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La prima dell'Artogna: una sfida della canoa esplorativa !

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fredgil

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Nel mio ultimo messaggio sul Valsesia Contest, riferivo della preparazione della prima dell'Artogna Alta.
Un torrente di altissimo corso che nasce a 2.000m e dopo sette / otto kilometri si butta nel Sesia a 830m.

Alcuni tratti furono scesi dal sottoscritto all'etĂ  di 8 anni in canotto gonfiabile (no comment), poi dalla Rusa al Sesia da Francesco Balducci, Andreas & co alcuni fĂ .

Oggi la sfida si sposta ad un'ora di camminata dalla Rusa, a monte e a valle della chiesetta di Campello, dovè il torrente, accessibile solo da un'antica mulattiera, è una successione di salti, scivoloni, imbuti, in un dislivello impressionante. Acqua assolutamente pura, verde-blu, spumeggiante.

Ho portato a fare un sopraluogo Mario Adolini l’anno scorso, Raphael Thiebault la settimana scorsa. Tutti e due entusiasti, e pronti a buttarsi per un prima memorabile in questo posto fuori dal mondo.
Ed ecco che nasce la sfida: Raphael può provarci la prossima prossima ; Mario, non potendo, ha organizzato in tutta fretta uno squadrone notevole, con Gigi Rizzitelli, Giorgio Codeluppi, Mimi il Toscano e due altri canoisti di cui non ho il nome, per domani e martedi.

Raphael sta organizzando una squadra con Filippo Brunetti, Stephane Pion (abituato delle prime attraverso il mondo), un tedesco ed uno svizzero, per sabato e domenica prossimi (incluso un canyon di 1 km ancora piĂą a monte).
Trasporto canoe e riconoscimento del fiume in elicottero, bivacco nell’alpeggio, brividi di una prima assoluta…,  stesso programma.
Estremo dell’estremo, riservato a canoisti fuori classe perchè i rischi non mancano.

 La canoa Esplorativa non è morta. Anzi, mi fa sorridere pensare che l’Artogna, gioiello sconosciuto che scorre da millenni per conto suo, isolato dal mondo e dal civiltĂ , possa giocarsi in tempo cosi ravvicinato l’interesse appassionato di amanti della canoa estrema.
Domani il tempo sarà brutto in Vasesia, e non è detto che il primo tentativo riesca. Staremo a sentire e a godersi le foto. E invito di nuovo chi fosse su ad assistere alla prima – o alla seconda – discesa di questo stupendo torrente valsesiano..

Fred 
 
Fred

Patrik Consalvo

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Ieri mi è arrivato l'sms di Zì Mario Adolini...
"L'artogna è stato fatto in 6 ore classe di V°/VI°
con toboga scivoli ed un cascatone di 8 mt !!!

Incredibile che nella valle delle meraviglie, dove tutti i canoisti amanti delle acque selvagge almeno una volta hanno pagajato, ci sia o meglio dire...
c'era ancora un torrente da "esplorare".

Complimenti al gruppo di canoisti che hanno compiuto
la meravigliosa discesa.

Salut
Patrik
HSK

maurizio.beccafichi

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Questa si che è canoa esplorativa!!!
"L'artogna è stato fatto  (classe di V°/VI°) pendenza vertiginosa
con toboga,  scivoli ed un cascatone di 12 mt !!!
Imbarco con l'elicottero alle 9 ed uscita dal fiume alle 18.
Gli impavidi che fecero l'impresa:
Mario Adolini (zi Mario), Michele Rinaldi (il Mimmi), Gigi Rizzitelli (classe 58 come me), Danielino Tira, Darietto Vanacore, Giò Codeluppi, Renzo Porzio, Luco Mazza.
Fiume meraviglioso, team strepitoso.
In Valsesia dove sembrava non ci fosse piĂą niente da scoprire ecco una perla rara. Complimenti a tutti ed a Fred Gilardone il padre putativo dell'impresa.
A presto con le foto ed i video.
Maurizio Beccafichi

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enrico lazzarotto

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Complimenti ragazzi, attento maurizio a non cadere, come si dice dalle mie parti "nea guera dei puaretti", traduzione "guerra dei poveri.
ciao enricolazz

