghe distanze puo' essere punitivo per il corpo e complessivamente inefficiente.
Quindi qual e' la differenza tra timone e deriva?
Una deriva e' una lama retrattile che esce da una fessura nella poppa del kayak. La lama della deriva non puo' ruotare da un lato all'altro, ma e' regolabile su e giu'. In genere e' controllato da un cavo e da un dispositivo di scorrimento. Le derive funzionano consentendo al canoista di regolare con precisione la quantita' di superficie che la lama caduta presenta nell'acqua. Abbassando o alzando la lama, un kayaker puo' bilanciare le forze del vento o della corrente sulla sua barca, consentendo al kayak di mantenere piu' facilmente la rotta.
Al contrario, un timone ha una pala che ruota da un lato all'altro, controllata da pedali collegati al timone tramite cavi o linea. La maggior parte dei timoni per kayak da mare puo' essere sollevata fuori dall'acqua tramite le linee di sollevamento e abbassamento.
Il vantaggio di un timone e' che consente a un canoista di governare efficacemente la barca coi piedi, senza la necessita' di interrompere o modificare la corsa in avanti. Cio' significa che tutta l'energia puo' essere riversata per far avanzare il kayak. Il risultato e' un sistema che massimizza il potenziale di velocita' e distanza di un kayaker. Per questo motivo, la stragrande maggioranza dei progetti da competizione prevede i timoni.
Quale e' piu' affidabile?
Molti kayaker sosterranno che le derive sono piu' affidabili dei timoni, ma non ho trovato che questo sia vero. Le derive o i timoni possono entrambi subire problemi meccanici ed entrambi trarre vantaggio dalla manutenzione e cura di routine.
Le derive possono essere soggetti a inceppamenti perche' e' facile che un sassolino si incastri tra la lama della deriva e la scatola durante l'imbarco da una spiaggia. Tuttavia, un po' di educazione ed esperienza con il dispositivo di scorrimento rende questo problema minore. E talvolta viene messa una cimetta flottante che, se tirata in giu' stando in acqua da un compagno di escursione, consente di sbloccarle (n.d.t.).  Tieni presente che la "scatola della deriva" occupa uno spazio supplementare di imballaggio nel gavone di poppa.
Si noti che alcuni kayak sono progettati per essere pagaiati sempre con il timone abbassato. Sebbene questo approccio possa produrre grandi risultati, significa che se il timone si guasta, lo scafo potrebbe non essere molto neutrale o facile da controllare senza il timone.
Deriva o timone: l'ultima parola
Per la maggior parte di noi, il kayaking marino non e' un'attivita' competitiva. Quindi prova i timoni. Prova le derive. Non provare niente. Prendi la decisione in base all'esperienza personale, piuttosto che ascoltando i dibattiti che ascolti al momento dell'imbarco in acqua.
Ultima modifica: Dicembre 07, 2022, 11:29:57 am da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

MarcoAlberti

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... Spazzare all'infinito su un lato o cercare di tenere un kayak nella giusta direzione per lunghe distanze puo' essere punitivo per il corpo e complessivamente inefficiente....
Articolo interessante Toio, avrei dovuto leggerlo 30 anni fa, quando ho preso il primo K marino : mi sarei risparmiato fatiche improbe cercando di contrastare la -decisa- tendenza orziera di un K carico. Ma la mentalit? fluviale... sembrava una vergogna mettere un timone !  Poi, proprio la prima volta che ho avuto il timone sul mio attuale Marlin ho dovuto attraversare -in solitaria e d'inverno-  dall'isola Comacina a Bellagio, sotto una Breva brutta, ma brutta brutta brutta : Non so come avrei fatto senza !

Guido Brasletti

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Deriva, timone o... niente per il tuo Kayak da Mare?

Ah, uno di quei dibattiti senza fine o vincitori :)
Porto la mia modesta esperienza:

Skeg/deriva mobile
Ce l?ho sull?attuale kayak (preso usato) e tutto sommato mi ci trovo bene: oltre a farlo andar dritto senza dover fare estrema attenzione alla simmetria della pagaiata (la mia chiglia e abbastanza rockerata) aiuta  in caso di vento di traverso.
E aiuta, quasi forza, anche a imparare a inclinare il kayak di lato per correggere la rotta. Che a mio avviso e cosa utile da saper fare, in ogni caso.

Timone
Comodo, comodo, comodo
Soprattutto, per i miei gusti, quello stile competizione col bastoncino centrale da spostare a dx/sx coi piedi (trovo meno efficaci ed intuitivi i comandi sulle pedaliere, tipo prijon - ma siamo ancor piu nel campo della pura preferenza personale).
Ha quasi tutti i vantaggi dello skeg, in piu permette di cambiare direzione mantenendo la fluidita del movimento nella della pagaiata (non serve neppure inclinare il kayak, zero fatica).
Un po fastidioso il cordame dei comandi, ma nel complesso poca cosa.

