Autore Topic: Ancora una terribile notizia  (Letto 7198 volte)

Gennaio 12, 2015, 01:06:15 pm
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marco ferrario (eko)

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Ieri sul lago di Mergozzo ha perso la vita il canoista Marco Bacher, 41 anni, di Villadossola.


Nelle prime ore del mattino sul Lago Maggiore e sull'adiacente Lago di Mergozzo spirava un vento di 2 o 3 nodi, poi, improvvisamente, è arrivato il favonio e in due minuti si è scatenata una burrasca con vento medio di Forza 6 scala Beaufort e raffiche di forza 9, così si è protratto sino oltre al tramonto.

Gennaio 12, 2015, 04:58:22 pm
Risposta #1

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Che dispiacere! Un collega di pagaia mancato così tremendamente! Se si ha l'esperienza necessaria bisogna sapere che  sui laghi le onde non montano alte come in mare. Sono molto più fitte e basse ma non è possibile ripararsi dietro le stesse  come nell'acqua salata - nell'incavo dell'onda marina è anche relativamente possibile ridirezionare il KdM nel tempo in cui si è nascosti dalle folate di vento -, ed il vento è una lama continua che intraversa il KdM e che rende impossibile il mantenimento della rotta, soprattutto se si è senza timoneria. Inevitabile l’arretramento di traverso e il mantenimento dell’equilibrio del KdM con la pagaia in appoggio verso la direzione del vento che impedisce la pagaiata (anche se si può pagaiare con la pala a 45° con una resa in velocità però della metà).
Non c'è altro da fare che starsene buoni buoni a terra.

Un grande rimpianto per l'amico Marco Bacher.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gennaio 12, 2015, 09:41:43 pm
Risposta #2

michele varin

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    ...
Ciao a tutti,
ieri (domenica 11/1/2015) intorno alle 12,00 abbiamo avuto anche noi occasione di subire un'improvvisa e violenta tempesta sul Lago Maggiore. Noi eravamo all'altezza di Porto Valtravaglia.
Il primo segnale sono state alcune onde arrivate improvvisamente, ancora in mancanza di vento, su un lago abbastanza calmo. Marcate ma ancora non frangenti.
Nel giro di pochissimi minuti le onde erano alte (per il lago) e frangenti.
Rispetto al mare le onde erano molto vicine l'una all'altra, e rendevano difficile manovrare.
Il vento era a raffiche, alcune molto forti, con una certa difficoltà a tenere la pagaia. E' stato preannunciato da un leggero vento tiepido.
Siamo rientrati in una zona ridossata con un certo impegno.
Siamo sbarcati a Caldè intorno alle 14,30, in queste tre ore abbiamo notato almeno tre cambiamenti improvvisi della forza del vento; in una seconda occasione, intorno alle 14,00, era quasi impossibile procedere contro vento.
Io ho rischiato seriamente di essere rovesciato da una raffica.
Mi spiace molto per Marco.
Ciao
Michele Varin

Gennaio 13, 2015, 07:39:20 pm
Risposta #3

Vittorio Pongolini

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Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Gennaio 14, 2015, 10:57:34 am
Risposta #4

marco ferrario (eko)

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Sempre durante le ore di burrasca del drammatico 11 gennaio, sul Lago Maggiore altri natanti si sono trovati in difficoltà.

Sfida il vento sul Maggiore, salvato dai vigili del fuoco.
http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/sfida-il-vento-sul-lago-maggiore-salvato-dai-vigili-del-fuoco_1098905_11/

Pur essendo esperti di regate, la loro barca è affondata e sono stati tratti in salvo
http://www.youreporter.it/gallerie/Regata_sul_lago_Maggiore_-_Affonda_barca_con_5_occupanti/#1

Danni e barche affondate nel porto turistico di Verbania
http://www.ecorisveglio.it/gallerie.php?GALLERY=c970de72-a9b0-4c50-822d-26303484b4b4

.... e anche fuori dall'acqua i problemi non sono stati di poco conto.
http://www.verbaniamilleventi.org/forte-vento-danni-in-varie-localita/
http://www.ecorisveglio.it/gallerie.php?GALLERY=ac634799-b2e6-4855-bae5-ab82a0fad953

Guardate l'acqua del lago, domenica scorsa a Ronco, il lago sembra un veloce fiume in piena.
http://youtu.be/3k_aBc3gqLM

Gennaio 14, 2015, 11:12:00 pm
Risposta #5

francesca gastaldi

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Momenti tristi per chi è unito sotto la passione della pagaia. Non conoscevo Marco ma la sua la sento una perdita vicina. Vorrei prendere spunto perchè la sua eredità sia un tesoro per il popolo del mare che và in kayak. Ho visto che nella chat del fiume dopo queste sciagure si cerca di analizzare i fatti e di capire se si potevano evitare e come. Sarebbe utile sapere come era ad esempio equipaggiato ed accessoriato Marco, a che distanza era dalla costa, con che tipo di kayak navigava, se la meteo locale era stato in grado di prevedere un così intenso e violento peggioramento ecc... E' certo che la natura è sovrana e che noi siamo infinitamente piccoli rispetto a lei ma a volte attimi, considerazioni, persone e piccole cose fanno la differenza.

