Autore Topic: CHRISTIAN DE DIONIGI DEL CCM CAMPIONE DEL MONDO IN EXTREME SLALOM  (Letto 715 volte)

Ottobre 01, 2018, 05:08:12 pm
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Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
L'Italia sale sul podio iridato di Rio de Janeiro con la nuova ed entusiasmante disciplina dell'extreme slalom: nelle agitate acque di Deodoro è Christian De Dionigi a mettere al collo il metallo più prezioso, la medaglia d’oro. Lo slalomista meneghino del Canoa Club Milano, in un’agguerrita finale, si impone senza esitazione sul francese Boris Neveu, medaglia argento, mentre il bronzo è per l’argentino Thomas Bersinger.

Una discesa all'ultimo fiato, con una ripida entrata in acqua: partenza con "un tuffo" da quatto metri d'altezza ed un percorso che tra ostacoli ed eskimo alterna tecnica, tattica e destrezza. L’Extreme Slalom rappresenta una disciplina in crescita su cui l’ICF e numerose nazioni stanno investendo molto, poiché si presta meglio ai format televisivi e attira maggiormente gli sponsor.

Altre informazioni alla pagina :

http://www.federcanoa.it/home/news/25-news-slalom/4956-christian-de-dionigi-e-campione-del-mondo-di-extreme-slalom.html
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Ottobre 02, 2018, 02:12:03 pm
Risposta #1

Emilio "Belu" Beluffi

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    Life's 2 short 2 waste it. GO KAYAKING!

Ottobre 03, 2018, 10:14:03 am
Risposta #2

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
    • acquamossa
Mi sembra di vedere Giochi senza frontiere ...
E questa disciplina starebbe per sostituire lo slalom??
Che tristezza ...
Andrea Ricci
acquamossa(chiocciola)tiscali.it
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Ottobre 03, 2018, 12:43:48 pm
Risposta #3

Giovanni Perozzi

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Andrea, la più bella e divertente esibizione canoistica mi capitò di vederla ad un raduno dell'Aniene a Subiaco circa venti anni fa.
Un nostro caro amico comune di cui non farò il nome (ma le iniziali  ;D) , a sua insaputa e per scherzo, fu iscritto a questo evento all'interno del raduno. Puoi immaginare la scena, lui stava tranquillamente trangugiando il piattone di pasta offerto dalla consolidata tradizione e ospitalità subiaca quando, all'annuncio dell'altoparlante: "il concorrente G.R. si prepari alla partenza" con la consueta generosità che lo contraddistingue, non potè fare a meno di presentarsi, trafelato, tutto di corsa, battendo ogni record di vestizione...............la prova che lo attendeva era questa: attraversamento del fiume a braccia appeso ad una corda, salita di corsa delle scalette di accesso alla rampa, imbarco svizzero, percorso slalom tra le rapide, entrata in morta e tiro a canestro (tre tentativi), ancora un po di slalom, prova del candelone dentro al buco fino a toccare incandelato con la coda del kayak la campanella appesa ad un cavo e farla suonare, di nuovo due o tre porte slalom, passaggio in piena rapida della pagaia all'interno di un cerchio posto in alto sempre appeso ai cavi, altre porte tra discese e risalite che non guastano mai, esibizione di eskimo obbligatoria, e sprint finale!! e tutto questo a panza piena dello spaghetto di cui all'inizio.............  ecco la vera prova olimpica!!! e quello che hanno fatto ai mondiali hanno pure il coraggio di chiamarlo extreme!, ma che ne sanno!!
Andrea la tua osservazione è pertinente, e potrebbe essere allargata a tanti altri sport, meglio il contenuto tecnico o la spettacolarità apprezzabile dal grande pubblico. Ad esempio, a vederle, le gare in linea di canoa kayak sull'acqua piatta mi appallano, molto molto meglio il nostro caro amico che dopo la garetta estemporanea, sbarcando, rivolgendosi affettuosamente a noi, ha rimbrottato: "certo che siete proprio xxxx!!"

