CKI il forum della canoa italiana

Oltre un miglio c'è un orizzonte

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francesca gastaldi

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Ragazzi,
ho pensato alle ultime mail che ho ricevuto. In particolare a chi è contrario alla propedeuticità di un patentino per navigare entro le sei miglia. Il mio lavoro non prevede di entrare nel merito di una eventuale propedeuticità. Che questo sia chiaro per tutti. Al di là di come la penso e di quello che sogno, non la prevede perchè:
1) l'obiettivo è arrivare oltre un miglio tutto il resto viene dopo
2) perchè, attualmente, in italia non esiste nessun patentino per navigare in kayak. Non esiste neanche una scuola ufficiale preposta a rilasciarlo!

Senza entrare a dire e polemizzare sul merito di come ognuno di noi sogna (compresa me), che sarebbe solo una perdita di tempo, direi di guardare i fatti.

Poichè ci stiamo rivolgendo alle Istituzioni preposte per modificare lo stato attuale delle cose è inevitabile che la regolamentazione della navigazione sarà convenuta sulla base delle decisioni prese dalle maggioranze che si prospetteranno all'interno delle stesse Istituzioni. E quindi un eventuale regolamento delle federazioni potrebbe essere approvato. Sulle modalità di questo eventuale regolamento nessuno di noi può fare previsioni perchè non costituiamo la maggioranza interna delle federazioni (abbiamo solo persone all'interno che stanno prendento in mano l'argomento) e al momento non sappiamo se raggiungiamo una maggioranza esterna ad esse (perchè il forum non è indicativo su k mare e perchè non è stato fatto un censimento di chi ci stà o non ci stà).

Poichè questa di un patentino eventuale stà diventando uno spauracchio di molti vorrei dire che se c'è questo timore l'eventuale "conflitto" tra voci interne alle federazioni e voci esterne si potrebbe risolvere promuovendo una raccolta di firme. Mi pare questo il modo più democratico e anche l'unico sinceramente. Se qualcuno ne ha altri lo prospetti.

Io non posso però occuparmi anche di questo. E' evidente, dalle obiezioni che alcuni mi fanno, che non ci si rende conto che non posso cambiare il mondo del k mare da un giorno ad un'altro ed è altrettanto evidente che non ci si rende conto del lavoro che stò facendo e del tempo e dell'impegno economico che mi porta via.
In questo modo, chi è interessato a far prevalere la propria idea può dimostrare di condividerla con molti e magari con una maggioranza schiacciante. Potrebbe anche trovarsi più collaboratori per farlo. Insomma date voce alla vostra causa.

Personalmente stò cercando di farlo. Nel senso che la causa per cui stò lavorando è il riconoscimento della navigazione oltre un miglio. Punto. Se non c'è riconosciuta la navigazione davvero non servono patentini e regolamenti. Questa è una frase chiave di tutto il discorso per me.
Le modalità in cui verrà concepita poi la navigazione, per me, sono successive e sinceramente anche fuori dalla mia portata e dalla portata di una manciata di canoisti. Sono convinta comunque che per questo, chi è interessato, dovrà dar voce a confronti posteriori, cioè successivi all'ottenimento della navigazione oltre un miglio. Per di più riguardo a questo entra in gioco la scuola di kayak che ancora, in Italia deve darsi una struttura ufficialmente riconosciuta ed una regolamentazione. Sò che anche su questo argomento ci sono ampi e dibattiti.

Certamente io non ho le competenze per valutare e proporre cose relative ad una scuola pertanto non ho alcuna intenzione di entrare nel merito di ciò. Inoltre, anche se le avessi, non potrei agire solo in mio nome e per conto. Occorre un movimento consolidato e strutturato di persone unite nell'intento. Chi è in grado di creare questo movimento ha buone possibilità di farcela. E comunque anche un movimento come questo ne ha di lavoro da fare per arrivare al pari degli altri paesi.

