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Mozione proposta dai pescatori trentini

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kayakko

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Aggiungo alcune informazioni penso utili per comprendere meglio la situazione e lo stato attuale delle cose in Provincia di Trento.

La legge a cui si rifà il consigliere S.F. è la seguente

http://www.fipsas.it/nuovo_sfai/normative/trentino/LProv_n60_12_12_1978.htm (articolo 17 è quello piu interessante)

Nel 2004, è stato apportata questa modifica che di fatto permetteva la regolamentazione legandosi alla legge sulla pesca.
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Caccia/2004/trento%20lr2004n11.htm


Inoltre nel 2008, è stata ulteriormente integrata con la seguente deliberazione

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 30 giugno 2008, n. 1643

LP 12 dicembre 1978, n. 60 e s.m. ed i., art. 17, comma 3: regolamentazione della pratica del rafting
in provincia di Trento

LA GIUNTA PROVINCIALE delibera
 
1. di vietare la pratica del rafting nel periodo compreso fra il 15 ottobre e il 15 aprile nei tratti di corso d’acqua
indicati all’allegato A, parte integrale e sostanziale della presente deliberazione;
2. di demandare a successivi atti l’eventuale individuazione di ulteriori tratti di corso d’acqua e periodi in cui
vietare attività e sport acquatici che possono pregiudicare il patrimonio ittico;
3. di pubblicare la presente deliberazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.
 
 
Allegato A)
 
Corso d’acqua  (evidenziati i tratti in cui applicare il divieto)
Tratto specifico
T. Avisio Da Moena a Stramentizzo.
T. Noce Dalle origini allo sbocco nel lago di S. Giustina.
T. Noce Dalla Rocchetta alla foce.
F. Brenta Dalla confluenza del torrente Ceggio al confine di provincia.

Vi posso confermare che ad oggi, nessuna associazione canoistica del Trentino (ditemi se sbaglio)  è mai stata contattata per discutere sulla attuazione di uno solamente di  questi atti, dal consiglio Provinciale.

Non so se la stessa cosa valga per i centri Rafting  (non parlo degli incontri con i pescatori, quelli sappiamo che non hanno portato a nulla) .

Direi che quindi fino ad ora le cose sono state fatte con un unico interlocutore. (I pescatori)

La mia paura è che si faccia di tutta l'erba un fascio e per penalizzare la navigazione commerciale, si penalizzi anche la pratica dilettantistica degli sport fluviali con numeri (almeno sul Noce) veramente ridicoli.(30 canoe in un week end??)

Io ad esempio sono il presidente dell’unica associazione dilettantistica locale (Il Rafting Kayak  Canoa Club Val di Sole)  e se ci vietassero la navigazione nelle ore serali o ci imponessero dei regolamenti pensati solamente alle compagnie commerciali (abbiamo un rafting che utilizziamo per fare attività sociale nei week end), penso che la nostra associazione non avrebbe più scopo di esistere. (senza avere mai avuto una discussione con un pescatore nell’alveo del fiume).

Se il problema è il fiume Noce (i suoi affluenti ancora per poco, visto che a breve saranno tutti completamente intubati, con il beneplacito della provincia di Trento  che ne ha rilasciato le concessioni), il consigliere S.F  dovrebbe sapere (forse il suo interlocutore dei pescatori questo si è dimenticato di menzionarlo) che è da qualche anno che si sta tentando di risolvere il problema dello sfruttamento (idreoelettrico) del Noce , per questo è nato un comitato (di cui facevano una volta parte anche i pescatori) proponente la creazione di un parco fluviale nel Noce in cui la navigazione commerciale sia regolamentata.

Non capisco quindi questo accanirsi con il movimento degli sport fluviali indiscriminatamente in tutta la provincia.