Ottobre 04, 2018, 03:06:47 pm
Risposta #4

luigi colombo

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Senza nulla togliere al valore dell'impresa sportiva di Christian De Dionigi, campione del mondo, bravo, bravo e ancora bravo, ci mancherebbe, vorrei tuttavia qui ribadire (l'ho già scritto sull'ultimo numero di PAGAIANDO, a firma Anonimo Brembano) come gare sprint, bacini artificiali, e adesso, da ultimo, lo slalom estremo non siano altro che tentativi da parte delle Federazioni di imbrigliare e irreggimentare uno sport che,al pari dell'alpinismo, è nato libero, e nel quale il confronto prima che con l'avversario, avviene con l'elemento naturale, nella fattispecie il fiume o la montagna.Vogliamo mettere la bellezza del fiume o del torrente impetuoso? E far gareggiare un appassionato di fiumi si tali percorsi artificiali, spesso veri e propri luna-park acquatici, è un po' come limitare le salite di un alpinista amante della natura e degli spazi aperti, alle arrampicate su palestre artificiali di cartongesso da sagre paesane. Altro che giochi senza frontiere!
Jimmy/Anonimo Brembano   

Ottobre 05, 2018, 09:26:09 am
Risposta #5

pagaia11

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    ...
Ho visto la gara su youtube, senza togliere l'indubbia bravura di Chiristian e dei partecipanti alla competizione. Ma non vedo.... nessun accostamento con la canoa slalom. Assomiglia  di più a una gara di alto corso.
Saluti

Ottobre 05, 2018, 05:51:17 pm
Risposta #6

Lorenzo Molinari

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Complimenti a Christian De Dionigi per la vittoria, ottenuta sicuramente dopo una lunga e meticolosa preparazione.

Questo genere di gare non dice nulla neppure a me, concordo con Andrea nel dire che sembrano “Giochi senza frontiere”.
Lo slalom "classico", anche su percorsi artificiali, comunque affascina e chi prevale è il migliore. Queste gare di slalom “estremo”, invece, forse vorrebbero essere spettacolari o divertire? Boh, non il sottoscritto.

Le gare dell'International Canoe Federation, almeno in Italia, credo richiamino sempre meno atleti  e pubblico, allora s'inventano nuovi format per "galleggiare", come questo dello slalom “estremo”, che NULLA ha di estremo, se non il nome (e neppure nulla di alto corso, per rispondere a pagaia11).
Oltretutto per com’è strutturata la gara e per la sua brevità - senza togliere merito al vincitore - potrebbe prevalere non il migliore ma anche il più fortunato, quello che non si trova all’uscita della porta in risalita rinchiuso da altre canoe giunte in ritardo, ecc., altro che strategia di gara.... la strategia ha un suo peso ma sembrerebbe piuttosto relativo.

Per me le gare di canoa estrema non sono queste, bensì quelle come l’Adidas Sickline Extreme Kayak World Championship, dove la spettacolarità nulla toglie alla competizione e dove le gare avvengono su fiumi veramente "tosti" e in condizioni comunque di sicurezza, dove atleti si confrontano nelle loro capacità tecniche e atletiche fino all’ultima pagaiata, così come nello slalom e nella discesa “classiche”.
« Ultima modifica: Ottobre 05, 2018, 06:00:47 pm da Lorenzo Molinari »

Ottobre 05, 2018, 06:40:10 pm
Risposta #7

Giovanni Perozzi

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infatti la definizione (il nome) di tale competizione non è dei più azzeccati.

non è estremo, non è uno slalom.

in realtà è e si chiamava boater cross, la specialità analoga allo ski cross o allo snowboard cross.

cioè quattro concorrenti che gareggiano insieme in batterie di qualificazione dove passano i primi due fino a contendersi la vittoria nella finale.

e si gareggia con kayak turistici "di serie", cioè in polietilene.

andando a rivedere eventi "storici", forse potrebbe essere una versione edulcorata del topo malafosse, in quel caso i concorrenti sono due che fanno un testa a testa su un torrente bello tosto e stretto (il tratto ingolato di Malafosse sulla Durance alta), con l'obbligo di prendere un numero minimo di morte.

è una specialità che ha la sua tecnica e strategia di gara, ma come insegna anche il pattinaggio su ghiaccio con lo short track, alcune volte accade che bisogna avere dalla tua anche una certa componente di fortuna, epico l'esempio alcuni anni fa di una medaglia d'oro olimpica ottenuta cosi, col fattore C.

E' evidente l'intenzione della "visibilità", sia nel proporre gare di questo tipo, che anche la riproposizione in modo artificiale delle rapide nelle città.