Concludendo il mio lavoro attualmente consiste nel chiedere la navigazione oltre un miglio,  riportare i precedenti di altri paesi europei e quanto stabilito dalle normative attuali e dalla prassi per convincere gli interlocutori. Tutto il resto compete tecnicamente e responsabilmente alle federazioni che saranno le ultime a concedere il visto sulle nostre richieste. Dunque se vogliamo che le federazioni ci ascoltino dobbiamo dare civilmente voce alle nostre convinzioni ed essere convincenti e pazienti. 

Spero che ciascuno dica la sua su questo argomento in modo civile (perchè è l'unico modo per andare avanti) e soprattutto in modo concreto (perchè altrimenti le parole volano). 

francy
Francesca Gastaldi

marco iezzi

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Riguardo all'argomento,mi rifaccio ad un mio precedente messaggio
L'organo proposto ad affrontare l'argomento dovrebbe essere la federazione che, in seguito a sollecitazioni esterne (vedi il lavoro che stai svolgendo) e raccolta di firme da parte dei sostenitori,avanza proposte in merito
Il problema delle raccolte delle firme....questo forum raccoglie una piccola parte dei praticanti del KDM,dunque non esaustivo per un sondaggio attendibile
Esiste un altro mondo dei praticanti del KDM e sono gli  appassionati di pesca,certamente  sarebbero ben lieti di un loro coinvolgimento  http://www.pescainkayak.com,hanno un forum molto attivo

Saluti

Marco Iezzi

francesca gastaldi

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Ciao Marco anche tu forse non hai seguito di passo quanto riportato negli altri topic riguardo alla navigazione. E' proprio tramite le federazioni che ci stiamo muovendo. Questo forum è letto da molta più gente di quanto non sia quella che interviene, compresi i responsabili delle federazioni che sono per di più intervenuti più di una volta nei topic di cui sopra e con i qual siamo ii continuo contatto. Infine per la raccolta di firme si può benissimo partire da qui e ogniuno può allargare la cerchia in concreto fuori dal forum. Ovviamente c'è da mettersi al lavoro.
francesca gastaldi

Riguardo all'argomento,mi rifaccio ad un mio precedente messaggio
L'organo proposto ad affrontare l'argomento dovrebbe essere la federazione che, in seguito a sollecitazioni esterne (vedi il lavoro che stai svolgendo) e raccolta di firme da parte dei sostenitori,avanza proposte in merito
Il problema delle raccolte delle firme....questo forum raccoglie una piccola parte dei praticanti del KDM,dunque non esaustivo per un sondaggio attendibile
Esiste un altro mondo dei praticanti del KDM e sono gli  appassionati di pesca,certamente  sarebbero ben lieti di un loro coinvolgimento  http://www.pescainkayak.com,hanno un forum molto attivo

Saluti

Marco Iezzi
Francesca Gastaldi

Gengis

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Ciao a Tutti ,
confermo quanto asserisce Francesca , come FICT  stiamo seguendo passo passo l'evolversi di questa
ottima iniziativa , per una serie di motivi non intervengo  nel forum , ma con contati personali , come a Pescantina e recentemente ad Ivrea , il forum di ckfiumi è importante ma assorbe troppe energie , le mie sono limitate da altre federali priorità.
Francesca avanti così.
Gengis

maurizio franchetta

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non ho ben capito a cosa serve andare oltre il miglio in un lago visto che un miglio equivale a quasi due kilometri ....e la legge lo intende dalla più vicina riva....di conseguenza si può attraversare un tratto di specchio d'acqua ( marino od interno) largo fino a 4 km.

essendo non molti i laghi in italia larghi oltre i 4/5 km   ....penso che richieste delle 6 miglia  (o similari) sia orientato al mare.... dove comanda la Guardia Costiera ( struttura militare) e nessuna federazione sportiva ha voce in capitolo , pertanto parliamo di leggi di sicurezza nazionale in armonia alle leggi comunitarie ( in pratica una legge comune e regole comuni in tutta europa) e non sarà una petizione (italiana o europea) a cambiare le leggi di Bruxelles e del parlamento europeo.

