CKI il forum della canoa italiana

La plagne 2012

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mercati carlo

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Ho visto il programma squadre nazionali discesa, e con molto dispiacere leggo che i ragazzi andranno a preparare il mondiale a La Plagne solamente con pochi giorni di navigazione su questo fiume l'Isere che e' molto difficile ma che ti da sensazioni uniche. Per i canoisti del mondo della discesa infatti viene definito il mondiale dei mondiali, visto la difficolta' del fiume stesso ma anche perche' la canoa in Francia e' veramente sport nazionale e vedrete cosa succedera' per i mondiali!!le sponde saranno piene di gente come allo stadio, infatti e' il Maracana del nostro sport..
Comunque ritornando al programma della discesa, si puo' capire che non ci sono piu' fondi per fare attivita' come si potrebbe immaginare per preparare un evento del genere,che ci rimane da fare? allora? E'un peccato visti i risultati delle squadre nazionali degli ultimi decenni.....

mariano bifano

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Ciao Carlo, Bourg e' stata la mia prima trasferta internazionale nel 1997 da junior e ricordo che facevamo le discese con voi senior, ogni discesa era un brivido pazzesco. Crescendo abbiamo pagaiato insieme anche a gli Europei di Chaloux (fra) nel 2005 insieme a Francesco Arenare, tre k1 nei primi sei, gara bellissima e perfetta con il tuo bronzo e la vittoria di  Vladi Panato in C1 con l'eschimo applaudito da tutto il mondo, ho visto con i miei occhi la vera realta' canoistica francese, ricordo il passaggio finale con gli scivoli, era uno stadio di persone che solo a pensarci mi vengono i brividi ancora oggi, non voglio immaginare quello che ci sara' a Bourg st Maurice in occasione dei Mondiali. Rispondo alla tua domanda ''cosa ci rimane da fare''? io personalmente sono gia' in contatto con Teho Devard che conosci molto bene, appena ci sara' la possibilita di pagaiare a Bourg andro' su a spese mie. Sperando di rivederti presto in acqua ti abbraccio forte. Mariano

mercati carlo

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ciao Mariano...e si,che bei ricordi...
Ma non capisco come  Mariano Bifano che oggi e' l'atleta piu rapprentativo e che puo puntare a una medaglia in uno sprint e sicuramente cercare di arrivare tra i primi sulla classica debba organizzarsi gli allenamenti a Bourg a proprie spese..
Una nazionale che deve ritornare in medaglia a squadre nella classica dove e' da troppo  tempo che non ci vede salire sul podio.. come possiamo immaginare di farlo senza prendere confidenza con il fiume..
E pensare che il potenziale e' enorme ,vedi tutti i K1, uomini e donne e anche qualche canadese..
..forse essendo disciplina non olimpica siamo destinati a qualcosa che nessuno di noi vuole..
carlo

Ettore Ivaldi

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Nel 2005 avevamo piazzato in acqua per lo sprint 8 telecamere e montavamo il video in diretta. Eravamo la squadra meglio organizzata del circuito.
Poi ragazzi dovreste farvi  un mea culpa perché avete accettato il cambiamento. Meditate e non lamentatevi ora. E' merito anche vostro se siamo ridotti così. Le palle le tiravate fuori allora  le cose restavano com'erano, voi avevate un grande potere nelle mani, ma non ci avete creduto e vi siete piegati al signor sì! Io ho preferito andare via e lasciare un lavoro sicuro per seguire il sogno che ho sempre condiviso con voi.

Con sincera stima, ma le cose vanno dette sempre come stanno

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi
Ultima modifica: Gennaio 22, 2012, 09:41:34 pm da Ettore Ivaldi

mercati carlo

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eh si, hai ragione Ettore, sbagliammo..sbagliai perche' forse non capii fino in fondo il tuo progetto ,allora la cosa principale era andare in canoa e non aver preso una posizione allora rimane un errore, pensavo anche che non avevamo voce in capitolo..
quando mi accorsi e parlavo che certe cose non andavano e vedevo che non era possibile cambiarle allora decisi di lasciare le competizioni, ma questo e' il vedere della canoa diverso da questa dirigenza; senza dire che sia giusto o sbagliato.

sicuramente oggi sponsorizzerei  forte per un progetto Tuo se era come allora .

Carlo

Alessandro Leonori

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Ciao a tutti e 3.

Voi che siete dentro l'ambiente piu' di ogni altro, perche' non ci raccontate come girano le cose negli altri paesi, Francia e Germania in primis?

Se non sbaglio, in Germania agli atleti non rimborsano nemmeno la trasferta per i mondiali, però immagino che la Federazione li segua molto meglio nella loro preparazione: è così? E in Francia come sono organizzati dal punto di vista federale? Quanti e che tipo di raduni fanno? Immagino siano in tanti, tra quelli che ci leggono, a volerne sapere di piu'.

Ettore, perche' non ci scrivi di nuovo, almeno in grandi linee, il tuo programma del 2005? Sono sicuro che in molti, me compreso, saremmo interessati conoscerlo, grazie!

Riguardo al calendario 2012, quello che ingenuamente non capisco è perchè non si possano organizzare piu' gare nazionali. Ad esempio, il Cuneo CC è sbalordito perche' per la prima volta in 40 anni gli viene negata una gara nazionale: loro sono senza parole. Ma perche'? Possibile che sia solo questione di soldi, cioè che la FICK non voglia sborsare quel "gettone" da 500/1000 euro agli organizzatori? E' solo questo il problema? Gia' c'e' penuria di società organizzatrici, eppoi quando una si offre le si dice di no?

