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Nostalgia

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Lorenzo Molinari

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A metà degli anni '70 spesso andavo in canoa per fiumi con l'amico Carlo Testa, per me come un fratello maggiore. Capitava già ai primi di marzo, se un pallido sole iniziava a sciogliere la neve di bassa quota. Caricavamo i nostri kayak in vetroresina su una 127 presa in prestito e via a cercar le prime acque. Guidava lui, io ero ancora spatentato. Allo sbarco, le nostre maglie di lana infeltrita fumavano di vapore, ovviamente non possedevamo alcuna muta ma per proteggerci dalle valangate d’acqua, almeno io, solo la classica Kway. Bivaccavamo lungo le rive e la mattina era dura alzarsi con l'idea di tornare a bagnarsi nelle gelide acque. Era arduo anche fare colazione, non avendo un fornello e con l'acqua delle borracce completamente ghiacciata per il freddo notturno. Dopo le prime volte mi feci furbo e iniziai a dormire con la borraccia nel sacco a pelo.
Mi chiedo ancora chi me lo facesse fare e credo solo per spirito di evasione, per senso di libertà. Quello stesso senso che prese il mio amico e lo portò a "naufragare" solo e smarrito, con due lire in tasca, dall'altra parte dell'oceano a "cercar fortuna", a inseguire un'illusione di felicità, un sogno nuovo, un bisogno di concretezza, più facile da realizzare nel Nuovo Mondo, e così fu, conquistandosi una cattedra di Italianistica e Culture comparate all'Università di Vancouver, dove tutt'ora insegna.

Mi trovai spiazzato. Le pagaiate insieme s’interruppero bruscamente, ma non la nostra amicizia, sempre viva, nonostante l’immensa distanza, nonostante non sia mai andato a trovarlo in tanti decenni. Il suo pensiero, come spesso accade a chi prende e va, rimase sempre rivolto alla sua terra, alla sua Lombardia, ... la nostra terra, così vicina e oggi così lontana nel chiuso delle nostre case.

Dal fondo dei suoi ricordi ha estratto questa poesia, un omaggio a tutti noi, scritta in Texas nel lontano 1983.
(Per leggere la poesia, cliccate sul titolo della chat; la troverete in allegato al mio post)
Ultima modifica: Aprile 25, 2020, 11:41:37 pm da Lorenzo Molinari

Maurizio (Tric)

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Bellissimi ricordi, esperienze simili che molti di noi abbiamo vissuto sui nostri fiumi  ....  Favolosa anche la poesia.

Lorenzo Molinari

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Dopo la poesia dell'amico canoista Carlo Testa, oggi vi propongo un'altra poesia fresca fresca d'inchiostro, sul tema più caro a noi: l'acqua, che ci è offerta dall'amico Lorenzo Mullon, artista e poeta di strada, tra i poeti più in luce nel panorama letterario contemporaneo italiano.

Non vi presento Lorenzo, perché se iniziassi non finirei più e, al termine, mi renderei conto di non aver detto nulla di lui.
Vi dirò, invece, che siamo nati lo stesso giorno dell’anno, abbiamo lo stesso nome, ci assomigliamo come fratelli e, pur vivendo in città assai lontane, da bambini condividevamo il nostro migliore amico, ma nessuno dei due sapeva dell'altro e non fu neppure l’amico in comune a farci conoscere. Scoprimmo di questo reciproco e inaspettato legame assai dopo il nostro incontro. Fu, infatti, solo  la sintonia d'intenti a farci conoscere, come per caso. Sintonia che ci portò anche a compiere analoghe e radicali scelte di vita, e questa singolarità non ha potuto che riflettersi in una salda amicizia, nata da adulti ma cresciuta su radici lontane.


termina

con la pioggia scendono le profondità del cielo
termina la siccità
riappare il torrente che sposta massi e montagne con l'agilità dell'onda
per un istante ogni cosa ritorna una con se stessa
e con il tutto
fluendo nel mare dell'esistenza

Lorenzo Mullon

Lorenzo Molinari

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Un’altra bellissima poesia, che narra di acqua, si aggiunge a quelle di Carlo Testa e di Lorenzo Mullon.

Questa volta a farci sognare è Massimo Rampini, amico di Guastalla, ex azzurro in K1 sprint.
Massimo ci offre una poesia dedicata alle acque del fiume Po, da lui solcate in ogni stagione e per infiniti chilometri, un tempo durante faticosi allenamenti, poi per il solo piacere di scivolare lungo il fiume e da qualche anno anche per introdurre alla canoa ragazzi diversamente abili.

Vi avevo anche presentato il suo libro del 2019: "Il sogno azzurro. Memorie liquide in un... eterno presente", i cui proventi sono devoluti all'acquisto di attrezzature canoistiche per il suo progetto con i ragazzi diversamente abili.


Nebbia

Una fitta nebbia
a fatica lascia vedere il viale
ma verso la golena diventa suggestiva per il silenzio che regala
scricchiolii destano meraviglia e il paesaggio familiare
armonizza il tempo che annulla la fretta di capirli
il freddo anestetizza gli odori ma non evita
di sublimare gli scorci visibili che non riesco a trascurare
il Po scorre con lo stesso colore e qualche ombra stimola
la fantasia per capire cosa nasconda
tutto è al suo posto difeso da una nebbia che ricama ogni cosa.

Massimo Rampini – maggio 2020
Ultima modifica: Maggio 16, 2020, 09:31:46 pm da Lorenzo Molinari