ps)a titolo informativo l'unico kayak autorizzato in mare ad andare oltre il miglio .....diciamo fino alla 6 miglia  è l'Hobie Island ( con opportune limitazioni meteo)

Vittorio Pongolini

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Ciao Maurizio. Stiamo cercando di andare oltre il miglio non solo sui laghi, che sono il meno, ma, soprattutto, sul mare! La legislazione italiana è la più arretrata d'Europa! Anche in Grecia e Portogallo si possono sforare il miglio e arrivare oltre le sei miglia. Lo sai cosa vuol dire? Che potremo andare alle isole e agli arcipelaghi che finora ci sono preclusi (vai avedere tu quali..tantissime/i), che potremo tagliare baie e golfi senza incappare in sanzioni e sequestri dei KdM, che non pagheremo multe, che potremo indossare o non indossare il Giubbotto Salvagente in casi chiari e definiti, che le Capitanerie di Porto non limiteranno come vogliono loro ma dovranno attenersi alle leggi nazionali, etc...
Ci sono molti altri topic su questo argomento molto recenti. Vai a leggerli e vedrai quante novità in termini di libertà di navigazione e di riconoscimento legale del KdM avremo a disposizione sempre però con le dovute attrezzature di soccorso e di segnalazione a norma di legge.
Chiarezza innanzitutto! E' quello che vogliono i Kayakers!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

maurizio franchetta

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carissimo Vittorio , in mare come dicevo  comanda non l'ente preposto ma la guardia costiera ....che non è altro che che i carabinieri del mare ( cioè struttura militare)............ le leggi sono europee e tutte le nazioni  dovranno adeguarsi a quella che già si adegua l'italia  entro il 31 dicembre 2015 ,in pratica te hai delle notizie vecchie inerente limiti e permessi nelle altre nazioni...... l'unica nazione che fa storia a se da sempre  è la Francia, dove se hai un kayak oltrei 4metr ipuoi andare fino alle TRE miglia ....a 3metri e 99 cmpuoi arrivare ai 300 metri dalla riva ...in pratica per acque interne.

ma anche li ( Francia) questione di 13 mesi ed è finita la pacchia.

sono molto informato su questo mondo,.....fidati .

non mi costringere a citarti leggi comunitarie commi ed interpretazioni vari-

la legge dice che salvo disposizioni locali della capitaneria di porto in italia ed in tutto europa si può andare con un kayak fino al miglio di una riva .....punto ed a capo ..con l'obbligo del giubbetto di un minimo di 50 Newton.
E inutile che ti inventi petizioni locali contro RENZI ??  NO contro BRUXELLES !!! RENZIedil governo italiano ( come anche la FRANCIA) deve adeguarsi pena salatissime multe della comunità europea di centinaia di milioni di euro all'anno.

la direttiva europea a cui l'italia e molte altre nazioni già si sono adeguate e le altre come la fRancia lo dovrà fare entro un anno....anzi 13 mesi ??

eccola  http://www.guardiacostiera.it/ACFE38/31122013102202702.pdf

è inutile che protestate o sognate orizonti di gloria che non esistono .

salvo che non fare come me che mi sono comprato un kayak speciale è me ne vo' per il mare per tutte le miglia che voglio ( salvo portarmi dietro tutto il matereriale di legge che ogni natante deve avere con se per entro le TRE miglia ....le sei miglia o le 12 miglia.


qual'e questo unico kayak presente in europa che ha questa fortuna ???

è l'HOBIE ISLAND Kayak ....singolo o tandem

perchè questo ??  perchè ho una targhetta a bordo con marcatura CE e categoria di navigazione autorizzata D chiaramente con relativi documenti cartacei che ne confermano la veridicità della targhetta ( senza abbinamento documenti cartacei la targhetta non ha valore)


francesca gastaldi

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Ciao Maurizio,
la direttiva alla quale fai riferimento (2013/53/UE) è già stata riportata sul forum nel prosieguo della discussione e del confronto che c'è stato dopo la mail alla quale tu stai rispondendo. Essa non riguarda i kayak e le canoe a meno che non siano dotate di motore. Ti copio e incollo una delle risposte che ho avuto dalla Commissione Europea a riguardo.

