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referendum trivelle: buoni e motivate ragioni per votare

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Circolo Canoaverde

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con la legge di stabilità 2016 il Governo ha introdotto l’estensione automatica delle concessioni per le attività estrattive entro le 12 miglia nautiche dalla costa (circa 22 km) fino ad esaurimento del giacimento e non fino a 30 anni come in precedenza.

Questo significa che gli impianti già esistenti potranno continuare ad estrarre idrocarburi permanentemente senza alcuna verifica di adeguatezza ambientale e potranno aumentare il numero di pozzi per concessione senza alcuna valutazione di impatto ambientale.
Significa anche che un bene pubblico (petrolio o gas) diventa privato per sempre, violando le normative nazionali e comunitarie ed esponendoci a procedura di infrazione. Inoltre, lo Stato Italiano, dopo aver regalato un bene pubblico a società private, lo ricompra al prezzo di mercato.

Perché regalato?

In Italia le royalties si pagano solo se la produzione annua supera 20mila tonnellate estratte in terraferma e 50mila tonnellate estratte in mare per il petrolio, per il gas deve superare 25milioni di Smc estratti in terra e 80milioni estratti in mare. La quantità estratta viene autocertificata dalla compagnia petrolifera.
Quindi le compagnie hanno interesse a rimanere (o autocertificare) sotto soglia ed estrarre per tempi più lunghi, in modo da NON PAGARE le royalties. Delle 26 concessioni oggetto di referendum, solo 9 pagano royalties.
Delle 26 concessioni oggetto di referendum, 5 sono già scadute nel 2014/2015 e mai rinnovate, ma continuano ad estrarre ugualmente e sono impianti vecchi di 45 anni ! Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ne è a conoscenza ma le ha inserite nell’elenco di quelle da prorogare permanentemente senza avviare verifiche di adeguatezza degli impianti!


Al referendum del 17 aprile VAI A VOTARE E VOTA SI
La concessione è lo strumento con cui lo Stato salvaguarda lo sfruttamento da parte di privati di risorse pubbliche. Rendere le concessioni senza limiti di tempo sarebbe un precedente inaccettabile e un regalo ad un privato di un bene pubblico.
L’estrazione di idrocarburi entro le 12miglia pregiudica la salute del nostro mare, danneggia l’ecosistema e il paesaggio, beni irrinunciabili e dai quali l’Italia può trarre un reddito molto maggiore con il turismo, vero motore economico del nostro Paese !

Votare sì al referendum significa anche non essere sudditi ma cittadini.

Quant'è la produzione degli impianti oggetto di referendum:

ciascuna concessione ha più pozzi di estrazione. In Italia sono presenti più di 1000 pozzi produttivi di idrocarburi, di cui 615 onshore e 395 offshore, di questi, 777 pozzi producono gas mentre i restanti 233 olio minerale, le produzioni annuali di gas (8 GSm3) ed olio (5 Mton) coprono rispettivamente il 11,5% ed il 10,1% del fabbisogno energetico nazionale.
Il contributo delle attività offshore entro le 12 miglia è pari al 2,8 – 3,2% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio.
La maggior parte di questi idrocarburi sono esportati (se aprirà l’ormai famoso Temparossa, ci sarà un aumento di traffici navi nel porto di Taranto di 90 petroliere in più all’anno, per l’esportazione degli idrocarburi prodotti dall’impianto italiano in Turchia).

Posti di lavoro:

Assomineraria parla di 13mila occupati nel settore estrattivo in tutta Italia (tra attività a terra e a mare, dentro e fuori le 12miglia) e 5mila posti di lavoro a rischio con il referendum. La stima ufficiale riguardante l’intero settore di estrazione di petrolio e gas in Italia è di 9mila addetti (fonte Isfol – Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori).
Gli impianti sono fortemente automatizzati. A Temparossa per la fase di cantiere sono previsti 300 posti di lavoro, in esercizio solo 50.
In tutta la Basilicata (la Regione italiana con la maggiore produzione) ci sono 1500 addetti nel settore petrolifero, di cui 1100 nell’indotto. (In Arabia Saudita tra diretto e indotto lavorano 50mila persone).
A mettere in pericolo quei posti di lavoro è la crisi del settore: la produzione nazionale in 11 anni si è ridotta del 46,8% a causa della mancata redditività degli impianti (e quindi della rinuncia delle compagnie ad estrarre e lavorare in Italia) e della riduzione dei consumi nazionali di gas (-21,6%) e petrolio ( -33%).

Se vince il Sì, le piattaforme non chiuderanno il 18 aprile ma saranno ripristinate le scadenze delle concessioni rilasciate, esattamente come previsto prima della Legge di Stabilità 2016. Alcune scadranno fra 2, altre fra 5 o 15 anni, in base alle concessioni sottoscritte da Governo e compagnie petrolifere.

Se invece il referendum fallisce, andremo in procedura di infrazione (900mila € al giorno di multa!). La concessione permanente viola tutte le normative italiane ed europee, quindi è illegittima, gli impianti fuori norma dovranno chiudere improvvisamente con perdita immediata dei posti di lavoro.

Al referendum del 17 aprile VAI A VOTARE E VOTA SI

Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Ciao,

Questo referendum sta dividendo in due l'opinione pubblica, e dato che questo è lo spazio del forum dedicato al kayak marino il tuo intervento mi sembra più che pertinente.

Ti chiederei un favore, per aiutarmi a capire meglio.
Potresti argomentare in modo puntuale le affermazioni che fai? Per esempio quando dici che solo 9 concessioni pagano le royalties, ma non solo.

Grazie!
Andrea Gangemi
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Circolo Canoaverde

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ciao,
le note che ho scritto nel post le ho tratte da questi due siti:
Per approfondimenti: http://www.greenreport.it/news/energia/referendum-del-17-aprile-facciamo-chiarezza-18-punti/
http://www.massimoderosa.it/trivellazioni-in-mare-e-a-terra-facciamo-il-punto/

il primo di informazione ambientale, il secondo di un parlamentare 5stelle.
Ieri sera poi ho partecipato ad un incontro con Enzo di Salvatore, professore di diritto costituzionale all'Università di Teramo, estensore del quesito referendario, che ha illustrato i motivi del quesito e ripetuto le stesse notizie riportate nei siti.
oggi su Il fatto Quotidiano c'è un articolo che parla delle concessioni scadute che continuano ad estrarre e porta ulteriori dati, preoccupanti secondo il mio punto di vista, sulla questione.

un saluto
Luisa - Circolo Canoaverde

marco ferrario (eko)

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Grazie Luisa, Grazie Canoaverde

le argomentazioni sono efficaci e chiare.