 :'(

Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

Gennaio 15, 2015, 11:35:04 am
Risposta #6

kozan

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Che terribile notizia,mi unisco al cordoglio di tutto il forum.
Vorrei approfittare di questo post per chiedere a voi tutti un parere sulla opportunità delle uscite in lago in inverno per chi come me non ha esperienza invernale.
Domenica prossima vorrei fare la mia prima pagaiata invernale, l’itinerario sarebbe da Bellagio all’isola Comacina sul lago di Como.
Le previsioni danno freddo ma cielo limpido,Winfinder prevede brezza a 3 nodi ed in tarda mattinata a scende 2 nodi.
Vorrei un vostro autorevole parere sull’opportunità di affrontare questa uscita con i presupposti che vi ho appena elencato.
Grazie a tutti.
"Le sua mani non possono colpire quello che i suoi occhi non possono vedere" Muhammad Ali

Gennaio 15, 2015, 05:13:57 pm
Risposta #7

Vittorio Pongolini

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Quello che sconcerta è che questa morte è capitata ad un giovane sportivo di 41 anni! Marco era impegnato in una traversata relativamente semplice perchè il Lago di Mergozzo è un lago di estensione piccolo-media. Fa parte di quel famoso tour chiamato "il giro del Monte Orfano" della bassissima Val D'Ossola che Guglielmo Granacci ha tante volte decantato come davvero bello e interessante perchè consente di girare in tondo, quindi con arrivo al punto di partenza, intorno al Monte Orfano, che si erge solitario dagli altri monti, passando per il Lago Maggiore, il Toce, gli affluenti del Lago di Mergozzo, il Lago di Mergozzo e il canale di uscita dello stesso. Per citare un po' di storia, fu la prima uscita, il primo giro in canoa col CCM di Vittorio Visconti con la sua klepper smontabile nel 1955 e da lì nacque l'idillio con il Canoa Club Milano, di cui fu presidente e finanziatore per oltre tre decadi.
Io, nella mia ignoranza di non medico, credo che l'ipotermia abbinata a qualche cardiopatia congenita abbia causato il decesso per infarto di Marco Bacher, canoista dal cognome tipicamente walser originario di Formazza, e questo riporta lo sport della canoa kayak su un livello di rischio molto più comune ad altri sport che non il rischio oggettivo delle difficoltà del fiume che si incontrano della canoa fluviale. Bisogna essere ben messi dal punto di vista fisico e strutturale e non bisogna sottovalutare il rischio oggettivo ambientale, soprattutto quello di trovarsi a mollo in mezzo ad un lago battuto dal vento in inverno, seppur con un salvagente da 100N che in caso di solitudine non serve a molto se non si sa risalire sul kayak! E se si sa fare l'eskimo si ha una garanzia di sopravvivenza direttamente proporzionale alla distanza a cui ci si trova dalla costa! Qui infatti rispondo in modo pacato a kozan: andare in kayak d'inverno è meraviglioso, sia perchè non hai molte alternative sui fiumi che sono più freddi e più secchi e sia perchè le fredde giornate invernali danno delle visioni panoramiche marine e lacustri profondissime, che non si trovano spesso in estate. Ma bisogna essere previdentissimi sulla meteorologia! Marco Ferrario non me ne vorrà se rivelo, a questo punto, che per questo stesso week end avevamo in programma di fare la "due giorni sul Verbano" con pernottamento in tenda su un'isola svizzera, con un gruppo stra-selezionato di kayaker esperti e resistenti alla distanza e alle condizioni meteorologiche avverse. Beh, Marco F. ha scoperto dalle previsioni del tempo che nella giornata di domenica si sarebbe alzato un fortissimo fohn da portare a burrasca lo specchio d'acqua del Verbano, soprattutto nell'alto lago. Egli ha lanciato l'allarme e tutti concordamente abbiamo rinviato la due giorni in data successiva. Ma si parlava di forza 6 con raffiche a forza 9! Ben diverse dal 3 calante al 2 che troveresti per domenica: il vento di domenica prossima  si definisce Brezza tesa (3) e Brezza leggera (2). Il forza sei è detto Vento fresco (strano, il 5 lo chiamano Vento teso che sembra più forte di fresco...) e il Forza nove a cui è arrivato a tratti si definisce Burrasca forte! Ergo, io non mi farei proprio problemi e staccherei il kayak da terra per domenica, magari considerando di costeggiare sottovento in funzione della direzione del vento, studiando il percorso a tavolino nel modo migliore.