Luca Scaramella

Giuseppe Coduri

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Ciao, volevo fare un commento sul messaggio di kayakko e alcune precisazioni sul carteggio con la consigliera SF:
Credo che prima di predisporre un regolamento si debba avere un’analisi qualitativa e quantitativa del problema che si vuole affrontare, altrimenti è facile fare di un’erba un fascio, con danni per tutti.
Le fasce orarie, ad esempio (mattina presto e sera pescatori; ore centrali kayak/rafting) sono valide in linea generale e soprattutto per i gommoni commerciali, ma perché ad esempio, penalizzare due amici che si fanno una discesa in canoa alla sera dopo il lavoro e magari da anni convivono pacificamente con i pescatori? Ad oggi, ad esempio, quante canoe scendono il fiume dopo le 18:00, nei vari giorni della settimana? Ha senso introdurre un divieto che andrebbe a colpire un fenomeno limitatissimo? E poi, quando il fiume è in piena (o molto alto) di norma i pescatori non ci sono, ma per i canoisti è una ghiotta occasione per scendere, indipendentemente dagli orari. Ha senso limitarli? Quando il fiume è invece basso, canoe e gommoni non entrano in acqua, ma i pescatori potrebbero trattenersi più a lungo del solito sulla riva, o sbaglio? Perché, in una bella giornata di novembre, magari dopo qualche giorno di pioggia, kayakko non può portare giù per il Noce i soci del club? Perché un pescatore non può piazzarsi a mezzogiorno ai bordi di una pozza, fuori dalla traiettoria di gommoni e canoe, se non dà fastidio a nessuno?
Per quanto riguarda invece la mia corrispondenza con l’ormai famosa SF, invito chi ha criticato il tono dei miei messaggi a leggere per intero, in sequenza, la mozione firmata SF, il mio messaggio, la risposta di SF e la mia replica. Siete proprio sicuri che io abbia esagerato?
Il mio riferimento agli errori nel primo messaggio, che ha provocato la sdegnata reazione di SF e le critiche di alcuni di voi, era finalizzato a dimostrare ciò che sospettavo: cioè che il documento fosse un maldestro collage di pezzi messi insieme in modo affrettato.
Meglio così, dal mio punto di vista, perché da quanto  SF mi ha scritto successivamente, credo che la sua posizione possa essere più vicina alle nostre di quanto si direbbe leggendo la mozione.
La mozione che ha scatenato tutto è dunque, a quanto pare, solo un documento di base da cui partire per costruire il nuovo eventuale regolamento, col contributo di tutti, il buonsenso, la sensibilizzazione, ecc. Tutto bellissimo! Peccato che al momento quel documento sia l’unica cosa che abbiamo e contiene elementi davvero inaccettabili, senza peraltro far trasparire tutti i buoni propositi che SF ha poi indicato nella risposta al mio messaggio.
Ultima considerazione: non intendevo assolutamente insinuare l’esistenza di interessi personali da parte della consigliera, ho solo constatato che la mozione affronta il problema dal punto di vista dei pescatori; infatti già nelle premesse si dice sostanzialmente: “siccome noi pescatori siamo sottoposti a regolamenti, allora anche voi kayak, rafting…” introducendo, surrettiziamente, un parallelo tra l’esigenza di regolamentare la pesca e la supposta esigenza di tutelare le attività legate ai nostri sport. Ma i regolamenti per i pescatori sono finalizzati alla tutela dell’ittiofauna, non certo della fruizione dei corsi d’acqua da parte di altri soggetti.
Tutto ciò detto e premesso, chiedo venia se ho offeso qualcuno, mi cospargo il capo di cenere e, per il bene della causa, sono disposto a fare autodafé e rimangiarmi tutto.
A queste ultime righe affido un sincero saluto alla nostra consigliera, della quale spero di legger presto sul nostro CKI


andrea tomasi

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 ;) appoggio pienamente le tue argomentazioni . :D :D :D :D 

Frederik Beccaro

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Cari Luca e Giuseppe,

mi auguro veramente che la mozione possa portare il buonsenso ed evitare anche di arrivare ad una regolamentazione o addirittura divieto delle discese in canoa.

Fortunatamente l'Italia morfologicamente è molto varia e trovo che una regolamentazione del genere difficilmente potrebbe venire applicata in molte altre regioni.

Questa limitazione potrebbe comportare notevoli disagi nei principali fiumi e torrenti alpini caratterizzati dal disgelo come periodo ideale delle due discipline.

Sinceramente la vedo di difficile attuazione in una regione come la Liguria caratterizzata da una stagione in genere concomitante con il periodo di chiusura alla pesca e dal gran numero di torrenti percorribili in periodo di abbondanti precipitazioni.

Conti alla mano in tutti questi anni di canoa posso dire che gli incontri spiacevoli con i pescatori non arrivano a 2-3 episodi. Una volta mi è capitato di essere stato fermato da un guardapesca chiamato da un pescatore e il tutto è finito in una amichevole stretta di mano alla faccia del pescatore frustrato. Più volte mi è capitato di essere addirittura d'aiuto a pescatori che avevano lenze impigliate o qualcosa smarrito in fiume.