Il mare è nostro e noi stiamo col mare, liberiamolo.

SI

Ultima modifica: Aprile 13, 2016, 10:03:55 pm da marco ferrario (eko)

francesca gastaldi

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Grazie Luisa e Canoa Verde.
Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
I soci della ASD Discesa Internazionale del Tevere hanno lanciato il seguente appello ai simpatizzanti della manifestazione:



cari amici sportivi,
sul prossimo referendum del 17 aprile c'e' una minoranza che e' ben informata, e una maggioranza che sa vagamente qualcosa o non sa nulla.

Su un argomento così determinante sull'ambiente, di cui noi da sportivi siamo appassionati fruitori ed estimatori, con molti soci della nostra associazione abbiamo preso esplicitamente posizione.
Crediamo che almeno su temi ambientali dovremmo impegnarci anche politicamente, se non altro perché i nemici dell'ambiente sono molto ben organizzati e molto meno naif di noi.

Per una veloce sintesi delle principali ragioni:
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/referendum-trivelle-italia-le-royalties-piu-basse


+++++++++
L'APPELLO
Noi soci dell'associazione sportiva Discesa Internazionale del Tevere siamo naturalmente favorevoli alle politiche di riduzione dei consumienergetici, di incentivazione delle energie rinnovabili, di disincentivazione dello sfruttamento di fonti fossili.
Ti sollecitiamo ad andare a votare SÌ al referendum del 17 aprile e di convincere familiari e amici ad andare a votare!
+++++++++
Andrea Ricci
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Marco Gamberoni

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Previsione se vince il si.
Scade una concessione, l'estrazione viene interrotta, in attesa del rinnovo la piattaforma viene chiusa e lasciata alle intemperie.
Non si procede a smantellare, perchè il giacimento ha ancora capacità produttiva
Mareggiata, si rompe un tubo, disastro ambientale stile Macondo.
Non è colpa del concessionario: la concessione è scaduta e non ha titolo per operare.
Colpa di chi ha votato si.

Previsione se vince il no.
Il concessionario finisce di svuotare il giacimento, e per farlo deve mantenere la piattaforma in sano esercizio.
Vuotato il pozzo, deve smantellare, ma anche se non lo facesse è lo stesso, per quel che segue.
Abbandonata la piattaforma, mareggiata, si rompe un tubo.
Il giacimento è vuoto e non esce nulla.
Nessun inquinamento.
Merito di chi non è andato a votare e non ha rotto le scatole a chi lavora.



Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Previsione se vince il si.
Il governo capisce che non puo' impunemente continuare a devastare il territorio in favore esclusivo della sua cricca di finanziatori.
L'altra meta' sonnacchiosa degli italiani capisce che se il mondo sviluppato sta migrando da anni verso le fonti rinnovabili forse un motivo c'e', ed e' anche un motivo che gli porta benefici diretti, di lavoro, di salute, di tutela del paese.

Previsione se vince il no.
Il governo capisce che ha il popolo in pugno.
Che se un ministro si e' dimesso perche' scoperto a far favori alla cricca, e' solo un incidente di percorso gia' dimenticato.
Trivelle a tutto spiano e tanto peggio per l'ambiente, tanto chi si ricordera' come era la costa siciliana, quella abruzzese, il paesaggio lucano, etc...
Andrea Ricci
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Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Previsione se vince il si.
Scade una concessione, l'estrazione viene interrotta, in attesa del rinnovo la piattaforma viene chiusa e lasciata alle intemperie.
Non si procede a smantellare, perchè il giacimento ha ancora capacità produttiva

Sei sicuro di questa tua affermazione? Cosa è successo in passato quando una concessione è scaduta?

Citazione
Vuotato il pozzo, deve smantellare, ma anche se non lo facesse è lo stesso, per quel che segue.
Abbandonata la piattaforma, mareggiata, si rompe un tubo.
Il giacimento è vuoto e non esce nulla.
Nessun inquinamento.

Qui stai assumendo che il concessionario abbandoni la piattaforma solo dopo aver esaurito completamente il pozzo.
Inoltre la storia ci insegna che non sempre gli impianti attivi vengano tenuti in perfetto stato di manutenzione.

Secondo me, almeno qui, dovremmo evitare di separarci in fazioni calcistiche e ragionare in modo maturo sui pro e i contro.
A maggior ragione quando chi fa politica non dimostra di essere all'altezza del compito.

Andrea Gangemi
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Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Previsione se vince il si.
Scade una concessione, l'estrazione viene interrotta, in attesa del rinnovo la piattaforma viene chiusa e lasciata alle intemperie.
Non si procede a smantellare, perchè il giacimento ha ancora capacità produttiva
Mareggiata, si rompe un tubo, disastro ambientale stile Macondo.
Non è colpa del concessionario: la concessione è scaduta e non ha titolo per operare.
Colpa di chi ha votato si.

Previsione se vince il no.
Il concessionario finisce di svuotare il giacimento, e per farlo deve mantenere la piattaforma in sano esercizio.
Vuotato il pozzo, deve smantellare, ma anche se non lo facesse è lo stesso, per quel che segue.
Abbandonata la piattaforma, mareggiata, si rompe un tubo.
Il giacimento è vuoto e non esce nulla.
Nessun inquinamento.
Merito di chi non è andato a votare e non ha rotto le scatole a chi lavora.

Trovo molto piu' credibile e plausibile quanto si dice al link sotto di quanto paventi tu, Marco Gamberoni:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1033328800048959&id=141260049255843
In sintesi:
vittoria del si' = i petrolieri sono obbligati a mettere in sicurezza gli impianti alla scadenza delle concessioni
vittoria del no = tutto rimandato all'infinito, anche per le decine di piattaforme abbandonate perche' non piu' produttive!
Andrea Ricci
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Vittorio Pongolini

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A prescindere dal fatto che forse non è questa neppure la sede di discussione, io non andrò a votare perchè per me è un referendum inutile, costoso e pretestuoso. Non ritengo di avere la capacità critica nè, in seconda battuta, la presupponenza di prendere una simile decisione e non voglio condizionare i lavoratori e i tecnici del settore e dei politici che, evidentemente, non sanno cosa fare, pur essendo pagati profumatamente per farlo. E non voglio nemmeno dare un giudizio in materia, gratuitamente. Se devo fare un paragone,  questo referendum per me non vale più di una decisione, che so io, se sia corretto o meno mettere più solfiti nel vino bianco rispetto ai rossi, oppure se gli scuolabus da nove persone debbano poter caricare fino a diciotto bambini perchè hanno il sedere che è la metà di quello di un adulto, o se si debba obbligare tutti i ciclisti ad indossare il casco, e via dicendo.
Chi sono io per giudicare?
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Alberto Faggioni

