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Workshop 17.6.'16: Derivazioni idroelettriche e tutela....Regione Lombardia...

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Vittorio Pongolini

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Ciao. Forse volevi dire situazione invece che stazione? Sto aspettando alcuni documenti dal Workshop, poi risponderò anch'io. Sono un po' impegnato col lavoro, tra le altre cose. Abbi fede.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Giuseppe Coduri

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Ciao Ale, il testo non è ancora stato pubblicato, in quanto manca, pare, la firma del ministro dell'Agricoltura. Da quanto ho letto dovrebbe confermare quanto si diceva (bene, dal nostro punto di vista) però aspettiamo qualche giorno e potremo analizzare i dettagli del provvedimento.
Ciao.

Vittorio Pongolini

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Copio ed Incollo dal sito del CIRF, al quale sono perfettamente allineato.Il DM è al seguente link:

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-06-29&atto.codiceRedazionale=16A04832&elenco30giorni=false .

Ricordo tra l'altro che il CIRF non è una associazione di carattere assolutista, offuscata da eccessi ambientalistici, ma una associazione scientifico culturale che usa cognizioni di causa, soprattutto scientifiche e legislative, per salvaguardare i corsi d'acqua.

Per allinearsi all'idea di salvaguardia dei nostri corsi d'acqua  prospettata dal CIRF vi segnalo un'altro link:

 http://www.cirf.org/download/cirfdocs/appello_naz._salvaguardia_corsi_d_acqua_da_eccesso_di_sfruttamento_idroelettrico_28ott2014.pdf

alla quale sono ancora perfettamente allineato. Non ci sono sottoscritte nel documento nè la firma della FICK nè quella della FICT e credo sia una mancanza da rimarcare e alla quale porre dei rimedi.
Infine vi segnalo il link, sul sito della FICT, della presentazione "Conflitti e Sinergie tra produzione idroelettrica e sport della pagaia" che ho effettuato lo scorso 17/6/'16 e che ha suscitato molti consensi tra i convenuti:

http://www.canoa.org/fict-canoa-news.php?cid=134

Et voilà il commento al brutto decreto pubblicato e firmato:

"Il Decreto interministeriale appena pubblicato, del 23 giugno 2016 "Incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico" (16A04832) conferma gli incentivi a nuovi impianti idroelettrici nei corpi idrici naturali.
Tale scelta suscita molte riflessioni: il CIRF ritiene che sia controproducente e che rischi di costare all'Italia una nuova Procedura di infrazione comunitaria (come quella già aperta EU_PILOT_6011_14_ENVI_2015) . La produzione idroelettrica è infatti riconosciuta come una delle cause principali di degrado dello stato ecologico dei corpi idrici; pur trattandosi di una fonte rinnovabile non è ambientalmente sostenibile.dopo molti mesi di attesa, si confermano gli incentivi a nuovi impianti idroelettrici nei corpi idrici naturali.
Così come per il consumo di suolo, anche per i corsi d'acqua non si può pensare di aumentarne ulteriormente lo sfruttamento, è tempo di fermarsi e anzi di investire in misure di tutela e riqualificazione, l'obiettivo dev'essere il consumo zero.
Il CIRF ha da tempo suggerito che lo spazio residuo per ulteriore produzione idroelettrica, e per eventuali incentivi, va cercato nella realizzazione di nuovi impianti nel reticolo artificiale, ad esempio in acquedotti e fognature, oltre che nell'aumento dell'efficienza di quelli esistenti.
Contestualmente, vanno attuate adeguate misure di mitigazione degli impatti delle migliaia di centrali in esercizio, come sottolineato nell'appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d'acqua dall'eccesso di sfruttamento idroelettrico, sottoscritto a fine 2014 dalle principali organizzzioni italiane che si occupano di tutela ambientale e che a più di un anno di distanza è rimasto sostanzialmente disatteso.
Per maggiori informazioni sul conflitto tra produzione idroelettrica e tutela dei corsi d'acqua: Dossier CIRF su idroelettrico e corsi d'acqua “L’energia “verde” che fa male ai fiumi - Qualità dei corsi d’acqua e produzione idroelettrica in Italia: un conflitto irrisolto” "
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

AleConca

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Quindi viene riaperto il registro e si riaprono le aste ai nuovi impianti? O è come diceva giuso una iniziativa per far rientrare quelli già nel registro?

L'incentivazione è come quella degli anni passati o più alta?