Premetto che non parlo del Trentino che ha veramente pochi corsi d'acqua percorribili ma l'applicabilità di una qualsiasi norma del genere in gran parte dell'Italia sarebbe veramente ridicola.
Con una Pubblica Amministrazione che cerca di ridurre le spese e quindi le persone delegate al controllo dell'Ambiente mi domando come potrebbero controllare alcune centinaia di canoisti che al fine settimana si disperdono in altrettanti percorsi?

Naturalmente sono al vostro fianco per combattere qualsiasi battaglia. Il vero problema è l'intubamento, non la pesca.
 

armando mattioli

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Questa la nota che ho inviato alla Consigliera Ferrari.

"Gentile Consigliera Ferrari,
ho appreso dal forum di ck fiumi della Sua proposta di regolamentazione della navigazione; premetto che sono almeno 20 anni che vengo con amici, moglie e figlie a praticare canoa e rafting sul Noce, Noce Bianco, Vermigliana, Rabbies e che non ho mai incontrato pescatori durante le mie discese e che, men che meno, ho avuto mai alcun diverbio o piccola discussione con essi.
Ciò detto, nell'apprezzare la sua disponibilità al confronto, Le sottopongo alcune considerazioni.
Nella sua proposta, Lei fa riferimento a leggi regionali: l'unica regione, per quanto mi consta, che ha legiferato in materia è l'Umbria, con la L.R. 15/2008.
Trattasi di una legge che ha avuto alla base un grave difetto di metodo democratico: non è stata partecipata ai navigatori fluviali, ma è stata ispirta direttamente dai pescatori.
Da qui è nato un pasticcio che ancora non è stato risolto: la democrazia, lungi dal rappresentare un fastidioso disturbo per il manovratore, gli permette di portare a termine cose ben fatte, invece di ritrovarsi in mano, con tempi certamente più brevi, situazioni pasticciate con conflittualità mal gestibili.
Io non so se i navigatori trentini in merito alla Sua proposta siano stati contattati da qualcuno, formalmente o informamente o se ci fosse l'intenzione di contattarli in successive fasi: di certo la proposta, pur nelle sue linee generali, è penalizzante nei loro confronti esplicitamente a favore dei pescatori.
A prescindereda ciò, dobbiamo darLe atto ed apprezzamente della Sua disponibilità.
La proposta che mi sento di fare è quella di attivare un tavolo di partecipazione a cui invitare tutti i portatori di interesse: operatori del turismo (albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani, agricoltori), pescatori, canoisti, lavoratoridei centri rafting (sono decine), turisti che in Val di Sole vengono sia in estate in canoa (ed in inverno a sciare come il sottoscritto).
A questo tavolo si potrà trovare l'accordo partendo da un principio semplice previsto nei contratti di fiume: a nessuno può essere concesso di fruire in via esclusiva di un bene comune quale è l'acqua di un fiume, perchè altrimenti si concederebbe un ingiusto privilegio ad una sola categoria di cittdini, i pescatori nella fattispecie.
E la proposta da Lei presentata sembra contenere un principio, come quello della regione Umbria, che non può essere condiviso: la navigazione nei fiumi della provincia di Trento è vietata, fatti salvi i tratti sottoposti a fruizione regolamentata.
Auspicando che il metodo del confronto vada avanti,
La saluto cordialmente
Armando Mattioli, Foligno (PG) "
 

Francesco Balducci

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Ragazzi ma chi ha detto che" i fiumi percorribili del Trentino sono veramente pochi" ? Forse chi conosce solo il Noce... Io ne ho discesi 19 e abito molto lontano, in Liguria, ma credo che ce ne siano oltre 50, molti dei quali ancora inesplorati. Non abbassiamo la guardia. Già il Travignolo è vietato ingiustamente ai canoisti e non vorrei che la lista aumentasse. E le liste non sono mai belle...
Se mi legge la Consigliera, e lo spero, vorrei solo sottolineare che le vie d'acqua da sempre sono state vie libere di navigazione, dagli albori dell'umanità e che non sono certo le canoe, inoffensive con il loro transito silenzioso, a  disturbare l'avifauna. Direi piuttosto l'intubamento dei fiumi, che toglie la linfa vitale, e i pescatori che non sono certo " amici " dei pesci ( come da definizione ...) e che immettono cavi mobili  nei fiumi ( le lenze con ami ) pericolosi per chi naviga. Spesso scagliano sassi e bestemmiano al passaggio dei canoisti...  Si può convivere, certamente, ma a patto di ripettare gli interessi di tutti gli attori.. Il pescatore non può prevaricare il canoista!  Siamo in molti e abbiamo anche noi le federazioni.
Un ultima considerazione: la canoa é uno sport olimpico, ma la pesca non mi risulta... Lo consideri gentilissima Sig.ra consigliera.

