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Navigazione natanti a propulsione umana

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francesca gastaldi

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Buongiorno a tutti,
tenendo conto delle Direttive europee, della normativa italiana, delle normative ISO attualmente in vigore, la navigazione per i natanti a propulsione umana potrebbe essere stabilita nei seguenti termini.
 
Le unità da diporto a propulsione umana:
a)   di una lunghezza superiore a 4 metri ed una larghezza almeno di 0,45
b)   che siano pontate in tutta la loro estensione e/o che siano dotate di una riserva di galleggiabilit√†.

possono navigare entro le sei miglia (art. 27 p.to 3 lettera a L.171/2005).
Nel primo caso della lettera b) esse sono dotate di aperture nello scafo e nel ponte (pozzetto e gavoni) che non pregiudicano la resistenza agli agenti atmosferici quando si trovano in posizione chiusa (perché dotate di paraspruzzi e tappi).

Questo in virt√Ļ del fatto che le normative ISO non sono obbligatorie, n√© esiste una Direttiva Ce che regolamenta questo tipo di imbarcazioni. Ci√≤ √® inconfutabile ed √® avvalorato dal fatto che negli Stati Membri (esclusa la Francia) navigano tutti senza limiti dalla costa e senza normativa ISO.

Anche l√¨ dove la legge nazionale italiana (L.171/2005) richiede la conformit√† a normative per un natante senza marcatura CE essa lo fa per la navigazione relativa alle 12 miglia (art. 27 p.to 3 lettera c). In tal caso, le unit√† da diporto senza marcatura Ce, rispondenti ai requisiti di sicurezza elencati nei punti 3.3, 3.4 e 3.5 dell‚ÄôAllegato I della L.171/2005 possono navigare entro le 12 miglia quando sono conformi ai requisiti EN ISO 11712-1:2013 purch√® abbiano a bordo la dichiarazione di conformit√†. Questi natanti, qualora raggiungano la lunghezza superiore o uguale a sei metri possono ambire alle categorie A, B,C,D.  In tal caso, se vogliono navigare sotto la giurisdizione del proprio paese, sono tenuti ad essere iscritti nei registri delle imbarcazioni da diporto. Ci√≤ in virt√Ļ del fatto che i natanti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d)L.171/2005, sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nei registri di cui all'articolo 15, della licenza di navigazione di cui all'articolo 23 e del certificato di sicurezza di cui all'articolo 26.


NOTE
EN ISO 11712-1:2013 e EN ISO 11712-3:2013.
Il primo garantisce la stabilit√† e la galleggiabilit√† di Natanti a propulsione umana pi√Ļ lunghi o uguali a 6 metri che ambiscono alle categorie A,B,C,D, il secondo inferiori ai 6 metri che ambiscono alle categorie D e C (quindi sono precluse la A e la B) e che siano pontati e abbiano recessi  a veloce svuotamento conformi all‚ÄôISO 11812 (quest‚Äôultima specifica i requisiti di pozzetti e recessi ‚Äústagni‚ÄĚ o ad ‚Äúauto-svuotamento rapido‚ÄĚ .
Si tenga presente che le categorie di cui parliamo corrispondono a:
A.   In alto mare: progettate per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento pu√≤ essere superiore ad 8 (Scala Beaufort) e l'altezza significativa delle onde superiore a 4 m, ma ad esclusione di circostanze anomale; imbarcazioni ampiamente autosufficienti.
B.   Al largo: progettate per crociere d'altura, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 8 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 4 m.
C.   In prossimit√† della costa: progettate per crociere in acque costiere, grandi baie, estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 6 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 2 m.
D.   In acque protette: progettate per crociere in acque costiere riparate, in piccole baie, laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento pu√≤ essere pari a 4 e l'altezza significativa delle onde pu√≤ raggiungere 0,3 m, con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m, ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.

Riguardo ai limitazioni sulla libertà di navigazione da diporto si legga la Sentenza della Corte Europea n. C142/2005.

Stante quanto scritto significa che un kayak, un surf ski e una polinesiana singola (e altri natanti che non raggiungano i sei metri), possono navigare entro le sei miglia. I natanti uguali o oltre i sei metri di lunghezza possono navigare, dietro le condizioni riportate per le categorie A, B,C,C. Non è richiesta nessuna patente nautica perchè il regolamento, emanato in seguito a quanto stabilito dall'art.65 della L.171, dice chiaramente che la patente di tipo A abilita alla navigazione oltre le sei miglia solo le imbarcazioni a motore, a vela o miste (motore + vela). Abilitazioni specifiche potranno eventualmente essere stabilite dalle federazioni quando si decideranno a ufficializzare l'esistenza e la scuola del settore marino.
Vista la prassi della navigazione e le normative attualmente in vigore ci sono delle dotazione da avere a bordo. Non potendo aggiungere il allegati in word ve le copio e incollo qui:
________________________________________________________________________
Attestazione di proprietà
Il sottoscritto ……………………..
Indirizzo ………………………………
Dichiara di essere proprietario del kayak :
modello …………………..
Numero di serie ……………………………

Ho acquistato il sd kayak da ………… nell’anno………………………
La fattura originale è andata perduta.