Non ci sono soldi? Ma un grande sponsor, come ad esempio la TEVA o la RED BULL, non si potrebbe tentare di coinvolgerlo, visto che poche migliaia di euro in piu', nella nostra disciplina, potrebbero fare la differenza?

Perchè non creiamo le basi, anche su questo forum, per "attirare" quelli della FICK, e sviluppare uno scambio di idee un po' piu' costruttivo?
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
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maurizio bernasconi

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Hai ragione, in un confronto del genere correremmo il rischio di individuare chi ha in testa qualcosa.

Ettore Ivaldi

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Interessante le proposte di Leonori  di parlare dei miei programmi 2005 che in realtà nascono prima e cioè nel 2001 quando ero il direttore tecnico della canoa fluviale italiana quindi slalom e discesa. Interessante anche capire cosa succede nelle altre nazioni.
In realtà questi due elementi sono strettamente collegati.
Perché dico tutto ciò? Semplice perché quando presi in mano il settore discesa avevo percepito chiaramente che a livello internazionale non aveva nessun riscontro e si stava cercando di rilegarla ad una specialità in via di estinzione. Poco potere politico e scarso riscontro mediatico, nessuna idea di cambiamento e nessuna spinta di miglioramento. Io viceversa vedevo nello sprint, e la ritengo tutt’ora, un’ottima disciplina per dare una spinta anche allo slalom. La sua spettacolarità è unica, certo è che bisogna spingerlo sotto ogni punti di vista per far sì che tutto ciò possa avvenire.
Presi posizione a livello internazionale e nel 2005, quando rimasi solo a fare il tecnico di settore della discesa, mi adoperai per costituire un gruppo di lavoro internazionale per portare avanti idee e progetti comuni. Avevo spinto in ogni sede e in ogni riunione.  A Chalaux, in occasione dei campionati europei, come  pochi giorni fa Mariano Bifano aveva ricordato, si era costituito un gruppo di lavoro internazionale dopo le riunioni effettuate in Coppa del Mondo. Avevamo fissato i punti e organizzammo un altro incontro per novembre.   Elaborai, nel corso della Coppa del Mondo e nel corso di vari raduni con i ragazzi della squadra, una relazione in inglese che sintetizzando al massimo sosteneva il fatto che la discesa doveva concentrarsi sulle gare sprint unendosi allo slalom in combinata. Ciò però non avrebbe portato alla eliminazione della prova classica. Anzi offriva opportunità anche per questa specialità.
Era il periodo in cui l’attuale commissario tecnico Robert Pontarollo pronunciò la fatidica frase: “Ettore lo slalom ha perso un tecnico, ma la discesa ci ha guadagnato in tutti i sensi”- Poi fu il primo ad accettare il cambiamento per prendere il mio posto. A tutt’oggi lo ritengo il maggior responsabile di questo stillicidio in atto per la discesa mondiale. Non ho nulla di personale, anzi lo devo solo ringraziare perché se fossi rimasto a lottare contro i mulini a vento mi sarei perso tutte quelle grandi occasioni che ho potuto vivere fuori dall’amata Patria e crescere professionalmente.
La mia idea di combinata ha e aveva lo scopo di arrivare ai Giochi Olimpici. Così facendo si possono raddoppiare, ma anche triplicare (slalom  - sprint - slalom per combinata + sprint di combinata - combinata) le medaglie in palio sfruttando per 10 giorni l’impianto invece dei quattro o cinque previsti attualmente.
Nell’ottobre del 2005 la Federazione mi diede il ben servito. Con me si chiuse anche il gruppo di lavoro internazionale che non aveva più interesse di esistere e nessuno fece lo sforzo di andare comunque avanti. Io non avevo nessuna voce in capitolo per restare e decisi di cambiare rotta accettando le offerte di lavoro in altre nazioni per il settore slalom.
Me la passai male pensando a quanto lavoro fatto e vedendolo andare in fumo.
A malincuore me ne andai visto che le proposte ricevute dalla Fick erano solo prese per i fondelli e non avevo nessuna intenzione di lavorare per conto di persone che poi avrebbero distrutto la canoa italiana. Cosa che puntualmente si è verificato in soli sei anni. Non badate a quello che vi raccontano, leggete i programmi attentamente e riflettete sulle convocazioni e sul valore di ogni proposta con la relativa durata nel tempo.
