Autore Topic: dolore all'avambraccio  (Letto 410 volte)

Giugno 28, 2019, 03:53:38 pm
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max966

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Salve, premetto che non so se sto postando nella sezione giusta. Oggi di ritorno dal mio giro in mare, causa vento sostenuto ho percorso sei chilometri con vento al mascone, con il kayak che tendeva a orzare, dovendo quindi correggere in continuazione. Mi accorgo adesso che ho dolore all'avambraccio destro, tipo tendinite, soprattutto stringendo il pugno. Da ex-tennista so quanto le tendiniti siano pericolose. Mi chiedo: sbaglio qualcosa dell'impugnatura della pagaia? E' successo qualcosa di simile ad altri? Ho cercato altri post, ma senza grande successo.....
« Ultima modifica: Giugno 28, 2019, 10:10:09 pm da max966 »

Luglio 02, 2019, 11:18:37 am
Risposta #1

ulises

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Ciao,
Da esperienza personale questo dolore viene dalla forma in cui stai pagaiando. Se usi troppo il braccio per pagaiare in avanti e ruoti poco il busto, finisce che i muscoli delle braccia si affaticano, partendo dalla scapola e finendo nell' avambraccio.
Riposa un po e fatti un po di massaggio alla scapola. Noterai subito la differenza.
 ;)

Luglio 06, 2019, 12:36:27 pm
Risposta #2

max966

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Credo che il problema sia proprio quello, poca rotazione del busto, ma mi chiedo, il busto ruota ma il bacino rimane fermo, giusto? il seggiolino del mio Discovery non consente alcuna rotazione del bacino. Quindi è il tronco a dover ruotare... dico bene?

Luglio 08, 2019, 10:50:10 pm
Risposta #3

Lorenzo Molinari

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Sì, è il tronco che deve ruotare, tuttavia anche il bacino ruota leggermente a causa della spinta compensativa della gamba dalla parte del braccio che tira la pagaiata.
Il bacino ruota nella misura che lo consente la compressione dovuta dalla spinta della gamba sul poggiapiedi, che si riflette sul bacino, il quale va a premere contro il rialzo posteriore del seggiolino e/o la cinghia posteriore e/o gli spessori laterali sul seggiolino, che limitano la rotazione del bacino.
Se il bacino ruotasse liberamente non avresti più il controllo del kayak e ti capovolgeresti con facilità in acque turbolente o pagaiando su un kayak instabile in acqua piatta, oltre al fatto che la pagaiata risulterebbe meno efficace.

Soprattutto se vai in acqua piatta a buon ritmo, impara a ruotare il busto, slanciando la spalla in avanti: devi sentire il deltoide che si distende completamente!
Attacca più avanti che puoi, senza flettere in avanti il busto, solo con la rotazione del tronco, e sfrutta all'attacco la forza di gravità, abbandonando in caduta libera per un istante braccio e pala avanti. Sfrutta quel momento per recuperare, per poi avviare immediatamente - all'entrata della pala in acqua - la fase di spinta del braccio in alto, su cui devi concentrarti, quella di trazione viene da sé.

Cerca un manico non troppo rigido, se non sei molto allenato, per evitare tendiniti, evita un manico in solo carbonio. Evita pagaie con superfici troppo ampie o pale troppo larghe, meglio pale allungate che ti consentono una entrata più morbida. Evita anche manici troppo lunghi, in modo da mantenere una pagaiata aderente al kayak.

Comunque se vai in mare, dove sovente ci si trova col vento laterale, che costringe a pagaiare con più lena da una parte, preferisci pagaie "morbide" e kayak con timone o skeg.

Se ti piace far scorrere il kayak e scendere stanco, qualche esercizio di stretching prima di iniziare a pagaiare e al termine, oltre a una quindicina di minuti di riscaldamento e di defaticamento pagaiando al 60% all'inizio e alla fine, favoriscono la prevenzione delle tendiniti.
« Ultima modifica: Luglio 09, 2019, 09:27:22 am da Lorenzo Molinari »

Luglio 09, 2019, 06:26:37 pm
Risposta #4

max966

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Grazie Lorenzo per i preziosi consigli. Cercherò con pazienza di metterli in atto.
Ho una pagaia con manico in alluminio e pale abbastanza strette e lunghe, dovrebbe andar bene. Mare piatto raramente, appena fuori dal porto di Siracusa trovo vento di grecale e conseguenti onde tutte le sante mattine! Ma col mio Seabird Discovery le fronteggio abbastanza agevolmente, col timone in acqua. Quando il mare è piatto, metto via spesso il timone per acquisire sensibilità. Infine mi sento di aggiungere che un sollievo è anche giunto dal cambio dell'impugnatura, che era "palmare" e che adesso è "digitale", tra pollice indice e medie e anulare...