Autore Topic: COPPA DEL MONDO SLALOM 2011  (Letto 7605 volte)

Agosto 11, 2011, 04:00:40 pm
Risposta #15

Ettore Ivaldi

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Si riparte per l’ultima tappa di coppa e non dimentichiamoci il berretto di lana... tempaccio a Praga e previsioni non troppo confortanti per questo fine settimana. 
Per fortuna che l’altro giorno dopo un ennesimo temporale è uscito un magico arcobaleno che ci ha piacevolmente avvolto  e che ci ha ricordato che la vita è magica e che va vissuta in tutti i suoi colori.  Che bello essere qui e condividere con le persone a te più care momenti, passioni, parole, musica  che la canoa slalom ci sta regalando in questo momento particolare della nostra esistenza.
Con certe persone è talmente facile essere in sintonia che non serve neppure parlare nonostante che il destino e la politica  non ci abbiano permesso di proseguire a lavorare assieme. Chi maggiormente ci ha rimesso, senza falsa modestia, è stata però la canoa italiana, ma questa è un’altra storia e una mia personalissima opinione!

Venerdì, sabato e domenica si chiuderà un altro capitolo importante della stagione in corso, una coppa che però dovrebbe essere rivista: Certe formule non rendono come dovrebbero e bisognerebbe dare più risalto con un circuito più lungo che coinvolga non solo l’Europa, ma anche altri continenti.  Magari di questo ne parleremo a giochi conclusi e chissà mai che esca anche da noi qualche proposta intelligente da proporre a chi di dovere. Voi mi potete aiutare?

In allenamento in questi giorni ho visto particolarmente aggressivo e concentrato Peter Kauzer che è assetato e affamato. In questa coppa ci sta credendo dopo averla vinta già  nel 2009. In realtà però la vittoria finale è aperta ai primi 16 atleti, certo, per assurdo, supponendo che Kauzer, Meglic, Hradilek e Molmenti stesso non ottengano neppure un punto. Questo rende decisamente interessante questa finale in una Praga invasa dai manifesti della competizione sui quali è raffigurato un Vavrilek Hradilek sorridente e che sembra navigare con la sua slalom sulla città. L’organizzazione è come sempre attenta e puntuale soprattutto per i servizi tecnici offerti. Sperimenteranno, in vista dei mondiali 2013, un servizio di cinque o sei intermedi che verranno presi  ad ogni atleta, lavoro questo che normalmente facciamo noi allenatori mentre scendono gli atleti. Ci sarà ovviamente il video tecnico e i risultati on line.
Per il settore kayak femminile la lotta per la coppa è limitata alle prime sette anche se sinceramente mi giocherei uno fisso su Dukatova.  Lei se vince si porta a casa la sua terza coppa consecutiva.
Nelle canadese monoposto in gioco per la vittoria finale solo 4 atleti e cioè Benus, Jezek, Savsek e Slafkovsky. Ci sarebbe anche Elosegi, ma gli spagnoli non parteciperanno a questa gara.
Non c’è storia per la canadese doppia:  gli Hochschorner  rincorrono la decima coppa del mondo. Gli basterà fare un punto per avere la matematica certezza e se ci pensate per un attimo è  veramente impressionante. La prima la vinsero nel 1999 e fino al 2004 non ne saltarono una, poi ancora vinte tre 2006/07/08, due anni a digiuno e ora ritorneranno a casa con il decimo trofeo.  Come loro solo il grande Vladi Panato, che di coppe ne ha vinte tante... ma in discesa.
Che altro raccontarvi se non rimandarvi al programma di domani che prevede la mattinata di qualifiche per C1, C2 e C1women, mentre al pomeriggio K1 men e K1 women. Come sempre passeranno in semifinale i primi 30 C1, 20 C2, 20 C1W, 30 k1W e 40 k1M.
Per approfondimenti consultate www.slalomtroja.cz  aggiungo solo che i tracciati sono stati disegnati dal tedesco  Thomas Apel e il ceco Milan Bily, sulla carta sembrano scorrevoli ed interessanti... vedremo!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Agosto 13, 2011, 08:38:39 am
Risposta #16