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Leggete, per favore, c'è molta disinformazione, io stesso ho avuto dubbi.
A questo indirizzo riportato qui sotto potete vedere una comoda serie di disegni che danno un'idea chiara e veloce della situazione.
http://www.bioecogeo.com/referendum-uninfografica-far-breccia-nel-cuore-degli-indecisi-dei-disinteressati

Negli allegati potrete trovare articoli con le ragioni del si e del no, ma vi consiglio di leggere soprattutto l'intervista al geologo Tozzi.
Se troverete chiare e convincenti queste informazioni, potete girarle a vostra volta ad altri.
Ciao
Alberto

marco ferrario (eko)

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A quanto già preso in considerazione nel topic, aggiungerei che è dimostrato, in modo inequivocabile, che alcune attività collegate all’estrazione di idrocarburi da piattaforme offshore determinano l’immissione diretta nell’ambiente di sostanze molto inquinanti e dannose per l’ambiente e per gli organismi che vi abitano.
Quanto catrame vediamo quando coi nostri kayak sbarchiamo sulle spiagge? nonostante il lavoro di volontari che cercano di pulirle.
Quanto catrame si è depositato nei fondali marini? Quali i gravi danni?
Ma sono solo i danni piü evidenti ai nostri occhi di kayaker marini, a questi si sommano moltri altri gravi problemi per la salute del pianeta e dei nostri mari.

Le trivelle perciò riguardano tutti noi, informiamoci.
Segnalo questo documento Pdf e un recentissimo video:
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2016/Trivelle_Fuorilegge.pdf
http://www.la7.it/piazzapulita/video/italian-offshore-11-04-2016-180432

marco ferrario (eko)

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... ma vi consiglio di leggere soprattutto l'intervista al geologo Tozzi.

Intervista al geologo Mario Tozzi:
http://www.radiopopolare.it/2016/03/fonti-fossili-roba-vecchia-serve-una-svolta/

Molto interessante anche l'intervista a Luca Mercalli
“Voto Sì, pensando al futuro del pianeta” http://bbb.radiopopolare.it/2016/04/referendum-trivelle-luca-mercalli-voto-si-pensando-al-futuro-del-pianeta/
Ultima modifica: Aprile 15, 2016, 06:32:53 am da marco ferrario (eko)

Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, tra tutti i vari contributi (va da sé, tutti per il sì) il più equilibrato mi è parso quello di Tozzi, del quale tuttavia non condivido le conclusioni.
Io ritengo che per decidere la nostra posizione se, cioè votare sì o astenersi (andare e votare no, alle regole attuali è un controsenso e io sarei per eliminare o ridurre notevolmente il quorum) ci si debba concentrare su un solo punto: è davvero un rischio così grande lasciare in attività le piattaforme estrattive (non trivelle) fino all’esaurimento rispetto al bloccarle tutte?
Il resto è fuffa: le royalties (alte o basse) vanno confrontate con la pressione fiscale complessiva e con la rimuneratività del giacimento, e alla fine si scopre che siamo su livelli omogenei ad altre aree.
L’impatto sul turismo è smentito dal fatto che la riviera romagnola ospita molte piattaforme; per quanto riguarda i posti di lavoro persi, quello è un problema serio, ma se davvero si scongiurassero rischi elevati per l’ambiente, sarebbe un sacrificio da compiere.
Io ritengo che sia sbagliato mettere sullo stesso piano piattaforme che estraggono solo gas (la maggior parte di quelle oggetto del referendum) e quelle che estraggono petrolio. Ritengo inoltre che il rischio sia tutto sommato accettabile, tenuto conto che oltre le dodici miglia vi sono comunque altri impianti e che incidenti significativi non ce ne sono mai stati.
Per quanto riguarda il fine concessione, mi risulta che i concessionari (compagnie) siano soggette a rilasciare fidejussioni a garanzia dello smantellamento a fine vita, pertanto, in un caso o nell’altro le piattaforme dovrebbero essere smontate. Forse farlo a giacimento esaurito potrebbe comportare meno rischi, ma non ho le competenze per dirlo.
I sostenitori del sì, alla fine dicono che la cosa importante è  dare un segnale. Sarà ma ricordo che l’Italia ha già superato gli obiettivi europei in termini di percentuale di energia rinnovabile, che si sta facendo un grandissimo lavoro sull’efficienza energetica (il meccanismo dei certificati bianchi è stato imitato in Europa) anche le la burocrazia italiana (GSE, ministeri, ecc.) si ingegna sempre a complicare le cose. Insomma, non siamo messi così male come ci piace spesso pensare.
E poi: si riduce il consumo di un bene intervenendo sulla domanda, non andando a ridurre l’offerta, che già ora è abbondante. Così facendo faremo salire marginalmente i prezzi, aumentando un po’ la nostra bolletta energetica e riducendo introiti per lo stato (royalties, canoni concessorii, imposte) che potrebbero essere destinati (utilmente) a incentivare la transizione verso le rinnovabili e l’efficienza.
Pertanto no, non andrò a votare.
Ciao.

Gibbio

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Io credo che votare SI a questo referendum, al di la degli aspetti tecnici e di lavoro a breve termine, significhi dare un messaggio alla politica che non è piu possibile continuare a usare combustili fossili che degradano e rendono invivibile l'ambiente in cui viviamo solo per una  logica di profitto , al di là se questo crea danni all'ambiente irreversibili e che alla lunga possono mettere in pericolo la nostra vita su questo pianeta . Ci sono forme alternative energetiche che sono debitamente nascoste e di cui è difficile anche trovare notizie. Mi vengono in mente gli studi di Tesla sui campi magnetici e la sua affermazione di poter generare con essi energia a basso costo ed inesauribile ... oppure gli studi di Schauberger (credo si scriva così) ed i suoi studi sui vortici in natura come mezzo per generare energia rinnovabile e a basso impatto .. Ecco io voterò SI perchè vorrei che la nostra scienza, il nostro sapere sia impiegato si a migliorare il nostro tenore di vita ma che sia anche capace di rispettare quello che ci circonda. Amo navigare lungo coste che mantengono ancora il sapore dell'incontaminato oppure fermarmi estasiato di fronte ad un paesaggio mozzafiato. E sono queste emozioni che vorrei lasciare in eredità a chi verrà dopo di me
G

maurizio bernasconi

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Votiamo sì, a costo di recarci al seggio malandati sulle ginocchia, a costo di rinunciare a un weekend con la Fata Turchina. Mi raccomando.   

