Autore Topic: Telefono Emilio Azzali (e/o figlio Andrea), pagaie.  (Letto 855 volte)

Gennaio 10, 2019, 03:59:23 pm
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Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ciao a tutti. Ho bisogno del telefono giusto - ne girano tre o quattro su internet - del (vecchio) produttore di pagaie Emilio AZZALI.
Sto ristrutturando, con V. Zacchi, che mi dà una grossa mano, una vecchia pagaia AZZALI ksa in legno che va benissimo ma che era troppo vetusta e mal ripitturata. Nella ristrutturazione è inevitabile che io abbia eliminato la decalcomania con la carteggiatura e devo trovarne una nuova, anzi due, una per pala. Ho già rotto le p.... a un paio di residenti cremonesi con telefoni sbagliati. So che s'è messo a fare mazze da hockey e che ora nella falegnameria lavora il figlio Andrea, ma credo che abbia ancora delle vecchie decalcomanie. C'è nessuno che mi sa dare il telefono esatto, perdindirindindina? L'indirizzo di Ossolaro di Paderno (CR) ce l'ho.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gennaio 11, 2019, 09:33:46 am
Risposta #1

santino spada

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Ciao Vittorio
Se vai su Google e metti
Andrea Azzali mazze da hockey

Sarai accontentato
Ciao ciao

Gennaio 11, 2019, 12:54:46 pm
Risposta #2

Vittorio Pongolini

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Ciao Tino.
No, troppo semplice così…, non funziona. La metodica è già nella serie di tentativi che ho fatto e che sono andati buchi. Ho bisogno che qualcuno mi dia un numero di telefono verificato con una chiamata andata a buon fine negli ultimi uno o due anni al max.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gennaio 23, 2019, 07:44:39 pm
Risposta #3

Vittorio Pongolini

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E' impossibile parlare con qualsivoglia Azzali, Andrea (figlio) o Emilio (padre). Ho chiesto anche a Sandro Spagnol che mi ha gentilmente riferito i suoi n. di tel e cell. ma nessuno risponde. La considerazione finale, anche secondo Sandro, è che forse hanno chiuso l'azienda. Un vero dispiacere perché dopo 50 anni forse ha chiuso una fabbrica di ottime pagaie in legno conosciute in tutt' Europa.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gennaio 25, 2019, 10:29:53 am
Risposta #4

Lorenzo Molinari

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Il marchio Azzali era andata alla ribalta con il primo oro ai mondiali di Città del Messico nel 1974 di Oreste Perri in K1 10.000 m, tuttavia le pagaie Azzali non furono poi adottate da molti atleti internazionali, perché ce n'erano anche di meglio (Struer, Liminat).
Peccato comunque che questo marchio italiano, importante nel suo settore, sia scomparso come innumerevoli altri. Esportava una buona fetta della sua produzione, soprattutto pagaie da turismo e da discesa, prima dell'avvento delle pagaie in alluminio e plastica per il turismo e in composito per la discesa.

Gennaio 28, 2019, 11:10:42 am
Risposta #5

Vittorio Pongolini

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Lorenzo, l'aver messo quella foto di Oreste Perri negli anni d'oro (1974), in cui vinse i mondiali, mi ha stuzzicato. Ti inserisco allora un'immagine di un suo acerrimo rivale, Erich Pasch, Germania Ovest, che si classificò secondo nel 1974, sia nei 10.000 m che nei 1000 m. - allora erano gare un po' simili alla maratona attuale - e con cui ho avuto il piacere di pagaiare in Nuova Zelanda tre, anzi, ormai quasi quattro anni fa. Allego anche una scansione della premiazione dei 1000 m tratta dalla rivista "Canottaggio" - era una sola Federazione negli anni '70 e fino, mi sembra, al 1987 era parte della Federazione Italiana Canottaggio, FIC - che ho conservato da allora.
Erich è ancora un forte canoista che si cimenta in tutte le discipline della pagaia sia in acque ferme che acque mosse, e che si sposò con la campionessa tedesca di slalom. Vive e lavorò all'AUDI di Ingolstadt come ingegnere e ogni tanto lo sento ancora.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gennaio 29, 2019, 11:37:14 am
Risposta #6

Lorenzo Molinari

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Quel numero della rivista Canottaggio dovrei averlo ancora anch'io, e mi ricordavo le foto che hai pubblicato.
Dopo l'argento di Dezi e La Macchia in C2 alle Olimpiadi di Roma nel 1960, l'italia per lunghi 14 anni non fece più alcun risultato di rilievo in canoa a livello mondiale fino alla scuola cremonese con il quattro volte oro ai mondiali Oreste Perri in K1 e con Merli e Sbruzzi, argento in K2 ai mondiali sui 10.000 m.
Allora le carriere degli atleti duravano poco, si ritenevano vecchi atleti già a 30 anni, altro che l'inossidabile e pluricampionessa Josefa Idem!! La carriera agonistica di Oreste terminò nel 1977 a soli 26 anni (anche per motivi economici). Poi nel 1981 si portò alla ribalta internazionale in discesa fluviale il fuoriclasse vigevanese, poi pluricampione del mondo Previde Massara Marco, dopodiché l'Italia poté vantarsi di grandi atleti a livello mondiale e olimpico, per quanto in molti casi soprattutto frutto del solo sacrificio individuale, più che di una programmazione federale mirata a motivare e far crescere gli atleti più promettenti.