[email protected]
30 gen

a Maria-Isabel.G., me
Dear Ms Gastaldi,
 
Thank you for your e-mail.
 
Article 2.2 of the Directive 2013/53/EU lists products that are excluded from the scope of the Directive. Among those products, with regard to design and construction requirements set out in Part A of Annex I, are canoes and kayaks designed to be propelled by hand paddle power only, meaning that these types of kayaks are excluded from the scope of the Directive.
 
It is also to be noted that "motorised" canoes and kayaks fall within the scope of the directive only if they are intended for sports and leisure purposes, not for example for racing, etc.
 
If you have more questions or need more clarification, feel free to contact us.
 
Kind regards,
 
Viktorija CALJKUSIC-IVANOVIC

 
cid:[email protected]
European Commission
DG Enterprise and Industry
Unit F.5


Dunque la Direttiva non impone a nessuno stato membro una determinata regolamentazione per le nostre imbarcazioni. Ogni stato può intervenire come crede a riguardo. Per quanto riguarda la Francia loro navigano (con kayak adeguati) a sei miglia dalla costa e hanno appena emesso una nuova legislazione che sostanzialmente non varia le cose. Navigano con kayak marcati ISO 12216 (come vuole la D240). Ti allego il riassunto fatto dall'Associazione dei pagaiatori marini francesi. Il resto d'Europa e gli Stati Uniti (non stò qui ad allegarti la mail in risposta alle mie domande rivolte a Guardie Costiere, federazioni e associazioni non italiane) prevalentemente non ha limiti dalla costa.
Pertanto la Direttiva che ci impone un nuovo codice della navigazione entro il 17.01.2016 non ci riguarda. Ci riguarda nel caso in cui la Guardia Costiera italiana decida di aggiungere all'interno del nuovo codice una regolamentazione per la navigazione dei kayak e delle canoe. Come potrai constatare sul forum relativamente ai topic di aggiornamento inviati, abbiamo avuto un incontro con la Direzione Generale della Guardia Costiera che ha preso visione della documentazione che abbiamo presentato e l'ha posta agli atti affinchè venga studiata per entrare eventualmente a far parte dei lavori di studio per il nuovo codice di navigazione. La documentazione lasciata consiste in una proposta legislativa di navigazione per i kayak e le canoe, a nostro (dico nostro perchè siamo diversi ad aver collaborato alla stesura, tra questi Vittorio) parere adeguatamente formulata (adeguatamente perchè ha tenuto conto di tutte le normative esistenti al momento, comprese le singole ordinanze costiere). La trovi sempre tra i topic del forum che hanno discusso l'argomento.
Nella tua mail sembri quasi contento di provare che ci sia un divieto per noi kayaker (i francesi sono pur cugini nostri) quando parli di pacchia finita. Mi riesce difficile di capire questo tuo sentimento!

Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

Carlo Fonda

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  • Il mare è grande, esige rispetto, dona libertà
Forse ho capito male io a questo punto, avendo deciso di NON comperarmi un Hobie Adventure Island (o addirittura il tandem Island) proprio perché sono marchiati CE classe D, e (se ho capito bene la legge italiana) quindi essendo obbligatoriamente soggetti alle limitazioni della classe D, che prevede la navigazione SOLO in acque protette (laghi, fiumi, lagune) e la esclude anche in zone costiere. Se non fossero marchiati CE/D sarebbero soggetti alle regole (o assenza di regole) per i kayak, ma nel caso specifico loro ricadono legalmente nelle nuove regole europee che, per come sono implementate in Italia (negli altri paesi CEE è diverso, per es. non hanno grossi limiti di distanza ma solo di "meteomare" ammesso...) hanno dei limiti abbastanza stretti... diciamo che l'Italia (per come mi pare di capire) ha adottato quelli che negli altri paesi europei sono visti solo come "limiti di design" ma non di utilizzo (acque protette, etc...) anche come limiti stringenti di utilizzo.