Dico tutto ciò per far capire che il problema non è solo italiano, il problema della discesa è internazionale. I tedeschi si pagano, ai francesi vengono rimborsate solo le spese per certe categorie e se ottengono risultati. I cechi, una volta partiti con grandi idee e obiettivi, oggi si sono ridimensionati conclusa l’ondata di fervore giovanile. Gli svizzeri sono una armata Branca Leone, i begli vivono per la passione di vecchie glorie della discesa. I croati cercano di sopravvivere, gli sloveni sono sostenuti dal direttore tecnico assoluto per non dimenticare da dove è venuto.
Nel 2010, spinto anche dalla passione di un amico atleta, ho ripreso carta e penna e ho scritto al Presidente ICF  - 22 febbraio 2010 lettera a Perurena ICF - http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic2424.msg8704.html#msg8704 - per sollecitarlo a portare avanti quella mia vecchi idea di sprint più combinata.
Lo scorso anno ho spinto sempre lo stesso amio-atleta  ad inviare una proposta al presidente Federale perché riportasse avanti il progetto da me presentato a livello internazionale nel 2005. Sotto altra forma ovviamente perché tutti sanno bene cosa pensa la Fick del sottoscritto. Lui rispose che avrebbe preso a cuore la cosa e che condivideva in ogni suo aspetto. Ma poi il silenzio regna, interrotto solo durante i discorsi all’Adigemarathon dove ci sono grandi parole di elogio e più mi elogiano e più lontano vado a lavorare!
Notate bene: l’Adigemarathon nasce non a caso nel 2004 proprio per offrire un punto di incontro a fine stagione e per far capire la potenzialità della canoa. Un progetto sviluppato grazie alla grande sensibilità di Alviano Mesaroli (ex tecnico nazionale a tempo pieno dal 2001 al 2005 - altro punto fondamentale che volli fortemente e cioè di avere una figura full-time retribuita regolarmente per dare dignità al settore, non come oggi che si accettano questi ruoli per 4 pezzi di pane) e di Bruno Panziera. Inutile sottolineare dove è arrivata questa manifestazione in nove anni.
Sempre nel 2005, prima di andarmene avevo fatto una relazione dettagliata - oltre 100 pagine - dove si illustrava la situazione della discesa a livello internazionale e poi, visto che sono un tecnico, avevo proposto una serie di lavori per sviluppare le strategie di gara nella prova classica. L’avevo consegnata alla segreteria e l’attuale coordinatore tecnico l’aveva  bollata come un lavoro meramente giornalistico. La stessa relazione tecnica l’avevo consegnata anche ad Andrea Giacoppo sulle scale della Federazione, revisore dei conti e amante della discesa e che ritenevo oltretutto un amico. Fui io a proporgli di candidarsi a questo ruolo (2001) per mettere a disposizione della Federazione la sua professionalità in campo contabile unita alla sua passione per la pagaia. Mix magico per cambiare le cose... mi sbagliavo!  Anche da lui nessuna risposta, passò come un fulmine a ciel sereno. In quelle 100 pagine c’era la storia della canoa discesa e cosa si sarebbe dovuto fare per cercare di non arrivare ad un punto di non ritorno.
Spero di essere stato chiaro. Dimenticavo. Alessandro ha la speranza di far sì che qualcuno della Fick dialoghi sul forum. Credo che ciò non possa essere. Il responsabile del settore discesa e del settore junior slalom non ha più partecipato ai Consigli Federali e si è praticamente dileguato, accettando che gli junior dei paletti facciano le selezioni in posti assurdi e nel momento più critico per l’anno scolastico. Poi nessuno, ripeto nessuno all’interno dell’attuale Fick è in grado di confrontarsi per mancanza di idee e di  conoscenze. Se si pensa che gente del calibro di Vladi Panato e Carlo Mercati sono stati tagliati fuori come le figurine Panini ci fa capire che chi sa fa paura ed è meglio ignorarlo.  Passi per Ivaldi che è un sognatore e... non ricordo più cosa, ma per il resto  è come tagliarsi i c... per fare un dispetto alla moglie!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Si veda anche per una completa analisi sul tema discesa

