Autore Topic: Roberto Bruno, detto Brunotti.  (Letto 295 volte)

Novembre 23, 2017, 02:50:54 pm
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Lorenzo Molinari

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Forse pochi ricordano Roberto Bruno, detto Brunotti, nato nel 1937, credo a Torino, canoista fluviale dalla fine degli anni 1950, tuttavia desidero ricordarlo oggi a pochi giorni dalla sua scomparsa.

Nel 1957 Brunotti, studente a Milano della facoltà di Geologia, e il suo amico e compagno di studi Andrea Alessandrini progettarono e costruirono le loro prime canoe di legno e tela e nella pausa estiva s'imbarcarono a Pandino sull’Adda per pagaiare fino Venezia. L’anno successivo fu la volta del Rodano che discesero da Briga fino al mare e via mare fino all’Italia.

La passione spinse Andrea a fondare la ASA Canoe per la produzione di canoe in vetroresina, cui contribuì l’amico Brunotti, che di lì a poco però cessò di collaborare, avendo altri progetti per la sua vita.

Brunotti non abbandonò il mondo della canoa: insieme agli amici Andrea Alessandrini, ai fratelli Mario e Carlo Grigioni, ad Alberto Biagi, ecc. scese numerosi fiumi e torrenti in Italia e all’estero e fu atleta di spicco prima per il Canoa Club Milano (CCM) e poi per il Gruppo Milanese Canoa (GMC), gareggiando anche con la maglia azzurra nel kayak, specialità discesa, in squadra con Andrea Alessandrini, Roberto D’Angelo e Mario Di Stazio, questi ultimi d’Ivrea. Terminato il periodo agonistico, insieme ad Andrea Alessandrini, si occupò del settore giovanile fluviale del GMC, accompagnando per fiumi i fratelli Bernasconi, il sottoscritto e tanti altri.

Appassionato di bicicletta da strada e soprattutto di percorsi in salita, si cimentò su tutti i passi più duri e famosi d’Europa, seguito a ruota da diversi amici canoisti, tra i quali il sottoscritto.

Insegnante di matematica, negli anni ‘70 fece una scelta per allora del tutto inconsueta e precorritrice: lasciò Milano per trasferirsi in campagna con la sua compagna di vita Adriana Marzi sulle colline di Alba a Neive, dove aprì la Cantina del Glicine e iniziò a coltivare la vigna e a produrre grandi vini, tra i quali il suo Barbaresco, celebrato come uno dei migliori vini al mondo dai più prestigiosi concorsi enologici internazionali (consiglio il video disponibile al link: http://www.cantinadelglicine.com/it/home, per comprendere la sua arte vinicola).

Uomo tenace, con una volontà sovrumana nello sport come nel lavoro, desideroso sempre di ottenere il meglio, per quanto modesto, nonostante i grandi risultati ottenuti, e schivo da qualunque protagonismo. Originale nel suo modo di pensare, spesso controcorrente ma con quel giusto equilibrio tra rigore e ironia lasciava farsi ascoltare e spesso induceva a ripensare alle proprie opinioni.

In allegato foto della sua cantina a Neive, cantina che risale alla fine del 1500, e foto che lo ritrae di recente.

Grazie Brunotti!
« Ultima modifica: Novembre 24, 2017, 10:00:26 am da Lorenzo Molinari »

Novembre 24, 2017, 08:11:52 pm
Risposta #1

Vittorio Pongolini

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  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Conoscevo Roberto Bruno per la sua fama di canoista e dai vecchi film di canoa.
 
Avrei però voluto conoscerlo di persona e speravo di incontrarlo sui fiumi e alcuni anni fa ci siamo scambiati alcune email, in occasione del decesso di Carlo Grigioni, suo collega in nazionale ai Mondiali di Lipno.
 
La sua dipartita mi coglie di sorpresa e non mi ha consentito di arrivare a quanto speravo di riuscire a fare.
 
Non mi resta purtroppo che dispiacermi della sua perdita e  porgo alla famiglia le mie più sentite condoglianze.

Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

We can't afford to squander more of our rivers with dirty dams when real clean energy solutions exist. But... we have to be realistic with our actual energy consumptions!