Spero di aver capito male io, ma per come mi è sembrato i due SOT a pedali e vela citati NON sono usabili (in Italia) se non in acque interne o lagune, restando escluso il mare anche costiero (e con qualsiasi condizione meteomarina attuale, visto che basta la "potenzialità" di onde di più di 30cm per renderle inadatte).

Qualcuno ha una diversa interpretazione e ha piacere a discuterne? ...mi interesserebbe molto (ho un vecchio Hobie Mirage Tandem -non marchiato CE- e prima o poi vorrei cambiarlo ;-)

Saluti a tutti,
Carlo (Trieste)

salvo che non fare come me che mi sono comprato un kayak speciale è me ne vo' per il mare per tutte le miglia che voglio ( salvo portarmi dietro tutto il matereriale di legge che ogni natante deve avere con se per entro le TRE miglia ....le sei miglia o le 12 miglia.
qual'e questo unico kayak presente in europa che ha questa fortuna ???
è l'HOBIE ISLAND Kayak ....singolo o tandem
perchè questo ??  perchè ho una targhetta a bordo con marcatura CE e categoria di navigazione autorizzata D chiaramente con relativi documenti cartacei che ne confermano la veridicità della targhetta ( senza abbinamento documenti cartacei la targhetta non ha valore)
La mia piccola flotta di kayak mare:
CS Canoe - Ventura e Marina440HC (singoli, in dyolene)
Artfiber - Proteus (in kevlar/carbonio), Piave K2 (doppio, in vtr)
Hobie - Mirage Oasis Tandem (SOT doppio in polietilene, a pedali)

Carlo Fonda

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  • Il mare è grande, esige rispetto, dona libertà
PS aggiungo un link come riferimento, dal forum USA di Hobie kayak:
http://www.hobiecat.com/forums/viewtopic.php?f=71&t=50745
dove si discute proprio della marchiatura CE/D di questo due kayaks e delle conseguenze per il loro uso in Italia...

Carlo.
La mia piccola flotta di kayak mare:
CS Canoe - Ventura e Marina440HC (singoli, in dyolene)
Artfiber - Proteus (in kevlar/carbonio), Piave K2 (doppio, in vtr)
Hobie - Mirage Oasis Tandem (SOT doppio in polietilene, a pedali)