ZiMario

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Amici canoisti,
mi sembra doveroso innanzi tutto ringraziare Fred per averci dato l'opportunitĂ  di scoprire questo "angolo di paradiso selvaggio" che, ironia della sorte, era da sempre li, dietro l'angolo.
I suoi racconti di quando "era bambino", quella mattina dello scorso anno a casa sua, prima del trekking in valle Artogna, mi avevano fatto sognare.
E' bello ora poter mostrare a tutti i canoisti i segreti di questa meravigliosa perla, che una volta scoperti, vanno assaporati nel tempo. Prossima stagione si ripete. Chi c'è ?
Per il momento, eccovi una piccola anteprima di quello che oserei dire un reportage fotografico coi fiocchi !
Un saluto a tutti e un... grande, a tutto il magnifico team:
- Gigi,
- Giò,
- Mimmi,
- Mario
- Lucio
- Danielino,
- Darietto,
- Renzo,
- Mattia, l'impavido fotografo che si calava giĂą nelle gole con... la cinghia da canoa !!!

Mario Adolini

Gigi Rizzitelli

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Un doveroso grazie al team “tutto italiano” (lombardoligurepiemontlazialtoscano)che mi ha accompagnato in questa meravigliosa discesa.
Dalla preparazione, che ha richiesto una giornata intera di camminata esplorativa, al coordinamento di tutto il necessario per l’ elitrasporto.

Il team franco-internazionale che ci seguirà, sappia che, potrà inserirla tra le discese più spettacolari e i percorsi più impegnativi della Val Sesia, insieme all’ upper Sorba e al Vogna.

Chi vorrĂ ,  fare a meno dell’ elicottero sappia che, dovrĂ  affrontare due ore di cammino, con la canoa in spalla, lungo un sentiero sempre in salita . Penso che questo, è solo un piccolo inconveniente, che potrĂ  conservare e proteggere la sua bellezza di "paradiso selvaggio", fino a quando, non verrĂ  costruita una strada.

Quindi grazie

a Mario che ha soffiato sul fuoco sufficientemente per far partire l’ impresa,

a Renzo da buon mediatore ha contrattato sul prezzo dell’ elicottero per non farci svenare,

a Danielino che ci ha aperto quasi tutti i passaggi,

a Mimmi che ci ha fatto vedere che i salti si fanno anche all’ indietro,

a Darietto per la giusta carica e spinta positiva,

a Gio’ che ha tenuto il gruppo coeso,

a Lucio e come poteva mancare il numero uno dei riders

e a Mattia per il supporto video-logistico-fotografico-barrettenergetico.

Grazie ragazzi siete grandi.

Gigi Rizzitelli






Zabettta

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Complimenti a tutti   :)
Betta
l'insolito non è impossibile

ZiMario

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Amici canoisti,
uno stupendo reportage fotografico della prima del torrente Artogna su http://www.kayakfeelyoufree.it/special.html sezione "Viaggi e Spedizioni". Vorrei ringraziare Daniele Tira, Luigi Rizzitelli e Michele Rinaldi per la gentile concessione del materiale fotografico.

A presto in fiume

Mario Adolini
www.kayakfeelyoufree.it

 

Gigi Rizzitelli

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A gentile richiesta qualche indicazione utile per i prossimi.

SBARCO: dal paese di Campertogno si attraversa il vecchio ponte sul Sesia e si prosegue, seguendo la strada a destra fino ad arrivare al parcheggio, dove finisce la strada e si può lasciare l’ auto.
Da qui partono due sentieri, si imbocca il sentiero a sinistra che risale , ma , attenzione poco dopo si deve prendere la deviazione sulla destra che passa di fianco alla casa sul lato destro risalendo.
Da qui non si può sbagliare il sentiero è unico in direzione Alpe Campo, ben segnato, prestare attenzione nel caso di pioggia molto scivoloso infatti  si incontrano diverse lapidi. Si sta risalendo la Valle Artogna sulla destra orografica, si arriva al punto panoramico della cascata del Tinaccio 47mt. In totale questo tratto è un famoso percorso di torrentismo.
Circa 1 km. A monte di questa cascata si trova lo sbarco facilmente riconoscibile perché la gola si stringe e non è più accessibile dal sentiero, mentre dal fiume si riconosce per un passaggio altamente spettacolare: la cascata del ventaglio. Calcolate 30/40 minuti,da quando sbarcate per tornare all’ auto, con la canoa in spalla.