Il mio parere è che, contrariamente alle origini, ai primi tempi, le discipline agonistiche si sono sempre più allontanate, sia per mezzi che per tecnica, al mondo dei canoisiti turisti. chi dei turisti scenderebbe fiumi di certe difficoltà con canooni lunghi instabili e prue altissime come quelli della specialità discesa, e poi se ci aggiungiamo le pale wing scopriamo che è tutt'altra cosa. Anche i kayak slalom, ai miei tempi usati da tanta gente come seconda canoa tecnica, non vanno più di moda, e sebbene accorciati dal 2004 di mezzo metro, rimangono comunque molto lunghi e fragili; stessa cosa dicasi per i kayak freestyle, per un periodo usati anche per scendere  fiumi,adesso  oltremodo corti, specialistici  e difficili. In questo il tentativo almeno c'è, di organizzare un evento che abbia in comune tecnica e materiale del canoista turista, l'uomo comune, il quale può immedesimarsi.
Tentativo mal riuscito?? non lo so, certo che al mio occhio, lo slalom ha tutto un altro fascino.
Complimenti a Christian, ha primeggiato tra una concorrenza di grandissima levatura.
 









Ottobre 08, 2018, 12:30:23 pm
Risposta #8

Giovanni Perozzi

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Senza nulla togliere al valore dell'impresa sportiva di Christian De Dionigi, campione del mondo, bravo, bravo e ancora bravo, ci mancherebbe, vorrei tuttavia qui ribadire (l'ho già scritto sull'ultimo numero di PAGAIANDO, a firma Anonimo Brembano) come gare sprint, bacini artificiali, e adesso, da ultimo, lo slalom estremo non siano altro che tentativi da parte delle Federazioni di imbrigliare e irreggimentare uno sport che,al pari dell'alpinismo, è nato libero, e nel quale il confronto prima che con l'avversario, avviene con l'elemento naturale, nella fattispecie il fiume o la montagna.Vogliamo mettere la bellezza del fiume o del torrente impetuoso? E far gareggiare un appassionato di fiumi si tali percorsi artificiali, spesso veri e propri luna-park acquatici, è un po' come limitare le salite di un alpinista amante della natura e degli spazi aperti, alle arrampicate su palestre artificiali di cartongesso da sagre paesane. Altro che giochi senza frontiere!
Jimmy/Anonimo Brembano   

Luigi, bella riflessione la tua, invito a leggere presso https://www.canoa.org/pagaiando.html
nel numero di marzo 2017 l'articolo "requiem per la discesa fluviale agonistica", bello spunto di riflessione.
Però non condivido appieno l'analisi, anche io sono un nostalgico romantico, ed ogni tanto mi capita di pensare ai tempi dei miei inizi, e mi sembra fosse quella un'era fantastica, ma forse è solamente il pensiero ed i ricordi di una gioventù perduta. La realtà è che i tempi sono cambiati, sono cambiate tante cose, ed anche la maniera di fare canoa, e non solo in campo agonistico; mi sembra di percepire, nella tua descrizione, un certo nostalgico rammarico verso cambiamenti imposti da nuovi regolamenti, calati dall'alto da una federazione che avrebbe stravolto lo spirito puro canoistico per strizzare l'occhio a media e visibilità, ma secondo me non è cosi, anzi, a mio parere, se vogliamo parlare di federazione, questa spesso sta in ritardo su quello che avviene in campo .
Però vorrei spostare l'attenzione nell'ambito turistico, per avvallare il mio discorso, cosa è successo in questi anni?:
sono cambiati i materiali.
è aumentata la tecnica del canoista medio.
le informazioni sono maggiormente reperibili.
sono aumentati i costi delle trasferte.
c'è sempre meno acqua nei fiumi.
In ambito turistico ad esempio, mi ricordo un forte aspetto esplorativo, trasferte anche su fiumi lontani e per l'intero week end, tratti di percorrenza del fiume molto lunghi ed un notevole numero di raduni.
Però i kayak si sono evoluti, accorciati e specializzati, i turisti fluviali adesso adottano kayak fatti per l'alto corso ma non cosi versatili da poter macinare km ......quindi gli itinerari fluviali proposti sono sempre più di un certo tipo e di percorrenza minore.  La tecnica del kayakista medio, confortata anche dai nuovi mezzi e dalle informazioni, si è evoluta e migliorata, con più soddisfazione nell'ardimento tecnico che non nella esplorazione, e per certi versi con predilizione del park and play. Se ci mettiamo poi che la benzina, le autostrade, le pensioni, i ristoranti vanno ad incidere sempre più su tasche impoverite, anche la voglia di andare in giro viene frenata da necessità economiche, e poi andare in giro dove? se l'acqua non c'è, o quando c'è è solo per periodi limitati da prendere al volo. Tu dici che sono scomparse le gare storiche di dicesa, ma se guardi bene stessa fine hanno fatto i raduni, proprio di questi giorni la difficoltà di organizzare quello del Vara nelle consuete date previste.  Il canoista turista fluviale dei giorni d'oggi, sempre più limitato negli spostamenti e nelle occasioni di pratica, va dove si sente sicuro di potersi divertire, di trovare l'acqua e diciamo pure, con la comodità di vicinanza, di orario, di imbarco e sbarco facile; e magari, come succede da altre parti, ci fosse vicino casa uno di quei luna park acquatici, piccola consolazione forse rispetto ad un fiume spettacolare e dalle acque cristalline, ma tanto basta.
Lascio alla fine questa altra considerazione preoccupante, il kayak fluviale è uno sport generazionale, dalle mie parti l'età media dei praticanti è cinquant'anni, non ci stanno più giovani.