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
...ecco Maurizio, questa è esattamente la risposta che mi aspettavo arrivasse da Francy - ne ero quasi certo che la inoltrasse al forum e t'assicuro che non ci siamo proprio sentiti prima - e che i contenuti quasi li conoscevo, seppure non così ben esposti e chiari. Ma, d'altra parte Francy, di Roma, Marco Ferrario, Marco Lipizer ed io abbiamo lavorato per mesi su qs. argomento e Francy è stata colei che ha assemblato tutti gli "input" legali, nazionali ed esteri, pervenuti e ricercati dal nostro "gruppo autonomo di kayaker  per la modifica della legge di navigazione del KdM" . Ha inoltre fisicamente "messo la faccia" tra i meandri di palazzo, andando anche a riferire presso Onorevoli e ricercando le possibilità di intervento. Marco Ferrario, di Lurago d'Erba, è stato l'avvocato del diavolo, colui cioè che "metteva la pagaia tra gli scafi" ma che ha confrontato le varie legislazioni nazionali, marine e lacustri, e le ha portate in dote al gruppo di lavoro. Marco Lipizer di Trieste ha contribuito con discussioni relative alla realtà legale dell'alto Adriatico - sono tra i più ostacolati dalla loro G.C. di tutt'Italia - ed ha anch'egli commentato e discusso con noi. Io ho innescato la discussione ed ho trovato in loro i migliori interlocutori che potessi avere - merito di CKItalia -, e siamo tutta gente motivata . Ho contribuito alle discussioni e mi sono dato da fare sia all'estero che qui, nei palazzi sportivi.
Poi, a lavoro di stesura quasi ultimato, abbiamo trovato finalmente l'approvazione di diverse Federazioni, Unioni ed Associazioni (FICK in primis col Presidente Luciano Buonfiglio ma poco, invero, dallo Sport per Tutti della FICK, e poi FICT per prima con Arcangelo Pirovano, temporalmente parlando, e poi UISP con Gianni Russo e Sottocosta con Piero Di Stefano) e siamo arrivati all'attualità, con ciò che ti ha riferito Francy, insostituibile e volitiva coordinatrice del gruppo di lavoro, eletta "capo" per meriti legali e... sul mare (leggi metaforicamente"sul campo").
Devo dirti che ho  ravveduto anch'io da parte tua una malcelata soddisfazione nelle limitazioni alla libertà di navigazione dei kayakers possessori di KdM. Mi ha dato molto, molto fastidio, in primis perchè non ho mai fatto il nome di Renzi e non ce l'ho con Bruxelles e nemmeno con la Guardia Costiera, che si sbatte non poco per far rispettare le leggi del mare imposte dalle leggi su cui stiamo intervenendo. Sembra quasi che solo tu abbia trovato la panacea per la libertà di navigazione del KdM con il tuo Hobie Island, marcato CE, in Italia, in Europa e ovunque. Ho visto un immagine di quello che non mi sembra proprio un Kayak da Mare ma un mix tra un Hobie Cat, una canoa hawaiana con bilanceri, una barchetta a vela e un Sit-on-top. E, soprattutto, non c'è nessuna pagaia in mano in nessuna immagine, e la pagaia è ciò che accomuna tutti i visitatori di questo forum. Beh, detto questo non trovo nulla in comune con i KdM e con le canoe kayak! E' carino e deve anche essere divertente.. ma non è una canoa kayak e men che meno un KdM! E quindi ci credo che puoi andare oltre le 1,3,6 M. Non si tratta di un KdM, quello per cui ci stiamo sbattendo, e forse hai sbagliato sede. E allora giustifico in parte la malcelata soddisfazione ma non capisco dove vuoi arrivare. Io non dico "cicca cicca, tu non puoi e io sì" se mi trovo su uno yacht e vedo un kayaker che, pagaia in mano, arriva all'Isola del Giglio dal'Argentario con una legge che lo autorizzerà a percorrere quel braccio di mare. Adotto un sistema di discussione cònsono all'argomento. Altrimenti, alzo le vele e vado altrove, o accendo il motore e inquino aria e acqua e mi sposto per discutere con altri interlocutori su leggi inerenti alla mia barca e non di normative vietate alle quali non ci interessa approdare perchè non inerenti al nostro meraviglioso, agile mezzo di spostamento a pagaia sul mare e sul lago.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

francesca gastaldi

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Ora capisco meglio la questione che ci pone Maurizio. Devo dire che difronte a queste considerazioni mi pare ancora più paradossale che imbarcazioni come le nostre sia imposto di stare entro un miglio. Sostanzialmente trovo che la predisposizione alla navigazione tra i due tipi di imbarcazione siano molto diverse.
E' evidente che in Europa si stanno cominciando a muovere per certificare anche le piccole imbarcazioni. Prima o poi lo faranno anche con le nostre di questo ne sono certa. Esistono già per le imbarcazioni a propulsione umana le normative ISO che ogni stato può volontariamente adottare ed anche queste sono limitate alle diverse categorie a seconda delle caratteristiche tecniche. Però esse hanno il grosso limite che variano nell'arco di cinque anni e impongono un aggiornamento della legge continuo. In Francia sono già tre le legislazioni che si sono susseguite! Te la immagini in Italia una solerzia tale nell'aggiornamento legislativo? Riguardo alla certificazione CE gli uffici di Bruxelles e enti riconosciuti al rilascio delle certificazioni mi hanno più volte risposto che se una Direttiva esclude una imbarcazione vuol dire che non la regola. Pertanto lo stato di riferimento, in questo caso l'Italia, è libero di regolamentare a suo piacimento. Noi siamo per ora fuori dalla direttiva e pertanto l'unico ente che può ascoltare le nostre richieste è la Guardia Costiera italiana. In questo senso ci stiamo muovendo per vederci riconosciuto l'oltre miglio. Ben venga poi se ci certificheranno un giorno le barche, vorrà dire che avremo migliori garanzie sul prodotto e magari avremo prodotti diversi per categorie di navigazione diverse. Ognuno acquisterà quello che crede. Sò che anche la GC si stà muovendo per fare un organo unico europeo. Tutto è in mutamento come vedi. Affronteremo un problema alla volta. Non sò che dirti rispetto alla certificazione dell'hobie sono contenta per voi anche se io spero che al kayak venga riconosciuto di più. Di fatto al momento fuori dall'Italia è così. Se permetti potrei girare la questione alla persona della Comunità Europea che mi aveva risposto a riguardo. Vediamo che cosa ci risponde.