Dichiarazione di Conformità art.7 L.171
Nome e indirizzo del costruttore
Nome e indirizzo del mandatario del costruttore
Certifica che il kayak:
fabbricante ………………………………
modello ………………………
numero di serie …………………………
E‚Äô conforme alle disposizioni dell‚ÄôAllegato I Legge 171/2005 punti 3.3,3.4,3.5 ( alle EN ISO  11712)
Firma

Documenti e accessori per la navigazione del kayak da mare
I natanti a propulsione umana che navigano entro le sei miglia  devo no avere a bordo:
-   un documento di identit√† di chi pagaia
-   Un salvagente con minimo N 50 marcato CE (EN393).
-   Una torcia a tenuta stagna
-   Un mezzo per risalire a bordo (paddle float)
-   Una pompa di sentina fissa o mobile o un sistema di auto-svuotamento
-   Una cima da traino
-   Una cima perimetrale
-   Una pagaia di scorta
-   Uno specchio per i segnali (un mini CD fa lo stesso)
-   Un segnalatore sonoro (fischietto)
-   Una bussola
-   Una carta nautica dell‚Äôarea dove si pagaia
-   Un adesivo sulla barca che riassuma le regole del COLREGS
-   Un adesivo sulla barca che riassuma i segnali IALA

I natanti a propulsione umana che navigano oltre le sei miglia devono avere a bordo:
-   Tutto quello di cui sopra per la navigazione entro le sei miglia
-   3 razzi rossi (posseduti da almeno una persona del gruppo)
-   Un documento che attesti la propriet√† della barca (per es. la fattura di acquisto o, in mancanza, un attestazione formalmente scritta e registrata che attesti la propriet√† della barca)
-   la dichiarazione di conformit√† del fabbricante  o del mandatario alla normativa ISO 11712
-   VHF (obbligatorio oltre le sei miglia art.49 c.2 L.172/2003)
-   Certificato Rtf (obbligatorio per la presenza di un dispositivo VHF, art. 49 c. 2 L.172/2003)
-   Licenza d‚Äôesercizio Rtf
-   Iscrizione ai registri italiani della Marina qualora volessero navigare oltre le sei miglia in acque comunitarie e/internazionali (ci√≤ al fine di una identificazione della imbarcazione su territorio straniero).
____________________________________________________________________

Detto ciò due sono le soluzioni che possiamo chiedere:
1) aggiungere un trafiletto nella legge Es: art.27 bis. Che mi pare limitante.
2) chiedere una Direttiva del Ministero dei trasporti che consideri o detti quanto ho scritto in modo che ciò venga recepito dai corpi preposti al controllo e il soccorso in mare. Questa soluzione sembra offrire maggiore possibilità di chiarezza e di diffusione.
saluti
Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

altergg

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Senza polemica, ed ammettendo anche un po' di ignoranza sull'argomento (essendo interssato pi√Ļ al pagaiare senza problemi che al riconoscimento delle autorit√†), qualcuno si √® posto il problema degli "altri"?
Cioè, i mezzi che non risponderebbero né alla navigazione oltre le 6 miglia, né alla navigazione entro le 6 miglia che fine farebbero!?
Immagino che continuerebbero a essere non regolati. Però aggiungo anche che un conto è non essere regolati affatto, come oggi, un conto è non essere regolati in presenza una legge che invece riconosce determinati i kayak e permette loro di navigare entro le 6 miglie e oltre le 6 miglia.
Cioè i kayak senza pompa di sentita, doppia pagaia ecc, sarebbero considerati in tutto e per tutto come i pattini, pedalò e tutte le robette da spiaggia, per la legge non sarebbero nemmeno kayak. Quindi se trovati immagino oltre 100-200 metri dalla spiaggia sarebbero sanzionati.

E' così o mi sbaglio!?

Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!

scusate la franchezza ma qui si parla dell'esistenza stessa dell'attività stessa del kayak..

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Altergg caro,

forse non hai focalizzato il perch√© dell'approfondimento legislativo che stiamo portando avanti e che riguarda il fatto che tu puoi e potrai andare in kayak (non da mare), canoa o in pattino o in sandolino o in moscone o in canotto o con cosa vuoi fino ad un miglio e localmente fino ai 300 mt, cos√¨ come decidono le Capitanerie di Porto,  come hai sempre fatto. Noi tre, e Francesca in particolare, ci stiamo battendo, e siamo a buon punto, per andare oltre il miglio marino con il KdM, senza che lo sequestrino, che ci/lo sanzionino e senza le minacce gratuite della GC! Stiamo adoperandoci per l' adeguamento alle normative europee della navigazione in KdM! Noi siamo peggio delle ultime nazioni europee! Non esiste proprio il KdM in Italia per la legislazione italiana, men che meno la sua libera navigazione oltre il NM marino! Gi√† se dici


Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!


