Autore Topic: Danubio, il mito  (Letto 5066 volte)

Giugno 15, 2018, 09:05:57 pm
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Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
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"Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa - non importa ch'io vi dica quanti - avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m'interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po', e di vedere così la parte acquea del mondo ... Basterebbe che lo conoscessero appena un poco, e quasi tutti gli uomini, una volta o l'altra, ciascuno a suo modo, si accorgerebbero di nutrire per l'oceano su per giù gli stessi sentimenti miei."
Questo incipit mi ha fatto scegliere il libro da portarmi sul Danubio: Moby Dick di Herman Melville, scritto nel 1851.

Mi sto preparando da mesi. No, non fisicamente; anzi, da quel punto di vista non dovrei partire (dopo aver tolto i punti, il taglio al mento si sta rimarginando; ho ricominciato a piegare l'alluce del piede, anche se mi fa ancora male; il distacco osseo della falange del mignolo sarà recuperabile solo in parte con una operazione che, d'accordo con il chirurgo, ho rimandato all'autunno).
Aggiungiamo che, anche a causa della caduta, degli ultimi 45 giorni ne ho passati 42 seduto in ufficio o in auto e solo 3 sulla tavola. Quindi non sono proprio nelle migliori condizioni fisiche per affrontare 1200km di Danubio in sup con 25kg di bagaglio a bordo. Ma se la testa mi regge penso di potercela fare. Mai come stavolta posso dire che vale la mia massima: "se ce la faccio io, ce la può fare chiunque".

Domenica dunque si parte, in auto con destinazione Ulm (D), ingresso in acqua per navigare in 5 settimane fino a Mohacs (H) al confine con la Serbia. Proverò a tenere un diario di viaggio, come feci l'anno scorso durante la discesa del fiume Elba.

Stavolta ho una tavola diversa, molto più adeguata all'impresa di quella dell'anno scorso. Una tavola oceanica da 5,20m (17'), adattata su mio progetto da uno shaper (un costruttore di tavole da surf). Spero di faticare meno in quel mare affollato di navi che è il Danubio, con forti venti contrari e onde da tutte le parti.
« Ultima modifica: Giugno 16, 2018, 10:22:33 am da Andrea Ricci »
Andrea Ricci
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Giugno 18, 2018, 09:32:25 pm
Risposta #1

Andrea Ricci

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"... Guardate lì le folle dei contemplatori dell'acqua. Che fa qui questa gente? I prati verdi sono scomparsi? Strano. Niente li soddisfa se non il limite estremo della terra. Debbono andare vicino all'acqua, quant'è possibile senza cascarci dentro. Come tutti sanno, meditazione e acqua sono sposate in eterno ..." (da Moby Dick)

Sono con Vincenzo di Roma in kayak e Jürg di Zurigo in canoa canadese, per questi primi giorni. Abbiamo dormito nel canoa club di Ulm, ospitati come amici e invitati a cena. I canoa club lungo i fiumi, nei paesi civili, funzionano come stazioni di posta per viaggiatori: ciclisti lungo i fiumi o canoisti sui fiumi, si fermano con la loro tenda per dormire, fare una doccia, spesso anche mangiare, spendendo un obolo.
Stamattina presto in acqua: 10 ore di navigazione per arrivare da Ulm a Lauinger, 43km e 7 chiuse, azionate elettricamente dall'utilizzatore, cioè da noi. (Più sotto spiego come funzionano queste chiuse, per gli interessati).
La mia tavola, stabile e capiente, non è veloce come pensavo. Ma forse è per la stanchezza e la mancanza totale di allenamento. Però mentre la mattina, dopo il mio solito tè verde alla menta, non c'era verso di superare una velocità di 6-7km/h, dopo una bella Weizenbier dunkel fredda gustata insieme a Jürg in un Biergarten lungo il fiume, la velocità nel pomeriggio è passata a 8-9km/h. Quanto conta il carburante, eh? ;)

CHIUSE, come funzionano lungo il Danubio in Germania. La chiusa è un corridoio di cemento armato lungo 30 metri, largo 4,alto 10 metri, posto a fianco a una centrale elettrica lungo il fiume. Il canoista arriva e aziona elettricamente le porte che alzano o abbassano il livello del fiume per poter superare salti di una decina di metri.
Andrea Ricci
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Giugno 19, 2018, 10:13:45 am
Risposta #2