Giuseppe Coduri

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Ciao, Confermo, sostanzialmente, quanto detto/scritto precedentemente:
1) accedono direttamente all'incentivo piccoli impianti (<250 kW) a basso impatto (su canali artificiali, salti esistenti, ecc.) una volta realizzati
2) scompare (su questo ci sono proteste, vedremo) la possibilità di accesso diretto per impianti di qualsiasi genere sotto i 50 kW;
3) Accedono a incentivo tramite registro, secondo questo ordine di priorità:
      a) impianti esclusi da precedenti bandi, qui allego il tabellone, sono dieci pagine per 277 impianti
      b) impianti di cui al punto 1)
      c) impianti di potenza superiore, ma sempre a basso impatto (canali, salti esistenti, ecc.)
      d) tutti gli altri, con vari criteri di priorità, se rimanesse potenza incentivabile disponibile.
il totale incentivabile è pari a 80 MW, raggiunta tale soglia, gli impianti fuori dalle posizioni utili non saranno incentivati.
se qualcuno ha la pazienza di andarsi a sommare le potenze del pdf allegato (purtroppo è protetto e non sono riuscito ad estrarlo su foglio elettronico) potremmo capire quanto è concreto il rischio che siano incentivati gli impianti che non ci piacciono. Tenendo conto che ci saranno molte rinunce e non tutti gl'impianti esclusi dai vecchi registri parteciperanno al nuovo bando.

In sintesi: non sarei eccessivamente preoccupato, però occorre stare in guardia sempre.
ciao

AleConca

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Grazie!
Sempre sul pezzo

Viste le taglie (diciamo una media di 0.5 MW) ne passano un 150 di progetti... tra rinunce varie e se la classifica rimane valida direi che se non sei nel registro sei fuori anche sto giro
.. 150 impianti però rimangono parecchi per un contributo così esiguo (0,0000000% a livello nazionale?)
Un peccato che i soldi non vengano investiti meglio a livello ambentale e di sviluppo economico (incentivi efficienza?)

Giuseppe Coduri

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Sì, a spanne difficilmente entreranno in graduatoria impianti impattanti. la capienza degli incentivi dovrebbe risultare subito saturata. attenzione! magari entreranno impianti già autorizzati, con impatti negativi, di cui non sappiamo.

A titolo informativo, gli impianti incentivati dal vecchio decreto hanno prodotto (idro, geo, eolico, ecc.) 1,63 TWh nel 2015 (0,54% del fabbisogno nazionale) generando un risparmio di energia primaria pari a 305.000 TEP (tonnellate di petrolio equivalente) a fronte di 176 milioni di € (a spanne metà corrispettivo per l'energia prodotta e metà incentivo vero e proprio.
In genere, a pari investimento, l'efficienza energetica porta maggiore vantaggio rispetto alla produzione da rinnovabili, va però detto che mentre la produzione elettrica non si butta mai via e gli impianti normalmente hanno una vita tecnica di oltre trent'anni, l'effettivo vantaggio derivante da interventi di efficienza energetica è vincolato all'utilizzo finale: se ad esempio intervengo sull'efficienza di una linea produttiva e dopo pochi anni la dismetto...

Sono temi complessi, accidenti..

AleConca

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tra l'altro in classifica vedo fiumi come lo stura di viù, l'ayasse, il mella, il boite, il mallero (8MW!)

 :( :( :( :(

l'importo dell'incentivo è rimasto uguale a quello del vecchio decreto?
come funziona l'entrata in classifica? chi primo arriva meglio alloggia (oltre ovviamente al fatto se eri già nel vecchio registro) o ci sono altri criteri?

Giuseppe Coduri

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Col vecchio decreto avevano priorità impianti a "basso impatto" poi tutti gli altri, ordinando per potenza di concessione crescente all'interno dei sottoinsiemi, nei rari casi di parità si guardava l'anteriorità del titolo (autorizzativo o in subordine concessorio).
Col nuovo decreto si dà priorità agli esclusi del precedente giro; poi agli impianti a basso impatto sotto i 250 kW (quelli che possono anche chiedere l'accesso diretto una volta realizzato l'impianto); altri impianti a basso impatto (sopra i 250 kW) e poi tutti gli altri. Se ho capito bene, ma vorrei verificare, scompare il criterio della potenza ma vale l'anteriorità del titolo.

I corrispettivi dell'incentivo si riducono un po' rispetto a prima, direi un 5%, a spanne.

In sintesi: impianti in montagna non possono chiedere l'accesso diretto, ma devono passare dai registri, che verosimilmente saranno presto saturati dagli esclusi del decreto precedente e da nuovi impianti a basso impatto.
Sperèm