sei fuori legge di circa 350 mt! La pompa di sentina e la pagaia di scorta, il giubbotto salvagente (o polifunzionale, voglio vedere come trasporterete e terrete a portata di mano tutte le cose che serviranno, senza...) sono attrezzature fondamentali per l'autosalvamento, utilissimi, per carit√†,  ma fino al miglio marino, legalmente parlando,  non ti servono a niente! Mosconi e sandolini, canotti a remi e pattini non ce li hanno e possono fare quello che facciamo noi attualmente. Gi√† i canoisti, (non i kayaker, cio√® chi fa KdM tosto) con quelle dotazioni che elenchi rappresentano l'eccezione a dotarsene perch√© non siamo sprovveduti e perch√© siamo gi√† naturalmente orientati ad esplorare, vagare, e navigare oltre i limiti di quelle "robe" che galleggiano come noi ma che hanno dei limiti spaventosi e per le quali fanno bene a mettere dei limiti di navigazione. MA NOI NO! Noi siamo il meglio che c'√® in quell'ambito limitato attualmente al NM marino e MERITIAMO UN TRATTAMENTO LEGALE DIVERSO, come gli altri kayaker europei e in sintonia con le nostre volutt√† ed esigenze di navigazione. Noi vogliamo e possiamo andare all'Elba, al Giglio, andare tra le Eolie, a Capri, andare dove vogliamo sicuramente entro le 6 miglia marine e, con altri accorgimenti normativi (Norme EN ISO 11712-1:2013 e EN ISO 11712-3:2013, in particolare quest'ultima da come ci ha scritto Francy), vogliamo poterle superare. 
Ma ti/vi  rendi conto che Francy ci ha gi√† compilato anche il fac - simile della Attestazione di Propriet√† che introduce la Dichiarazione di Conformit√† all' Art.7 L. 171 e che sta aspettando le risposte finali della lunga trafila che portiamo avanti da mesi ?!? E' un lavoro GRANDIOSO! E per tutto il movimento del KdM!
Ce la meritiamo? Io dico di sì, ma se capiamo e capite fino in fondo tutto quello che stiamo facendo!
Forza ragazzi! Assertite, non detraete (spero che i due verbi si scrivano cos√¨ alla seconda persona plurale, mai scritti prima...)  il nostro sforzo, soprattutto quello di Francy, che √® di Roma e non poteva essere in un posto migliore per il nostro lavoro di riconoscimento legale.
Scusa Altergg, ti ho parlato in modo diretto, prendendoti come interlocutore di risposta, ma quanto ho scritto √® rivolto a tutti quelli che sono ancora per il "Ni" ma che debbono andare decisi verso il "S√¨, non voglio pi√Ļ rimanere al livello dei sandolini e dei canotti! Sono un kayaker, ho un KdM, mica quella roba da spiaggia!".
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia √® il nostro sport
ciao Francesca, mi e' difficile seguirti, ormai stai andando veramente in profondita' sull'argomento.
Ma ti pongo alcune domande, che in parte derivano dalla mia allergia a regolamenti, leggi, disposizioni, circolari, verifiche, ispezioni, certificazioni, direttive, etc. tutto fatto per limitare la nostra liberta' di uomini per nessun altro motivo di fondo che creare un sistema che ci imbrigli.

Buongiorno a tutti,
tenendo conto delle Direttive europee, della normativa italiana, delle normative ISO attualmente in vigore, la navigazione per i natanti a propulsione umana potrebbe essere stabilita nei seguenti termini.
 
Le unità da diporto a propulsione umana:
a)   di una lunghezza superiore a 4 metri ed una larghezza almeno di 0,45
b)   che siano pontate in tutta la loro estensione e/o che siano dotate di una riserva di galleggiabilit√†.

possono navigare entro le sei miglia (art. 27 p.to 3 lettera a L.171/2005).
Nel primo caso della lettera b) esse sono dotate di aperture nello scafo e nel ponte (pozzetto e gavoni) che non pregiudicano la resistenza agli agenti atmosferici quando si trovano in posizione chiusa (perché dotate di paraspruzzi e tappi).

Perche' superiori a 4metri / 0,45cm? c'e' una spiegazione scientifica? tecnica?
Se ci fosse un regolamento simile per l'aria, pensato per gli aereoplani, che desse delle misure minime della carlinga per alzarsi oltre una certa quota, allora i deltapani o le tute alari o i paracadute non potrebbero gettarsi dai picchi delle montagne, e dovrebbero portarsi addosso una tale serie di attrezzatura di sicurezza, di emergenza, di prudenza che gli passerebbe la voglia.
Se ci fosse stato un regolamento simile per i windsurf, fatto negli anni '80, ora le plancette di 2m o i kitesurf, che rispetto ai tavoloni volano a velocita' triple, non potrebbero allontanarsi dalla costa.
Per venire ad uno dei settori piu' regolamentati del mondo, quello della circolazione terrestre, esiste una misura minima per i veicoli per circolare oltre, diciamo, "le 6 miglia da un luogo abitato"? No. E infatti, nei bei tempi, c'era chi partiva da Palermo per Nordkapp con la 500.

In conclusione non capisco la ragione e l'autolesionismo di mettere delle misure minime (o massime).

Attestazione di proprietà
Il sottoscritto ……………………..
Indirizzo ………………………………
Dichiara di essere proprietario del kayak :
modello …………………..
Numero di serie ……………………………
Ho acquistato il sd kayak da ………… nell’anno………………………
La fattura originale è andata perduta.

Dichiarazione di Conformità art.7 L.171
Nome e indirizzo del costruttore
Nome e indirizzo del mandatario del costruttore
Certifica che il kayak:
fabbricante ………………………………
modello ………………………
numero di serie …………………………
E‚Äô conforme alle disposizioni dell‚ÄôAllegato I Legge 171/2005 punti 3.3,3.4,3.5 ( alle EN ISO  11712)
Firma


Qui tralascio considerazioni su insopportabili documenti che servono solo a dare lavoro a ignoranti parassiti burocrati e certificatori e a pagare piu' tasse.