Emilio "Belu" Beluffi

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BUON viaggio e BUON divertimento!!  8) 8)

Giugno 20, 2018, 06:58:31 pm
Risposta #3

Andrea Ricci

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3. Danubio, il mito

Verde a destra, verde a sinistra, verde l'acqua, azzurro il cielo, il fiume scorre placido, tra una chiusa e l'altra ... Vabbè, ieri sono stato zitto, ma oggi lo devo dire: che noia 'sto fiume! Meno male che ogni tanto c'è la birra, la squisita birra bavarese: mezzo litro il primo giorno, un litro il secondo, un litro e mezzo il terzo. E l'ubriacar m'è dolce in questo fiume ... E poi c'è Vincenzo. Ieri sera il canoa club di Donauwörth, con un prato raso da fare invidia a chiunque, ci ha messo a disposizione la cucina, e allora ci siamo scatenati, con una pasta al sugo di tonno da leccare il piatto. Che alla fine l'uomo si consola a tavola, e l'italiano alla buona tavola.
Comunque un paio di incontri simpatici in fiume ci sono stati: un giovane capriolo che mangiava tranquillo in riva al fiume, e che è scappato quando silenzioso mi sono avvicinato a una manciata di metri; ma soprattutto la giovanissima talpa, piccola come un topolino di campagna, che attraversava il Danubio a nuoto, un'impresa titanica! Non avevo mai visto una talpa da vicino, l'ho fatta salire sulla tavola per osservarla meglio: le zampine con gli unghioni per scavare, e un delizioso nasino rosso perennemente in attività, per compensare la quasi cecità. Come deve essere il mondo per una talpa ... una Babele di odori, un mondo parallelo. Ma infine il mondo non è diverso per chiunque di noi, ciascuno con la propria Weltanschauung?

"E ancora più profondo è il significato di quella storia di Narciso, che non potendo afferrare l'immagine tormentosa e gentile che vedeva nella fonte, vi cadde e morì annegato. Ma quell'immagine la vediamo noi stessi in tutti i fiumi e gli oceani. È l'immagine del fantasma inafferrabile della vita; e questo è la chiave di tutto." (da Moby Dick)
Andrea Ricci
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Giugno 22, 2018, 12:37:16 am
Risposta #4

Irving

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Giugno 23, 2018, 01:19:21 pm
Risposta #5

Andrea Ricci

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"Ma una buona risata è una gran bella cosa, e una bella cosa piuttosto rara. Questo è il vero peccato. Perciò se un uomo ha la fortuna di avere addosso ciò che serve a un altro per farsi una buona risata, non abbia esitazione, ma si disponga allegramente a impiegarsi e a farsi impiegare a quello scopo. E chi si porta addosso qualche generosa esca alle risate, è un uomo che vale più di quanto si pensi. Ci potete scommettere." (da Moby Dick)

E non mancano i tipi che in altri ambiti susciterebbero una risata, qui, al Falboot Club Ingolstadt, tradizionale ritrovo per la partenza della più importante manifestazione di pagaia del mondo, il Tour International Danubien, quest'anno la 63a edizione. Una maggioranza di canoisti tedeschi, ma poi da tutta Europa: rumeni bulgari serbi slovacchi polacchi ... e come spesso mi capita, io unico italiano. Pochi giovani, donne in minoranza, canoe di vario tipo, ma tutte in grado di affrontare tappe di 40, 50, 60, perfino 70km al giorno.
Oggi giorno di presentazione, non si naviga. Ne ho approfittato per andare a fare un po' di spesa per la colazione. Se non si abita in centro città, la spesa in Germania si può fare solo nei supermercati di grosse catene. La migliore catena è Edeka, con una buona qualità per i nostri standard. I tedeschi fanno la spesa nelle catene discount. Spendono magari 50mila euro per l'auto e per la migliore attrezzatura da giardino, ma poi risparmiano sul cibo di tutti i giorni, e si siedono a ogni occasione nei loro caffè per una tazza di cappuccino ben zuccherato con una fetta di torta. Il risultato è che da adulti hanno un corpo disfatto. Uno dei popoli più disciplinati e capaci del pianeta minato da una cultura alimentare penosa.
Vabbè, ho trovato la mia Edeka e sono tornato al club per sedermi con gli altri a colazione. Tutti molto gioviali e simpatici, hanno coinvolto subito l'italiano nelle loro discussioni e curiosità. Un tema molto sentito anche qui è quello dei migranti:
- l'Italia è stata lasciata da sola ad affrontarlo per troppi anni! Andrea, che ne pensi del nuovo governo?
- dalle notizie che leggo, direi un ottimo governo! In poche settimane penso che abbia risolto tutti i problemi che avevamo, non se ne parla più. Ora ci è rimasto solo quello di qualche sbarco di poveracci e poi siamo a posto!
Grandi risate. Già, grandi risate amare ...
Andrea Ricci
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Giugno 23, 2018, 09:15:19 pm
Risposta #6