daniele siddu

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la pesca comunque fatta ha un impatto notevole dai camminamenti per postazione fissa con eventuali rifiuti lasciati dagli adepti ,chi piu chi meno a seconda delle regioni ,ami con esca lasciati li per fare prima e ritrovati nel gozzo di poveri pennuti e non continuo ..da ex pescatore a mosca ,direi che non è una disciplina sportiva e di solito è frequentata da soggetti ,d'altronde come nella cacca decisamente sovrappeso ,di sport cè ne ben poco l'interesse è la cattura da far vedere al bar è quasi sempre cosi .tutti abbiamo il diritto di svolgere le nostre attivita nel pieno rispetto dell'ambiente ,vietare la navigazione come vietare laa pesca nel solito tratto direi che va bene ,fare una tabella ad orari potrebbe essere la soluzione visto che la pesca in questione nei torrenti ha degli orari determinabili,in francia funziona cosi ,perche da noi non deve funzionare ?
sara' un problema di busness che la pesca ha piu di noi?direi di leggere i precetti cinesi !!!

kayakko

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Oggi sul giornale l'Adige è stata pubblicata questa notizia.


Sara Ferrari (Pd): «È il Far West».Schermi: no ai divieti VAL DI SOLE generalizzati «Sport fluviali, regoliamo il traffico»
VALLI DEL NOCE -
Le   associazioni degli sport acquatici si mobilitano dinanzi alla proposta di mozione del Partito democratico.
Sei consiglieri provinciali del Pd, entro il 31 marzo prossimo chiedono di regolamentare l’uso di canoa, kaiak, rafting, hidrospeed e canyoning decidendo orari, periodi e tratti fluviali adatti, ma anche divieti nelle altre acque. Claudio Schermi, presidente della Federazione italiana dragon boat, invita la prima firmataria della mozione, Sara Ferrari, «a riflettere sulla gravità di quanto richiesto». «Nei posti dove la realtà locale avesse bisogno di una regolamentazione - scrive - tale regolamentazione o limitazione dovrebbe riguardare solo gli spazi specifici interessati e non può genericamente essere estesa indiscriminatamente come divieto a tutte le acque correnti e lacustri del trentino». Esprimendo solidarietà «ai cugini sportivi appassionati della canoa kayak e delle diverse discipline fluviali citate», Schermi si dice pronto a prendere parte «ad un tavolo improntato al buon senso per trovare soluzioni condivise che prevengano e risolvano quelli che lei chiama “problemi di convivenza fra escursionisti/sportivi e pescatori”». «La mozione - replica Sara Ferrari - nasce dalla segnalazione che oggi ci sono situazioni da Far West nell’uso di alcuni nostri fiumi (ad es. il Noce), mentre lo sfruttamento turistico a fini commerciali di attività sportive ha bisogno di integrarsi armoniosamente con l’uso del bene pubblico fiume anche per altri scopi. Ad esempio nella Val di Sole ci sono ben cinque ditte in un tratto di una ventina di chilometri, che con la bella stagione portano quotidianamente e a qualsiasi ora della giornata decine e decine di turisti a sperimentare queste pratiche; la mozione chiede semplicemente di “regolare il traffico” con una regolamentazione di massima, affinché sia diritto di tutti usare il fiume senza pestarsi i piedi». Un regolamento simile - sottolinea la consigliera del Pd - è già in vigore nella vicina Provincia di Bolzano e non mi risulta abbia sollevato nessuno scalpore. «In ogni caso - conclude - la mia mozione non è ancora all’ordine del giorno del Consiglio e mi prendo volentieri tutto il tempo per raccogliere suggerimenti per eventuali emedamenti». Nella mozione si chiede di predisporre un regolamento «che indichi i corsi d’acqua dove l’uso di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig è autorizzato, indicando i periodi dell’anno e le relative fasce orarie dove tali discipline sportive possono essere praticate»; di «vietare in modo esplicito la pratica di canoa, kaiak, raftin, hidrospeed e canyonig in tutte le altre acque correnti e lacustri del Trentino»; di «predisporre adeguata informazione su tutti i siti web locali che si occupano di turismo e di pesca sportiva» e «segnaletica sul territorio».
Luca Scaramella