IMBARCO: occorrono minimo due ore di cammino dal parcheggio per arrivare all’imbarco . Si tenga presente che il ponticello di ferro, che permette di passare dalla destra alla sinistra orografica, nei pressi della chiesa della Madonna delle nevi, si trova esattamente a metĂ  strada.  Una valida alternativa è l’ elicottero. Un gruppo di almeno otto persone potrĂ  permettere di dividere  l’ onere ragionevolmente Con l’ elicottero sarete trasportati nel giro di pochi minuti  sul prato adiacente a due baite sulla riva sinistra circa 500 metri a monte dell’ imbarco. In corrispondenza delle due case un sentiero porta direttamente al fiume. Si deve attraversare a piedi,il ponticello di ferro è stato travolto da una  slavina.
Il fiume mostra subito il suo carattere : uno scivolo di circa 18 metri, giudicato non navigabile con il livello da noi incontrato. E’ preferibile imbarcarsi a valle di una frana, creatasi l’ anno scorso, facilmente riconoscibile, calandosi nel fiume a monte del primo passaggio : un grande scivolo in curva che risulta anche essere l’ unico passaggio che non si può trasbordare.

Le regole le conoscete. Chi affronta un percorso di questo impegno e difficoltĂ   è sicuramente preparato, ad ogni evenienza, sappia comunque che, in questo tratto, i passaggi sono tutti  stati giĂ  percorsi, tranne due trasbordi,molto semplici, dovuti a massi che ostruivano. E’ un susseguirsi di passaggi altamente spettacolari . Una delle due sponde, solitamente la riva destra, è sempre percorribile per trasbordare,  per sicurezza o per fotografare.

Buona discesa.

Gigi Rizzitelli

caterini massimiliano

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Che impresa audace !!
queste foto mi fanno venire in mente la grande differenza che c'e' tra i "fatti " e le "chiacchiere" ...
BRAVI ragazzi !!   ;)

fredgil

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Ragazzi,
 qui è nata una leggenda !
Con le prime foto (quelle di Gigi sono magnifiche) ed i primi video pubblicati su Facebook, con il passa parola che funziona quasi meglio del nostro forum preferito, decine di canoisti si stanno informando per chiedere informazioni su questo nuovo e giĂ  famoso tratto del piĂą bel bacino fluviale dell'Italia.
In effetti Mimmi, Renzo, Mario, mettono l'Artogna al primo posto dei fiumi del Nord Italia, addirittura delle Alpi.
Senza parlare degli autoctoni qui, di Campertogno e di Mollia che stentano a crederci, ne parlano tra di loro in piazza, nei negozietti, scuotendo la testa in segno di incredulitĂ . 

Tuttavia, questo gioiello non si concede facilmente. E non parlo delle sue obiettive estreme difficoltà. Il bacino idrologico è uno dei più ristretti della Valsesia, con cime che non superano i 3.000 m e purtroppo la neve li è già quasi tutta sciolta per quest’anno. Si gonfia subito con piogge abbondanti, ma si svuota con la stessa rapidità. Il livello giusto è difficile da azzeccare : o troppa poca è sarebbe fatale per schiene, gomiti e piedi ; o troppa è diventerebbe una terribile trappola; questa mattina la “seconda” spedizione (Raphael, Filippo & Co) ha preferito rinunciare per il livello giudicato troppo basso, mentre Bogazzi sembrava più deciso a tentarlo con due amici (?).
Ma questo è un bene, come è un bene l’isolamento totale del torrente che concede l’accesso solo a piedi con faticosa camminata (più “etico”, come precisa Baldo), o per “Eliski”, come balbetta Lucio Mazza nel suo video. La leggenda nasce anche a questo prezzo.

Ultima ora:
-   La prima cascata di 18 m, sotto il “ponte di ferro” rotto (che infatti è stato buttato giĂą del salto), non va assolutamente tentata: nel bacino di ricezione c’è un groviglio di alberi e tronchi a poca profonditĂ , nascosti dalla schiuma con livello giusto;
-   Si parla giĂ  di un raduno per solo esperti, da organizzarsi sull’Artogna a meta maggio 2011…

Evviva il nostro sport che non finisce mai di esplorare e di stupire !
Fred
Fred

Paolo Maifrè

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Si, ieri un secondo gruppo di appassionati ha ripetuto la discesa del tratto di artogna già disceso lunedì.
Da parte dei partecipanti della seconda discesa un doveroso, sentito e sincero ringraziamento all'hammer crew di lunedì scorso di Gigi, Lucio and co. Senza di loro e senza la loro temerarietĂ , apertura dei passaggi e informazioni  penso che pochi di noi avrebbero tentato la discesa. Discesa che è stata entusiasmante sotto ogni punto di vista (elicottero, passaggi, armonia del gruppo,ecc). Il livello dell'acqua era, a mio avviso, perfetto e ci ha consentito di effettuare tutti i passaggi chiave. La discesa, effettuata grazie all'entusiasmo di Paolo "schwartz" che, in preda a crisi mistica mercoledì ha contattato l'elicotterista, è stata effettuata da: Paolo "schwartz" Nicola, Paolo Maifrè, Roberto Bogazzi,    Frederick Beccaro, Stefano Spigno, Dario Stanghellini e il giovanissimo Davide Longoni (gruppo che spaziava dai 20 ai 45 anni di etĂ !!!). 