Maurizio (Tric)

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Mi allineo senza indugi alle argomentazioni del Geologo Mario Tozzi.
Comunque sia, indopendentemente dalle opinioni in materia BISOGNA andare a VOTARE , ed informarsi adeguatamente sulla materia, non è difficile, è un dovere di cittadini liberi. Altrimenti aumentiamo sempre più la schiera delle "rane bollite" , sottoculturate e in balia dei politici faziosi e ignoranti. I referendum popolari e democratici sono uno dei pochi strumenti che ci restano, io toglierei il diritto di cittadinanza a chi sistematicamente li snobba.
Maurizio

Gengis

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Ciao a Tutti ,
io andrò a votare di prima mattina e naturalmente voterò SI ,lo faccio sempre prima di ogni cosa da fare nella giornata,perchè oltre che un dovere  ed io sono stato cresciuto  con questo principio,che il dovere viene prima del diritto , consapevole delle migliaia di persone che per questo diritto hanno dato la vita , come mio Zio Arcangelo Todeschini . Provo vergogna  per quanti in questo forum ,non perchè non vanno  ha votare, ma per quelli che sapendo , dicono il falso  per sostenere una banda di collusi , facendieri ecc.ecc.
Gengis

Circolo Canoaverde

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Giuseppe che non andrai a votare,
ciascuno di noi può farsi una propria idea in base alla documentazione che consulta e ritenere che le argomentazioni ambientali e sociali poste dai promotori del si siano insufficienti, ma rimane una questione importante di ordine politico (non partitico), ma inteso come riguardante la sfera e l'interesse pubblico ed etico:
lo Stato non può regalare un bene pubblico, appartenente alla collettività, qualunque esso sia, ad un soggetto privato, che privatizza i guadagni e pubblicizza le perdite. Perché non far più scadere le concessioni significa questo, ed è uno degli aspetti più inaccettabili di questa norma.

Il referendum chiede di abolire questo, chi non va a votare non ha capito che in gioco c'è un principio importante della vita sociale e del funzionamento di uno stato di diritto.
Oltre a tutte le considerazioni sul progressivo svincolo dalle fonti fossili, l'evoluzione verso un'energia più sostenibile, l'inquinamento del mare, ecc...

ciao
Luisa


Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, volevo solo precisare alcune cose, visto che sono stato tirato in ballo, direttamente o indirettamente.
1) alle regole attuali (che, ribadisco, non condivido perchè preferirei eliminare il quorum) andare ai seggi e votare no è una cazzata, molto meglio e del tutto legittimo, astenersi. Chi invoca la Costituzione ha spesso invocato o praticato l'astensione, quando conveniva. chi di voi è andato a votare quando c'era l'art. 18? ricordo i festeggiamenti quando non raggiunse il quorum degli stessi che oggi invocano il diritto/dovere di voto.
2) caro Gengis, accusare chi non si uniforma al proprio pensiero di essere un delinquente non ti fa onore. ti basti sapere che lavoro nel campo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, sai che interesse posso condividere con i petrolieri. comunque non te ne voglio, so che sei una brava persona, solamente un po' accecata dalla passione politica.
3) lo stato non regala nulla, lo dicono quelli che strumentalmente citano la questione delle royalties, che in altri paesi sono più alte (è vero) ma in altri sono addirittura assenti. è molto complicato valutare questo aspetto, in quanto occorre tenere presente la pressione fiscale complessiva e le difficoltà di estrazione. una fiscalità eccessiva scoraggerebbe gli investimenti, quindi è un tema assai delicato. dopodichè si può discutere se il guadagno complessivo dello stato sia adeguato, ma dopo un'analisi seria e non di parte. tra l'altro, pochi o tanti sono soldi che lo stato non incasserà più e che avrebbero potuto utilmente essere destinati a incentivare le rinnovabili.
4) sulla durata delle concessioni: non sono perpetue, ma possono essere prorogate, con durate fisse, fino all'esaurimento del giacimento. i rinnovi sono sempre subordinati ad ulteriori verifiche di conformità (o almeno dovrebbero).
5) se volete dare un segnale contro le fonti fossili, perchè non smettete di usare l'auto, di viaggiare in aereo, di riscaldare la vostra casa, ecc.

Siete davvero così anime belle da sentirvi virtuosi solo per aver messo la scheda nell'urna? poi di corsa a caricare la canoa sul tetto della macchina per un giro domenicale? fatevi delle domande  e datevi delle risposte.

Ciao.

PS vi scrivo queste righe da un treno sul quale viaggio a basso impatto ambientale, dando il mio piccolo segnale contro le fonti fossili.

marco ferrario (eko)

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Come Giuseppe, anch'io sarei per l'eliminazione del quorum. Sarebbe auspicabile e onesto. Senza quorum si potrebbero contare veramente i SI e i NO effettivi, mentre gli astenuti sarebbero solo gli indecisi e gli impossibilitati a recarsi al voto.
Per un cittadino, astenersi PER DIRE "NO", forse non è un atto delinquenziale ma è perlomeno un comportamento ipocrita e opportunista, un atto sempre sporco, sia che di tratti dell'aticolo 18 come per le trivelle.
Il primo boicottatore del referendum è il nostro "simpatico" governo, che punta a sabotarlo per fare un regalo alle lobby dei petrolieri. Il governo che boicatta un referendum compie un atto grave che contavviene all’art.54 della Costituzione che recita al comma 2: I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."
Ultima modifica: Aprile 16, 2016, 09:17:36 am da marco ferrario (eko)

Andrea Padrone

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Ciao a Tutti!

Quando segnaliamo un pericolo in fiume, ci adoperiamo per rimuovere un tronco pericoloso, puliamo le sponde, facciamo assistenza a un altro gruppo di canoisti inesperti, diamo consigli ai neofiti che ce lo chiedono, dedichiamo del tempo per descrivere un fiume su questo sito, etc. facciamo tutto ciò non per dovere di legge, ma per quello che noi avvertiamo essere un nostro obbligo morale.
 
Il legislatore, all’articolo 48 della Costituzione, ha chiaramente indicato che l’esercizio del voto non è un obbligo di legge, ma un dovere civico ossia un obbligo morale nei confronti degli altri nostri concittadini.
 
« Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
[...] »

A prescindere da come voteremo, spero che domani mattina sceglieremo di andare alle urne con la stessa motivazione che ci spinge a segnalare la presenza di un tronco in fiume. Non obbligati dalla legge, ma ottemperando a un dovere civico.