Documenti e accessori per la navigazione del kayak da mare
I natanti a propulsione umana che navigano entro le sei miglia  devo no avere a bordo:
-   un documento di identit√† di chi pagaia
-   Un salvagente con minimo N 50 marcato CE (EN393).
-   Una torcia a tenuta stagna
-   Un mezzo per risalire a bordo (paddle float)
-   Una pompa di sentina fissa o mobile o un sistema di auto-svuotamento
-   Una cima da traino
-   Una cima perimetrale
-   Una pagaia di scorta
-   Uno specchio per i segnali (un mini CD fa lo stesso)
-   Un segnalatore sonoro (fischietto)
-   Una bussola
-   Una carta nautica dell‚Äôarea dove si pagaia
-   Un adesivo sulla barca che riassuma le regole del COLREGS
-   Un adesivo sulla barca che riassuma i segnali IALA

I natanti a propulsione umana che navigano oltre le sei miglia devono avere a bordo:
-   Tutto quello di cui sopra per la navigazione entro le sei miglia
-   3 razzi rossi (posseduti da almeno una persona del gruppo)
-   Un documento che attesti la propriet√† della barca (per es. la fattura di acquisto o, in mancanza, un attestazione formalmente scritta e registrata che attesti la propriet√† della barca)
-   la dichiarazione di conformit√† del fabbricante  o del mandatario alla normativa ISO 11712
-   VHF (obbligatorio oltre le sei miglia art.49 c.2 L.172/2003)
-   Certificato Rtf (obbligatorio per la presenza di un dispositivo VHF, art. 49 c. 2 L.172/2003)
-   Licenza d‚Äôesercizio Rtf
-   Iscrizione ai registri italiani della Marina qualora volessero navigare oltre le sei miglia in acque comunitarie e/internazionali (ci√≤ al fine di una identificazione della imbarcazione su territorio straniero).


Ma tutta 'sta roba perche'? Ma e' la tua lista personale? Ma vogliamo discutere su ogni punto in funzione del tipo di barca? Che me ne faccio di una pompa di sentina su un sit on top da pesca che magari e' attrezzato per attraversare l'oceano? O di un paddle float per una tavola da sup? Dove la metto una pagaia di scorta su un surfsky da gara? E' non sarebbe utile avere un paio di occhialini da nuoto, per poter abbandonare tutto e andarsene a terra a nuoto? Ma se l'acqua e' fredda, allora servirebbe la muta ... obbligatoria? quanti mm? certificata?

Insomma, dove non c'e' la legge l'uomo adotta il buon senso, e se non ne ha, peggio per lui, come e' giusto.
Dove c'e' la legge, l'uomo di buon senso si deve piegare, e non e' giusto.

Rispondo a te con affetto, Francesca, che altri soloni che scrivono qui non merita neanche leggerli.
Andrea Ricci
[email protected]

Marco Lipizer

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Rispondo ad Andrea e ad Alteregg, almeno per quello che è la mia opinione.
Perché questa è la legge. Al momento siamo tutti fuori norma se andiamo oltre al miglio o ai 300 metri.
Forse dopo, per chi è interessato ad adeguarsi, sarebbe possibile pagaiare fino a 6 miglia, secondo la legge da diporto italiana. Non mi par poco.
Proviamoci!