Francesca Gastaldi

Forse ho capito male io a questo punto, avendo deciso di NON comperarmi un Hobie Adventure Island (o addirittura il tandem Island) proprio perché sono marchiati CE classe D, e (se ho capito bene la legge italiana) quindi essendo obbligatoriamente soggetti alle limitazioni della classe D, che prevede la navigazione SOLO in acque protette (laghi, fiumi, lagune) e la esclude anche in zone costiere. Se non fossero marchiati CE/D sarebbero soggetti alle regole (o assenza di regole) per i kayak, ma nel caso specifico loro ricadono legalmente nelle nuove regole europee che, per come sono implementate in Italia (negli altri paesi CEE è diverso, per es. non hanno grossi limiti di distanza ma solo di "meteomare" ammesso...) hanno dei limiti abbastanza stretti... diciamo che l'Italia (per come mi pare di capire) ha adottato quelli che negli altri paesi europei sono visti solo come "limiti di design" ma non di utilizzo (acque protette, etc...) anche come limiti stringenti di utilizzo.

Spero di aver capito male io, ma per come mi è sembrato i due SOT a pedali e vela citati NON sono usabili (in Italia) se non in acque interne o lagune, restando escluso il mare anche costiero (e con qualsiasi condizione meteomarina attuale, visto che basta la "potenzialità" di onde di più di 30cm per renderle inadatte).

Qualcuno ha una diversa interpretazione e ha piacere a discuterne? ...mi interesserebbe molto (ho un vecchio Hobie Mirage Tandem -non marchiato CE- e prima o poi vorrei cambiarlo ;-)

Saluti a tutti,
Carlo (Trieste)
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Scusatemi girando sulle immagini del web vedo che ma la targa di omologazione CE che avete inviato si riferisce esclusivamente ad un hobie cat e non ad un hobie kayak. Stiamo parlando di una imbarcazione a vela e non di una imbarcazione a propulsione umana o sbaglio?

Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

marco ferrario (eko)

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....... è finita la pacchia.
... sono molto informato su questo mondo,.....fidati.
... è inutile che protestate o sognate orizonti di gloria che non esistono ... salvo che non fare come me che mi sono comprato un kayak speciale è me ne vo' per il mare per tutte le miglia che voglio ... qual'e questo unico kayak presente in europa che ha questa fortuna ???
è l'HOBIE ISLAND Kayak ....singolo o tandem

Prendo spunto dall'intervento di Franchetta, per affermare francamente che il metodo utilizzato per pubblicizzare l'hobie island non è nuovo e nemmeno spiritoso.
Già altri, in passato, si erano distinti nell'intruffolarsi in malo modo tra gli argomenti del forum per tentare di promuovere un prodotto o una attività a pagamento.

Sarebbe meglio che questi interventi, diversamente strutturarli, fossero inserirli nella specifica rubrica "Pubblicità", eccola qui:  http://forum.ckfiumi.net/index.php/board,25.0.html e qui http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1901.0.html  Flavio spiega bene come fare pubblicità.

