Autore Topic: ...il casco in mare  (Letto 998 volte)

Aprile 21, 2017, 09:03:35 am
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nolby

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    MARCO
Ciao a tutti...

domanda semplice semplice... quando siete in mare a pagaiare tra gli scogli e nelle grotte usate il casco?

Che tipo di casco?

Aprile 21, 2017, 12:41:45 pm
Risposta #1

manucosta

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    Forza e potenza sono rese vane dall'armonia !
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Ciao, noi a Rimini, anche se abbiamo pochi scogli, usiamo sempre il casco da fiume, anche perchè se esci con burrasca può succedere di tutto e anche di urtare un compagno ! E poi si tratta anche di 'esempio', se gli 'esperti' lo usano, ti seguono anche i neofiti, cosi anche per il giubbotto salvagente. Stessa cosa in lago anche se in teoria se ne potrebbe fare a meno. Noi usiamo sempre anche il parspruzzi ! Molti in mare non lo usano ma basta poco per accumulare acqua dentro il kayak !

ciao

Emanuele
Manu Costa - Istruttore FICK
Ci vediamo sull'onda, sempre e comunque!

Aprile 21, 2017, 01:45:34 pm
Risposta #2

marco iezzi

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Visto che si parla di sicurezza,con una burrasca in corso non bisogna  proprio uscire

saluti

Aprile 21, 2017, 07:49:05 pm
Risposta #3

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
If you know english language, look at this:

http://tsunamirangers.com/tsunami-rangers/

Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

We can't afford to squander more of our rivers with dirty dams when real clean energy solutions exist. But... we have to be realistic with our actual energy consumptions!

Aprile 23, 2017, 02:23:28 pm
Risposta #4

Lorenzo Molinari

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Pagaio in mare tra scogli ed esploro grotte solo con mare calmo senza casco.
Uso il casco da fiume con mare formato per divertirmi a riva sulle onde.

Aprile 23, 2017, 08:52:10 pm
Risposta #5

marco ferrario (eko)

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Vittorio, chiamare Rangers un gruppo di pagaiatori marini come fosse un reggimento militare o un corpo di polizia speciale, lo trovo fuori luogo.
Leggo sul loro sito che questi Rangers si dividono in ranghi, dal più basso al più alto: marinaio apprendista, uomo di mare, Tsunami Ranger di prima classe, insegnante, tenente JG, tenente comandante, comandante, capitano ecc ecc., proprio triste per un gruppo di kayakers.
Traspare un cameratesco militarismo che male si associa all'amore per la libertá che provo quando navigo in kayak.
Associare poi Rangers a Tsumani, manco fossero "Teste di Cuoio" pronte a bliz d'attacco.  ;D
I Tsunami Rangers, evidentemente sono gente da casco, le foto che postano lo confermano e i loro caschetti mi ricordano pagine di storia non certo eclatanti e goliardate di dubbio gusto.
Il tutto è soggettivo, se si diverono così facciano pure.
« Ultima modifica: Aprile 23, 2017, 11:18:35 pm da marco ferrario (eko) »

Aprile 24, 2017, 11:25:19 am
Risposta #6

nolby

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    MARCO
Sono stato al mare solo 2 volte (3 se consideriamo qualche tratto nel delta del Po)...tutte e due le volte il mare era calmo (nulla a che vedere con le imprese degli extreme sea kayak rangers).... tutte e due le volte mi sono "scontrato" mentre mi divertivo a passare in stretti passaggi tra gli scogli.
La prima volta col casco ad un corso...la seconda senza.

Indossarlo sempre a priori mi pare esagerato... Ma quando si passa attraverso punti dove ci sono rocce che vengono coperte e scoperte ad ogni ondata può essere utile.

Che tipo di cassco? quali sono le caratteristiche di un casco per sport acquatici? (io ho solo il classico caschetto tipo camp/kong che si usa in montagna...ma non mi sembra tanto diverso rispetto a quello che mi avevano dato per il corso)




Aprile 24, 2017, 05:17:10 pm
Risposta #7

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Che facciano un po' come credono gli Tsunami Rangers. Se si divertono di più appellandosi vicendevolmente con gradi mutuati dalla marina militare statunitense la cosa non mi turba. D'altro canto non si discostano molto da tutti i nostri titoli di Istruttore, Guida, Maestro, Accompagnatore , Allenatore e via di seguito ed ognuno a più livelli. Poi, non paghi delle nostre titolarità, siamo andati a mutuare titoli canoistici anche dall'estero per avere più specificità (?!?), ma per che cosa e per quale precipua necessità proprio non si capisce. Non è inusuale che si scopra che in qualche uscita di KdM ci sono più titolati che pagaiatori normali! Quello di cui si ha bisogno, a tutti i livelli, è di pagaiare insieme per trasferire le conoscenze dei più abili ai meno abili in modo naturale e spontaneo e solo dopo un bel po' andare nello specifico.
Io li apprezzo invece gli Tsunami Rangers, soprattutto perché hanno letteralmente inventato un modo nuovo di usare la pagaia, a metà strada tra il KdM e la canoa fluviale estrema, con tutti gli annessi e connessi dell'una e dell'altra specialità, casco in primis.
Il compianto co-fondatore degli Tsunami Rangers, Mr.  Eric Soares (http://tsunamirangers.com/2012/02/15/eric-soares-obituary-1953-2012/, nella foto con i due incisivi evidentemente artificiali, come conseguenza di qualche collisione con rocce oceaniche e non azzeccati nella tinta dall'odontotecnico di turno),  prematuramente scomparso alcuni anni fa, ha poi battezzato con  un nome davvero magnifico il gruppo da lui formato.
Io, per concludere, mi identifico sempre in quello che mi sembra il più bel motto mai coniato nel mondo dello sport della canoa, inventato dal "Brianza Tour", almeno una dozzina di anni fa e che dice che "il canoista più bravo ...è quello che si diverte di più!".
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Aprile 24, 2017, 10:24:37 pm
Risposta #8