armando mattioli

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Oggi sul giornale l'Adige è stata pubblicata questa notizia...ci sono situazioni da Far West nell’uso di alcuni nostri fiumi (ad es. il Noce), mentre lo sfruttamento turistico a fini commerciali di attività sportive ha bisogno di integrarsi armoniosamente con l’uso del bene pubblico fiume anche per altri scopi. Ad esempio nella Val di Sole ci sono ben cinque ditte in un tratto di una ventina di chilometri, che con la bella stagione portano quotidianamente e a qualsiasi ora della giornata decine e decine di turisti a sperimentare queste pratiche; la mozione chiede semplicemente di “regolare il traffico” con una regolamentazione di massima, affinché sia diritto di tutti usare il fiume senza pestarsi i piedi possono essere praticate»;

caro Kayakko, mi sembra che in concreto, le soluzioni prospettate non possano che comportare:
1) riduzione del numero di turisti che fanno rafting;
2) riduzione dei posti di lavoro presso i centri rafting.
Penso che a questo punto la questione sia di grande interesse anche per gli altri operatori turistici (albergatori, ristornati, bar. commercianti etc. etc.), che vanno subito coinvolti, ed anche dei soggetti sociali, imprenditori e sindacati.
Una proposta che tende ridurre i turisiti ed posti di lavoro, è questione che interessa pure loro.
E per quale motivo poi?
Andate a leggere al sito:http://www.robertobarbaresi.it/il_fiume_corno.htm cosa dice un pescatore: "NON SOLO PESCATORI
Il fiume è assiduamente frequentato dagli amanti della pagaia. Anche loro approfittano, con canoe e gommoni, della generosa portata del fiume, unitamente ad una certa facilità di approccio adatta anche a neofiti e giovanissimi. Nella zona opera un Centro Rafting che organizza discese "in formazione" ai quali si aggiungono gli appassionati autonomi che contribuiscono a "congestionare" l’alveo fluviale. Durante l'estate, in particolare nei giorni festivi, sarà quindi opportuno prediligere le prime ore del mattino per poter pescare in santa pace. Va comunque detto che le trote sembrano piuttosto avvezze al viavai dei natanti, basta avere la pazienza di attendere il passaggio dell'intero gruppo di discesa per poter continuare con fiducia. Inoltre, il rafting potrebbe diventare un piacevole diversivo alla pescata ed interessare eventuali accompagnatori (ma anche gli stessi pescatori) permettendo di apprezzare appieno le bellezze del fiume."

Emerge con chiarezza la pretestuosità di posizioni che sono minoritarie anche all'interno dello stesso mondo dei pescatori,che non sono tutti dei prevaricatori e con i quali occorre comunque trovare una accordo complessivo, per rispettarne le giuste esigenze, non le pretesi prepotenti.
Saluti

stefano caprile CCN

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Facendo una piccola ricerca su internet ho trovato questo articolo, all'indirizzo:
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/12/02/news/troppa-anarchia-sui-fiumi-2881248
Questo Sig. Cova è davvero incredibile. E' evidente che l'iniziativa della Consigliera Ferrari è stata aizzata da questo individuo, che poi ha il coraggio di dire testualmente "sono ben altri i nemici e i pericoli dai quali noi pescatori e sportivi fluviali ci dobbiamo guardare" con riferimento alle centrali elettriche.
Questo miope individuo, nonostante sia conscio del problema centrali elettriche, anzichè far fronte comune con i canoisti (come i più saggi pescatori Valsesiani hanno fatto), ha innescato una battaglia contro di noi.
Tra l'altro è fantastica la frase "ci battiamo per avere un regolamento degli sport fluviali come esiste dappertutto, anche in provincia di Bolzano" ....... ma se esiste SOLO in provincia di Bolzano!!! Unico triste esempio in tutto l'arco alpino italiano!!!
Bisognerebbe rispondere a Cova, magari mediante le pagine dello stesso giornale. /Corriere Alpi Trentino).