Marco Lipizer

francesca gastaldi

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Ciao,
sarò franca come ho sempre cercato di fare.
Qui tutti navighiamo oltre un miglio. Non hai idea di quanti siamo a farlo. Chi naviga oltre un miglio s√† quanto pu√≤ essere pericoloso il mare e s√† anche quanto sono, non utili ma essenziali gli accessori che ho elencato. Se non ne comprendi la necessit√† √® perch√® forse non hai affrontato situazioni o vissuto circostanze che te lo hanno reso palese. Tu stesso dici di essere un p√≤ ignorante in tal senso quindi, per come la vedo, la tua √® decisamente una polemica. La differenza tra una polemica ed una critica √® questa: una polemica non serve a niente e f√† perdere tempo a tutti, una critica esprime un punto di vista e se espressa e supportata da analisi convincenti pu√≤ convincere a cambiare parere agli altri. Forse se tu che non pensi agli altri. Qui stiamo cercando di far rientrare tutti i natanti possibili nella pi√Ļ ampia fascia di libert√† che ci possa, al momento, essere riconosciuta. Resta il fatto che ogniuno √® libero di provare a far riconoscere il proprio tipo di natante al tipo di navigazione che predilige. Per questo dovr√† battersi, studiare, confrontarsi e convincere gli altri. Io st√≤ cercando di farlo. Non posso presentarmi da un deputato e chiedergli di far navigare in alto mare un natante che non ha le caratteristiche per farlo perch√® quello mi riderebbe in faccia e scarterebbe anche i natanti che potrebbero essere autorizzati. Mi chiedo come sia possibile non riuscire a capire questo. Ma ti sei letto i codici della navigazione italiani, europei e americani? Hai un idea di cosa √® il mare e di cosa c'√® in mare? Hai un idea delle norme di comportamento, delle segnaletiche e del sistema sos che regolano la navigazione? Hai un idea di quali e quanti tipi di licenze e normative deve conoscere chi v√† per mare? E tu non vuoi portarti dietro neanche una pompa, una pagaia (il tuo unico mezzo di porpulsione) e una torcia!!! Non ti si √® mai rotta una pagaia in mare? Non ti √® mai capitato di dover svuotare il tuo pozzetto dall'acqua, magari anche solo perch√® si √® creata una falla nel tuo gonnellino? Per andare in mare come dici te non c'√® bisogno di una legge basta essere un pirata. Se vuoi essere un pirata non hai bisogno di alcun riconoscimento e non ti deve interessare di intervenire in un confronto con chi si batte per avere il riconoscimento legale.
Per navigare tutti bisogna che ogniuno si comporti secondo un codice di comportamento riconosciuto e approvato. Per avere un codice di comportamento che accontenti pi√Ļ gente possibile bisogna che pi√Ļ gente possibile si aggreghi nello studio e nel confronto perch√® vengano considerate tutte le possibilit√†. Il mondo selvaggio che dici tu non esite pi√Ļ. Non siamo nella preistoria, siamo in un mondo affollato di gente che vuole fare sempre pi√Ļ cose. Il mare √®  sempre pi√Ļ affollato perch√® sempre pi√Ļ gente vuole navigare. C'√® la necessit√† di garantire gli spostamenti e la sicurezza di tutti. Nessuno riconoscer√† legalmente una libert√† senza accertarsi che tu non sia in grado di esercitarla. N√® un deputato, n√® noi che stiamo cercando di lavorare in tal senso.
Infine non si capisce come ti chiami. Personalmente chi si presenta non ha un volto. Se non ha un volto vuol dire che non ci mette la faccia e se non ci mette la faccia vuol dire che non si prende l'impegno e la responsabilità di quello che dice e significa anche che io non posso mettercela per lui. Se domani dovessi andare da un deputato a chiedergli di approvare la navigazione libera e dovessi dargli una lista di nomi che presentano una proposta di legge che ci dovrei scrivere di te? che ti chiami Altergg e che vuole pagaiare senza i limiti minimi di sicurezza?
francesca gastaldi
author=altergg link=topic=4612.msg17340#msg17340 date=1385471354]
Senza polemica, ed ammettendo anche un po' di ignoranza sull'argomento (essendo interssato pi√Ļ al pagaiare senza problemi che al riconoscimento delle autorit√†), qualcuno si √® posto il problema degli "altri"?
Cioè, i mezzi che non risponderebbero né alla navigazione oltre le 6 miglia, né alla navigazione entro le 6 miglia che fine farebbero!?
Immagino che continuerebbero a essere non regolati. Però aggiungo anche che un conto è non essere regolati affatto, come oggi, un conto è non essere regolati in presenza una legge che invece riconosce determinati i kayak e permette loro di navigare entro le 6 miglie e oltre le 6 miglia.
Cioè i kayak senza pompa di sentita, doppia pagaia ecc, sarebbero considerati in tutto e per tutto come i pattini, pedalò e tutte le robette da spiaggia, per la legge non sarebbero nemmeno kayak. Quindi se trovati immagino oltre 100-200 metri dalla spiaggia sarebbero sanzionati.

E' così o mi sbaglio!?

Se non mi sbaglio, abbiate pazienza, ma mi spiegate perché per continuare ad andare in kayak come ho fatto fino ad oggi, liberamente fino a un paio di km dalla costa, devo dotarmi di torcia, pompa, pagaia di scorta, ecc.!? Perché è necessario che ci sia una legge che consenta ad alcuni di andare oltre le 6 miglia!?!

scusate la franchezza ma qui si parla dell'esistenza stessa dell'attività stessa del kayak..
[/quote]
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Andrea,
cosa dirti di pi√Ļ di quello che ho detto ad Alterrg?
La tua allergia è anche la mia. Tuttavia bisogna essere realisti. Per fare qualunque cosa ci sono normative iso eccc... anche e sopratutto nella questione aerea di cui parli. Sono certa che lì anche le mutante devono essere omologate CE. Per windsurf non sò che dirti se vuoi essere libero come il vento (ma anche il vento risponde a regole naturali) vai in windsurf dove vuoi, se invece vuoi che ti sia riconosciuta la libertà che dici battiti per fartela riconoscere.
francesca gastaldi

ciao Francesca, mi e' difficile seguirti, ormai stai andando veramente in profondita' sull'argomento.
Ma ti pongo alcune domande, che in parte derivano dalla mia allergia a regolamenti, leggi, disposizioni, circolari, verifiche, ispezioni, certificazioni, direttive, etc. tutto fatto per limitare la nostra liberta' di uomini per nessun altro motivo di fondo che creare un sistema che ci imbrigli.

Perche' superiori a 4metri / 0,45cm? c'e' una spiegazione scientifica? tecnica?
Se ci fosse un regolamento simile per l'aria, pensato per gli aereoplani, che desse delle misure minime della carlinga per alzarsi oltre una certa quota, allora i deltapani o le tute alari o i paracadute non potrebbero gettarsi dai picchi delle montagne, e dovrebbero portarsi addosso una tale serie di attrezzatura di sicurezza, di emergenza, di prudenza che gli passerebbe la voglia.
Se ci fosse stato un regolamento simile per i windsurf, fatto negli anni '80, ora le plancette di 2m o i kitesurf, che rispetto ai tavoloni volano a velocita' triple, non potrebbero allontanarsi dalla costa.
Per venire ad uno dei settori piu' regolamentati del mondo, quello della circolazione terrestre, esiste una misura minima per i veicoli per circolare oltre, diciamo, "le 6 miglia da un luogo abitato"? No. E infatti, nei bei tempi, c'era chi partiva da Palermo per Nordkapp con la 500.