Caro Marco Bacher, non ti conoscevo nemmeno io, ma mi spiace tantissimo che non pagai più con noi.

PS I kayaker d'acque ferme, marini e lacustri, sono una sorta di comunità/non comunità molto più numerosa e sparsa di quella dei colleghi fluviali. Siamo anche meno corporativistici dei fluviali: tendiamo a pagaiare più in solitaria e a raccoglierci ed a scambiarci le idee con meno importanza e con meno interesse specifico. L'appello di Francesca G. per conoscere con più certezza le cause dell'incidente e l'attrezzatura posseduta da Marco non dovrebbe rimanere vano!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Gennaio 15, 2015, 06:02:00 pm
Risposta #8

francesca gastaldi

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Ti dico quello che farei io. Anche se non conosco il lago dove hai intenzione di andare terrei bene a mente che:
- Le previsioni vengono aggiornate ogni 6 ore. Oggi siamo a giovedì e fino a domenica è capace che varieranno diverse volte. Perciò 1) prima di partire ascolta le l'ultimo bollettino. E anche se il bollettino è buono o discreto tieni sempre d'occhio il cielo. Il disegno delle nuvole anticipa sempre l'arrivo del brutto meteo. Sopratutto quando cambia d'improvviso è utilissimo campanello d'allarme.
- E' importante quando fà freddo indossare gli indumenti giusti. Non devi sudare troppo, perchè se ti fermi con il freddo il sudore si gela addosso, e non devi sentire freddo, perchè quando senti freddo stai già entrando in ipotermia. Perciò studia bene ciò che indossi. Tieni presente anche che cadere in acqua con le temperature attuali riduce di molto i tempi di raggiungimento dell'ipotermia perciò se non pensi di navigare vicino alla costa indossa indumenti stagni e trova il modo più congeniale che ti aiuti a risalire sulla barca il più velocemente possibile se non sai fare l'eskimo. Usa il gonnellino ed il salvagente. Tieni presente che il tuo corpo chiuso nel pozzetto della barca mantiene caldo l'ambiente. I punti del corpo che presentano maggiore dispersione di calore sono la testa e i piedi perciò cura particolarmente l'abbigliamento che ti potrebbe servire per coprirli ma non mettere cose strette perchè riducono la circolazione del sangue e prenderesti più freddo. Se hai dei calzari fai entrare dell'acqua dentro. All'inizio ti darà fastidio ma poi il corpo scalderà l'acqua e questa ti terrà caldo ai piedi.  Porta nei gavoni della tua barca un cambio caldo e asciutto, qualcosa di caldo da bere e sempre, dico sempre, un telo salvavita. E' un telo leggerissimo, di color argento e oro, che una volta che ti sei avvolto dentro mantiene il calore corporeo. Ci sono a lenzuolo o a sacco. Lo trovi anche da Decathlon e costa poco. Questo telo và portato sempre con te, anche in estate.
Perciò 2) prima di partire fai un'operazione di cambusa intelligente.



Francesca Gastaldi

Che terribile notizia,mi unisco al cordoglio di tutto il forum.
Vorrei approfittare di questo post per chiedere a voi tutti un parere sulla opportunità delle uscite in lago in inverno per chi come me non ha esperienza invernale.
Domenica prossima vorrei fare la mia prima pagaiata invernale, l’itinerario sarebbe da Bellagio all’isola Comacina sul lago di Como.
Le previsioni danno freddo ma cielo limpido,Winfinder prevede brezza a 3 nodi ed in tarda mattinata a scende 2 nodi.
Vorrei un vostro autorevole parere sull’opportunità di affrontare questa uscita con i presupposti che vi ho appena elencato.
Grazie a tutti.
Francesca Gastaldi

Gennaio 15, 2015, 11:58:54 pm
Risposta #9

kozan

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    ...
Ringrazio Francesca e Vittorio,le vostre  indicazioni sono state importantissime,dico questo perchè stavo sottovalutando quanto sto per fare.
Grazie  a voi (ed a Marco che mi ha scritto in pvt) potrò affrontare la mia prima pagaiata invernale con più cognizione di causa.
"Le sua mani non possono colpire quello che i suoi occhi non possono vedere" Muhammad Ali

Gennaio 16, 2015, 12:01:20 am
Risposta #10

marco ferrario (eko)

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Ritengo che prima di una pagaiata invernale sui nostri laghi, sia molto importante controllare sempre le previsioni meteo, tanto più che sui laghi prealpini sono frequenti i cambiamenti repentini a volte tempestosi e in inverno la temperatura dell'acqua è di solo pochi gradi superiore allo zero.
Domenica scorsa la temperatura dell'acqua della zona svizzera del lago Maggiore era di 6 gradi mentre quella del lago di Mergozzo forse anche leggermente più fredda.