Ettore Ivaldi

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Kauzer rovina la festa ai cechi; Jezek e Slafkovsky duettano; gli  Skantar mettono la punta davanti agli Hochschorner e quattro donne in kayak rimangono sotto i 100 secondi. Ecco la giornata in pillole di questa tornata finale di coppa del mondo eppure dietro a tutto ciò ci sono tante belle storie da raccontare, tanti piccoli aneddoti a partire dagli occhi lucidi di un David Ford che lascia il campo di gara chiedendosi che cosa non va più! Che sia forse giunta l’ora di mettere la parola fine ad una carriera agonistica iniziata oltre 30 anni fa?
Io stavo raccogliendo le mie cose per raggiungere la casa viaggiante e ho sentito il canadese chiamarmi, ovviamente non ho potuto fare finta di nulla e ci siamo fermati a parlare o meglio mi sono fermato ad ascoltare un atleta che superati i 45 anni non vuole cedere e che in quel momento aveva bisogno di sfogarsi. Certo è che in kayak non è concesso sbagliare, non è concesso tentennare, non è concesso avere incertezze o sbavature e lui, l’esperto Ford, non ha più la velocità di reazione che bisogna avere al giorno d’oggi per stare al passo con i migliori e con dei giovani che hanno voglia di emergere. Poi mi ha parlato di quanto bene ha visto il giovane brasiliano che ho iniziato a seguire da qualche mese e facendo un confronto mi fa: “ecco avrei bisogno della sua leggerezza e della sua incoscienza”, mi sono permesso di aggiungere solo: “e il suo divertimento a pagaiare”.
Vi dicevo di Peter Kauzer che ha rovinato la festa a tre praghesi doc. Lo sloveno infatti, con il suo terzo posto, ha privato dell’ipotetico bronzo il giovanissimo Jiri Prskavec dopo la vittoria di uno straordinario  Hradilek e di un Hilghert ritrovato. Fino all’arrivo dello sloveno, ultimo a partire, il tabellone elettronico riportava CZE nelle prime tre posizioni e non ho ricordi di averlo mai visto prima. Come non mai il fattore campo si è fatto sentire anche nelle donne con Pavelkova prima, Hilgertova terza e Kudejova settima.
Nella canadese biposto i soliti due equipaggi slovacchi. Alle spalle francesi, inglesi, tedeschi, cechi, sloveni e italiani che fanno gara a sé: in sostanza c’è a disposizione solo una medaglia per il resto del mondo... e sembra già una grande concessione!
I C1 sono veramente forti.  Slafkovsky, in prima manche, ferma i cronometri su un fantastico 88,38 con una discesa aggressiva, ma nello stesso tempo armonica. Jezek dopo la prima prova aveva un 89,67  più 2 che significava secondo posto, qualifica sicura e manche da archiviare tra le più belle della sua carriera sportiva, ma... c’è un ma! Lui non si accontenta. Scende dalla canoa viene chiamato per risolvere un problema informatico con il tabellone  elettronico, passa il resto del tempo al “race office” a coordinare i vari volontari e poi a 5 minuti dalla seconda discesa, risale in barca e come nulla fosse ci piazza un 88,38 anche lui! Vi sembra cosa normale? Per l’Italia, la gara in C1, sembra rappresentasse  una selezione per i prossimi mondiali. Stando così ai mondiali ci dovrebbe esser il già qualificato Colazingari, Cipressi e Gejdos.