analisi settore discesa 8 luglio 2009
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1916.0.html
- confronto sulla discesa interessante da leggere per capire che a distanza di poco più di 2 anni le persone che sostenevano la politica federale si sono eclissate
http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1806.msg6531.html#msg6531


p.s. spero di aver risposto a Leonori, poi se vuoi avere i dettagli dei programmi fatti con i ragazzi non tarderò. Anzi inviterei  i ragazzi magari a parlarne.

mercati carlo

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Quando prese in mano la nazionale Ettore, si capi da subito che lui voleva creare una squadra  non solo di pochi elementi ma che potesse avere un ricambio generazionale. I grandi avvenimenti venivano programmati con raduni collegiali, magari all'inizio allargati per poi una volta vicino all'evento con un Team che potesse rispondere all'aspettativa delle medaglie.

Svolgeva  questo lavoro da direttore tecnico facendosi a capo di organizzare il tutto per gli atleti, infatti bastava rivolgersi a Lui per trovare una soluzione .



Ma la cosa piu' importante oltre alla sua organizzazione "maniacale" e' che riusci a creare un'attomosfera di squadra unica ;questo grazie molto anche ad Alviano un guru del lato psicologico, tutto questo sicuramente contribui' ai risultati del team di quei anni.

kayaknervi

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Fra gli obiettivi primari della stagione discesa 2012 ci sono in primis i Campionati del  Mondo senior a Bourg St Maurice (FR). Un appuntamento importante al quale ci avviciniamo consapevoli delle difficoltà economiche di questo periodo alle quali si aggiungono impedimenti imposti dal comitato organizzatore sui periodi di permanenza sul percorso gara. Per queste ragioni non saremo a La Plagne quanto avremmo voluto e ciò rappresenterà un indubbio svantaggio. Ciononostante capiamo la situazione e lavoriamo al meglio per riuscire comunque ad arrivare al mondiale con concrete speranze di far bene. Il livello tecnico del fiume è altissimo e cercheremo di provarlo comunque il più possibile. Per quanto riguarda le categorie giovanili fra gli appuntamenti più imporatnti ci sono gli europei junior previsti a Solkan a fine agosto; proprio per quest’evento abbiamo inserito tutta una serie di training camp nel corso della stagione puntando sulla loro sostenibilità e sul fatto che raduni di questo tipo risultano economicamente vantaggiosi. QUESTO E' QUELLO CHE SCRIVE IL NOSTRO C.T. DELLA NAZIONALE ROBERT PONTAROLLO, BEH COSA DIRE, UN OBBIETTIVO SI PROGRAMMA IN TUTTI I SUOI PICCOLI DETTAGLI (LAVORO DI SQUADRA, RITROVO MENSILE CON UN TEAM ELITE, ECT ECT.) COSA CHE LA NOSTRA SQUADRA AZZURRA NON SA NEMMENO COSA SIA PROGRAMMARE UN MONDIALE, EPPURE ABBIAMO ATLETI VALIDI E FORTI MA TROPPO E DICO TROPPO ABBANDONATI NELLE LORO SOCIETA' E CHE PER FORTUNA LAVORANO BENE. QUEL POCO CHE SO' E CHE MOLTE NAZIONI IL GIORNO DI PASQUA PAGAIANO SULLE ACQUE DELL'ISER E CHE IL COMITATO ORGANIZZATORE NON HA MESSO NESSUN IMPEDIMENTO IMPOSTO COME SOTTILINEA IL SIGNOR PONTAROLLO. POI RIBADISCE IL FATTO CHE NONOSTANTE CIO'  SI LAVORA AL MEGLIO CERCANDO DI ARRIVARE AL MONDIALE CON SPERANZA DI FAR BENE! LA NOSTRA SQUADRA AZZURRA SENIOR DA PROGRAMMA NON HA NESSUN RADUNO DURANTE L'ANNO E DURANTE IL PERIODO INVERNALE E QUESTO E' LAVORARE BENE? IL PRIMO RADUNO E' PREVISTO A MAGGIO 3 GIORNI E POI DOPO NEANCHE UN MESE C'E' IL MONDIALE, NON PARAGONIAMOCI ALLO SLALOM O ALLA VELOCITA' SIAMO SEMPRE LI' SONO SPORT OLIMPICI HANNO PIU' SOLDI QUESTA E' LA RISPOSTA SEMPRE LA SOLITA RISPOSTA. MA CAVOLO NEANCHE BISOGNA ESSERE ABBONDONATI NEL NULLA CON LA SPERANZA CHE VENGA FUORI IL TALENTO COME BENASSI O IL PICCOLO BONATO, NON BISOGNA SPERARE DI FAR BENE, BISOGNA FARE E' BASTA, TENACIA COSTANZA E CREDERCI SOPRATTUTTO. SPERIAMO CHE BOURG ST MAURICE NON DIVENTI COME AUGSBURG, 0 MEDAGLIE E SOLITA CAROVANA DI GENTE, CREDIAMO NELL'ITALIA CREDIAMO NELLA DISCESA E NEI NOSTRI RAGAZZI FORTI ED ESPERTI SU QUEL TIPO DI ACQUE, QUINDI CARO ROBERT RIMBOCCATI LE MANICHE E CERCA DI CONCRETIZZARE, ALTRIMENTI IL CAMBIAMENTO E' VICINO SPERANDO CHE CI SIA IL CAMBIAMENTO. PS: POTRESTI FARTI AIUTARE DA VIETTI VISTO CHE LUI HA VINTO DIVERSE MEDAGLIE CON GLI JUNIOR DOPO TANTO LAVORO INVERNALE ;D. CIAO DA Gianni

kayaknervi

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Ecco vedete nessuno riesce ad intervenire nemmeno gli atleti, la Plagne 2012 forse non sanno nemmeno cos'e'. lasciatela morire lentamente la discesa

mariano bifano

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Ciao Gianni, ti rispondo io. La tua email e' stata molto pesante nei confronti dello staff tecnico, io sono in squadra da diversi anni e' ho visto  programmare e organizzare ben 6 mondiali. E' vero bourg  da programma e' un po' abbandonato, da premettere che non prendo le difese di nessuno, ma ormai la nazionale italiana non puo' essere più' paragonata a quella Francese come una volta, ma ben si come la Svizzera, austria germania e tutto il resto dell'europa, manchiamo di vera e propria professionalita',non basta aver un computer per essere professionali o delle fotocellule, bisogna essere sul campo di gara più possibile, se questo non e' possibile da parte della nazionale di discesa ti rispondo cosi' come ho risposto a Mercati, macchina canoa e via a spese nostre. Robert ha il suo badget federale, evidentemente ha programmato la stagione in modo tale da far rientrare altre trasferte oltre a Bourg. La discesa sono ormai anni che va avanti a fatica, a Bourg avremo una squadra competitiva ne sono certo, Augsburg e'acqua passata sicuramente e'stata da lezione.    Visto che questo e' l'unico per ascoltare i pareri di tutti sarebbe bello che qualcuno intervenisse in questa discussione e perche' no lo stesso Staff tecnico.

kayaknervi

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Se questa e' una tua politica di ragionare la rispetto ma non la condivido. Ti ricordo che la maggior parte di atleti italiani sono studenti, pochi sono i professionisti ovvero quelli militari, tu puoi permetterti un raduno a tue spese altri no es: Merola, Risso, Muratore ect ect. Sappi che ti stimo come atleta ma non condividuo affatto la tua posizione. Siamo guidati da veri e propri incompetendi e' ora che ve ne fate una ragione ed intervenite al più' presto prima che muoia la discesa, siete proprio voi atleti stessi che dovete rivoluzionare questo sistema federale. Gianni. 

Ettore Ivaldi

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Gentilissimo Gianni,

           non puoi scaricare le responsabilità sugli atleti. Non puoi pensare che gli atleti possano prendere in mano la situazione, devono essere le Società e i tecnici ad imporsi e dire basta. Quello che proponi tu successe solo nel 1984 quando la Forestale ritirò tutta la squadra al completo di  slalom e discesa. Altri tempi, altri dirigenti con le palle, altri atleti.