Insomma, potessi scegliere, senz?altro timone.

MarcoAlberti

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Timone...  Ha quasi tutti i vantaggi dello skeg, in piu permette di cambiare direzione mantenendo la fluidita del movimento nella della pagaiata (non serve neppure inclinare il kayak, zero fatica)...

Aggiungerei che senz'altro occorre saper inclinare il kayak - di fatto il timone lo calo solo se c'e' vento traverso o vento e onda  da poppa profonda, altrimenti lo dirigo cosi' - ma il timone mi serve se devo cambiare decisamente direzione sotto un vento teso e con mare formato. In questo caso inclinare il kayak...be' preferisco di no !

nolby

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  • MARCO
Secondo me il problema e' che si tende ad affrontare la questione con un punto di vista per partito preso e si porta avanti la propria posizione senza discutere del fatto che attaccato al timone o allo skeg c'e' un kayak. o meglio, ce ne possono essere moltissimi e molto diversi l?uno con l?altro.
I pi? incalliti nella loro posizione sono quelli del senza niente. Come dice Marco alcuni si sentirebbero forse meno bravi; o forse vogliono solo ostentare la loro capacit? nel portare avanti una navigazione tenendo una continua correzione. Bh?... contenti loro...

A mio avviso ci sono alcuni kayak che per il loro design e le loro caratteristiche vogliono il timone, altri lo skeg ed altri ancora probabilmente stanno bene senza niente.
E non ? un caso che molti costruttori tra quelli che possiamo considerare pi? seri ed attenti alla progettazione non lascino questa scelta al cliente ma ti vendano il kayak con le dotazioni che loro ritengono corrette.

Ad esempio il Tiderace Pace 17 ? molto sensibile anche alle pi? piccole asimmetrie nella pagaiata ed, essendo un kayak da viaggio quando scarico risente parecchio del vento.
Non c?? modo di ordinarlo senza timone, la Tiderace lo considera una dotazione essenziale su tutti i loro modelli della linea Pace.
Oltretutto in un kayak progettato per i lunghi viaggi ? sensato il pensare che si vogliano risparmiare energie preziose necessarie ad effettuare continue correzioni.
I Prijon che hai citato tu (ho il Touryak, ma mi sembra che la filosofia che sta alla base del progetto dei vari modelli sia comune a tutto il marchio) arrivano tutti con la predisposizione per il timone ed anche qui secondo me ? la scelta corretta ma per motivi diversi rispetto al Pace. Anche loro sono tendenzialmente voluminosi per cui sensibili al vento ma non sono per nulla reattivi e rispondono in ritardo alle inclinazioni dello scafo per cui bisogna conoscere bene il proprio kayak per sapere quanto anticipare l?inclinazione sia in entrata che in uscita. Il timone risolve questo problema facendo girare il kayak con immediatezza e precisione. Oltretutto per correggere un vento al traverso bisognerebbe pagaiare con il kayak costantemente inclinato ed ai miei Prijon non piace proprio per niente stare inclinati, sembra che ci sia un elastico sotto lo scafo che tende a riportare il kayak orizzontale . Secondo me Prijon dovrebbe far pagare i kayak 150? in pi? e metterlo d?ufficio il timone.

Altri kayak, penso a quelli dalla forma a cui ci hanno abituato gli inglesi, giovano parecchio dello skeg. Hanno un buon rocker e sono tendenzialmente orzieri, dosando la pinna si riesce ad equilibrare questa tendenza. E? il caso del mio Xceed. Forse un timone sarebbe altrettanto efficace ma andrebbe a snaturare la forma della coda di questi kayak (CS Canoe ad esempio propone una variante del Nordkapp con la coda troncata per installare un timone). Vista la natura ?giocosa? di questi kayak il timone sarebbe forse un?appendice esposta e troppo delicata quando si va a fare zig zag tra gli scogli.
Anche qui secondo me non ? un caso il fatto che i costruttori inglesi non considerino quasi mai lo skeg un accessorio a richiesta ma venga installato d?ufficio.

 
 Non ho esperienza di quei kayak di cui i proprietari dicono di sentirsi come ?su un binario? ma immagino che su quelli timone e skeg siano semplicemente superflui.  Troppo poco voluminosi per prendere vento e con una linea di chiglia pronunciata a senza rocker.
Ho pagaiato un po sul 526 di Sea Kayak Design anche con vento forte e non ho sentito il bisogno di avere lo skeg (che non avevo ma che se non sbaglio il costruttore propone come accessorio).

Per cui il mio punto di vista su questa questione ? che non bisogna avere un giudizio a priori ma bisogna vedere di volta in volta quali sono le caratteristiche del kayak di cui si sta parlano.