In conclusione non capisco la ragione e l'autolesionismo di mettere delle misure minime (o massime).


Qui tralascio considerazioni su insopportabili documenti che servono solo a dare lavoro a ignoranti parassiti burocrati e certificatori e a pagare piu' tasse.



Ma tutta 'sta roba perche'? Ma e' la tua lista personale? Ma vogliamo discutere su ogni punto in funzione del tipo di barca? Che me ne faccio di una pompa di sentina su un sit on top da pesca che magari e' attrezzato per attraversare l'oceano? O di un paddle float per una tavola da sup? Dove la metto una pagaia di scorta su un surfsky da gara? E' non sarebbe utile avere un paio di occhialini da nuoto, per poter abbandonare tutto e andarsene a terra a nuoto? Ma se l'acqua e' fredda, allora servirebbe la muta ... obbligatoria? quanti mm? certificata?

Insomma, dove non c'e' la legge l'uomo adotta il buon senso, e se non ne ha, peggio per lui, come e' giusto.
Dove c'e' la legge, l'uomo di buon senso si deve piegare, e non e' giusto.

Rispondo a te con affetto, Francesca, che altri soloni che scrivono qui non merita neanche leggerli.
Francesca Gastaldi

alelele84

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  • ...
Cara Francesca complimenti per la ricostruzione normativa che è molto interessante.

Da quello che ho capito quello che scrivi è la tua proposta di regolamentazione del KDM attraverso una disposizione normativa con questo contenuto, che tu avvalori con l'argomento che si tratta di una mera ricognizione della normativa esistente a livello europeo, nazionale e di normalizzazione (ISO-UNI).

Di certo una norma che recepisca questa proposta migliorerebbe la situazione, in quanto, come bene dice Marco, si otterrebbe la rimozione del limite di un miglio, quanto meno per coloro che fossero adeguatamente attrezzati.

Tuttavia credo che le osservazioni di Andrea siano molto importanti e che sia molto interessante per la tua proposta che vengano sollevate pi√Ļ obiezioni possibili, per due motivi:

1. mettere in una norma delle prescrizioni potrebbe significare vincolare alcuni mezzi ad attività che non possono fare o complicargli la vita (la pompa di sentina sul SOT, la pagaia di riserva sul surfski etc);

2. a che si fa lo sforzo di presentare una bozza normativa si può cercare di inserire cose che magari vanno oltre la ricostruzione dell'esistente che hai fatto e possono migliorare le cose ulteriormente.

Naturalmente le mie sono osservazioni generiche di uno che non ha fatto il lavoraccio che hai fatto tu ma che però conosce il mondo giuridico.

Ad ogni modo compllimenti!

francesca gastaldi

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Ciao Alessandro,
forse ho dimenticato un passaggio.
Io ho avuto gi√† un incontro con la persona che si occupa di portare aventi questo discorso della navigazione in sede legislativa. E' tenendo conto dei limiti e delle osservazioni che mi ha fatto questa persona che devo procedere. Io mi sono presentata chiedendo tutta la disponibilit√† a creare una normativa per il settore, ovviamente affiancata da persona competente che mi ha introdotto e assisito nel colloquio (nel caso specifico della UISP) mi √® stato risposto che al momento la disponibilit√† a studiare la cosa in maniera ampia e approfondita, per tutto il settore dei natanti da diporto a propulsione umana, non c'√®. Ci√≤ si pu√≤ ben capire visto il momento che attraversa il nostro paese. Anche se in realt√† io ho sempre lavorato, pagato le tasse ecc.... Ma  vab√® tralasciamo questo. Diciamo che capisco il momento del paese. Quindi mi hanno detto di restare nel range offerto attualmente dalla normativa esistente, potendo apportare al limite solo piccole modifiche. Chi mi assisteva nella rappresentanza della Uisp e lo stesso personaggio che si occupa del procedimento legislativo mi hanno consigliato intanto di procedere in tal senso. Ci√≤ in virt√Ļ del fatto che occorre comunque riuscire a sensibilizzare l'ambiente sull'argomento. In sostanza stiamo cercando di aprire una breccia e poi andare avanti sulla base delle possibilit√† e aperture che troveremo e che riusciremo ad ottenere. In questo senso io spero che il passo che intendiamo fare cominci ad aprire le orecchie alla fatidica Fick. del resto muoversi per cambiare le cose radicalmente non √® cosa che accade dall'oggi al domani a meno che non si faccia una rivoluzione armata!!! Cosa che escludo al momento ;-) La farei per lo stipendio ed il lavoro se ti dovessi dire visto che ci stanno mettendo in cassa integrazione!!! ;-)
Spero di essere riuscita con ci√≤ a spiegare che non mi st√≤ muovendo di testa mia. Cerco che il culo (concedetemi l'espressione) sullo studio e la ricerca sono io che me lo st√≤ facendo! Ogni volta lo sottopongo all'esame vostro e delle autorit√† competenti e via via st√† diventando sempre pi√Ļ impegnativo, ma anche pi√Ļ definito direi.
C'√® da togliersi dalla testa che potremo navigare liberamente dove ci pare e piace senza dover stare a nessuna norma o accettazione. Oggi anche la chiave che usiamo per entrare dentro casa √® prodotta secondo normative CE. Anche il curriculum che st√≤ preparando per cercarmi un lavoro √® fatto secondo uno schema predisposto dalla CE. Tutto √® cos√¨. Se non volgliamo farci mettere i piedi in testa ormai tocca dialogare con l'Europa e non solo con l'Italia. Vi posso dire per√≤ che sulla base degli studi che ho fatto siamo molto pi√Ļ tutelati dalla normativa europea che da quella nazionale. In Italia vige ancora un porvincialismo ed una sorta di comportamento mafioso che √® difficile da sdradicare. Io per√≤ lo voglio combattere perch√® √® l'unica cosa che mi d√† ancora voglia di stare in questo paese. L'unica cosa che posso fare per sconfiggerlo √® avere alle spalle la tutela dell'Europa. Ho ravvisato anche molte pecche a livello di normativa Europea, ma devo dire che se uno si prende la briga di far valere i propri diritti in Europa alla fine gli vengono riconosciuti. Qui in Italia no. Non immaginate neanche quali limiti incontro in questa storia. I primi vengono dai cittadini stessi, cio√® da voi. Io non ho nulla di pi√Ļ rispetto a voi per agire. Se avete qualcosa da dire perch√® invece di scrivere e parlare solamente non agite anche voi?
francesca gastaldi