Con queste temperature occorre assolutamente evitare di finire in acqua. l'ipotermia non può essere sottovalutata, può condurre facilmente e in pochi minuti a complicazioni che portano anche alla morte.


Per domenica 11 era previsto favonio già da giovedì 8 gennaio, un impressionante e repentino picco di Foehn (l'arrivo del favonio è sempre repentino) che riporto nel primo grafico allegato). L'evento è stato anche successivamente confermato nel grafico del foehn di sabato mattina.
- Il grafico è di semplice ed evidente lettura, questo è il link http://www.meteocentrale.ch/it/meteo/foehn-e-bise/foehn.html e sotto all'immagine è spiegato bene come interpretarlo.


Inoltre, venerdì notte era stato emanato un avviso di allerta meteo inerente la zona del lago con previsione di vento tempestoso fino a 90 km/h per la giornata di domenica.
L'ennesima conferma l'ho avuta poi consultando Windfinder Superforecast http://it.windfinder.com/weatherforecast/ascona_lago_maggiore#, in cui venivano riportate previsioni di raffiche superiori a 40 nodi (vedere secondo allegato).


Con queste indicazioni meteo inerenti al vento, non ho avuto dubbi nel rinunciare alla pagaiata già programmata.

Gennaio 16, 2015, 10:40:10 am
Risposta #11

Frederik Beccaro

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forse ragiono da canoista esperto ma in una giornata apparentemente calma, per un uscita su un lago di 1,8 km2 non mi verrebbe assolutamente in mente di guardare le previsioni meteo. Il povero Marco ha avuto semplicemente una gran sfortuna, esattamente come l’escursionista che viene centrato da un fulmine in una giornata iniziata serena.

Sposo in toto l’affermazione di Toio relativamente ai canoisti lacustri e marini che sono meno cooperativistici rispetto ai fluviali. Dal sito del social per eccellenza si evince che Marco non aveva nessun’amica in comune, cosa praticamente impossibile nell’ambito della canoa fluviale.
Un abbraccio alla famiglia

Gennaio 16, 2015, 02:19:33 pm
Risposta #12

Mauro Villotta

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    Ricordati sempre che l'acqua è più forte ...
Terribilmente dispiaciuto,stringo in un abbraccio la famiglia.
A Voi tutti chiedo se qualcuno sa dirmi dove visualizzare il meteo del Lago d'Orta visto che occasionalmente lo frequento.
Ciao Mauro.

Gennaio 19, 2015, 08:27:04 pm
Risposta #13

marco ferrario (eko)

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... chiedo se qualcuno sa dirmi dove visualizzare il meteo del Lago d'Orta ...
Mauro, prima di mettere il kayak in acqua sul lago d'Orta, darei sempre un'occhiata all'allerta meteo o allarmi meteo inerenti la zona.
Questi alcuni link utili:
http://allarmi.meteo-allerta.it/piemonte-index.html
http://www.meteoam.it/?q=meteoalarm
http://www.arpa.piemonte.it/bollettini/bollettino_allerta.pdf
http://www.meteoalarm.eu/it_IT/1/0/IT005-Piemonte.html
http://www.datameteo.com/meteo/meteo_Orta%20san%20giulio
Nel caso di allerte attive inerenti al vento, ai temporali, a forti piogge e forti nevicate, eviterei di mettermi a pagaiare nel Lago d'Orta, maggior motivo nelle stagioni in cui l'acqua è più fredda.

Gennaio 19, 2015, 09:01:16 pm
Risposta #14

Mauro Villotta

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    Ricordati sempre che l'acqua è più forte ...
Grazie Marco,
terrò presente.
Saluti Mauro.

Gennaio 31, 2015, 11:42:01 am
Risposta #15

passolento

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Accidenti, davvero una notizia orribile. Sono vicino alla famiglia.
Gran parte delle mie pagaiate solitarie le faccio sul lago Trasimeno. Ci sono alcuni piccoli segnali che mi fanno capire che il tempo stà cambiando. Ma, nonostante ciò, è capitato di prendermi delle belle sventole inaspettate. E' incredibile come il lago cambi rapidamente. Comunque, è fondamentale prepararsi all'eventualità di finire in acqua, se si va da soli. Sia per quanto riguarda le manovre sia per l'abbigliamento. 
Saluti
Daniele