Ho avuto modo di prendere visione di una analisi tecnica o quanto meno presunta tale, relativa alle percentuali di distacco fra i C2 e i K1 uomini espresse nelle varie gare, ad opera del vice-presidente della Fick Emanuele Petromer. Tra l’altro trasmesse a giro ristretto di posta. Mi sarebbe piaciuto vederle pubblicate su questo forum proprio per mettere a confronto le varie esperienze e fare una analisi costruttiva. Non è stato fatto – a detta dello stesso Petromer – perché ad una sua mail di iscrizione al forum non ha avuto nessuna risposta. Forse mi sembra doveroso ricordare al vice-presidente che il meccanismo per iscriversi a CKItalia non è così complesso: basta registrarsi in automatico! Su questa mail si tirano in ballo anche altri aspetti ai quali non rispondo perché non è mia intenzione e volontà alimentare polemiche in un momento di così forte crisi della canoa italiana. L’attenzione e le energie vanno poste in un’unica direzione per cercare di uscire da questo buio sempre più profondo legato alla mancanza di dialogo ed onestà intellettuale di accettare critiche costruttive. O semplicemente adoperarsi per un confronto tecnico che viene puntualmente disatteso.
Sostanzialmente la breve “analisi tecnica” della Federazione dice che è stata una scelta giusta lasciare a casa i C2 perché le percentuali fatte registrare a Tacen sono state molte alte e fuori da quelle richieste. Con questi distacchi non si sarebbe andati da nessuna parte.
Prendo l’occasione per fare le seguenti riflessioni in merito.
1. Analizziamo le principali gare disputate sul circuito artificiale di Tacen (Slovenia) dal 2004 al 2009 e ci renderemo subito conto che chi ha vinto nelle 11 (undici) gare prese in esame (tutte quelle disputate a livello internazionale nell’arco di tempo di sei anni) nella specialità della canadese doppia la percentuale fa registrare una media di distacco dal primo K1 uomini del 15,50% - Andiamo da percentuali massime del 26,2 fino al minimo dell’8,24% (distacco quest’ultimo fatto registrare in occasione della finale di Coppa del Mondo dai tre volte campioni olimpici Hochschorner). Togliendo queste due punte la media passa al 19%. Questo ci fa capire che il percorso di Tacen presenta delle caratteristiche specifiche tali che le percentuali di distacco fra le categorie sono decisamente anomale rispetto alla media generale su altri campi di gara. Tali distacchi li ritroviamo sul campo di gara di Bratislava (sede dei campionati del mondo del 2011 e dove ci si giocherà le qualifiche olimpiche). Qui con il 20% i C2 possono anche vincere la gara! Se andiamo a vedere cosa succede su tracciati più tradizionali e che presentano molte meno incognite relative ad un’acqua molto anomala e bizzarra come è quella di Tacen notiamo che il distacco fra categoria K1 Men e C2 è molto meno elevata. Ad esempio sul percorso olimpico di Penrith la media degli ultimi 9 anni di gare – e cioè dalle olimpiadi del 2000 – il distacco è del 10,1%. Media che si ripete più o meno uguale (9,80) sulle statistiche di gare dal 2003 al 2009 sul canale di Liptovosky (Repubblica Slovacca) o delle gare di coppa del mondo ad Augsburg che aumenta di quasi 2 punti di percentuale per arrivare ad una media dell’11,30%. Lo stesso Petromer fa notare che alle gare di selezione delle varie nazioni e cioè ad Augsburg e a Liptovosky le medie di distacco si aggirano sulle percentuali indicate, quindi questo dato avrebbe dovuto far riflettere la commissione tecnica federale. Ricordo: percentuali calcolate sempre sugli equipaggi vincitori. Nella canadese biposto bisogna fare una considerazione relativamente ai distacchi dall’oro alle altre medaglie che molto spesso sono sostanziali. Per non parlare della finale dove si entra di media su oltre 35 gare prese in esame con distacco dal primo C2 che può variare dall’8 al 14% e in medaglia – argento e bronzo – si arriva da un distacco che varia dal 2 al 4,2% sempre dal C2 vincitore.