Non ho detto nulla sulle donne in ginocchio. Mi è piaciuta una T-shirt di un ragazzo americano che riportava questa scritta: “respect and patience with women in C1” che la dice lunga su questa specialità che sta crescendo di gara in gara. Anche il mio amico L8, che in questi giorni è qui con me per darmi una mano, è rimasto piacevolmente colpito dalla canadese femminile. Giusto per la cronaca la qualifica è andata alla piccola Katerina Hoskova, tanto per cambiare di nazionalità ceca, con Leanne Guinea che ha rischiato di guardare la semifinale dalla riva. Lei che è in corsa per vincere la coppa, ma che sembra in crisi da molto tempo!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 13 agosto 2011 - Slalom World Cup Final

Agosto 14, 2011, 11:38:07 am
Risposta #17

Ettore Ivaldi

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Che finale di coppa ragazzi! Ha vibrato tutta Troja e, fino all’ultimo, grande sfida nei kayak uomini. Tre atleti in cerca di una palla di cristallo che rappresenta il mondo, ma che soprattutto aiuta ad arrivare al mondiale di settembre molto molto motivati e con le statistiche dalla propria parte! Hradilek fa impazzire il pubblico di casa, rischia molto, ma nello stesso tempo è sicuro e bello da vedere. Questo atleta è maturato molto in questa stagione dal punto di vista tecnico. Grande anche Super Cali che con un guizzo finale arriva  sul collo del campione di casa: scende subito dopo il ceco e praticamente percorre la prima metà del percorso con gli spalti in religioso silenzio...all’intertempo fa registrare un lieve ritardo e giunto alla porta 15, incitato dai brillanti speaker, inizia ad arrivare qualche applauso che sale come la tensione nell’interpretare il cronometro che scorre. Alla fine solo 0,05 secondi li dividono... un nulla, troppo pochi per riuscire in qualche modo a tradurli  in millimetri!  Kauzer è bravo a mantenere la calma per tutto il tempo: sa di avere già in una mano la sfera di cristallo e non rischia di mandarla in frantumi. In semifinale passa lontano dai pali, vuole arrivare in finale e non vuole fare passi falsi. All’atto conclusivo  non forza mai più del dovuto sa che ogni punto è prezioso per la coppa. Finisce  terzo, posizione che gli vale 50 punti sufficienti per alzare al cielo l’ambito trofeo con 177 punti su Hradilek 176 e Molmenti 168.
Nella canadese monoposto Jezek vince la sua seconda coppa del mondo a distanza di 12 anni e all’arrivo è visibilmente contento anche se finisce la sua finale al quarto posto dietro ad uno Slafkovsky scatenato. Bella gara quella delle canadesi che regalano sempre forti emozioni anche se mancavano i big e cioè Martikan e Estanguet.
Stanislav Jezek, all’arrivo, riceve l’abbraccio  e le prime congratulazioni proprio da Alexander Slafkovsky che, scendendo per primo in finale, dopo esservi entrato proprio per il rotto della cuffia, si è goduto la gara seduto sulla sua canoa in attesa proprio di Jezek che viceversa partiva per ultimo. Cielo coperto, ma il sorriso del ceco illumina e riscalda fans e fotografi.
Fra le donne in ginocchio non ci sono storie Rosalyn Lawerence fa sua vittoria e coppa.
Belle anche le immagini che sono andate sulla televisione nazionale a testimonianza che la Repubblica Ceca sta lavorando bene in tutti i settori. Impeccabile l’organizzazione come gli speakers che hanno animato l’intera giornata. Bravi perché preparati, bravi perché sanno  fare il loro mestiere dando informazioni tecniche e storiche, tempi, aggiornamenti di classifica e soprattutto competenti. Una sorta di Davide Cassani della canoa! Perché da noi tutto ciò è affidato alla buona volontà di qualche appassionato e non si punta invece a rendere una gara anche un grande momento di ritorno d’immagine?