Buon weekend,
Andrea

Giuseppe Coduri

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Ciao Marco, concordo con la prima parte, non con le conclusioni. il quorum, negli ultimi anni è diventato difficile da raggiungere poichè si sommano gli astensionisti a prescindere con i sostenitori del no. Andare a votare e votare no (oggi) significa darsi la zappa sui piedi, perchè si aiuta il fronte del sì a raggiungere il 50%+1.
Ripeto, le regole del gioco sono queste e chi sostiene le ragioni del no propone, legittimamente, l'astensione. Si può poi parlare dei movimenti politici che potrebbero proporre di modificare la legge per eliminare o ridurre il quorum, ma non lo fanno, salvo poi fare strumentali appelli al voto o all'astensione, secondo gli interessi del momento.

Convincetemi che votando sì evitiamo rischi ambientali notevoli, non tirate in ballo la Costituzione o l'abbandono delle fonti fossili o altre questioni che mi sembrano pretestuose.
tra l'altro: ridurre il consumo di una risorsa agendo sull'offerta (già oggi sovrabbondante) e non sulla domanda (efficienza, stili di vita, ecc..) mi pare una pia illusione.

marco ferrario (eko)

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Andare a votare e votare no (oggi) significa darsi la zappa sui piedi, perchè si aiuta il fronte del sì a raggiungere il 50%+1.
Stai dicendo che il fronte del no sa già di essere perdente e perciò cerca di vincere solo giocando sporco, di fatto cercando di falsificare il verdetto, arruolando arbitrariamente gli indecisi, chi è impossibilitato a recersi al voto e i menefreghisti di ogni risma. Che schifo!
Convincetemi che votando sì evitiamo rischi ambientali notevoli,
Ne abbiamo già ampiamente parlato (senza tirare in ballo la Carta Costituzionale) infatti in molti si sono convinti e domani voteranno SI, mentre una fetta di non convinti,  .... beh.... lasciamo perdere, non voglio ripetermi.
Adesso scusami, scarico il kayak e tornerò sul forum solo in serata.
Ciao
m.
Ultima modifica: Aprile 16, 2016, 06:18:14 pm da marco ferrario (eko)

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Sì, ci sono infinite ragioni, Giuseppe. Intanto fai un giro su internet per vedere la devastazione ambientale provocata dalla ricerca di petrolio, ad esempio lungo le coste sud della Sicilia, in Calabria e in Basilicata. Ma ti fornisco altri motivi, se capisci solo le motivazioni economiche.
Il primo è che prolungare le concessioni significa concedere ai concessionari di rimandare alle calende greche lo smantellamento delle piattaforme, perché potranno sempre dire che c'è ancora gas da estrarre.
Il secondo è che questo governo sta regalando risorse naturali, il petrolio, a privati per pochi spiccioli.
Il terzo è il vecchio principio: Uovo oggi o gallina domani? A parte l'interesse privato di pochi nell'estrazione delle fossili rispetto all'interesse diffuso delle rinnovabili ... Nessuno ne parla, ma con il petrolio si possono fare migliaia di cose più sensate che bruciarlo! Tra vent'anni il petrolio varrà 10 volte tanto! Invece di regalarlo ora a società private per pochi spiccioli, teniamoci questo dono della natura per i nostri figli per quando sarà prezioso!
Andrea Ricci
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Gengis

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Ciao a Tutti ,
mi preme precisare  che non ho dato del delinquente a nessuno ,solo che provo vergogna , sarò anche accecato  da ideologie ottocentesche , però giuro non mangio i bambini come lo zio Peppone .
Gengis

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Vi ribadisco che non voterò non per motivi politici o ambientalistici o di quorum o di tutto quello che è venuto fuori ora ma perchè è un 'idiozia che mi si chieda a me, casalinga di Voghera, una cosa così tecnica  e perchè non voglio condizionare il lavoro di undicimila persone che magari hanno famiglia e che lavorano e vivono faticosamente sulle piattaforme.
 
 
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Vittorio, la casalinga di Voghera è certamente più informata di te e se gli si chiede un parere risponde. Noi altri, lo avrai capito, andiamo a votare proprio per motivi politici, ambientali, di quorum. Qualche decina di tecnici e operai perderà il lavoro tra qualche anno a causa del sì? Inezie. Invece per scellerate politiche di disincentivazione delle rinnovabili migliaia di imprese e decine di migliaia di occupati hanno perso il lavoro negli ultimi anni. E hanno fatto perdere il treno all'industria italiana, mentre quella degli altri paesi sviluppati va avanti.
Non ti basta? Non vuoi andare a votare? Chissenefrega, Vittorio, ce ne faremo una ragione.
Andrea Ricci
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Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ma ci è o ci fa?!? Sì, senz'altro ci è perchè altrimenti avrebbe capito da tempo che intervenendo in modo sgarbato e diretto sbaglia in modo originale l'approccio che, in questo caso, è perfettamente trasferibile da parte di chi non va a votare a chi va a votare sì. Pazienza CKItalia, andando avanti troveremo chi interviene in modo educato, continuando nella missione divulgativa di quello che è il magnifico scopo di un forum di canoa.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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La vittoria del SI può dare una spallata ad un castello di bugie.

Marco Gamberoni

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5) se volete dare un segnale contro le fonti fossili, perchè non smettete di usare l'auto, di viaggiare in aereo, di riscaldare la vostra casa, ecc.
Siete davvero così anime belle da sentirvi virtuosi solo per aver messo la scheda nell'urna? poi di corsa a caricare la canoa sul tetto della macchina per un giro domenicale? fatevi delle domande  e datevi delle risposte.

Ottimo punto.
Dato che il forum è CKFiumi, aggiungo: le anime belle che scendono un fiume con acqua rilasciata da dighe, si rendono conto che l'energia elettrica che l'acqua usata per divertirsi NON ha prodotto, sarà prodotta con altre fonti, quindi hanno causato un inquinamento?
L'idroelettrico è una delle più significative fonti rinnovabili. Dighe su tutti i fiumi, basta inquinamento, e basta kayak!
Chi vota si, e poi non si cura che TUTTA l'energia che usa sia rinnovabile è un ipocrita.
Io ho un impianto fotovoltaico che ha prodotto a oggi 2.481.815 kWh, che significa ho evitato l'emissione di 1.365 t di CO2.
Non vado a votare.


santino spada

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Fortuna che oggi si vota .
Spero che in futuro idee politiche o valutazioni per referendum o altro che non riguardi la canoa o kayak , sia discusso in altro forum.

