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Dotazioni e navigazione sui laghi Italo-Svizzeri (Maggiore-Lugano)

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marco ferrario (eko)

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Un amico, per organizzare al meglio un'escursione in kayak sul lago Maggiore, mi chiede come si può navigare rispettando le leggi, considerando che si navigherà in acque piemontesi, lombarde e svizzere.
Inoltro al forum la mia risposta, penso possa essere di interesse comune.

In tanti anni di ripetute e lunghe navigazioni su questi laghi vicini a casa, non ho mai avuto problemi, se non qualche difficoltà dovuta ai venti a volte veramente molto violenti e improvvisi, per conoscerli e cercare di prevenirli, fatevi un'idea leggendo qui: http://www.centrovela.com/supporti/venti-lago/ventilago.html

Veniamo ora alle normative.
Navigando dalle acque territoriali italiane a quelle svizzere e viceversa non ho mai dovuto fare frontiera. Pur essendo ancora funzionante la dogana stradale tra Svizzera e Italia, pagaiando, la linea di confine è inesistente, mai nessuno mi ha chiesto i documenti, anche quando dalle finestre doganali affacciate al lago, venivo scorto da qualche finanziere.

La navigazione su questi laghi è regolamentata da una Convenzione Svizzera-Italia.
I kayak non vengono mai espressamente citati, ma sono citate le canoe e i sandolini che, in base all'Art.17, sono esenti dall'obbligo di contrassegni identificativi.
L'Art. 43 parla poi di mezzi da spiaggia, canotti gonfiabili e ogni altro mezzo inferiore a 2,5 metri obbligandoli a navigare nella fascia costiera di 150 metri dalla riva.
Sempre lo stesso articolo, nel comma 2, chiarisce ogni dubbio che ci riguarda, riportando che i natanti a remi tra cui le canoe e i sandolini, come anche le tavole a vela, non sono sottoposte alle limitazioni sopra riportate.
Sul Regolamento internazionale che disciplina la navigazione sui laghi Maggiore e di Lugano allegato alla Convenzione tra Svizzera e Italia, non leggo di altre limitazioni specifiche, perciò deduco che in kayak da mare è possibile navigare senza limitazioni dalla riva.

Viene poi specificato che per la navigazione dal tramonto all'alba, il natante a remi ha l'obbligo di accendere una luce bianca ridotta, cioè visibile, in condizione di buona visibilità, dalla distanza di almeno due chilometri e su un angolo di 360 gradi, perciò diffusa ad angolo giro e di conseguenza montata più alta della testa del kayaker.
È anche necessario avere a disposizione un segnalatore acustico (fischietto).
Luce bianca, fischietto e anche la bussola, devono essere obbligatoriamente utilizzate in caso di nebbia o nevicate.
Il fischietto, in caso di nebbia fitta, va utilizzato con un suono prolungato da eseguire ogni minuto.

La navigazione è vietata nelle zone delimitate da boe sferiche gialle e sotto l'arcata centrale del Ponte di Melide (Lago di Lugano) esclusivamente destinata al transito dei battelli di linea.
È sempre obbligatorio mantenersi ad almeno 50 metri dai battelli di servizio in navigazione o in manovra.

Inoltre, la convenzione svizzero-italiana, stabilisce come chiedere aiuto e soccorso: agitando una bandierina rossa o una luce rossa con un movimento circolare, lanciando razzi rossi, emettendo suoni prolungati, allargando le braccia con movimento lento dall'alto al basso.

Per chi volesse leggere l'intera Convenzione:
http://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19983325/201203010000/0.747.225.1.pdf

Ormai è mia abitudine navigare su questi laghi portando sempre in kayak un salvagente a giubbotto, una boetta fumogena, due fuochi a luce rossa e una pompa di svuotamento. Sono queste le dotazioni aggiunte di sicurezza necessarie per le unità da diporto che si allontanano dalla costa oltre il miglio e fino a 3 NM, (dai 300 metri al miglio di distanza è sufficiente avere il salvagente e una pompa di svuotamento.
Il salvagente è obbligatorio sul kayak nel caso si navighi a oltre 300 metri dalla costa.
Chi fosse interessato, ecco la tabella completa delle dotazioni di sicurezza per le acque italiane http://www.guardiacostiera.it/maresicuro/downloads/dotazionidisicurezza_upd20042010.pdf