Detto ciò devono essere le persone che sanno perfettamente che questa situazione non va bene a fermare tutto e dire basta. Mi riferisco in primis al commissario tecnico che sa bene che cosa bisogna fare per preparare un mondiale. Lo ha imparato dal sottoscritto dal 2001 al  2005 quando Mercati vinse l’oro mondiale e lui si portò a casa diverse medaglie. Così si deve fare e lo sa! Questo aggrava la sua situazione perché se volesse veramente tutelare gli atleti si dimetterebbe subito facendo gran casino e invece... nulla accetta tutto pur di restare al suo posto per convenienza personale. Che non ci racconti che lui rimane per tutelare l'attività e gli atleti, non ci crede più nessuno. Mi rifiuto anche  di pensare che come ex campione, e oggi come tecnico, possa accettare di vedere morire la specialità che gli ha regalato tanta gloria, onore oltre ad un lavoro che si tiene ben stretto. Immobilismo assoluto nel “bunker Brentano”!
Ma non è solo lui. Anche Andrea Giacoppo dovrebbe prendere posizione, Vladi Panato dovrebbe dire la sua e non prendersi le briciole che una Federazione oggi gli offre, Carlo Mercati sta facendo la sua, ma dovrebbe essere più incisivo. Poi ci sono le società a partire dalla Marina Militare che non può restare zitta e fare finta di nulla.
Gli atleti, nella logica delle Società, vanno a fare raduni e test assurdi pur di restare nelle grazie di una commissione tecnica che mai ha avuto l’umiltà di partire dalla base per costruire il futuro della discesa. Ma cosa dovrebbero fare gli atleti se le Società non si impongono tenendoseli a casa?
E' molto tempo che scrivo, parlo, comunico, oggi tocca a Te essere indignato carissimo amico di pagaia Gianni, io lo sono da anni per cercare di farvi aprire gli occhi a tutti voi. Guarda che fine stanno facendo fare alle nostre ragazze talentuose... non si può fare finta di nulla diciamo BASTA con Forza senza cadere nel tranello di accusare gli atleti!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi





mariano bifano

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Carissimo Ettore, ti assicuro e garantisco che la marina militare e' una delle poche societa' che non ha peli sulla lingua e tu lo sai benissimo, le critiche fatte dal nostro responsabile Nello Ricciardi sono costruttive e continue, ma molto spesso non prese in considerazione. Non mi sembra nemmeno una scelta giusta protestare come nel lontano 1984. Mariano

Ettore Ivaldi

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Caro Mariano,

          considerando il fatto che tu sei l'uomo di punta della squadra e considerando i tuoi interventi molto moderati e a favore dell'attuale staff tecnico, mi chiedo perché noi parliamo, se questa situazione va bene a Te siamo tutti contenti. Io personalmente non ho nessun interesse e se la discesa è a questo livello il motivo c'è e si capiscono  chiaramente i motivi!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi


kayaknervi

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Certo scarichiamo tutto sulle societa' allora, parli di Carlo che si sta muovendo? in che modo? facendo critiche su ck italia? questo per te caro Ettore vuol dire muoversi? basta scrivere un parere sul forum per migliorare, allora siamo tutti bravi: Caro Ettore, Carlo una volta uscito e' sparito, Vladi lavora con gruppi di giovani a Pescantina forse gli danno piu' soddisfazione, Carlo invece? cosa ha fatto una volta smesso? ognuno ha la sua vita. certo il tuo modo di operare era professionale come viene descritto sul forum, ma allora perche' sei sparito? forse eri li per chiudere un buco o per ottenere un trambolino di lancio per lo slalom? comunque il punto e' un altro, migliorare il settore discesa e far capire allo staff tecnico che nulla e' perduto. Con cio' mi rendo disponibile ad un vostro futuro confronto e se passate da Genova vi offro anche un caffe'.

mercati carlo

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ciao a tutti, anche a te Gianni, non ti ho focalizzato, non mi ricordo ..
comunque io avevo manifestato solamente le mie perplessita' nella preparazione di un mondiale con poche risorse dovute  a problemi economici o a quant'altro. questo non lo so.

L'analisi di Ettore non fa una piega, poi secondo me per lui la discesa non e' stato un trampolino di lancio per la sua cariera, perche' all'epoca era Commissario delle due nazionali, sia slalom e discesa, ma solamente grazie alla sua impronta stava cambiando il nostro settore in meglio, ma come ho ribadito per una serie di eventi c' e 'lo siamo lasciati sfuggire e cacciare!!!

P.S.

E' vero ora qualche volta scrivo sul forum, ma come fai a dire che io sono sparito?? vivi a Citta' di Castello? frequenti il Canoa Club? In Federazione ti vengono a raccontare se io faccio qualcosa?

Prima di parlare di qualunque cosa a me hanno insegnato di informarmi per non dire cose non vere.
Ti aspetto alla gara di Castello a te e a tutti gli appassionati di canoa.

Carlo






mariano bifano

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Ettore io rispetto le scelte tecniche, essendo militare le rispetto ancora di più', le ho sempre rispettate anche quando eri tu il commissario tecnico, apprezzavo la tua operativita', anche nel lontano 2002 (sesia) e california 2003, ho rispettato le tue scelte e tu sai bene a cosa mi riferisco, forse ero meno maturo di adesso e troppo ingenuo da buttare giu' le tue scelte tecniche nei miei confronti. Io semplicemente capisco la situazione economica  della discesa, e credo che Robert sara' capace di alzarsi di fronte questa crisi con le sue gambe senza le pesante accuse del signor Gianni. Con questo chiudo  e non rientro più' in questo argomento, visto che siamo in 4 a parlarne gira e gira siamo sempre li.