PS: Vittorio, ad esempio, tu che hai il Nordkapp di CS Canoe come mai hai optato per la versione tradizionale non non per quella modificata con timone?
Ultima modifica: Dicembre 22, 2022, 05:04:44 pm da nolby

Vittorio Pongolini

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Ciao Nolby. Perche' il mio Nordkapp ha un signor "piede di poppa" e perche' avevo un kayak con la deriva a baionetta che si ingrugnava spesso ed allora ho scelto ..."niente". Se mai dovessi scegliere per un KdM singolo tra una  deriva e timone per una nuova barca sceglierei comunque il timone.
Il mio kayak e' "la madre di tutti i kayak" che usano tutti i lettori. Nacque cosi' nella spedizione inglese del 1975 a Nordkapp che raggiunse appunto Capo Nord in Norvegia costeggiandola tutta, e questo, quando lo acquistai nel 2004, mi parve una bella garanzia di mantenimento di rotta. Finora non ho avuto particolari problemi e persevero con la stessa barca ormai da un sacco di anni, quasi diciotto. Uso, insomma, da anni lo stesso kayak senza problemi tanto quanto egli mantiene la rotta senza mettermi in difficolta': questa e' la mia considerazione con cui spesso mi confronto quando lo uso.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marittimo

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Non ho esperienza di quei kayak di cui i proprietari dicono di sentirsi come "su un binario" ma immagino che su quelli timone e skeg siano semplicemente superflui.  Troppo poco voluminosi per prendere vento e con una linea di chiglia pronunciata a senza rocker.


Hai provato un surfki, possibilmente serio anche se non estremo? Cioe' il contrario dei modelli che descrivi.

nolby

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  • MARCO
Solo surfski non estremi e non nelle sue condizioni di progettazione (ovvero in acqua piatta e senza vento). Mai fatto downwind.
Comunque li il timone credo sia per altri motivi: fondo tondo - molto stretto - poca primaria cose che, unite all'architettura aperta renderebbero davvero davvero difficoltoso impostare una virata importante con l'inclinazione del bacino.

Comunque l'articolo - visto l'autore- credo che parlasse di kayak da mare dove la stabilit? primaria non ? mai un problema neanche in acque agitate. Quelli "da binario" a cui mi riferivo io sono molto chigliati da poppa a prua, zero rocker e dal volume non elevato. Mi viene in mente il famoso Baidarka P&H ancora prodotto su licenza da CS, il Baidarka SKD e derivati ma anche altri come alcuni k marini italiani di progettazione vecchiotta che spesso avevano la sezione centrale tendente al piatto o arco largo ma una pronunciatissima chiglia in coda che quasi ? come avessero una lama di timone fissa. In quel caso magari si sta bene senza nulla perch? poco sensibili al vento e tendenzialmente son kayak da viaggio per cui chi li sceglie apprezza pi? la crociera in acque aperte che la manovra in spazi ristretti.

Tra l'altro visto che hai tirato in ballo i surfski anche li non credo sia un caso il fatto che i kayak da mare che pi? si avvicinano alle forme del surfski abbiano tutti il timone come dotazione standard (Epic, Taran.

marittimo

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  • pagaiar m'e' dolce in questo mare

Tra l'altro visto che hai tirato in ballo i surfski anche li non credo sia un caso il fatto che i kayak da mare che pi? si avvicinano alle forme del surfski abbiano tutti il timone come dotazione standard (Epic, Taran.


Infatti non e' un caso perche' le carene dei surfski non sono pensate per andare dritte da sole e/o con i movimenti del kayakers (a questo ci pensa il timone ed eventualmente anche la pagaia) ma per tenere il mare, cavalcare le grandi onde oceaniche e macinare miglia a grande velocita' (nel caso anche con acqua piatta e controvento).

Appena il mio serfski autocostruito era sufficientemente pronto per andare in acqua, l'ho voluto subito provare, anche senza timoneria (che stavo costruendo), perche' ero curioso di vedere la differenza rispetto al mio precedente kayak con le forme tipicamente Inuit (v. https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5475.45.html ).

Purtroppo senza timone era quasi impossibile (per me) farlo andare dritto e la rotta procedeva a serpentina con la prua che si spostava vistosamente a destra e sinistra ad ogni pagaiata e la poppa che probabilmente scodinzolava come un cagnolino (non la vedevo ma potevo immaginarla). L'uscita dopo, con il timone, e' stata tutta altra cosa e la sensazione era proprio quella di "stare su un binario" anche con 20 nodi di vento al traverso che ho trovato a volte nelle uscite successive (idem con onda significativa). Questa notevole stabilita' di rotta credo dipenda anche dal peso elevato (circa 30 kg) del mio surfski che risulta difficile da spostare (specie quando e' in abbrivio) anche da parte di onde piuttosto grosse e ripide (circa 1 m).