Cara Francesca complimenti per la ricostruzione normativa che è molto interessante.

Da quello che ho capito quello che scrivi è la tua proposta di regolamentazione del KDM attraverso una disposizione normativa con questo contenuto, che tu avvalori con l'argomento che si tratta di una mera ricognizione della normativa esistente a livello europeo, nazionale e di normalizzazione (ISO-UNI).

Di certo una norma che recepisca questa proposta migliorerebbe la situazione, in quanto, come bene dice Marco, si otterrebbe la rimozione del limite di un miglio, quanto meno per coloro che fossero adeguatamente attrezzati.

Tuttavia credo che le osservazioni di Andrea siano molto importanti e che sia molto interessante per la tua proposta che vengano sollevate pi√Ļ obiezioni possibili, per due motivi:

1. mettere in una norma delle prescrizioni potrebbe significare vincolare alcuni mezzi ad attività che non possono fare o complicargli la vita (la pompa di sentina sul SOT, la pagaia di riserva sul surfski etc);

2. a che si fa lo sforzo di presentare una bozza normativa si può cercare di inserire cose che magari vanno oltre la ricostruzione dell'esistente che hai fatto e possono migliorare le cose ulteriormente.

Naturalmente le mie sono osservazioni generiche di uno che non ha fatto il lavoraccio che hai fatto tu ma che però conosce il mondo giuridico.

Ad ogni modo compllimenti!
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Ripensandoci, come i cornuti ;-) Ma voi state per caso pensando che a me non piaccia navigare in libertà assoluta? Senza limiti di ogni sorta? senza dovermi prodigare a studiare tutta stà pappardella di norme giuridiche? senza dover stare a ribattere su ogni cosa? senza dovermi preoccupare se il mio kayak è ISO o no? pensate che fino ad ora io abbia pagaiato entro i 300 metri dalla spiaggia? Io non credo che possiate pensare questo!
Potrei annoiarvi con il mio curriculum canoistico e potrei dirvi che durante le mie esperienze in mare, nonostante viaggiassi sempre in gruppo, tutti gli accessori che sono stati elencati sono stati sempre portati e molti di essi usati nelle estreme avversit√† e necessit√†. Molti altri potrei elencarvi che bisognerebbe avere con s√®, per esempio un gonnellino di scorta, un tappo di scorta ecc...e potrei raccontarvi di situazioni in cui se qualcuno del gruppo non avesse avuto questi accessori le cose non sarebbero state complicate ma disastrose e non solo per l'interessato, ma per tutto il gruppo con il risultato di madare all'aria non solo una vacanza ma la sicurezza di ogniuno. Se voglio andare al mare per farmi un tuffo in acqua mi porto solo ill costume, ma se voglio passare la giornata intera in spiaggia mi porto la crema solare, un cappello per il sole, un panino, una bottiglia d'acqua ecc... Questi accessori sono ritenuti universalmente validi ed essenziali non dal documento che io ho presentato ma da ogni associazione mondiale affermata. Basta viaggiare un p√≤ per sapere. Se viaggiate, basta consultare i validissimi siti web delle stesse associazioni. Vedere per credere. Io ho inviato a tutti voi i link di questi siti, non molto tempo f√†, √® evidente che non li avete visti. Prendo atto del fatto che non potete aver consultato tutto quello che vi ho inviato, allo stesso modo non posso non prendere atto di come vadano le cose in tutto il mondo del kayak e della canoa in particolare nei paesi che ne hanno una conoscenza e una tradizione centenaria. Non posso non farlo proprio perch√® mi sento responsabile di una cosa che non riguarda solo me, ma tutti quelli che ce l'hanno a cuore. Non posso non farlo perch√® tutti i compagni con i quali ho navigato in questi anni sanno come vanno le cose nella realt√† e nel mondo e mi volterebbero la faccia se lo facessi. E vi assicuro che tengo pi√Ļ ai miei compagni di pagaia (tutti) che al limite di navigazione. Da quello che scrivete in obbiezione alle mie mail penso che forse avrete una grande esperienza tecnica del kayak come strumento in s√® (forse anche maggiore della mia), ma poca esperienza di navigazione. Anche sulle differenze tra barche non ci si pu√≤ chiudere gli occhi. Un kayak in mezzo al mare in condizioni di difficolt√† non √® come un surfski in mezzo al mare nelle stesse condizioni. Il kayak pu√≤ essere trainato perch√® ha maniglie e cima perimetrale, pu√≤ mantenere la stabilit√† con un minimo di presenza del canoista, pu√≤ consentire il trasporto di una persona senza sensi nelle modalit√† definite che probabilmente non conoscete. Il surfski non ha maniglie, non ha cime perimetrali, non pu√≤ rimanere in equilibrio se il canoista non √® pi√Ļ che presente. Potrei fare infiniti esempi. Se conosceste le tecniche di recupero in mare delle imbarcazioi di cui parliamo sareste coscienti di ci√≤. Per me sarebbe stato molto pi√Ļ facile parlare solo di kayak invece che di imbarcazioni a propulsione umana e sarebbe stato pi√Ļ facile ottenere quello che chiediamo. Chi √® che non pensa agli altri? ;-) Buona serata.
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

