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Marinizzare un kayak di acqua dolce

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marittimo

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  • pagaiar m'e' dolce in questo mare
La soluzione migliore devi, ovviamente, trovarla tu in base alle tue esigenze e al rapporto costi/benefici.

Nel mio caso, oltre a voler dare una forma più marina alle estremità, volevo anche aumentare la lunghezza del kayak (che ho portato da 380 a 435 cm, cioè la lunghezza massima che posso caricare sul portapacchi senza avere carichi sporgenti) e aggiungere un po’ più di volume alla carena considerato che peso quasi 100 kg.

Sul perché della prua bifida (cioè biforcuta o a forcella) del Baidarka si trovano tante ipotesi (anche di natura mistica o religiosa).
Confesso la mia ignoranza in materia e, nel dubbio, preferisco sempre spiegazioni pratiche e semplici.

La parte inferiore (dritta o ripiegata all’insù) assomiglia a un rompighiaccio, e ciò mi sembra coerente con l’ambiente in cui il kayak aleutino (chiamato baidarka, cioè piccola barca, dai russi che lo scoprirono) veniva impiegato. Insomma, una parte dello scafo che doveva resistere a urti e forti sollecitazioni.

Il fatto di essere parzialmente staccata da quella superiore potrebbe spiegarsi come una misura di sicurezza in caso di urto eccezionalmente forte, perché si romperebbe solo la parte inferiore (che in certe foto si vede assicurata allo scafo attraverso legature, quindi all’occorrenza anche smontabile) evitando la rottura della parte sovrastante (cioè della prua) e l’apertura di vie d’acqua che provocherebbero l'affondamento.



donato de dominicis

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Grande Marittimo , vedo che sei ferrato veramente a 360° .....
a questo punto mi accontenterò di una deriva a poppa e di una piccola "lama" aggiuntiva a prua finalizzate esclusivamente all'aumento della direzionalità !
Grazie ancora della pazienza e buone cose a tutti.
A risentirci al prossimo post .

marittimo

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  • pagaiar m'e' dolce in questo mare
Per chi è interessato a seguire i lavori, è iniziata la fase finale di quest’esperienza trasformista.
Stuccatura e verniciatura.
Sul colore ancora non so bene. Pensavo bianco con una fascia centrale rossa in coperta (da prua a poppa).

marittimo

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altre foto

marittimo

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  • pagaiar m'e' dolce in questo mare
Praticamente finito.
Devo solo decidere se attaccare la striscetta laterale adesiva che maschera un pochino la linea di separazione tra i due stampi (coperta e carena).
Sinceramente sono un po’ indeciso trattandosi di un aspetto essenzialmente estetico.
Suggerimenti?
Grazie

nolby

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  • MARCO
...bel lavoro...
perchè non lo concludi creando un bel gavone stagno?

marittimo

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Andava fatto prima. Ormai l'ho verniciato. La parte strutturale è giá conclusa così
Ci avevo pensato  molto, ma per le mie attuali esigenze il gavone stagno non è indispensabile.

missouri

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ottimo lavoro, volevo prendere ispirazione ma quello che ho fatto in passato mi è bastato a capire che non fa per me. mi limiterò ad aggiungere uno skeg in coda e ad accentuare la chiglia a prua (con l'illusione anche di correggere l'assetto che mi sembra troppo basso davanti).
il gavone stagno sinceramente penso che avrebbe preso tempo, volendolo fare bene per garanzia di una buona tenuta non è un lavoro banale. specialmente in una vecchia barca che magari non è rigidissima. anche io preferisco usare i classici sacchi, su un altro kayak in passato avevo riempito le estremità con la schiuma poliuretanica a celle chiuse usando una sagoma in compensato ad esercitare pressione. poi avevo dato lo smalto come protezione ulteriore.