Luca Cecchinelli

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Come ho avuto modo di parlrne con Vietti quando è venuto qua a Genova è che non si riesce più a garantire quel numero di gare per poter redere appetibile il nostro sport ai giovani, e questo nel corso del tempo ovviamente porta ad essere sempre i soliti che gareggiano, si lamentano e quant'altro. Putroppo i tagli ci sono stati, secondo me ora bisogna cercare di capire come venirne fuori. Concordo con Bifano sul fatto di andare a proprie spese a provare i fiumi, ma per dei ragazzi? ho avuto modo l'anno scorso di sperimentare i Training Camp e ne sono rimasto entusiasta a mio parere è su questo che la federazione deve puntare, su fiumi diversi con caratteristiche diverse per non dover andare sempre e solo in un posto.
Per l'organizzazione delle gare il problema è a mio parere più complicata la questione, le società hanno sempre meno risorse a disposizione, e quei pochi sponsor che si possono trovare sono sempre meno, perchè la federazione non può mettersi in prima persona ad organizzare le gare istituendo una Commissione Gare, supportata ovviamente dalle società?

mariano bifano

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Ciao Luca, bene parlarne di questi problemi. Tu parli di poche gare per i giovani? E'vero sono poche anzi pochissime, mi sorge una domanda, perche' a policastro tante societa' non erano presenti? E pure e' un fiume nuovo che ha delle carattaristiche ottimali per i giovani. La risposta la sappiamo, troppo lontano, strano per i club del sud non e' lontano fare km km ogni volta? Anche questa e' una forma di rispetto per le le societa' del sud. Policastro e' stato da esempio a tutte le societa', spero che qualcuno ne parli di questa manifestazione straordinaria, meglio di molte gare Europee. Il viaggio e' lungo vero ma con poco si dormiva e si mangiava. Sono sempre le stesse societa' ormai da anni che lavorano sui giovani( Marina, Oriago, Valstagna, Firenza, Pescantina e qualcun'altra) il resto ?? Se facciamo un analisi dei fiumi che faranno i giovani  atleti quest'anno, ci accorgiamo che sono tutte su acqua piatta, l'unica con qualche difficolta  era proprio policastro,quindi bisognerebbe aumentare anche le difficolta' dei fiumi oltre alle gare, almeno arrivare ad un 2 grado. Spero che condividi con me tutto cio', a presto in fiume. Mariano

Luca Cecchinelli

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Putroppo per la mia società risultava molto costosa come trasferta anche se mi sarebbe piaciuto portare i miei ragazzi a Policastro e spero di venire magari l'anno prossimo a fare una gara li, per la tua considerazione sulla difficoltà dei fiumi condivido appeno quello che tu dici, proprio per questo secondo me con una commissione federale si potrebbe scegliere le gare sui cui far gareggiare i ragazzi per non ridursi a fare delle gare in posti in cui di fluviale c'è ben poco. A presto

Alessandro Leonori

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Di nuovo ciao a tutti,

allora, a proposito di gare, ritorna automaticamente alla ribalta l'idea di Ettore di sfruttare le sinergie slalom/discesa organizzando eventi congiunti nello stesso weekend, fossero per noi discesisti solo delle gare sprint. Un modo di abbattere i costi, avere più gare, in posti nuovi, e allo stesso tempo farci vedere di più al pubblico e aumentare la popolarità. Ad esempio, pensate che bello aggiungere una sprint alla gara internazionale di Merano...

Eppoi... impedire che gare come quella di Cuneo (che fra l'altro quest'anno forse viene fatta sullo Stura alto) vengano degradate a gara regionale. Penso anche alla sprint regionale di quest'anno sul Brembo, ecc. ecc.

Mi rendo conto che sono tutti buoni propositi, ma sarebbe davvero importante trovare il modo di confrontarsi continuamente con chi in Federazione propone e decide.

Sul discorso soldi ho un'opinione forse fin troppo personale: secondo me non è questo l'ostacolo principale, considerando anche le condizioni in cui versano altre nazioni che hanno campioni fortissimi. Del resto, in qualunque sport un po' piu' "povero", come il nostro, chi ha passione qualche sacrificio è disposto a farlo. Sarebbe un po' come organizzare delle gite fuori porta, o delle vacanze (come mi raccontava Mariano delle sue estati sul Noce ecc. quando era adolescente), il tutto più focalizzato verso la nostra attivita' anzichè prenotarsi l'ombrellone nello stabilimento.

Questi training camp, che potrebbero semplicemente chiamarsi "giorni in canoa autogestiti" non posso pensare che siano così costosi. Ho sentito che a Bourg si dorme in campeggio con 4 euro...
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
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kayaknervi

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E' w l'italia e' w la nazionale. Gente uscite fuori! Tecnici intervenite, i forum servono per migliorare, vorrei sapere il tecnico Vietti cosa pensa di tutto cio'. Cardinale? Robert? 

Luca Cecchinelli

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Gusto ieri mettendo a posto sul desktop del computer sono andato a vedere il numero di partecipanti della gara di Vobarno del 2007, Discesa sprint il Sabato e Slalom la Domenica, una marea di partecipanti, bisognerebbe fare un passo indietro e tornare a fare eventi di quel tipo, magari non per gare di Selezione  O campionati Italiani Senior sia dell'una che dell'altra disciplina ma per le categorie categorie giovanili sarebbe il massimo.