marco iezzi

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Cara Francy
Stai facendo un lavoro enorme e decisamente apprezzabile
Credo che la difficoltà nel raggiungere un risultato sia racchiuso nel numero esiguo di praticanti del kayak da mare
La quasi totalità dei circoli/associazioni canoistiche praticano questa attività ad uso turistico,pertanto non sono interessati all'argomento
La normativa da presentare alle autorità' per il riconoscimento alla navigazione entro le 6 miglia credo non sia dissimile da quella degli altri paesi,basterebbe prenderla in esame
Ricordati che siamo in Italia.........Ti diranno sempre che ci sono altre priorità
Mi auguro che tu possa raggiungere l'obbiettivo prefissato e conoscendoti,  chiss√†............

A presto

Marco


marco ferrario (eko)

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Cara Francy,
√ą vero, stai facendo un lavoro enorme e pi√Ļ che mai apprezzabile.

Le tue considerazioni sono fatte con i piedi per terra, anzi con la pagaia in acqua, contrariamente a qualche altro interlocutore che fa voli pindarici.

Sei stata chiarissima nei tuoi interventi e ineccepibile nelle tue pazienti e ripetute spiegazioni.
Stai facendo un sovraumano e paziente sforzo per cercare di ridare udito aache ai sordi, ma credo che dovrai (dovremo) avere ancora un poco di pazienza, del resto i peggiori sordi sono quei pochi che si rifiutano proprio di sentire.

Grazie di tutto.

Gaudenzio Coltelli

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Cari Francesca, Vittorio (e altri)
essendo titolare di una scuola di kayak da mare riconosciuta dalla FICT, FICK e (sopratutto) da Sottocosta, tempo addietro ero già intervenuto sull'argomento esprimendo le mie opinioni che sono praticamente le stesse da voi espresse...
Apriti cielo.. un coro di proteste e accuse nei miei confronti (in verità solo da coloro che poco conoscono il mare). Addirittura qualcuno scrisse che il sottoscritto agiva non in nome della sicurezza ma per solo interesse personale...
Quindi non voglio oggi ripetermi su un argomento che condivido pienamente con voi due (e molti altri).
Voglio dirvi solo una cosa: GRAZIE!!! e un grazie speciale va sopratutto a Francesca per il suo impegno.
Gaudenzio 

francesca gastaldi

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Caro Marco,
nel paese dove la Costituzione tutela le  minoranze al punto da concedere le leggi ad personam il fatto che siamo pochi, ammesso che sia cos√¨, √® l'ultima cosa che mi porta dificolt√† ;-)
francesca gastaldi

Cara Francy,
√ą vero, stai facendo un lavoro enorme e pi√Ļ che mai apprezzabile.

Le tue considerazioni sono fatte con i piedi per terra, anzi con la pagaia in acqua, contrariamente a qualche altro interlocutore che fa voli pindarici.

Sei stata chiarissima nei tuoi interventi e ineccepibile nelle tue pazienti e ripetute spiegazioni.
Stai facendo un sovraumano e paziente sforzo per cercare di ridare udito aache ai sordi, ma credo che dovrai (dovremo) avere ancora un poco di pazienza, del resto i peggiori sordi sono quei pochi che si rifiutano proprio di sentire.

Grazie di tutto.
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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E' vero "poco conoscono il mare". Tuttavia Gaudenzio io quelli che conoscono il mare li sento personalmente e sò quello che pensano perchè l'ho chiesto, ho chiesto il loro pensiero e le loro conferme. Altrimenti non mi sarei mai permessa di portare aventi il discorso.

francesca gastaldi

Cari Francesca, Vittorio (e altri)
essendo titolare di una scuola di kayak da mare riconosciuta dalla FICT, FICK e (sopratutto) da Sottocosta, tempo addietro ero già intervenuto sull'argomento esprimendo le mie opinioni che sono praticamente le stesse da voi espresse...
Apriti cielo.. un coro di proteste e accuse nei miei confronti (in verità solo da coloro che poco conoscono il mare). Addirittura qualcuno scrisse che il sottoscritto agiva non in nome della sicurezza ma per solo interesse personale...
Quindi non voglio oggi ripetermi su un argomento che condivido pienamente con voi due (e molti altri).
Voglio dirvi solo una cosa: GRAZIE!!! e un grazie speciale va sopratutto a Francesca per il suo impegno.
Gaudenzio
Francesca Gastaldi