marittimo

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Grazie per gli apprezzamenti.
Nel mio caso la parte più difficile del gavone stagno era quella di predisporre, in coperta, una superficie piana per potervi installare il telaio del tappo di chiusura, stante la sua forma ondulata fatta per aumentarne la rigidità (v. simulazioni fotografiche).
Avevo pensato a varie soluzioni esecutive, ad es. realizzando un calco in gesso su cui laminare una struttura in vetroresina da incollare successivamente al kayak.
Un lavoro che avrei dovuto fare con calma e pazienza quest’inverno, ma ho preferito fare altro (tra cui una pagaia aleutina).
Come ho già detto, il gavone non è indispensabile per le mie uscitine lungo costa.
Se poi, in futuro, sorgerà l’esigenza perché si allargheranno i miei orizzonti, allora prenderò in considerazione un nuovo kayak ripetendo l’esperienza su un modello più adeguato oppure comprandolo addirittura già fatto  ;D
Questo posso sempre rivenderlo e, per quanto mi è costato il tutto, non dovrei avere difficoltà a rifarmi almeno delle spese vive. Ovviamente le ore di lavoro sono a perdere, ma gli autocostruttori lo sanno bene fin dall’inizio  ;)

Lorenzo Molinari

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  • Fluctuat nec mergitur
Tipicamente, quella che tu chiami la striscetta laterale estetica è una banda in tessuto di materiale composito di 3 cm o poco più, che rinforza ulteriormente la saldatura interna dei due gusci.
Il gavone, invece, sei sempre in tempo a farlo, anche a lavoro concluso, questa è la bellezza del vetroresina. Ciao

marittimo

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Molto probabilmente è come dici tu, però su quel kayak la banda di rinforzo non c’era e credo non ci sia mai stata perché non ho trovato alcuna traccia. Per questo gli ho attribuito un significato essenzialmente estetico.
Sul bello della vetroresina concordo al 100%  ;)

marittimo

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  • pagaiar m'e' dolce in questo mare
Alla fine ho deciso di aggiungere la fascetta laterale adesiva

andreglo89

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So che molti storceranno il naso con perplessità di fronte a questa idea ;)

ciao
scusami tanto per l'intrusione ma io sto affrontando lo stesso problema, era da molto che volevo un kayak da lago/mare
ne ho 2 sit on top
ma volevo provare il sit in.
ho acquistato un kayak come il tuo stessomodello x un centinaio di euro
 ed proprio ieri sera mi sono trovato a tagliare ocn il compensato delle forme per il fronte ed il retro. purtroppo non sono un esperto come te in termini navali .
a dire il vero non ne capisco nulla
 ma sono un disegnatore tecnico e progettista e posso dire di cavarmela con la vetro resina.
vorrei solo chiederti se hai la possibilità di darmi qualche dritta, potresti indicarmi quanto sporgere al massimo sul fornte e sul retro ?
oppure tanto meglio se hai dei disegni per le parti in multistrato marino..
cosi vado sul sicuro.

andreglo89

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Alla fine ho deciso di aggiungere la fascetta laterale adesiva

dimenticavo.. ottimo lavoro ed eccezionale risultato!!!
volevo chiederti pure come hai fissato il compensato a poppa ed a prua, hai inserito delle spinette?
oppure solo incollato e poi resinato ?
ti ringrazio.
sarebbe fantastico trovare tutte le pagine direttamente su un tutorial.

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
E bravo Marittimo! Stai facendo navigare il tuo kayak e questa è una bella storia che ti rimarrà in mente per tutta la vita. Hai modificato la canoa fluviale acquistata per poco e l'hai trasformato in un KdM. E' come una di quelle storie che si leggevano  sulle riviste di canoa in b/n degli anni '60 e '70 tipo "Fiumi" oppure le prime "Canoe Kayak Magazine" e tu l'hai realizzata. Capisco molto bene la tua soddisfazione di ragazzo e la condivido con lo spirito che anch'io avevo alla tua età, quando mi costruivo canoe in vtr e pagaie in vtr/dural e le vendevo, prima che facessero le pagaie Schlegel. Oltretutto hai imparato a lavorare la vtr ed è molto utile. Quindi ci sono tanti pregi in quello che hai fatto, dimostrando con la perseveranza manuale di chi vuole fermamente raggiungere i suoi obiettivi.
Dovresti però farmi due favori: prendermi la misura precisa della larghezza del tuo Kdm all'altezza del pozzetto e fare anche una foto in prospetto, sia di fianco che di prua, allineandolo con l'obiettivo al punto più basso, mettendolo sui due cavalletti. Poi, en passant, pesalo e dicci a quanto arriva. Sono i tre possibili lati deboli della trasformazione e mi interesserebbe saperne i numeri. Solo per mera curiosità.
Ultima modifica: Giugno 26, 2017, 06:15:33 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.