Alessando il problema delle gare che in effetti vengono organizzate come gare regionali e non come nazionali ci può anche stare che a rotazione si dia più o meno risalto a un fiume piuttosto che ad un'altro, io porto aventi e non mi stanchero mai di dirlo che la Federazione potrebbe creare una commissione ad Hoc ovviamente per le 2 discipline dell'acqua mossa in supporto alle società organizzatrici, anche per ridurre i costi di organizzazione e noleggio di attrezzature.......

Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, vedo che sono emersi vari temi e provo a dire la mia:
•   Per quanto riguarda la preparazione degli atleti di punta, non sono esperto, ma concordo con Alessandro che in altre nazioni gli atleti si arrangiano senza grandi sovvenzioni. Certo una guida tecnica capace ci vuole, ma credo che chi fa discesa ad alto livello, dedicando tempo e soldi all’allenamento e alle attrezzature, possa dedicare qualche fine settimana ad andare per fiumi in autonomia, io l’ho sempre fatto e mi sono pure divertito.
•   Sull’abbinamento discesa/slalom concordo pienamente, anzi secondo me è un’occasione per incentivare gli atleti a provare nuove esperienze, a livello di gare regionali o giovanili quanto meno.
•   Alcune modifiche alla consueta tabella di marcia delle gare potrebbe, a mio avviso, incentivare la partecipazione e rendere più proficua la partecipazione degli atleti alle gare:
o   Quando sono previste due gare nel fine-settimana, la gara del sabato, a mio avviso, dovrebbe partire più tardi possibile (dopo le 12:00). Molti infatti arrivano sul campo di gara al venerdì sera o al sabato mattina. Vogliamo far provare il percorso anche a loro?
o   La chiusura del percorso segue criteri che non capisco: più tempo si lascia agli atleti per provare, maggiore esperienza accumulano; che senso ha chiudere il percorso un’ora prima su una sprint o, come nello slalom, addirittura il giorno prima (su garette tipo campionato giovanile?)
o   L’introduzione delle doppia gara è stata un’innovazione positiva, non vedo perché debba essere vietata nella discesa classica. Motivazioni specifiche (difficoltà, lunghezza del percorso, logistica imbarco/sbarco) possono sconsigliarla in alcuni casi, ma perché vietarla.sempre? A mio avviso dovrebbe essere data “facoltà” agli atleti di iscriversi a due gare, dopodiché ognuno è libero di valutare se farla o meno. In quest’ottica sarebbe anche opportuno che la Federazione identificasse una sequenza fissa di categorie da far gareggiare in modo da consentire agli atleti di prepararsi correttamente ed avere i necessari recuperi: es: C1m, K1f,K1m,ev. pausa,C1f,C2.
o   Le gare a squadre sono un’occasione per fare ulteriore esperienza e coinvolgere più atleti alle gare, non capisco perché in alcune manifestazioni non siano previste (es. Enza).
•   Per quanto riguarda i percorsi delle gare noto questo: conviene nettamente organizzare gare di piatto piuttosto che sbattersi per gare su percorsi impegnativi. Se non ho sbagliato a leggere, la Federazione eroga lo stesso contributo alla gara di Pescantina e ai campionati sull’Adda (1.500 €). Considerando che i comitati organizzatori incamerano (giustamente) le quote d’iscrizione e che a Pescantina parteciperanno centinaia d’iscritti, mentre sull’Adda saranno poche decine, si nota subito la sproporzione, per non parlare delle grane legate alla sicurezza, alle portate, ecc.. In considerazione di quanto sopra, forse in futuro sarebbe il caso di rivedere il sistema dei contributi agli organizzatori delle gare, incentivando percorsi tecnici e possibilmente innovativi.
•   Per quanto riguarda poi la partecipazione a gare come Policastro, fuori dal solito giro e in periodi poco “canonici” occorre ricordare che al nord per quasi un mese anche i più volenterosi di km ne hanno fatti pochi a causa del freddo, poi forse non basta mettere una gara in calendario e sperare che la gente arrivi, ma occorre trasformarsi un po’ in tour operator, cercando di coinvolgere le società, favorendo sinergie sui viaggi, perché no, illustrando le caratteristiche del fiume (io pensa, credevo che il Bussento fosse piatto).

mariano bifano

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Ciao a tutti! Carissimo Giuseppe sono daccordissimo su quello che hai scritto, ma per quanto riguarda Policastro evidentemente non hai aperto nemmeno il bando, c'era scritto tutto, non mi risulta che alle gare di canoa ci sia il tour operetor, poi volevo ricordarti che la stagione inizia a gennaio e la grande ondata di freddo era passata gia da 2 settimane in italia. Il fiume non e' piatto ma anche se lo fosse sicuramente non e' una giustificazione considerando le gare che si fanno al Nord. A presto in fiume. Mariano

Giuseppe Coduri

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Ciao Mariano, premetto che spero che la gara di Policastro sia in calendario anche nei prossimi anni, con sempre più numerosi partecipanti.

Ciò detto, ritengo che le evidenti "criticità" legate alla distanza e al periodo inconsueto per una gara di canoa, possano essere affrontate con:
1) programmazione: sarebbe positivo se il calendario federale fosse pubblicato molto prima, così da consentire alla società di programmare le trasferte con maggiore anticipo;
2) promozione: anche in relazione a quanto al punto 1), muovendosi in anticipo, gli organizzatori potrebbero fare maggiore pubblicità all'evento. volantini da distribuire durante le gare precedenti, contatti diretti con atleti e allenatori durante le gare stesse, circolari via mail, realizzare un sito internet dell'evento, nel quale, oltre alla descrizione del percorso, aggiungere informazioni su dove dormire/mangiare, offrire supporto per chi volesse coordinarsi con altre società per il viaggio, ecc. Si potrebbe, ma questo non vale solo per Policastro, insistere maggiormente sull'aspetto "turistico" organizzando, ad esempio, gare amatoriali di contorno (boatercross, gommoni) estrazione di premi a sorteggio tra i concorrenti, pasti, ecc.