 

Ottobre 09, 2018, 09:38:25 am
Risposta #9

Lorenzo Molinari

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Condivido appieno l'intervento di Giovanni P. e lo vivo sulla mia pelle.
La scarsità d'acqua sui torrenti e la mia ridotta capacità economica, fanno si che, piuttosto di non trovare acqua su un fiume a centinaia di chilometri da casa, prediliga la canoa in mare o al lago, dove l'acqua è garantita, oppure pratichi altri sport, come la roccia e l'alpinismo in genere, che permettono di provare sensazioni ed emozioni per certi versi analoghe a quelle della canoa in acqua bianca e che offrono moltissime più possibilità, senza dover affrontare lunghi viaggi (di vette che sormontano una valle ce ne sono a decine, mentre un solo fiume scorre in quella valle, i cui affluenti sono spesso impraticabili, se non in rare circostanze).

L'agonismo fluviale l'ho abbandonato, non tanto per motivi d'età (sono organizzate garette per ogni fascia d’età), quanto perché stufo di rifare sempre gli stessi e facili tratti di fiumi (un tempo le gare erano organizzate su tratti più impegnativi), spesso in condizioni idriche penose, con il rischio di rovinare canoe in composito molto costose, dovendosi misurare con i soliti e pochi avversari, che ovviamente invecchiano progressivamente come me, così da rendere patetico ogni confronto (per quanto mi meravigli come molti di questi agonisti si misurino l’un con l’altro su tempi ridicoli rispetto a quelli degli atleti nazionali, trovando le scuse più varie nel caso in cui dovesse aumentare il distacco). Inoltre nell’agonismo è ormai tramontata l’idea di praticare il campeggio lungo il fiume a me caro, perché anche alla garetta più insignificante bisogna arrivare nel migliore stato psico-fisico possibile, per poter essere orgogliosi a fine gara di aver battuto il solito avversario sconosciuto al mondo stesso della canoa.

Ottobre 09, 2018, 10:35:23 am
Risposta #10

luigi colombo

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Giovanni , grazie per l'invito a leggere "Requiem per la canoa fluviale agonistica" Arrivi però un po' in ritardo; quell'articolo l'ho scritto io(a firma Anonimo Brembano)! Comunque, sono d'accordo con te al duecento per cento.

Ottobre 09, 2018, 11:11:15 am
Risposta #11

Giuseppe Spinelli

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Ragazzi, è difficile non essere d'accordo con le riflessioni di Giovanni, tuttavia noto un'atmosfera di generale pessimismo che tutto sommato non condivido. Nel recente Raduno Internazionale Estivo della FICT che ha raccolto quasi trecento partecipanti durante le due settimane ho visto non solo anziani ma anche tanti giovani e ragazzi entusiasti della pratica fluviale e soprattutto "preparati" non solo ad affrontare fiumi impegnativi ma soprattutto attenti ad aiutare gli altri e ad insegnare la sicurezza ai neofiti ( e ce n'erano parecchi). Personalmente pratico fiumi, mare e lago cercando di divertirmi in tutte le occasioni. Avendo battuto le 66 primavere non vado a cercare situazioni troppo complesse dove i riflessi e le capacità fisiche contano parecchio. Ciò non toglie che mi diverto sempre e soprattutto in compagnia di "bella gente" schietta e semplice.
Non possiamo modificare le condizioni idriche del nostro paese che peraltro si avvia ad una sempre maggiore "aridità", però possiamo dare il nostro contributo sociale ed essere presenti per aiutare le comunità dei paesi rivieraschi.
Cerchiamo di essere uniti e fare "massa" politica per influenzare decisioni intelligenti dei nostri amministratori e della nostra disattenta classe politica. Il CONI ed il movimento turistico che non necessariamente si identifica con le Federazioni sono sicuramente interessati a creare una "coscienza" nazionale che difenda ambiente e una gestione salutare del tempo libero.
un abbraccio a tutti
Giuseppe