marco ferrario (eko)

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Si, "il canoista più bravo è quello che si diverte di più!" :D , mi identifico anch'io col motto dei Brianza Tour, mentre non condivido lo slogan degli Tsumani Rangers ritenendolo esagerato, ma forse è solo un gioco (foto 1)... a proposito, a volte anche gli Tsumani Rangers pagaiano senza casco. :D :D


Nella foto 2 allego i miei caschetti usati solo su fiumi movimentati, mai usato il casco al mare e al lago.


Per quanto concerne la moda di esibire titoli canoistici, vista la seriosità,
;) mi viene un malizioso sorriso e immaginando i miseri fini, proseguo a pagaiare con kayakers più modesti, a volte anche più competenti, che non esibiscono ampollosi diplomi e lauree. :)
« Ultima modifica: Aprile 24, 2017, 10:35:59 pm da marco ferrario (eko) »

Aprile 25, 2017, 10:36:47 am
Risposta #9

fredgil

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Attenti ai pesci volanti !
Fred

Aprile 26, 2017, 06:50:03 am
Risposta #10

marittimo

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    ...
Non sono un esperto di kajak, ma credo che, per il casco, valga la regola che vale per le altre dotazioni di sicurezza in mare, cioè lo si utilizza quando il tipo di navigazione lo consiglia.

Io non lo indosserei certamente per una breve pagaiata a 200 mt da una spiaggia senza scogli, durante una bella giornata di sole, con poco vento e mare calmo. Indosserei solo il mio cappello largo tipo australiano.
Neanche mi porterei appresso bussola, razzi, pagaia di scorta, torcia, sacca di sopravvivenza, VHF, sacca da lancio, paddle float, pompa di sentina, ecc.

Quanto agli Tsunami Rangers, credo che non siano l’unico gruppo cui piace vivere lo sport dandosi un’organizzazione di tipo militare e come se dovessero sempre affrontare una missione speciale dei Navy Seals.

Abbiamo qualche esempio anche in Italia.

Quando feci il corso ARA (immersioni con la bombola), i nostri istruttori ci nominavano spesso gli incursori subacquei che si fecero onore nella Regia Marina e che oggi si chiamano Gruppo Operativo Incursori Comsubin.
Ovviamente non ci addestravano ad affondare le navi nemiche con i Siluri a Lenta Corsa (cd. maiali), però gli piaceva farci sentire un po’ tali.

Lo stesso clima si respira nei corsi di paracadutismo, come se poi dovessimo tutti arruolarci nella Folgore  ;)



Maggio 11, 2017, 08:11:08 pm
Risposta #11

nolby

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domanda aggiuntiva:

che differenze ci sono tra un caschetto da roccia e uno per sport acquatici?

Se vado sul sito KONG e seleziono i prodotti sportivi posso scegliere TORRENTISMO ma i caschi a cui rimanda sono sempre quelli per arrampicata/alpinismo (tra l'altro una delle proposte è il mio vecchio casco del lavoro).


Maggio 12, 2017, 07:54:09 am
Risposta #12

Lorenzo Molinari

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Un casco da canoa deve scaricare l'acqua; un casco da roccia/alpinismo meglio che ti ripari dall'acqua in caso di pioggia.
Un casco da canoa alle nostre latitudini meglio che isoli termicamente per quanto possibile, in moda da riparare dalle continue bordate di acqua gelida dei torrenti; un casco da roccia meglio che non ti faccia sudare; per quanto in entrambi i casi si debba avere la possibilità di indossare una cuffietta di neoprene in canoa o un cappellino in alpinismo, adattando il casco alla misura della testa con facilità.
Un casco da canoa deve fornirti uan buona protezione anche in caso di scontri frontali o laterali contro le rocce in caso di ribaltamento e bagno; un casco da roccia deve riparati sopratutto per cadute di pietre dall'alto.
Un casco da roccia deve aver la possibilità di attaccare con facilità e stabiltà una frontale; un casco da canoa no.
Un casco da roccia deve potersi attaccare facilmente a uno zaino (preferibilmente poco capiente) o a una imbracatura durante l'avvicinamento/ritorno; un casco da canoa si suppone che non si tolga mai durante la discesa e nel caso si può sempre riporre nella canoa.