Alessandro Leonori

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Ciao Giusepppe.

Policastro è una gara bellissima, come bellissimo è il contorno, l'atmosfera, il mare all'arrivo, e la zona circostante. Perfetto per i giovanissimi: la corrente e le curve ci sono eccome, ma senza pericoli. Quando abitavo a Roma e poi a Lecce non mancavo mai.

I discesisti secondo me si dovrebbero un po' "svegliare": d'accordo che il calendario potrebbe uscire un po' prima, ma se le cose si vogliono fare si fanno e basta. Se non avessi 2 bambine piccole e un numero limitato di "bonus/weekend" per andare a fare gare, sarei andato anch'io. Secondo me tutti dovrebbero fare la loro parte, non solo gli organizzatori, e con un po' di iniziativa e un piccolo sforzo economico in più (quello che spendi in più di viaggio lo risparmi magari nel dormire e nel mangiare) si va tranquillamente anche a Policastro.

La situazione è della discesa è sotto gli occhi di tutti, putroppo. Ho appena mandato via email al presidente FICK alcune proposte per rilanciare il nostro settore, fra cui la possibilità di organizzare gare nazionali oltreconfine, magari insieme alla federazione svizzera o slovena, e lo stesso vale per i raduni. Basta superare il confine, per avere fiumi bellissimi e spendere spesso addirittura meno di viaggio/autostrada, e allora perchè non approfittarne, dimezzando i costi dell'organizzazione delle gare con gli stranieri e favorendo il confronto con gli altri atleti? Ho poi proposto (idea di Ettore) di "costringere" gli organizzatori di alcune gare di slalom ad includere anche la sprint.
Alessandro Leonori
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maurizio bernasconi

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Ciao Alessandro, visto che proponi modifiche, ne suggerirei un paio anch'io circa le gare sprint. Quando erano state pensate le gare sprint, l'idea era quella di venire incontro soprattutto a esigenze di spettacolarità e facilità organizzativa specie riguardo alla predisposizione delle sicurezze. Forse qualcuno ricorderà che si chiamavano rapid-race. Dunque una bella rapida al minimo DICO MINIMO di 3/4 grado (proprio quello di cui sentiamo la nostalgia) e via con una gara concisa è godibile per il pubblico, con trenta secondi fra i concorrenti, nessuno spazio fra le categorie e una sola manche. Per le categorie giovanili potrebbe trovarsi un percorso più facile, d'accordo. Si è riusciti a trasformare questa bella idea in uno stillicidio noiosissimo ed eterno di atleti che percorrono un tratto senza sugo per ben due volte, rimanendo talvolta bagnati per ore ad avvilirsi, distruggendo magari la possibilitò di allenarsi sul fiume e provare seriamente il percorso della classic. Un'intera giornata sprecata per fare quattro minuti di gara nei quali il risultato è per lo più scontato dal via. Con ambulanze, cronometristi e giudici impegnti per ore e ore. Ma quando mai nell'altletica leggera si chiede a un quattrocentometrista di fare due manches? Anche nello slalom ormai si sviluppa un percorso di semifinale/ finale che ha molto più senso. Quella poi di rendere impercorribile il percorso chiudendolo un'ora prima, dopo ore e ore in autostrada, quando i ragazzi hanno solo bisogno di fare finalmente un po' di chilometri di acqua mossa, è veramente una stupidaggine.

Alessandro Leonori

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Ciao Maurizio!

Perchè no? Oppure prevedere 2 manche su 2 tratti diversi, come fu alla Coppa del Mondo a Bala nel 1994: in fondo, proprio per dare un significato a tutti quei Km per arrivare, far scendere l'atleta in acqua 2 volte, dando la possibilità di far meglio, potrebbe non essere una cosa da abolire.

Altre proposte da me inviate: un filo diretto con le società, ovvero qualcuno che in Federazione curi meglio la relazione con i potenziali club organizzatori, non solo stabilendo le rigide date di scadenza entro le quali accettare di organizzare una gara, ma un facendo un regolare e priodico giro di telefonate, di propria iniziativa, per capire ad es. perchè il CC Bobbio non vuole organizzare di nuovo, sentire quali sono i motivi e provare ad aiutarlo in qualche modo, magari posticipando di qualche giorno la scadenza.
E ancora, visto che lo stivale è lungo e gli impegni sono tanti (non solo canoistici), perchè non aumentare il numero delle gare in calendario? Facendone qualcuna insieme allo slalom, i costi non aumenterebbero, visto che cronometristi, giudici, volontari per logistica ecc. ci sono comunque.
E perchè non organizzare anche raduni (oltre a gare) insieme ad altre federazioni straniere? Raduni anche ufficiali e pubblicizzati dall FICK, e al limite, in certi casi, anche aperti agli altri ragazzi, magari con un modesto contributo spese, ecc.
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
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Luca Cecchinelli

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Si sono concluse oggi le selezioni Italiane per i mondiali a La Plagne, i risultati per chi è interessato sono su http://kanu-wildwasser.de/index.php?option=com_content&view=article&id=227&Itemid=160

A presto

Cecco