Ottobre 16, 2018, 07:46:33 pm
Risposta #12

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Bene, ora mi prendo una pausa dalle mie scartoffie di lavoro e do un'altra prospettiva alla vittoria di Christian De Dionigi. Voglio semplicemente spiegare a tutti coloro che hanno risposto, e in parte deragliato dalla celebrazione della vittoria mondiale dell'atleta del CCM - per quanto ancora del Canoa Club Milano non si sa - che LA SPECIALITA' E LA VITTORIA VANNO VISTE CON OCCHI DA PROFANI, NON DA CANOISTI.
Avete presente lo snowboarding vinto da Michela Moioli alle ultime olimpiadi di PyeongChang 2018? Avete presente la gara olimpica di Atlanta di Mountain bike vinte da Paola Pezzo nel 1996? E via di seguito, per tutte le specialità per così dire "ruggenti" di sport estremi ma collocati nelle competizioni mondiali ed olimpiche, vinte da atleti italiani negli ultimi Campionati del Mondo o Olimpiadi.
Ecco, ai miei occhi profani queste specialità e queste vittorie fanno un effetto incredibile. Se fossi uno snowboarder o un mountain biker non mi farebbero lo stesso effetto, anzi, penserei quello che avete riferito poc'anzi. Quindi, Primo postulato, L'EXTREME  SLALOM E' UNA GARA CHE RACCOGLIERA' MOLTI FAVORI DAL PUBBLICO PERCHE' E' COMPRENSIBILE E PIU' SPETTACOLARE DELLO SLALOM O DELLA DISCESA TRADIZIONALI PER CHI NON CONOSCE LA CANOA. I CANOISTI COME NOI DEVONO GUARDARLO CON OCCHI DIFFERENTI.
Il secondo postulato, generale,  è che E' MOLTO PIU' SPETTACOLARE LA GARA DI SLALOM A SQUADRE CHE QUELLA SINGOLA, sia per i canoisti che per i profani. Questo per riferirvi che è necessario comprendere le situazioni competitive immediate e consequenziali piuttosto che i punteggi complessi di penalità e di tempi.
Terzo postulato: PROVATE VOI, sì, ho detto voi che leggete e che riferite della semplicità dell' Extreme Slalom, AD ARRIVARE PRIMI IN UN CAMPIONATO DEL MONDO, dopo una decina di manches ad eliminazione in cui non si risparmiano i colpi bassi e le pagaiate tra i denti, tra rapide di quarto grado, DI UNA QUALSIASI COMPETIZIONE DELLA PAGAIA. Poi ne riparliamo. Fra trent'anni. Forse.
Quarto postulato: CHRISTIAN DE DIONIGI, come anche lui ha ammesso, E' PROBABILMENTE IL RISULTATO DI SESSANT'ANNI DI STORIA DEL CCM PER CIO' CHE RIGUARDA LA CANOA ESPLORATIVA ED ESTREMA ITALIANA. L'atleta infatti ha alternato la competizione in slalom - è stato Campione Italiano di Slalom singolo ed a squadre un anno fa - a discese sportive condotte fin da giovane età insieme ai vecchi e ai giovani canoisti del  Canoa Club Milano.
Quinto Postulato: NESSUNO IN ITALIA HA VINTO UN MONDIALE DELLA PAGAIA PROVENENDO DA UN CLUB PRIVATO. Tutti i nostri Campioni del Mondo appartengono o sono appartenuti ad un'Arma militare come Fiamme Oro, Forestale, Fiamme Gialle, etc...
E ora auguro a tutti una buona meditazione.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Ottobre 17, 2018, 06:11:38 am
Risposta #13

santino spada

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Bravo Vittorio
Bellissime considerazioni !!!!!!!!!!!!

Ottobre 17, 2018, 01:33:49 pm
Risposta #14

Gengis

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Ciao a Tutti ,
non sempre le novità sono recepite per la loro importanza ed in questo l'amico Toio ne ha centrato il discorso .
L'agonismo  ha bisogno di visibilità poichè essa attrae gli sponsor e a tal fine vengono modificate le gare, riducendo i percorsi per renderli più visibili , così si costruiscono gli stadi della canoa , Monaco e Ivrea e presto anche Verona  riuscirà nel rendere più comodo il suo impianto di slalom in Adige .
Come tutti i Soci del C.C.M. ho gioito di questa importante vittoria  che rende giustizia  al grande lavoro che da oltre 60 il C.C.M. ha fatto per promuovere il nostro amato sport , così penso ai suoi Dirigenti  ,Granacci , Visconti , Faini che con le loro idee e pagaie andavano contro i mulini a vento ,oggi io li vedo che si danno delle grosse pacche sulle spalle e ridono contenti .Grazie Campione del mondo .Gengis