Andrea Ricci

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"Sicuro, il mondo è una nave al suo viaggio di andata, non un viaggio completo." (da Moby Dick)

Alle 18 apertura ufficiale della manifestazione, preceduta - per avere la massima attenzione - da un serio discorso sulla sicurezza. Molto interessante, casomai vi venga in mente di venire a pagaiare sul Danubio.
Le prime 3 tappe sono rispettivamente di 45, 35, 55km. La temperatura dell'acqua è di 15 gradi, mentre quella esterna in questi giorni è variata tra 10 e 30 gradi. Sole forte, pioggia torrenziale, vento, sono accadimenti normali. Da domani cominceremo a incontrare traffico navale di tutti i tipi: navi da crociera, navi porta-container, chiatte, draghe, yacht, velieri, motoscafi. Le navi che risalgono il fiume ovviamente le vedremo. Quelle che scendono, a causa dei motori silenziosissimi, potremmo vederle mentre ci stanno sfilando accanto. Parliamo di navi lunghe anche 200 metri. Attenzione ad accostare a riva, perché le onde potrebbero farci infrangere contro i massi frangiflutti. Attenzione alle boe, che dondolano a destra e a sinistra frustate dalla corrente: sono un pericolo mortale se ci si sbatte contro, perché si viene trascinati sotto. Attenzione dove il fiume si restringe, perché le navi non possono fermarsi. Attenzione ai fulmini: in caso di temporale meglio ripararsi sotto un ponte o a riva, ma non vicino ad alberi. Attenzione infine a dove si sbarca: se c'è erba alta è probabile prendere zecche.
Dopo aver ascoltato tutto, ho ritirato su la mandibola, ho deglutito, ho riabbassato leggermente le palpebre, ho cercato insomma di riprendere una espressione normale; e sono andato a farmi una birra  :D
Andrea Ricci
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Giugno 25, 2018, 06:28:54 am
Risposta #7

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

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    Portatemi al freddo ... vi prego ;-)
 ... Pioggia di meteoriti, tartarughe ninja assassine, ultracorpi, alghe carnivore, pterodattili ...? Niente di tutto ciò?
Beh, allora per essere un fiume mooolto largo e mooolto piatto direi che è quasi sicuro!  ;D

PS: questa cosa delle boe, mi ricorda un pò quelle di segnalazione all'uscita dei golfi in Bretagna intorno alle quali, durante i cambi di marea, la corrente creava dei gorghi e dei giri d'acqua assurdi come a ridosso dei ponti nei fiumi in piena!!!  e lì, se non ci stavi all'occhio ti ritrovavi in un attimo nell'oceano ... :o

Auguri e buona continuazione.  ;)

Giorgio  (JC)

"Sicuro, il mondo è una nave al suo viaggio di andata, non un viaggio completo." (da Moby Dick)