Tutto questo ci fa capire e ci fa tranquillamente affermare:
a) che sul percorso di Tacen le medie in percentuale di distacco sono decisamente più elevate e vanno quindi considerate come tali – non ho assolutamente considerato il tracciato di gara che ovviamente cambia e che influenza non poco sul rendimento di categorie come donne e C2. I dati quindi senza questa considerazione – che dovrebbe essere fatta di volta in volta – diventano asettici nel senso che al successivo calcolo freddo della percentuale dovrebbe far entrare nel merito il tecnico che valuta la coincidenza del tracciato su quella prova specifica.
b che le medie stilate sono basate su equipaggi che hanno vinto le gare
c) che la preparazione di un equipaggio che punta a vincere una medaglia in gare internazionali di livello (europei, mondiali o olimpiadi) e che in casa non ha molta concorrenza non si permette il lusso di dover spingere al massimo la preparazione se l’obiettivo principale rimane quello del risultato in manifestazioni dove in palio c’è un titolo continentale o mondiale. Per essere concreti non ha senso dal punto di vista metodologico preparare a fondo una selezione italiana per il C2 poiché l’appuntamento è e deve restare l’Europeo, Mondiale e Olimpiadi. Quindi non ha logica richiedere verifiche ad una barca che già ha dimostrato molto con medaglie e finali quando non ci sono altri equipaggi di pari valore. Non si deve paragonare il C2 e ora i C1 e le donne alla realtà del kayak maschile italiano. Non credo e non è neppure giusto che un kappa uno di livello come ad esempio Cipressi possa lamentarsi se si porta il C2 e non chi viceversa nel K1 rimane fuori dalle selezioni visto che più di 3 barche per specialità non si possono far gareggiare. Giustificare il fatto che non porto una categoria alle gare per il solo fatto di non far dispiacere ad un’altra categoria che è più affollata mi sembra assurdo. Come chi ha sottolineato il fatto che partecipare ai Giochi Olimpici nel kappa uno donne non è la stessa cosa di partecipare nel kayak maschile. Ma che colpa può avere una donna di essere donna? Eppure questa affermazione l’ha fatta un tecnico che ricopre importanti ruoli societari e nazionali. Bisogna viceversa pensare in prospettiva e chiedersi che cosa si può fare per permettere a loro di confermarsi ai livelli già espressi e forse tentare un ulteriore salto in avanti. Per l’esperienza che ho maturato mi permetterei di suggerire che si può migliore con il C2 solo se si trovano gli stimoli giusti con confronti e allenamenti a livello internazionale e su canali molto, molto impegnativi. Che interesse può avere un equipaggio a gareggiare o confrontarsi con i K1 uomini e quindi partecipare a raduni con queste categorie? Un lavoro poi di fino dovrebbe essere fatto sotto il punto di vista medico per dare un giusto supporto e cioè lavorare su posture e gesti tecnici che inevitabilmente sono soggetti ad usura. Si deve cioè ricercare la finezza offrendo a loro la curiosità di scoprirsi ancora in modo più profondo.
d) Se noi rimaniamo sempre sul concreto e a posteriori facciamo una analisi del campionato europeo da poco concluso (come ha fatto il vice-presidente Petromer), prendiamo come riferimento l’equipaggio sloveno Taljat/Bozic. Questi atleti hanno chiuso il loro campionato continentale al 13 esimo posto facendo registrare un tempo di semifinale di 108,27 che risulta essere il 6^ tempo dei semifinalisti, ma con 6 penalità che li hanno penalizzati non poco, visto che sono rimasti fuori dalla finale per 2,63. Ciò ci fa capire che l’equipaggio italiano agli europei non avrebbe sicuramente sfigurato considerando che in due gare di selezione a Tacen Benetti/Masoero sono rimasti davanti una volta e la seconda hanno avuto un ritardo da Taljat/Bozic di 2,66 in casa loro e con obiettivi diversi nel senso che gli sloveni si giocavano il posto per entrare in squadra visto che al via erano 4 equipaggi e passavano solo i primi 3; mentre gli italiani erano decisamente in fase di preparazione e rifinitura per il primo appuntamento importante della stagione 2009. In paragone è come se penalizzassimo Josefa Idem perché alle selezioni a Mantova è rimasta dietro alle giovani atlete Galliotto e Cicali. La Idem punta ad una medaglia al mondiale in Canada e non certo a vincere le selezioni in Italia. Eppure lei è stata inserita tranquillamente in squadra.
e) Ultima considerazione la vorrei fare su tracciati che si stanno sviluppando in questa stagione agonistica. Si utilizza molto il palo unico e le combinazioni che possiamo definire a pettine – mutuando dallo sci la terminologia. Queste realtà penalizzano moltissimo le barche lunghe visto che nel K1 e nel C1 le linee nel “pettine” possono essere più dirette, mentre un C2 non può permettersi questo nuovo e comunque apprezzato cambiamento di filosofia dello slalom.
Occhio all’onda! Ettore Ivaldi