Troppa anarchia sui fiumi

Cova chiede regole chiare e valide anche per chi fa sport

Troppa anarchia sui fiumi
 PELLIZZANO. Dennis Cova è stato riconfermato alla guida dei pescatori solandri. Lo ha deciso martedì sera all'unanimità il direttivo eletto qualche settimana fa, designando su proposta dello stesso Cova come vicepresidente il rappresentante di Rabbi Fausto Magnoni, che si occuperà anche dell'incubatoio di Cavizzana.  Completano la squadra il segretario Rino Rosani e i responsabili delle semine di trote adulte e novellame Alberto Zanella, Rino Rosani e Giuliano Toller. Entro dieci giorni sarà varato il nuovo regolamento 2011 e il rinnovo delle bandite di pesca in vista dell'assemblea generale dei soci che si terrà a Malé a metà gennaio. Proprio anticipando i temi dell'assemblea, Cova ribadisce la necessità di un regolamento che valga per tutte le categorie che utilizzano il fiume: "Recentemente l'assessore di Dimaro Alessandro Fantelli (Rafting Center Val di Sole), tra l'altro un pescatore, ci ha accusato di voler limitare la pratica del rafting: noi con la consigliera provinciale Sara Ferrari ci battiamo per avere un regolamento degli sport fluviali come esiste dappertutto, anche in provincia di Bolzano, per evitare che ognuno faccia quello che gli pare. Un regolamento serve a tutti i fruitori del fiume per una pacifica convivenza - prosegue Cova - anche perché sono ben altri i nemici e i pericoli dai quali noi pescatori e sportivi fluviali ci dobbiamo guardare".  Un riferimento chiaro alle continue domande di derivazione a scopo idroelettrico: "Questi sono i problemi e non la guerra fra di noi; ribadiamo il principio che solo l'ente pubblico possa utilizzare il bene pubblico acqua per produrre elettricità e non i privati. La Val di Sole ha già dato tanto in termini di sfruttamento idroelettrico e sarebbe ora di guardare di più a quello turistico: su questi temi decisivi dovremmo essere tutti uniti". Un tema caldo che pone in secondo piano la "concorrenza" dei cormorani: "Li teniamo d'occhio, ma fare di più non possiamo - dichiara Cova - sono una specie arrivata da noi in virtù dei cambiamenti climatici e ci tocca tenerceli", mentre importanti soddisfazioni arrivano dall'incubatoio di Cavizzana, che nel 2010, in collaborazione con l'Apt solandra ha toccato i 600 visitatori tra turisti e scolaresche. (a.m.)
Stefano CCN

stefano caprile CCN

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Ecco la lettera che ho inviato io:

Gent. Dott.ssa Ferrari,
Mi sono riletto attentamente la sua mozione e in effetti, mi perdoni l'espressione, ma sembra "dettata dai pescatori".
Sicuramente non è frutto di un confronto con le associazioni dei canoisti, né con le scuole di canoa e coi centri rafting. Allora mi permetta di chiarire un attimo la terminologia:
Canoa e Kayak: sono mezzi molto simili tra loro. Quelli usati in fiume sono per lo più monoposto, in qualche raro caso biposto. Differiscono per la posizione del canoista (inginocchiato nella canoa, seduto nel kayak) e per il tipo di pagaia (semplice nella canoa, doppia nel kayak). Ma si usa lo stesso termine - canoista - per indicare gli utilizzatori di entrambi i mezzi.
Rafting: discesa dei fiumi con gommoni da 4 ad 8 posti.
Hydrospeed: discesa dei fiumi a nuoto, vestiti con muta e pinne, utilizzando come ausilio al galleggiamento una specie di bob galleggiante detto, appunto, hydrospeed.
Canyoning: detto anche torrentismo, una specialità più simile all'alpinismo, che prevede la discesa di torrenti, canyon e forre con attrezzature alpinistiche, ed abbigliamento acquatico (mute, salvagenti e caschetti) per affrontare tratti in acqua.
Detto questo, la seguente frase corrisponde all'opposto della verità:
 "Se canoa e kaiak sono praticate in modo molto limitato e su ambiti molto circoscritti, le tre ultime pratiche sportive tendono a diffondersi e ad essere praticate su moltissimi fiumi e torrenti dove il senso di “avventura” e la carica adrenalinica che rafting, hidrospeed e canyonig infondono ai praticanti li sta imponendo ad una massa sempre maggiore di praticanti, in questo aiutati dalla nascita di centri specializzati che sulle acque del Trentino trovano un luogo indicato a tali discipline e conseguentemente al possibile ricco indotto."
Visto che l'unico mezzo adatto a percorrere torrenti stretti ed impervi è il kayak, la situazione è ben differente da quella da lei dipinta. In effetti Rafting e Hydrospeed sono praticati quasi esclusivamente da operatori turistico-commerciali su fiume di grossa portata (in Trentino il Noce e, forse, l'Adige). Gli altri corsi d'acqua sono solcati solo da canoisti e amanti del canyoning. Queste discipline non sono praticate a livello commerciale e quindi il numero degli appassionati è davvero esiguo. Mi domando come questo possa generare problemi di convivenza con i pescatori.
Un'altra cosa che non mi piace di questa mozione è l'introduzione, dove i pescatori vengono dipinti come angelici amanti della natura, ed i canoisti come un branco di selvaggi razziatori. Ma stiamo scherzando? Chi da anni preleva fauna dai fiumi, immette specie non autoctone modificando gli equilibri della natura, abbandona ami ed esche che poi finiscono in gola agli uccelli acquatici, sono proprio loro, i pescatori. Non si capisce invece quale danno arrechi alla natura una canoa che solca le acque di un fiume. Il mezzo di trasporto che utlizzavano gli indiani d'America, silenzioso, privo di motori inquinanti, quale problema può causare? Al contrario, io, e molti genitori come me, utilizzano la canoa per mettere i propri figli a contatto con la natura ed educarli ad amarla ed a proteggerla. Ed ora lei vorrebbe vietare questo meraviglioso sport "su tutte le acque del trentino ad esclusione di quelle specificate"?? Ma sa invece quali effetti positivi sull'ambiente avrebbe fare esattamente l'opposto, ovvero portare i ragazzi delle scuole primarie e secondarie sui nostri fiumi con canoe e raft, mostrandogli tutta la bellezza di questa risorsa da proteggere, ed educandoli ad acquisire una coscienza ecologica?
Per quanto riguarda i problemi di convivenza con i pescatori ….. I problemi ce li hanno solo quelli che non sono capaci di educata convivenza. Io, quanto incontro un pescatore, sorrido e saluto, ed il più delle volte sono ricambiato. Cerco di passare sul lato opposto del fiume, per non dare fastidio, e così fanno i miei amici ed i miei allievi (sì, perché la canoa la insegno anche).
Non abbiamo problemi con i pescatori qui in Valsesia. Anzi. Abbiamo in loro degli alleati contro il vero pericolo che minaccia i nostri fiumi: le dighe. La invito ad attendere ancora una stagione prima di presentare la sua mozione. Passi una giornata sulla riva del Noce, o di qualche altro fiume della sua zona. Venga anche qui in Valsesia, se vuole, ed osservi come i giovani imparano ad amare il fiume e la natura grazie agli sport d'acqua viva. Provi a passare mezza giornata vicino anche ad un pescatore, per rendersi conto di persona dell'inesistenza di questi supposti "problemi di convivenza".
E poi decida. Decida se è meglio lasciare che la gente impari ad amare la natura nel modo che più gli piace, pescando o pagaiando, ed impari a convivere, oppure se è il caso di costruire tra di loro un muro, come a Berlino, come a Gaza. Un muro non di mattoni, ma di divieti e regolamenti. Valuti lei, ma dopo aver visto di persona, per favore.
Cordilai saluti,

Stefano Caprile
Canoa Club Novara
Stefano CCN

Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, vi inoltro quanto ricevuto dall'ottimo Sandro Rognone, che oltre ad essere un esperto canoista, è una delle figure più autorevoli all'interno della Fick (Federazione Italiana Canoa Kayak).
da quanto ho saputo, pare che le prospettive siano buone.