Alle 18 apertura ufficiale della manifestazione, preceduta - per avere la massima attenzione - da un serio discorso sulla sicurezza. Molto interessante, casomai vi venga in mente di venire a pagaiare sul Danubio.
Le prime 3 tappe sono rispettivamente di 45, 35, 55km. La temperatura dell'acqua è di 15 gradi, mentre quella esterna in questi giorni è variata tra 10 e 30 gradi. Sole forte, pioggia torrenziale, vento, sono accadimenti normali. Da domani cominceremo a incontrare traffico navale di tutti i tipi: navi da crociera, navi porta-container, chiatte, draghe, yacht, velieri, motoscafi. Le navi che risalgono il fiume ovviamente le vedremo. Quelle che scendono, a causa dei motori silenziosissimi, potremmo vederle mentre ci stanno sfilando accanto. Parliamo di navi lunghe anche 200 metri. Attenzione ad accostare a riva, perché le onde potrebbero farci infrangere contro i massi frangiflutti. Attenzione alle boe, che dondolano a destra e a sinistra frustate dalla corrente: sono un pericolo mortale se ci si sbatte contro, perché si viene trascinati sotto. Attenzione dove il fiume si restringe, perché le navi non possono fermarsi. Attenzione ai fulmini: in caso di temporale meglio ripararsi sotto un ponte o a riva, ma non vicino ad alberi. Attenzione infine a dove si sbarca: se c'è erba alta è probabile prendere zecche.
Dopo aver ascoltato tutto, ho ritirato su la mandibola, ho deglutito, ho riabbassato leggermente le palpebre, ho cercato insomma di riprendere una espressione normale; e sono andato a farmi una birra  :D

Giugno 27, 2018, 10:52:04 am
Risposta #8

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Stamattina, aprendo la tenda, il primo pensiero è stato che mi trovavo a 60km da dove avevo aperto la tenda 24 ore prima; e che ci ero arrivato pagaiando lungo il più grande fiume d'Europa, passando sotto al tempio della cultura tedesca ... Un ruttino ha interrotto l'importanza del pensiero e mi ha ricordato la cofana di penne al ragù "alla bolognese" divorate alla cena in comune; sono quindi andato a comprarmi una salutare colazione d'espiazione.
Andrea Ricci
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Giugno 27, 2018, 01:47:18 pm
Risposta #9

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    ...
Stamattina, aprendo la tenda, il primo pensiero è stato che mi trovavo a 60km da dove avevo aperto la tenda 24 ore prima; e che ci ero arrivato pagaiando lungo il più grande fiume d'Europa, passando sotto al tempio della cultura tedesca ... Un ruttino ha interrotto l'importanza del pensiero e mi ha ricordato la cofana di penne al ragù "alla bolognese" divorate alla cena in comune; sono quindi andato a comprarmi una salutare colazione d'espiazione.
;D ;D ci sono le chiatte che trasportano auto da una parte all’altra del fiumiciattolo?

Luglio 03, 2018, 10:40:08 pm
Risposta #10

Andrea Ricci

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Ha cominciato a piovere la sera, è durato tutta la notte, poi tutto il giorno, poi tutta la notte. "Voi italiani non siete abituati a saper sfruttare il sole", mi spiegava più o meno con queste parole una attempata canoista olandese conosciuta lungo la discesa del fiume Elba in Germania l'anno scorso. "Noi in Olanda appena vediamo un raggio di sole portiamo fuori il bucato e alle prime gocce di pioggia lo ritiriamo in casa. Lo stesso quando si fa campeggio, con i nostri climi piovosi." E allora, memore di questa lezione, stamattina, visto che non pioveva, me la sono presa comoda. Ho aspettato il sole. Che è arrivato! Ma dopo l'ora "olandese", che sarebbe stata sufficiente per asciugare tutto, ho aggiunto 3 ore "italiane" di relax (ognuno interpreta a suo modo le lezioni di vita, no?). Tutto il gruppo era andato via da un pezzo. Mi sono quindi fatto una giornata di pagaiata completamente da solo. All'inizio ho patito un po' il sole e la fiacca. Allora ho avuto la faccia tosta di chiedere a un tizio tranquillamente seduto nel giardino di casa fronte fiume se mi offriva una birra fredda. Dopo della quale, come insegnano tutti i migliori manuali di nutrizione :D, il fisico ristorato è ripartito alla grande!
Ah, all'arrivo, alle 9 di sera, appena sbarcato ha cominciato a piovere ...
Andrea Ricci
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Luglio 04, 2018, 10:11:52 am
Risposta #11

Emilio "Belu" Beluffi

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...questo ci torna completamente alcoolizzato...