N.B. 1 - con queste dotazioni dovrei poter navigare su qualsiasi lago Italiano, le traversate sono sempre nel limite delle 3 NM dalla costa, ma c'è chi mi ha detto che sul Lago di Bracciano, in kayak, non si può navigare oltre i 200 o 300 metri dalla costa. Boh! A Bracciano non ho mai navigato e comunque trovo strano e incongruente che sui laghi Italo-Svizzeri il kayak (canoa) non sia equiparato a un mezzo cosiddetto da spiaggia o a un canotto gonfiabile, mentre a Bracciano, non sia riconosciuta al Kayak da Mare la capacità di navigare in sicurezza.

N.B. 2 - In base alla tabella delle dotazioni di sicurezza per il diporto, con le dotazioni sopra riportate potremmo navigare liberamente anche in mare rispettando il limite delle 3 NM dalla costa.
Aggiungendo a quelle dotazioni una boetta luminosa, una boetta fumogena e due razzi rossi a paracadute, potremmo navigare anche entro le 6 NM.
Certo è che, per chi naviga con un kayak da mare, invece del salvagente a ciambella è bene che venga previsto l'utilizzo del più idoneo salvagente a giubbotto.
Inoltre, un buon kayak da mare è praticamente una "zattera" inaffondabile, in quanto dotato di riserve di galleggiamento nei gavoni stagni di poppa e prua.

francesca gastaldi

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Ciao Marco,
rispondo in merito alla navigazione sul lago di Bracciano. Purtroppo il formato del documento che ho scaricato dalla Provincia di Roma non è accettato e la lunghezza del testo non è supportata quindi vi mando solo il titolo VIII. Resta da vedere se e come e quando aboliranno realmente le provincie cosa accadrà. Durante l'ultima stagione estiva sul Lago di Bracciano ci sono stati frequenti e categorici interventi da parte dei Carabinieri e della Guardia Costiera i quali hanno preteso il rispetto del Regolamento emanato dalla Provincia, quindi, per quanto riguarda le canoe e i kayak: limite di 200 metri dalla riva e salvagente a disposizione (bada bene non indossato ma a disposizione)