"Ogg: mozione fiumi trentini
In merito alla mozione presentata dalla Dott.ssa Sara Ferrari circa la regolamentazione della navigazione sui fiumi trentini, desidero informarvi che ho già preso contatti con la dottoressa che mi ha dato la sua ampia disponibilità a discutere il tutto. Nei prossimi giorni mi incotrerò con Danilo Barmaz e Benedetto Del Zoppo perchè il problema riguarda anche e sopprattutto i raft, quindi cercheremo una proposta condivisa che possa accontentare (o scontentare il meno possibile) tutti. Prevedo di chiedere un incontro alla Dott.ssa Ferrari attorno a metà gennaio per poterle illustrare la nostra posizione. Poichè so che il movimento è già in fibrillazione, vi invito a diffondere questo messaggio e soprattutto, per quanto vi sia possibile, a calmare gli animi dei più bellicosi affinchè la protesta, pur giusta, non finisca nell'insulto, gratuito, cosa che certo non sarebbe di aiuto al dialogo.
Vi tengo informati
Saluti
Alessandro Rognone"
 

andrea tomasi

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ciao volevo chiedere a  stefano caprile  come vi siete accordati sul sesia?


armando mattioli

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Poichè l'accordo potrà avere importanti ripercussioni anche in altre realtà nazionali, non sarebbe male che la posizione da presentare sia il più possibile partecipata a tutti i navigatori, anche i non trentini, in modo che l'esperienza trentina possa diventare un punto di riferimento, ovviamente tenendo conto delle peculiarità di ogni realtà regionale.
Non corriamo il rischio di svendere le nostre ragioni per un piatto di lenticchie, come purtroppo è avvenuto in Umbria.
Puntiamo in alto!
E coinvolgiamo gli operatori del turismo, che sono certamente da annoverare tra i portatori di interesse per la fruizione del fiume, e possono diventare nostri preziosi e potenti alleati.
In una trattativa contano di certo le ragioni, ma anche e soprattutto (purtroppo....)le posizioni di forza: e noi navigatori dobbiamo assolutamente trovare alleati, tanto più che, come avvenuto in Umbria, anche in questa partita partiamo svantaggiati: e non aspettiamoci regali dalla controparte, che ha già dimostrato di sapersi muovere bene "politicamente" e di non farsi troppi scrupoli per raggiungere i propri obiettivi.
Sono comunque d'accordo nel non inasprire inutilmente i toni e nel non fare fughe in avanti: ma attrezziamoci per essere pronti ad affrontare anche le ipotesi più negative per noi, sperando ovviamente che non si concretizzino.
Saluti
 

stefano caprile CCN

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ciao volevo chiedere a  stefano caprile  come vi siete accordati sul sesia?



Una domanda alla quale dovrebbero rispondere Alberto Smuraglia, Maurizio Bernasconi o Fred Gilardone, persone che si sono schierate in prima linea per la lotta contro le dighe in Valsesia. Comunque il fattore catalizzante in Valsesia è stato proprio il progetto di distruzione del fiume con la costruzione di diversi sbarramenti e deviazioni in galleria.
Per fronteggiare questo disastro Canoisti e Pescatori si sono uniti in un comitato, il "Comitato per la difesa del Fiume Sesia e dei suoi Affluenti" che ha ottenuto diverse importanti vittorie in Regione Piemonte.
Il fatto di lottare fianco a fianco per lo stesso obiettivo ha aiutato a mettere da parte sciocche rivendicazioni di parte.
Il comitato è formato da:
SIG. ARTURO PUGNO rappresentante la “SOCIETA’ VALSESIANA PESCATORI SPORTIVI”
SIG. DAVIDE ZANINO rappresentante il “CANOA CLUB VALSESIA”
SIG. ALBERTO COLOMBO rappresentante “ACCADUEO”
SIG. FRANCESCO SALVATO rappresentante “FREE FLOW”
SIG. ALBERTO SMURAGLIA rappresentante “HIDRONICA”
SIG. CARLO BUSATO rappresentante “HYDROTECHNIQUES”
SIG. MASSIMO VALBONESI rappresentante “MONROSA”
SIG. PIETRO BERGA rappresentante “RIVER SIDE”
SIG. MAURIZIO BERNASCONI rappresentante “SCUOLA DI CANOA DELLA VALSESIA”
Il link al sito del comitato: http://www.comitatosesia.org/
L'unione fa la forza. In Trentino, se i pescatori hanno questo atteggiamento, prepariamoci a vedere ben peggiori scenari in futuro (dighe, briglie, captazioni).
Ultima modifica: Dicembre 07, 2010, 07:55:30 pm da stefano caprile CCN
Stefano CCN