 ;D ;D ;D ;D ;D

Luglio 05, 2018, 08:45:48 pm
Risposta #12

Andrea Ricci

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"Dico solo questo: la sua sorte fu quella di una nave sbattuta dalla tempesta, che vada miseramente lungo una costa a sottovento. Il porto le darebbe riparo, il porto è misericordioso, nel porto c'è la salvezza, comodità, un focolare, una cena, delle coperte calde, degli amici, tutto ciò che è gradito a noi poveri mortali. Ma in una tempesta il porto, la terra, è il pericolo più terribile per una nave. Essa deve sfuggire ogni ospitalità; un solo contatto della terra, anche solo una carezza alla chiglia, la farebbe rabbrividire da cima a fondo. Con tutte le sue forze, la nave spiega ogni vela per scostarsi. E nel farlo, combatte proprio contro quei venti che la vorrebbero spingere verso casa; va cercando di nuovo tutta la mancanza di terra di quel mare infuriato. Si getta nel pericolo disperatamente, per amore di un riparo. E il suo unico amico è il suo nemico più feroce." (da Moby Dick)

Queste frasi mi sono tornate il mente mentre pagaiavo contro 20 nodi di vento nelle gole di Melk, in Austria. Ognuno ne dia la sua interpretazione. Ma è facile capire che è la metafora della vita, quella vita che si vive per sentirsi vivi. E se non l'hai capita, resta in un porto.
« Ultima modifica: Luglio 06, 2018, 07:59:16 am da Andrea Ricci »
Andrea Ricci
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Luglio 07, 2018, 03:39:07 am
Risposta #13

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- Ma cosa mangi, Andre'?
Chi mi conosce sa quanto tenga a una sana alimentazione, e quanto rifiuti i cibi industriali, trattati, elaborati. È una questione anche etica per me. Soprattutto quando sono in viaggio nella natura, mi piace nutrirmi di quello che trovo: fiori, erbe spontanee, frutti (cerco di bere anche l'acqua dei fiumi e dei laghi, ma quella del Danubio, come quella del fiume Elba l'anno scorso, non mi attira proprio).
Mentre in 2 settimane di navigazione in Germania non ho trovato nulla, man mano che mi addentro in Austria la natura mi sembra sempre più prodiga. Lungo il fiume o sugli argini trovo fiori di cicoria, fiori di trifoglio, dente di leone, piantaggine; tutto da mangiare crudo naturalmente, strappato dalla terra e messo in bocca. E poi frutta: lamponi, susine, mele, e ultimamente anche prugne, albicocche.
Non riesco a postare foto perché quando trovo frutta mi sporco subito le mani, in una goduria tattile e gustativa: il frutto strappato dalla pianta e messo in bocca, come il poppante attaccato al seno, della terra ...
Andrea Ricci
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Luglio 09, 2018, 02:45:38 am
Risposta #14

Andrea Ricci

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Oggi ho preso la mia prima zecca. Non mi ha terrorizzato, come pensavo. Anzi, vedere quel corpicino sgambettante e la testa tuffata nella mia carne, mi ha fatto quasi tenerezza. In un post dei primi giorni riflettevo su come deve essere il mondo parallelo percepito da una talpa: tutto odori, vibrazioni. Così, per una zecca il mondo sarà percepito solo come flussi di calore ...
Dopo qualche minuto di riflessioni bonarie sul mondo, ho calato la maschera di Jekill e indossata quella di Hyde: preso il mio strumento rimuovi zecche mai usato e con una facilità che non sospettavo, ho interrotto il suo atto d'amore per le mie vene (nonché resa inoffensiva per l'eternità).
Ma se la parola di ieri è stata "grill party", invitato da un gruppo di giovani conosciute in campeggio a festeggiare la sera al bordo di una lago privato (!), con musica e bagni; la parola di oggi è "serendipity": the art of making happy and unexpected discoveries by accident. L'imbocco di un piccolo ramo naturale del Danubio mi ha visto, mi ha chiamato, e io ci sono entrato. Nelle foto potete vedere che razza di more grandi come noci ho trovato, che corridoio verde probabilmente mai percorso, con alberi a sbarrarne il corso (passati non senza difficoltà), fino ad arrivare a sorpresa in un campo slalom; e infine, dopo parecchi km, come ad uscire da un vicolo del centro storico, rientrare nella strada trafficata del grande Danubio. Oggi sono a Vienna.
Andrea Ricci
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