francesca gastaldi

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NAVIGAZIONE ACQUE INTERNE
Viale di Villa Pamphili 84 – 00152 ROMA
DIPARTIMENTO XIV- SERVIZIO I
TITOLO VIII
Regolamento Provinciale di Navigazione in Sicurezza
5. I Circoli velici e le Associazioni sportive devono inoltre :
a) rispettare le norme generali di sicurezza riportate nello apposito regolamento per la navigazione da diporto, nonché quelle predisposte dalla Federazione Italiana Vela e dalle Federazioni o Organizzazioni a cui aderiscono;
b) assicurare il possesso delle dotazioni di sicurezza che i natanti devono avere a bordo, per tipo e specie di navigazioni e comunque munirsi almeno di un salvagente per ogni persona imbarcata;
e) regolare il natante in modo da non creare situazioni di pericolo o d'intralcio alla navigazione e alla balneazione. A tal fine i natanti a vela devono tenere tra loro una distanza di almeno 10 metri;
d) essere coperte da assicurazione per responsabilità civile anche a favore degli allievi ;
6. L'utilizzo di piccoli natanti a remi o a pedali ( canoe, iole, sandolini, pattini ) è consentito di giorno, con lago calmo e con buone condizioni meteorologiche, ad una distanza non superiore ai 200 metri dalla riva.
Su tali natanti possono essere trasportati un numero massimo di persone stabilite dal costruttore e le dotazioni di bordo devono essere quelle della normativa vigente.
7. L'impiego di natanti a remi o a pedali è vietato sulle rotte delle unità effettuanti trasporto di passeggeri, nelle aree delimitate per specifici usi (campi di gara, sci nautico, corridoi di ammaraggio per aeromobili effettuanti interventi di emergenza, ecc...), e nei corridoi di uscita e di approdo per la navigazione a motore consentita .
8. I natanti oggetto di attività di noleggio devono essere contrassegnati visibilmente con gli estremi
di identificazione del titolare della licenza di noleggio o dello stabilimento balneare autorizzato
accompagnato dal numero d'ordine del natante.
I noleggiatori di natanti a remi, a pedali ed a vela,devono inoltre:
a. rispettare le norme di sicurezza secondo le vigenti leggi;
b. mantenere in perfetta efficienza i propri mezzi;
c. munirsi di corridoi d'ingresso delle imbarcazioni, segnalati da boe con bandierine di colore giallo, comprese nei duecento metri di fascia di costa;
d. individuare il limite dei 200 mt. dalla costa oltre il quale i natanti non possono allontanarsi, mediante apposizione di minimo n. 4 boe con bandierina rossa;
e. dotare i natanti di salvagente in un numero non inferiore alla metà dei passeggeri consentiti e/o trasportati e di una fune per l'eventuale recupero;
f. dotare obbligatoriamente i noleggiatori che non sanno nuotare di un giubbotto salvagente;
g. assicurarsi che al momento del noleggio coloro che prendono posto sul natante siano in numero inferiori o uguale a quelli previsti per legge come passeggeri;
h. rendere edotti i noleggiatori, mediante avviso ben visibile do tutte le prescrizioni di cui sopra;
i. provvedere alla stipola con ogni singolo noleggiatore e per singolo natante, di apposito
contratto contenente, oltre le prescrizioni di sicurezza cui debbono attenersi, la dichiarazione della capacità di saper nuotare o meno, gli obblighi e le responsabilità;
j. munirsi di cassetta di pronto soccorso e di estintore.
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Il testo riportato dalla sempre informata Francesca mi ricorda i ridicoli Locomotive Acts:
"A dare il tracollo alla locomozione su strada in Inghilterra giungono in buon punto i famigerati "Locomotive Acts" del 1861 e 1866, che tagliano la testa al toro. Infatti prescrivono, tra le altre assurdità, che ogni vettura circolante su strada ordinaria, non possa superare i 16 km orari, che sono necessari tre individui per la condotta della macchina, di cui uno armato di bandiera rossa, precederà a piedi il veicolo alla distanza di 54,85 m (60 yards), che il veicolo dovrà fermarsi immediatamente alla prima richiesta di qualunque pedone-Risultato di queste leggi così lungimiranti e moderne, fu l'interruzione completa o quasi dei tentativi di locomozione meccanica in campo inglese."
L'Italia di oggi e' come l'Inghilterra di 2 secoli fa; e infatti abbiamo il parco canoe e il numero di pagaiatori piu' misero d'Europa ...
Se nei laghi italo-svizzeri (grazie a Marco Ferrario per l'ampio rapporto) esiste una convenzione cosi' precisa e intelligente, e considerabile come "permissiva" rispetto al generale panorama italiano, suppongo che sia per l'intelligenza degli svizzeri che si sono imposti; o sbaglio?
E allora si potrebbe utilizzare questo regolamento per un'opera di sensibilizzazione delle altre ottuse amministrazioni di polizia lacuali?
Andrea Ricci
[email protected]

Laura Netzer

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Qualche tempo fa avevo posto delle domande dirette alla polizia lacuale svizzera, che mi rispondeva così:
Rispetto alla navigazione:
"ai sensi dell'ordinanza sulla navigazione interna (ONI), i kayak e le canoe canadesi sono classate come "imbarcazioni a pagaia", esse sono considerate come un sottogruppo dei battelli a remi.  Praticamente potete navigare ovunque sui nostri laghi, per quanto concerne il lago Lemano, devi chiedere a loro, siccome hanno un accordo internazionale con la Francia che io non conosco. Le isole vengono calcolate come riva normale. "
Rispetto alle misure di sicurezza:
"il giubbotto non é obbligatorio averlo a bordo se si naviga nella zona rivierasca interna 150 metri o esterna 300 metri da riva; diventa obbligatorio averlo a bordo oltre la zona rivierasca esterna 300 metri da riva ma non é necessario indossarlo. Non sono obbligatorie altre attrezzature di sicurezza, oltre a quelle fornite dal costruttore."
Rispetto alla convivenza con la navigazione di linea (soprattutto con l'aliscafo per quanto riguarda il Verbano):
"La navigazione in servizio regolare non ha nessuna influenza in relazione alla distanza di navigazione dalla riva, come pure i di mezzi di sicurezza a bordo."