Suggerirei di mettere lo spazio "Pubblicità" in evidenza e farlo uscire dal Purgatorio, oggi evidentemente ad alcuni sfugge. ;-)
I mestieranti del kayak potrebbero prima versare almeno la quota come Amici Gold++ di CK (visti gli interessi commerciali mi sembra il minimo) e scrivere poi nello spazio "Pubblicità" ciò che vogliono sui loro prodotti o sui servizi offerti a pagamento.

"Pubblicità" è lo spazio del forum nato per parlare alla luce del sole del prodotto che si produce, che si commercializza o dell'attività a pagamento che si propone, senza sotterfugi o acrobatici mascheramenti.
Potrebbe essere molto interessante per tutti leggere pagine pubblicirtarie e redazionali delle aziende che costruiscono kayak, accessori, ecc. ma perlomeno tutte inerenti al kayak. Se poi CKFiumi/CKI lo riterrà altrettanto interessante, potrã dare spazio, forse e ad esempio, anche a chi vorrà pubblicizzare una simpaticissima imbarcazione a pedali con due bilanceri, una vela e senza pagaia.
Chissà!
Forse vale la pena pensarci.
Ciao e scusate la digressione oltre il miglio.
Marco

Vittorio Pongolini

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...PAC...PAC...PAC... tre pagaiate sulla zucca a questo "hidden advertiser" da chi si sta battendo per la  libertà di navigazione del KdM! Eccolo sgretolato, ecco svelato dove voleva arrivare! Le sue certezze...le sue leggi... "ma mi faccia il piacere!" diceva Totò! E' tutto un fiorire sulla sua imbarcazione sul WEB al suo nome! Qui si suda per spostarsi! Paga la tassa di "Gold++ member" adesso, Franchetta! CKItalia è serio e noi siamo come lui!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
...PAC...PAC...PAC... tre pagaiate sulla zucca a questo "hidden advertiser" da chi si sta battendo per la  libertà di navigazione del KdM! Eccolo sgretolato, ecco svelato dove voleva arrivare! Le sue certezze...le sue leggi... "ma mi faccia il piacere!" diceva Totò! E' tutto un fiorire sulla sua imbarcazione sul WEB al suo nome! Qui si suda per spostarsi! Paga la tassa di "Gold++ member" adesso, Franchetta! CKItalia è serio e noi siamo come lui!

Ben detto!
Grazie ai nostri inflessibili guardiani dell-ortodossia canoistica, che ci tutelano da invasioni sovversive di millantati attraversatori di oceani, canoisti senza pagaia (orrore!), che seguono per noi i percorsi parlamentari e ci danno disposizioni obbligator... pardon, fortemente consigliate, su come andare vestiti, cosa portare, quando pisciare, che canoe usare, etc.
Noi, popolino della pagaia, senza i nostri tutori saremmo persi in balia delle onde di pubblicitari occulti, avventurieri senza bollino di qualita', don Quijote in canoa da fiume che pretendono di andare per mare (come osano!) e k-mare sui fiumi (quale eresia!).
Grazie, grazie, grazie.
Potete andare a riposare ora
Andrea Ricci
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francesca gastaldi

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Caro Andrea si tratta solo di capire come stanno le cose. Effettivamente la versione di Marco e Vittorio non è improbabile. Sei andato a vedere chi è che scrive? A volte ho l'impressione che l'istinto impulsivo ti porti contro il tuo stesso modo di vedere le cose.

Francesca Gastaldi
 
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Caro Andrea si tratta solo di capire come stanno le cose. Effettivamente la versione di Marco e Vittorio non è improbabile. Sei andato a vedere chi è che scrive? A volte ho l'impressione che l'istinto impulsivo ti porti contro il tuo stesso modo di vedere le cose.
Francesca Gastaldi

Questo nuovo membro Maurizio Franchetta si qualifica da solo: basta leggere con intelligenza ciò che scrive e come lo scrive.
Ma l'atteggiamento di censori, di settari, di boriosi, di guardiani (non parlo di te) non lo sopporto.
E siccome CKI, quale forum libero, appartiene a tutti i suoi membri, essi dicono la loro e io dico la mia; così, tanto per riequilibrare.
Andrea Ricci
[email protected]