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Non la penso come te, Santino. Il fatto che in tanti abbiamo preso parte alla discussione dimostra che il tema, certamente non off topic, è sentito. Dibattere serve anche a conoscersi.
Andrea Ricci
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marco ferrario (eko)

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Santino, non capisco come si possa affermare che questo dibattito non riguarda la conoa e il kayak?!
Quando navigo in KdM lo sguardo non termina alla prua del kayak, va ben oltre, arriva all'orizzonte e i pensieri vanno anche più in là.
Il KdM é un magnifico mezzo non un fine.
Questo forum discute del mezzo e anche del fine.
Il topic è stato proposto da Canoaverde, un club storico, pregevole e che contribuisce a creare cultura attorno al kayak e alla canoa;;
la ricca e stimolante  partecipazione, il fatto che ci siano stati molti interventi in pochissimi giorni e che sia un topic tra i piú letti, tutto questo dimostra che in molti, tra chi naviga in kayak, sentano la necessità di ampliare lo sguardo e la mente per comprendere su quali acque si navighi e su quali spiagge si approdi.
Forse, a causa di inganni e falsità ripetute, il SI non vincerà, ma tra noi kayaker la sensibilità per queste argomentazioni é forte e anche per ciò che abbiamo scelto di navigare in KdM,
IL MARE É NOSTRO piú di quanto lo sia il kayak sul quale poggiamo il sedere.
Un grande ringraziamento a questo forum e ai suoi creatori.
Un ringraziamento per aver realizzato un forum aperto, non settario e non asservito a scopi commerciali.
Un forum libero veramente.
Ciao
m.
Ultima modifica: Aprile 17, 2016, 02:26:50 pm da marco ferrario (eko)

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
A te, detrattore di questo referendum, chiedo:

Se dovessi consigliare tuo figlio nella scelta tra le facoltà "Fonti fossili" e "Fonti rinnovabili", quale consiglieresti?

Se ti offrissero un assegno di 10 mila euro per comprare un'auto tra 10 anni, a scelta tra assegno per auto a carburante e assegno per auto elettrica, quale assegno prenderesti?

Se potessi scegliere per i tuoi figli tra una villa con 10 ettari di parco sul mare fronte piattaforma petrolifera o fronte impianto eolico off shore, quale sceglieresti?

Quando il petrolio comincerà a scarseggiare e il prezzo decuplicherà, pensi che continueremo a bruciarlo per riscaldarci e che le canoe torneranno a essere di legno? O piuttosto che le canoe continueranno a essere di plastica, magari più care, ma che faremo edifici che consumano meno energia per non usare petrolio?

E allora tra qualche anno preferiresti vivere in un paese con un po' di petrolio da parte da vendere a 1000 dollari al barile per fare prodotti essenziali e imprescindibili per la nostra civiltà? O in un paese che anni prima ha grattato il fondo del barile per pochi spicci e ora è costretto a comprare a caro prezzo quel poco di petrolio che serve per produrre plastica, tessuti, medicine etc?

Su questo ci stiamo scontrando oggi: cicala o formica, uovo o gallina ... nulla di nuovo sotto il cielo: sempre la stupidità umana di segare il ramo su cui vive.
Andrea Ricci
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Vittorio Pongolini

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Con rammarico per i milioni di euro spesi inutilmente (330 !!!, mostruoso!!!) constato che le previsioni di non raggiungimento del quorum si sono avverate (pensavo ad un 39%, non si è arrivati ad un terzo !). Con mera disperazione per le casse dello Stato si è confermato che i politici nostrani sono incapaci di discernere relativamente ad un referendum serio da uno inutile e pretestuoso, ma anche gli ambientalisti più radicali devono imparare a fare i conti con la realtà dei fatti quando questa riguarda il lavoro di migliaia di persone e delle loro famiglie.
Con mestizia, contrizione e con spirito repubblicano vi saluto e dico "Viva l'Italia!" (e la canoa-kayak!).
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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RobertoB

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My 2 cents, ex post ...
Premetto che sono andato a fare X sul si.
Ovviamente mi piace il mare pulito, la salvaguardia dell'ambiente ecc ecc, come chiunque passi di qui, immagino.

Detto questo, dovremmo riconoscere di aver partecipato ad una costosa farsa.
Motivi:
-l'istituto del referendum è ormai svuotato di ogni valenza, i quesiti vengono prima filtrati a monte e poi eventualmente ribaltati nei fatti a posteriori con nuove norme sotanzialmente identiche a quelle abrogate
-la presenza del quorum distorce indegnamente il risultato
-il quesito sopravvissuto era nei fatti estremamente marginale
-campagne demagogiche speculari dai due fronti, dipingere la questione come salvare il lavoro di mezzo mondo o salvare l'ambiente

La tristezza più grande è vedere la disonestà (o forse solo inadeguatezza, non so cosa sia peggio) intellettuale della parte che in teoria difenderebbe le istanze che condivido.
Non mi si può venire a raccontare che con questo voto si sarebbe bloccato l'uso delle fonti fossili e salvato l'ambiente, semplicemente non è così.
Questo tipo di approccio, oltre ad essere a mio avviso stupido e irrispettoso dell'intelligenza dei destinatari del messaggio, è anche controproducente e quindi perdente.
Non si può fare una battaglia politica e culturale prescindendo dalla realtà dei fatti, ci si condanna alla marginalità e all'irrilevanza. Ed aggiungo con rammarico, giustamente.
Le favolette vanno bene per i bambini, agli adulti si devono portare prima di tutto dati e logica, poi su queste basi si può costruire ed elaborare un percorso coerente con la propria sensibilità e visione del mondo.
Sono convinto che con questo modo di fare ambientalismo non si vada da nessuna parte, dovremmo rifletterci seriamente   :(

L'unico motivo per cui ho sprecato scientemente 20 minuti del mio tempo è stato per fare un seppur minimo dispetto al ca**aro , ma non è servito nemmeno a questo.
Pagaiamoci sopra ...





Marco Lipizer

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Tra l'altro nelle Regioni direttamente interessate si è raggiunto il 50%, a Bolzano neanche il 20%. Quindi...

Giuseppe Coduri

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Condivido molto dell'analisi di RobertoB. Per quanto riguarda il quorum, sicuramente va ripensato, ridotto fortemente, se non eliminato. al giorno d'oggi ormai chi è contrario al quesito (a parte i contorcimenti logici di alcuni anti-Renzi) ha come unica strada l'astensione e non è un bella cosa, in quanto si mescolano, in modo irriconoscibile, gli oppositori consapevoli con i disinformati e gli astenuti a prescindere.