Per quanto riguarda il passaggio della frontiera, questo andrebbe fatto in prossimità della riva. Un nostro amico è stato richiamato in maniera abbastanza veemente per essere passato un po' troppo in là. In quell'occasione gli era stato detto dalla parte italiana che la distanza corretta sarebbe 15 metri, ma questa affermazione sarebbe forse da verificare.

Laura

francesca gastaldi

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Ho letto la Convenzione Svizzera per Lugano. Grande Marco! Questa la porto con me ogni volta che incontrerò i personaggi con cui stò discutendo la libera navigazione. Grazieeee!
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Un po' di leggerezza umanistica: tutto questo topic mi ricorda "A farewell to arms", "Addio alle armi" di Ernest Hemingway, splendido romanzo che nel capitolo finale parla della impegnativa fuga notturna lungo le acque del lago Maggiore, tenendosi a debita distanza dalle coste, in cui il soggetto principale e la moglie se ne vanno dall'Italia per raggiungere la Svizzera perché braccati dalla polizia italiana...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marco ferrario (eko)

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Molto interessante l'intervento di Laura Netzer (kayaker Svizzero-Ticinese) che ci fa capire quanto in Svizzera si sia ben compreso in cosa consista la navigazione a remi e a pagaia.

Ineccepibili le parole di Andrea Ricci, quando scrive:
"Se nei laghi italo-svizzeri esiste una convenzione cosi' precisa e intelligente ... si potrebbe utilizzare questo regolamento per un'opera di sensibilizzazione ..."
Andrea, HAI PERFETTAMENTE RAGIONE !!

Questa sensibilizzazione, che è già patrimonio di moltissimi kayakers italiani, va ora indirizzata sopratutto ai vertici di FICK, UISP e FICT, fino a giungere alla classe politica, la quale, dimostrando senso civico, dovrà agire per chiarire definitivamente le numerose incongruenze che spesso incontriamo durante la nostra navigazione.
Leggendo la Convenzione Svizzera-Italia, emerge chiaramente che basterebbe davvero poco per affrontare e risolvere il problema, è semplice.
Gli svizzeri, come enunciano nelle righe di prefazione alla Convenzione, hanno compreso le nuove esigenze e l'evoluzione del traffico nautico e della tecnica nautica.
Partendo da questa analisi trasformata in enunciato fondamentale, hanno dato il loro contributo risolutivo.
A noi italiani basta un poco di buona volontà per cogliere questa valida opportunità, c'è chi ci ha spianato già la strada e dobbiamo essere grati.
Se la Convenzione Svizzera-Italia va bene per le acque italiane del Ceresio e del Verbano, potrebbe andare bene per tutti i laghi e i mari italiani.

Oggi non e così, l'Italia dimostra di essere disordinata e confusa, le molteplici ordinanze sono spesso contraddittorie, antiquate e prive di concetti di uniformità.
Se la navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano è così bene disciplinata, il merito è sopratutto Svizzero.
L'accordo Svizzera-Italia dove essere recepito dagli italiani (NON TENUTO NASCOSTO) ed esteso territorialmente per arrivare al giusto riconoscimento della navigabilità a remi e a pagaia su tutte le acque lacustri e marine italiane; mantenendo la tabella degli accessori di sicurezza con una postilla inerente il salvagente a giubbotto per i kayak (anziché quello a ciambella) e un riconoscimento zatterato al kayak da mare gavonato con riserva di galleggiamento.
TUTTO QUI, MOLTO SEMPLICEMENTE e finalmente potremo augurarci buone pagaiate anche sulle acque interamente italiane, non solo su quelle confinanti e divise con la Svizzera, dove già le pagaiate sono buone, come buone lo sono anche in molti altri paesi Europei e del nostro Pianeta, là dove il Kayak da Mare svolge un ruolo importante nel turismo e nel trekking nautico.