E in attesa delle semifinali e finali K1 donne e C2 un saluto ai giovani pagaiatori dello slalom che a Solkan (Slovenia) stanno disputando la seconda prova della “Teen Cup”.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 14 agosto 2011 - Slalom World Cup Final

Agosto 16, 2011, 03:21:24 pm
Risposta #18

Ettore Ivaldi

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Era tempo che non vivevo una finale in mezzo al pubblico. Solitamente sono rinchiuso dentro la sala video con due monitor e un cronometro in mano. Riemergo solo all’arrivo dell’ultimo atleta. A Praga, per le semifinali e  finale delle donne e delle canadesi doppie, sono rimasto tutto il tempo tra la gente di fronte al mega schermo delle immagini. Ho partecipato e condiviso  l’emozione di molti praghesi accorsi per questo evento. Ho urlato, ho sofferto per i loro beniamini, ho partecipato alla gioia della medaglia conquistata, ho diviso gli spazi delle tribune, l’unica cosa che non sono riuscito a fare come loro è bermi montagne di birra e mangiare tonnellate di hot-dog e cetrioli!
Insomma un’emozione diversa rispetto alla mia normale routine di allenatore. Una bella sensazione che mi ha fatto capire che da queste parti la canoa si può vivere come si vive una partita di calcio o una corsa di cavalli. Sì! come una corsa di cavalli visto che qui si poteva anche scommettere sulle varie finali con tanto di atleti quotati e valori relativi. Bella festa, bella gente, bella finale vissuta alla grande in una giornata finalmente estiva.
Ho già detto che l’organizzazione era perfetta, ho già detto che gli speakers sono stati bravi a tenere le redini della competizione dando una vera e propria anima parlante a gesti esaltanti e a momenti indimenticabili. Ho già anticipato la vittorie di coppa per gli Hochschorner anche se usciti in  semifinale per un banalissimo errore all’entrata della 16 in risalita. Non ho detto nulla del C2 italiano Benetti/Masoero che ho visto molto bene e in crescita. Se riusciranno a mettere maggior reattività  nell’uscita delle risalite non avranno problemi a finire la stagione in gloria. Su Elena Kaliska vi avevo già messo in pre-allarme dopo le gare di Londra e lei sta avvalorando quanto avevo anticipato. Qui ha vinto offrendo un altro smacco alla sua vera ed unica avversaria per la rincorsa alla sua terza medaglia d’oro olimpica e cioè Jana Dukatova.
Ho già detto che la formula della Coppa va rivista. Sue Natoli, il delegato ICF per lo slalom, ci sta mettendo molto impegno, ma è triste notare che a Praga nella finale di coppa non fosse presente nessun rappresentante ufficiale della federazione internazionale. Eppure il tempo ci sarebbe stato perché qualcuno di alto locato fosse presente per dare valore ad una  Coppa che sembra interessare sempre meno. La canoa slalom ha troppe poche gare, troppi pochi trofei da assegnare, troppe poche categorie da premiare. Alla fine sono sempre gli stessi a spartirsi onore e gloria. Quello che voglio far notare è la mancanza di circuiti di serie “B”. Gli slalomisti o fanno la coppa, mondiali e campionati continentali o non sono nessuno. Bisognerebbe creare il circuito di coppa europa per chi è escluso dal circuito maggiore. Quello che succede ad esempio nello sci. Un atleta dei paletti si allena 10 mesi all’anno per gareggiare in cinque o sei gare. I ciclisti che fanno gare di almeno 4 ore hanno due gare alla settimana per 8 mesi all’anno.

Detto ciò la mia casa viaggiante ha ripreso la strada per trasferirsi a Bratislava dove si fermerà fino ai mondiali. Anche Enrico Lazzarotto, sulla sua macchina, ha ripreso la via di casa. E’ ripartito con “Orgasmo”, la sua ultima canoa da  creek che ha testato anche sul canale di Troja, e con tante immagini che presto prenderanno forma e sostanza e che avremo  modo di goderci. Sarà un’occasione anche per capire che potenza possono avere certe fotografie e montaggi.   Per il momento c’è il titolo: “the ultimate  dream” il resto poco conta!


Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 15 agosto 2011 - Slalom World Cup Final