Mi fa poi simpatia il candore di chi ammette di aver agito (votato/non votato) anche (o soprattutto) per ragioni di orientamento politico, molti amanti delle favolette non lo ammetterebbero neanche sotto tortura.


Vittorio Pongolini

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Pur ritenendo in linea generale questo forum la non corretta sede per questo tipo di argomenti - mi sono già espresso in proposito più sopra - mi si illuminano  il cuore e la mente nel leggere la bellezza delle considerazioni post voto di chi ha rimarcato "cum grano salis" le motivazioni di un fallimento annunciato. A tal punto che la grande bellezza delle valutazioni non solo cancella la miseria di alcune precedenti al voto referendario ma addirittura modifica ed amplia "per meriti di logica espositiva e di pensiero",  l'accesso allo stesso.
Grazie agli intervenuti. Allietatemi ancora.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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marco ferrario (eko)

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Citazione da: Vittorio Pongolini link=topic=5418.msg20676#msg20676 date=1461082751
...Allietatemi ancora.

Vittorio,
perchè continui a ripeterti?
perché, se ritieni che questa non sia la sede adatta, continui a inviare messaggi che tra l'altro trattano ormai di argomenti veramente non inerenti al forum?

In un forum di kayak e canoa si può, anzi si deve, parlare di fiumi e di mare.
Aver trattato le argomentazioni di questo referendum significa guardare al nostro mare.
La miseria sta proprio nell'inserire commenti che accusano di "miseria" gli interventi e le analisi di chi ha invece partecipato a un dibattito molto producente e positivo, almeno fino a pochi minuti fa.
Un dibattito ricco e seguito, forse il più sentito e partecipato, da quando nel 2008 questo forum ha aperto al Kayak da Mare.
In soli sei giorni si contano oltre una quarantina di interventi che hanno espresso opinioni e idee diverse ma sempre in modo civile.
I lettori sono stati quasi un migliaio e forse più.
Questi dati sono un grande successo per il forum di CKI e ancor più per la piccola comunità dei kayaker italiani.
ciao
m.

Ultima modifica: Aprile 19, 2016, 08:40:01 pm da marco ferrario (eko)

Circolo Canoaverde

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aggiungo una chiosa specifica e collegata a quanto sta succedendo in questi giorni proprio nella mia città: la rottura di una condotta che porta il greggio dal porto di Genova Multedo alla raffineria Iplom e che ha causato uno sversamento di oltre 600mila litri di greggio negli alvei di due torrenti genovesi, con grave danno per i torrenti, la popolazione residente in zona e pericolo per il mare.
Il collegamento con la questione referendum non è solo legato alla materia greggio e fonti fossili, ma anche al tema della manutenzione di impianti delicati e pericolosi come quelli legati al ciclo del petrolio.

Penso che la piccola polemica di alcuni partecipanti a questo forum sia legata al fatto che non è stato capito (non era sufficientemente chiaro ?) che uno degli scopi del referendum è proprio quello di impedire che le aziende petrolifere usino gli impianti solo per produrre utili e li abbandonino a se stessi quando non sono più produttivi, scaricando perdite e passività sulla collettività, grazie al fatto che, con una semplice autodichiarazione, senza alcuna prova scientifica, dicano che il giacimento non è finito e che quindi l'impianto continuerà a stare lì.
Questo sta già succedendo adesso, all'interno delle 12 miglia ci impianti che non stanno producendo nulla e con concessioni scadute, e che continuano a stare lì, senza venire smantellati.

I concessionari stanno facendo comunque le manutenzioni ? Lo Stato sta facendo controlli di adeguatezza, pericolosità, rischio inquinamento ? che garanzie abbiamo che non succeda qualcosa di simile a quanto accaduto a Genova qualche giorno fa, considerando che le piattaforme in questione hanno anche 45 anni ?
Oltre tutto impianti fermi e non smantellati significa anche che la forza lavoro è limitatissima, mentre se le concessioni scadono le aziende sono costrette a smantellare, eliminando un pericolo per il mare e dando lavoro a un sacco di persone.
Forse minore superficialità nella valutazione del problema, che è effettivamente molto complesso, avrebbe aiutato a non far fallire il referendum e dimostrare che non siamo umani passivi e poco interessati al bene pubblico come piacerebbe a molti.
Infine: il costo del referendum è anche causato dal fatto che, nonostante le moltissime richieste da parte dei promotori e di tanti cittadini, questo evento non è stato volutamente accorpato con le elezioni amministrative. Parecchi soldi si sarebbero risparmiati.

ciao
Luisa

PS: Scusate se sono uscita dal tema referendum legato strettamente ad ambiente, inquinamento e tutela del mare, ma mi sembrava opportuno replicare per argomentare la ragione dell'avvio di questa discussione.
Ritengo che, visto che ho aperto io l'argomento, se la discussione continuerà sui temi ambiente, mare, rischi ambientali sia interessante e pertinente, altrimenti la chiuderei. Grazie


Marco Pec

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......, se la discussione continuerà sui temi ambiente, mare, rischi ambientali sia interessante e pertinente, altrimenti la chiuderei. Grazie
Non volevo intervenire in questa discussione ma viste le inutili (per me) polemiche volevo ringraziarti per le delucidazioni che nel marasma generale di questo referendum erano chiare ed esaustive. Sul fatto del quorum non raggiunto vorrei solo sottolineare che  i sostenitori del NO avevano tutto l'interesse a non andare a votare, quindi per molti il fatto di non andare a votare non è da confondere con mancanza di senso civico ( per la cronaca io ho votato SI)
Marco

santino spada

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Bravissima Luisa , hai centrato il problema .
La mia battuta nel forum , l'ho fatta perché il problema era più grosso del quesito del referendum .
Tu hai già stilato l'elenco di quello che c'è da fare .
Ma per fare quello che tu hai scritto ci vuole una classe politica decente.
Noi tutti possiamo sbraitare , ma fino a quando avremo certi politici dove vogliamo andare , non prendiamoci per i fondelli .
Tutto si risolve quando si va a votare per le politiche , anche se ho poca fiducia in quelle , ma almeno ci dobbiamo provare .
Un saluto a tutti.

marco ferrario (eko)

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A poche ore dal disastro petrolifero di Genova sul torrente Polcevera ora il vento sta spingendo il greggio verso il mare e se arriveranno le piogge sarà ancora peggio.