Frederik Beccaro

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Grande Paolo, è stata una bellissima avventura, gran bel gruppo, affiatato. Mi ha fatto enormemente piacere essere stato contattato da Swartz qualche giorno fa ed avere avuto la possibilità di suggerire altri componenti del gruppo. Naturalmente il ringraziamento principale va a Gigi & co. che hanno scoperto questa perla e hanno condiviso tutte le informazioni con noi permettendoci di bruciare sul tempo i francesi leggermente infastiditi sul nostro programma.
Comunque l'elicottero ci ha lasciato più in alto del primo gruppo e scendendo a piedi abbiamo visto che c'è ancora molto roba stra dura da fare. Molto probabilmente questi altri super passaggi li lasceremo ad altri riders in quanto la discesa è stata veramente tosta ed oggi abbiamo rinunciato alla canoa anche per un percorso semplice.
Gran bella avventura, l'elicottero, l'ambiente quasi vergine e il gruppo fanno il resto. E' veramente una discesa per pochi. Tiene tra tutto comunque in ballo 8-10 ore

PAOLO NICOLA

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Grandissimi tutti, l'Artogna è veramente una perla di bellezza unica; quando ho visto le foto e sentito i racconti dell'Hammer Crew ho cercato in tutti modi di riuscire a discenderlo.
A loro un ringraziamento per averci dato le info per la discesa e per aver aperto un tratto decisamente non banale.
E' stato tutto perfetto, il gruppo, il livello, il meteo, eil fantastico Artogna.

Un ringraziamento al Team (fantastico),  in ordine di conferma di partecipazione Roberto, Davide, Fred, Stefano, Dario e ultimo, o forse primo, e comunque non poteva mancare, il mitico Myfriend.
Abbiamo riso dall'inizio alla fine della giornata, regalandoci delle botte di adrenalina e anche qualche bella legnata, sempre nella massima sicurezza e con molta prudenza.

Mitica la discesa dall'elicottero al grido "nooooooo non è qui ci ha portato nel posto sbagliato!!!!!", fantastici i commenti alle rapide, gli occhi sgranati all'inizio e i sorrisi stampati alla fine.
 
Bellissima la Valsesia che pare avere ancora delle perle da scoprire. Meraviglioso  e il nostro sport, che ci permette di fare tutto questo!!!

Schwartz

ZiMario

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Ciao a tutti,
giusto per chiarezza mi sembra doveroso ricordare che:
1. il merito dell'inizio di tutto il parco giochi è di Frederic Gilardone
2. Il sottoscritto si è occupato e preoccupato di aspettare un anno, prima di contattare le "persone giuste" al "momento giusto" e di insistere che la cosa era fattibile. Lo scorso anno infatti, quando grazie a Fred ho scoperto il percorso per la prima volta, c'erano numerose slavine che sbarravano il fiume in più punti nel tratto della prima gola e creavano pericolosissimi sifoni rendendo il percorso impraticabile. Quando Fred ha ispezionato di nuovo il fiume domenica 23 maggio 2010, mi ha subito chiamato per dirmi che era completamente libero. Ho pensato allora che fosse il momento giusto.
3. Il team che ha disceso l'Artogna per la prima volta:
- Mario Adolini (Liquido Kayak Team)
- Michele Rinaldi (Liquido Kayak Team)
- Giorgio Codeluppi (Hammer Crew)
- Daniele Tira (Hammer Crew)
- Dario Vanacore (Hammer Crew)
- Lucio Mazza
- Luigi Rizzitelli
- Renzo Porzio

Non me ne vogliano Lucio, Gigi e Renzo se non riporto il team di appartenenza, ma semplicemente non lo conosco.

Sono felice di vedere che questo percorso "portato alla luce" stia regalando emozioni così forti a tutti.

Buona canoa e ancora una volta, grazie Artogna !

Mario Adolini