Anche il Messico nella giornata odierna sta vivendo un nuovo disastro ambientale dovuto al petrolio, con morti e molti feriti:
http://cipiri6.blogspot.be/2016/04/petrolio-esplosione-veracruz-in-mexico.html?m=1

Pensate poi all'incidente del 20 aprile di sei anni fa negli USA (nel mare del Golfo del Messico):
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Disastro_ambientale_della_piattaforma_petrolifera_Deepwater_Horizon
Se dovesse capitare a una piattaforma al largo di Ravenna possiamo fare il funerale a tutto l'alto Adriatico (che non è il Golfo del Messico ma è un mare chiuso) e a Venezia compresa.

La droga petrolifera circola nelle vene della nostra società.
Le maree nere, gli oleodotti che esplodono, sono solo la cima dell’iceberg di un fiume di idrocarburi (e soldi) che inquinano mari, fiumi e laghi, terre e cielo. E, ovviamente, anche la politica: non solo in Italia.
Ultima modifica: Aprile 21, 2016, 03:25:22 pm da marco ferrario (eko)

Vittorio Pongolini

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Anche a Luisa do il mio ringraziamento per le delucidazioni pertinenti, esattamente come ho fatto cinque interventi fa. Ella ha fatto considerazioni convincenti di cui non ero a conoscenza. Merci beaucoup, madame.
Aggiungo inoltre che non è solo il petrolio che può fuoriuscire e sversarsi la bestiaccia da domare e che può creare dei seri pericoli per la popolazione civile e l'ambiente, ma ci sono molti altri composti chimici davvero rischiosi per gli organismi viventi (tra cui la nostra specie) se non vengono monitorati, controllati, verificati, approvati, sperimentati e supervisionati nel modo corretto.
Ultima modifica: Aprile 21, 2016, 04:52:19 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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Marco Gamberoni

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...
Aggiungo inoltre che non è solo il petrolio che può fuoriuscire e sversarsi la bestiaccia da domare e che può creare dei seri pericoli per la popolazione civile e l'ambiente, ma ci sono molti altri composti chimici davvero rischiosi per gli organismi viventi (tra cui la nostra specie) se non vengono monitorati, controllati, verificati, approvati, sperimentati e supervisionati nel modo corretto.

Il Monossido di diidrogeno, per esempio.

Giuseppe Coduri

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Formarsi un'opinione richiede fatica, impegno. Ma soprattutto una disposizione d'animo aperta e libera da pregiudizi.
Per informazione di Canoaverde riporto nel seguito la norma (introdotta nella Finanziaria 2015) che il referendum voleva abrogare:

"I titoli abilitativi gia' rilasciati sono  fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto  degli standard di sicurezza  e  di  salvaguardia ambientale.  Sono  sempre assicurate le attivita' di manutenzione  finalizzate  all'adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti  e  alla  tutela dell'ambiente,   nonche'   le   operazioni   finali   di   ripristino ambientale"

Quindi è vero che non si pone un limite temporale oltre il quale le concessioni non potranno più essere rinnovate (limite che, confesso, non ho identificato chiaramente nemmeno nella norma precedente) ma dal punto di vista della salvaguardia ambientale non mi sembra che vi siano particolari alleggerimenti della disciplina. Altro discorso (che però esula dal tema referendum) è l'applicazione puntuale della norma e la possibilità ventilata da alcuni che le compagnie petrolifere (Eni, a controllo statale principalmente) tirino in lungo le concessioni per rimandare sine die lo smantellamento. A questo proposito devo dire che il mercato influenza molto le attività estrattive. giacimenti con alti costi di estrazione sono sfruttati solo quando i prezzi li rendono remunerativi, poi sono tenuti fermi anche per periodi lunghi. In ogni caso non so se convenga mantenere attive le concessioni di giacimenti esauriti, per via dei canoni da versare e delle garanzie fidejussorie che possono essere svincolate solo dopo lo smantellamento.

Sempre a Canoaverde ricordo che la possibilità di accorpare le amministrative col referendum è controversa (c'è chi sostiene che si potesse e chi sostiene che si sarebbe dovuta emanare una norma ad hoc) ma faccio sommessamente notare che le amministrative di giugno non interessano tutto il territorio nazionale, ma solo alcune città, pertanto il grande risparmio e il maggiore afflusso alle urne di cui parlate non sarebbero stati forse così decisivi.

E poi, cerchiamo davvero di ragionare in modo sensato, quando leggo di "droga petrolifera" mi verrebbe da ridere, se non fosse che molti proprio non arrivano a capire che tutte queste cose brutte brutte (trivelle, piattaforme, petroliere, oleodotti, raffinerie) non esistono per un complotto plutomassonico dei poteri forti, ma esistono perchè NOI utilizziamo il petrolio e il gas e anche se noi, in prima persona, vivessimo in una capanna, ci sarebbe comunque un sistema (strade, ospedali, scuole, polizia, ecc.) che consuma energia e senza il quale vivremmo (pochissimo) come le bestie. la transizione verso un mondo "pulito" si può fare, ma occorre lasciare il tempo, alle tecnologie necessarie per realizzarla, di svilupparsi adeguatamente e nel frattempo DOBBIAMO scegliere il male minore, nell'ottica della riduzione del danno.
impegnamoci al massimo e potremo accelerare questa transizione, ma non sarà domani, facciamocene una ragione

Vittorio Pongolini

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Monossido di diidrogeno, o acqua, non è un problema finchè non è troppa o troppo poca o inquinata. A noi canoisti va bene quando è pulita ed è medio - alta. Oppure sarebbe meglio che venisse giù sotto forma solida nei luoghi d'elezione, i ghiacciai delle Alpi, che sono davvero ridotti male.
Io invece mi riferivo ad altri inquinanti, come ad esempio i Prodotti Fitosanitari, irrorati non correttamente su ciò che mangiamo. Ho appena fatto un corso e superato il relativo esame che si riferisce al Dlgs 150/2012 noto come PAN, Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei P.F. (erbicidi, insetticidi ed anticrittogamici i più noti) per ottemperare alle norme U.E. in materia. Beh, il limite massimo U.E. di P.F. per le acque sotterranee, quelle che ci beviamo, per intenderci, è di 0,1 microgrammi/litro. E sapete quanto sono in termini fisicamente più comprensivi? Meno di una zolletta di zucchero disciolta in una petroliera, cioè in un bacino idrico! Ecco a cosa mi riferivo. E non è facile sottostare a simili livelli minimi, ma ce la dobbiamo fare, garantendo nel contempo le produzioni agrarie per la produzione del cibo. Ma non voglio andare oltre perchè la troppa specificità tedia e disinteressa, come il recente referendum...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

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